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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 1 gennaio 2021

1 gennaio 2021

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, generato prima dei secoli e fatto uomo per mostrarci la misericordia di Dio, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che ti sei fatto carne nella nostra debolezza, perdona le nostre infedeltà e la nostra fragilità, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ti sei fatto nostro compagno per rivelarci l’amore del Padre, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, all’inizio di un nuovo anno affidiamo al Padre le attese e le speranze di ciascuno di noi, ma anche quelle dell’intera umanità.

Nel nome di Maria, ascoltaci, Signore.    

  • Guarda la tua Chiesa, Signore Gesù, rendila fedele, salda nella fede e operosa nella carità, per essere nel mondo segno di fraternità e di pace. Preghiamo.
  • Per tutti gli operatori di pace, perché con il tuo aiuto, o Padre, sappiamo costruire un’umanità pienamente riconciliata, preghiamo.
  • Per tutte le mamme e le donne del nostro tempo, perché non si stanchino di promuovere nelle famiglie e nella società gesti di bellezza e di amore. Preghiamo.
  • Per tutti noi, affinché il Signore Gesù che in ogni Eucaristia si fa pane di vita per noi, ci renda più nuovi e più simili a lui, preghiamo.

Celebrante. O Padre, principio e fine di tutte le cose, per intercessione di Maria, vergine e madre, ascolta le preghiera del tuo popolo e donaci oggi e sempre la tua benedizione. Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 25 dicembre 2020

25 dicembre

NATALE DEL SIGNORE

È nato per noi un Salvatore, Cristo Signore

A Natale la festa esplode tra un balenare di luci e di stelle. Gesù nasce per tutti e la festa coinvolge ogni angolo della terra, anche se non tutti festeggiano la nascita di Gesù. Nelle nostre città, paesi e borghi in questa notte santa molti si ritrovano in chiesa immedesimandosi in quei pastori in veglia che corrono alla grotta, guidati dalla stella e invitati dagli angeli per gioire della nascita del Figlio di Dio.

MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA

PRIMA LETTURA

Il Signore troverà in te la sua delizia.

Il profeta Isaia non si stanca di seminare speranza, contro ogni evidenza. E annuncia agli ebrei in esilio il rifiorire di Gerusalemme e del popolo. Gerusalemme è la sposa di Jahvè, città della pace per tutti i popoli.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                           Is 62,1-5

 SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 88 (89)

Il Signore è fedele alla sua alleanza. Le promesse fatte a Davide e alla sua discendenza si realizzano con la nascita a Betlemme del Cristo Gesù.

Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore.

 SECONDA LETTURA

Testimonianza di Paolo a Cristo, figlio di Davide.

Paolo ad Antiochia racconta per gli ebrei la storia della salvezza, a partire dai patriarchi e dai grandi re di Israele. È dalla loro discendenza che proviene Gesù. Giovanni lo annuncia al popolo come il messia che deve venire.

 Dagli Atti degli Apostoli.                                                          At 13, 16-17.22-25

 VANGELO

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

La genealogia di Gesù: Dio si rivela nel tempo. Nella pienezza dei tempi si è fatto bambino, si è rivelato nella storia. La genealogia è divisa in tre parti, ciascuna composta di 14 nomi. Al centro è il re Davide, da cui discende Gesù, per via di Giuseppe, sposo di Maria. I nomi della genealogia sono scelti con criteri teologici e strumentali, non storici. Compaiono spesso peccatori, gente crudele e malvagia, gente infedele… Gesù è un fiore che sboccia in una storia che conosce il peccato per diventare il primo uomo di una nuova umanità.

La seconda parte del Vangelo presenta una sintesi della nascita di Gesù. Qui il più coinvolto è Giuseppe, destinato a dare copertura legale al Figlio di Dio.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                   Mt 1,1-25

MESSA DELLA NOTTE

PRIMA LETTURA

Ci è stato dato un figlio.

Ritornano ancora una volta le promesse e la gioia messianiche, la liberazione del popolo, la nascita di un bambino che discende da Davide e che instaurerà il regno della pace, del diritto, della giustizia.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                            Is 9,1-6

 SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 95 (96)

Il salmista invita a lodare il Signore per la sua gloria. Egli è venuto tra noi e nel Figlio Gesù ci ha rivelato la sua misericordia.

Rit. Oggi è nato per noi il Salvatore.

 SECONDA LETTURA

È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.

Paolo dice a Tito che dalla nascita di Gesù si è diffusa tra gli uomini una nuova proposta di vita, fatta di rifiuto dell’iniquità, purezza di spirito, zelo per le opere buone. Lo stile di vita di un popolo che appartiene a Dio.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito.                                             Tt 2,11-14

 VANGELO

Oggi è nato per voi il Salvatore.

L’evangelista Luca ci dà molti particolari della nascita di Gesù. Dal censimento, che costringe Maria e Giuseppe a farsi viandanti in difficoltà verso Betlemme, al rifugio di fortuna in un capanno, all’adorazione dei pastori e alla presenza degli angeli, che danno significato e ufficialità a ciò che capita. È la poesia del Natale, che è insieme rivelazione teologica del Dio-con-noi. L’umanità di Gesù comincia a manifestarsi nell’accettazione piena della condizione umana, solidale con tutti gli umili del mondo.

Dal vangelo secondo Luca.                                                                         Lc 2,1-14

MESSA DELL’AURORA

PRIMA LETTURA

Ecco, arriva il tuo Salvatore.

Al popolo in esilio e sfiduciato, Isaia fa delle promesse inaudite e profetiche: arriva il vostro salvatore e voi sarete il suo popolo santo.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                      Is 62,11-12

SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 96 (97)

Il salmo è un canto di lode per la gloria del Signore, che si è manifestata nella venuta di Gesù, gioia per tutti i giusti.

Rit. Oggi la luce risplende su di noi.

 SECONDA LETTURA

Ci ha salvati per la sua misericordia.

Il miracolo dell’incarnazione non è frutto di una nostra iniziativa o di un diritto da parte degli uomini: nasce dalla misericordia di Dio e dalla bontà di Dio, che ci purifica e ci rinnova mediante lo Spirito, nel nome di Gesù.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito.                                                 Tt 3,4-7

VANGELO

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino.

I pastori corrono al presepe e vedono ciò che è stato annunciato loro dagli angeli e gioiscono al vedere il piccolo Gesù con Maria e Giuseppe. Maria dal canto suo vede tutto e riflette su questa storia meravigliosa che la coinvolge.

Dal vangelo secondo Luca.                                                                      Lc 2,15-20

MESSA DEL GIORNO

PRIMA LETTURA

Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Isaia sostiene la speranza di Israele negli anni dell’esilio. Contro ogni evidenza, il profeta alza la voce e annuncia il ritorno della potenza del Signore in Gerusalemme. Ogni popolo vedrà la salvezza di Dio.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                        Is 52,7-10

 SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 97 (98)

Cantiamo le meraviglie del Signore come si sono manifestate nella venuta tra noi del Figlio di Dio. Egli è gioia per tutti i popoli.

Rit. Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.

 SECONDA LETTURA

Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

È l’inizio della lettera agli Ebrei, una magnifica sintesi della storia della salvezza, segnata dalla rivelazione dei piani di Dio per la parola dei profeti. Infine Dio si è rivelato e ha parlato per bocca del Figlio suo Gesù.

 Dalla lettera agli Ebrei.                                                                                Eb 1,1-6

 VANGELO

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Siamo già al momento della riflessione teologica. Giovanni in questo brano, che verrà ripreso nella seconda domenica dopo Natale, sottolinea l’origine di Gesù, il suo essere modello di tutta la creazione, la sua incarnazione e il rifiuto da parte degli uomini.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                              Gv 1, 1-18

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3. Annunciare la Parola – 25 dicembre 2020


25 dicembre

NATALE DEL SIGNORE

È nato per noi un Salvatore, Cristo Signore

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Siamo tutti coinvolti in una festa grande, festa di tutti. Perché nasce per tutti questo Bambino: è festa dell’umanità. Certo, noi sappiamo ciò che celebriamo, altri non lo sanno, ma la benedizione di questo Bambino avvolge anche loro, i tanti che sono in festa in ogni parte del mondo, che non sanno in realtà che cosa festeggiano. Gesù nasce per noi, ma anche e soprattutto per loro, i cosiddetti lontani.

Natale, umanità di Gesù

Il Natale non è un’apparizione di Dio tra gli uomini, ma la nascita concreta, sensibile, umana di un bambino in carne e ossa. Dobbiamo accogliere il Natale così, nel suo senso più reale e storico. «Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoria», si sentono dire i pastori nella pagina di Vangelo che si legge oggi.
È vero: compaiono anche gli angeli con i loro canti, e la cometa, ma questa è semplicemente la cornice teologica di ciò che avviene. Perché questo bambino nasce in un contesto di vera povertà. Lo accoglie un capanno per gli animali, perché non trova accoglienza, nasce da due genitori poveri, sarà costretto a fuggire, perché Erode vorrà ucciderlo.
Eppure le parole che si dicono su di lui sono straordinarie: questo Bambino è il Messia, è il Figlio di Dio fatto uomo, il Salvatore del mondo. Il Natale non è solo povertà e poesia, ma va vissuto e accolto nella verità, in tutta la sua verità.
Guardiamolo allora più da vicino questo Natale, nel modo in cui viene descritto nei Vangeli.

Il Natale nel Vangelo di Luca

Gesù non nasce nel tempio di Gerusalemme, né in una famiglia sacerdotale, ma in una famiglia del popolo, a Betlemme, la città di Davide, per sottolineare la sua discendenza regale davidica.
E i primi invitati, i primi destinatari sono i pastori. Poco affidabili, perché vivono a contatto con gli animali. Pastori invitati a mettersi in viaggio, a fidarsi, a lasciare le loro posizioni. Ma sentono parole di speranza e di novità e i loro cuori si riempiono di gioia.
Siamo chiamati anche a noi ad avvicinarci a quel capanno, ad abbandonare i recinti delle nostre sicurezze, della nostra vita ordinaria e sicura, per trovare anche noi nuove certezze.
Ma ciò che i pastori trovano è infine qualcosa che nasconde la grandezza di ciò che avviene: un bambino avvolto in fasce: trovano semplicemente un bambino, un uomo nella condizione di vera povertà. Quasi a dirci che sarà sempre così: troveremo Dio nella nostra umanità, nel volto di chi è fasciato dalla povertà… Un bambino che giace in una mangiatoia perché non ha trovato accoglienza: «È venuto nella sua casa, ma i suoi non l’hanno accolto».
utto questo è la gioia del Natale, un Natale che nasconde la sua straordinarietà nella semplicità del presepe.

Il Natale di Maria e Giuseppe

Dicevamo che la parola di Dio fatta carne si è messa nelle mani dell’uomo. Ed è ciò che si ripete a ogni Natale. Dio si mette nella mani di Maria e di Giuseppe.
Giuseppe è l’uomo a disposizione, fedelissimo sempre a ciò che Dio gli chiede. I suoi progetti di un matrimonio normale e tranquillo sono saltati, e lui accoglie semplicemente ciò che gli viene affidato. E la sua responsabilità è grande. La parola di Dio fatta carne è nelle sue mani. E lui la difende come può, pur nella sua ristrettezza di mezzi, ma con tutto se stesso. Ed è lui che impedisce ad Erode di ucciderlo.
Sarà sempre così. Dio consegna a noi se stesso, la predicazione e la costruzione del suo regno. Ci chiede di continuare ciò che Gesù ha detto e fatto, di renderlo presente attraverso la nostra vita.
Quanto a Maria, abbiamo già sottolineato il suo coinvolgimento speciale e la sua disponibilità festeggiandola nella solennità dell’Immacolata. Maria nel Natale è coinvolta più di ogni altro: accoglie Gesù, il suo primogenito, lo accompagnerà nella sua crescita, diventando giorno dopo giorno una cosa sola con lui, fino ai piedi della croce.

