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3. Commento alle Letture – III DOMENICA DI QUARESIMA

3 MARZO

III DOMENICA DI QUARESIMA

GESÙ, TEMPIO DI DIO

 

COMMENTO

Leggendo di questo episodio nei sinottici, molti cristiani pensano: «Ecco, anche Gesù si arrabbiava, quindi…». Ma è probabile che Giovanni non sia d’accordo, per lui non sarebbe uno scatto di ira.
Anzitutto sposta questo avvenimento dalla fine del ministero all’inizio. Nei sinottici i contrasti con i Giudei nascono sull’osservanza della Legge e in particolare sul sabato; partendo da questo, Gesù si presenta come figlio di Dio e suscita l’ira dei suoi avversari, che decidono di eliminarlo. Giovanni invece pone come inizio della polemica una discussione sul tempio. Per i Giudei il tempio era il luogo dell’abitazione di Dio; chi lo voleva incontrare, pregare e ricevere i suoi doni, doveva andare a Gerusalemme. Ma ciò che avrebbe dovuto alimentare l’autentico rapporto religioso con Dio, si era trasformato in un commercio, quasi che l’incontro con il Signore fosse determinato da un’offerta materiale, anzi dal “valore” dell’offerta. In questo modo il volto di Dio e il rapporto con lui venivano deformati.
Gesù, di fronte a questo modo rapportarsi a “suo” Padre, si indigna profondamente e reagisce con una certa violenza. Si tratta di ira? Per Giovanni no. Infatti tra lo sguardo sul “mercato” e l’intervento clamoroso, l’evangelista introduce una piccola pausa: Gesù si siede e confeziona pazientemente una frusta di cordicelle. Questo semplice particolare ci orienta a cambiare l’arrabbiatura in azione profetica. Gesù agisce con piena consapevolezza, come i profeti del Primo Testamento, per dare un segno che non passi inosservato e che la gente ricordi. Vuole affermare qual è il genuino senso del tempio e presentare il vero volto di Dio, insieme al corretto rapporto degli uomini con lui. Che sia un gesto profetico lo hanno capito anche i Giudei, i quali non arrestano Gesù, ma gli chiedono un segno che dimostri la sua qualifica di profeta.
Inoltre, Giovanni si serve di questo episodio per annunciare la sostituzione del tempio di Gerusalemme con il corpo di Gesù. Quando l’evangelista scrive, il tempio è già distrutto. I cristiani, ma anche i Giudei, devono sapere che quel tempio era solo il simbolo di una realtà molto più grande e più bella che l’avrebbe sostituito: Gesù stesso. Da quando si è fatto carne, è lui il vero tempio di Dio nel mondo e l’accesso al Padre non è condizionato né dal tempo né dal luogo. I Giudei distruggeranno questo vero tempio, ma lui lo «ricostruirà» in tre giorni e nessuno potrà più distruggerlo. Così l’accesso al Padre è sempre libero e “gratuito” per tutti coloro che lo cercano “in spirito e verità”, passando attraverso Gesù, via, verità e vita.
Gli apostoli capiranno dopo la risurrezione, i cristiani la risurrezione l’hanno già ”vista” e quindi hanno tutta la possibilità di accedere alla vera fede, ben diversa da quella di chi cerca i miracoli. Gesù non può fidarsi di chi lo segue per i miracoli, perché sa benissimo che la fede, che ha come radice il miracolo, alle prime difficoltà si dissolve. Con lui non abbiamo bisogno di raccomandazioni né di raccontargli mezze verità per giustificarci, lui ci conosce fino in fondo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Chi ancora oggi fa della casa di Dio un mercato? Tutti coloro che usano la religione, per arricchirsi, per avere potere sugli altri, per discriminare i fratelli, per sentirsi migliori degli altri, per affermare se stessi…
  2. Gesù ci invita a un rapporto con Dio non basato su scambi di offerte e di favori, ma sull’amore filiale verso il Padre, fonte di ogni bene. La preghiera del cuore non ha bisogno di supporti materiali per essere accolta da Dio e per generare la pace interiore e la gioia profonda.
  3. I Giudei chiedono un segno e Gesù annuncia la sua passione. Noi abbiamo bisogno ancora di altri segni, per riconoscere l’infinito amore misericordioso del Padre e di Gesù per noi e per tutti?
  4. Gli apostoli ora non capiscono ma registrano e al momento opportuno ricordano e così possono interpretare correttamente gli avvenimenti. Noi abbiamo a disposizione il vangelo per leggere in profondità, alla luce dell’amore del Padre e di Gesù, tutto quello che succede nella nostra vita e nella vita dei nostri fratelli.

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Questa settimana al Signore non chiediamo nulla per noi stessi, ma solo per gli altri.

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2. introduzioni – III DOMENICA DI QUARESIMA

3 MARZO

III DOMENICA DI QUARESIMA

GESÙ, TEMPIO DI DIO

È una domenica molto ricca di temi scritturistici. Le 10 Parole della Legge mosaica tracciano i confini del rapporto con Dio e con gli altri: chi li valica offende Dio e l’uomo e fa del male a se stesso e agli altri. Gesù si presenta come il vero tempio della presenza di Dio nel mondo e corregge il modo di rapportarsi a lui: non offerta di cose, ma preghiera. Paolo invita a guardare alla croce come fonte di sapienza e di potenza che salva.

PRIMA LETTURA

La legge fu data per mezzo di Mosè.
È il brano di quelli che noi conosciamo come i «dieci comandamenti». Il testo invece parla di dieci «parole», che non impongono obblighi e non minacciano castighi. Esprimono semplicemente la cura che Dio ha per i suoi fedeli, indicando loro la strada per una vita giusta e pacifica.

SALMO RESPONSORIALE   

Il salmista tesse l’elogio della legge di Dio. Chi la osserva è l’uomo veramente saggio che trova in essa la gioia.

SECONDA LETTURA

Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
I Corinzi erano affascinati dalla sapienza e dalla potenza, ma Paolo li richiama al cuore della fede cristiana: la croce di Cristo è considerata pazzia e debolezza dagli uomini; per i credenti, invece, Cristo crocifisso manifesta la sapienza di Dio, che si fa conoscere nell’amore, e la potenza di Dio, che salva tutti con il dono di sé.

VANGELO

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.
Giovanni, diversamente dai sinottici, colloca la cacciata dei venditori dal tempio all’inizio della missione di Gesù. È la presentazione del Cristo come profeta, che compie un clamoroso gesto simbolico. Così prepara una rivelazione più alta: è lui in persona il luogo autentico della presenza di Dio Padre nel mondo. Gli apostoli lo capiranno solo dopo la risurrezione di Gesù.

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4. Letture – III DOMENICA DI QUARESIMA

3 MARZO

III DOMENICA DI QUARESIMA

GESÙ, TEMPIO DI DIO

PRIMA LETTURA

* TRA PARENTESI [ ] LA FORMA BREVE.

La legge fu data per mezzo di Mosè.
È il brano di quelli che noi conosciamo come i «dieci comandamenti». Il testo invece parla di dieci «parole», che non impongono obblighi e non minacciano castighi. Esprimono semplicemente la cura che Dio ha per i suoi fedeli, indicando loro la strada per una vita giusta e pacifica.

Dal libro dell’Esodo           Es 20,1-17

[In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole:
«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla  terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.]
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
[Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo.] Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato. [Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo.
Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».]

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE   

Il salmista tesse l’elogio della legge di Dio. Chi la osserva è l’uomo veramente saggio che trova in essa la gioia.

Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile, rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro, rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti.
Più preziosi dell’oro, di molto oro fino, più dolci del miele
e di un favo stillante.

SECONDA LETTURA

Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
I Corinzi erano affascinati dalla sapienza e dalla potenza, ma Paolo li richiama al cuore della fede cristiana: la croce di Cristo è considerata pazzia e debolezza dagli uomini; per i credenti, invece, Cristo crocifisso manifesta la sapienza di Dio, che si fa conoscere nell’amore, e la potenza di Dio, che salva tutti con il dono di sé.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                     1 Cor 1,22-25

Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani;
ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci,
Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO       

Cf Gv 3,16

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.
Giovanni, diversamente dai sinottici, colloca la cacciata dei venditori dal tempio all’inizio della missione di Gesù. È la presentazione del Cristo come profeta, che compie un clamoroso gesto simbolico. Così prepara una rivelazione più alta: è lui in persona il luogo autentico della presenza di Dio Padre nel mondo. Gli apostoli lo capiranno solo dopo la risurrezione di Gesù.

Dal vangelo secondo Giovanni            Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero:
«Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – III DOMENICA DI QUARESIMA

3 MARZO

III DOMENICA DI QUARESIMA

GESÙ, TEMPIO DI DIO

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre, ci hai dato i tuoi comandamenti, ma noi spesso non li osserviamo. Kyrie eleison.
  • Cristo, ci hai invitati a offrire al Padre il cuore, ma noi ci accontentiamo di una devozione esteriore.  Christe eleison.
  • Spirito Santo, ci hai donato la vera sapienza, ma noi a volte seguiamo i sapienti di questo mondo. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre non abita solo in chiesa, ma ovunque e soprattutto in noi e nei fratelli. Con la fiducia che egli ci ascolta sempre, presentiamo la nostra preghiera e diciamo: Padre, donaci il tuo Spirito.

  • Affinché la nostra preghiera parta dal cuore e si affidi sempre al tuo amore paterno. Preghiamo.
  • Affinché riconosciamo come nostri fratelli anche coloro che seguono altre religioni. Preghiamo.
  • Affinché consideriamo il nostro corpo e quello dei fratelli luogo sacro, degno di diventare tua dimora. Preghiamo.
  • Affinché la legge dell’amore, che Gesù ci ha consegnato, ispiri tutte le nostre scelte e le nostre azioni. Preghiamo.

O Padre, che hai scelto di abitare negli uomini che aprono a te il loro cuore, donaci il tuo Spirito, perché diventiamo luce che illumina tutte le persone che incontriamo. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – III DOMENICA DI QUARESIMA

3 MARZO

III DOMENICA DI QUARESIMA

GESÙ, TEMPIO DI DIO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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6. Vignetta di RobinHood – II DOMENICA DI QUARESIMA

25 FEBBRAIO

II DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica della trasfigurazione

IL PADRE OFFRE IL FIGLIO AMATO PER I FIGLI PECCATORI

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Laudato sii

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Un anno straordinario

Sorrisi divini

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – II DOMENICA DI QUARESIMA

25 FEBBRAIO

II DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica della trasfigurazione

IL PADRE OFFRE IL FIGLIO AMATO PER I FIGLI PECCATORI

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre, ci hai invitati ad ascoltare Gesù, ma noi spesso chiudiamo orecchi e cuore. Kyrie eleison.
  • Cristo, ti sei rivelato nel tuo splendore, ma noi ci lasciamo abbagliare dalle false luci di questo mondo. Christe eleison.
  • Spirito Santo, ci doni sempre la tua luce e la tua forza, ma noi ci lasciamo

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre non ha mai lasciato solo Gesù e non lascia mai soli neanche noi. Rinnoviamo la nostra fiducia nel suo amore e rivolgiamogli la nostra preghiera. Diciamo insieme: Padre, ascoltaci.

  • Perché, sostenuti dall’esempio di Gesù, non ci scoraggiamo nei momenti di difficoltà e di sofferenza. Preghiamo.
  • Perché, come Pietro, riusciamo a gustare la bellezza e la gioia della presenza di Gesù nella nostra vita. Preghiamo.
  • Perché non pretendiamo di prolungare i momenti di felicità, ma li rendiamo sorgente di impegno nella vita quotidiana a servizio dei fratelli. Preghiamo.
  • Perché troviamo nella parola del Figlio tuo la risposta alle inquietudini che turbano il nostro cuore e abbiamo la forza di metterla in pratica. Preghiamo.

O Padre, hai mandato il tuo Figlio, per mostrare a noi il tuo volto misericordioso. Donaci il tuo Spirito, affinché riconosciamo tutti gli uomini come nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

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4. Letture – II DOMENICA DI QUARESIMA

25 FEBBRAIO

II DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica della trasfigurazione

IL PADRE OFFRE IL FIGLIO AMATO PER I FIGLI PECCATORI

PRIMA LETTURA

Il sacrificio del nostro padre Abramo.
Questo racconto è stato scritto per spiegare che il Dio d’Israele non approva i sacrifici umani, tanto meno quelli dei bambini, cosa in uso presso i popoli vicini. L’attribuzione a Dio dell’ordine di sacrificare Isacco rientra nella mentalità diffusa a quel tempo, secondo la quale tutto proveniva da Dio. Si avvicina di più alla verità che Abramo abbia pensato che Dio gli chiedesse di fidarsi totalmente di lui, rinunciando a tutto, anche al figlio. L’autore qui sottolinea due verità di fede: Abramo si è fidato di Dio in maniera assoluta; il Signore non vuole sacrifici umani.

Dal libro della Genesi       Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE   

Dal Salmo 115 (116)

Chi continua a fidarsi di Dio, anche quando le cose non vanno bene, è il vero fedele e sperimenterà l’intervento del Dio che salva.

Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

SECONDA LETTURA

Dio non ha risparmiato il proprio Figlio.
A conclusione del capitolo sul dono dello Spirito, Paolo esplode in un inno di fede, di gioia e di speranza: siamo stati riscattati dal sangue di Gesù e niente e nessuno può renderci di nuovo schiavi. L’amore del Padre in Gesù è irrevocabile e ci salverà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani       Rm 8,31b-34

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO       

Cf Mc 9,7

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».

Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO

Questi è il Figlio mio, l’amato.
Pietro ha riconosciuto in Gesù il Messia, ma di fronte all’annuncio della passione, morte e risurrezione è rimasto frastornato, e con lui tutti gli altri apostoli. Gesù offre a lui e ai figli di Zebedeo un’esperienza straordinaria della sua identità e della sua missione: diventa luminoso, Mosè ed Elia lo presentano come nuovo legislatore e Messia, il Padre lo accredita come Figlio e rivelatore.

Dal vangelo secondo Marco       Mc 9,2-10

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù:
«Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore.

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3. Commento alle Letture – II DOMENICA DI QUARESIMA

25 FEBBRAIO

II DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica della trasfigurazione

IL PADRE OFFRE IL FIGLIO AMATO PER I FIGLI PECCATORI

 

COMMENTO

La pagina del cosiddetto sacrificio di Isacco suscita emozioni e reazioni molto forti dal punto di vista umano. Però è una pagina da leggere nella fede. Il Primo Testamento ha molte situazioni e simboli comprensibili solo alla luce di tutto quello che Gesù ha mostrato e rivelato nella pienezza dei tempi: l’infinito e incomparabile amore di Dio Padre, che ha accettato il sacrificio del Figlio unigenito per la nostra salvezza. La fede di Abramo allora può diventare rimprovero alla nostra fede debole e vacillante, che può somigliare a quella degli apostoli prima della risurrezione del Signore. Anche solo l’annuncio della passione li ha fatti entrare in crisi. Per questo Gesù ne ha portati solo tre sul Tabor.
Il brano della trasfigurazione costituisce, in certo modo, una sintesi del vangelo di Marco; egli lo apre con la proclamazione che Gesù è il Figlio di Dio, annuncio confermato nel battesimo al Giordano da Dio Padre stesso; alla fine della passione, un centurione pagano, vedendo come era morto Gesù, dichiara: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». E allora, il lettore, secondo Marco, non solo non si deve scandalizzare, come hanno fatto gli apostoli, della passione e della morte in croce, ma addirittura, proprio per come muore, senza neanche aspettare la risurrezione, può riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. La risurrezione è la conferma definitiva.
Proprio al centro del vangelo Pietro risponde a Gesù: «Tu sei il Cristo», che è la traduzione greca dell’ebraico «Messia».
Ma Gesù sa benissimo che l’idea di Messia che hanno i suoi amici è molto lontana dalla sua. Così comincia a mettere in chiaro le cose: «sono il Messia, ma sarò tradito e ucciso… il terzo giorno, però, risorgerò».
Gli apostoli, e Pietro per primo, non solo non capiscono, ma non accettano. La pazienza di Gesù nell’educare gli apostoli è davvero «divina». Sa che non potranno capire che dopo la risurrezione, ma vuole incoraggiarli, per quanto è possibile.
Ne prende solo tre, i più vicini, e dà loro un segno della sua identità «intera»: li porta sul monte (richiama il Sinai); diventa luminoso (come sarà da risorto); Mosè, il legislatore, ed Elia, il profeta rapito in cielo, conversano con lui; la nube, che nel deserto indicava la presenza di Dio, li copre e la voce di Dio Padre dichiara ai tre discepoli che Gesù è suo figlio e devono ascoltarlo, cioè imparare e lasciarsi guidare da lui.
Gli apostoli si spaventano, perché, avendo visto una chiara manifestazione divina, temono di morire, ma l’esperienza è così bella che vorrebbero continuasse, come sarà in Paradiso. Ma la trasfigurazione è soltanto un segno che anticipa ciò che sarà nella risurrezione e nel Regno definitivo.
E poi Gesù ordina di tacere. I suoi tre amici ricorderanno l’esperienza, ma conserveranno la discrezione necessaria, perché gli altri, forse, di fronte a una manifestazione così chiara della divinità di Gesù, avrebbero potuto confermarsi nell’idea di un Messia trionfatore in questo mondo.
Una scena ricchissima di significato e riferimenti biblici per dire che Gesù è uomo, è figlio di Dio, è il profeta definitivo che fa conoscere il vero volto di Dio, è il nuovo e ultimo legislatore, che passerà vittorioso attraverso la morte.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gli apostoli hanno «visto» l’invisibile di Gesù. Anche in noi c’è l’invisibile: siamo figli di Dio. Abbiamo vissuto momenti e situazioni in cui gli altri hanno visto risplendere sul nostro volto la somiglianza con Gesù?
  2. Sulla croce vediamo tutti la seconda trasfigurazione di Gesù. In ogni persona che soffre siamo chiamati a «vedere» il volto del Figlio di Dio sofferente. Gesù lo ha detto fin troppo chiaramente: «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
  3. Pietro vuole «fermare» il momento di Paradiso. Gesù lo riporta nella quotidianità. I momenti di felicità piena, hanno lo scopo di illuminare e renderci capaci di riempire di amore concreto la vita quotidiana e i sacrifici. Proverbio citato spesso da don Bosco: «In Paradiso non si va in carrozza».
  4. «Ascoltatelo». Nel momento in cui pensiamo che ormai il Vangelo lo sappiamo e non ci troviamo niente di nuovo per la nostra vita, se ci guardiamo dentro sinceramente, scopriamo di aver dato ascolto fin troppo ad altri maestri… Forse senza accorgercene abbiamo scelto di tenerci stretta la nostra vita, fuggendo dalla Parola che ci chiede di convertirci.

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Se stiamo vivendo un periodo difficile, ricordiamo i momenti, le persone e le situazioni in cui abbiamo sperimentato l’amore del Signore e la bellezza della vita.