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2. Letture e introduzioni – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

C’è chi fa una domanda imbarazzante a Gesù. Ed è su una questione spinosa che anche oggi fa discutere e che i farisei gli pongono per metterlo in difficoltà. Si parla del divorzio, che per la Legge di Mosè era accettato pacificamente dagli ebrei. Gesù il suo pensiero lo ha già manifestato. Nel Discorso della montagna, quello delle beatitudini, dice di non giurare e di non vendicarsi, ma anche di non divorziare (Mt 5,31-32).

  • Signore Gesù, che ci chiami all’amore e alla fedeltà, abbi pietà di noi.
  • Cristo, perdona la fragilità dei nostri sentimenti e abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, non sempre diamo profondità e sostanza ai nostri sentimenti, abbi pietà di noi.

PRIMA LETTURA
I due saranno un’unica carne.  
L’origine della vita sociale e dell’amore in una delle pagine più suggestive della Bibbia. Dio ha creato il primo uomo, che si sente solo. Ma gli prepara una compagna simile a lui e gliela presenta. Adamo esprime la propria gioia nella prima poesia dell’umanità.

 Dal libro della Genesi.                                                                                                  Gn 2,18-24

Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio.

 SALMO RESPONSORIALE                                                                        Dal Salmo 127 (128)

Il salmo 127 fa l’elogio di una vita buona, vissuta nel lavoro e nella serenità della vita famigliare. Con la benedizione del Signore.

Rit. Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com’è benedetto l’uomo che teme il Signore.

Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!

SECONDA LETTURA
Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine.

Oggi inizia la lettera agli ebrei che leggeremo fino al termine dell’anno liturgico. In questo brano Paolo afferma che solo chi è passato da tutte le prove della vita può entrare nella gloria e può mettersi a capo della salvezza degli altri. Così è stato di Gesù, reso perfetto attraverso la sua passione e morte.

Dalla lettera agli Ebrei.                                                                                                     Eb 2,9-11

Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti. Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO        1 Gv 4,12

Alleluia, alleluia.

Se ci amiamo gli uni gli altri,
Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.

Alleluia.

VANGELO
* Tra parentesi la forma breve.
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.         
In viaggio verso Gerusalemme, dove affronterà la passione, Gesù viene messo alla prova dai farisei su una questione scottante riguardante il matrimonio. La risposta di Gesù è sorprendente e fa riferimento alle intenzioni del creatore all’inizio dell’umanità, quando l’uomo e la donna sono usciti dalle mani di Dio.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                      Mc 10,2-16

[In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».]
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

PER RIFLETTERE E MEDITARE

La questione posta oggi dalla parola di Dio in estrema sintesi è questa: è lecito divorziare? Ed è possibile che una coppia di sposi si ami per tutta la vita? La legislazione degli ebrei permetteva all’uomo il divorzio. Ma che ne pensa Gesù? Si tratta di un tema di grande attualità, che vogliamo affrontare con grande rispetto, ma anche affidandoci alla parola del Vangelo.

La questione del divorzio presso gli ebrei
Domandano a Gesù: «È lecito a un marito ripudiare la propria moglie?». La questione presso gli ebrei aveva già avuto a quel tempo approfondimenti e schieramenti rabbinici. Ma più che la questione sul divorzio, si trattava di capire quali erano i motivi per cui si poteva divorziare. Mosè infatti (Dt 24,1) aveva permesso il divorzio nel caso in cui un uomo avesse trovato nella donna «qualcosa di sconveniente». E al tempo di Gesù si discuteva su questo «sconveniente». Secondo il rabbi Shammai si poteva divorziare solo in caso di una grave infedeltà coniugale; mentre secondo il rabbi Hillel poteva essere sufficiente qualsiasi cosa, anche solo un pranzo mal cucinato o addirittura aver trovato una donna più gradevole.
Gesù non si schiera nella sua risposta con nessuna di queste posizioni, ma sposta invece del tutto i termini della discussione. Afferma che la possibilità di ripudiare la moglie, che gli uomini ebrei avevano ottenuta da Mosè, era stata concessa per la loro durezza di cuore (sklerokardía), ma non veniva da Dio. E riafferma in modo chiaro qual è il progetto del Creatore sulla coppia come viene descritto dalla Bibbia.

