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1. Letture e orazioni – 25 ottobre 2020

25 ottobre

30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

ANNO A

IL PRIMATO DELL’AMORE

Amare Dio e amare i fratelli non sono due comandamenti, ma uno solo. Ci sono religioni, gruppi e persone che li separano e, a volte, li contrappongono. Così si crede di amare Dio, senza amare il prossimo; e alcuni pensano di onorare Dio, facendo del male agli altri. I cristiani, che in passato hanno sbagliato su questo, oggi hanno la missione di mostrare al mondo come si amano Dio e i fratelli.

ANTIFONA D’INIZIO

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.                       Sal 104,3-4

COLLETTA

Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Padre, che fai ogni cosa per amore
e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri,
donaci un cuore libero da tutti gli idoli,
per servire te solo
e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio,
facendo del suo comandamento nuovo
lunica legge della vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.

Dal libro dell’Esodo                                         Es 22,20-26

Così dice il Signore:

«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli  saranno  vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro  a qualcuno  del mio  popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno  il mantello  del tuo prossimo, glielo  renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello  per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE    dal Sal 17 (18)

R. Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra  fedele al suo consacrato.

SECONDA LETTURA           

Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi      1 Ts 1,5c-10

Fratelli, ben sapete come  ci siamo  comportati  in mezzo  a voi per il vostro bene.  E voi avete seguito  il nostro  esempio e quello  del Signore, avendo  accolto la Parola in mezzo  a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia.
Infatti per mezzo  vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono  essi infatti a raccontare come  noi  siamo  venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio,  per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.
Parola di Dio.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO            Gv 14,23

Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola,
dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Alleluia.

VANGELO     

Amerai il Signore tuo  Dio, e il tuo  prossimo come  te stesso.

Dal vangelo secondo  Matteo                         Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù ave- va chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono  insieme  e uno di loro,  un dottore  della Legge, lo interrogò  per metterlo  alla prova: «Maestro, nella  Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono  tutta la Legge e i Profeti».
Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo:
quest’offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale,
salga fino a te e renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo  per la tua salvezza e gioiremo
nel nome  del Signore, nostro  Dio.                  Sal 19,6

Oppure:

Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo.       Ef 5,2

Oppure:

«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore,
con tutta la tua anima  e con tutta la tua mente».            Mt 22,37

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede
compia in noi ciò che esprime
e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo  nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 25 ottobre 2020

25 ottobre

30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il primato dell’amore

Gesù, rispondendo a una domanda di un dottore della Legge che vuole metterlo alla prova, celebra nel modo più alto l’amore di Dio, che è al vertice di ogni spiritualità. Afferma che Dio deve essere amato «con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente». Cioè con tutto il proprio essere. Ma Gesù esalta ugualmente l’amore del prossimo e dice che amore di Dio e amore del prossimo sono un unico comandamento.

PRIMA LETTURA

Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.

Nella legge ebraica troviamo queste norme a difesa dei forestieri, degli orfani, delle vedove, dei poveri. Gesti di amore e di carità che hanno già il sapore del Vangelo.

 Dal libro dell’Esodo.                                                                                                     Es 22,20-26

 SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 17 (18)

Nel salmo 17 vengono espresse parole di lode, di ringraziamento, di esultanza perché Dio è vicino e ci sostiene.

Rit. Ti amo, Signore, mia forza.

 SECONDA LETTURA

Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.

Paolo fa l’elogio della comunità di Tessalonica, che si comporta in maniera esemplare, secondo gli insegnamenti e l’esempio di vita che ha dato lo stesso apostolo.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.                                            1Ts 1,5c-10

 VANGELO

Amerai il Signore tuo Dio e il tuo prossimo come te stesso.          

Ancora un altro tentativo di mettere alla prova Gesù da parte dei farisei e dei dottori della legge. È una delle ultime manovre, che offre però a Gesù di esprimere il suo pensiero a proposito del cuore della Legge e del Vangelo.

al vangelo secondo Matteo.                                                                                 Mt 22,34-40

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3. Annunciare la Parola – 25 ottobre 2020


25 ottobre
30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il primato dell’amore


PER RIFLETTERE E MEDITARE

«Voi non conoscete le Scritture e nemmeno la potenza di Dio», così domenica scorsa rispondeva Gesù ai sadducei che avevano cercato di metterlo in difficoltà con le loro domande. Allora essi, continuando nel modo più subdolo di metterlo in imbarazzo, gli mandano un dottore della legge a fargli una domanda impegnativa: «Nella Legge, qual è il grande comandamento?».

Il grande comandamento

Questo è sicuramente un episodio centrale nella vita di Gesù ed riportato dai tre evangelisti sinottici. Ma Luca lo inserisce nel viaggio di Gesù verso Gerusalemme, fuori da ogni controversia e serve a introdurre la parabola del buon samaritano. Nel Vangelo di Marco il contesto è simile a quello di Matteo, ma è assente la polemica. Lo scriba loda Gesù: «Hai detto bene, maestro»; e Gesù a sua volta gli dice: «Non sei lontano dal regno di Dio» (Mc 12, 32-34). Nel Vangelo di Matteo invece interrogano Gesù per metterlo alla prova, dato che ha chiuso la bocca ai sadducei. E gli fanno domandare: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

La domanda è raffinata, peccato che sia animata dalla polemica. I rabbini, maestri della legge, maniacali nel trasformare in centinaia di precetti la legge di Mosè, si interrogavano davvero su quale fosse il «grande comandamento», cioè la disposizione più importante tra quelle che essi stessi nella storia si erano date. Ricordiamo che essi avevano raccolto la legge in 613 comandamenti: 365 proibizioni (una per ogni giorno dell’anno) e 248 precetti (tanti quanti, secondo loro, erano le ossa umane).

La risposta di Gesù è splendida nella sua semplicità: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento», che è la nostra risposta all’amore di Dio che ci ama per primo. Gesù però aggiunge: «Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

Centralità dell’amore

La risposta di Gesù non lascia dubbi sui due precetti «simili», che di fatto sono messi sullo stesso piano. Il precetto dell’amore era conosciuto anche nell’Antico Testamento, come abbiamo appena letto nel libro dell’Esodo, dove si dice di avere cura e attenzione per i forestieri, le vedove e gli orfani, per i più indigenti. Dio si fa vendicatore nei confronti di chi li opprime e maltratta, perché «chi opprime il povero offende il suo creatore» (Pr 14,31).

Sappiamo però che per gli ebrei l’amore non si estendeva a tutti indistintamente, ma veniva per lo più inteso nel cerchio dei propri connazionali, del proprio clan, della famiglia. Il cristiano invece ama il prossimo non perché è della sua stessa tribù, del proprio gruppo famigliare; tanto meno ama solo quelli che gli sono simpatici o che la pensano come lui. Ci amiamo perché siamo creature di Dio e perché Dio ci ama. Dobbiamo amarci perché siamo tutti figli di Dio in Gesù, fratelli tra di noi nella fede.

Per questo sarà soprattutto tra i cristiani della nuova comunità nata dalla Pasqua che il precetto dell’amore diventerà pienamente centrale. Diventerà la caratteristica di un’infinità di santi, che con sfumature incredibili hanno vissuto una fioritura di gesti di amore con eroica generosità.

Un unico amore che cambia il mondo

Se chiedessimo ai cristiani d’oggi qual è il comandamento più importante, molti probabilmente risponderebbero: non rubare, non bestemmiare, trascurare la messa della domenica, tradire la moglie o il marito…

Molti sarebbero anche oggi colti di sorpresa dalla parola di Gesù. Anche se l’amore è certamente la parola più gettonata nella comunità cristiana, nella predicazione, nella catechesi, tra i bambini e tra gli adulti. Una parola forse abusata, che non sempre ha riscontro nella vita. Accanto ai santi infatti non è difficile vedere tra i cristiani i guerrafondai, gli usurai, i colonizzatori, i furbastri dell’economia, i razzisti, i violenti, i vendicatori, quelli che vedono sempre nell’altro un nemico.

Dicevamo però che i due precetti sono due facce della stessa medaglia. E che l’amore dell’uomo nasce dall’amore per Dio. È per questo può diventare grande, eroico, senza misura, così fedele e appassionato da renderci simili a Dio nell’amare con passione i nostri fratelli.

Questo brano di Vangelo ci fa capire tra l’altro quanto sia falsa l’idea che la fede in Dio diminuisce l’uomo e il suo impegno nel mondo. C’è chi pensa che chi si rivolge al cielo è un alienato e non gli interessa più ciò che capita attorno a sé. Ma Gesù risponde con la sua vita a chi dice così, lui che è rimasto tra noi incarnato nel volto di ogni uomo, che per noi oggi è in qualche modo «sacramento di Dio». E questo ci dice oggi con la sua parola: amare Dio e amare l’uomo sono un unico precetto, sono «il» comandamento, la legge della nostra vita. Ed è quella che trasforma il mondo.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Gli uomini credono che prima si debbono amare gli uomini e poi amare Dio. Anche io ho fatto così, ma è stato tutto inutile. Quando ho cominciato ad amare Dio più di tutto, allora in questo amore per Dio ho trovato anche il mio prossimo; nel cuore di Dio c’è un amore per gli altri di cui non sarò mai capace» (Spiridione, monaco della chiesa greca).

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4. Parola da Vivere – 25 ottobre 2020

25 ottobre
30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il primato dell’amore

COMMENTO

Sappiamo già che i precetti della legge ebraica sono 613. Ma gli stessi maestri non erano così ingenui da considerarli tutti della stessa importanza nel rapporto con Dio. Le scuole rabbiniche da tempo si impegnavano non solo a distinguere i precetti in gravi e leggeri, in piccoli e grandi, ma cercavano anche un principio generale a cui tutti i precetti potessero  riferirsi come a una fonte, a un vertice o a una chiave interpretativa.
Ci spieghiamo così la domanda del dottore della Legge a Gesù, che nella risposta raccoglie i due precetti principali.
Dal Deuteronomio egli prende  quello  del primato dell’amore di Dio con la specificazione delle dimensioni principali della persona:  il cuore, che indica  la convergenza di tutti gli affetti verso Dio senza spazio per piccoli o grandi idoli; l’anima, cioè la vita, che dice la disponibilità consapevole a rinunciare a tutto  pur di non  allontanarsi da Dio; la mente, che impegna ad aderire alle verità che Dio rivela e testimoniarle con l’esempio e la parola.
Dal Levitico prende  il precetto dell’amore del prossimo. Naturalmente per Gesù il prossimo da amare come se stesso non è solo l’ebreo, ma ogni uomo. Però, la novità in questa  risposta  di Gesù si trova nel fatto che lui mette il secondo  comandamento sullo stesso piano  del primo.  Dall’apostolo Giovanni poi sentiremo che dire di amare Dio senza amare i fratelli è una menzogna.
Perciò, questi comandamenti, insieme, sono la chiave di lettura e interpretazione di tutti gli altri precetti, i quali acquistano senso e valore nella misura in cui sono legati all’amore per Dio e per i fratelli e lo esprimono. Gesù va anche  oltre: questi  comandamenti sono  pure la chiave per comprendere tutta  la Sacra Scrittura, che egli compendia con il binomio «la Legge e i Profeti»: senza questa chiave di lettura la Parola di Dio non solo non può esse- re compresa, ma viene travisata e tradita,  come succede ai farisei e a tutti coloro che separano l’amore di Dio da quello del prossimo.
Questo  episodio è anche servito all’evangelista Matteo per richiamare la sua comunità, e la Chiesa di tutti i tempi, sul rischio di cadere nel fariseismo, appesantendo e stravolgendo la vita di fede dei discepoli  di Gesù con minuziosi precetti  ritualistici  e moralistici. L’unità dell’amore di Dio e del prossimo, invece, abilita  i credenti non  solo a comprendere rettamente la Sacra Scrittura, ma ad offrire a chi non  conosce Gesù l’autentico splendore del suo Vangelo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. Un maestro della Legge si serve di una domanda che il popolo sinceramente si poneva  per mettere  alla prova Gesù. Non è sbagliata la domanda, ma il motivo. I dubbi  e le domande fanno  parte di una fede impegna- Quali  domande mi piacerebbe porre a Gesù? Se siamo sinceri, ci sentiamo spinti a ricercare le risposte, anche con l’aiuto di altri fratelli.

2. Tutti abbiamo una nostra personale classifica dei comandamenti di Gesù. Con l’aiuto dello Spirito Santo, possiamo riconoscere il comandamento più grande, quello  che determina il nostro  modo di pensare e di vivere e le scelte piccole o grandi.  Chiediamoci come  e quanto corrisponda alla risposta di Gesù.

3. Cuore, anima e mente. Era il modo degli Ebrei per intendere la persona intera e tutte le singole facoltà. L’amore di Dio o prende  tutti gli aspetti della persona  e della vita oppure è parziale o In ogni caso Gesù è pronto a illuminarci, a curarci e a farci crescere: per questo ci dona  ogni giorno il suo Spirito.

4. L’amore del prossimo è possibile  nella misura  in cui ci amiamo, cioè, vogliamo  il vero bene di noi stessi. Se ci amiamo in modo disordinato o sbagliato, non stiamo facendo il bene per noi, non possiamo capire il vero bene degli altri e non siamo capaci di realizzarlo.


PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Nell’esame di coscienza chiediamoci: oggi, ho agito per amore dei fratelli o per me stesso?


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 25 ottobre 2020

25 ottobre
30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il primato dell’amore

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che vuoi essere amato nei nostri fratelli, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che nella tua umanità mostri il volto amoroso del Padre, abbi pietà noi,
  • Signore Gesù, che alla fine della vita ci giudicherai sull’amore, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi. L’amore è il grande comandamento che sintetizza tutto quanto il Signore desidera da noi. Nella preghiera chiediamogli di darci la forza di vivere ogni giorno questo amore. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, insegnaci ad amare.

  • Per la Chiesa, perché nella sua vita e nelle iniziative pastorali prevalga sempre l’unico precetto dell’amore verso Dio e verso il prossimo, preghiamo.
  • Per le società e le nazioni, affinché nel loro impegno verso la pace e la giustizia siano guidati dal rispetto e dalla dignità di ogni uomo, preghiamo.
  • Per i cristiani che vivono in prima linea l’impegno missionario, perché il loro amore possa raggiungere tutti quelli a cui sono inviati, preghiamo.
  • Per tutti noi, perché l’amore riempia i nostri giorni e si estenda a tutti quelli che vivono accanto a noi in famiglia, nel nostro condominio, sul lavoro, preghiamo.

Celebrante. Padre, che ci chiedi di amarti e di amarci con tutto il cuore, aiutaci a riconoscerti e a servirti nei nostri fratelli, a imitazione del tuo Figlio Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 25 ottobre 2020

25 ottobre
30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il primato dell’amore

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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4. Parola da Vivere – 28 giugno 2020

28 giugno

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi accoglie voi, accoglie me

COMMENTO

La prima volta che abbiamo ascoltato i primi versetti di questo  brano,  certamente siamo  rimasti  perplessi  o sconvolti. Gesù sembra porsi in competizione con gli affetti più cari. La conseguenza non è meno  dura: «… non è degno di me», ripetuto due volte.

È necessario mettersi in atteggiamento di ascolto e di preghiera, per entrare nel dono  che Gesù ci fa con queste sue parole.

Poco prima Gesù dice di essere venuto a portare non la pace, ma una spada (10,34). Certamente non sta parlando della spada che un discepolo estrarrà al momento del suo arresto, ma della spada della sua Parola, quella che nella lettera agli Ebrei è detta «a doppio taglio» e ca- pace di scrutare «i sentimenti e i pensieri  del cuore» (cf Eb 4,12).  Egli sa bene che la sua Parola creerà divisione anche nelle famiglie, per questo avverte i suoi discepoli: se dovesse essere necessario scegliere tra i famigliari e lui, essi sanno  di non  avere alternative, perché è in gioco il loro rapporto con Gesù e la salvezza. Chi rinnega  il Signore, per salvare gli affetti terreni, lo costringe a rinnegare lui davanti  al Padre, come abbiamo ascoltato  domenica scorsa.

Non basta. La sequela di Gesù esige anche di seguirlo sulla strada della croce, portando la propria. Certamente Matteo qui fa riferimento alle persecuzioni che già hanno afflitto i discepoli e che si ripeteranno lungo la storia fino a oggi. Anche la vita in questo  mondo passa in secondo  piano  rispetto  alla fedeltà  verso il Signore.  La scelta è drammatica, ma necessaria: chi crede di salvare la propria  vita, cedendo alle richieste dei persecutori (o alle lusinghe  di questo  mondo), in realtà la spreca e la perde, rinunciando alla vita eterna; chi invece investe la propria  vita nella sequela del Signore e nel servizio dei fratelli e del Vangelo si realizza in questo mondo, come figlio di Dio, e attraverserà la morte, risorgendo alla vita eterna.

Le esigenze della sequela di Cristo in certe situazioni possono essere laceranti, per questo l’evangelista, al fine di incoraggiare gli evangelizzatori, conclude  con un dono immediato: il discepolo che annuncia il Vangelo è assimilato a Gesù stesso, che lo collega direttamente al Padre. È questo  il modo di Matteo di esprimere  ciò che in Giovanni diventa  l’inabitazione reciproca  tra Gesù e il discepolo, che vive la sua Parola.

La conclusione riguarda chi accoglie e aiuta gli evangelizzatori.  Agli inizi si trattava spesso di dare ospitalità ai predicatori itineranti. Il Signore, con chi li ospita,  si impegna in una promessa straordinaria: la ricompensa sarà corrispondente alla persona accolta, quindi all’evangelizzatore, a Cristo e al Padre.

Da noi non capita spesso e a tutti di avere l’opportunità di ospitare in casa un evangelizzatore, ma i modi di aiutare e sostenere i predicatori del Vangelo, che dedicano la propria  vita a Cristo e ai fratelli, sono molti, vari e alla portata  di tutti.  Il Signore ricompensa sempre,  in questa vita e nell’altra.

 

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. «… più di me». Gesù non si mette in competizione, ma insegna la verità. Chi ama Cristo e lo mette al centro della vita e di ogni scelta, nelle situazioni difficili saprà fare la scelta giusta e buona per sé e per gli altri.

2. Prendere la propria croce. Qui non c’è Tutti abbiamo una croce personale, anche  quelli  che non  la vogliono. Si tratta di decidere se portarla  dietro al Signore per la salvezza nostra e delle persone che amiamo, oppure di rifiutarla,  lasciandoci schiacciare da essa, senza salvezza.

3. Vivere per sé o per Cristo e i È un tragico errore pensare di realizzarsi  nell’egoismo, in realtà  si cammina verso l’isolamento e la morte.  Chi vive per gli altri, può avere a volte l’impressione di sprecare la vita, ma Gesù dice che la spende  bene e porterà  frutti di vita eterna per sé e gli altri.

4. Un bicchiere di acqua Quando si tratta di aiuto  ai fratelli, non  conta  la quantità, ma l’amore con cui agiamo.

 

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Aiutare, secondo  le nostre possibilità, sacerdoti  e religiosi/e e parlare bene di loro.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017