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6. Vignetta di RobiHood – 12 LUGLIO 2026 – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 12 LUGLIO 2026 – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non abbiamo accolto con cuore aperto il seme della tua parola. Kyrie eleison.
  • Cristo, ci siamo lasciati prendere troppo dalle preoccupazioni della vita e non siamo stati attenti alla tua parola. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo pensato che la tua parola fosse troppo impegnativa e l’abbiamo trascurata. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

La parola di Dio mira a cambiare cuore e vita. Il Padre ascolta sempre la preghiera di chi si affida a lui. Preghiamo insieme dicendo: Signore, semina in noi la tua parola.

  • Perché possiamo riconoscere negli altri dei figli tuoi e nostri fratelli. Preghiamo.
  • • Perché ci sentiamo parte viva della comunità cristiana in cui tu ci hai chiamati. Preghiamo.
  • Perché nel tempo della sofferenza sappiamo riconoscere il tuo amore paterno. Preghiamo.
  • Perché riusciamo sempre a perdonare i fratelli che sbagliano. Preghiamo.

O Padre, tu hai mandato sulla terra il tuo unico Figlio, per seminare la tua parola. Fa’ che essa metta radici nel nostro cuore e porti frutti di vita buona. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

Antifona

O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra. (Cf. Sal 47,10-11)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che ti riveli ai piccoli
e doni ai poveri l’eredità del tuo regno,
rendici miti e umili di cuore,
a imitazione di Cristo tuo Figlio,
perché, portando con lui il giogo soave della croce,
annunciamo al mondo la gioia che viene da te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Ci purifichi, o Signore,
quest’offerta che consacriamo al tuo nome,
e ci conduca di giorno in giorno più vicini alle realtà del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. (Sal 33,9)

*A
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro», dice il Signore. (Mt 11,28)

Dopo la comunione

O Signore, che ci hai nutriti
con i doni della tua carità senza limiti,
fa’ che godiamo i benefici della salvezza
e viviamo sempre in rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

COMMENTO 

Il brano evangelico di questa domenica é breve ma denso di significato.
Gesù ha percorso, con i suoi discepoli, in lungo ed in largo, tutta la Galilea. I risultati ottenuti sono scarsi e deludenti. La notizia del suo fallimento raggiunge anche Giovanni nella lontana ed isolata prigione del Macheronte.
Preoccupato di essere stato tradito nella speranza,  il Battista fa pervenire la sua inquietudine attraverso i suoi devoti seguaci: “ Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro? (Mt 11,3).
La stessa sensazione di fallimento gli giunge da Cafarnao, suo abituale luogo di residenza, e da due villaggi dei dintorni: Corazin e Betsaida.
Le sue parole, i suoi miracoli, il suo esempio non hanno inciso e si sono persi nel nulla della quotidianità indifferente ed abitudinaria.
Il culto asfissiante; una Legge pesante da osservare a motivo di un ginepraio di divieti intrisi di sensi di colpa; gli Scribi ed addetti al culto onnipresenti e tracotanti nell’assoggettare  la Parola alle loro elucubrazioni cervellotiche, hanno trasformato Dio da Padre in un tiranno, e la fede in una fucina che sforna solo sudditanza, alienazione e terrore di punizioni eterne. Il peso di tutto questo è insopportabile.
Il Signore reagisce con forza e chiarezza. Chiama Dio con il termine che bercia il primo suono espresso dal neonato nel riconoscere colui che, con la mamma, gli ha donato la vita. In ebraico il termine suona “Abba” storpiato e biascicato dal bimbo in “papà”. È una parola intrisa di significati e sfumature che sfuggono a qualsiasi tentativo di spiegazioni e precisazioni semantiche. È un sussurro melodioso, quasi impercettibile che, la prima volta che viene ascoltato dal genitore,  scatena in lui uno tsunami di emozioni e sentimenti.
Esso indica che il piccino riconosce, fra quanti lo circondano,  l’unico che gli ha trasmesso la vita associandolo all’altra figura fondamentale per lui la “mamà”.
“Papà” è Dio per tutti. Per pronunciarlo si richiede la stessa condizione del bambino che, riconoscendosi inerme e bisognoso di cura ed amore, si abbandona completamente e totalmente, sicuro di non venire respinto.
Non è un peso da portare, non è un pedaggio da pagare a motivo del suo essere bisognoso di tutto per sopravvivere.
Non è un salto nel buio, ma la certezza di essere così importante da venire gratuitamente amato per sempre.
Questo abbandono non è ragionamento utilitaristico, ma certezza di una presenza costante che si chiama amore, che nulla chiede e tutto dà.
Il frutto che porta ha il sapore di libertà ed intelligenza.
Sant’Agostino l’ha sintetizzata in una frase fulminante: “Ama e fa quello che vuoi”. L’unico limite della fede è quello di non amare abbastanza. E noi saremo soppesati e valutati solo sull’amore che abbiamo condiviso vicendevolmente (Cfr Mt 21, 35-46).
È questa la pietra angolare che dà concretezza al nostro credere?

COMMENTO 2

Imitiamo Gesù mite ed umile

O Dio Padre, Ti benediciamo per il ministero profetico di Zaccaria,
che preannuncia la venuta del Messia, re umile e mite che stabilisce la pace e la giustizia,
il Tuo Figlio Gesù.

O Gesù, Tu lodi e ringrazi il Padre per aver nascosto i misteri del Regno
agli autosufficienti di questo mondo e per averli manifestati ai piccoli, agli umili aperti alla Tua Parola.
Tu riveli il Padre e ci attiri a Te. Negli affanni, nei disagi, nelle prove della vita ci affidiamo a Te,
che ci doni ristoro, pace, serenità. Tu ci inviti a prendere su di noi il giogo soave del Tuo Vangelo,
che non ci opprime e non ci schiavizza, ma ci rende liberi e ci mantiene sulla retta via, se lo viviamo radicalmente.

O Spirito Santo, in virtù del Battesimo Tu ci inabiti e ci fai appartenere a Cristo,
custodendo in noi la speranza della vita eterna e della risurrezione.
Con il Tuo santo aiuto, rinunciamo al peccato, esprimendo in noi la vita nuova di Cristo,
vivendo in continuo rendimento di grazie.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

Questo brano, bellissimo e amatissimo sia dai santi che dalla gente semplice, è composto da tre parti: la prima è una preghiera di lode rivolta al Padre, la seconda, una rivelazione di stile giovanneo, la terza, una esortazione.
Gesù è rimasto sorpreso dal fatto che i conoscitori della Bibbia non lo capiscono e lo contrastano, mentre i poveri lo comprendono e lo seguono. Egli legge in questa situazione lo stile di azione del Padre e la diversa disposizione degli uomini: il Padre volentieri si comunica a coloro che riconoscono di aver bisogno di lui, invece rimane nascosto a coloro che pretendono di arrivare a lui grazie alla propria scienza e ai propri sforzi intellettuali o morali. Gesù, con questa preghiera di lode, testimonia al Padre la totale condivisione e la piena disponibilità a entrare nel suo modo di agire. Anche lui si farà conoscere dai semplici e resterà nascosto ai presuntuosi.
La rivelazione riguarda il tema della vera sapienza. Per gli ebrei la sapienza più alta è la conoscenza di Dio e i veri sapienti erano ritenuti i conoscitori della Sacra Scrittura. Gesù si presenta come l’unico che può dare la vera e autentica conoscenza di Dio. Essendo egli il Figlio, conosce totalmente il Padre, perché abita in lui e ha comunicato tutto se stesso al Figlio. Questa conoscenza non è chiusa agli uomini, anzi Gesù è venuto proprio per condurre gli uomini al Padre. Ma lui seguirà lo stesso stile del Padre: si farà conoscere e farà conoscere il Padre solo da coloro che hanno il cuore aperto alla fede in lui; chi invece giudicherà lui, a partire dalla propria «scienza» biblica, resterà escluso perché non crede e ha il cuore chiuso.
Infine, l’invito ad andare da lui, rivolto a tutti coloro che si ritengono bisognosi di fronte alla vita e a Dio, è di una dolcezza infinita che conquista e non ha bisogno di commento, si tratta solo di accoglierlo e di farlo risuonare dentro di sé. L’esortazione a prendere il suo giogo richiede un chiarimento. Gli ebrei avevano un giogo di 613 precetti da osservare. San Paolo nota che nessuno era in grado di osservarli tutti. Gesù li sostituisce con un solo precetto: somigliare a lui nella mitezza e nell’umiltà. Anche questo è un giogo, sì, tuttavia dolce e leggero, lui dice. Dolce perché è un giogo di amore, leggero perché è costituito dal dono della verità, che rende liberi.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La scienza, con le possibilità che ha aperto, ha spinto molti a pensare che l’insegnamento di Gesù sia superato. Ci sono molti nuovi «maestri». Ma la conoscenza di Dio, che apre le porte alla vita pienamente umana e alla salvezza eterna, non passa dalle scienze «umane», ma dalla parola di Gesù.
  2. «… imparate da me, che sono mite e umile di cuore». Mitezza e umiltà non sono virtù molto presenti nella cultura odierna. Quanti problemi e difficoltà relazionali e personali potremmo risolvere se diventassimo più miti e umili?
  3. Il giogo della verità è leggero per l’intelligenza. Nella nostra società questo rapporto è negato. Viene esaltata l’intelligenza umana (o la furbizia?) ma viene negata la verità. Questo produce conoscenze false e rapporti falsi tra le persone e tra le nazioni.
  4. Molti cercano il «ristoro» dove non c’è, e non bastano vacanze, evasioni, divertimenti, psicanalisti… Il ristoro vero lo offre il Signore, che ci accoglie nella preghiera, illumina la nostra vita col suo insegnamento, ci sostiene con il suo amore nell’Eucaristia, ci mette accanto fratelli da amare e da cui ricevere amore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Andiamo a scuola da Gesù, leggendo qualche pagina del vangelo, e lasciamoci istruire da lui.

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2. introduzioni – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

La logica di Dio è diversa da quella del mondo. I dotti, i sapienti e i forti di questo mondo credono di avere tra le mani i segreti della vita. In realtà, siccome non conoscono Dio e il suo pensiero, sono privi della sapienza vera. Il Padre e Gesù si rivelano ai poveri e ai piccoli, perché sono gli unici a poterli comprendere e accogliere.

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Israele è un piccolo popolo, sottomesso a nazioni più potenti. Il profeta annuncia il riscatto di Gerusalemme, che sarà opera di un re, mandato da Dio, il quale eliminerà le guerre e porterà la pace a tutti i popoli. Gesù realizzerà in pieno questa profezia.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 144 (145)

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Risuona la bella notizia: Cristo, morto per i nostri peccati, è risorto, grazie allo Spirito Santo. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito e per questo passeremo, come Gesù, attraverso la morte per risorgere con lui alla vita eterna. Questa certezza ci impegna a vivere da risorti con Cristo.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

Gesù scopre che il Padre si nasconde ai «grandi» e si rivela ai piccoli. Per questo volentieri anche lui si rivolge ai piccoli e agli oppressi per rivelare loro l’amore del Padre e per confortarli nelle difficoltà che incontrano nella vita.

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4. Letture – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Israele è un piccolo popolo, sottomesso a nazioni più potenti. Il profeta annuncia il riscatto di Gerusalemme, che sarà opera di un re, mandato da Dio, il quale eliminerà le guerre e porterà la pace a tutti i popoli. Gesù realizzerà in pieno questa profezia.

Dal libro del profeta Zaccarìa   Zc 9,9-10

Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 144 (145)

R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.  R.

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Risuona la bella notizia: Cristo, morto per i nostri peccati, è risorto, grazie allo Spirito Santo. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito e per questo passeremo, come Gesù, attraverso la morte per risorgere con lui alla vita eterna. Questa certezza ci impegna a vivere da risorti con Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani   Rm 8,9.11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

Alleluia.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

Gesù scopre che il Padre si nasconde ai «grandi» e si rivela ai piccoli. Per questo volentieri anche lui si rivolge ai piccoli e agli oppressi per rivelare loro l’amore del Padre e per confortarli nelle difficoltà che incontrano nella vita.

Dal Vangelo secondo Matteo          Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci lasciamo abbagliare dalla sapienza del mondo e trascuriamo quella che viene da te. Kyrie eleison.
  • Cristo, Cristo, siamo stanchi e oppressi e cerchiamo consolazione e ristoro lontano da te. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo stimato poco le persone umili e miti, come te. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre è vicino agli umili, si lascia conoscere e ascolta le loro preghiere. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Padre.

  • Perché non ci scoraggiamo per le nostre debolezze e ci fidiamo del tuo amore misericordioso. Preghiamo.
  • Perché accogliamo con gioia la parola di Gesù che ci permette di conoscerti nella verità. Preghiamo.
  • Perché accogliamo il ristoro spirituale che Gesù ci offre ogni giorno con la sua parola e la sua vicinanza. Preghiamo.
  • Perché l’ascolto della tua parola ci sia di aiuto, quando siamo posti di fronte a una scelta difficile. Preghiamo.