Uomo e donna davanti a DioIl pensiero di Gesù si rifà alla prima pagina della Bibbia. Dio ha voluto che l’umanità fosse composta di uomini e donne, e li ha creati come due facce della stessa medaglia: l’uomo per la donna e la donna per l’uomo. Essi hanno scolpito in se stessi, nella loro personalità, ma in modo anche più chiaro e visibile nel corpo, il riferimento all’altro.
La loro reciproca attrattiva è tale da far superare i legami del sangue, per cui «l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne».
L’uomo e la donna hanno bisogno l’uno dell’altra per completarsi, perché presi singolarmente sono come una domanda senza risposta e sono chiamati a ricomporsi in unità. La loro diversità è un grande richiamo alla relazione, dal momento che da soli non sarebbero capaci del miracolo grande di donare la vita.
Dunque «L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto», conclude Gesù. E con questa affermazione si pone al di sopra di Mosè e riafferma con tutta la sua autorità la concezione del matrimonio come la si trova sin dall’origine dell’umanità.
Queste affermazioni vanno però talmente contro la mentalità ebraica di quel tempo, che i discepoli, entrati in casa, lo interrogano ancora su questo argomento. Matteo precisa addirittura che hanno esclamato: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi» (Mt 19,10).

Il matrimonio nella società d’oggi
Oggi viviamo in piena crisi matrimoniale. Si preferisce la convivenza, senza riconoscimenti istituzionali. Il divorzio è legale, sono riconosciute le unioni di fatto, anche tra le persone dello stesso sesso.
Alla radice di questo fatto potrebbe esserci forse una maggior consapevolezza della serietà degli impegni matrimoniali. Ha detto un’attrice dai molti divorzi: «Io non credo nel matrimonio. È troppo difficile amare, onorare e obbedire». Ma c’è anche a chi sta bene una vita di coppia provvisoria, senza impegni reciproci definitivi.
Aggiungiamo poi per i giovani la mancanza di coraggio, le incertezze sull’amore, che non è programmabile, perché l’amore è inventivo e ha alla base la fiducia e la speranza. Ed è proprio questo che manca a loro oggi.
Ma il matrimonio non è una trappola inventata da Dio per creare problemi agli uomini. C’è qualcosa di più bello di un amore cercato, coltivato, condiviso? Cosa c’è oggi nella testa di tanti giovani che non riescono più a innamorarsi, che hanno paura di soffrire e non vogliono legarsi in modo esclusivo a una persona? Non è proprio dell’amore dire «per sempre»? e: «Non ti voglio perdere?».
Il matrimonio poi da stabilità, sicurezza e peso sociale all’amore. Di fronte a tutti essi diventano l’uno dell’altro per tutta la vita.
Ed è bello poter contare sempre almeno su una persona che non mi abbandonerà mai, qualunque cosa capiti, come dice la formula del matrimonio: «Io accolgo te… e con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita».
Per i credenti infine il matrimonio è sacramento che rende presente un fatto salvifico, che in questo caso è proprio l’amore, un amore che trova Dio già nel suo sorgere. E il sacramento chiederà alla coppia di diventare segno di un amore senza misura, come Cristo ha amato l’uomo e la Chiesa, fino a dare la sua vita. «Amatevi perché il mondo creda», ha detto Gesù. I due sposi amandosi testimoniano che l’amore è possibile, che l’unità tra le persone, l’apertura agli altri, l’amore fedele senza pentimenti è possibile.
Ma che fare allora quando un matrimonio va in crisi? Certo, quando la situazione è diventata intollerabile, qualcosa va inventato. Ma la prima cosa da fare se si è davvero cristiani è di cercare di riconvertirsi al progetto originario di Dio per e ricucire l’amore a brandelli.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Penso che mia moglie sia la cosa più bella che mi potesse capitare. Qualcuno non sarà completamente d’accordo. Anch’io ogni tanto vorrei “liberamene”, ma credetemi, averla al mio fianco mi dà un motivo in più per pensare, per credere, per reagire, per vivere, per essere felici. C’è chi dice che, dai 40 anni in poi, le mogli non valgono quel che spendiamo per loro, dimenticando che quanto ci danno lo fanno per amore. Un sentimento che non avrà mai prezzo e che dura nel tempo perché è dentro di te: niente lo può estirpare e nient’altro sarà più vero» (Emiliano Mondonico, ex allenatore della squadra di calcio del Torino).