Il nostro Natale

Dio si è scomodato: ha attraversato i cieli ed è venuto tra noi. Noi facilmente pensiamo invece che non ci sia realmente bisogno di noi per realizzare il regno di Dio, che non è caso di prendere le cose troppo sul serio. Siamo ben convinti che Dio realizzerà comunque i suoi progetti, che lo farà in ogni modo, in qualche modo, anche senza di noi. È certo, sarà così: se non lo facciamo noi, Dio cercherà altre strade, altre generosità. Ma lo farà senza di te, senza di me, senza di noi. E questo non dovrebbe lasciarci tranquilli, ma spingerci ad avere uno sguardo più lungo, ad avere più coraggio.
È Natale. Dovremmo sentire tutta la novità e straordinarietà di ciò che Dio ha inventato per noi in questa notte. Dovremmo davvero lasciarci coinvolgere da questo spirito d’amore. Anche soltanto nel modo di salutarci, di scambiarci gli auguri: Gesù si è fatto uno di noi e noi siamo tutti fratelli.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Il Natale di frère Roger Schutz di Taizé. «La notte di Natale andavamo in chiesa. Quando avevo cinque o sei anni abitavamo in un paesino in montagna e bisognava camminare nella neve. Poiché ero il più giovane, mio papà mi teneva per mano. La mamma, il mio fratello maggiore e le mie sette sorelle ci seguivano. Mio padre mi indicava nel cielo aperto la stella dei pastori che gli stessi Magi avevano visto. Quelle immagini mi ritornano in mente quando si legge il testo dell’apostolo Pietro dove scrive: “Guardate a Cristo come luce che brilla nella notte, finché non splenda il giorno e non si levi nei vostri cuori la stella del mattino” (2 Pietro 1,19)».

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 25 dicembre 2020

25 dicembre

NATALE DEL SIGNORE

È nato per noi un Salvatore, Cristo Signore

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, luce del mondo, che rischiari e riempi di senso la nostra vita, abbi pietà di noi.
  • Cristo, amore infinito, che ti sei fatto uomo entrando nel cuore del mondo, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci chiami a farci piccoli, per giungere fino a te per adorati, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, la bella notizia che tra noi è presente il Salvatore, ci incoraggi a chiedere che si manifestino anche oggi la sua bontà e la sua tenerezza, preghiamo.

Mostraci il tuo volto, Signore Gesù!

  • Per la Chiesa, chiamata a essere lucerna sul monte per portare pace e giustizia agli uomini, preghiamo.
  • Per noi, che siamo stati battezzati nel nome di Gesù, perché impariamo a vivere la vita nuova che lui ci ha donato, preghiamo.
  • Per chi in questo Natale non può godere del calore di una famiglia, e per chi sente la solitudine o vive nella malattia, perché sia raggiunto dalla nostra solidarietà, preghiamo.
  • Per la nostra comunità, perché sappia condividere la gioia di questi giorni con tutti, specialmente con chi portiamo nel cuore, ma anche con quelli che non amiamo abbastanza, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che in questi giorni riveli al mondo lo splendore della tua gloria, concedi al tuo popolo di venerare con fede viva e di celebrare con sincero amore il grande mistero dell’incarnazione. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 25 dicembre 2020

20 dicembre

NATALE DEL SIGNORE

È nato per noi un Salvatore, Cristo Signore

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 20 dicembre 2020

20 dicembre

4ª DOMENICA DI AVVENTO

Concepirai e darai alla luce un Figlio

ANTIFONA D’INGRESSO

Stillate, cieli, dall’alto,
le nubi facciano piovere il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore.         Cf. Is 45, 8