O Padre, tu hai scelto di esserci vicino nel tuo Figlio Gesù. Donaci il tuo Santo Spirito, perché ci aiuti a imparare da Gesù a vivere da figli tuoi. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NOCHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

Antifona

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia. (Sal 46,2)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che nel tuo Figlio povero e crocifisso
ci fai ricchi del dono della tua stessa vita,
rinvigorisci la nostra fede,
perché nell’incontro con lui
sperimentiamo ogni giorno la sua vivificante potenza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l’opera della redenzione,
fa’ che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome. (Sal 102,1)

oppure:

«Padre, prego perché tutti siano una cosa sola, 
perché il mondo creda che tu mi hai mandato», 
dice il Signore. (Gv 17,20-21)

*A
«Chi avrà perduto la propria vita per causa mia, 
la troverà in eterno», dice il Signore. (Mt 10,39)

Dopo la comunione

Il santo sacrificio che abbiamo offerto e ricevuto, o Signore,
sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell’amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

COMMENTO 

Il Vangelo di questa domenica è fondamentale per capire che cosa Gesù intende per fede in Dio.
Non parla di nuova religione, ma di un nuovo modo di relazionarci con il Padre che stravolge e sovverte i sacri valori su cui è fondata la società del suo tempo: il Tempio di Gerusalemme segno della presenza di Dio nella storia; la religione arroccata attorno alla sottomissione radicale alla  Legge ed alla opprimente e nevrotica osservanza dei 613 obblighi che trasformano il riposo del Sabato in una umiliante ossessione di divieti a cui sottostare; ed,  infine, la famiglia dove regna la figura del padre dittatore e padre assoluto ed indiscutibile.
Tutto questo va contro la volontà di Dio che vuole i suoi figli liberi da qualsiasi legame e sottomissione.
Lui richiede un  amore libero da qualsiasi legame.
L’affetto per i genitori non deve essere imposto, ma naturale sbocco di una relazione fondata sulla carità e riconoscimento reciproco.
La famiglia cristiana è la testimonianza di Dio che si fa accoglienza, sostegno e solidarietà.
È il tabernacolo e la prova di un modo di vivere nella libertà e nell’intelligenza con amore.
La fede in Dio deve far nascere in noi una spiritualità che ci spinge a privilegiare i piccoli della società civile . Chi sono costoro? Non sono di certo i fannulloni, gli scrocconi o i furbetti che vivono di espedienti o sulle spalle del prossimo.
Sono gli abbandonati, i poveri, gli anziani soli, i perseguitati , gli emarginati…
Infine, davanti a Dio il concetto di Patria non assume il colore di una bandiera, ma dà vita ad una policromia di appartenenza pluriforme di lingue, razze, culture, tradizioni e realizzazioni politiche finalizzate all’unità ed all’uguaglianza di diritti e di doveri senza discriminazioni di alcun tipo.
Realizzare questo significa accettare di  portare la croce. Assumersi in prima persona gli obblighi che sgorgano dall’autentica fede nel Dio amore, vuol dire rendere presente la reale presenza di Gesù nella storia umana.
Tutte le volte che, in nome di Cristo, asciughiamo una lacrima, o facciamo rinascere una speranza, o eliminiamo un’ingiustizia, o ci opponiamo all’opportunista egoista, o recidiamo le radici ingiuste e violente di qualsiasi guerra, Dio non si limiterà a  compensarci con quanto aspetta di diritto a profeti o discepoli,  ci darà molto di più; se stesso per l’eternità.
Allora anche le nostre sofferenze, persecuzioni e morti, come quelle di Cristo, avranno pieno significato e valore, per sempre, nella nostra Risurrezione nel cuore amoroso e paterno del Padre nostro.
Mai come oggi, portare la Croce, implica scoprire  e testimoniare tutto quello che il Vangelo richiede per poterci presentare al mondo come cristiani coerenti e sinceri.

COMMENTO 2

Dio non si lascia vincere in generosità

O Dio Padre,
Ti ringraziamo per aver ispirato il gesto dell’ospitalità alla donna sunammita,
che accolse in casa sua il Tuo profeta Eliseo.
Tu che non Ti lasci vincere in generosità, hai ricompensato la donna con il dono che desiderava, la fecondità.
Cantiamo la Tua bontà, o Dio buono, fedele alle Tue promesse.

O Gesù,
Tu ci chiedi di amarti più di tutti e di tutto,
di darti il cuore, di dedicarci totalmente a Te.
Seguirti comporta il prendere ogni giorno la propria croce,
morire al peccato, a se stessi e al mondo per amare come Te, fino al dono totale della propria vita.
Chi accoglie i discepoli – piccoli, semplici e poveri testimoni del Vangelo – accoglie Te e il Padre Tuo, e non perderà la sua ricompensa.
Chi perde la vita per Te, la salverà in eterno.

O Spirito Santo,
Tu ci ricordi che siamo discepoli missionari in virtù del Battesimo,
che ci ha reso partecipi della Pasqua del Signore Gesù.
Sepolti con Lui nella sua morte redentrice, siamo rinati a vita nuova.
Aprendoci alla Tua azione, viviamo in Gesù la vita nuova, nella lode del Padre e nel servizio dei fratelli.

