10 MAGGIO
VI DOMENICA DI PASQUA
CHI AMA CRISTO È AMATO DAL PADRE
COMMENTO 1
La meditazione evangelica propostaci in questa domenica fa parte del lungo discorso di addio che Gesù rivolge ai suoi apostoli per prepararli al suo imminente distacco da loro dovuto alla sua morte sulla croce. Con la lavanda dei piedi le sue azioni si fanno sempre più choccanti e provocatorie Quanto accade durante l’ultima cena turba, scandalizza e sconcerta.
Il Maestro, su cui avevano puntato tutto nella speranza che fosse il Messia guerriero e liberatore tanto atteso, si umilia e si abbassa a lavare i piedi come fanno solo gli schiavi. È’ inconcepibile, intollerabile e scandaloso. La reazione di Giuda, la supponenza di Pietro, l’ironica rabbia di Tommaso e la fredda concretezza di Filippo rappresentano bene lo stato d’animo di tutti gli altri apostoli che mugugnano e fremono in silenzio.
In questo contesto cadono le parole odierne del Vangelo. Gesù coglie il disagio e scuote il loro stato d’animo impregnato di delusione, rancore, paura e disorientamento. Non parla loro dei comandamenti di Mosè ma dei suoi comandamenti che si sintetizzano in uno slogan: “Amatevi come io vi ho amato”.
Lavare i piedi non è uno scandalo ma il nuovo modo di credere in Dio. Questo invito è duro da accettare ma non impossibile.
Gesù con il Padre saranno sempre presenti accanto ad ogni cristiano attraverso il Paraclito, nome greco intraducibile in italiano con una sola parola.
Egli è colui che sta accanto, che difende, che sostiene e che guida. È forza per i deboli, presenza per chi è solo, speranza per chi soffre, fiducia per chi si dispera, pace per chi è in guerra, perdono per i peccatori, accoglienza per chi è sbandato, misericordia per tutti, provocazione per chi si scandalizza ed etica per i moralisti.
È un progetto di vita quanto mai attuale. Seguendo l’insegnamento di Papa Leone XIV ognuno di noi, se vuole essere cristiano, con coraggio, libertà ed impegno, ha il compito di assimilare, studiare, insegnare e vivere la Parola in libertà, franchezza e fedeltà, senza servilismi e compromessi nella parresia (trasparente chiarezza) e nella xeniteia (fuori da ogni omologazione).
Queste virtù, care ai Padri del deserto colonne delle prime comunità cristiane, devono essere le travi portanti della nostra fede.
Con la costante presenza del Paraclito accanto a noi l’utopia odierna della pace si può trasformare nella certezza della giustizia e fratellanza universale di domani.
Alla faccia di Trump, Netaniahu, Putin e Xi Jing Ping.
COMMENTO 2
Cristo Speranza
O Gesù Maestro, con intima gioia ascoltiamo e accogliamo le Tue parole di vita eterna pronunciate nel Cenacolo durante il discorso di addio per preparare i Tuoi discepoli al Tuo ritorno al Padre. Tu ci insegni che amarTi significa conoscere e osservare i Tuoi comandamenti, perché chi sta nell’amore, dimora in Te e Tu in lui.
Morto una volta per sempre per i peccati e risorto alla vita immortale, ci hai donato con il Padre lo Spirito di verità, l’altro Paraclito, che rimane per sempre accanto a noi per guidarci, illuminarci, difenderci dal maligno, per correggerci al momento opportuno, pregando in noi, facendoci interiorizzare e vivere il Tuo insegnamento. Signore nostro, il tuo Spirito attesta la Tua presenza in noi, rivelandoci la Tua unità col Padre ed inserendoci in essa, rendendo presente nella celebrazione eucaristica il mistero pasquale della Tua passione, morte e risurrezione. Ti benediciamo, o Cristo, perché sei in noi e noi in Te per il dono del Tuo Spirito, che ci conduce a Te, Verità del Padre e dell’uomo.
Speranza nostra, con la Tua beata passione ed ascensione al cielo non ci hai lasciato orfani, ma ci hai promesso che verrai da noi. Noi Tua Sposa, mossi dal Tuo Spirito, Ti invochiamo con fiducia: ”Vieni, Signore Gesù!”, e Tu ci rispondi: ”Sì, io vengo presto!”. Nell’attesa della Tua venuta gloriosa, Ti adoriamo nei nostri cuori, rendendo ragione della speranza pasquale che è in noi, con dolcezza e rispetto del cammino altrui e con retta coscienza, soffrendo facendo il bene, piuttosto che facendo il male, sul Tuo esempio. Signore Gesù, battezzati nel Tuo santo nome, nel sacramento della Confermazione attraverso l’imposizione delle mani del Vescovo e l’unzione crismale ci hai donato il sigillo del tuo Santo Spirito, che ci abilita ad annunciare con franchezza la Tua Parola, che ci rende liberi e guarisce il cuore.
O Cristo, rendici sempre più Chiesa estroversa, in uscita, missionaria, in cammino verso le periferie esistenziali, sull’esempio del diacono ed evangelista Filippo, per diffondere attorno a noi la Tua gioia pasquale, ripresentando, con la potenza del Tuo Spirito di verità e di amore, i Tuoi gesti e le Tue Parole di liberazione, di tenerezza, di guarigione, di misericordia.
Signore Gesù, che non respingi la nostra preghiera e non ci neghi la Tua misericordia, Ti supplichiamo: concedici di esprimere nella vita feriale il sacramento del Tuo Corpo e Sangue che celebriamo nella fede, operante per mezzo della carità. Rinnovati nello spirito dall’incontro con Te, che ci confermi con il dono dello Spirito, possiamo collaborare alla Tua opera di salvezza, amandoci come Tu ci hai amato.
Amen. Alleluia!
Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A
MEDITAZIONE
L’affermazione di partenza è che Gesù è una sola cosa con suo Padre. Aveva già detto che il Padre abita in lui e lui nel Padre e questo avviene perché egli ama totalmente Gesù e lui lo ricambia allo stesso modo. Gesù qui aggiunge che abita nei discepoli e loro in lui. Il modello del rapporto tra il Padre e Gesù si trasferisce nel rapporto tra Gesù e i discepoli. Una cosa inaudita, che neanche la fantasia più sfrenata poteva immaginare, diventa dono reale a disposizione di tutti coloro che amano non a parole, ma nella verità e cioè vivendo i comandamenti di Gesù, che nel vangelo di Giovanni sono due: credere in lui e amare i fratelli come lui li ha amati, fino a dare la vita… È proprio vero? Gesù dà due segni a dimostrazione.
Il primo: insieme al Padre manderà lo Spirito che continuerà la sua opera di Paràclito, cioè di difensore e consolatore, quella che Gesù ha esercitato in forma visibile dalla nascita alla morte; i discepoli faranno questa esperienza spirituale e «fisica» nello stesso tempo.
Il secondo: Gesù non abbandonerà i suoi amici, sarà sempre con loro, visibile realmente solo agli occhi della fede di chi, ricevuto l’amore del Padre e di Gesù, lo ricambia e diventa capace di vedere e comprendere il mondo di Dio attraverso Gesù (questo significa che Gesù gli si manifesterà).
Tutto questo è nascosto agli occhi di chi non vuol credere (il mondo, in questo brano), ma rimane poco comprensibile anche a chi dice di credere, pure abbastanza sinceramente, ma non ama come ha insegnato Gesù.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- Promesse incredibili ma dimostratesi vere negli apostoli. Sono anche per noi e si realizzano nella misura in cui camminiamo con Gesù e come lui. I santi l’hanno fatto, lo fanno e diventano segno della presenza di Gesù e dello Spirito.
- Il «mondo» non vede, non conosce e non può ricevere lo Spirito della vita. E noi vediamo che corre verso la morte. Il Signore è morto per salvare tutti. Ha voluto avere bisogno di collaboratori, cioè di noi.
- Basta amare, come lui. Siamo tutti in cammino su questa strada. Non è una meta raggiunta una volta per tutte, è una vita da spendere giorno per giorno, fino alla fine. Non siamo soli e non abbiamo soltanto le nostre forze.
- Essere la casa della Trinità. Solo l’amore di Dio poteva inventarlo e solo il nostro amore per lui e per i fratelli può realizzarlo. Abbiamo avuto tempo e ne abbiamo ancora; non sprechiamolo in cose inutili.
PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
Curare il dialogo personale e intimo con Gesù e offrirgli gesti di amore verso un fratello «difficile».