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2. Introduzioni – 31 maggio 2020

31 maggio

DOMENICA DI PENTECOSTE

Vieni, Spirito Santo!

 

«Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita», diciamo a ogni messa festiva. Ma sono in molti a dire che lo Spirito Santo è ancora il grande dimenticato nella vita dei cristiani. Eppure nella storia della salvezza è protagonista. Già Ezechiele parla dello Spirito che riporta alla vita le ossa spente degli ebrei in esilio (37,5). E nel Nuovo Testamento quando si parla di Spirito Santo avviene sempre qualcosa di straordinario: scende in Maria e il Figlio di Dio si fa uomo; si posa su Gesù nel battesimo e ha inizio la sua vita pubblica. È in forza dello Spirito di Dio che Gesù risorge. A Pentecoste lo Spirito Santo trasforma un manipolo di paurosi in testimoni coraggiosi e nasce la Chiesa.

MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA

Questa Messa si dice la sera del sabato, prima o dopo i Primi Vespri della domenica di Pentecoste.

PRIMA LETTURA

La si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra.

La torre di Babele è il simbolo della ribellione verso il Creatore dei primi abitanti dell’umanità. Questi uomini vogliono sfidare Dio e costruire una torre che raggiunga il cielo. Ma Dio confonde le loro lingue e si disperderanno. Questo passo della Genesi intende dare una spiegazione teologico-popolare della esistenza di più lingue, viste come un attentato alla fraternità tra i popoli.   

Dal libro della Genesi.                                                                                Gn 11,1-9

SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 32 (33)

I progetti di Dio si realizzano, nonostante l’opposizione e l’ostilità dei popoli. Felice quel popolo che si mette nelle mani di Dio e ne riconosce la sovranità, come ha fatto Israele.

Rit. Su tutti i popoli regna il Signore.

Altri brani, a scelta, come prima lettura e relativo salmo responsoriale

 Il Signore scese sul monte Sinai davanti a tutto il popolo.                                       

È il racconto della prima alleanza tra Jahvè e il popolo eletto. Dio sceglie Israele tra tutte le nazioni della terra per farne il suo popolo; un popolo privilegiato, in cui Dio si renderà presente al mondo. La festa di Pentecoste ogni anno ricorderà agli Israeliti il momento in cui sul Sinai è stata conclusa questa alleanza con Mosè e gli anziani di Israele. 

Dal libro dell’Esodo.                                                                   Es 19,3-8a.16-20b

SALMO RESPONSORIALE                                                          Dal Salmo 102 (103)

Il Dio di Israele è un Dio giusto, indica a Israele le sue vie e i suoi progetti. Il salmista lo riconosce e lo loda pieno di riconoscenza.

Rit. La grazia del Signore è su quanti lo temono.

Oppure:                                                                                      Dal Salmo 103 (104)

 

 

Ossa inaridite, infonderò in voi il mio spirito, e rivivrete. 

È il famoso testo di Ezechiele che descrive il rifiorire delle speranze di Israele. Pur essendo in esilio, il profeta annunzia agli ebrei sfiduciati che ritorneranno a vivere grazie allo Spirito che soffierà sulle loro ossa inaridite.

Dal libro del profeta Ezechiele.                                                               Ez 37,1-14

 

SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 50 (51)

Il popolo di Israele in esilio chiede di essere purificato dalle proprie infedeltà per poter essere salvato e poter ancora lodare Dio nella terra promessa.

Rit. Rinnovami, Signore, con la tua grazia.

Oppure:                                                                                      Dal Salmo 103 (104)

Oppure:

Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo.              

È il passo di Gioele citato da Pietro il mattino di Pentecoste. Il riferimento è al rinnovamento universale dell’umanità, ma anche a quello degli ultimi tempi.

Dal libro del profeta Gioele.                                                                         Gl 3,1-5

SALMO RESPONSORIALE                                                         Dal Salmo 103 (104)

Il salmo è pervaso da meraviglia e stupore per quanto opera Dio nell’universo. Il salmista invita se stesso e tutti a lodare e a riconoscere questa grandezza.

Rit. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

 

SECONDA LETTURA

Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.           

In attesa che si realizzino le opere del Signore, possediamo già le primizie dello Spirito, che agisce in noi per portare a fioritura i progetti che Dio ha sulla creazione, su di noi e sul nostro futuro. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                     Rm 8,22-27

 

VANGELO

Sgorgheranno fiumi di acqua viva.                    

Nel giorno di Pentecoste, festa delle capanne, si ringraziava Dio per il raccolto, ma si ricordava anche l’alleanza conclusa con Dio durante la traversata nel deserto. Gesù usa il simbolismo dell’acqua per parlare dello Spirito che scenderà sul popolo dopo che lui sarà glorificato.    

