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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – III DOMENICA DI PASQUA

14 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

(Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore)

«DI QUESTO VOI SIETE TESTIMONI»

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre, i nostri peccati hanno messo in croce Gesù, ma tu ci vuoi ugualmente come figli tuoi. Kyrie eleison.
  • Cristo, sei morto e risorto per noi, ma noi non abbiamo accettato di fare qualche sacrificio per i fratelli. Christe eleison.
  • Spirito Santo, tu ci dai la forza di testimoniare il Vangelo, ma noi ci lasciamo indebolire dal nostro egoismo. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù intercede per noi presso il Padre. Per questo possiamo presentargli con fiducia la nostra preghiera, sicuri che egli ci ascolta.
Preghiamo insieme: Padre, ascolta la nostra preghiera.

  • Affinché ascoltiamo e comprendiamo la parola del tuo Figlio unigenito. Preghiamo.
  • Affinché abbiamo l’intelligenza e la forza di vivere secondo il Vangelo di Gesù. Preghiamo.
  • Affinché viviamo da veri tuoi figli e diventiamo testimoni credibili della risurrezione di Gesù. Preghiamo.
  • Affinché riconosciamo umilmente le nostre debolezze e ci lasciamo purificare dalla tua misericordia. Preghiamo.

Padre, hai mostrato tutta la tua misericordia nel Cristo tuo figlio. Infondi in noi la sapienza del Vangelo e rendici testimoni della sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobinHood – III DOMENICA DI PASQUA 2024

14 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

(Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore)

«DI QUESTO VOI SIETE TESTIMONI»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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3. Commento alle Letture – II DOMENICA DI PASQUA

7 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

(DOMENICA «IN ALBIS» O DELLA DIVINA MISERICORDIA)

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

COMMENTO

Tutti gli evangelisti, e anche Giovanni, ci tengono a dire due cose, altrettanto decisive, sulla risurrezione di Gesù: è sempre lui in carne ed ossa, per questo lo si può toccare, mangia, mostra le ferite, cammina…; ma è in una condizione nuova e diversa, per questo si presenta all’improvviso, entra a porte chiuse, scompare… È risorto alla vita definitiva, la morte non può più toccarlo. A Giovanni, però, non interessano tanto i segni materiali, ma vuole farci vedere come il Signore realizza le promesse fatte nell’ultima cena, affinché i discepoli credano in lui e condividano la sua vita.
Infatti nello stesso giorno di Pasqua Gesù viene e affida agli apostoli la missione di continuare a rendere visibile l’amore del Padre nel mondo; per questo dona loro lo Spirito Santo, che li sosterrà nella missione; essi avranno a disposizione gli stessi poteri di Gesù, di cui il perdono dei peccati è un’espressione tipica.
Gesù lega il perdono alla comunità dei discepoli. Perché? Non bastano la sua presenza di risorto e l’azione dello Spirito Santo?
Lui ha perdonato visibilmente i peccatori che ha incontrato. Questo perdono deve continuare a essere sperimentabile, perché noi uomini non viviamo solo nella dimensione spirituale e abbiamo bisogno di segni visibili della presenza misericordiosa di Gesù in mezzo a noi. Per questo esistono i sacramenti, che sono segni visibili di una realtà spirituale, e per questo invisibile, che è l’amore di Dio che ci salva, attraverso Gesù. E allora, è il dono dello Spirito del Padre e del Figlio che rende la Chiesa capace di continuare visibilmente la missione di Gesù sulla terra e quindi di perdonare i peccati, in maniera esperienziale. Data la delicatezza e l’importanza del perdono dei peccati, commessi dai fedeli dopo il Battesimo, si capisce facilmente perché la Chiesa ha avuto bisogno di darsi una regola. Il potere di rimettere i peccati è di tutta la Comunità, ma, nel sacramento della riconciliazione, è esercitato prima dai Vescovi, successori degli apostoli, e poi dai presbiteri, loro collaboratori.
E veniamo a Tommaso: è “Dìdimo”, cioè, gemello di tutti noi che abbiamo difficoltà a credere. Egli aveva deciso di seguire Gesù fino alla morte (cfr Gv 11,16), però, quando gli amici gli dicono di aver visto Gesù, ha una reazione comprensibile, ma di poca fede. In realtà aveva diritto di vedere Gesù, come gli altri, perché doveva essere anche lui testimone diretto della risurrezione, e per questo il Signore lo accontenta. La risposta di Tommaso, «Mio Signore e mio Dio!», è di una fede totale e perfetta, ma ha attraversato il dubbio sulla testimonianza dei suoi amici. Gesù riconosce la fede di Tommaso, però dichiara beati coloro che crederanno senza aver visto, cioè tutti i credenti che poggiano la loro fede sui testimoni del Risorto.
Io ritengo che Tommaso non abbia messo le mani nelle ferite di Gesù, gli è bastato vederlo per prostrarsi ai suoi piedi. Ma noi lo ringraziamo lo stesso, per aver fatto la nostra parte di fronte all’avvenimento più grande e più incredibile della storia, che abbraccia e supera tutta la storia e si immerge nell’eternità.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù realizza le sue promesse e noi possiamo gustarle nella comunità. Anche noi abbiamo fatto delle promesse al Signore e le facciamo ai nostri fratelli. Proviamo a verificare la realizzazione delle nostre promesse al Signore e ai fratelli.
  2. Gesù offre la pace ai suoi amici, che nella passione lo avevano lasciato solo. Facendo il primo passo, magari faticoso, abbiamo da offrire la pace a chi ci ha fatto un torto?
  3. Il perdono è una questione comunitaria, perché il nostro peccato non offende solo Dio, ma anche i fratelli. Oltre che ricevere il perdono del Signore nella Riconciliazione, ci tocca anche chiedere perdono alla comunità e ai fratelli che abbiamo offeso.
  4. La nostra fede è fondata sulla testimonianza degli apostoli. Abbiamo occhi attenti e cuore aperto di fronte alla testimonianza di fede dei nostri fratelli? Abbiamo il coraggio e la gioia di offrire ai fratelli la testimonianza della nostra fede, anche se piccola?

