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2. Letture e introduzioni – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

Gesù ha doppiamente stupito la folla che lo ha seguito, prima moltiplicando il pane per loro e poi dichiarandosi pane di vita che sfama per sempre: chi crede in lui non avrà più né fame, né avrà più sete, dice. Presenta così la sua persona come dono del Padre. Ma quella gente non si apre a ciò che lui dice e mormora: lo conoscono troppo bene, mentre Gesù dichiara di essere il pane venuto dal cielo.

PRIMA LETTURA

Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.                                  

Elia ha avuto il coraggio di sfidare i 450 sacerdoti di Baal e ora è in fuga disperata. Sfinito dal viaggio si accascia, desiderando di morire. Ma l’angelo del Signore gli viene in soccorso. Elia mangia e beve e riprende il cammino verso il monte di Dio, l’Oreb.

 Dal primo libro dei Re.                                                              1Re 19,4-8

In quei giorni, Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.
Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.
Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve.
Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.
Parola di Dio.

 SALMO RESPONSORIALE                                               Dal Salmo 33 (34)

Il salmista ringrazia il Signore, lo esalta e magnifica per la sua bontà, perché lo ha ascoltato nel momento della difficoltà e lo ha salvato.

Rit. Gustate e vedere com’è buono il Signore.  

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

SECONDA LETTURA

Camminate nella carità come Cristo.

Continua la lettera agli Efesini. Paolo chiede a loro di vivere una vita nuova, lasciandosi guidare dallo Spirito, vivendo lo stesso amore con il quale Cristo ci ha amati.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.                      Ef 4,30–5,2

Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                     Gv 6,51

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

VANGELO

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.                                 

La folla dei giudei si scandalizza alle affermazioni di Gesù, che dichiara di essere «il pane disceso dal cielo». Ma Gesù insiste e rilancia il messaggio senza riduzioni e afferma: «Chi mangia di questo pane vivrà in eterno».

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                                 Gv 6,41-51

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Nel brano di Vangelo della settimana scorsa Gesù ha invitato la folla a cercare un altro pane, quello che sfama per sempre e che sarà lui a darlo. E concludeva dicendo di essere lui questo pane disceso dal cielo. Ed ecco che i giudei si mettono a mormorare. È un’abitudine antica quella di mormorare da parte di questo “popolo di Dio”, che pure è stato accompagnato in modo speciale lungo la storia della salvezza, fino a vedere con i propri occhi l’atteso messia, il Figlio di Dio fatto uomo.

Chi credi di essere?
Gesù ha detto: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo», e non dobbiamo stupirci troppo per la reazione della folla. Essi capiscono chiaramente tutta la portata di quella frase e pensano che chi lo dice non può essere preso sul serio. O è un esaltato, o è un essere superiore. Ma essi non potrebbero accettare che un uomo sia così coinvolto con il divino. Per loro la purezza della divinità è un valore assoluto, non possono immaginare che Dio si renda presente in un uomo .
Gesù dice di essere inviato dal Padre e chiede di avere fede in lui. Ma essi non ce la fanno ad aprirsi fino a questo punto, tanto più che afferma di essere più importante di Mosè.
Per accogliere la parola di Gesù fino in fondo, ci vorrebbe già la fede, che è un dono del Padre. «Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre…», dice Gesù (Gv 6,44).
E al fondo di questo brano compare per la prima volta in modo esplicito il verbo «mangiare», su cui si rifletterà ancora in un’altra domenica. Gesù dichiara che per avere la vita è necessario mangiare un altro pane. La manna che gli ebrei hanno mangiato durante la loro fuga dall’Egitto non li ha sottratti alla morte. Chi invece mangia questo pane, che è la sua carne, vivrà per sempre.

Il pane vivo è la mia carne per la vita del mondo
È evidente che il pane è necessario, essendo per tutti il sostegno quotidiano materiale, indispensabile per la vita di ogni giorno. Ma altre sono le esigenze dell’uomo e altrove va trovato il senso della vita. Perché il pane sazia la fame di oggi, ma domani è un altro giorno e ciascuno dovrà trovare la forza di superare le nuove difficoltà con la giusta motivazione.
«Il pane che io vi darò è la mia carne per la vita del mondo», dice Gesù, che è ben più di un pezzo di pane. Chi mangia di me non avrà più fame, e chi crede in me non avrà più sete. Gesù è colui di cui noi abbiamo bisogno più del pane: è lui il vero dono di Dio capace di colmare le nostre attese più profonde.
È così facile, anche oggi, fermarsi al Gesù umanamente ricco, al profeta, all’uomo nuovo, al testimone. Ma Gesù non può essere preso soltanto in alcuni aspetti di ciò che ha detto e fatto: perché è il Figlio di Dio, l’unico in grado di sfamare il nostro cuore, di saziarci oggi e nell’eternità. Noi, come i giudei, preferiremmo forse messaggi meno impegnativi, ci basterebbe anche solo un tozzo di pane senza troppe pretese.
A Gesù che dice «Io sono il pane vivo disceso dal cielo», i giudei rispondono con lo stupore: «Come, disceso dal cielo? Ma se conosciamo benissimo tuo padre e tua madre! E conosciamo anche te, ti abbiamo visto crescere. Gesù li disorienta con la sua normalità, con la sua umanità.
È lo scandalo della «incarnazione». Il Figlio di Dio si è fatto visibile nella carne per parlarci, per diventare trasparente di Dio, per diventare per noi uno strumento di salvezza, per darci la vita. «Vita» è la parola che ricorre più spesso in questo brano di Vangelo, e la si trova per ben sette volte in vari contesti.
«Il pane che io darò», precisa Gesù. Ed è inevitabile il riferimento all’Eucaristia, su cui ritorneremo tra quindici giorni in modo esplicito. Il pane è una realtà modesta e quotidiana, non ha nulla di straordinario, anche se ha una grande valenza psicologica: quando manca il pane si direbbe che manca tutto. E Gesù ha scelto proprio il pane per rimanere tra noi.

Nei nostri giorni
In questo momento, che è per noi probabilmente tempo di ferie, si direbbe che siamo già contenti del modesto prodigio di un po’ di tranquillità, di una tavola imbandita, di trovarci bene tra i nostri cari e amici. Ma dovremmo invece approfittare proprio di questo tempo di vacanza per scoprire qualcosa che ci tocchi profondamente dentro. Non ci può bastare ciò che ogni giorno troviamo sulla nostra tavola e sulla nostra strada: siamo fatti per Dio e questo bisogno dobbiamo coltivarlo. È la nostalgia dell’altro pane che Gesù promette di donarci: pane che è la vita del mondo e che ci rende simili a lui.
Di fatto noi, presenti qui alla celebrazione eucaristica, siamo in attesa di mangiare il pane che Gesù spezza per noi, per rimanere tra noi, in noi. Lo abbiamo seguito: venendo qui ci siamo messi all’ascolto della sua parola. Ora siamo affamati non tanto di pane materiale, che anzi a volte ne abbiamo anche troppo e lo sprechiamo; siamo affamati e assetati del cibo che non perisce, che dà la vita eterna.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Il vescovo vietnamita François Xavier Nguyen Van Thuan fu imprigionato nel 1975. Rimase in carcere per 13 anni e per 9 anni visse in isolamento, in una stanza senza finestre e a cui toglievano la luce per farlo crollare. Con uno stratagemma dirà la messa quotidiana con tre gocce di vino e una briciola di pane. Gli cambiavano i sorveglianti di continuo, perché entrava in dialogo con tutti e in qualche modo se li faceva amici e li convertiva.

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4. Parola da Vivere – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

COMMENTO

Una settimana fa il discorso di Gesù si era chiuso con la rivelazione: «Io sono il pane della vita». La liturgia ha tralasciato cinque versetti nei quali Gesù rimprovera la folla di non credere. Da parte sua afferma che vuole realizzare la volontà del Padre, il quale vuole la salvezza di tutti. Per questo Gesù accoglie tutti coloro che credono in lui, dà loro la vita eterna e li farà risorgere «nell’ultimo giorno».
A questo punto Giovanni passa a definire gli interlocutori di Gesù come “Giudei”. Ma ci troviamo a Cafarnao, dovrebbero essere Galilei. È evidente che per lui il termine Giudei non indica un’appartenenza geografica, ma definisce coloro che si oppongono a Gesù. Finora la folla aveva discusso con il Signore, ora i Giudei “mormorano”, cioè non accettano e si oppongono. L’oggetto della mormorazione non riguarda la risurrezione, ma la frase: Io sono il pane disceso dal cielo. L’ironia giovannea fa dire ai Giudei una verità terrena che li porta fuori strada, «conosciamo il padre e la madre», mentre non accolgono la verità celeste che li salva: Gesù davvero viene dal Padre.
A questo punto possiamo domandarci: perché alcuni credono e altri no? La risposta del Signore ci chiede una riflessione più profonda: arriva a Gesù chi è attirato verso di lui dal Padre. Ma allora, forse che il Padre vuole salvare alcuni e altri no?
Già i profeti nel Primo Testamento avevano preannunciato che Dio avrebbe istruito tutti e Gesù lo ricorda.
Perciò la differenza non è stabilita dal dono di Dio, che raggiunge tutti, ma dalla risposta che ciascuno liberamente dà. In ogni caso a Giovanni, quando scrive, non interessa tanto ciò che ostacola i Giudei nell’accogliere la parola di Gesù, quanto il mettere in guardia i cristiani del suo tempo, e anche quelli di oggi, dal pericolo di considerare Gesù soltanto un profeta, che insegna cose giuste e belle, ma non il Figlio di Dio incarnato. Per questo l’evangelista insiste che la vita eterna si ottiene già ora, credendo in Gesù.
Il Signore, quindi, riprende la rivelazione sul pane di vita e nota una cosa facile da comprendere. La folla aveva citato la manna che il popolo aveva gustato nel deserto, «pane dal cielo». Gesù fa notare che quei padri hanno mangiato la manna, ma sono morti tutti nel deserto, perciò non era un pane celeste. Invece il pane che lui offre libera dalla morte.
Non è facile comprendere e accettare questa verità, perché Gesù, dicendo che il pane che lui offre è la sua “carne”, chiede di riconoscere che veramente è il Figlio di Dio, anche se si presenta nella “carne”, cioè nella condizione umana, che è debole, fragile (e passerà attraverso la passione e la morte in croce). Domenica prossima quest’ultimo versetto sarà ripreso e susciterà una veemente reazione dei Giudei.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. I Giudei mormorano. Non riescono a capire, vogliono ridurre la verità di Gesù negli schemi umani e si oppongono. Anche noi corriamo questo rischio, quando, di fronte a qualche pagina del vangelo, a qualche avvenimento della nostra vita o a qualche insegnamento della Chiesa, ci mettiamo all’opposizione.
  2. I Giudei, dicendo di conoscere i genitori di Gesù, ritengono di avere tutti gli elementi per giudicare quello che lui è e insegna. Può essere un esempio dei pregiudizi che ci fanno chiudere la mente e il cuore di fronte a persone che ci disturbano: immigrati, stranieri, testimoni scomodi della fede, peccatori convertiti…
  3. Dio Padre vuole la salvezza di tutti e non discrimina nessuno. Molti cristiani non si lasciano contagiare da questa volontà di salvezza e classificano gli uomini secondo i loro criteri, in buoni e cattivi, meritevoli del Paradiso e condannabili all’inferno.
  4. Il Padre a tutti dona il suo Santo Spirito. È questa la sua “istruzione”. Questa verità non ci serve per giudicare gli altri, ma per chiederci: quanto io mi lascio istruire dallo Spirito Santo? Le scelte che sto facendo mi avvicinano al Signore o mi allontanano da lui?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Controlliamo se nei rapporti con qualche persona ci lasciamo condizionare da pregiudizi.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che ci ami e ci fai dono del tuo corpo e del tuo sangue, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che ci chiami ogni giorno alla vera vita, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, buono, paziente e misericordioso verso tutti, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù è il pane vivo per la vita del mondo. Preghiamo, perché ogni volta che ci nutriamo di questo pane cresca la nostra fede. Preghiamo insieme e diciamo:

Tu sei il pane vivo disceso dal cielo.

