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1. Letture e orazioni – 9 agosto 2020

9 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

ANNO A

ANTIFONA

Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa,
non dimenticare le suppliche
di coloro che t’invocano.               Sal 73,20.19.22.23

COLLETTA

Dio onnipotente ed eterno,
che ci dai il privilegio di chiamarti Padre,
fa’ crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare
nell’eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Onnipotente Signore, che domini  tutto il creato, rafforza la nostra fede
e fa’ che ti riconosciamo presente
in ogni avvenimento della vita e della storia, per affrontare serenamente  ogni prova
e camminare con Cristo verso la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Fermati sul monte alla presenza del Signore.

Dal primo  libro dei Re                                  19,9a.1  -13a

In quei giorni,  Elia, [essendo giunto  al monte  di Dio, l’Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore,  ma il Signore  non  era nel vento. Dopo  il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo  il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.  Dopo  il fuoco,  il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE    Sal 84 (85)

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà  dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà  il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

SECONDA LETTURA

Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a van taggio dei miei fratelli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani    Rm 9,1-5

Fratelli, dico  la verità in Cristo, non  mento,  e la mia coscienza  me ne dà testimonianza nello  Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.  Vorrei infatti essere io stesso  anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei  secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli.  Amen.

Parola di Dio.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia, attendo la sua parola.    Sal 129,5

Alleluia.

VANGELO

Comandami di venire verso di te sulle acque.

Dal vangelo secondo  Matteo                        Mt 14,22-33

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito  Gesù costrinse  i discepoli a salire sulla  barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte,  in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù,  da solo.
La barca intanto  distava già molte  miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte  egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito  Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono  io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo  che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito  Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono  davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Parola del Signore

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli con bontà, Signore, questi doni
che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa,
e con la tua potenza trasformali per noi
in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Gerusalemme, loda il Signore,
egli ti sazia con fiore di frumento.        Sal 147,12.14

Oppure:

I discepoli sulla barca
si prostrarono davanti a Gesù ed esclamarono:
«Tu sei veramente il Figlio di Dio!».              Mt 14,33

ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore,
La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore,
e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore.

 

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2. Introduzioni – 9 agosto 2020

9 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù ci prende per mano

Oggi Matteo racconta uno degli episodi che da sempre colpisce la fantasia di chi lo ascolta. Gesù che cammina sulle onde del mare di Galilea rivela se stesso nella sua divinità, perché Dio per ogni ebreo era il Signore delle acque. Al vedere Gesù camminare sulle acque i discepoli sono sconvolti. Pietro invece ne è affascinato e chiede di seguirlo sulle onde. Ma non ci riesce a causa della sua fede debole.

PRIMA LETTURA

Fermati sul monte alla presenza del Signore.                          

Il profeta Elia, perseguitato dalla regina Gezabele, giunge al monte di Dio, l’Oreb. Il Signore gli si presenta, ma non è nel vento, né nel terremoto, né nel fuoco, ma nel mormorio di un vento leggero.

Dal primo libro dei Re.                                                                                      1Re 19,9a.11-13a

SALMO RESPONSORIALE                                                                    Dal Salmo 84 (85)

Nella seconda parte del salmo 84, il salmista ricorda che incontrare Dio significa essere disposti ad ascoltarlo. Seguire lui e la sua parola porta sicurezza e pace.

Rit. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

SECONDA LETTURA

Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.

Nel brano di Paolo tutto l’amore dell’apostolo verso il popolo ebraico, il suo popolo, e tutto il dolore perché non è disposto ad accogliere Gesù. Eppure, dice Paolo, essi a pieno titolo sono inseriti nella storia della salvezza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                          Rm 9,1-5

VANGELO

Comandami di venire verso di te sulle acque.                                     

Dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani, Gesù si ritira in preghiera. Poi va incontro agli apostoli, che si trovano nella barca agitata dalle onde del mare in tempesta. Pietro chiede di poterlo raggiungere, ma non ha abbastanza fede per stare a galla.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                  Mt 14,22-33

 

 

 

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3. Annunciare la Parola – 9 agosto 2020


9 agosto
19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù ci prende per mano


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Matteo racconta che a sera, dopo aver moltiplicato i pani e i pesci, Gesù congeda la folla e dice agli apostoli di salire sulla barca e di attenderlo al di là del lago, mentre lui si ritira in preghiera. Ma sul finire della notte, il lago si agita e così anche l’animo degli apostoli. È a questo punto che compare Gesù, che si avvicina a loro camminando sulle acque. Alla sua vista gli apostoli hanno la reazione più impensabile: lo prendono per un fantasma e si mettono a gridare per la paura. Quando Gesù li rassicura e incoraggia, Pietro chiede di poterlo raggiungere sulle acque. Ma sentendosi andare a fondo perde la fiducia e si merita il rimprovero di Gesù: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

La fede di Pietro messa alla prova

L’episodio evangelico è fortemente simbolico e, contrariamente al solito, afferma in forma esplicita la volontà dell’evangelista di dichiarare la sovranità di Gesù, pari a quella di Jahvè, Signore delle acque.
Pietro, incoraggiato dalla parola del Maestro, chiede di seguirlo, ma non ce la fa. La sua fede si aggrappa più alla ragione che alla cieca fiducia in chi lo precede sull’acqua.
Come dicevamo, l’episodio è simbolico. Pietro è al centro delle attenzioni della comunità cristiana. Le note biografiche su di lui nei Vangeli sono molto più abbondanti che per qualsiasi altro. Più volte si rivela intraprendente, è sempre il primo a prendere posizione su Gesù. Nello stesso tempo fa fatica a schierarsi fino in fondo, e durante la passione di Gesù affermerà per tre volte di non conoscerlo, di non essere un suo discepolo.
Agli inizi della Chiesa, Paolo lo rimprovera proprio per la sua ambiguità: Pietro si è aperto per primo ai pagani, ma teme di rendere pubblica e ufficiale la sua iniziativa (Gal 2,6-14). Così è nell’episodio che abbiamo appena ascoltato. Da una parte la sua audacia e intraprendenza, al limite della temerarietà. Dall’altra l’indecisione e la mancanza di fede.
Pietro è al centro dell’episodio, sia per la posizione che ha sempre avuto durante la vita pubblica di Gesù, sia per quella che avrà nella Chiesa primitiva e nella storia. Una fede piccola però quella di Pietro, una fede ancora bisognosa di fermezza, e che cresce nel dubbio e nella fatica.

La Chiesa di Gesù

L’episodio è figura della Chiesa, piccola barca tra le tempeste del mondo. E Pietro, che pure la guida, non ci vede chiaro, chiede un segno, sta per affondare, ed è grazie a Gesù, che gli tende una mano e lo solleva, che si salva.
L’episodio si riferisce alla Chiesa nella sua storia, condotta da guide che si trovano così spesso nella condizione degli apostoli, come su una nave sballottata dalle onde. E a portare la calma è la parola di Gesù risorto.
Ricordiamo che an­che dopo la sua risurrezione Gesù viene scambiato per un fantasma, e anche di fronte a lui, che si presenta vivo, hanno dubitato: «Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho”» (Lc 24,37-39).
Sarà così nella Chiesa di tutti i secoli. Per il successore di Pietro e per i singoli cristiani. Di fronte alla possibilità di gesti coraggiosi, che ci rendono più simili al Maestro, dopo un momento di slancio prevale la prudenza, il realismo piatto di chi ha paura di rischiare troppo, la scelta di comportamenti più ragionevoli, mentre la parola di Gesù ci inviterebbe a non fermarci, a proseguire con audacia, ad avere una fede più ferma.
Questa è la Chiesa. Gesù è sul monte che prega per noi, che siamo come una barchetta affidata alle onde in tempesta e pieni di paura.

Dio calma le acque della nostra vita

Nella prima lettura viene presentato il racconto dell’audacia del profeta Elia, che dopo aver sfidato i 400 sacerdoti di Baal, viene braccato dalla collera della regina Gezabele ed è costretto a mettersi in salvo. Giunto a fatica sull’Oreb, Dio gli si rivela, ma non nel vento, nel terremoto o nel fuoco, ma nel sussurro di una brezza leggera.
Nell’esperienza di Pietro e degli apostoli, come in quella di Elia, si ha la sensazione di sentirsi lasciati a se stessi, abbandonati anche da Dio. Un Dio che si rivela e non si rivela, che può assumere l’apparenza di un fantasma o presentarsi in un soffio leggero e non travolgente e che sembra lasciarti nella tua debolezza. Ancora una volta comprendiamo che l’esperienza cristiana è destinata a persone coraggiose, ma che sanno mettersi incondizionatamente nelle mani di Dio e accettare, pur indifesi, le sfide della vita. Ci sono infatti dei momenti in cui sembra che tutto ci crolli addosso: la perdita del posto di lavoro, una grave malattia, la scomparsa di una persona cara… Quello che era il mare calmo si fa tempesta. Allora ci rivolgiamo a Dio, ci aggrappiamo a lui come all’ultima speranza. Ci facciamo delle domande, vorremmo anche noi chiedere: «Se sei veramente tu, perché non mi prendi per mano e mi sollevi?». Ma Gesù il più delle volte non compie il miracolo. Ci chiede invece di avere una fede più grande. E c darà sicuramente la mano che ci sorreggerà mentre camminiamo sulle acque in tempesta.

 UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Dice il pastore battista inglese John Bunyan (1628-1688), facendo parlare Gesù: «Seguire me non è come seguire altri maestri. Il vento mi sbatte sempre contro il viso, e per questo la rabbia spumeggiante del mare di questo mondo, e le sue onde orgogliose e altere percuotono continuamente i fianchi della barca o della nave nella quale ci troviamo io, la mia causa e i miei seguaci; chi pertanto non vuole correre pericoli o ha paura di rischiare di annegare, non metta piede in questo vascello».

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4. Parola da Vivere – 9 agosto 2020

9 agosto
19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù ci prende per mano

COMMENTO

L’esperienza della moltiplicazione dei pani e dei pesci è stata troppo forte, sembra che gli apostoli vogliano gustarsi il successo, così Gesù deve imporsi  perché partano  ed è lui che si incarica  di congedare  la folla, togliendo loro un’altra «scusa» per fermarsi. È una costante in Gesù: quando sperimenta il «successo», si allontana e allontana i suoi. È un paradosso per i cristiani:  il successo è pericoloso, il fallimento (la croce) porta  la salvezza. Questo  perché  il successo facilmente  dà alla testa e alimenta l’orgoglio e la vanità.  Mentre  chi sale sulla croce parte dall’amore e produce  amore,  fino alla risurrezione.

Egli si ferma per pregare, da solo, cioè a diretto  contatto  con il Padre,  per fare il punto della situazione e «programmare» il seguito.  Perciò arriva il momento di mostrare ai discepoli un’altra azione da Dio: camminare sulle acque del mare, che secondo  il Primo  Testamento è proprio un’azione che solo Dio può compiere.

A questo  punto Matteo presenta  i discepoli  di «poca fede». Infatti,  restano  sconvolti  e dicono  di vedere un fantasma. Gesù deve incoraggiarli e invitarli a non avere paura,  perché lui è il Figlio di Dio. Nel testo greco Gesù dice: «Io sono». Nell’intenzione dell’evangelista questa è una rivelazione  di identità divina, che si poggia su una prova:  camminare sul mare.  Per questo  egli conclude l’episodio con la prostrazione dei discepoli e con la loro professione di fede: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Matteo ha una scena che non si trova negli altri van- geli. Pietro chiede  di camminare sul mare come Gesù. Non può sfuggire il significato teologico  e simbolico di questa scena. Pietro nel vangelo di Matteo è il portavoce degli altri discepoli.  La sua richiesta  è quella  di tutti  e della Chiesa intera: fare le stesse cose di Gesù. Gesù non è geloso delle proprie  prerogative  e dei propri  poteri, vuole condividerli e lo fa. I primi passi di Pietro sono la dimostrazione che Gesù veramente comunica i suoi poteri agli apostoli. Poi viene fuori la poca fede. Continuare a credere nella presenza salvifica di Cristo, dopo l’Ascensione, quando infuria il vento della persecuzione, richiede una fede forte e grande, quella che Pietro ancora non ha. L’esperienza dell’affondare, sia per chi crede che per chi non  crede, facilmente  spinge a una  preghiera  vera, anche  se interessata:  «Signore, salvami!». La mano tesa del Signore, anche se precede un rimprovero, tuttavia af- ferra e salva sempre colui che prega.

Anche le comunità ecclesiali, piccole o grandi, sono come Pietro. Hanno in mano il tesoro del potere salvifico di Cristo e a volte si perdono nell’autosufficienza, nell’orgoglio o nella vanità dell’autoesaltazione. A loro è richiesto di riconoscere la propria  debolezza e gridare. In- vece nella storia della Chiesa e anche oggi ci sono movimenti e gruppi che si sentono e si dicono «migliori» degli altri, più «ortodossi», più «fedeli», più papalini del papa. Forse nemmeno se ne accorgono,  quando stanno per affondare.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

Cercare il successo nell’evangelizzazione è lo stesso desiderio  di Gesù. Lui, però, sapeva che il vero successo passa attraverso  la croce. Noi corriamo il rischio di cercare il successo per noi stessi, per godercelo.  Ringrazia- mo il Signore, quando ci «costringe» ad allontanarci da esso.