Maria SS.ma,
donna eucaristica, con Te ringraziamo il Padre
che in questa Eucaristia opera la redenzione,
liberandoci dalle tenebre del peccato.
Aiutaci a rimanere uniti al Tuo Figlio Gesù per portare il frutto dell’amore.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

La prima volta che abbiamo ascoltato i primi versetti di questo brano, certamente siamo rimasti perplessi o sconvolti. Gesù sembra porsi in competizione con gli affetti più cari. La conseguenza non è meno dura: «… non è degno di me», ripetuto due volte.
È necessario mettersi in atteggiamento di ascolto e di preghiera, per entrare nel dono che Gesù ci fa con queste sue parole.
Poco prima Gesù dice di essere venuto a portare non la pace, ma una spada (10,34). Certamente non sta parlando della spada che un discepolo estrarrà al momento del suo arresto, ma della spada della sua Parola, quella che nella lettera agli Ebrei è detta «a doppio taglio» e capace di scrutare «i sentimenti e i pensieri del cuore» (cf Eb 4,12). Egli sa bene che la sua Parola creerà divisione anche nelle famiglie, per questo avverte i suoi discepoli: se dovesse essere necessario scegliere tra i famigliari e lui, essi sanno di non avere alternative, perché è in gioco il loro rapporto con Gesù e la salvezza. Chi rinnega il Signore, per salvare gli affetti terreni, lo costringe a rinnegare lui davanti al Padre, come abbiamo ascoltato domenica scorsa.
Non basta. La sequela di Gesù esige anche di seguirlo sulla strada della croce, portando la propria. Certamente Matteo qui fa riferimento alle persecuzioni che già hanno afflitto i discepoli e che si ripeteranno lungo la storia fino a oggi. Anche la vita in questo mondo passa in secondo piano rispetto alla fedeltà verso il Signore. La scelta è drammatica, ma necessaria: chi crede di salvare la propria vita, cedendo alle richieste dei persecutori (o alle lusinghe di questo mondo), in realtà la spreca e la perde, rinunciando alla vita eterna; chi invece investe la propria vita nella sequela del Signore e nel servizio dei fratelli e del Vangelo si realizza in questo mondo, come figlio di Dio, e attraverserà la morte, risorgendo alla vita eterna.
Le esigenze della sequela di Cristo in certe situazioni possono essere laceranti, per questo l’evangelista, al fine di incoraggiare gli evangelizzatori, conclude con un dono immediato: il discepolo che annuncia il Vangelo è assimilato a Gesù stesso, che lo collega direttamente al Padre. È questo il modo di Matteo di esprimere ciò che in Giovanni diventa l’inabitazione reciproca tra Gesù e il discepolo, che vive la sua Parola.
La conclusione riguarda chi accoglie e aiuta gli evangelizzatori. Agli inizi si trattava spesso di dare ospitalità ai predicatori itineranti. Il Signore, con chi li ospita, si impegna in una promessa straordinaria: la ricompensa sarà corrispondente alla persona accolta, quindi all’evangelizzatore, a Cristo e al Padre.
Da noi non capita spesso e a tutti di avere l’opportunità di ospitare in casa un evangelizzatore, ma i modi di aiutare e sostenere i predicatori del Vangelo, che dedicano la propria vita a Cristo e ai fratelli, sono molti, vari e alla portata di tutti. Il Signore ricompensa sempre, in questa vita e nell’altra.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «… più di me». Gesù non si mette in competizione, ma insegna la verità. Chi ama Cristo e lo mette al centro della vita e di ogni scelta, nelle situazioni difficili saprà fare la scelta giusta e buona per sé e per gli altri.
  2. Prendere la propria croce. Qui non c’è scelta. Tutti abbiamo una croce personale, anche quelli che non la vogliono. Si tratta di decidere se portarla dietro al Signore per la salvezza nostra e delle persone che amiamo, oppure di rifiutarla, lasciandoci schiacciare da essa, senza salvezza.
  3. Vivere per sé o per Cristo e i fratelli. È un tragico errore pensare di realizzarsi nell’egoismo, in realtà si cammina verso l’isolamento e la morte. Chi vive per gli altri, può avere a volte l’impressione di sprecare la vita, ma Gesù dice che la spende bene e porterà frutti di vita eterna per sé e gli altri.
  4. Un bicchiere di acqua fresca. Quando si tratta di aiuto ai fratelli, non conta la quantità, ma l’amore con cui agiamo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Aiutare, secondo le nostre possibilità, sacerdoti e religiosi/e e parlare bene di loro.