  • Per la Chiesa, perché l’Eucaristia che viene celebrata tutti i giorni in ogni angolo della terra sia in ogni tempo la sua forza, preghiamo.
  • Per chi è lontano dalle fede e dalla vita cristiana, affinché trovi sulla sua strada l’occasione di incontrarsi con Gesù, pane vero che dà un senso pieno alla nostra vita, preghiamo.
  • Per la nostra comunità, perché cresca nella fede attorno alla parola di Dio e all’Eucaristia, celebrata insieme nella fraternità, preghiamo.
  • Per ciascuno di noi, affinché il pane condiviso in ogni Eucaristia ci faccia crescere nella solidarietà verso i nostri fratelli, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ogni giorno ci fai dono del pane che ci alimenta, fa’ che riconosciamo nel tuo Figlio Gesù il pane vero, disceso dal cielo per la vita che non conosce tramonto. Per Cristo, nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. Letture e introduzioni – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, raccontato per ben sei volte dagli evangelisti, nel Vangelo di Giovanni assume un’importanza speciale. Non solo perché si distende per oltre 70 versetti (quest’anno la liturgia, oltre a questa, ce lo proporrà nelle prossime due domeniche, prima e dopo la solennità dell’Assunta), ma perché Gesù si concede alle folle intrecciando un dialogo spiritualmente ricchissimo e con gente che non appare particolarmente preparata a comprenderlo

PRIMA LETTURA

Io farò piovere pane dal cielo per voi.                                     

La liberazione dall’Egitto è stata grandiosa, ma il viaggio nel deserto si fa difficile e gli ebrei si lamentano con Mosè e Aronne, che chiedono pane e carne. Dio risponde mandando al popolo la manna e le quaglie.

 Dal libro dell’Esodo.                                                                                              Es 16,2-4.12-15

In quei giorni, nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne.
Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».
Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge. Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio”».
La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino c’era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c’era una cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 77 (78)

Il salmista loda il Signore, che accompagna con la sua generosità la storia del suo popolo. E fa riferimento anche alla misteriosa manna piovuta dal cielo nei giorni del deserto.

Rit. Donaci, Signore, il pane del cielo.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato n
on lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Diede ordine alle nubi dall’alto
e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo
e diede loro pane del cielo.

L’uomo mangiò il pane dei forti;
diede loro cibo in abbondanza.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.

SECONDA LETTURA

Rivestite l’uomo nuovo, creato secondo Dio.                   

Agli Efesini Paolo ricorda che sono diventati nuove creature con il battesimo, e li invita alla coerenza, ad abbandonare la precedente vita pagana e la loro vecchia condotta. Li esorta a non smettere di rinnovarsi e di vivere la vita nuova.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.                                                  Ef 4,17.20-24

Fratelli, vi dico e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri.
Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                     Mt 4,4b

Alleluia, alleluia.

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Alleluia.

 VANGELO

Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!                                        

Dopo la moltiplicazione del pane, Gesù si ritira in un luogo solitario per pregare, ma la gente continua a cercarlo. Il miracolo li ha colpiti e sono vivamente interessati a non chiudere quell’esperienza. Gesù inizia con loro un dialogo che si farà man mano più intenso, nel quale rivelerà fino in fondo la sua identità.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                       Gv 6,24-35

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, si ritira in disparte a pregare, attraversa il lago insieme agli apostoli. Ma viene ancora una volta inseguito dalla folla, che, come dice Giovanni, sale sulle barche e lo raggiunge a Cafarnao. Al vederli, Gesù dice loro apertamente che lo cercano perché hanno mangiato e si sono saziati. Sono solo interessati al pane materiale, e per questo sono anche disposti a riconoscere che lui è l’atteso messia e a proclamarlo re, ma non sono disposti ad andare oltre.

Il dialogo con chi lo ha seguito
Gesù questa volta non moltiplica il pane, ma li invita a riflettere su chi ha compiuto il miracolo e ad attendere un altro pane, quello che li sfamerà per sempre. La folla sembra dimostrarsi disponibile e chiede: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». «L’opera da compiere è una sola», risponde Gesù: «credere in colui che Dio ha mandato». Ma la gente è perplessa, vuole vedere altri segni per poter credere, segni più convincenti. Come se la moltiplicazione dei pani e dei pesci non reggesse il confronto con la manna e le quaglie dati al popolo da Mosè nel deserto.
Gesù dice loro di sollevarsi dal pane materiale, che toglie la fame soltanto per un giorno, e di cercare un altro pane, di cui hanno bisogno, anche se non lo sanno.
Certo nutrirsi ha la sua importanza, Gesù lo ha dimostrato moltiplicando il pane. Ma il suo non è stato soltanto un gesto di solidarietà. Se loro pensano di essere esonerati dalla fatica per il cibo quotidiano e chiedono: «Signore, dacci sempre questo pane», Gesù chiarisce fino in fondo il cammino di fede a cui li vuole condurre e dice loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Il pane di ogni giorno non ci basta
Gesù dunque gioca scoperto con chi lo ha seguito e dichiara apertamente di essere lui il vero pane, quello che sfama per sempre. Ma la folla non riesce a fare il passo e ad accogliere fino in fondo le sue parole e la sua persona.
Gesù si rivela ed è curioso che sembra farlo di preferenza con la gente semplice e meno complicata, quella che forse non è nemmeno in grado di capire. Così ha fatto con la samaritana, parlando dell’acqua viva, che disseta in eterno, e che si è fatta poi annunciatrice entusiasta del messia tra i suoi compaesani (Gv 4,1-26).
A quella folla sembra proprio bastare il miracolo. Non immagina e non cerca altro che il prodigio e la possibilità di perpetuarlo. Gesù non li accontenta, eppure «Dio che non esaurisce i nostri desideri, è fedele alle sue promesse» (Dietrich Bonhoeffer) e risponde ai nostri desideri più profondi. Gesù si rivela loro come colui che realmente sazia la fame e spegne la sete di ogni uomo.
Noi oggi che abbiamo il pane, in realtà spesso non abbiamo fame perché siamo sazi, indifferenti, apatici. È la malattia del nostro tempo. E siamo denutriti nella fede, non abbiamo il desiderio di ricercare, di approfondire, di vivere in una dimensione più a misura della nostra grandezza di figli di Dio. Ma a tanti sembra bastare il benessere assicurato, il conto in banca, una bella casa… Un piatto pieno di carne, la bocca piena di manna. Troppo poco per dare un senso alla vita, per spegnere la nostra fame e la nostra sete. «Appena compresi che Dio esiste, capii che non potevo far altro che vivere per lui. Dio è così grande, c’è una tale differenza fra Dio e tutto ciò che non è Dio…» (Charles de Foucauld). C’è addirittura chi si dà a qualcosa di esoterico per soddisfare il proprio bisogno di spiritualità.

Il pane dei nostri altari ogni domenica
Gesù ci dice oggi che oltre al pane ci sono bisogni più grandi, che esistono valori che valgono per oggi, per domani e per l’eternità. Nel nostro affanno di ogni giorno è lui e la sua parola che dobbiamo trovare, e dare così un significato pieno alla nostra vita e trovare la pace. Ė un’esperienza che hanno fatto in tanti: accolto Gesù, tutto prende un colore diverso, tutto diventa accettabile e rende la nostra vita degna di essere vissuta. È questa la sorpresa di chi ha conosciuto la fede: attori, attrici, imprenditori, gente comune che non ha mai dato importanza alla fede e che la scopre in modo nuovo e trasforma la propria vita.
Gesù con la moltiplicazione dei pani pensava all’Eucaristia e noi oggi non dobbiamo cadere nel facile tranello in cui finì quella folla: rimanere bloccati davanti a quell’umile pezzo di pane azzimo che riceviamo a ogni messa. Perché è proprio Gesù che riceviamo accogliendolo con gli occhi della fede.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Come il corpo ha bisogno di mangiare e bere ogni giorno, così alcuni Padri della Chiesa raccomandano la comunione quotidiana: «Se è quotidiano questo pane, perché aspetti un anno per riceverlo? Ricevi ogni giorno ciò che ogni giorno ti giova. Vivi in modo tale da meritare di riceverlo ogni giorno. Colui che non merita di riceverlo ogni giorno, non merita di riceverlo dopo un anno» (Sant’Ambrogio).

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4. Parola da Vivere – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

COMMENTO

La folla, di fronte al segno compiuto da Gesù con la condivisione del pane e dei pesci, ha frainteso il significato e ha tentato di impadronirsi di Gesù, facendolo re, pensando così di assicurarsi il pane quotidiano. Gesù faticherà non poco per cancellare questa illusione e annunciare il dono del pane di vita eterna.
Questa prima parte del grande discorso eucaristico, ma non solo, mira a far giungere la folla a chiedere a Gesù: «Signore, dacci sempre questo pane».
Certo, è una cosa buona che la folla lo cerchi ancora, dopo che lui si è sottratto al tentativo di acclamarlo come re, ma Gesù inizia la sua “catechesi” con un piccolo rimprovero: avete mangiato il pane, vi siete saziati, ma non avete colto che è un segno e siete rimasti legati al gusto di una realtà materiale.
Quindi passa a indicare tre passi di crescita spirituale, per arrivare a chiedere il pane della vita eterna.
Primo passo. Comprendere che c’è un altro pane, quello della vita eterna, che soltanto Gesù può donare, perché ha ricevuto questo incarico direttamente dal Padre. Per accogliere questo pane, bisogna “darsi da fare”.
Secondo passo. La folla sa già che non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (cf Dt 8,3), e chiede a Gesù a quali punti della Legge deve fare riferimento per poter ricevere questo pane. Ma la risposta di Gesù è diversa: non basta più l’osservanza della Legge, bisogna credere in lui, che è stato mandato dal Padre per portare in dono la vita eterna. Quindi, tutti i precetti della Legge ora sono riassunti nel credere in Gesù.
Terzo passo. Di fronte alla richiesta della folla di agire come Mosè, Gesù rifiuta di paragonarsi a lui e sposta l’attenzione sull’opera del Padre: è lui che ha dato il pane nel deserto, non Mosè; quel pane era solo un’anticipazione del vero pane che viene dal cielo e comunica la vita eterna, non solo a Israele, ma al mondo intero.
La folla ora capisce che c’è un nuovo pane e lo chiede, aspettandosi probabilmente un nuovo precetto, una nuova interpretazione della Legge o un nuovo prodigio.
Invece a questo punto Gesù va molto oltre e rivela di sé una verità inimmaginabile: il pane che viene dal cielo e dà la vita è proprio lui, Gesù, che è venuto a sfamare e dissetare quelli che credono in lui. Domenica prossima vedremo come reagirà la folla a questa rivelazione.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La folla è legata al gusto delle cose terrene. Gesù non le sminuisce, ma invita ad andare oltre e a mirare alle cose che non finiscono, quelle dello spirito. Dentro di noi c’è ancora contrasto tra spirito e materia? Di cosa abbiamo bisogno per giungere all’armonia, che è anticipazione della vita eterna?
  2. L’armonia tra materia e spirito non è solo frutto del nostro impegno, ma è anzitutto dono di Gesù. Ci stiamo “dando da fare”, per accogliere questo dono?
  3. L’opera di Dio è credere in Gesù, mandato dal Padre. Interroghiamoci sulla nostra fede in Gesù: è viva e in movimento, oppure è ferma come una cosa acquisita una volta per sempre?
  4. I credenti sono immersi nell’amore del Padre e del Figlio, che li raggiunge attraverso l’opera dello Spirito Santo. Quanto e come la nostra vita spirituale è alimentata da questa verità fondamentale della fede?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Verifichiamo se la nostra fede in Gesù produce frutti di amore per i fratelli.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018