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4. Parola da Vivere – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

COMMENTO

I farisei sanno già cosa pensa Gesù; lo interrogano perché la sua risposta lo ponga in contrasto non solo con la Legge di Mosè, ma anche con tutti gli ebrei maschi, che ci tenevano a conservare i loro privilegi rispetto al matrimonio (la cultura era maschilista sia al tempo di Mosè che a quello di Gesù, e non solo in Israele).
Ma Gesù è più “furbo” di loro. Anzitutto, chiedendo quale “ordine” avesse dato Mosè, li costringe a riconoscere che non c’è un ordine, ma solo una concessione (se fosse stato un “ordine” avrebbe codificato una precisa volontà di Dio). Di conseguenza Gesù ha buon gioco in un primo tempo nel rimproverare gli Ebrei che si avvalgono del divorzio, per l’incapacità di amare davvero e con tutto il cuore, e in un secondo momento di dichiarare, da vero profeta, ormai superata la concessione mosaica perché su di essa prevale ciò che Dio stesso ha fatto nella creazione e che sta al di sopra di qualsiasi permesso di Mosè.
Da notare: la norma che obbliga il marito a concedere il documento di ripudio alla donna, in qualche maniera risulta una difesa della donna, la quale con quel documento poteva risposarsi; sicuramente questa norma corregge una prassi precedente e non l’ha introdotta Mosè, dal momento che si trova nel Deuteronomio che inizia a vedere la luce nel VII sec. a.C. (sarà completato ancora più tardi).
Inoltre: nella legislazione ebraica era solo il marito che poteva ripudiare la moglie. Se Marco parla pure di una donna che ripudia il marito, lo fa perché il suo vangelo raggiunge anche la cultura greco-romana, nella quale la donna poteva ottenere il divorzio. Tutto questo discorso di Gesù è decisamente controcorrente rispetto alla cultura ebraica, ma non solo, e richiede un cambiamento di mentalità e di atteggiamento non piccolo.
La durezza del cuore, che si traduce in incapacità di amare fino in fondo, è una denuncia che tocca profondamente uomini e donne del nostro tempo. Molti sono convinti che non sia possibile amare “per tutta la vita”, che ad amare ci si stanchi e prima o poi nasca la legittima esigenza di cambiare partner. Il nostro tempo e la nostra Chiesa si trovano a fare i conti con la durezza del cuore. Se la coppia per la vita è uscita dalle mani di Dio nella creazione, allora è un dono che Dio fa a tutti, non solo ai cristiani. I cristiani poi, da parte loro, hanno una forza e un motivo in più: essere di Cristo e testimoniare che ciò che lui insegna è non solo possibile, ma bello, giusto e santo. La Chiesa non può stancarsi di ricordare l’insegnamento di Cristo e di trovare strade di misericordia per chi sulla strada dell’amore di coppia non è stato capace di fedeltà.
Il bambino, che poco dopo Gesù propone come modello di chi accoglie il regno di Dio, suggerisce che solo chi assomiglia a lui può comprendere e vivere l’insegnamento di Gesù.
Così Marco, dopo aver difeso la donna attraverso l’insegnamento sul matrimonio, inserisce anche la difesa dei bambini, altra categoria debole.
Intanto, è notevole che l’evangelista parli addirittura di indignazione di Gesù verso i discepoli, ancora schiavi della loro cultura, e che faccia loro pronunciare due imperativi, positivo uno, negativo l’altro, sul comportamento da avere verso i bambini.
