Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 12 dicembre 2021

12 dicembre

3ª DOMENICA DI AVVENTO

Vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco   

Gaudete

«Viene uno più forte di me, al quale i non son degno nemmeno di sciogliere il legaccio dei sandali», dice il Battista a chi gli domanda se non sia lui il messia atteso. Mentre il profeta Sofonia e san Paolo esortano a rallegrarsi sempre perché «Il Signore è vicino». È la domenica «Gaudete».

PRIMA LETTURA
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.
Il profeta Sofonia è vissuto in un tempo in cui il popolo d’Israele, stato vassallo dell’Assiria, era colpito dall’infedeltà a tutti i livelli, sociale, politico e religioso. Eppure annuncia parole di speranza e assicura una trasformazione radicale della situazione. Per questo invita la popolazione a non avere paura, perché il Signore si rende presente e vivo in mezzo a loro.

 Dal libro del profeta Sofonia.                                                                                     Sof 3,14-17

Rallègrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente. Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                                      Da Isaia 12,2-6
Questo passo, tratto dalla conclusione del Libro dell’Emanuele di Isaia, è un invito a gioire perché Dio è presente in mezzo al suo popolo con la sua grandezza che salva.

Rit. Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

 SECONDA LETTURA
Il Signore è vicino!     
Anche Paolo parla di vicinanza del Signore e soprattutto di gioia, di letizia e invita gli abitanti di Filippi a vivere nella amabilità e nella preghiera. Sono le parole di Paolo e di Sofonia a dare una tonalità di gioia e di letizia a questa terza domenica di Avvento.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.                                                            Fil 4,4-7

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                   Is 61,1 (cit. in Lc 4,18)

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.

Alleluia.

 VANGELO
E noi che cosa dobbiamo fare?     
Giovanni Battista è ancora protagonista di questa domenica. Egli invita il popolo, perfino i pubblicani e i soldati, a cambiare vita e a vivere nella solidarietà e nella giustizia. In questo modo esorta chi lo ascolta ad attendere l’arrivo imminente del messia.

Dal vangelo secondo Luca.          Lc 3,10-18

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Parola del Signore.

Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 5 dicembre 2021

5 dicembre

2ª DOMENICA DI AVVENTO

La parola di Dio venne su Giovanni

Un’introduzione storica solenne inquadra il momento in cui il Battista dal deserto invita ad accogliere il messia e a preparargli la strada. C’è un netto contrasto tra i nomi altisonanti delle autorità politiche e religiose di quel tempo e la semplicità austera di Giovanni Battista, che invita a rinnovarsi per attendere la salvezza e rendersi degni di accoglierla.

 PRIMA LETTURA
Dio mostrerà il suo splendore a ogni creatura.   
Il profeta parla direttamente a Gerusalemme e la invita a rivestirsi dello splendore della gloria che viene da Dio, ad aprire il cuore alla speranza, perché il Signore farà tornare i suoi figli esiliati e dispersi. Il terreno sarà livellato, ogni montagna e rupe saranno spianate e il popolo ritornerà nella sua patria.

 Dal libro del profeta Baruc.                                                                                            Bar 5,1-9

Deponi, o Gerusalemme,
la veste del lutto e dell’afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo,
esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro
sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 125 (126)
Il salmo 125 lo cantavano i pellegrini che giungevano al tempio. Esprime la gioia grande e inaspettata della liberazione del popolo di Israele dall’esilio di Babilonia.   

Rit. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.          
Paolo inizia la lettera ai cristiani di Filippi ringraziandoli per la loro generosa collaborazione e li invita a proseguire nella diffusione del Vangelo, per essere il più possibile attivi, nell’attesa vigilante del ritorno del Signore.

 Dalla lettera di san paolo apostolo ai Filippesi.              Fil 1,4-6.8-11

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO        Lc 3,4.6

Alleluia, alleluia.

Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Alleluia.

 VANGELO
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!           
Luca annuncia l’inizio della predicazione di Gesù con grande solennità, affidando a Giovanni Battista, l’ultimo dei profeti, il compito di annunciare la sua venuta e di preparare il popolo ad accoglierlo con un cammino di rinnovamento e di conversione.

Dal vangelo secondo Luca.                        Lc 3,1-6

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
Parola del Signore.

Pubblicato il

3. Annunciare la Parola – 5 dicembre 2021

5 dicembre

2ª DOMENICA DI AVVENTO

La parola di Dio venne su Giovanni

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Il brano del Vangelo inquadra l’attività del Battista nel tempo storico che gli fa da cornice. Siamo nell’anno 27-28 d.C., il quindicesimo di Tiberio, sotto il potere religioso dei sommi sacerdoti Anna e Caifa. Ponzio Pilato governa la Giudea, Erode è il tetrarca della Galilea.

L’attesa del messia
Il paese è sotto il dominio dei Romani. Alle dipendenze dei Romani sono sia Erode che il fratello Filippo e il tetrarca Lisania. Gli ebrei attendono un liberatore, il nuovo Mosè, un messia inviato da Dio per scacciare l’esercito romano che occupa politicamente e militarmente il paese. La gente è convinta che sarà il messia, da tempo atteso e annunciato dai profeti, a riportare la nazione al suo antico splendore, come ai tempi di Davide.
Nella pienezza dei tempi Gesù viene annunciato dal Battista, un profeta austero che ha scelto per sé il deserto, un uomo che non ha peso politico, ma che è animato dallo spirito dei grandi profeti. Presenta con parole di fuoco l’arrivo del messia, esorta a preparare la strada, a spianare i monti e a colmare i burroni, a convertirsi e a cambiare vita.

La parola dei profeti
Dio affida ai profeti i suoi annunzi di speranza. E lo fa anche in questa domenica di Avvento attraverso le parole di Baruc e del Battista.
Baruc paragona la città di Gerusalemme a una vedova a cui sono stati strappati i figli e siede sconsolata, ricoperta della veste di lutto. Il profeta si riferisce in realtà al fatto drammatico della distruzione di Gerusalemme, la città santa, e alla deportazione dei suoi abitanti. Gerusalemme ha assistito tristemente all’esilio dei suoi figli, che probabilmente non avrebbe più rivisto. Ma Baruc, a nome di Dio, reca un messaggio di gioia nella certezza che Dio interverrà, confermando la vocazione universale della città santa. Il profeta invita Gerusalemme a correre fin sulla cima di un monte, a guardare verso oriente e a vedere il miracolo del ritorno dei suoi figli. Essi tornano trionfanti. Ed è Dio stesso che rende piano ogni monte, che livella il terreno, perché possano ritornare sicuri e senza fatica.
Profetizza anche il Battista, l’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento. Percorre «tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati». Fa sua la parola di Isaia, che invita a «preparare la via del Signore, a raddrizzate i suoi sentieri!». Giovanni dà a queste parole il significato più evangelico: battezza perché il messia sia atteso con animo aperto e con la disponibilità alla conversione.

Il nostro Avvento
«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!», esorta il Battista. Un tempo le strade venivano materialmente spianate e bonificate per l’arrivo del re. Anche oggi, quando c’è la visita del papa o di un politico importante si asfaltano le strade, si ridipingono le facciate delle case.
In realtà siamo chiamati a convertirci, a raddrizzare i sentieri del nostro spirito, ad attendere l’arrivo del messia con una vita buona. La parola di Dio parla di burroni e di valli da spianare, di passi tortuosi, di luoghi impervi da rimuovere. È la nostra vita che va risistemata, è il nostro cuore, sono i nostri difetti che accettiamo a volte troppo pacificamente. Allora potremo vedere «la salvezza di Dio».
Dobbiamo rinnovarci nel nostro tempo, nella concretezza del momento storico in cui viviamo, con le persone concrete che ci governano. Sapendo che anche la nostra società ha bisogno di essere battezzata per essere degna del Signore che viene, affinché la venuta di Gesù lasci un segno, diventi qualcosa di storico.

Profeti tra noi
«Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio», dice il Vangelo. La venuta di Gesù trasformerà la terra, dice il Battista. Dovrebbe essere così. Purtroppo a Natale la trasformerà sicuramente con miliardi di luci che si accenderanno in ogni angolo del mondo, anche dove il vero Natale non è di casa.
Oggi come ieri viviamo in tempi difficili, la nostra società spesso non ci piace perché non funziona come vorremmo. Siamo anche noi in attesa di un salvatore e qualche volta sentiamo come insopportabili il silenzio di Dio. In Gesù, annunciato dal Battista, Dio si fa vicino e ci parla. Oggi comunica con noi attraverso la sua parola e quella dei nuovi profeti, che non mancano anche nei nostri giorni. Tocca a noi aprire le orecchie per ascoltare le tante voci che ci parlano di lui.
Giovanni ci invita a entrare in un atteggiamento di attesa, e ci lascia il suo esempio di vita. Lui ha scelto il silenzio e l’austerità del deserto, e così dovremmo fare anche noi, per essere noi stessi, quelli che Gesù desidera incontrare venendoci incontro. Ci invita a fare un po’ a meno di radio e tv, a evitare i tanti rumori della nostra società per trovare un po’ di tempo per noi. Se lo faremo, potremo lasciare anche noi un segno profetico come ha fatto il Battista. In ogni tempo Gesù sollecita qualcuno che annunci la sua venuta, che gli prepari la strada, che raddrizzi i sentieri. Perché il Figlio di Dio possa venire anche oggi e raggiungere gli uomini del nostro tempo.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Orsù, misero mortale, fuggì via per breve tempo dalle tue occupazioni, lascia per un po’ i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e metti da parte le tue faticose attività. Attendi un poco a Dio e riposa in lui. Entra nell’intimo della tua anima, escludi tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cercarlo, e, richiusa la porta, cercalo» (sant’Anselmo).

Pubblicato il

4. Parola da Vivere – 05 dicembre 2021

5 dicembre

2ª DOMENICA DI AVVENTO

La parola di Dio venne su Giovanni

COMMENTO

Luca si impegna nel suo lavoro di storico con lo scopo di situare gli avvenimenti nella storia reale e nella geografia conosciuta da tutti. Secondo le sue indicazioni, il Battista inizia a predicare tra il 27 e il 28 d.C.
Egli nomina le autorità civili dell’Impero e di Israele e quelle religiose di Gerusalemme; tutte saranno interessate, direttamente o indirettamente, dall’opera di Gesù, il Messia.
E subito annuncia la bella notizia: lo Spirito Santo è in azione e muove il Battista alla realizzazione della sua missione. Era stato l’angelo Gabriele a comunicare a Zaccaria, padre di Giovanni, la missione che il figlio avrebbe dovuto svolgere: preparare un popolo ben disposto alla venuta del Messia.
La parola di Dio lo raggiunge nel deserto e la piccola modifica che Luca apporta al testo di Isaia dice che è proprio nel deserto che risuona la voce che invita a conversione. Il deserto è sì il luogo della prova, ma è anche il luogo del cammino faticoso, sì, ma pieno di speranza, che il popolo di Dio ha compiuto per giungere alla terra promessa. C’è un nuovo cammino da percorrere e c’è una nuova terra promessa da raggiungere: la salvezza che tocca ogni uomo e che il Messia realizzerà.
Bisogna preparare la strada. Il profeta Baruc, nella prima lettura, ha detto che Dio stesso spianerà la strada, mentre Isaia (40,3-5) ordina ai fedeli di spianare i colli e colmare le valli. Le metafore sono abbastanza chiare, vanno eliminate l’alterigia di chi si innalza e le ingiustizie che affossano i poveri. Luca, da parte sua, ponendo i verbi al futuro, sembra mettere insieme l’opera di Dio e quella degli uomini con la certezza che il Battista riuscirà a preparare il popolo ad accogliere la salvezza operata da Dio nel Messia. Perciò, niente deve ostacolare la venuta del Signore e niente deve impedire di correre verso di lui. La traduzione spirituale di queste immagini richiede un lavoro su di sé non solo da parte delle singole persone ma anche, e soprattutto, delle intere comunità cristiane.
Se Luca dovesse raccontare oggi il Vangelo farebbe i nomi dei luoghi più conosciuti da noi e citerebbe i governanti del nostro tempo. Su questo piano niente è cambiato. Ma dobbiamo ricordarci che anche oggi la parola del Signore scende su chiunque si renda disponibile ad ascoltarla, perché essa porti i frutti per i quali il Signore la manda sulla terra; essa annuncia le grandi opere di Dio per la salvezza del mondo, a cominciare da tutto quello che ha insegnato e fatto Gesù.
Anche nel nostro mondo c’è bisogno di conversione e di purificazione. Perché questo avvenga, sono necessari dei nuovi Giovanni Battista, che con la propria vita contestino la ricerca di ricchezza e di potere e abbiano il coraggio di dire a tutti, prima dentro la Chiesa e poi fuori di essa, le cose che devono essere assolutamente cambiate e quelle che tutti devono cercare, ad iniziare da una vera conversione del cuore, per tornare a Dio e ai fratelli.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Lo Spirito Santo anche oggi fa scendere la parola di Dio sui nuovi profeti che invitano alla conversione, per accogliere il Signore che viene. Oggi possiamo essere dei “Battista”, che annunciano, o dei peccatori che ascoltano e si muovono. Anche tutti e due.
  2. Luca nomina i potenti del mondo. La parola di Dio risuona sempre nel nostro mondo. Anche oggi ci sono potenti e deboli, peccatori e santi. Anche oggi l’invito arriva ai popoli e a ogni persona. Arriva anche a ciascuno di noi.
  3. Il Signore vuole arrivare al cuore di ogni suo fratello e sorella. Lui è capace di scavalcare qualunque ostacolo. Ma non si impone a nessuno. Entra nel nostro cuore solo se noi, liberamente e con gioia, gli apriamo la porta.
  4. Ogni preparazione richiede fatica. Non è facile liberare mente e cuore dagli ostacoli che poniamo al Signore. La fatica sarà dolce solo se a muoverci sarà l’amore, che nell’Avvento assume il volto del desiderio di salvezza per noi e per i fratelli.

PROPOSTA DI IMPEGNO PER LA SETTIMANA

Individuiamo in noi un atteggiamento poco evangelico di questi ultimi tempi e combattiamolo.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

Pubblicato il

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 5 dicembre 2021

5 dicembre

2ª DOMENICA DI AVVENTO

La parola di Dio venne su Giovanni

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, l’annuncio della tua venuta non ci lasci indifferenti in questi giorni di Avvento, abbi pietà di noi.
  • Cristo, sono tanti i segni della tua presenza tra noi, perdona la debolezza della nostra fede e abbi pietà di noi.
  • Signore, ci accontentiamo e non ci lasciamo sorprendere dalla novità della tua venuta nella nostra umanità, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, il Signore ci conceda di tracciare nei deserti del mondo percorsi di fede e di un sincero rinnovamento personale per preparare la sua venuta.

Convertici a te, Signore.

  • Signore Gesù, ricordati della tua Chiesa, chiamata ad indicare al mondo la via che conduce alla salvezza. Sostienila con il tuo Spirito, preghiamo.
  • Signore Gesù, ricordati della nostra umanità, che attende dalla tua venuta un messaggio di pace e di speranza, preghiamo.
  • Signore Gesù, ricordati di chi vive un Natale consumistico. La storia più bella del mondo tocchi il loro cuore e porti a tutti la gioia di incontrarsi con te, preghiamo.
  • Signore Gesù, ricordati di chi non ha patria, casa, lavoro, di chi vive in zone di guerra, di chi come te nasce in una terra inospitale, preghiamo.

Celebrante. Signore Gesù, che ci riveli il vero volto del Padre, in questo tempo di Avvento non dimenticare nessuno di quelli che il Padre ti ha affidati, e rendici capaci di condividere con i nostri fratelli il tuo amore senza misura. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

 

 

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 5 dicembre 2021

5 dicembre

2ª DOMENICA DI AVVENTO

La parola di Dio venne su Giovanni

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 28 novembre 2021

28 novembre 2021

1ª DOMENICA DI AVVENTO C

Alzate il capo, la vostra liberazione è vicina

La grancassa consumistica del Natale si è già messa in movimento da giorni. È il richiamo pieno di poesia della festa più sentita dell’anno. Ma la parola di Dio in questo tempo di Avvento ci invita a non lasciarci abbagliare, a stare attenti e a vigilare: «Essere attenti e vigilanti sono i presupposti per non continuare a “vagare lontano dalle vie del Signore”; sono le condizioni per permettere a Dio di irrompere nella nostra esistenza» (papa Francesco).

PRIMA LETTURA
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto.      
Chiamato sin da giovane alla profezia, Geremia dice parole di speranza, nonostante la tragedia della deportazione del popolo e la distruzione di Gerusalemme. Dalla discendenza di Davide il Signore farà sorgere un germoglio giusto, che rinnoverà la fedeltà e garantirà un futuro al popolo dell’alleanza.
Dal libro del profeta Geremia.                                                                                 Ger 33,14-16

Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                    Dal Salmo 24 (25)
In questi versi scelti dal salmo 24, il salmista chiede a Dio che nella sua bontà gli faccia conoscere la via buona da seguire, gli indichi i sentieri che portano alla salvezza.
Rit. A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

SECONDA LETTURA
Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo.    

Ai cristiani di Tessalonica, che attendono come imminente il ritorno di Cristo, Paolo dice di prepararsi a questa venuta crescendo nell’amore, e seguendo una regola di vita che si ispira alle parole del Signore Gesù.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.                              1Ts 3,12–4,2 

Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO         Sal 84,8

Alleluia, alleluia.

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Alleluia.

VANGELO
La vostra liberazione è vicina.       
Le parole del Vangelo hanno un andamento apocalittico. Ma Gesù assicura che proprio in questo contesto avverrà la liberazione. L’importante è vegliare e attendere quei giorni di prova a occhi aperti, evitando lo squallore di una vita dissipata e distratta.
Dal vangelo secondo Luca.                                                                             Lc 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Parola del Signore.

Pubblicato il

3. Annunciare la Parola – 28 novembre 2021

28 novembre 2021

1ª DOMENICA DI AVVENTO C

Alzate il capo, la vostra liberazione è vicina

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Come i quaranta giorni della Quaresima ci preparano alla Pasqua di Gesù, così le quattro settimane di Avvento ci preparano al Natale. Due periodi forti per vivere i momenti centrali della storia della salvezza. L’Avvento è attesa della venuta tra noi del Figlio di Dio, che assume fino in fondo la nostra umanità facendosi uomo. L’incarnazione è talmente importante per la nostra vita cristiana che ci disponiamo ad accoglierla con questi giorni speciali di preghiera e di attesa vigilante.

Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse
A noi, invasi ogni giorno da tanti messaggi di ogni tipo, la liturgia di questa prima domenica di Avvento ci propone due immagini veramente suggestive. La prima è bellissima. Geremia riprende un passo di Isaia: «Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici» (Is 11,1). Il germoglio è segno di vita, di vita nuova, simbolo di novità, promessa di frutti e di felicità. Chi ha coltivato piante, gettato semi, chi ha messo un po’ di speranza in qualcosa di bello e di giusto, capisce quanta attesa e quanta gioia vi è dentro questo messaggio.
La seconda immagine è quella della strada. C’è un cammino da compiere. «Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri», ci fa cantare il salmo responsoriale. Si tratta di una strada diritta, giusta, da percorrere. Ai cristiani di Tessalonica, che attendono come imminente il ritorno di Gesù (seconda lettura), Paolo indica qual è questa strada: «crescere e sovrabbondare nell’amore», è compiere le opere che piacciono a Dio, perseverare in questo cammino.

Tempo di attesa escatologica
Molti di noi pensano che le quattro settimane di Avvento ci preparino soprattutto al Natale e così ci mettiamo nello stato d’animo dei patriarchi e dei profeti dell’Antico Testamento che attendevano il messia. Ma un cristiano non può aspettare il Cristo Gesù come se non fosse già venuto. La venuta che siamo chiamati a preparare e ad attendere è invece la «seconda» venuta, il suo ritorno glorioso alla fine dei tempi. Dice san Bernardo: «Non meditate solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, quando ritornerà per unirci a sé per sempre».
In realtà nell’Avvento i cristiani lungo i secoli hanno fuso due tradizioni. Soprattutto gli antichi monaci predicarono l’Avvento invitando i cristiani ad attendere la seconda venuta di Gesù, che tornerà glorioso alla fine dei tempi, e a prepararsi a questo incontro nella conversione e nella penitenza. Mentre a Roma, dove s’introdusse il 25 dicembre per festeggiare la nascita di Gesù in sostituzione della ricorrenza pagana del Natalis Solis Invicti (la nascita del Sole vittorioso), l’Avvento fu visto come preparazione al Natale. In pratica nella liturgia odierna i due significati si sono fusi. Il primo significato, quello escatologico, è prevalente nelle prime tre domeniche; dal 17 dicembre in poi diventa invece prevalente l’attesa del Natale, la celebrazione dell’incarnazione del Figlio di Dio.
Nelle prossime due domeniche saremo accompagnati dalla testimonianza e dalle severe parole di Giovanni Battista, che invita la gente del suo tempo ad attendere il messia che sta per venire impegnandosi a preparagli la strada attraverso un vero cammino di fedeltà e di rinnovamento personale.

Un tempo per prepararci
Il Vangelo ci parla di attesa, di vigilanza. Chi si dispone ad attendere e a vigilare lo fa perché la persona che deve venire gli sta a cuore, gli interessa. Per questo mette a posto la propria persona, mette ordine nella sua casa.
Oggi si parla di attesa del Natale e del ritorno di Gesù alla fine del tempo. Quali sono i nostri atteggiamenti? Nonostante le parole un po’ inquietanti di Gesù, dobbiamo lasciarci prendere da un’attesa piena di speranza, chiamati come siamo a incontrare la figura consolante del Figlio dell’uomo che viene a noi. È la stessa parola di Dio a invitarci a pensare così quando ci dice: alzatevi, vigilate, pregate, comportatevi come chi è alla vigilia della liberazione e l’attende con ansia; come chi attende un amico caro, la persona che amiamo e che ci ama in modo speciale.
Dobbiamo però prima di tutto svegliarci da un Natale sbagliato, difenderci dai tanti messaggi che riceveremo e che non portano a Betlemme. C’è un cammino da compiere, c’è un germoglio pieno di vita che dobbiamo far crescere. C’impegniamo a vivere questo Avvento non distratti e con i cuori appesantiti, ma nella vigilanza e nella operosità. La Chiesa ci offre questo mese per fare una specie di lungo ritiro spirituale. Viviamo in una società che è una sfida alla nostra fede: si vive, si corre, si va, ma verso dove? Inventiamoci ogni giorno qualcosa per vivere a occhi aperti il nostro tempo. Per non dormire, per dare significato ai nostri giorni. Più del solito quotidiano, senza rassegnarci alla nostra abituale mediocrità.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Il tempo dell’Avvento è come il tempo di primavera nella natura, quando ogni cosa si rinnova ed è così fresca e rigogliosa. L’Avvento dovrebbe compiere questo in noi… Rinnovarci e renderci rigogliosi, capaci di ricevere Cristo in qualunque forma venga a noi. A Natale viene come un bambino piccolo e indifeso, così bisognoso di sua Madre e di tutto quello che l’amore di una madre può dare. Se veramente vogliamo che Dio ci riempia, dobbiamo svuotare noi stessi, attraverso l’umiltà, di tutto l’egoismo che è dentro di noi» (madre Teresa di Calcutta).