2. Il Signore ci viene incontro sempre, quando siamo in difficoltà. Noi vogliamo che si presenti  a modo nostro; invece lui, risorto, ci sembra un fantasma e noi possiamo non riconoscerlo, per come si comporta. Pare che lui sia abituato ad intervenire a modo suo. Sta alla nostra fede riconoscerlo e accoglierlo sulla barca del nostro viaggio.

3. «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». È una sfida al Signore, ma Pietro non si accorge di sfidare se stesso e la propria fede, per questo inizia ad affondare. Non c’è bisogno di sfidare il Signore, ci ha già dato tutto.

4. «Signore, salvami!». «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Un grido, una mano che ci afferra e un rimprovero. C’è tutta la storia della nostra  piccola e fragile fede. Ma il Signore non  viene meno,  mai. Lui è fedele.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Nelle difficoltà che incontriamo, rinnoviamo la nostra fiducia nell’intervento del Signore, a modo suo.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 2 agosto 2020

9 agosto
19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù ci prende per mano

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, tu che sei la via che riconduce al Padre, abbi pietà di noi.

  • Cristo, tu che sei la verità che illumina i popoli, abbi pietà di noi.

  • Signore Gesù, tu che sei la vita che rinnova il mondo, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, ci affidiamo con fiducia al Padre, nella certezza di poter affrontare con il suo aiuto le acque difficili della nostra vita. Preghiamo insieme dicendo:

Aumenta la nostra fede, Signore!

  • Per la Chiesa santa di Dio, perché gli ostacoli che incontra nell’evangelizzazione del mondo non la frenino nel proprio slancio di annunciare la parola che salva, preghiamo.

  • Per il mondo e chi lo governa, affinché trovino motivazioni forti per sostenere chi è in difficoltà, nella povertà, nel disagio, preghiamo.

  • Per coloro che sono lontani dalla fede e hanno perso fiducia nel loro futuro, perché trovino nei fratelli una mano amica chi li aiuti a ritrovare speranza, preghiamo.

  • Per tutti noi, qui presenti a questa Eucaristia, affinché siamo di sostegno reciproco nel costruire la nostra comunità, preghiamo.

Celebrante. O Padre, tu che sei vicino a chi è attraversato dalle tempeste della vita e provato nella fede, aiutaci a trovare nel tuo Figlio Gesù la mano che solleva e dà forza, lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 9 agosto 2020

9 agosto
19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù ci prende per mano

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 2 agosto 2020

2 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 2 AGOSTO 2020

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

ANTIFONA

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare. (Sal 69,2.6)

COLLETTA

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Dio, che nella compassione del tuo Figlio
verso i poveri e i sofferenti manifesti la tua bontà paterna,
fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza
sia spezzato nella carità,
e la comunione ai tuoi santi misteri
ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Venite e mangiate.

Dal libro del profeta Isaia                Is 55,1-3

Così dice il Signore: «O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE    Sal 144 (145)

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

SECONDA LETTURA

Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani     Rm 8,35.37-39

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.    Mt 4,4b

Alleluia.

 

VANGELO

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Matteo            Mt 14,13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo,
un pane che porta in sé ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio. (Sap 16,20)

Oppure:

Gesù prese i cinque pani e i due pesci,
li diede ai suoi discepoli
e questi li distribuirono alla folla. (Cfr. Mt 14,19)

ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore,
il popolo che hai nutrito con il pane del cielo,
e rendilo degno dell’eredità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

 

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2. Introduzioni – 2 agosto 2020

2 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù spezza il pane per noi

Dopo aver raccontato le parabole sul regno di Dio, che abbiamo proclamato nelle ultime tre domeniche, il Vangelo di Matteo prosegue ricordando il viaggio di Gesù a Nazaret, tra quelli del suo paese, che però si rifiutano di riconoscerlo. Quindi racconta la tragica morte del Battista, che spinge Gesù a ritirarsi in un luogo deserto. Ma anche qui viene raggiunto da molta gente proveniente da varie città. Gesù non li rifiuta e passa con loro l’intera giornata, predicando e guarendo gli ammalati. Poi, venuta sera, moltiplica il pane per loro.

PRIMA LETTURA

Venite e mangiate.                                                                                   

Gli ebrei in esilio, come la folla che segue Gesù, ha fame e sete e attende che si rinnovino i prodigi di Dio. Ma il profeta Isaia dice loro di mettersi anzitutto all’ascolto della sua parola e di rinnovare l’alleanza. Allora non mancherà l’intervento di Dio.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                                               Is 55,1-3

SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 144 (145)

Il salmista sottolinea la bontà e la tenerezza del Signore: egli è misericordioso e offre nutrimento a tutte le sue creature.

Rit. Aprimi la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

SECONDA LETTURA

Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo.

In pochi versetti Paolo traccia tutto il suo amore per il Signore Gesù, un amore che lo spinge ad affrontare senza timore ogni genere di difficoltà. Un amore che è anzitutto risposta verso «colui che ci ha amati per primo».

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                 Rm 8,35.37-39

 VANGELO

Tutti mangiarono a sazietà.               

Dopo aver raccontato le parabole, Gesù moltiplica pani e pesci per un gran numero di persone. È un miracolo che Gesù compie per soccorrere le migliaia di persone che affascinati dalla sua parola lo hanno seguito, e che suscita grande entusiasmo.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                  Mt 14,13-21

 

 

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3. Annunciare la Parola – 2 agosto 2020


2 agosto
18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù spezza il pane per noi


PER RIFLETTERE E MEDITARE

L’episodio narrato dal Vangelo è molto conosciuto, anche da chi frequenta poco la messa domenicale. La narrazione è quasi teatrale: è un miracolo che ha colpito la fantasia di tanti. Piace Gesù che sfama la gente con grande larghezza e generosità. La moltiplicazione dei pani è presente per ben sei volte nei racconti evangelici, Giovanni vi dedica tutto il lungo capitolo 6. Per Matteo questo grande miracolo nasce dalla solidarietà di Gesù per la gente che lo ha seguito. Non ha lo scopo di suscitare meraviglia, ma dovrà far riflettere gli apostoli e la folla sulla sua identità e sul regno di Dio, di cui questo miracolo è annuncio e prima realizzazione.

Lo straordinario miracolo
L’inizio del brano di Matteo in realtà presenta un momento particolarmente difficile per Gesù. È stato ucciso Giovanni Battista, l’amico, l’ultimo dei grandi profeti. Una morte violenta, tragica, per i capricci di una donna che si è sentita offesa dalle sue parole. Giovanni è stato un grande testimone di Gesù, lo ha battezzato e ha visto scendere lo Spirito su lui; lo ha presentato come l’agnello di Dio ai suoi primi discepoli. E questa morte sembra aver turbato Gesù, che sente il bisogno di ritirarsi tutto solo, in un luogo deserto.
Le folle però vengono a saperlo e lo cercano. Oggi come ieri, la gente è sensibile allo straordinario, al miracoloso. Soprattutto quando si tratta di guaritori, molti si attaccano a essi come all’ultima spiaggia, un’insperata possibilità di liberarsi dalla malattia. Gesù non si nega, parla a loro lungo per tutta la giornata e guarisce i malati. Alla sera compie il grande miracolo.
Gesù comincia stuzzicando gli apostoli, invitandoli a trovare essi stessi il cibo necessario. La richiesta è paradossale e servirà forse a renderli doppiamente consapevoli della straordinarietà di ciò che farà. Alla fine ci pensa lui, ma non senza chiedere la loro collaborazione. Ed essi mettono a disposizione ciò che hanno: cinque pani e due pesci. Per Giovanni (6,9) le cinque pagnotte e i due pesci li mette a disposizione un giovane.
Il miracolo deve necessariamente aver avuto le caratteristiche di qualcosa di straordinario e di vistoso. E non poteva non stupire la moltiplicazione delle pagnotte e dei pesci per cinquemila persone, oltre alle donne e ai bambini. Dopo la distribuzione avanzeranno ancora dodici ceste piene, forse un richiamo al desiderio di Gesù di sfamare il mondo intero.
Gesù fa sistemare sull’erba i suoi ascoltatori. Li rende in qualche modo comunità. E per loro moltiplica il pane, con un richiamo evidente all’Esodo, quando il popolo in fuga dall’Egitto è stato sfamato dalla mamma.
Il miracolo ha anche un esplicito riferimento all’Ultima Cena. Anche adesso come nel Cenacolo, «Gesù alza gli occhi al cielo, dice la preghiera di benedizione e spezza i pani per distribuirli ai discepoli e i discepoli alla folla».

Banchetto messianico
La prima lettura del profeta Isaia conforta gli esiliati e li invita ad aprirsi ai doni di Dio: doni simbolici che richiamano un’altra sete, un’altra fame. Ma anche la promessa di un’abbondanza straordinaria che avrebbe caratterizzato i tempi messianici.
L’esortazione di Isaia richiama l’atteggiamento di Gesù che prova compassione per tutte quelle persone che lo hanno seguito fino a sera e ora sono affamati. Gesù si sente solidale con loro. Altrove dirà: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro (Mt 11,28).
Gesù inviterà le folle a non fermarsi sul fatto prodigioso, ma chiederà di comprendere il senso profondo del miracolo e di passare da ciò che li ha colpiti al riconoscimento di lui come messia e pane di vita eterna. È soprattutto nel Vangelo di Giovanni che questo significato si rende evidente. La gente di fronte al miracolo sarà chiamata a schierarsi e a dire se riconosce in Gesù il messia atteso.

La nostra Eucaristia
La folla ha sentito nelle parole di Gesù messaggi di speranza, parole piene di vita che nella sua bocca acquistano un senso pieno, per questo sarebbe stato per lui paradossale mandarli a casa stanchi e digiuni.
Così è anche per noi oggi. Ogni domenica Gesù continua a sfamarci e a dissetarci con la sua parola e l’Eucaristia. E la nostra fede in lui dovrebbe crescere. Così come dovrebbe intensificarsi e diventare visibile la solidarietà verso i fratelli che ancora oggi sono affamati e assetati.
C’è un’evidente sproporzione tra l’enorme, generosissimo e spettacolare miracolo di Gesù e ciò che viene messo a disposizione dagli apostoli (o da un ragazzo, come dice Giovanni). Ed è altrettanto sproporzionato ogni nostro gesto di generosità di fronte ai problemi della fame del mondo. O anche soltanto la nostra solidarietà verso le persone in difficoltà che vivono nel nostro quartiere. Eppure il mondo nuovo, il regno di Dio, comincia da questi piccoli gesti, quando nascono dall’amore. Il resto lo faranno altri, lo fa Dio.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA
«Di fronte a questa pagina del Vangelo, che confusione per noi cristiani. Specie per noi che apparteniamo ai popoli ricchi dell’Occidente! Di fronte a una folla immensa di affamati – circa tre quarti dell’umanità – noi siamo coloro che hanno cinque pani e due pesci, ma si guardano bene dal cederli e dal condividerli. Qualcuno ha paragonato la terra a un’astronave con cinque persone a bordo. Di questi cinque, uno, da solo, si è accaparrato l’85% delle risorse di cibo e di ossigeno e briga per giungere a disporre, da solo, del 90% di ciò che c’è a bordo. Quell’uomo è il mondo sviluppato dell’emisfero nord, cioè in massima parte i paesi che si dicono cristiani» (Raniero Cantalamessa).

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 2 agosto 2020

2 agosto
18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù spezza il pane per noi

RICHIESTA DI PERDONO
● Signore Gesù, che non sei venuto a condannare, ma a perdonare, abbi pietà di noi.
● Cristo, che fai festa per ogni peccatore pentito, abbi pietà di noi.
● Signore Gesù, che perdoni molto a chi molto ama, abbi pietà di noi.

 

PREGHIERA UNIVERSALE
Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù ha provato compassione per la folla che lo seguiva. Preghiamo perché anche noi ci rendiamo sensibili alle necessità dei nostri fratelli. Preghiamo:
Guidaci nel tuo amore, Signore!

● Per la Chiesa, perché faccia propri in ogni tempo gli atteggiamenti di Gesù: la compassione, l’attenzione agli altri, il loro bisogno della parola e del pane, preghiamo.
● Per le autorità civili e per chi guida le istituzioni sociali, perché l’attenzione alle necessità dei più deboli e di chi è nel bisogno abbia sempre la priorità nelle loro decisioni, preghiamo.
● Perché il terribile problema della fame nel mondo renda tutti consapevoli che solo con un grande impegno di solidarietà universale possiamo sfamare chi manca del necessario, preghiamo.
● Per tutti noi, affinché l’Eucaristia che stiamo celebrando alimenti la nostra fede e la nostra fame di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ti prendi cura nella tua provvidenza di tutti i tuoi figli, fa’ che viviamo meno centrati su noi stessi, e più aperti alle esigenze dei nostri fratelli che vivono nella povertà e nel bisogno. Per Cristo nostro Signore.