Poi presenta i bambini come modelli per l’appartenenza e l’accoglienza del Regno di Dio. E di qui possiamo indicare ai “grandi” due atteggiamenti fondamentali dei più piccoli: sono dipendenti dai genitori, quindi accolgono tutti i doni come qualcosa di bello e gratuito, e poi esprimono con l’affetto la loro gioia e la loro riconoscenza per i doni ricevuti. Chi non accoglie il Regno con gli stessi atteggiamenti nei confronti di Dio, ne rimane fuori.
Purtroppo gli uomini di Chiesa devono riconoscere che sono riusciti a far credere che entrare nel Regno di Dio sia una cosa noiosa, pesante e opprimente, che toglie non solo la gioia di vivere ma anche il respiro e la libertà. Noi cristiani abbiamo il compito di accogliere il Regno come dono inestimabile di un Dio che ci vuole felici e salvi in eterno, e abbiamo la responsabilità di testimoniarlo con gioia, perché gli altri provino il desiderio di entrarvi e di appartenervi.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La Chiesa non ha mai avuto l’esclusiva del rapporto con Dio e della salvezza. Il Signore chiede a Giovanni e a noi di aprire gli occhi e allargare il cuore per vedere il bene che si compie fuori della Chiesa, esprimere la stima e l’apprezzamento a tutti gli uomini di buona volontà e collaborare con loro.
  2. I preti, per colpa di pochi, sono sotto attacco. Ma ci sono tante persone che offrono loro non solo un bicchiere d’acqua, ma tempo, sostegno, preghiera, collaborazione… Il Signore non si lascia vincere in generosità, la ricompensa è sicura.
  3. Tagliare e gettare. Che cosa? Situazioni, relazioni, abitudini… Come riconoscerle? L’intelligenza spirituale è un dono del Signore. Lo fa a tutti, ma essa ha bisogno di essere coltivata e aiutata. Veri amici e guida spirituale ci aiutano e noi li ringraziamo.
  4. Tagliare e gettare. Chi ce la dà la forza? L’energia spirituale viene dal Signore, che non la nega a nessuno. Da soli non possiamo farcela. La preghiera, la carità e la comunità di fratelli sono fonti inesauribili di forza, perché lì c’è il Signore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Riconosciamo un atteggiamento che ci allontana da Dio e combattiamolo.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che ci chiami all’amore e alla fedeltà, abbi pietà di noi.
  • Cristo, perdona la fragilità dei nostri sentimenti e abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, non sempre diamo profondità e sostanza ai nostri sentimenti, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante: fratelli e sorelle carissimi, ci mettiamo alla scuola di Gesù, disponibili a farci piccoli per accogliere la sua parola che sempre ci sorprende. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, insegnaci ad amare!

  • Per la Chiesa, perché sappia accogliere tutti imitando Gesù, il Figlio di Dio ricco di misericordia e di perdono, preghiamo.
  • Per i giovani, perché si aprano alla vita e all’amore con fiducia e speranza, confidando nel sostegno di chi li preceduti ed è felice per le scelte fatte, preghiamo.
  • Per gli sposi cristiani, affinché affrontino la vita e accompagnino i loro figli con pazienza e amore, confidando nella solidarietà della comunità cristiana e civile, preghiamo.
  • Per tutti noi, perché guardiamo ai bambini come Gesù, accogliendoli e amandoli e impegnandoci ad accompagnarli nella loro vita, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che sempre ci ascolti, fa’ che confidando in te, riusciamo rendere felici i nostri giorni, costruendo rapporti belli, animati dall’amore e dal perdono. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco