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1. ORAZIONI – 10 MAGGIO – VI DOMENICA DI PASQUA

10 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE

 

Antifona

Con voce di gioia date l’annuncio,
fatelo giungere ai confini della terra:
il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cf. Is 48,20)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Padre, che per la preghiera del tuo Figlio
ci hai donato lo Spirito della verità,
ravviva in noi con la sua potenza
il ricordo delle parole di Gesù,
perché siamo pronti a rispondere
a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che per la preghiera del tuo Figlio
ci hai donato lo Spirito della verità,
ravviva in noi con la sua potenza
il ricordo delle parole di Gesù,
perché siamo pronti a rispondere
a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Salgano a te, o Signore,
le nostre preghiere insieme all’offerta di questo sacrificio,
perché, purificati dal tuo amore,
possiamo accostarci al sacramento della tua grande misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti»,
dice il Signore.
«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito,
perché rimanga con voi per sempre». Alleluia. (Gv 14,15-16)

Dopo la comunione

Dio onnipotente,
che nella risurrezione di Cristo
ci fai nuove creature per la vita eterna,
accresci in noi i frutti del sacramento pasquale
e infondi nei nostri cuori la forza di questo nutrimento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 10 MAGGIO- VI DOMENICA DI PASQUA

10 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE

 

COMMENTO 1

La meditazione evangelica propostaci in questa domenica fa parte del lungo discorso di addio che Gesù rivolge ai suoi apostoli per prepararli al suo imminente  distacco da loro dovuto alla sua morte sulla croce. Con la lavanda dei piedi le sue azioni si fanno sempre più choccanti e provocatorie Quanto accade durante l’ultima cena turba, scandalizza e sconcerta.
Il Maestro, su cui avevano puntato tutto nella speranza che fosse il Messia guerriero e liberatore tanto atteso, si umilia e si abbassa a lavare i piedi come fanno solo gli schiavi. È’ inconcepibile, intollerabile e scandaloso. La reazione di Giuda, la supponenza di Pietro, l’ironica rabbia di Tommaso e la fredda concretezza di Filippo rappresentano bene lo stato d’animo di tutti gli altri apostoli che mugugnano e fremono in silenzio.
In questo contesto cadono le parole odierne del Vangelo. Gesù coglie il disagio e scuote il loro stato d’animo impregnato di delusione, rancore, paura e disorientamento. Non parla loro dei comandamenti di Mosè ma dei suoi comandamenti che si sintetizzano in uno slogan: “Amatevi come io vi ho amato”.
Lavare i piedi non è uno scandalo ma il nuovo modo di credere in Dio. Questo invito è duro da accettare ma non impossibile.
Gesù con il Padre saranno sempre presenti accanto ad ogni cristiano attraverso il Paraclito, nome greco intraducibile in italiano con una sola parola.
Egli è colui che sta accanto, che difende, che sostiene e che guida. È forza per i deboli, presenza per chi è solo, speranza per chi soffre, fiducia per chi si dispera, pace per chi è in guerra, perdono per i peccatori, accoglienza per chi è sbandato, misericordia per tutti, provocazione per chi si scandalizza ed etica per i moralisti.
È un progetto di vita quanto mai attuale. Seguendo l’insegnamento di Papa Leone XIV ognuno di noi, se vuole essere cristiano, con coraggio, libertà ed impegno,  ha il compito di assimilare, studiare,  insegnare e vivere la Parola in libertà, franchezza e fedeltà, senza servilismi e compromessi nella parresia (trasparente chiarezza) e nella xeniteia (fuori da ogni omologazione).
Queste virtù, care ai Padri del deserto colonne delle prime comunità cristiane, devono essere le travi portanti della nostra fede.
Con la costante presenza del Paraclito accanto a noi l’utopia odierna della pace si può trasformare nella certezza della giustizia e fratellanza universale di domani.
Alla faccia di Trump, Netaniahu, Putin e Xi Jing Ping.

COMMENTO 2 

Cristo Speranza 

O Gesù Maestro, con intima gioia ascoltiamo e accogliamo le Tue parole di vita eterna pronunciate nel Cenacolo durante il discorso di addio per preparare i Tuoi discepoli al Tuo ritorno al Padre. Tu ci insegni che amarTi significa conoscere e osservare i Tuoi comandamenti, perché chi sta nell’amore, dimora in Te e Tu in lui.

Morto una volta per sempre per i peccati e risorto alla vita immortale, ci hai donato con il Padre lo Spirito di verità, l’altro Paraclito, che rimane per sempre accanto a noi per guidarci, illuminarci, difenderci dal maligno, per correggerci al momento opportuno, pregando in noi, facendoci interiorizzare e vivere il Tuo insegnamento. Signore nostro, il tuo Spirito attesta la Tua presenza in noi, rivelandoci la Tua unità col Padre ed inserendoci in essa, rendendo presente nella celebrazione eucaristica il mistero pasquale della Tua passione, morte e risurrezione. Ti benediciamo, o Cristo, perché sei in noi e noi in Te per il dono del Tuo Spirito, che ci conduce a Te, Verità del Padre e dell’uomo.

Speranza nostra, con la Tua beata passione ed ascensione al cielo non ci hai lasciato orfani, ma ci hai promesso che verrai da noi. Noi Tua Sposa, mossi dal Tuo Spirito, Ti invochiamo con fiducia: ”Vieni, Signore Gesù!”, e Tu ci rispondi: ”Sì, io vengo presto!”. Nell’attesa della Tua venuta gloriosa, Ti adoriamo nei nostri cuori, rendendo ragione della speranza pasquale che è in noi, con dolcezza e rispetto del cammino altrui e con retta coscienza, soffrendo facendo il bene, piuttosto che facendo il male, sul Tuo esempio. Signore Gesù, battezzati nel Tuo santo nome, nel sacramento della Confermazione attraverso l’imposizione delle mani del Vescovo e l’unzione crismale ci hai donato il sigillo del tuo Santo Spirito, che ci abilita ad annunciare con franchezza la Tua Parola, che ci rende liberi e guarisce il cuore.

O Cristo, rendici sempre più Chiesa estroversa, in uscita, missionaria, in cammino verso le periferie esistenziali, sull’esempio del diacono ed evangelista Filippo, per diffondere attorno a noi la Tua gioia pasquale, ripresentando, con la potenza del Tuo Spirito di verità e di amore, i Tuoi gesti e le Tue Parole di liberazione, di tenerezza, di guarigione, di misericordia.

Signore Gesù, che non respingi la nostra preghiera e non ci neghi la Tua misericordia, Ti supplichiamo: concedici di esprimere nella vita feriale il sacramento del Tuo Corpo e Sangue che celebriamo nella fede, operante per mezzo della carità. Rinnovati nello spirito dall’incontro con Te, che ci confermi con il dono dello Spirito, possiamo collaborare alla Tua opera di salvezza, amandoci come Tu ci hai amato.

Amen. Alleluia!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

L’affermazione di partenza è che Gesù è una sola cosa con suo Padre. Aveva già detto che il Padre abita in lui e lui nel Padre e questo avviene perché egli ama totalmente Gesù e lui lo ricambia allo stesso modo. Gesù qui aggiunge che abita nei discepoli e loro in lui. Il modello del rapporto tra il Padre e Gesù si trasferisce nel rapporto tra Gesù e i discepoli. Una cosa inaudita, che neanche la fantasia più sfrenata poteva immaginare, diventa dono reale a disposizione di tutti coloro che amano non a parole, ma nella verità e cioè vivendo i comandamenti di Gesù, che nel vangelo di Giovanni sono due: credere in lui e amare i fratelli come lui li ha amati, fino a dare la vita… È proprio vero? Gesù dà due segni a dimostrazione.
Il primo: insieme al Padre manderà lo Spirito che continuerà la sua opera di Paràclito, cioè di difensore e consolatore, quella che Gesù ha esercitato in forma visibile dalla nascita alla morte; i discepoli faranno questa esperienza spirituale e «fisica» nello stesso tempo.
Il secondo: Gesù non abbandonerà i suoi amici, sarà sempre con loro, visibile realmente solo agli occhi della fede di chi, ricevuto l’amore del Padre e di Gesù, lo ricambia e diventa capace di vedere e comprendere il mondo di Dio attraverso Gesù (questo significa che Gesù gli si manifesterà).
Tutto questo è nascosto agli occhi di chi non vuol credere (il mondo, in questo brano), ma rimane poco comprensibile anche a chi dice di credere, pure abbastanza sinceramente, ma non ama come ha insegnato Gesù.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Promesse incredibili ma dimostratesi vere negli apostoli. Sono anche per noi e si realizzano nella misura in cui camminiamo con Gesù e come lui. I santi l’hanno fatto, lo fanno e diventano segno della presenza di Gesù e dello Spirito.
  2. Il «mondo» non vede, non conosce e non può ricevere lo Spirito della vita. E noi vediamo che corre verso la morte. Il Signore è morto per salvare tutti. Ha voluto avere bisogno di collaboratori, cioè di noi.
  3. Basta amare, come lui. Siamo tutti in cammino su questa strada. Non è una meta raggiunta una volta per tutte, è una vita da spendere giorno per giorno, fino alla fine. Non siamo soli e non abbiamo soltanto le nostre forze.
  4. Essere la casa della Trinità. Solo l’amore di Dio poteva inventarlo e solo il nostro amore per lui e per i fratelli può realizzarlo. Abbiamo avuto tempo e ne abbiamo ancora; non sprechiamolo in cose inutili.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Curare il dialogo personale e intimo con Gesù e offrirgli gesti di amore verso un fratello «difficile».

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2. introduzioni – 10 MAGGIO – VI DOMENICA DI PASQUA

10 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE

Cristo risorto ha il potere di diffondere il suo amore che salva in tutti gli uomini, attraverso l’azione dello Spirito Santo. Il suo dono si rinnova in modo particolare in ogni celebrazione eucaristica. Da qui il cristiano attinge la forza per essere testimone dell’amore di Dio e per attraversare anche le persecuzioni, come Gesù ha attraversato la sua passione.

PRIMA LETTURA

Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

A causa della persecuzione i cristiani ellenisti di Gerusalemme furono costretti a fuggire. Il diacono Filippo è uno di loro e predica il Vangelo in Samaria. Nascono delle comunità, ma Luca subito fa capire che tutte le comunità devono essere in comunione. È questo il compito degli apostoli, che si preoccupano di visitare le nuove comunità, completare la predicazione e invocare il dono dello Spirito Santo.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

Pietro sa bene che i cristiani sono e saranno perseguitati. Per questo li esorta a essere uniti a Cristo, a rispondere ai persecutori non con la violenza, ma con la dolcezza. Solo così la fede si rafforza e il cristiano può somigliare a Cristo, suo modello e salvatore.

VANGELO

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

L’annuncio del ritorno di Gesù al Padre ha reso tristi gli apostoli. Gesù li rincuora con la promessa dello Spirito Santo, l’assicurazione che non rimarranno mai soli. Il rapporto con il Signore non sarà mai interrotto, perché è fondato sull’amore che il Padre e Gesù donano ai discepoli e sull’amore con cui i discepoli rispondono.

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4. Letture – 10 MAGGIO – VI DOMENICA DI PASQUA

10 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE

PRIMA LETTURA

Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

A causa della persecuzione i cristiani ellenisti di Gerusalemme furono costretti a fuggire. Il diacono Filippo è uno di loro e predica il Vangelo in Samaria. Nascono delle comunità, ma Luca subito fa capire che tutte le comunità devono essere in comunione. È questo il compito degli apostoli, che si preoccupano di visitare le nuove comunità, completare la predicazione e invocare il dono dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli    At 8,5-8.14-17

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 65 (66)

R. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! R.

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. R.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.

SECONDA LETTURA

Messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

Pietro sa bene che i cristiani sono e saranno perseguitati. Per questo li esorta a essere uniti a Cristo, a rispondere ai persecutori non con la violenza, ma con la dolcezza. Solo così la fede si rafforza e il cristiano può somigliare a Cristo, suo modello e salvatore.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo   1Pt 3,15-18 

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

Alleluia.

VANGELO

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

L’annuncio del ritorno di Gesù al Padre ha reso tristi gli apostoli. Gesù li rincuora con la promessa dello Spirito Santo, l’assicurazione che non rimarranno mai soli. Il rapporto con il Signore non sarà mai interrotto, perché è fondato sull’amore che il Padre e Gesù donano ai discepoli e sull’amore con cui i discepoli rispondono.

Dal Vangelo secondo Giovanni      Gv 14,15-21 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 10 MAGGIO – VI DOMENICA DI PASQUA

10 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 10 MAGGIO 2026 – VI DOMENICA DI PASQUA

10 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, qualche volta ci siamo fidati solo delle nostre forze e abbiamo fallito. Kyrie eleison.
  • Cristo, di fronte alle sofferenze abbiamo pensato di essere stati abbandonati da te. Christe eleison.
  • Signore, non abbiamo ascoltato con attenzione filiale l’insegnamento del papa e dei vescovi. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché sia salvato. Offriamo al Padre il nostro impegno e preghiamo per la salvezza del mondo.
Diciamo insieme: Padre, rendici testimoni del tuo amore.

  • Perché riempiamo le nostre giornate di atti di amore per i fratelli che incontriamo. Preghiamo.
  • Perché siamo costantemente consapevoli della presenza e dell’aiuto dello Spirito Santo. Preghiamo.
  • Perché trattiamo con rispetto e dolcezza anche coloro che la pensano diversamente da noi. Preghiamo.
  • Perché riusciamo a vedere e giudicare gli avvenimenti alla luce della parola di Gesù. Preghiamo.

O Padre, il tuo Figlio ci ha amati fino a donare la sua vita per noi. Aiutaci a non dubitare della grandezza del tuo amore, anche di fronte alle persecuzioni e alle nostre difficoltà e sofferenze. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

 

Antifona

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie;
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Alleluia. (Sal 97,1-2)
Si dice il Gloria.
Colletta

Dio onnipotente ed eterno,
porta a compimento in noi il mistero pasquale,
perché quanti ti sei degnato di rinnovare nel Battesimo,
con il tuo paterno aiuto portino frutti abbondanti
e giungano alla gioia della vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che in Cristo, via, verità e vita,
riveli a noi il tuo volto,
fa’ che aderendo a lui, pietra viva,
veniamo edificati come tempio della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che nella comunione mirabile a questo sacrificio
ci hai resi partecipi della tua natura divina,
dona a noi, che abbiamo conosciuto la tua verità,
di testimoniarla con una degna condotta di vita.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

«Io sono la via, la verità e la vita»,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 14,6)

Dopo la comunione

Assisti con bontà il tuo popolo, o Signore,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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3. Commento alle Letture – 3 MAGGIO- V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

 

COMMENTO 1

L’intera liturgia della Parola di questa domenica è focalizzata sul significato del nostro credere e sul corretto modo di vivere la nostra  vita radicata nell’insegnamento evangelico di Gesù .
Il brano odierno fa parte della catechesi del Maestro volta a preparare gli apostoli ad affrontare gli episodi che lo porteranno verso una morte di crocifissione.
Nonostante tutti i tentativi di sradicare dal loro cuore l’attesa di un messia troppo umano e materiale, i discepoli persistono nella fede dei loro padri. Per loro l’Atteso è il realizzatore dei loro sogni di annientare il dominio romano, di ricompense materiali, di soddisfazione dei loro deliri di onnipotenza e di ricchezza.
Tutto questo viene spazzato via da Gesù  quando durante la  cena a ridosso della Pasqua li  spiazza e scandalizza facendo la cosa più vergognosa per un ebreo: la lavanda dei piedi. Roba da schiavi  non da Messia. Questo lascia sconvolti tutti.
Giuda, forse il più intelligente ed intuitivo, si sente tradito nelle sue attese messianiche nazionaliste maturando  il desiderio del tradimento.
Pietro, banfone, professa eroica fedeltà che verrà spazzata via dal terrore che lo induce a rinnegare il Maestro  prima che il gallo canti.
Gli altri rimangono gelati nella profonda delusione delle loro aspettative.
È in questo contesto emotivo che il Signore inizia il suo discorso di addio ai discepoli prima di uscire ad affrontare e vivere la sua Passione. Invita tutti ad avere fiducia nel Padre ed in sè stesso. Per Lui la morte non è la fine di tutto, ma il transito verso una nuova dimora in cui tutti saranno accolti e di cui Lui ha insegnato la via con la sua parola e con le sue azioni. Questa affermazione suscita la reazione rabbiosa del focoso Tommaso  che dimostra il fallimento delle catechesi del figlio di Maria. Anche Filippo, sgarbatamente, sbotta nella richiesta di bandire le chiacchiere e di far vedere concretamente la figura del Padre.
Con desolazione Gesù prende atto del suo fallimento. Reagisce con vivacità: “Io sono la via, la verità’ e la vita” (Gv 14,6); “Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me”  (Gv14,11).  La relazione Padre-Figlio è una relazione d’amore. Essa deve essere il fondamento della fede tra di noi.
L’unico modo per viverla e testimoniarla è la carità . L’incontro con Dio non avviene nei santuari o nei templi ma nell’amore vissuto concretamente nei cuori.
Venerare Dio non comporta inginocchiarci davanti alle statue o ai crocifissi ma, come Gesù nell’Ultima Cena, davanti al prossimo in una disposizione di accettazione e di servizio.
Sacro non è il Tempio, ma il fratello e la sorella da accogliere. Chi vive la Parola, onora ed accoglie il Padre. Chi vive l’insegnamento di Gesù adempie i voleri del Padre. Per il cristiano gli unici miracoli sono gli atti   di solidarietà , di perdono, di giustizia e di pace vissuti nella carità.
Ed è proprio di questi miracoli che è assetato questo nostro mondo così ricco di averi , così indigente di carità.

COMMENTO 2 

Gesù Via Verità Vita

O Gesù Maestro, pietra scartata dai costruttori ma scelta e preziosa davanti al Padre, Tu con la Tua beata passione e con l’ascensione al cielo sei andato a prepararci un posto nella casa del Padre Tuo e nostro. Noi siamo già con Te nel cuore del Padre che nel Battesimo ci ha resi suoi figli adottivi in Te. Avvicinandoci a Te, siamo divenuti pietre vive dell’edificio spirituale che è il Tuo Corpo mistico, popolo regale, profetico, sacerdotale. Eravamo tenebra, ma ora siamo luce in Te, che ci chiami ad offrirci al Padre in intima unione al Tuo Sacrificio eucaristico in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini. Ti ringraziamo perché ci fai partecipi di Te, colmandoci della Tua grazia divina in questa celebrazione eucaristica, facendoci passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova in Te. Concedici di testimoniare con la nostra vita sacrificata per amore la luce della Tua verità e di cantarTi un canto nuovo per i prodigi che compi nella nostra vita.

Ti adoriamo, Via che ci riconduce al Padre. Entrando per la porta stretta e percorrendo la via angusta della Tua croce, veniamo condotti alla vita. Camminando sulla Tua via, avanziamo nel pellegrinaggio della fede. Desideriamo avere nel cuore la Tua via per essere veri seguaci di Te, che sei l’unica Via, il mediatore fra il Padre e il genere umano, la strada di accesso al Padre.

Ti supplichiamo: accoglici umilmente!

Tu sei la Verità che ci rende liberi dalla schiavitù del peccato e della morte per amare come Te il Padre e i fratelli. Custodendo la Tua Parola di verità e di amore, esistiamo.

Confermaci nella Tua verità!

Tu sei la Vita che ci riempie di gioia. Rimanendo in Te, Vite vera, siamo vivi e vitali, tralci fecondi che portano il frutto del Tuo Santo Spirito e glorificano il Padre. La nostra vita porta in sé il Tuo respiro, essendo partecipi della Tua vita divina.

Signore della vita, ravvivaci! Pane vivo disceso dal cielo per la salvezza del mondo, Ti benediciamo per averci chiamato, quali membra del Tuo Corpo, ad annunciare a tutti, soprattutto ai piccoli e ai poveri, la tua salvezza e a comunicare la Tua bontà misericordiosa e tenerissima con le opere di amore, di giustizia e di pace che possiamo compiere perché con il Padre ci hai donato lo Spirito d’amore. Ti glorifichiamo per il dono del Vescovo e dei presbiteri che, dedicandosi alla preghiera e al ministero della Tua Parola e dei Tuoi Sacramenti, continuano la Tua missione di Capo, Pastore e Sposo della Chiesa.

Cantando e camminando, viviamo nell’attesa che Tu venga, Signore Gesù, a prenderci per portarci con Te nella casa del Padre, dove ci sono molte dimore, riservate ai Tuoi servi fedeli ed operosi. Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

L’inizio del brano riporta delle espressioni tra le più affettuose di Gesù: da una parte vuole tranquillizzarli riguardo alla sua partenza verso il Padre, dall’altra, soprattutto, esprime il desiderio che i suoi amici stiano sempre con lui e si presenta quasi come colui che nella casa del Padre prepara per loro delle stanze accoglienti. Il movimento di Gesù si sviluppa in quattro tempi: vado, torno (non dice quando), vi prendo con me, abitate con me nel Padre. Tutto si sviluppa nel presente, perché Gesù abita già nel Padre, ma c’è anche un momento futuro, il ritorno definitivo di Gesù, perché i suoi condividano la sua gloria.
Ma subito si manifesta l’incomprensione dei discepoli.
Tommaso dice che non sa dove Gesù stia andando e si meraviglia che Gesù pensi che loro conoscano già la via per arrivarci. Con pazienza Gesù ripete quello che Tommaso, gli altri (e noi con loro) avrebbero dovuto capire: sta andando dal Padre e la via per arrivarci è lui stesso. La metafora della via, si lega strettamente a quella della porta del capitolo 10. Percorrere Gesù-via e attraversare la porta non richiedono adesione intellettuale, ma cambio di vita attorno ai due comandamenti giovannei: credere in Gesù e amare i fratelli.
Per Filippo, invece, c’è un rimprovero: «Come mai ancora non mi conosci? Perché non ti rendi conto di chiedere una cosa che ti ho già dato?». In tutto il vangelo di Giovanni, Gesù si è sforzato di far capire che il Padre è diventato visibile nell’incarnazione del Figlio. Tutto quello che lui ha detto viene dal Padre e tutto quello che lui fa è opera del Padre, perché egli non fa altro che obbedire a lui. Filippo non ha ancora capito che Gesù è tutto ciò che si può vedere del Padre, perché sono una cosa sola. Non sono bastati tutti i segni che ha fatto.
Certo manca ancora il più grande segno, la sua morte e risurrezione. Per questo gli apostoli dovranno avere solo un po’ di pazienza. Ma non appena Gesù arriverà presso il Padre, dal momento che avrà realizzato la sua missione di salvezza, potrà mandare il suo Spirito e potrà mettere a loro disposizione tutta la ricchezza e la potenza della sua risurrezione.
Possiamo rimanere perplessi di fronte alla promessa che i credenti potranno fare opere anche più grandi di quelle che Gesù ha fatto prima della Pasqua. Non si tratta di miracoli strepitosi, ma del completamento dell’opera che Gesù ha iniziato con la sua morte e risurrezione: Gesù ha portato il Vangelo a un territorio e a un numero limitato di persone, chi crede, grazie a lui e al dono dello Spirito, porterà il Vangelo e la salvezza fino ai confini della terra e fino alla fine di questo mondo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù esprime il desiderio che i suoi amici stiano per sempre con lui e il Padre certamente lo esaudisce. Anche noi facciamo l’esperienza di questo desiderio nei riguardi delle persone che amiamo. Se il desiderio è vero, come Gesù, siamo disposti a dare la vita per loro e preghiamo il Padre, che certamente ci ascolta, perché anche lui ha lo stesso desiderio.
  2. Gesù è la via. È la sua umanità la via che ci conduce al Padre; per questo lui si fa nostro modello di uomo-figlio di Dio e anche compagno di viaggio per guidarci, sostenerci, rialzarci, nutrirci con la sua parola e il suo corpo e sangue.
  3. Gesù è la verità. La verità delle cose e delle azioni non è molto popolare in questo mondo. Il Signore ci comunica se stesso perché noi possiamo essere veri figli di Dio, vivere nella verità, dire la verità, testimoniarla, realizzarla.
  4. Gesù è la vita. La morte ha conquistato molta parte del cuore di tanti uomini, donne, giovani. La vita, che il Signore è e dona, è umano-divina, rinnova ogni uomo, vince la morte e ci proietta nell’eternità.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Leggere una pagina del vangelo, per conoscere e incontrare Gesù.

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2. introduzioni – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

Il desiderio di essere sempre con Gesù e di abitare con lui nella casa del Padre alimenta la vita spirituale di ogni cristiano. La parola del Signore Gesù e l’Eucaristia sono per chi crede consolazione, incoraggiamento, vita nuova e promessa di beatitudine senza fine.

PRIMA LETTURA

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Luca presenta la prima comunità cristiana come modello. Anche al suo interno nascono difficoltà e problemi. Pietro offre criteri per affrontarli: l’esame onesto della situazione, il coinvolgimento della comunità, la valorizzazione dei carismi e delle capacità di tutti, il primato della preghiera e dell’evangelizzazione per i pastori.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

La catechesi di Pietro ai battezzati utilizza l’immagine di un edificio costruito con pietre vive. La pietra angolare su cui tutta la costruzione si regge è Cristo risorto, rifiutato dai capi, ma scelto dal Padre. Chi crede in lui non resta deluso ed è degno di onore, perché appartiene al nuovo popolo di Dio; chi non crede, cade e non ha speranza di salvezza.

Io sono la via, la verità e la vita.

Gesù sta per affrontare la passione e vede i suoi amici turbati e impauriti. I suoi discorsi di «addio» sono nello stesso tempo rivelazione e consolazione. In questo brano Gesù ricorda ai suoi che il Padre è l’origine di tutto, la meta da raggiungere e la casa in cui vivere nell’amore. L’unica via per giungere al Padre e condividerne la vita è Gesù stesso, Verbo incarnato che nella fede rende visibile il Padre e il suo amore.

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4. Letture – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

PRIMA LETTURA

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Luca presenta la prima comunità cristiana come modello. Anche al suo interno nascono difficoltà e problemi. Pietro offre criteri per affrontarli: l’esame onesto della situazione, il coinvolgimento della comunità, la valorizzazione dei carismi e delle capacità di tutti, il primato della preghiera e dell’evangelizzazione per i pastori.

Dagli Atti degli Apostoli   At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 32 (33)

R.  Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.  R.

SECONDA LETTURA

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

La catechesi di Pietro ai battezzati utilizza l’immagine di un edificio costruito con pietre vive. La pietra angolare su cui tutta la costruzione si regge è Cristo risorto, rifiutato dai capi, ma scelto dal Padre. Chi crede in lui non resta deluso ed è degno di onore, perché appartiene al nuovo popolo di Dio; chi non crede, cade e non ha speranza di salvezza.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo   1Pt 2,4-9 

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6b.9c)

Alleluia.

VANGELO

Io sono la via, la verità e la vita.

Gesù sta per affrontare la passione e vede i suoi amici turbati e impauriti. I suoi discorsi di «addio» sono nello stesso tempo rivelazione e consolazione. In questo brano Gesù ricorda ai suoi che il Padre è l’origine di tutto, la meta da raggiungere e la casa in cui vivere nell’amore. L’unica via per giungere al Padre e condividerne la vita è Gesù stesso, Verbo incarnato che nella fede rende visibile il Padre e il suo amore.

Dal Vangelo secondo Giovanni      Gv 14,1-12 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore.