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3. Commento alle Letture – PENTECOSE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

COMMENTO

Queste espressioni di Gesù, prese da due capitoli diversi, raccolgono le promesse di Gesù sul dono dello Spirito Santo e sulla sua azione.
È facile pensare che gli apostoli non abbiano capito molto, ma il Signore dice chiaramente che non ne sono ancora capaci. Gesù ha annunciato la sua partenza e le persecuzioni, causate dall’odio del mondo, che essi dovranno affrontare. Inoltre la loro fede non è ancora matura e fra poco si scontrerà con lo scandalo della croce, entrerà in crisi e causerà fughe e rinnegamento.
Ma quando lo vedranno risorto e riceveranno il dono dello Spirito, allora la loro fede diventerà roccia ed essi saranno in grado non solo di capire tutto ciò che Gesù è, ha detto e realizzato, ma avranno anche il coraggio e la forza, per affrontare il mondo intero, per portare il Vangelo ad ogni creatura e per subire anche il martirio.
L’opera dello Spirito è iniziata nell’eternità, toccando tutti i popoli e le persone, si è espressa in modo particolare in Israele, quindi nell’accompagnare Gesù nella sua missione. Nessuno lo ha conosciuto, ma la sua opera diventerà visibile e riconoscibile dopo il ritorno di Gesù al Padre. Il compito dello Spirito è quello di far comprendere interamente ciò che il Padre ha progettato e voluto e che il Figlio ha realizzato, di mettere alla portata di tutti e di ciascuno la salvezza, che consiste nel renderli figli nel Figlio e, infine, di sostenere con la sua luce e la sua forza l’impegno di ogni credente per vivere da figlio di Dio. Questo dice Gesù quando afferma che lo Spirito non parla da se stesso; infatti egli comunica solo l’amore del Padre e del Figlio per l’umanità, oltre questo non c’è altro, è tutto, ed è la verità tutta intera, cioè la verità che è Cristo Gesù, Verbo eterno, inviato, incarnato, morto e risorto per noi.
Nella vita quotidiana sperimentiamo che non c’è solo lo Spirito Santo in azione nel mondo e nel cuore degli uomini. Ci sono anche spiriti nemici di Dio e dell’uomo. Ma chi crede non teme, perché lo Spirito di Cristo e del Padre è la potenza stessa di Dio. Chi liberamente sceglie di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo non si fa ingannare da altri spiriti. Ma non basta essere battezzati, frequentare la parrocchia, essere catechisti, religiosi o preti; l’unica garanzia che possiamo avere è nelle nostre mani: una fede vera e un amore concreto. Chi crede e ama è mosso dallo Spirito di Dio e non cade nella menzogna e nel peccato.
Nello Spirito è urgente riscoprire e vivere l’umiltà, parola poco familiare oggi nel mondo e anche nella Chiesa. La persona umile conosce i propri limiti e le proprie forze, i propri difetti e le proprie virtù. Sa bene di non bastare a se stessa, tanto meno di salvarsi da sola. Sa bene che tutto le è stato dato per imparare ad amare. Sa che le spinte egoistiche sono sempre in agguato dentro di lei. E allora si mette alla scuola dello Spirito per comprendere l’essenziale della vita, nella preghiera chiede la sua luce e la sua forza per resistere al male e fare il bene in ogni occasione, non presume di essere migliore degli altri ma sa di avere bisogno di una comunità di fratelli e sorelle, infine non crede mai di essere arrivata, ma accetta che il cammino è lungo e faticoso e finisce solo nell’abbraccio del Padre.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Lo Spirito non è visibile, la sua opera sì, per chi ha gli occhi della fede. Quale azione dello Spirito riconosciamo nella nostra vita di questi ultimi tempi? Lodiamo e ringraziamo.
  2. A volte, di fronte a situazioni o a scelte significative, vengono a galla dalla profondità del nostro cuore atteggiamenti, prospettive e proposte di azione, che non avevamo mai visto e provate in noi e non tutte evangeliche. Ci chiediamo da dove provengano. Riconosciamo in noi la lotta tra lo Spirito Santo e lo spirito del male? Quando non riusciamo a distinguere, cosa facciamo?
  3. Lo Spirito abita la profondità del nostro essere. Se vogliamo essere persone libere e responsabili, capire noi stessi e gli altri, individuare le scelte giuste…, dobbiamo imparare a dialogare con lo Spirito, dandoci il tempo e la tranquillità per raggiungerlo nell’intimo del cuore e della vita.
  4. A volte pensiamo di non farcela a vincere alcune tentazioni o abitudini. È un sottile imbroglio dell’avversario, per farci smettere di lottare. Lo Spirito è la forza di Dio, messa a nostra disposizione, proprio per vincere ogni tentazione e abitudine al male.

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Chiedendo aiuto allo Spirito, individuare e combattere una tentazione ricorrente o un’abitudine da cambiare.

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2. introduzioni – PENTECOSTE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

Il Signore risorto, come aveva promesso, dona lo Spirito Santo ai discepoli e a tutta la Chiesa. Lo Spirito ci rende figli nel Figlio e ci abilita alla missione che continua quella di Cristo: salvare l’umanità. Questo dono, che abbiamo ricevuto già nel Battesimo, viene rinnovato ogni giorno. Così possiamo vincere ogni timore e debolezza e annunciare, con la testimonianza della vita e con la parola della fede, il Vangelo di Gesù.

PRIMA LETTURA

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Quando Mosè ha ricevuto le tavole della Legge, si sono verificati diversi fenomeni straordinari. Luca li recupera nel racconto della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli, per sottolineare che la vecchia Legge è sostituita dalla nuova, quella portata da Gesù e che lo Spirito Santo scrive nel cuore di ogni cristiano. Mentre la Legge antica era solo per Israele, la nuova è per tutti i popoli, così lo Spirito raccoglie in unità l’umanità che si era dispersa e divisa a Babele.

SALMO RESPONSORIALE       

Dal Salmo 103 (104)

Il salmista resta stupito dalla bellezza e grandezza delle opere di Dio. Noi cristiani abbiamo motivi molto più grandi, per lodare e ringraziare il Signore.

SECONDA LETTURA

Il frutto dello Spirito.
Paolo, dopo aver affermato che il cristiano ha in dono la libertà, si pone la domanda: come si può vincere contro le spinte della «carne» verso il male? La condizione umana comporta la tentazione, ma il male non è forte come lo Spirito: chi accoglie i suoi doni e si lascia guidare da lui, ha già vinto e non cade nel peccato.

VANGELO

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.
Due le promesse di Gesù, che la liturgia unifica in questo brano. Il Signore prepara i suoi al distacco e alla tentazione, che subiranno nella passione. Le promesse che riguardano lo Spirito Santo, hanno lo scopo di incoraggiare i discepoli. Lo Spirito avrà il compito di assicurare la presenza divina che sostiene, di illuminare nella comprensione di ciò che Gesù ha già insegnato e di suggerire al momento opportuno la parola che testimonia la verità del Vangelo.

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4. Letture – PENTECOSTE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

PRIMA LETTURA

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Quando Mosè ha ricevuto le tavole della Legge, si sono verificati diversi fenomeni straordinari. Luca li recupera nel racconto della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli, per sottolineare che la vecchia Legge è sostituita dalla nuova, quella portata da Gesù e che lo Spirito Santo scrive nel cuore di ogni cristiano. Mentre la Legge antica era solo per Israele, la nuova è per tutti i popoli, così lo Spirito raccoglie in unità l’umanità che si era dispersa e divisa a Babele.

Dagli Atti degli Apostoli   At 2,1-1

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE       

Dal Salmo 103 (104)

Il salmista resta stupito dalla bellezza e grandezza delle opere di Dio. Noi cristiani abbiamo motivi molto più grandi, per lodare e ringraziare il Signore.

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

SECONDA LETTURA

Il frutto dello Spirito.
Paolo, dopo aver affermato che il cristiano ha in dono la libertà, si pone la domanda: come si può vincere contro le spinte della «carne» verso il male? La condizione umana comporta la tentazione, ma il male non è forte come lo Spirito: chi accoglie i suoi doni e si lascia guidare da lui, ha già vinto e non cade nel peccato.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati             Gal 5,16-25

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio.

SEQUENZA

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

CANTO AL VANGELO       

Mt 28,19a.20b

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.
Due le promesse di Gesù, che la liturgia unifica in questo brano. Il Signore prepara i suoi al distacco e alla tentazione, che subiranno nella passione. Le promesse che riguardano lo Spirito Santo, hanno lo scopo di incoraggiare i discepoli. Lo Spirito avrà il compito di assicurare la presenza divina che sostiene, di illuminare nella comprensione di ciò che Gesù ha già insegnato e di suggerire al momento opportuno la parola che testimonia la verità del Vangelo.

Dal vangelo secondo Giovanni  Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – PENTECOSTE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

PREGHIERE DI PERDONO

  • Padre misericordioso, ci hai donato il tuo Santo Spirito, ma noi continuiamo a pensare di non avere la forza di vivere il Vangelo. Kyrie eleison.
  • Cristo, hai mantenuto tutte le promesse fatte ai discepoli e a noi, ma noi non manteniamo gli impegni che prendiamo con te. Christe eleison.
  • Spirito Santo, tu agisci sempre per santificarci, ma noi abbiamo scarsa fiducia nel tuo aiuto. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre è la fonte di ogni dono che arriva a noi attraverso Cristo, nello Spirito. A lui rivolgiamo la nostra preghiera. Diciamo insieme: Ascolta, Padre, lo Spirito che prega in noi.

  • Affinché i Pastori della Chiesa testimonino con la vita e la parola il Vangelo di Gesù. Preghiamo.
  • Affinché i governanti della terra non si lascino dominare dallo spirito di egoismo e di superbia e prendano a cuore le necessità dei bisognosi. Preghiamo.
  • Affinché ci impegniamo ogni giorno nella conoscenza del Signore Gesù e del suo Vangelo. Preghiamo.
  • Affinché apriamo il nostro cuore e la nostra vita all’accoglienza dei suggerimenti che lo Spirito ci fa arrivare attraverso persone e avvenimenti. Preghiamo.

O Padre, tu hai a cuore la salvezza di ogni uomo. Donaci ogni giorno il tuo Santo Spirito, perché possiamo collaborare alla tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – PENTECOSTE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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3. Commento alle Letture – VI DOMENICA DI PASQUA

5 MAGGIO

VI DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica)

«VI HO CHIAMATI AMICI»

COMMENTO

Mettiamoci di fronte a queste parole del vangelo con il cuore aperto, per accogliere la rivelazione del desiderio più profondo di Gesù nella relazione con i suoi discepoli e con noi.
Il Figlio eterno è venuto per fare di noi i figli di Dio come lui, la sua famiglia, ma non è un’opera che rimane fuori di lui, è una missione che introduce nella sua vita una novità: l’amicizia con noi.
Il centro di tutto il brano sono l’amore e l’amicizia nominati dodici volte.
Guardiamoli un po’ più da vicino.
Anzitutto Gesù dice che il suo amore per noi è modellato sull’amore del Padre per lui; quel “come” è di una ricchezza infinita e inesauribile; significa che se il Padre ama il Figlio, comunicando tutto se stesso a lui, così Gesù comunica tutto se stesso a noi. C’è un comandamento da osservare ed è interno all’amore: bisogna amare davvero, senza riserve e senza limiti. Questo rende le persone davvero simili: il Padre si specchia nel Figlio e nel Figlio riconosce se stesso come Padre; il Figlio si specchia nel Padre e guardando lui si riconosce come Figlio. Tutto questo avviene nello Spirito Santo. La stessa cosa succede tra Gesù e noi, se viviamo fino in fondo l’amore filiale, fraterno e di amicizia. La casa dell’amore è la Trinità e noi siamo invitati ad abitarla.
Quindi Gesù passa a mostrare l’amore reciproco più alto, quello che dura per tutta l’eternità, insieme all’amore paterno/materno e filiale/fraterno: l’amicizia. La misura di questo amore è dare la vita, ogni giorno, fino all’ultimo respiro, magari sulla croce.
L’amicizia con Gesù nasce per iniziativa sua e non può essere diversamente; difatti è lui che per primo ci comunica la sua vita e cioè tutto se stesso e tutto ciò che ha di più suo: l’amore e la conoscenza di suo Padre. Di fronte a questo “dono da Dio” la nostra risposta è libera: dipende da noi accettare e vivere questa amicizia divina.
Anche qui c’è un comando che non diminuisce la libertà e la reciprocità: per essere amici di Gesù bisogna somigliargli e quindi amare i fratelli, come lui li ama. Il suo, quindi, è un comandamento che non viene da fuori di noi, non ci schiaccia come un’imposizione dall’esterno, ma tende e vuole liberare tutta la ricchezza del nostro essere e le potenzialità di amore che il Padre ha depositato in noi, dandoci la vita di figli suoi.
Siamo stati creati a immagine del Figlio, quindi tutti siamo stati “costituiti”, cioè strutturati nel corpo e nello spirito, per portare il frutto dei figli: l’amore filiale e fraterno. Questo frutto non è passeggero, ma attraversa la morte e rimane in eterno. Chi vive questo amore, chiede al Padre tutto ciò che è amore e lo riceve nella misura in cui è capace di accoglierlo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La gioia vera, quella che niente e nessuno ci possono togliere, è frutto della conoscenza intima di Gesù e di ciò che ci ha rivelato su Dio e sull’uomo. Chi ha sete di Gesù, già nella ricerca appassionata, è pieno di gioia.
  2. L’amore vero, quello che abbiamo visto in Gesù, riempie la vita, ma rimane misterioso nell’origine, nelle motivazioni, nelle sue espressioni concrete e nei frutti che porta. Ma l’abbiamo ricevuto in dono ed è nelle nostre mani. Quando ci lasciamo guidare dall’amore, ci meravigliamo di noi stessi e tocchiamo il cielo con un dito, anche se siamo sulla croce.
  3. Arriva l’estate e sogniamo il mare. C’è un altro mare in cui possiamo immergerci ogni momento per vivere in pienezza: l’amore della Trinità che Gesù ci ha comunicato.
  4. C’è chi non crede all’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, perché non lo vede. Ci sono battezzati che non ne fanno esperienza. Solo l’amore fraterno lo rende visibile e palpabile. Se l’altro non vede e non tocca il nostro amore fraterno, ha diritto di dubitare del nostro amore per Dio.

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Rivediamo il nostro modo di trattare i fratelli alla luce del comandamento di Gesù.

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2. introduzioni – V DOMENICA DI QUARESIMA

17 MARZO

V DOMENICA DI QUARESIMA

«…ATTIRERÒ TUTTI A ME»

Chi ha fede sa che Gesù è stato mandato dal Padre nel mondo per salvare tutti gli uomini e fare di loro la famiglia di Dio. Resta strano e suscita sgomento il fatto che Gesù sia rifiutato, proprio da coloro che vuole salvare, eppure è così. Giovanni evangelista offre una spiegazione: chi rifiuta Cristo, preferisce le tenebre alla luce, perché non vuole abbandonare le opere cattive. Il dono di Dio è universale e gratuito, ma non si impone, richiede di essere accolto liberamente.

PRIMA LETTURA

Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.
Israele non è stato capace di essere fedele all’alleanza stipulata al monte Sinai. I suoi numerosi tradimenti l’hanno condotto alla separazione da Dio, alla divisione, alla sconfitta e al primo esilio. La Legge scritta sulla pietra non è bastata. Il Signore promette una nuova alleanza, con una legge scritta nel cuore, che alimenti dall’interno il desiderio della fedeltà.

SALMO RESPONSORIALE   

Dal Salmo 50 (51)

Davide, presa coscienza del proprio peccato, invoca da Dio il perdono e il rinnovamento del cuore e della vita.

SECONDA LETTURA

Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

L’autore invita i cristiani a guardare a Gesù, non come un maestro che insegna teorie, ma come un fratello che ha attraversato la vita, affrontando le tentazioni e le difficoltà di tutti noi. Ha avuto paura e angoscia di fronte alla sofferenza e alla morte, si è affidato con totale abbandono all’amore del Padre, è rimasto fedele sulla croce e con la sua obbedienza ha ottenuto la salvezza di tutti i suoi fratelli.

VANGELO

Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
I Greci che desiderano vedere Gesù, passando per i discepoli, sono l’anticipo di tutti i pagani che conosceranno Gesù attraverso la Chiesa. Per Giovanni questo episodio, molto semplice, introduce la presentazione del volto autentico di Gesù: è il Messia che arriverà alla gloria, non con la potenza, ma con l’offerta della sua vita, che, come seme piantato, porterà il frutto della salvezza dell’umanità.

 

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2. introduzioni – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del malato)

CERCARE CRISTO, PER ESSERE PURIFICATI

PRIMA LETTURA

Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
In tutte le culture la lebbra era (ed è) ritenuta una malattia ripugnante e i lebbrosi erano esclusi dalla vita pubblica e sociale. Anche in Israele è così, anzi ancora di più perché la lebbra è considerata una punizione di Dio particolarmente severa per i peccati commessi. L’emarginazione sociale e religiosa rende la vita dei lebbrosi senza speranza.

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 31 (32)

Per il salmista la beatitudine consiste non nell’innocenza, ma nel riconoscere il proprio peccato e ottenere il perdono da Dio misericordioso.

SECONDA LETTURA

Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Alcuni cristiani di Corinto giustamente ritenevano che, dato che gli idoli non esistono, era lecito mangiare la carne sacrificata nei loro templi e venduta al mercato. L’Apostolo condivide questa posizione, ma invita tutti a curare anzitutto la carità verso coloro che, per la fragilità della loro fede, rimarrebbero scandalizzati da chi mangia queste carni. E si offre come esempio.

VANGELO

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Solo Dio poteva guarire un lebbroso. Marco colloca all’inizio del vangelo un segno che indica la presenza di Dio in Gesù: è lui il Messia. La proibizione di divulgare il prodigio mira a evitare il sorgere di false attese, perché Gesù sarà un Messia diverso da quello che tutti si attendono. La disobbedienza del lebbroso purificato indica il compito dei discepoli che hanno sperimentato la salvezza: annunciare a tutti che Gesù è il salvatore.

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4. Letture – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del malato)

CERCARE CRISTO, PER ESSERE PURIFICATI

PRIMA LETTURA

Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
In tutte le culture la lebbra era (ed è) ritenuta una malattia ripugnante e i lebbrosi erano esclusi dalla vita pubblica e sociale. Anche in Israele è così, anzi ancora di più perché la lebbra è considerata una punizione di Dio particolarmente severa per i peccati commessi. L’emarginazione sociale e religiosa rende la vita dei lebbrosi senza speranza.

Dal libro del Levitico         Lv 13,1-2.45-46

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!».
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 31 (32)

Per il salmista la beatitudine consiste non nell’innocenza, ma nel riconoscere il proprio peccato e ottenere il perdono da Dio misericordioso.

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

SECONDA LETTURA

Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Alcuni cristiani di Corinto giustamente ritenevano che, dato che gli idoli non esistono, era lecito mangiare la carne sacrificata nei loro templi e venduta al mercato. L’Apostolo condivide questa posizione, ma invita tutti a curare anzitutto la carità verso coloro che, per la fragilità della loro fede, rimarrebbero scandalizzati da chi mangia queste carni. E si offre come esempio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi     1 Cor 10,31–1 ,1

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO       

Lc 7,16

Alleluia, alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.

VANGELO

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Solo Dio poteva guarire un lebbroso. Marco colloca all’inizio del vangelo un segno che indica la presenza di Dio in Gesù: è lui il Messia. La proibizione di divulgare il prodigio mira a evitare il sorgere di false attese, perché Gesù sarà un Messia diverso da quello che tutti si attendono. La disobbedienza del lebbroso purificato indica il compito dei discepoli che hanno sperimentato la salvezza: annunciare a tutti che Gesù è il salvatore.

Dal vangelo secondo Marco       Mc 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore.