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1. ORAZIONI – 7 DICEMBRE – 2ª DOMENICA DI AVVENTO

7 DICEMBRE

2ª DOMENICA DI AVVENTO

IL TEMPO DELLA CONVERSIONE

Antifona

Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare le genti
e farà udire la sua voce maestosa
nella letizia del vostro cuore. (Cf. Is 30,19.30)
Non si dice il Gloria.
Colletta

Dio grande e misericordioso,
fa’ che il nostro impegno nel mondo
non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio,
ma la sapienza che viene dal cielo
ci guidi alla comunione
con il Cristo, nostro Salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Oppure:

O Padre, che hai fatto germogliare
sulla terra il Salvatore
e su di lui hai posto il tuo Spirito,
suscita in noi gli stessi sentimenti di Cristo,
perché portiamo frutti di giustizia e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Guarda con benevolenza, o Signore,
alle preghiere e al sacrificio
che umilmente ti presentiamo:
all’estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l’aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura,
osserva la gioia che ti viene da Dio. (Bar 5,54,36)

*ABC
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri! (Mt 3,3Mc 1,3Lc 3,4)

Dopo la comunione

Saziati del cibo spirituale, o Signore,
a te innalziamo la nostra supplica:
per la partecipazione a questo sacramento,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra
e a tenere fisso lo sguardo su quelli del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 7 DICEMBRE – 2ª DOMENICA DI AVVENTO

7 DICEMBRE

2ª DOMENICA DI AVVENTO

IL TEMPO DELLA CONVERSIONE

COMMENTO

La liturgia della Parola di questa seconda domenica di Avvento sovrabbonda di insegnamenti .
Per ovvia necessità mi limiterò a prendere in considerazione un solo aspetto per ognuna delle tre letture proposte alla nostra meditazione.
Nella prima lettura Isaia ci presenta un identikit del Messia che germoglierà dal tronco di Iesse, padre del re Davide. Egli vivrà i sei doni che lo Spirito Santo richiede al Messia venturo e a tutti coloro che crederanno in Lui. Essi radicano i doni,  che caratterizzano la Sapienza divina (cfr. Pro 8, 12,22), nella vita di  chi si professa credente.
Sono: Sapienza che ci porta a leggere gli avvenimenti con gli occhiali di Dio;  Intelletto che è lo strumento che ci aiuta ad approfondire la Parola; Consiglio che ci guida nel discernere ciò che è giusto; Fortezza spina dorsale della nostra resilienza contro le suggestioni maligne; Scienza che ci libera dal fideismo e dal sacralismo che corrodono la vera fede; Timor di Dio che non ha niente in comune con la paura ma incarna il rispetto profondo e la venerazione di fronte alla grandezza divina. A questi sei attributi venne aggiunta la Pietà che innesta la nostra fiducia in Dio ed rafforza la fraternità vicendevole.

San Paolo nella seconda lettura (Rom,15, 4-9), prendendole dalla vita terrena di Gesù, aggiunge ulteriori sfumature all’ identità cristiana. Il cristiano si preoccupa di approfondire lo studio della Scrittura che ci è stata tramandata perché  da essa sgorga la consolazione e la perseveranza che sostengono ed alimentano la nostra speranza. Questa è la linfa che alimenta i nostri sentimenti che devono essere modellati sui sentimenti che Egli ha vissuto e testimoniato. Solo così il cristiano vive la sua fede con un animo solo ed a una sola voce dando gloria al Padre.

Matteo riassume tutto questo nella figura paradigmatica di Giovanni Battista. Come profeta sente il fiato del tanto atteso Messia sul collo. Conosce la Scrittura. Sa che l’Atteso verrà’ nel silenzio e nella semplicità’. Modula la sua vita in maniera da non essere sorpreso impreparato. Vive nel silenzio; si nutre di quello che il deserto gli offre; veste come i nomadi che pascolano le greggi nelle zone brulle ed assetate; prepara la via e raddrizza i sentieri spirituali predicando la conversione del cuore che deve produrre frutti buoni non bacati dal fariseismo che trasforma tutto in inutile paglia da bruciare. Giunti alla seconda tappa del nostro cammino d’Avvento quale bilancio facciamo della nostra attesa del Bambinello di Betlemme?