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                              Gv 7,37-39

 

MESSA DEL GIORNO

 

Con la Pentecoste si chiude il tempo pasquale. Si spegne il cero, simbolo del Cristo risorto, che con la sua luce ci ha accompagnati dalla notte di Pasqua fino ad oggi e che si riaccenderà per la celebrazione dei battesimi e nei funerali. Con la Pentecoste la vicenda di Gesù entra in una nuova dimensione, nasce la Chiesa e Gesù si renderà presente nella predicazione e negli scritti degli apostoli, che lo Spirito Santo ha trasformato in testimoni coraggiosi e credibili. Lo Spirito Santo sarà l’anima della nuova comunità cristiana, alimenterà la vita dei cristiani attraverso i sacramenti e guiderà la Chiesa nell’amore e nel servizio attraverso Pietro e i suoi successori.

 

PRIMA LETTURA

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.                             

Questa prima lettura, presente nei tre anni della liturgia, presenta il misterioso evento della Pentecoste, così come lo descrive Luca. L’improvviso fragore dal cielo «quasi un vento che si abbatte impetuoso» rimanda al Sinai, quando Jahvè strinse la prima alleanza con il suo popolo. Ma anche al superamento di Genesi 11: come la torre di Babele ha confuso le lingue e ha disperso le genti, così la Pentecoste crea comunicazione e comunione tra genti diverse per lingue e cultura.

 Dagli Atti degli Apostoli.                                                                             At 2,1-11

 

SALMO RESPONSORIALE                                                          Dal Salmo 103 (104)

Lodiamo il Signore, egli nella sua grandezza fa vivere ogni cosa grazie al suo Spirito che riempie l’universo.

Rit. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

 

SECONDA LETTURA

Noi tutti siamo stati tutti battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.    

Paolo riconosce la ricchezza dei carismi che si sono manifestati nella comunità cristiana di Corinto, ma è anche preoccupato che questi siano usati per l’utilità comune, dal momento che sono tutti a servizio della stessa Chiesa, corpo di Cristo.

 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                1Cor 12,3b-7.12-13

 SEQUENZA

 

VANGELO

Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.                            

Leggiamo in questo brano che Gesù soffia sugli apostoli e dona lo Spirito Santo. Nel racconto di Giovanni questo gesto appare quasi una Pentecoste. Uno Spirito che dà agli apostoli il potere di rimettere i peccati, un grande dono a servizio della comunità. Una comunità che si consolida proprio nella riconciliazione.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                             Gv 20,19-23


 

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3. Annunciare la Parola – 31 maggio 2020


31 maggio

DOMENICA DI PENTECOSTE

Vieni, Spirito Santo!

 


PER RIFLETTERE E MEDITARE

La Pentecoste, che si celebrava sette settimane dopo la Pasqua, era una festa ebraica molto sentita, ed era una delle tre solennità che prevedevano il pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme. Nata come festa della mietitura e del raccolto, con il tempo venne ad assumere sempre più il carattere di festa religiosa: si ricordava in modo speciale l’alleanza di Dio con il suo popolo attraverso Mosè, quando sul Sinai aveva ricevuto la Torah dalle mani di Jahvè.

Nel giorno di Pentecoste

La prima lettura racconta il momento in cui, «mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste» gli apostoli, con Maria e i discepoli, vengono coinvolti in un’esperienza che li trasforma profondamente. Discende su di loro lo Spirito Santo sotto forma di vento e fuoco: le porte si spalancano e gli apostoli si trasformano da paurosi e traditori, in uomini coraggiosi e in testimoni entusiasti della risurrezione di Gesù. Pietro ora esce allo scoperto e spiega ciò che sta avvenendo per l’effusione dello Spirito Santo. C’è una moltitudine di pellegrini provenienti da altre nazioni, che parlano lingue diverse, ma che ascoltano e comprendono le sue parole. È esattamente il fenomeno opposto a quello della torre di Babele: là, come una maledizione, ci fu la prima confusione delle lingue e la divisione tra le genti. Qui nasce invece una nuova comunione tra una massa di genti diverse.

I fatti e i fenomeni così come vengono raccontati sono ricchi di simboli e fanno sicuramente riferimento alla prima alleanza sul Sinai, caratterizzata da «tuoni e lampi, fumo e vento, tutto il monte tremava forte» (cf Es 19,16-18).

«Lo Spirito scese sopra i discepoli in lingue di fuoco affinché dicessero parole di fuoco in tutte le lingue e annunciassero una legge infuocata con lingue infuocate», dice efficacemente san Bernardo. E nel racconto di Luca tutto è immagine e spettacolarità: qualcuno ha parlato dello “spot di Dio”, della sua agenzia di pubblicità.