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Abbiamo ricevuto in molti modi la misericordia di Dio, impegniamoci a essere misericordiosi con chi ci fa un torto.

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2. introduzioni – II DOMENICA DI PASQUA

7 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

(DOMENICA «IN ALBIS» O DELLA DIVINA MISERICORDIA)

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

 

Non è stato facile per gli Apostoli credere nella risurrezione di Gesù, evento inatteso e assolutamente nuovo. Altri uomini erano stati “risuscitati” in passato, e anche da Gesù. Ma lui non torna alla vita vecchia e mortale, riveste la vita immortale, libera dai limiti di quella terrena. La liturgia ci provoca a verificare l’autenticità della nostra fede nel Risorto, perché spesso corriamo il rischio di affermarla a parole e di non viverla nei fatti e nelle scelte della nostra vita.

PRIMA LETTURA

Un cuore solo e un’anima sola.
Luca ci tiene a mostrare che la risurrezione di Cristo ha effetti sconvolgenti sulla vita dei credenti: gli apostoli diventano coraggiosi e i fedeli, da parte loro, si considerano fratelli, maturano un distacco liberante dai beni di questo mondo e non fanno fatica a metterli a disposizione della comunità per i più bisognosi.

SALMO RESPONSORIALE   

Dal Salmo 117 (118)

Il salmista ha affrontato molte difficoltà a causa dei persecutori, ma può esultare di gioia per la fedeltà del Signore, che lo ha liberato da tutti i pericoli.

SECONDA LETTURA

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.
Giovanni scrive questa lettera in un periodo di crisi: nella comunità non tutti restano fedeli all’insegnamento degli Apostoli. Egli ribadisce con forza e insistentemente che la salvezza si ottiene con la fede in Gesù e con l’amore per Dio e i fratelli.

VANGELO

Otto giorni dopo venne Gesù.
Giovanni concentra in Tommaso le difficoltà a comprendere la risurrezione e a credere in Gesù risorto, che hanno avuto tutti i primi discepoli. Il desiderio di vedere il Signore è quello di tutti i credenti, ma i testimoni accreditati sono solo gli apostoli, mentre tutti gli altri godono della beatitudine di chi crede senza aver visto.

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4. Letture – II DOMENICA DI PASQUA

7 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

(DOMENICA «IN ALBIS» O DELLA DIVINA MISERICORDIA)

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

PRIMA LETTURA

Un cuore solo e un’anima sola.
Luca ci tiene a mostrare che la risurrezione di Cristo ha effetti sconvolgenti sulla vita dei credenti: gli apostoli diventano coraggiosi e i fedeli, da parte loro, si considerano fratelli, maturano un distacco liberante dai beni di questo mondo e non fanno fatica a metterli a disposizione della comunità per i più bisognosi.

Dagli Atti degli Apostoli   At 4,32-35

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE   

Dal Salmo 117 (118)

Il salmista ha affrontato molte difficoltà a causa dei persecutori, ma può esultare di gioia per la fedeltà del Signore, che lo ha liberato da tutti i pericoli.

Rendete grazie al Signore perché è buono:
il suo amore è per sempre.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

Grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

SECONDA LETTURA

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.
Giovanni scrive questa lettera in un periodo di crisi: nella comunità non tutti restano fedeli all’insegnamento degli Apostoli. Egli ribadisce con forza e insistentemente che la salvezza si ottiene con la fede in Gesù e con l’amore per Dio e i fratelli.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo                        1 Gv 5,1-6

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Parola di Dio.

SEQUENZA [Facoltativa]

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode. L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto;
e vi precede in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
portaci la tua salvezza.

CANTO AL VANGELO       

Gv 20,29

Alleluia, alleluia.

Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Alleluia.

VANGELO

Otto giorni dopo venne Gesù.
Giovanni concentra in Tommaso le difficoltà a comprendere la risurrezione e a credere in Gesù risorto, che hanno avuto tutti i primi discepoli. Il desiderio di vedere il Signore è quello di tutti i credenti, ma i testimoni accreditati sono solo gli apostoli, mentre tutti gli altri godono della beatitudine di chi crede senza aver visto.

Dal vangelo secondo Giovanni  Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – II DOMENICA DI PASQUA

7 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

(DOMENICA «IN ALBIS» O DELLA DIVINA MISERICORDIA)

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre, ci hai ridonato Cristo, ma noi a volte lo consideriamo ancora lontano da noi. Kyrie eleison.
  • Cristo, la tua risurrezione è un dono anche per noi, ma a volte noi viviamo e agiamo come se con la morte tutto finisse. Christe eleison.
  • Spirito Santo, ci fai sperimentare la misericordia del Padre, ma noi facciamo fatica ad essere misericordiosi con i fratelli. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Dio Padre ci ha donato Cristo risorto e con lui ci dona ogni bene. Con fiducia rivolgiamo a lui la nostra preghiera e diciamo insieme: Padre del risorto, ascoltaci.

  • Affinché la fede in Gesù risorto si traduca in carità verso i fratelli bisognosi di aiuto e di perdono. Preghiamo.
  • Affinché, nei momenti in cui pensiamo che Gesù è lontano, ci ricordiamo la sua promessa di rimanere sempre con noi. Preghiamo.
  • Affinché non ci spaventiamo dei dubbi, che a volte ci assalgono, e ci lasciamo istruire dalla tua Parola. Preghiamo.
  • Affinché superiamo la timidezza e diventiamo coraggiosi testimoni della nostra fede e dell’esperienza del tuo amore di Padre. Preghiamo.

O Padre, come tu hai mandato il tuo Figlio, così il tuo Figlio ha inviato noi a evangelizzare il mondo. Fa’ che la tua fiducia ci renda uomini e donne capaci di testimoniare a chi non crede la tua verità e il tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobinHood – II DOMENICA DI PASQUA 2024

7 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA (DOMENICA «IN
ALBIS» 
O DELLA DIVINA MISERICORDIA)

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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6. Vignetta di RobinHood –DOMENICA DI PASQUA 2024

31 MARZO

DOMENICA DI PASQUA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

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7. INGRESSO – DOMENICA DELLE PALME

24 MARZO

DOMENICA DELLE PALME

(Giornata mondiale della gioventù)

«DAVVERO… FIGLIO DI DIO!»

COMMEMORAZIONE DELL’INGRESSO DI GESÙ IN GERUSALEMME 

BENEDIZIONE DEI RAMI

 

ANTIFONA D’INGRESSO

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli.            Mt 21,9

 

Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.

T. E con il tuo spirito.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione

Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, benedici † questi rami [di ulivo], e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo, nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:

Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te, e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante, di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone. Per Cristo nostro Signore.

E senza nulla dire, asperge i rami con l’acqua benedetta. Segue la proclamazione del vangelo dell’ingresso del Signore.

VANGELO
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Gesù è stato molto attento a non creare attese messianiche trionfalistiche. Perciò, per lui l’ingresso solenne a Gerusalemme, nonostante l’aria di trionfo, costituisce l’annuncio del Messia, figlio di Davide, che rivendica il trono, non con un cavallo, ma con un puledro. Questo particolare, che richiama il profeta Zaccaria (9,9-10), dice che egli porta non la guerra contro i nemici, ma la pace e la salvezza.

Dal vangelo secondo Marco       Mc 11,1-10

Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene,
del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».

Parola del Signore.

 

PROCESSIONE IN ONORE DI CRISTO RE

Dopo il vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l’avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un’esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli carissimi,
le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.
Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.

SALMO 23, alternato con la seguente antifona:

Le folle degli Ebrei, portando rami d’ulivo, andavano incontro al Signore e acclamavano a gran voce: Osanna nell’alto dei cieli.

SALMO 46, alternato con la seguente antifona:

Le folle degli Ebrei lungo la strada
stendevano i mantelli, e acclamavano a gran voce: Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

INNO A CRISTO RE

Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

Tu sei il re di Israele, di Davide l’inclita prole, che, in nome del Signore, re benedetto vieni.
Tutti gli angeli in coro ti lodan nell’alto dei cieli, lodan te sulla terra uomini e cose insieme.
Tutto il popolo ebreo recava a te incontro le palme, or con preghiere e voti, canti eleviamo a te.

A te che andavi a morte levavano il canto di lode, ora te nostro re, tutti cantiamo in coro.
Ti furono accetti, tu accetta le nostre preghiere, re buono, re clemente, cui ogni bene piace.

Mentre la processione entra in chiesa si canta il seguente responsorio:

RESPONSORIO

Mentre il Cristo entrava nella città santa,
la folla degli Ebrei, preannunziando
la resurrezione del Signore della vita,
agitava rami di palma e acclamava: Osanna nell’alto dei cieli.

Quando fu annunziato
che Gesù veniva a Gerusalemme,
il popolo uscì per andargli incontro;
agitava rami di palma e acclamava: Osanna nell’alto dei cieli.