Nel coacervo della nostra mente e del nostro cuore c’è posto per vivere i doni dello Spirito Santo? Al prossimo Natale come arriveremo?  La notte santa saremo carichi di  paglia o di frumento spirituale?

RIFLESSIONE

La predicazione del profeta Isaia muove dalla contestazione della situazione in cui si trova la monarchia in Giuda. Per Isaia la monarchia è ormai un tronco sterile. Tuttavia, egli annuncia che da quel ceppo sorgerà un «virgulto» (Is 11,1) di cui Dio è autore. Da questa novità viene un rinnovamento sia della figura del re sia del cosmo intero.

Le promesse del profeta

Sul virgulto di Iesse si poserà lo spirito del Signore con i suoi doni (cf Is 11,2) che plasmano le qualità del re messia. In relazione a questa novità del re anche il regno viene governato diversamente (cf Is 11,3-4). Il rinnovamento apportato dall’azione di Dio si estenderà al cosmo intero. Lì dove abitualmente regnano conflitto, contesa e pericolo, vi sarà armonia e pace (cf Is 11,6-8).
Due quadri poetici, quelli forniti da Isaia, che esprimono i desideri profondi del cuore di ogni uomo: giustizia e pace.
Il vangelo di Matteo di questa domenica presenta la figura del Battista dicendo che «egli è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa» (Mt 3,3). La tesi di Matteo è chiara: se Giovanni è colui di cui Isaia ha detto, ed è il precursore, colui che verrà dopo Giovanni è il realizzatore. Quel regno di giustizia e pace cui anela il cuore di ogni uomo il cristiano lo vede sorgere nella persona di Gesù. È lui l’Atteso.

I modelli dell’Avvento: Giovanni Battista 

L’Avvento è attesa, ma ciò non significa che sia inerte. La seconda figura dell’attesa presentata dalla liturgia di Avvento è Giovanni il Battista. Giovanni è modello dell’attesa non solo per il ministero che esercita, ma più radicalmente per ciò che egli è.
Matteo presenta la figura del Battista descrivendo il suo abbigliamento, la sua dieta, il luogo in cui abitava, la sua predicazione e la sua auto-coscienza.
Quello di Giovanni è un abbigliamento austero (cf Mt 3,4), tipico dei profeti (cf Zc 13,4), segnatamente di Elia (cf 2Re 1,8). Ed Elia avrebbe preceduto l’Avvento del Messia.
Anche la dieta di Giovanni è di grande austerità. Soprattutto, però, rimanda a quel passaggio del vangelo di Matteo in cui i discepoli di Giovanni vanno da Gesù chiedendogli perché loro digiunano e i suoi discepoli no. La risposta è lapidaria (cf Mt 9,15). Gesù è lo sposo, Giovanni no. Prima di Gesù non c’è la festa, solo con Gesù ci sarà.
Giovanni predica nel deserto. È un luogo significativo per la fede di Israele. È il luogo del primo amore, come nel libro dell’Esodo. Oppure quello nel quale il profeta Osea porta la sua sposa infedele per purificarla e rinnovare l’amore del fidanzamento.
Giovanni predica dicendo: «Convertiteti, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3,1). Gesù esordirà nella sua predicazione dicendo le stesse parole (cf Mt 4,17).
Matteo, infine, presenta Giovanni dotato di chiara auto-consapevolezza. Egli sa chi è e perché è (cf Mt 3,11). Per Giovanni è chiaro il suo ruolo di precursore, la sua relatività all’Atteso.

Il compito della fedeltà alla Parola

Giovanni è esemplare in quanto la sua figura interpella chi legge questa pagina di vangelo. La sua predicazione così aspra, eppure così vera, costringe a fare autoanalisi (cf Mt 3,7). Egli invita a una fede autentica, che non poggi illusoriamente la propria fiducia su chissà quale privilegio e invece imponga una sincera e reale adesione alla volontà di Dio. Vivere l’Avvento come tempo di attesa e di preparazione dell’incontro significa avere Cristo come meta della propria tensione interiore, e perciò – per amore, non per timore – conformare la propria esistenza a lui, nella quotidiana fedeltà alla sua Parola, animati dalla speranza che Egli realizza i desideri profondi del cuore dell’uomo e che l’incontro con Lui sarà un incontro di gioia. Alla fine dei tempi, o nella storia che viviamo.

L’atteggiamento della conversione

Tale è il cammino di conversione cui ci dispone l’Avvento. La predicazione di Giovanni richiama a una conversione all’autenticità della vita cristiana che non può che partire dalla precisa conoscenza di sé. Anche quando essa comporti il doloroso giudizio della Parola sulla propria vita. La consapevolezza di sé aiuta all’identificazione dei luoghi concreti in cui sia necessario mobilitare risorse spirituali per prepararsi all’incontro. Ciascuno ha i suoi, tutti ne hanno qualcuno.

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4. Letture – 7 DICEMBRE – 2ª DOMENICA DI AVVENTO

7 DICEMBRE

2ª DOMENICA DI AVVENTO

IL TEMPO DELLA CONVERSIONE

PRIMA LETTURA

Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno.
Il profeta Isaia vive in anni difficili per il popolo eletto. Israele sembra dover scegliere tra la perdita della propria fede a favore di alleanze politiche o la difesa della propria identità e la distruzione. È proprio in mezzo a questo tempo di prova che il profeta annuncia l’avvento di un regno di pace.

Dal libro del profeta Isaìa        Is 11,1-10

In quel giorno,
un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno avverrà
che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Questo inno di lode veniva cantato dai pellegrini che salivano verso Gerusalemme e augura la pace a tutti coloro che confidano nel Signore.

Dal Sal 71 (72)

R. Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri. R.

Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato. R.

SECONDA LETTURA

La nostra salvezza è più vicina.
Paolo invita i fratelli a mantenersi irreprensibili, per essere degni del regno di Dio. Egli paragona la situazione dei cristiani a quella di coloro che attraversano una notte tenebrosa, alla quale però, come ad ogni altra notte, seguirà un giorno pieno di luce.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani     Rm 15,4-9

Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.
E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome».

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(Mc 11,9.10)

Alleluia, alleluia.

Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! (Lc 3,4.6)

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
Gesù ricorda ai suoi discepoli la vicenda di Noè e fa loro notare come gli uomini non fossero pronti all’arrivo del diluvio. Allo stesso modo la capacità di accogliere Cristo è frutto più di una costante preparazione interiore e di un’attesa pacata e fedele che dell’agitazione per un giorno speciale.

Dal Vangelo secondo Matteo          Mt 3,1-12

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Parola del Signore

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 7 DICEMBRE – 2ª DOMENICA DI AVVENTO

7 DICEMBRE

2ª DOMENICA DI AVVENTO

IL TEMPO DELLA CONVERSIONE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, la confusione, la menzogna e il rumore ci impediscono di avere uno sguardo lucido sulle nostre miserie.  Kyrie eleison.
  • Cristo, lasciamo che l’inessenziale occupi proprio quello spazio che sarebbe necessario per accoglierti.  Christe eleison.
  • Signore, la nostra speranza risiede in altro da te e perciò si rivela illusoria. Abbi pietà di noi.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

La preparazione al Natale del Signore deve svolgersi nell’essenzialità, esteriore e interiore. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, riportaci all’essenziale.

  • Perché i giusti non perdano fiducia nel futuro e continuino a lavorare per la pace. Preghiamo.
  • Perché la Chiesa, segno visibile della presenza di Dio nella storia, coltivi sempre al suo interno germi di rinnovamento spirituale. Preghiamo.
  • Perché, sull’esempio di Cristo, la nostra conversione inizi dalla carità verso i fratelli. Preghiamo.
  • Perché sappiamo combattere con forza e coraggio per annunciare, ma soprattutto per essere prova vivente della tua verità. Preghiamo.

O Padre, ci hai proposto di affidare a te la nostra speranza di salvezza, assicurandoci che non saremmo rimasti delusi. Aiutaci a fidarci di te e a trarne le conseguenze, distinguendo tra ciò che è utile al tuo progetto di salvezza e ciò che può essere abbandonato.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 7 DICEMBRE – 2ª DOMENICA DI AVVENTO

7 DICEMBRE

2ª DOMENICA DI
AVVENTO

IL TEMPO DELLA
CONVERSIONE

 

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica