2 AGOSTO 2026
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
INVITATI AL BANCHETTO DI CRISTO
COMMENTO
Il capitolo quattordicesimo del Vangelo di Matteo ci descrive due banchetti che rappresentano due verità opposte. Il primo è un banchetto regale, pieno di ogni ben di Dio, ricco di commensali potenti attovagliati attorno al tetrarca Erode Antipa, accompagnato dalla sua amante e cognata Erodiade e da tutta la ciurma di debosciati funzionari a suo servizio. Il banchetto si trasforma in orgia che alla fine comporta le decapitazione di Giovanni il Battista che tuona contro la corruzione morale dilagante.
I discepoli del Precursore, dopo aver dato degna sepoltura al loro maestro, si precipitano ad informare Gesù dell’accaduto. La notizia lo sconvolge. Si allontana e si rifugia a pregare in un luogo solitario..
Ma la morte di Giovanni ha la stessa funzione del chicco di grano che muore solo per moltiplicarsi trasformandosi in spiga e vita.
Rimane solo Gesù e la folla lo cerca fino a scoprire il suo rifugio isolato.
Egli non rimane indifferente. Coglie la fatica, la disperazione e la fame di coloro che si aggrappano a Lui. Da’ loro il più grande segno(miracolo) che, unico, è descritto da tutti e quattro gli evangelisti.
È la prova che lo Spirito Santo opera per mezzo del Figlio.
Matteo parla di cinque pani e di 5000 commensali. Ora nel linguaggio biblico il cinque, e i suoi multipli, significano sempre presenza attiva della terza persona della Trinità. Grazie alla sua presenza concreta ed efficace la fatica e la fame vengono trasformate in un convito in cui tutti vengono saziati, fatti sedere comodamente sull’erba.
Non vengono richieste lavaggi di mani o atti di purificazioni vari come impone la tradizione sinagogale.
Non ci sono ballerine discinte, né adulatori viscidi e neppure vittime sacrificali.
L’unica caratteristica richiesta è la condivisione e la partecipazione di tutti senza alcuna esclusione.
Il pane di Gesù non richiede attestati di buona condotta o moralità angeliche.
È offerto a tutti, senza alcun tipo di discriminazione .
È richiesto solo un cuore, non importa se ferito od ammaccato. Basta che sia aperto alla condivisione, al servizio ed all’ascolto della Parola. Il limite e la debolezza vengono integrate e cancellate dalla presenza dello Spirito che trasforma la miseria umana in terreno fertile in cui affondano le radici che alimentano la presenza del Regno dei Cieli nella nostra vita di tutti i giorni.
Ma tutto questo per noi è illusoria utopia o speranza certa che tutto è possibile se Cristo per noi è veramente Pane di Vita condiviso e spezzato nella carità vissuta in ogni istante?
I nostri banchetti attorno all’altare, sanno di Erode Antipa o di Gesù ?
COMMENTO 2
Chiamati a diventare pane spezzato
O Gesù, Tu compi il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci lungo il lago di Galilea, in un luogo isolato dove
Ti eri ritirato con i Tuoi discepoli dopo aver saputo della morte di Giovanni Battista.
Ma tante persone vi seguirono e vi raggiunsero.
Di fronte alla folla che Ti rincorre e non Ti lascia in pace, Tu reagisci con un sentimento di compassione, perché sai che Ti cercano per bisogno.
La compassione che Tu senti è con-patire, è immedesimarsi nella sofferenza altrui, al punto di prenderla su di Te.
Tu soffri insieme a noi, soffri con noi, soffri per noi.
E il segno di questa compassione sono le numerose guarigioni da Te operate.
Tu ci insegni ad anteporre le necessità dei poveri alle nostre. I Tuoi discepoli pensano che sia meglio congedare la folla, perché possa andare a procurarsi il cibo.
Tu invece dici: date loro voi stessi da mangiare.
Perdonaci, o Maestro, quando anche oggi ragioniamo secondo il mondo, per cui ciascuno deve pensare a sé stesso.
Fa’ che ragioniamo secondo la Tua logica, che è quella della condivisione.
Perdonaci quando ci voltiamo da un’altra parte pur di non vedere i fratelli bisognosi.
Ricordaci che i pochi pesci e pani, che sono la nostra vita, condivisi e benedetti da Te, bastano per tutti.
Aumenta la nostra fede nel Padre Tuo e nostro, il quale non ci fa mancare il “nostro pane quotidiano”, se noi sappiamo condividerlo come fratelli.
Con il prodigio dei pani preannunci l’Eucaristia, memoriale perpetuo del Tuo Sacrificio redentore.
Nell’Eucaristia Tu doni il pane di vita eterna, doni Te stesso, offrendoti al Padre per amore nostro.
Fa’ che celebriamo la Tua Eucaristia con i Tuoi sentimenti di compassione e con la volontà di condividere.
Amen. Alleluja!
Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A