Pubblicato il Lascia un commento

1. Orazioni – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

È LA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

Dice papa Francesco nel Motu proprio Aperuit illis: «Stabilisco che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida.
Afferma inoltre papa Francesco che «le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. È fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perché si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, così come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea in modo da far emergere l’importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l’approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura, con un particolare riferimento alla lectio divina».

Scarica le orazioni del Nuovo Messale romano

24 gennaio 2021

III domenica tempo ordinario

Pubblicato il Lascia un commento

2. Letture e introduzioni – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»: è il messaggio che esce dalla bocca di Gesù all’inizio della sua vita pubblica. Un messaggio urgente, una proposta di rinnovamento personale aperto alla costruzione del regno di Dio. Sin dall’inizio Gesù condivide la sua proposta di vita con i suoi primi apostoli, che chiama a mettersi al suo seguito.

PRIMA LETTURA

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.          

Alla predicazione di Giona l’intera città di Ninive si converte e cambia vita, dal più importante al più piccolo. Lo stesso re abbandona il trono, si toglie il mantello, si veste di sacco e anche lui fa penitenza. Dio cambia atteggiamento nei loro confronti e ottengono il perdono. 

Dal libro di Giona.                                                                                                        Gio 3,1-5.10

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 24 (25)

Il salmista supplica Dio, il solo che può indicargli la via della vita, di ricordarsi di lui, di fargli conoscere la strada della salvezza. Dio è la speranza degli umili.            

Rit. Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA        

Passa la figura di questo mondo.     

Il tempo è breve, dice Paolo agli abitanti di Corinto: passa la scena di questo mondo e dobbiamo vedere le cose in modo profondamente nuovo, dare importanza a ciò che è davvero importante.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                          1Cor 7,29-31

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!
Parola di Dio.

ALLELUIA

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.

Alleluia.

VANGELO

Convertitevi e credete al Vangelo.                          

Inizia la lettura continua del Vangelo di Marco, il Vangelo più breve, quello che raccoglie i ricordi di Pietro, prigioniero a Roma. Gesù invita alla conversione, perché i tempi sono maturi e annuncia la venuta del regno di Dio. Poi chiama i primi apostoli a lasciare tutto, a seguirlo e a condividere la sua missione.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                      Mc 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.

Pubblicato il Lascia un commento

3. Annunciare la Parola – 24 gennaio 2021


24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Prosegue, dopo la pausa natalizia, la lettura continua del Vangelo di Marco. È l’anno liturgico secondo, chiamato per semplicità anno b. Quindici giorni fa abbiamo celebrato il battesimo di Gesù, che Marco racconta in modo sintetico. È in quel momento che Gesù cambia vita e comincia la sua predicazione itinerante. Predicazione che comincia nel momento più drammatico. Infatti il Battista è stato arrestato, e verrà incarcerato e ucciso. Gesù ne è certamente turbato, ma non cede alla paura e dà inizio alla sua predicazione.

I primi invitati a seguirlo

La predicazione di Gesù sin dall’inizio presenta il cuore del Vangelo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
A questo annuncio è legato strettamente il gesto della chiamata dei primi quattro apostoli. Gesù non è un predicatore astratto, ma porta con sé un progetto che prevede delle esperienze di vita nuove e gli apostoli saranno i primi a ricevere la proposta di realizzarle. Gesù sceglie il modo più difficile per presentare il Vangelo: non lo fa proclamando una dottrina, ma attraverso la sua vita e quella della piccola comunità degli apostoli.
All’invito di Gesù, gli apostoli rispondono subito positivamente e si mettono immediatamente al suo seguito. L’avverbio «subito» è caratteristico in Marco, che lo usa una quarantina di volte.
Nel racconto di Marco la risposta positiva degli apostoli non nasce dalla pesca miracolosa, come leggiamo nel Vangelo di Luca, ma perché è Gesù che chiama, e proprio perché si tratta di Gesù, la risposta non può che essere positiva e pronta.
Gesù sceglie i suoi apostoli tra la gente comune, non tra gli scribi e i farisei o i dottori della legge. Sono lavoratori, semplici pescatori. Alcuni di loro si erano fatti discepoli del Battista.
Non sono loro a scegliere Gesù, ma è lui che chiama e sceglie. Sarà sempre così nella vita della Chiesa: chiunque chiamerà qualcuno per metterlo al servizio del Vangelo, potrà farlo soltanto in forza della parola e autorità di Gesù.

Il regno di Dio è vicino

Gesù dà inizio alla predicazione e, come dicevamo, sin dalle prime battute traccia il suo programma, inaugurare il regno di Dio. «Regno di Dio è un’espressione giudaica per dire che Dio è il signore della storia e si è fatto storia; e cammina con l’uomo sino alla caduta definitiva dei veli del tempo» (Enrico Masseroni). La storia prende un inizio nuovo con la comparsa sulla scena di Gesù, nuovo Adamo. Si tratta di costruire insieme un mondo così come lo sogna Dio, il nostro Creatore.
Una costruzione che ci coinvolge tutti, arruola tutti, è rivolta a ogni categoria di persone, chiamate a dare un senso nuovo alla propria esistenza e a cambiare il volto della nostra umanità.

Il tempo è compito, convertitevi

Sia il testo di Giona, sia le parole di Gesù, fanno riferimento all’urgenza del messaggio che viene annunciato. «Ancora 40 giorni e Ninive sarà distrutta», dice Giona. «Il tempo è compiuto», dice Gesù, dando al presente, a ogni giorno, un’importanza senza misura. La salvezza passa dall’oggi, da un impegno di conversione che non può essere rimandato.
Gli abitanti di Ninive si convertono. Sono pagani, sono Assiri e nemici storici degli Ebrei, ma il libro didascalico di Giona li propone come esempio di ascolto immediato e radicale della Parola di Dio. Lo stesso Giona si dirà deluso per la loro rapida conversione e si lamenterà con Dio, quasi per essere stato smentito come profeta avendo annunciato castighi che poi non si sono realizzati.
Quella della conversione è una proposta che la Chiesa oggi fa a noi, e che passa attraverso una parola più autorevole di quella di Giona, che invita a prendere sul serio la vita, dal momento che con la venuta del Figlio di Dio che si fa parola, i tempi sono giunti alla loro pienezza e tutto deve assume un colore nuovo, una finalità nuova, un’urgenza nuova.
Convertirsi non vuol dire recitare un atto di dolore o fare una confessione. A meno che non esprimano la volontà di collocarsi davvero dalla parte di Dio. Convertirsi vuol dire cambiare mente e cuore, sentire l’urgenza del momento presente (la seconda lettura), fare spazio a Gesù, accoglierlo, perché è lui il Vangelo e la vita nuova.
Ci si può convertire in un solo istante, come è capitato a Paolo, ma in generale questo avviene più lentamente. Per sant’Agostino è stato un cammino faticoso, anche se poi conserverà per tutta la vita la nostalgia del tempo perso.
Convertirsi vuol dire abbandonare qualcosa, com’è capitato in modo radicale per gli apostoli, che abbandonano tutto − le reti e la famiglia − affascinati dalla parola di Gesù. Ma vuol dire soprattutto trovare qualcosa che ti conquista e ti rende più consapevole: ti fa aprire gli occhi, e ti porta alla resa gioiosa, e a giocarti tutta la vita. 

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Uno dei protagonisti del romanzo La croce e il pugnale di David Wilkerson, racconta. «Qualche tempo fa incontrai un serpente gigantesco. Era grasso otto centimetri e lungo più di un metro e venti, e se ne stava lì al sole, incutendo terrore. Ebbi paura e non osai muovermi per molto tempo, e poi d’un tratto, mentre lo osservavo, assistetti a un miracolo. Vidi una nuova nascita. Vidi quel vecchio serpente mutare la sua pelle e lasciarla lì al sole, trasformandosi in un nuovo essere, veramente bello».

È LA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

Dice papa Francesco nel Motu proprio Aperuit illis: «Stabilisco che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida.
Afferma inoltre papa Francesco che «le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. È fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perché si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, così come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea in modo da far emergere l’importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l’approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura, con un particolare riferimento alla lectio divina».

Pubblicato il Lascia un commento

4. Parola da Vivere – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

COMMENTO

La storia conosce tante guerre tra i popoli, originate o giustificate dalla religione. Anche il Primo Testamento le conosce e anche noi cristiani non ne siamo rimasti immuni. Il profeta Giona viene  progressivamente educato dal Signore, perché arrivi a comprendere che il Dio d’Israele è misericordioso e vuole salvare tutti i popoli. Gesù ci ha fatto conoscere che Dio è Padre misericordioso per tutti. Lui è salito sulla croce per ottenere la salvezza per tutti. L’umanità sta soffrendo la strumentalizzazione del nome di Dio per uccidere. I cristiani, proprio in questo tempo, sono chiamati a mostrare al mondo che il Signore ama tutti, rispetta la libertà di tutti e vuole salvare tutti.
L’attaccamento ai beni di questo mondo è la radice di tutti i contrasti e le guerre. San Paolo indica una strada di pace interiore e di armonia tra le persone e i popoli: riconoscere che i beni terreni passano e che tutti siamo chiamati alla vita eterna può aiutare persone, gruppi e popoli a trovare le strade della pace e della solidarietà.
Il vangelo porta la bella notizia della salvezza. L’arresto di Giovanni, per Marco, non è cronaca ma teologia: è il segno che è finita la sua missione e inizia quella di Gesù. Il modo con cui il Battista esce di scena è pure una chiara indicazione di come terminerà anche la missione di Gesù.
La predicazione di Gesù, dopo il battesimo al Giordano e le tentazioni nel deserto, inizia in Galilea. Con questo Marco sottolinea che il Vangelo è per tutti, anche per i pagani, presenti in Galilea e nei territori vicini. Infatti, le folle che seguono Gesù attorno al lago sono composte di ebrei e pagani.
Se il tempo è compiuto, vuol dire che l’attesa è finita, che colui che si attendeva è arrivato e così Dio ha mantenuto la sua promessa. Se il tempo è compiuto, vuol dire anche che non c’è tempo da perdere e bisogna decidere se credere e seguire Gesù o no, subito.
Il Regno di Dio si è fatto vicino, cioè è già presente, anche se non ancora compiuto; ma non è un territorio; invece, è un modo nuovo di esercitare la regalità, il modo proprio di Dio, che è molto diverso dal modo degli uomini; Gesù rappresenta proprio la regalità divina in azione: viene non per sottomettere gli uomini, ma per dare la propria vita per loro e salvarli.
«Convertitevi» è l’imperativo che dice l’assoluta necessità di cambiare modo di pensare e, di conseguenza, modo di agire e di vivere. È chiara la continuità con la predicazione del Battista, ma qui non è annunciato nessun castigo: la motivazione della conversione è positiva, è nella “vicinanza” del Regno, cioè di Gesù.
Inoltre, l’ultima frase, «credete nel Vangelo», offre la motivazione più forte per una vera conversione: ci è annunciata la bella notizia della vita nuova, quella che Gesù porta per tutti, è la salvezza. Il garante di questa bella notizia è Gesù stesso, anzi è proprio lui la bella novità che è entrata nel mondo, perché gli uomini diventino nuovi anch’essi.
La chiamata dei primi quattro discepoli avviene lontano da Gerusalemme, dal centro della vita religiosa degli Ebrei; i Galilei sono Ebrei di serie B. I quattro sono gente comune, pescatori, senza nessun titolo, culturalmente e religiosamente significativo, non ricchi, ma neanche in miseria. Marco attribuisce loro un solo titolo di merito: immediatamente lasciano tutto e seguono Gesù che li chiama. La promessa che Gesù fa è certamente legata alla loro professione e già annuncia la missione: «vi farò diventare pescatori di uomini». Ma la metafora è paradossale: infatti chi pesca i pesci li fa morire, gli apostoli invece pescheranno gli uomini per salvarli. È chiaro pure che per seguire Gesù bisogna lasciare qualcosa: i primi quattro apostoli lasciano lavoro e famiglia; Pietro in seguito dirà: «abbiamo lasciato tutto…».

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Il tempo è compiuto». La sindrome dell’immortalità ci tocca. Viviamo questa vita come se avessimo a disposizione l’eternità e, quando si avvicina la vecchiaia o una malattia seria, restiamo stupiti che tocchi proprio a noi. Oggi ci chiediamo se al tempo compiuto del Vangelo corrisponda una scelta “compiuta” di seguire Cristo e lasciare ciò che ci ostacola.
  2. «Il regno di Dio è vicino». Ci basta fare un passo e tocchiamo il Signore Gesù. Non dobbiamo andare lontano, né aspettare. Lui è qui. Ci chiediamo se crediamo davvero e se, in tutto ciò che facciamo e diciamo, è presente lui.
  3. «Convertitevi». Ma se siamo già battezzati, cresimati… ordinati…! Man mano che andiamo avanti nella vita spirituale, somigliamo a quegli scienziati che più sanno e più si accorgono che si allarga la loro ignoranza. Se seguiamo il Signore, sappiamo che non abbiamo finito di convertire i nostri pensieri, le nostre parole, azioni, sentimenti.
  4. «Credete nel Vangelo». La bella notizia è sempre nella prima pagina del nostro giornale. Perciò qualunque tristezza, per la presenza del male in noi, nelle persone che amiamo e frequentiamo, e nel mondo, non può durare a lungo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Quando ci rendiamo conto che il Signore ci chiede di fare qualcosa di buono, facciamolo subito.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

Pubblicato il Lascia un commento

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, aiutaci a prendere sul serio la tua parola che ci invita a convertirci e a credere nel Vangelo. Abbi pietà di noi.
  • Cristo, tu vuoi che rispondiamo alla tua chiamata e ti seguiamo, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci chiami a costruire il regno di Dio, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù ci chiama alla conversione, a diventare costruttori del regno di Dio. Preghiamo perché la nostra risposta sia generosa come quella degli apostoli.

Convertici a te, Signore!

  • Per la Chiesa, perché risponda alla chiamata di Gesù e annunci con l’entusiasmo degli apostoli la buona notizia, preghiamo.
  • Per la nostra umanità ancora oppressa da guerre e divisioni, perché non manchino mai costruttori di giustizia e di pace, preghiamo.
  • Per le nostre famiglie, perché nei rapporti reciproci realizzino il messaggio d’amore e di fraternità che ci è giunto dalla parola di Gesù, preghiamo.
  • Per tutti noi, per chi vive nella povertà, nella malattia, nel disagio, perché costruiamo insieme una società più a misura d’uomo e solidale, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ci hai resi figli nel tuo Figlio Gesù, vieni in nostro aiuto affinché, come lui, possiamo diventare annunciatori e costruttori del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

Pubblicato il Lascia un commento

6. Vignetta di RobiHood – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 25 dicembre 2020

20 dicembre

NATALE DEL SIGNORE

È nato per noi un Salvatore, Cristo Signore

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

4. Parola da Vivere – 28 giugno 2020

28 giugno

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi accoglie voi, accoglie me

COMMENTO

La prima volta che abbiamo ascoltato i primi versetti di questo  brano,  certamente siamo  rimasti  perplessi  o sconvolti. Gesù sembra porsi in competizione con gli affetti più cari. La conseguenza non è meno  dura: «… non è degno di me», ripetuto due volte.

È necessario mettersi in atteggiamento di ascolto e di preghiera, per entrare nel dono  che Gesù ci fa con queste sue parole.

Poco prima Gesù dice di essere venuto a portare non la pace, ma una spada (10,34). Certamente non sta parlando della spada che un discepolo estrarrà al momento del suo arresto, ma della spada della sua Parola, quella che nella lettera agli Ebrei è detta «a doppio taglio» e ca- pace di scrutare «i sentimenti e i pensieri  del cuore» (cf Eb 4,12).  Egli sa bene che la sua Parola creerà divisione anche nelle famiglie, per questo avverte i suoi discepoli: se dovesse essere necessario scegliere tra i famigliari e lui, essi sanno  di non  avere alternative, perché è in gioco il loro rapporto con Gesù e la salvezza. Chi rinnega  il Signore, per salvare gli affetti terreni, lo costringe a rinnegare lui davanti  al Padre, come abbiamo ascoltato  domenica scorsa.

Non basta. La sequela di Gesù esige anche di seguirlo sulla strada della croce, portando la propria. Certamente Matteo qui fa riferimento alle persecuzioni che già hanno afflitto i discepoli e che si ripeteranno lungo la storia fino a oggi. Anche la vita in questo  mondo passa in secondo  piano  rispetto  alla fedeltà  verso il Signore.  La scelta è drammatica, ma necessaria: chi crede di salvare la propria  vita, cedendo alle richieste dei persecutori (o alle lusinghe  di questo  mondo), in realtà la spreca e la perde, rinunciando alla vita eterna; chi invece investe la propria  vita nella sequela del Signore e nel servizio dei fratelli e del Vangelo si realizza in questo mondo, come figlio di Dio, e attraverserà la morte, risorgendo alla vita eterna.

Le esigenze della sequela di Cristo in certe situazioni possono essere laceranti, per questo l’evangelista, al fine di incoraggiare gli evangelizzatori, conclude  con un dono immediato: il discepolo che annuncia il Vangelo è assimilato a Gesù stesso, che lo collega direttamente al Padre. È questo  il modo di Matteo di esprimere  ciò che in Giovanni diventa  l’inabitazione reciproca  tra Gesù e il discepolo, che vive la sua Parola.

La conclusione riguarda chi accoglie e aiuta gli evangelizzatori.  Agli inizi si trattava spesso di dare ospitalità ai predicatori itineranti. Il Signore, con chi li ospita,  si impegna in una promessa straordinaria: la ricompensa sarà corrispondente alla persona accolta, quindi all’evangelizzatore, a Cristo e al Padre.

Da noi non capita spesso e a tutti di avere l’opportunità di ospitare in casa un evangelizzatore, ma i modi di aiutare e sostenere i predicatori del Vangelo, che dedicano la propria  vita a Cristo e ai fratelli, sono molti, vari e alla portata  di tutti.  Il Signore ricompensa sempre,  in questa vita e nell’altra.

 

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. «… più di me». Gesù non si mette in competizione, ma insegna la verità. Chi ama Cristo e lo mette al centro della vita e di ogni scelta, nelle situazioni difficili saprà fare la scelta giusta e buona per sé e per gli altri.

2. Prendere la propria croce. Qui non c’è Tutti abbiamo una croce personale, anche  quelli  che non  la vogliono. Si tratta di decidere se portarla  dietro al Signore per la salvezza nostra e delle persone che amiamo, oppure di rifiutarla,  lasciandoci schiacciare da essa, senza salvezza.

3. Vivere per sé o per Cristo e i È un tragico errore pensare di realizzarsi  nell’egoismo, in realtà  si cammina verso l’isolamento e la morte.  Chi vive per gli altri, può avere a volte l’impressione di sprecare la vita, ma Gesù dice che la spende  bene e porterà  frutti di vita eterna per sé e gli altri.

4. Un bicchiere di acqua Quando si tratta di aiuto  ai fratelli, non  conta  la quantità, ma l’amore con cui agiamo.

 

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Aiutare, secondo  le nostre possibilità, sacerdoti  e religiosi/e e parlare bene di loro.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017