COLLETTA

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre:
tu, che all’annuncio dell’angelo
ci hai rivelato l’incarnazione di Cristo tuo Figlio,
per la sua passione e la sua croce
guidaci alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure:

Dio grande e misericordioso,
che tra gli umili scegli i tuoi servi
per portare a compimento il disegno  di salvezza,
concedi alla tua Chiesa la fecondità dello Spirito,
perché sull’esempio di Maria
accolga il Verbo della vita e si rallegri come madre
di una stirpe santa e incorruttibile.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Il regno di Davide sarà saldo  per sempre  davanti  al Signore.

Dal secondo  libro di Samuele                  2 Sam 7,1-5.8b-12.14a.16

Il re Davide, quando si fu stabilito  nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato,  ho distrutto tutti i tuoi nemici  davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono  sulla terra. Fisserò un luogo  per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                   Dal Salmo 88 (89)

R. Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò  in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà:  «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza  gli sarà fedele».

SECONDA LETTURA           

Il mistero  avvolto nel silenzio  per secoli, ora è manifestato.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani                  Rm 16,25-27

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione  del mistero,  avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato  mediante  le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano  all’obbedienza della fede, a Dio, che solo  è sapiente,  per mezzo  di Gesù Cristo, la gloria nei secoli.  Amen.
Parola di Dio.

VANGELO         Lc 1,38

Alleluia, alleluia.

Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo  la tua parola.

Alleluia.

VANGELO    

Ecco concepirai  un figlio e lo darai alla luce.

Dal vangelo secondo  Luca                                Lc 1,26-38

In quel  tempo,  l’angelo Gabriele fu mandato  da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto  turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio  gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché  non conosco uomo?». Le rispose  l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito an- ch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, o Signore, i doni che abbiamo deposto sull’altare
e consacrali con la potenza del tuo Spirito
che santificò il grembo della Vergine Maria.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELL’AVVENTO II

Le due attese di Cristo

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,*
nostro dovere e fonte di salvezza,*
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,+
Dio onnipotente ed eterno,**
per Cristo Signore nostro.*

Egli fu annunciato da tutti i profeti,
la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo*
con ineffabile amore,+
Giovanni proclamò la sua venuta**
e lo indicò presente nel mondo.
Lo stesso Signore,*
che ci invita a preparare con gioia il suo Natale,+
ci trovi vigilanti nella preghiera,**
esultanti nella lode.*

Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni*
e alla moltitudine dei cori celesti,+
cantiamo con voce incessante**
l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.

PREFAZIO DELL’AVVENTO II/A

Maria nuova Eva

È veramente giusto
rendere grazie*
a te, Signore, Padre santo,**
Dio onnipotente ed eterno.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,*
ti glorifichiamo**
per il mistero della Vergine Madre.*
Dall’antico avversario venne la rovina,
dal grembo verginale della figlia di Sion*
è germinato colui che ci nutre con il pane degli angeli+
e sono scaturite per tutto il genere umano**
la salvezza e la pace.

La grazia che Eva ci tolse*
ci è ridonata in Maria.*
In lei, Madre di tutti gli uomini,+
la maternità, redenta dal peccato e dalla morte,**
si apre al dono della vita nuova.*
Dove abbondò la colpa,+
sovrabbonda la tua misericordia**
in Cristo nostro salvatore.

E noi,*
nell’attesa della sua venuta,+
uniti agli angeli e ai santi,**
cantiamo l’inno della tua lode:

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
lo chiamerà Emmanuele, Dio con noi.              Cf. Is 7,14

Oppure:

Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.         Cf. Lc 1, 45

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che ci hai dato il pegno della redenzione eterna,
ascolta la nostra preghiera:
quanto più si avvicina il grande giorno della nostra salvezza,
tanto più cresca il nostro fervore,
per celebrare degnamente il mistero della nascita del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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2. Introduzioni – 20 dicembre 2020

20 dicembre

4ª DOMENICA DI AVVENTO

Concepirai e darai alla luce un Figlio

L’Avvento è breve, siamo ormai alla vigilia del Natale. Da tempo nelle città la festa è esplosa. Nessuno riesce a sottrarsi a questa atmosfera natalizia, da questo straordinario balenare di stelle e di luci. Il Natale è la festa più sentita dell’anno, coinvolge tutti, anche chi non vorrebbe avere niente a che spartire con la nascita di Gesù a Betlemme. Il Vangelo di questa domenica ci presenta il sì di Maria alla decisione del Figlio di Dio di venire tra noi. In lei il mistero dell’incarnazione diventa possibile e Dio entra nella nostra umanità.

PRIMA LETTURA

Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.

Il giovane Davide, preso dai pascoli, a custodia del gregge, diventa re d’Israele e vuole costruire un tempio al Signore. Ma Jahvè per bocca del profeta Natan, gli dice che sarà suo figlio Salomone a costruirlo, promettendogli in questo modo una discendenza e la stabilità del regno.

 Dal secondo libro di Samuele.                                         2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16

SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 88 (89)

Il salmista canta le lodi del Signore, che è fedele all’alleanza e non viene meno alle sue promesse, che si realizzano in Gesù, discendente di Davide.

Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore.

 SECONDA LETTURA

Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.

In queste poche righe, che concludono la lettera ai Romani, Paolo dice che con il suo Vangelo si fa annunciatore del «mistero nascosto per secoli», un mistero di amore misericordioso che si è rivelato in Gesù Cristo.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                   Rm 16,25-27

 VANGELO

Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce.                          

A secoli di distanza dal tempo del re Davide, dopo una storia di attesa e di infedeltà del popolo d’Israele, si compiono finalmente in pienezza le promesse: Dio si cerca una madre, il mistero si compie nel ventre di Maria. È la Vergine Maria il tempio vivo di Dio in cui si rivelano l’amore e la fedeltà di Dio.

Dal vangelo secondo Luca.                                                                      Lc 1,26-38

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3. Annunciare la Parola – 20 dicembre 2020


20 dicembre

4ª DOMENICA DI AVVENTO

Concepirai e darai alla luce un Figlio

PER RIFLETTERE E MEDITARE

In questa ultima domenica che precede il Natale ricordiamo ormai in modo mirato ciò che è avvenuto duemila anni fa a Nazaret, in Galilea, a 140 km nord della capitale Gerusalemme: Gesù si fa carne in Maria.

A Nazaret e Betlemme

Nazaret è una cittadina che oggi ha 40 mila abitanti, più della metà musulmani. Qui Gesù passerà la sua giovinezza in famiglia. Ma nasce a Betlemme, dove non trova ospitalità e viene alla luce in un capanno per gli animali, accolto da umili pastori. Il Natale di Gesù avviene nella semplicità e nel silenzio.
Tuttavia si realizzano così le promesse di Dio, è così che il Figlio di Dio assume la nostra natura umana. Gesù si fa uomo in una ragazzina di Nazaret, nella Vergine Maria, promessa sposa a Giuseppe.
Dio Padre non ha scelto per la nascita del Figlio il tempio di Gerusalemme, «ma un polveroso villaggio mai nominato prima nella Bibbia. Alle liturgie solenni dei sacerdoti preferisce il quotidiano di una ragazzina adolescente. Il primo annuncio di grazia del Vangelo è consegnato nella normalità di una casa» (Ermes Ronchi). Dio entra nel nostro mondo per la strada dei piccoli, dei poveri, degli sconosciuti.

Dio si consegna in Maria

Ma è un annuncio di gioia. «Gioisci, Maria, il Signore è con te»: sarà sempre con te. Sarai la Madre di Dio, la piena di grazia: Dio ha scelto proprio te per venire tra noi.
Dio si consegna all’umanità prendendo vita nel seno di una giovane donna. Anche Maria si consegna a Dio e si fa strumento nelle sue mani: è grazie a lei che la salvezza giunge sulla terra.
All’annuncio dell’angelo non mancano paure, bisogno di chiarimenti, esultanza del cuore, piena disponibilità, proprio come avviene in ogni impegno d’amore. È nel ventre di Maria che si realizza l’unione sponsale tra Dio e l’umanità. In lei l’impossibile diventa possibile, si realizza l’incarnazione, la venuta di Dio fra noi: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra».
«Ecco la serva del Signore», dice Maria. Più che a Betlemme, è questo l’istante dell’incarnazione, perché è ora che Dio si consegna a lei facendosi uomo nel suo grembo. Da quel sì di Maria il cuore di Dio ha assunto i palpiti di un vero uomo: Dio si fa nostro fratello, assume la nostra umanità, si fa carne. «Vero Dio e vero uomo».

Da Davide a Maria

In questa ultima domenica di Avvento si conclude il cammino della storia della salvezza. Le scelte di Dio si realizzano nel tempo. Dio si sceglie un popolo, il più piccolo dei popoli dell’antichità, un popolo di nomadi, e ne fa il suo interlocutore privilegiato, il portatore della sua parola nel mondo.
Dio sceglie poi un re e una dinastia, quella di Davide. Davide è un re carico dei suoi peccati, un uomo furbo e violento, che dovrà più volte invocare la misericordia di Dio. Ma è anche un uomo che, a suo modo, risponde alle scelte di Dio e le accoglie. Dalla sua dinastia nascerà il messia, attraverso la persona di Giuseppe, che è della stirpe di Davide.
Infine Dio sceglie una ragazza. Maria è la serva di Jahvè, il nuovo tempio di Gerusalemme, la nuova Eva. È la risposta dell’uomo a Dio, è la nostra offerta al Dio che ci cerca e si fa uomo.
La nascita di Gesù coinvolge oltre che Maria anche Giuseppe e i progetti di Dio s’intrecciano con i loro. Giuseppe, appena comprende le intenzioni di Dio sulla sua promessa sposa, decide di farsi da parte. Ma l’angelo si fa vivo anche con lui: «Non temere di prendere con te Maria: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. Maria partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù» (Mt 1,20).

Un Natale cristiano

È inevitabile alla vigilia di questo Natale confrontare le scelte di Dio che viene a noi con la nostra consuetudine di attendere il Natale. Dio vuole rivelarsi anche oggi, ma lui si serve di mezzi poveri per farlo. Mentre le tante, troppe luci di questi giorni offuscano la luminosità del mistero dell’incarnazione.
Per vivere un Natale cristiano ogni famiglia dovrebbe specchiarsi in Betlemme. Natale assume sempre uno stretto legame con gli affetti famigliari e chi si trova lontano sente forte la nostalgia di casa. In tutti c’è un grande bisogno di tenerezza e di vicinanza.
Per questo è anche tempo di tristezza per gli affetti persi, per i legami spezzati. È la stessa atmosfera del Natale, così ricca di suggestione, che ci porta a sentimenti di riconciliazione.
Ma non è solo questo il Natale cristiano, quello dell’incontro con Gesù. Come Maria e Giuseppe, anche noi dovremmo in questi giorni lasciarci sorprendere anzitutto dal mistero dell’incarnazione, dalla fantasia del nostro Dio che scende tra noi, sulla terra. E sentire come i pastori di Betlemme il canto degli angeli che annunciano l’amore di Dio, e il Figlio suo Gesù che si fa uomo per sempre.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Dalla lettera al parroco don Claudio per Natale. «Caro don…, sono disoccupata, però per Natale ho ricevuto qualche soldino che non mi aspettavo. Questi che le lascio non sono molti, ma spero davvero che le vengano utili per rendere questo periodo di feste un po’ più sereno anche per qualcun altro. In una predica di qualche tempo fa, lei disse che la fede è un dono, il mio buon Natale è il grazie di cuore per avermelo insegnato» (seguiva la firma).

 

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4. Parola da Vivere – 20 dicembre 2020

20 dicembre

4ª DOMENICA DI AVVENTO

Concepirai e darai alla luce un Figlio

COMMENTO

Per la comprensione di questo  brano  abbiamo bisogno di tre riferimenti: la morte e risurrezione di Gesù, il Primo Testamento e il racconto  di Maria.
Certamente Maria ha raccontato agli apostoli la sua esperienza  di madre  a partire  proprio dal momento in cui ha ricevuto l’invito a collaborare con Dio alla nascita del Messia. Il suo racconto  è servito a illuminare ulteriormente l’identità umano-divina di Gesù. Infatti,  la Chiesa delle origini aveva fatto esperienza della passione, morte e risurrezione di Gesù e, oltre che Messia, lo aveva riconosciuto come vero figlio di Dio. Conoscere  da Maria gli avvenimenti legati alla sua nascita è servito a comprendere che, fin dal concepimento, Gesù è veramente e contemporaneamente uomo e figlio di Dio: uomo, perché nato  da donna, e figlio di Dio, perché nel suo concepimento non c’è stato concorso  di un uomo.
Per consegnare  alla Chiesa la fede nel concepimento linguaggio  del Primo  Testamento: Matteo racconta  dell’apparizione di un angelo in sogno a Giuseppe per quattro volte, Luca riferisce dell’apparizione diretta  dell’angelo a Maria. Qualcuno mette  in dubbio questo  modo di comunicare di Dio e anche  l’esistenza degli angeli. Perché? In ogni caso, la Chiesa ha affidato a questo  racconto  una verità essenziale della propria  fede in Cristo: Gesù è pienamente uomo e figlio di Dio, Maria è stata espressamente invitata a generare il Messia in modo soprannaturale e lei ha risposto  sì con tutta  la fede di cui era capace, mettendo tutta se stessa e la propria vita a servizio della volontà  salvifica di Dio.
E dunque questa pagina del vangelo di Luca è sì esaltazione di Maria ma anzitutto e soprattutto rivelazione  che riguarda il Messia figlio di Dio e salvatore dell’umanità.
Questa scena è stata dipinta molte volte dagli artisti, i quali, per lo più, hanno provato  a raffigurare il turbamento sereno di Maria. Ma il racconto  va avanti e, passato il turbamento e sciolto l’unico interrogativo, ella arriva a dichiarare  il suo «sì» con la gioia dell’umile serva che è felice di collaborare con il suo Signore nell’opera più grande della storia, quella attesa coscientemente da Israele e inconsapevolmente da tutta l’umanità.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. Ciascuno di noi ha avuto il suo «angelo» che lo ha aiutato a comprendere il dono di Dio e la sua volontà  di salvare tutta la nostra Abbiamo  mai pensato di ringraziare il Signore e di pregare per il nostro  «angelo»?

2. Le proposte di Dio ci raggiungono attraverso la sua parola e i suoi inviati. Ci possono turbare  e lui non  si mera Possiamo rimanere turbati o dubbiosi anche a lungo.  In queste  situazioni, come gestiamo  la nostra difficoltà a comprendere e accettare le proposte di Dio? Può aiutare sapere che il Signore ci fa sempre  un dono, anche quando chiede molto.

3. Maria non ha esitato a dire «sì» a una proposta che ha sconvolto i suoi progetti, i suoi desideri e il suo modo di vedere se stessa e la propria Qualche volta la pro- posta di Dio ci chiede delle novità che non avevamo pensato e che chiedono cambi notevoli. Qual è la nostra risposta?

4. Ogni proposta del Signore non si ferma a noi, ma apre a una missione verso i fratelli. Maria, appena ha capito l’indispensabile, si è resa disponibile. Cosa ci chiede oggi il Signore, per aiutarlo  ad arrivare a chi non  lo conosce o è lontano da lui?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Dire sì al Signore su una cosa che lui ci ha chiesto e per la quale abbiamo esitato.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017