Molti accolgono la parola di Pietro e vengono battezzati. In quel giorno si aggregano a loro «circa tremila persone» (At 2,41). È il primo nucleo della comunità della nuova alleanza, la Chiesa.

 Quando discende lo Spirito

Lo Spirito Santo appare protagonista sin dalla creazione del mondo, quando «lo spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Gn 1,2). Spirito che è creativo, l’imprevedibilità di Dio per ogni vicenda umana e per ogni uomo: è il dono della vicinanza di Dio, che abita nell’uomo proprio per mezzo dello Spirito. Gesù a Nicodemo parla di rinascita nello Spirito. Ed è Spirito di perdono e di riconciliazione: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi…».

Secondo il comando di Gesù, gli apostoli non si chiudono nel cenacolo per custodire nel cuore i ricordi di ciò che hanno vissuto, ma si sentono spinti alla missione, e si aprono ben presto addirittura ai pagani. E affrontano ogni fatica e tanti rischi per predicare il Vangelo della nuova alleanza.

E sin dagli inizi con la discesa dello Spirito Santo nasce una nuova comunità unita, la Chiesa, su radici diverse, culture diverse. È l’opposto di ciò che è capitato ai costruttori della Torre di Babele: là c’è stata la confusione delle lingue e l’impossibilità di comunicare, con la discesa dello Spirito Santo tutti possono capirsi e vivere in comunione,

La Chiesa e i carismi

Oggi è il giorno del compleanno della Chiesa, nata da una nuova alleanza stipulata dal sangue di Gesù e dalla discesa dello Spirito Santo.

Lo Spirito è per i credenti l’anima della Chiesa, ed è al centro di ogni cammino personale. La Chiesa lo rende presente nella parola, nel magistero, nei sacramenti. Una Chiesa che senza lo Spirito non sarebbe che un’istituzione benefica tra le tante, mentre al soffio dello Spirito diventa il prolungamento dell’incarnazione di Gesù.

È lo Spirito che suscita nella Chiesa i vari carismi personali perché siano vissuti in spirito di unità e per l’utilità comune.

È ciò che dice Paolo nella seconda lettura, quando ricorda che lo Spirito Santo consacra la nostra originalità – i nostri “carismi” – e li mette a servizio della Chiesa. «Dio ha bisogno degli uomini, Dio ha bisogno di te», dice un bel canto, e ognuno di noi opera per il bene di tutti, così come le diverse membra di un corpo, pur avendo ciascuna la sua specifica funzione, sono tutte a servizio della persona. Ogni cristiano viene invitato a unire la sua piccola fiamma a quella dello Spirito Santo, diventando protagonista nella Chiesa, elemento di novità nel mondo. «Come è avvenuto per Pietro, che è stato giudicato ubriaco di buon mattino, io penso che un cristiano vero dovrebbe essere segnato a dito, gli dovrebbe essere dato del pazzo o del rivoluzionario», dice una ragazza. E un’altra: «Voglio fare qualcosa che non sia banale nella mia vita». Aprendo le braccia allo Spirito, diventa possibile.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Lo Spirito con i suoi doni dà a ogni cristiano una genialità che gli è propria. E abbiamo bisogno estremo di discepoli geniali. Abbiamo bisogno cioè che ciascuno creda al proprio dono, alla propria unicità e che metta a servizio della vita la propria creatività e il proprio coraggio… Dopo aver creato ogni uomo, Dio ne spezza la forma e la butta via. Lo Spirito ti fa unico nel tuo modo di amare, nel tuo modo di dare speranza» (Ermes Ronchi).

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4. Parola da Vivere – 31 maggio 2020

31 maggio

DOMENICA DI PENTECOSTE

GESU’ CI DONA IL SUO SPIRITO

RIFLESSIONE

Due elementi di questo  brano  dicono  che colui che si presenta è proprio lo stesso Gesù che gli apostoli han- no conosciuto: prima mostra  le ferite della passione, stampate non solo nel corpo del Signore, ma anche nella memoria dei suoi amici; poi continua i discorsi che faceva con loro prima della passione e realizza le promesse che aveva fatto.
Altri due elementi dicono che Gesù è risorto, per non morire  più, e quindi è diverso da prima:  entra  a porte chiuse, pur avendo un corpo tangibile; consegna agli apostoli la missione che egli ha ricevuto dal Padre e, perché possano realizzarla,  trasferisce loro la sua forza di salvezza che si chiama Spirito Santo e si esprime nel potere di rimettere  i peccati.
Cosa vuol dire che non  saranno perdonati coloro  a cui gli apostoli non  perdonano? È un’espressione dura, che richiede una spiegazione.
Anzitutto Gesù in questo modo riafferma che si arriva al Padre e alla vita eterna  solo attraverso  lui; e poi, che dopo  la risurrezione si arriva a Cristo solo attraverso  la Chiesa, suo prolungamento visibile nella storia.

Ma perché non  perdonare? In realtà il vangelo dice in molti  modi  che Dio perdona sempre,  non  può  non perdonare, proprio perché è Padre. Il problema si pone quando il figlio, già perdonato, non accoglie il perdono, perché può rifiutarlo,  per esempio, non riconoscendo il proprio peccato per presunzione di fronte a Dio. A tutta la Chiesa allora,  dopo  aver annunciato l’amore misericordioso  del Padre, manifestato in Cristo, e la certezza del suo perdono, tocca il compito di denunciare il male, sotto  qualunque forma  si presenti.  È con dolore  che la Chiesa a volte è costretta a dire che non può ancora per- donare  perché non ci sono le disposizioni necessarie da parte del peccatore. Per tutte queste persone  la Chiesa è chiamata a non  smettere  di annunciare e denunciare, a innalzare al Padre la sua preghiera e a offrire i suoi sacrifici, perché  l’azione dello  Spirito  Santo  le conduca  al pentimento.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Il corpo risorto di Gesù porta le ferite della passio- ne. Per tutta l’eternità? Questo è un altro miracolo inimmaginabile dell’amore del Signore: le ferite causate dall’odio degli uomini sono trasformate in feritoie dalle quali sgorga il sangue che salva il mondo, fino alla fine dei tempi.
  2. «Pace a voi!», ripetuto due volte. Non è un augurio, ma un dono, fatto anche a ciascuno di noi. Chi accoglie questo dono non  può goderselo  egoisticamente, ma ha la capacità di offrirlo agli altri. Se questo  non  avviene il dono  è perduto.
  3. «Ricevete lo Spirito Santo». L’abbiamo ricevuto nel Battesimo e confermato nella Cresima. È il dono dei doni: tutto ciò che viene dal Padre e da Gesù arriva a noi nello Spirito. Lui non vuole apparire,  ma un po’ di riconoscenza  da parte nostra ci renderebbe più capaci di accoglierlo
  4. «A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non  perdonerete, non  saranno perdonati». Per qualcuno di noi il sacramento della Riconciliazione è difficile. Chi lo sperimenta con costanza, non può farne a meno: è un’immersione palpabile nella misericordia di Dio, che rinnova  la vita spirituale.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Esprimere  nella preghiera  la riconoscenza a tutta  la Santissima  Trinità.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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1. Letture e orazioni – 31 maggio 2020

31 maggio

DOMENICA DI PENTECOSTE                  

GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

 

ANTIFONA D’INIZIO

Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce,
conosce ogni linguaggio.  Alleluia.                  Sap 1,7

Oppure:

L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito,
che ha stabilito  in noi la sua dimora. Alleluia

Rm 5,5; 8,11

COLLETTA

O Padre, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione,
diffondi  sino ai confini  della terra
i doni dello Spirito Santo,
e continua  oggi, nella comunità  dei credenti,
i prodigi che hai operato
gli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Tutti furono  colmati  di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli                                       At 2,1-1

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme  nello stesso luogo.  Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove  stavano. Apparvero loro lingue  come di fuoco,  che si dividevano, e si posarono su ciascuno  di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a par- lare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.  Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione  che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno  li udiva parlare nella  propria lingua.  Erano stupiti  e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro  che parlano non  sono  forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                    Dal Salmo 46 (47)

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima  mia!
Sei tanto  grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi  la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

SECONDA LETTURA

Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 12,3b-7.12-13

Fratelli, nessuno può  dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

Vi sono  diversi carismi, ma uno solo  è lo Spirito; vi sono  diversi ministeri,  ma uno solo  è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno  è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.  Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo,  così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo  stati battezzati mediante  un solo  Spirito in un solo  corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo  Spirito.

Parola di Dio.

 

SEQUENZA

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel piano,  conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona  morte santa,
dona  gioia eterna.

 

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO

Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.

Dal vangelo secondo  Giovanni                     Gv 20,19-23

La sera di quel giorno,  il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo  dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei,  venne Gesù, stette in mezzo  e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato  me, anche io mando  voi». Detto  questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Manda, o Padre, lo Spirito Santo
promesso dal tuo Figlio,
perché riveli pienamente ai nostri cuori
il mistero di questo sacrificio,
e ci apra alla conoscenza di tutta la verità.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

La Pentecoste  epifania della Chiesa

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro  Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro  dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.

Oggi hai portato a compimento il mistero  pasquale
e su coloro che hai reso figli di adozione
in Cristo tuo Figlio
hai effuso lo Spirito Santo,
che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli
il mistero  nascosto  nei secoli,
e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.
Per questo mistero,
nella pienezza  della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta in coro l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Tutti furono  ripieni di Spirito Santo

e proclamavano le grandi opere di Dio. Alleluia.  At 2,4.1

Oppure:

«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo». Alleluia.                                          Gv 20,21-22

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che hai dato alla tua Chiesa
la comunione ai beni del cielo,
custodisci  in noi il tuo dono,
perché in questo cibo spirituale
che ci nutre per la vita eterna,
sia sempre operante in noi
la potenza del tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 31 maggio 2020

31 maggio

DOMENICA DI PENTECOSTE

Vieni, Spirito Santo!


MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA

Questa Messa si dice la sera del sabato, prima o dopo i Primi Vespri della domenica di Pentecoste.

RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, che mandi il tuo Spirito a rinnovarci il cuore, abbi pietà di noi.
    • Cristo, che ci doni il tuo Spirito attraverso il sacrificio della croce, abbi pietà di noi.
    • Signore Gesù, lo Spirito che ha trasformato gli apostoli, ci renda tuoi testimoni, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, viviamo questo momento di fede e di comunione, invocando lo Spirito Santo che scenda anche oggi su di noi e sulla Chiesa. Preghiamo insieme e diciamo:

Manda su di noi il tuo Spirito, Signore!

  • Per la Chiesa, lo Spirito Santo che è Spirito di unità faccia crescere la fraternità nella comunità cristiana e nel mondo, preghiamo.
  • Per la società civile, perché le istituzioni chiamate a governare sugli uomini siano instancabili nel venire incontro alle necessità di tutti, preghiamo.
  • Per la nostra comunità, perché lo Spirito Santo ci rafforzi nella comunione e spenga ogni invidia e divisione, preghiamo.
  • Per ciascuno di noi, perché ci sentiamo accompagnati dallo Spirito Santo nei momenti di gioia e in quelli di difficoltà, preghiamo.

Celebrante. Manda su di noi, o Padre, il dono dello Spirito, perché illuminati e fortificati dalla sua presenza non ci fermiamo nel costruire il tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

MESSA DEL GIORNO

RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, che asceso alla destra del Padre ci fai dono del tuo Spirito, abbi pietà di noi.
    • Cristo, che ti nascondi nei piccoli, in chi è povero e in difficoltà, abbi pietà di noi.
    • Signore Gesù, che mandi il tuo Spirito per farci rinascere a vita nuova, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, in unione con tutti i fratelli che oggi vivono le primizie dello Spirito, lodiamo e invochiamo Dio nostro Padre, dicendo insieme:

Donaci il tuo Spirito, Signore!

  • Tu, Padre, che hai dato al Cristo Gesù la gloria di sedere alla tua destra, fa’ che lo riconosciamo ancora presente tra noi nei bisognosi, preghiamo.
  • Tu che ci hai detto di ascoltare il tuo Figlio, fa’ che tutti ascoltino la sua voce e vivano nel suo Vangelo, preghiamo.
  • Manda, Padre, il tuo Spirito su tutti noi, ci liberi dal peccato e ci dia l’entusiasmo del bene, preghiamo.
  • Il tuo Spirito orienti il corso della nostra storia personale e di quella del mondo, preghiamo.

Celebrante. Padre misericordioso, aiutaci a metterci al tuo servizio e fa’ di tutti noi un cuor solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 31 maggio 2020

Domenica di Pentecoste «A» – 31 maggio 2020 – colore bianco

Vieni, Spirito Santo!

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 24 maggio 2020

24 maggio

ASCENSIONE DEL SIGNORE                  

Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

Uno di noi siede alla destra del Padre

 

ANTIFONA D’INIZIO

«Uomini di Galilea,
perché fissate nel cielo lo sguardo? Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà». Alleluia.                    At 1,11

COLLETTA

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra
in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli                                       At 1,1-1

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto  in cielo,  dopo  aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Men- tre si trovava a tavola con essi, ordinò  loro di non allontanarsi  da Gerusalemme,  ma di attendere l’adempimento  della promessa  del Padre, «quella – disse  – che voi avete udito da me: Giovanni  battezzò  con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere  tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme,  in tutta la Giudea e la Samarìa e fino  ai confini  della terra».

Detto questo,  mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando  il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini  in bianche  vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo  in cui l’avete visto an- dare in cielo».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE                                    Dal Salmo 46 (47)

Ascende il Signore tra canti di gioia.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono  di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro  re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono  santo.

SECONDA LETTURA

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini  Ef 1,17-23

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza  e di rivelazione  per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a qua- le speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza  verso di noi,  che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.

Egli la manifestò  in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni  Principato e Potenza,  al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo  sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza  di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO       Gv 14,23

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.

Alleluia.

VANGELO

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Dal vangelo secondo  Matteo                         Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.  Quando lo videro, si prostrarono.  Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo  e sulla terra. Andate dunque  e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome  del Padre e del Figlio e dello  Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo
nella mirabile ascensione del tuo Figlio,
e per questo santo scambio di doni
fa’ che il nostro spirito
si innalzi alla gioia del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

Il mistero  dell’Ascensione

È veramente cosa buona e giusta
che tutte le creature in cielo e sulla terra
si uniscano nella tua lode, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro  Signore.

Dopo la risurrezione
egli si mostrò visibilmente a tutti i discepoli,
e sotto il loro sguardo salì al cielo,
perché noi fossimo partecipi della sua vita divina.

Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

«Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo». Alleluia.            Mt 28,20

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente e misericordioso,
che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra
fai gustare i divini misteri,
suscita in noi il desiderio  della patria eterna,
dove hai innalzato  l’uomo accanto a te
nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.

BENEDIZIONE SOLENNE

Nel giorno in cui Cristo è asceso nella gloria
e vi ha aperto la via del cielo,
Dio vi riempia della sua benedizione.

Voi, che oggi riconoscete
che Cristo è il Signore nella gloria del Padre,
possiate  sperimentare la sua presenza
in mezzo a noi sino alla fine dei secoli.

Cristo, che dopo  la sua risurrezione
apparve  visibilmente  ai suoi discepoli,
si mostri  a voi giudice misericordioso
e vi conduca  all’eredità eterna.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda  su di voi,
e con voi rimanga sempre.

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2. Introduzioni – 24 maggio 2020

24 maggio

ASCENSIONE DEL SIGNORE                  

Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

54.ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI: «Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria (Es 10,2). La vita si fa storia».

Con la scelta di questo tema, tratto da un passo del Libro dell’Esodo, papa Francesco afferma che è particolarmente prezioso, nella comunicazione, il patrimonio della memoria. Tante volte il Papa ha sottolineato che non c’è futuro senza radicamento nella storia vissuta. Attraverso la memoria avviene la consegna di storie, speranze, sogni ed esperienze da una generazione a un’altra.

L’aggancio alla storia della salvezza, ai grandi uomini e donne di Dio che ci hanno preceduti e il riferimento alla vita dei santi che hanno impreziosito la storia della Chiesa, sottolinea l’importanza e la forza che ci giunge dalla testimonianza del passato.

Uno di noi siede alla destra del Padre

 

L’ascensione di Gesù è il momento della fede matura degli apostoli, che si rendono finalmente ben coscienti, dopo le apparizioni pasquali, della sua dignità divina e della sua glorificazione come Figlio del Padre. È la giusta conclusione della vita dell’uomo Gesù vissuto per amore fino alla croce. Con l’ascensione Gesù sembra abbandonare gli apostoli e l’umanità, in realtà assicura la sua presenza attraverso lo Spirito Santo promesso e l’attività degli apostoli, a cui chiede espressamente di renderlo presente, continuando la sua stessa missione.

PRIMA LETTURA

Gesù fu elevato in alto sotto i loro occhi.     

È l’inizio del libro degli Atti. I primi cinque versetti costituiscono il «prologo»: Luca riprende la narrazione dove l’aveva lasciata nel suo Vangelo: Gesù risorto si mostra vivo prima di salire al cielo. Gli altri versetti presentano il racconto dell’ascensione di Gesù e la promessa dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                             At 1,1-11

SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 46 (47)

Il Signore Gesù sale alla destra del Padre tra un tripudio di acclamazioni ed è circondato di gloria. È la giusta conclusione della fedeltà senza misura alla sua missione.

Rit. Ascende il Signore tra canti di gioia.

Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

SECONDA LETTURA

Dio ha fatto sedere Cristo alla sua destra nei cieli.  

Paolo riassume con grande partecipazione gli avvenimenti della risurrezione e ascensione di Gesù, che costituiscono la grande speranza a cui Dio ci ha chiamati. E prega perché i cristiani siano illuminati da Dio per comprendere che Gesù siede alla destra di Dio, e occupa la posizione più grande che si possa immaginare nel presente e nel futuro

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.                                      Ef 1,17-23

VANGELO

Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.             

Convocati in Galilea, gli apostoli ricevono da Gesù risorto il compito di ammaestrare e battezzare tutte le nazioni, e di diffondere il suo progetto evangelico di vita. E li rassicura che si troverà al loro fianco «fino alla fine del mondo».

 

Dal vangelo secondo Matteo.                                                               Mt 28,16-20


 

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3. Annunciare la Parola – 24 maggio 2020


24 maggio

ASCENSIONE DEL SIGNORE                  

Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

Uno di noi siede alla destra del Padre

 


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Gesù siede alla destra di Dio: è la sua piena glorificazione, ma anche la riconciliazione definitiva dell’uomo con Dio. Alla destra del Padre ora c’è uno di noi, un uomo come noi. Nella persona di Gesù Cristo, Dio è sceso sulla terra e la terra sale al cielo. Gesù è il nuovo Adamo che torna al Padre dopo aver santificato e riconciliato l’umanità con la sua morte in croce.

Glorificazione di Gesù

I racconti dell’ascensione nei Vangeli di Marco e Luca sono estremamente sobri, essenziali. Dicono in poche righe che Gesù ha benedetto gli apostoli e poi è salito al cielo e siede alla destra di Dio. Invece nel reportage di Luca degli Atti degli apostoli compaiono uomini in vesti bianche e una nube sottrae Gesù che sale al cielo, riferimenti ad antiche teofanie. Il biblista Ravasi dice che questi simboli non sono che una nuova, grande dichiarazione di fede nel Cristo risorto. Per Luca infatti l’ascensione è il vertice della Pasqua e quasi la spiegazione di quel prodigio che fu la risurrezione di Gesù.

L’ascensione non fa della Pasqua di Gesù solo a un miracolo straordinario, quasi un ritorno alla vita di un cadavere, ma afferma che con la Pasqua è Dio che entra nel cuore dell’umanità e glorifica l’uomo Gesù.

Credere nell’ascensione non significa pensare che Gesù d’ora in poi abiti in un «astro lontano», da cui potrebbe raggiungere la terra con qualche viaggio straordinario, ma significa che è davvero vivo per noi e operante nel nostro mondo attraverso la nuova realtà della sua risurrezione.

Gesù scompare visibilmente agli occhi degli apostoli, ma non abbandona l’uomo al suo destino e inizia una presenza nuova, diversa, ma reale: nella Chiesa, nei sacramenti, nei fratelli che amiamo.

La nuova fede degli apostoli

Con l’ascensione la fede dei discepoli, sempre incerta e dubbiosa, legata fino all’ultimo a prospettive terrene e nazionalistiche, diventa finalmente piena, esplicita. Ora finalmente vedono l’uomo Gesù, quest’uomo straordinario, autorevole e sorprendente, ma anche debole e sconfitto, sedere con la sua umanità alla destra di Dio, Dio egli stesso.

Per questo andare in tutto il mondo a parlare e scrivere di lui più che un comando è un’esigenza entusiasmante, come è stato per gli apostoli, che – come dice Luca – dopo averlo adorato se ne tornarono a Gerusalemme «pieni di gioia».

È il Vangelo di Matteo che presenta nel modo più esplicito le ultime parole di Gesù prima di salire al cielo. A differenza di Marco e Luca, Matteo non presenta l’episodio dell’ascensione, ma conclude con il mandato agli apostoli da parte del Risorto. Dice che alcuni di loro ancora dubitano nel rivederlo risorto, eppure Gesù nella pienezza dei suoi poteri affida ugualmente agli apostoli la missione di continuare la sua opera: «Fate discepoli tutti i popoli, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». È la vita pubblica di Gesù che continua in qualche modo per mezzo degli apostoli, a cui conferisce i suoi stessi poteri.

 Testimoni di Gesù risorto

L’ascensione è la festa della potenza di Dio, ma anche del valore della nostra vita quotidiana. La fedeltà di Gesù ha preparato la sua glorificazione; la nostra fedeltà prepara anche la nostra glorificazione.

È festa dunque di impegno, di una presenza viva nel mondo, di motivazioni nuove, di accettazione delle sfide che la vita ci propone. «C’è qualcosa di peggio che avere un’anima cattiva», dice Charles Peguy: «è avere un’anima da tutti i giorni». L’ascensione ci infonde motivazioni nuove, una speranza che riposa nelle promesse di Dio

Raccontano che da ragazzo John Kennedy voleva fare il giornalista, poi disse di aver scelto di fare il presidente degli Stati Uniti perché non intendeva raccontare soltanto le vicende importanti degli altri, ma voleva lui stesso essere protagonista di avvenimenti che altri avrebbero potuto raccontare di lui. Era un ragazzo e non pensava che una cosa non nega necessariamente l’altra, anzi che si completano a vicenda. Così è stato del comando di Gesù agli apostoli. Leggendo i Vangeli e il libro degli Atti ci si può convincere dell’entusiasmo che ci hanno messo gli apostoli e i primi cristiani per raccontare, scrivere e testimoniare le vicende e le parole di Gesù.

Oggi si celebra la 54ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. È stata scelta questa domenica proprio in riferimento al comando solenne di Gesù agli apostoli di «andare e fare discepoli tutti i popoli». A questo scopo essi disponevano quasi esclusivamente del mezzo della parola e della testimonianza di vita, perché i testi scritti erano disponibili a pochissimi. Nel nostro tempo invece noi, apostoli di oggi, per far giungere il messaggio di Gesù fino agli ultimi confini della terra abbiamo a disposizione tanti strumenti di comunicazione offerti dall’attuale tecnologia e dovremmo servircene.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Il problema è drammatico e inevitabile, perché i casi sono due: con la morte o si va a finire nel niente o si va a finire nella vita eterna. Le altre soluzioni sono forzatamente provvisorie. Ma se andrò a finire nel niente, io vivo già adesso per niente; se l’approdo dell’esistenza è il niente, anche la sostanza dell’esistenza è il niente, e questa è un’assurdità. Ogni uomo sente questo problema. Anche quando non lo sa, tutte le fibre del suo essere anelano a essere salvate dall’assurdo e a ricevere una risposta». Chi diceva così è il cardinal Giacomo Biffi, già arcivescovo di Bologna, in una intervista televisiva per Raidue.

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4. Parola da Vivere – 24 maggio 2020

24 maggio

ASCENSIONE DEL SIGNORE

CRISTO TORNA AL PADRE E CAMMINA CON NOI

COMMENTO

Cinque  versetti bellissimi.  Matteo  fa concludere la missione di Gesù su questa  terra lì dov’era iniziata,  in Galilea, e nel quadro finale lo mostra in compagnia degli undici apostoli.

Si prostrano e dubitano. Il testo greco non  fa capire se tutti si prostrano e tutti dubitano ma, considerando il gruppo come una unità, entrambi gli atteggiamenti sono presenti:  si prostrano e quindi lo riconoscono come Figlio di Dio, dubitano e quindi la loro fede non è ancora chiara e forte. Probabilmente l’evangelista vuole evidenziare che gli apostoli, in questo  momento, non  sanno ancora bene come considerare Gesù risorto e come relazionarsi a lui. Si chiariranno dopo, con il dono  dello Spirito.

Ma proprio a loro, credenti  e dubbiosi contemporaneamente, Gesù affida se stesso e la missione di evangelizzare il mondo intero.

Inizia con l’affermazione del suo potere divino: è lui il Signore dell’universo che ha salvato l’umanità e, come il Padre, vuole che tutti gli uomini siano salvi. E proprio perché ne ha il potere, affida la missione, che lui ha iniziato, agli apostoli che devono  arrivare dove lui non  è arrivato: raggiungere tutti i popoli. Una missione personale per i suoi amici, ma che non si ferma a loro, perché essi sono il fondamento della Chiesa, la quale continuerà la stessa missione fino alla fine dei tempi.

L’opera da realizzare  è una sola: far diventare  discepoli di Gesù tutti i popoli di tutti i tempi.

Gli strumenti sono  due: insegnare  a vivere i comandamenti di Gesù, il Vangelo, un insegnamento che passa attraverso  la parola  e la testimonianza; battezzare, nel nome  del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, coloro che credono. Battezzare vuol dire immergere e questo significa che chi è battezzato riceve in dono  la partecipazione alla vita stessa di Dio, perché muore  alla vita vecchia e rinascendo partecipa,  in forma  iniziale,  della risurrezione di Cristo.

Per realizzare la missione «divina» che hanno ricevuto, gli apostoli, e la Chiesa, hanno a disposizione lo stesso potere  di Gesù e questo  viene detto  con una espressione carica di verità e di affetto che esalta il contenuto teologico e spirituale: Gesù stesso sarà sempre con i suoi amici in tutto lo svolgimento della missione fino alla fine del mondo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. «Essi però dubitarono». Gesù lo sa e, forse, proprio per questo si fida tanto da affidare loro la missione di portare  il Vangelo, cioè lui stesso, nel mondo. Non  c’è bisogno  di essere «perfetti» per testimoniare e portare Gesù agli altri. Ci inginocchieremo e dubiteremo anche noi, fino a quando il Signore ci chiamerà a sé.

2. «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra». E Gesù lo trasmette agli A volte interpretiamo questo potere con la logica terrena. È invece il potere di Dio, quello di salvare tutti. È questo  il potere  che ci interessa o cerchiamo ancora l’altro?

3. «… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Battesimo e insegnamento sono stretta- mente collegati. Non tutti noi battezziamo, ma tutti possiamo «insegnare» il Vangelo agli altri, basta conoscerlo e viverlo. Lo Spirito Santo ha il compito di suggerirci le parole  giuste, quando ci viene chiesto  di parlare.

4. «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Promessa che rivela un affetto divino infinito Vale per la Chiesa, per gli apostoli, ma anche per ciascuno di noi. La preghiera ci fa gustare la bellezza del camminare per le strade del mondo, sapendo che lui cammina con noi.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Coltivare la consapevolezza che non  siamo soli, che il Signore è vicino e ci ama.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017