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1. ORAZIONI – 19 APRILE – III DOMENICA DI PASQUA

19 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

LO RICONOBBERO ALLO SPEZZARE DEL PANE

Antifona

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode. Alleluia. (Sal 65,1-2)
Si dice il Gloria.
Colletta

Esulti sempre il tuo popolo, o Dio,
per la rinnovata giovinezza dello spirito,
e come ora si allieta per la ritrovata dignità filiale,
così attenda nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che in questo giorno santo
raduni la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
donaci di riconoscere il Cristo crocifisso e risorto
che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture
e si rivela a noi nello spezzare il pane.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Accogli, o Signore, i doni della tua Chiesa in festa
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

I discepoli riconobbero Gesù,
il Signore, nello spezzare il pane.
Alleluia. (Cf. Lc 24,35)

Dopo la comunione

Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo
che ti sei degnato di rinnovare con questi sacramenti di vita eterna,
e donagli di giungere alla risurrezione incorruttibile del corpo,
destinato alla gloria.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 19 APRILE – III DOMENICA DI PASQUA

19 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

LO RICONOBBERO ALLO SPEZZARE DEL PANE

 

COMMENTO

L’evangelista Luca, rispetto a Giovanni, è più dettagliato nell’elencare i primi testimoni del sepolcro vuoto.
Per “il discepolo che Gesù  amava”, l’unica presente è Maria di Magdala (Gv 20, 1).
Per  Luca, che conosce bene il fatto che la testimonianza di una sola donna non viene presa in considerazione dagli uomini, aggiunge la presenza di “Giovanna e Maria di Giacomo” (Lc 24, 10).
Nonostante la presenza sul luogo di tre donne, il loro racconto viene giudicato dagli apostoli e dagli altri presenti “come un vaneggiamento” (Lc 24, 11). Perché?
Il motivo si radica nella prospettiva dell’attesa messianica del  tempo. Il tanto atteso Messia che deve liberare il popolo ebreo dalla tirannia dei romani non può morire prima di aver concluso la sua missione.
Gesù  è morto. Questo è certo. Quindi non può essere il Messia. Tutte le loro attese sono azzerate. Grande è la delusione e la rabbia.
Cleopa ed il compagno non sfuggono allo scoramento più cupo.
La risurrezione del Signore aggiunge ulteriore delusione ed incredulità . Gesù è morto senza concludere nulla,  quindi non può essere l’Atteso. Camminano verso Emmaus rimuginando i loro pensieri e schiumando di delusione. Il loro pessimo umore attrae l’attenzione di un altro viandante che li affianca e camminando insieme a loro si informa sul perché del loro atteggiamento.
Nel conoscere i motivi del loro turbamento esclama: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti” (Lc 24, 25). Inizia a fare una precisa e dettagliata interpretazione della Scrittura che scioglie il gelo della delusione che li  ha pietrificati : “Non ci ardeva forse il cuore nel nostro petto mentre conversava con noi?” (Lc 24, 32).
La notte li costringe a pernottare nel villaggio di Emmaus. Sono a tavola . Durante la cena capita l’imprevedibile.
Lo sconosciuto compie lo stesso gesto di Gesù durante l’ultima cena. Spezza il pane e lo condivide con loro. In un attimo lo riconoscono rimanendo folgorati.
Lui non sparisce come dice la traduzione del testo italiano: solo gli oggetti spariscono!. Si allontana  lasciandoli basiti ma reattivi.
Dimenticando la fatica ed i i pericoli annidati nelle tenebre ritornano a Gerusalemme per testimoniare quanto hanno esperimentato.
Lo spezzare ed il condividere il pane incarnano il segno della Resurrezione.
Oggi sono molti  quelli che brancolano nel buio della paura e nel gelo della solitudine e vagano per il mondo sazi e disperati.
Noi testimoni della Risurrezione quale pane di vita e di speranza spezziamo vivendo la nostra condizione di “risorti”?

MEDITAZIONE

Piccolo capolavoro letterario di Luca, questo brano è una sintesi del vangelo della risurrezione e del suo senso.
Abbiamo due discepoli tristi (Cleopa e un altro senza nome: sono io, sei tu) che hanno perso la fede in Gesù e la speranza; rimane loro nel cuore solo il ricordo doloroso di un passato bello ma illusorio. Tornano a casa sconfitti. Un viandante che si aggrega e si mostra uomo «normale», forestiero ignaro. Lungo il cammino succedono molte cose. Cleopa rimprovera il viandante di non sapere e poi racconta sui fatti una versione personale che non corrisponde per niente alla verità di ciò che è accaduto: un passato perdente e un presente senza fede, dato che non hanno creduto alle donne. I fatti vissuti dal viandante non sono questi!
Luca ci ha avvisati che il viandante è Gesù, ma essi non possono riconoscerlo, perché la perdita della fede ha oscurato loro gli occhi e la mente. Luca fa capire così che il Risorto può essere riconosciuto solo da chi ha fede, chi non crede non può riconoscerlo; per questo Gesù non va dai Giudei, non lo avrebbero mai riconosciuto!
Dopo il racconto triste e rassegnato, il viandante li rimprovera a sua volta di non avere intelligenza né amore sufficienti per capire né la parola di Dio, né quella dei profeti e neanche quella che Gesù stesso aveva comunicato.
La spiegazione, che Luca fa dare da Gesù ai due discepoli sintetizza l’esperienza della Chiesa primitiva, che progressivamente ha riletto tutto il Primo Testamento alla luce della morte e risurrezione di Gesù e ne ha colto significati prima nascosti.
Intanto qualche cosa è successa nel cuore dei due: mentre Gesù parla, nel loro intimo si riaccende una fiamma, che essi non sanno spiegare, e li spinge a voler trattenere Gesù, che fa finta di andare oltre. Quando Gesù in casa fa il gesto e usa le parole abituali del pasto (gesti e parole che non appartengono solo all’ultima cena, che pure è stata unica), dopo l’amore si risveglia anche la fede ed essi diventano capaci di riconoscere Gesù, che sparisce, perché non c’è più bisogno della sua presenza fisica. Cleopa e l’altro hanno recuperato la fede e portano il risorto con sé, mentre tornano a Gerusalemme per dare la bella notizia dell’incontro che ha fatto rivivere in loro l’amore, la fede e la speranza del Regno di Dio e della liberazione non solo di Israele, ma di tutta l’umanità.
Il brano indica allora due luoghi permanenti in cui il Risorto è presente, riconoscibile e raggiungibile: la Parola di Dio e l’Eucaristia.

MEDITAZIONE

Signore Gesù,
mio compagno di cammino, proprio quando ho perso la speranza e ho dimenticato le parole tue, quelle che hanno illuminato la mia strada e riscaldato il mio cuore in tanti momenti e periodi del passato.
Oggi sono proprio io il compagno di Cleopa, non dico una parola, ma sono in ascolto attento di quello che tu mi stai dicendo attraverso i miei fratelli, risorti con te, che vedono il mio volto abbattuto e il mio passo pesante. A volte faccio fatica a riconoscere che in loro ci sei tu con il tuo Spirito, che suggerisci loro quello di cui io ho bisogno.
Oggi ti prego, illuminami, perché anch’io veda che «è necessario soffrire per entrare nella gloria». Su questo ho avuto le mie difficoltà: perché soffrire? perché accettare la sconfitta, i fallimenti? Ero confuso, lo capivo per te, ma non per me. Ora so che tu hai amato non la sofferenza, ma il dono della tua vita a ogni costo, per la mia salvezza, e che mi chiedi semplicemente di fare anche della mia vita un dono, senza mai tirarmi indietro, specialmente quando il dono di me non è semplice e gratificante, ma costoso e doloroso.
Ti chiedo anche di riscaldare il mio cuore fino a sentire il desiderio incontenibile di correre per comunicare ai miei fratelli, specialmente ai giovani e ai lontani, che tu sei risorto e che sei l’unica garanzia che niente della nostra vita è perduto, che neanche la più piccola briciola di amore sofferto sarà sprecata. Sì, perché la tua risurrezione è la porta della vita eterna, spalancata per noi, e lì solo l’amore sarà il nostro corpo e il nostro sangue e anche l’aria che respireremo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. I cristiani contemporanei di Luca erano tristi per le persecuzioni. Noi oggi possiamo essere tristi per altri motivi non meno dolorosi, che toccano tutta la Chiesa. La tristezza e la sfiducia ci chiudono gli occhi e ci impediscono di riconoscere Cristo che cammina con noi.
  2. «Stolti e lenti di cuore a credere…». Queste sembrano parole, più che di Gesù, di Luca, rivolte ai cristiani del suo tempo. Forse facevano fatica ad accettare che essere cristiani comporta seguire Gesù anche nella passione, per giungere alla gloria della risurrezione.
  3. «Non ardeva forse in noi il nostro cuore…?». La parola di Dio, ascoltata con cuore aperto, è capace di risvegliare amore e fede anche in chi ha perso i riferimenti ideali e spirituali ed è in crisi di fiducia e di speranza.
  4. L’Eucaristia è il luogo «naturale» dell’incontro con Cristo, dell’apertura degli occhi, dell’ardore del cuore, della comunione con i fratelli, del desiderio di diventare annunciatori del Vangelo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Cercare nel vangelo la risposta a un problema che stiamo attraversando, anche facendoci aiutare.

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2. introduzioni – 19 APRILE – III DOMENICA DI PASQUA

19 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

LO RICONOBBERO ALLO SPEZZARE DEL PANE

La prima comunità cristiana, dopo la risurrezione di Gesù, ha compiuto un lungo e impegnativo cammino, per comprendere e gustare i diversi modi della presenza del Risorto. Il racconto dell’esperienza dei due discepoli di Emmaus ne indica due in maniera particolare: la Sacra Scrittura e l’Eucaristia.

PRIMA LETTURA

Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.

Nel discorso che Pietro rivolge alla folla, accorsa nel giorno di Pentecoste, c’è lo schema dell’annuncio (kérigma), utilizzato dai primi evangelizzatori, che invita alla fede in Gesù: Cristo, rifiutato e ucciso dagli uomini, è stato glorificato dal Padre con la risurrezione. Esaltato alla destra del Padre, ha fatto dono dello Spirito Santo alla sua Chiesa.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.

Continua la catechesi per i battezzati. Il dono ricevuto è immenso, ma richiede di essere vissuto con coerenza. È certamente utile ricordare in che modo Cristo ha ottenuto la salvezza per i peccatori: attraverso la sua passione, morte e risurrezione.

VANGELO

Lo riconobbero nello spezzare il pane.

Luca racconta l’esperienza dei due discepoli di Emmaus, per incoraggiare i cristiani della sua comunità, provati dalle persecuzioni, e per indicare loro che possono incontrare realmente Gesù nella Sacra Scrittura, interpretata alla luce del Risorto, nella celebrazione eucaristica e nella comunità.

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4. Letture – 19 APRILE – III DOMENICA DI PASQUA

19 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

LO RICONOBBERO ALLO SPEZZARE DEL PANE

PRIMA LETTURA

Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.

Nel discorso che Pietro rivolge alla folla, accorsa nel giorno di Pentecoste, c’è lo schema dell’annuncio (kérigma), utilizzato dai primi evangelizzatori, che invita alla fede in Gesù: Cristo, rifiutato e ucciso dagli uomini, è stato glorificato dal Padre con la risurrezione. Esaltato alla destra del Padre, ha fatto dono dello Spirito Santo alla sua Chiesa.

Dagli Atti degli Apostoli          At 2,14a.22-33

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 15 (16)

R. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.  R.

SECONDA LETTURA

Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.

Continua la catechesi per i battezzati. Il dono ricevuto è immenso, ma richiede di essere vissuto con coerenza. È certamente utile ricordare in che modo Cristo ha ottenuto la salvezza per i peccatori: attraverso la sua passione, morte e risurrezione.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo           1Pt 1,17-21

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli. (Cf. Lc 24,32)

Alleluia.

VANGELO

Lo riconobbero nello spezzare il pane.

Luca racconta l’esperienza dei due discepoli di Emmaus, per incoraggiare i cristiani della sua comunità, provati dalle persecuzioni, e per indicare loro che possono incontrare realmente Gesù nella Sacra Scrittura, interpretata alla luce del Risorto, nella celebrazione eucaristica e nella comunità.

Dal Vangelo secondo Luca                Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e con- versavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i ca- pi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi sperava- mo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si so- no recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tra- monto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli oc- chi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 19 APRILE – III DOMENICA DI PASQUA

19 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

LO RICONOBBERO ALLO SPEZZARE DEL PANE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 19 APRILE 2026 – III DOMENICA DI PASQUA

19 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA

LO RICONOBBERO ALLO SPEZZARE DEL PANE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, a volte, di fronte alle difficoltà, non abbiamo compreso il tuo progetto di amore. Kyrie eleison.
  • Cristo, spesso non ti abbiamo riconosciuto presente nell’Eucaristia e nei poveri. Christe eleison.
  • Spirito Santo, non abbiamo chiesto la tua luce per comprendere la Sacra Scrittura. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

La parola di Dio ha riscaldato il nostro cuore: per questo, con fiducia possiamo elevare al Padre la nostra preghiera.
Diciamo insieme: Padre di Gesù e nostro, ascoltaci.

  • Perché di fronte alle difficoltà e alle persecuzioni non perdiamo il coraggio e la fiducia in te. Preghiamo.
  • Perché crediamo che il tuo amore che ha risuscitato Gesù, salva anche noi. Preghiamo.
  • Perché la tua promessa di vita eterna ci dia la forza e la gioia per essere tuoi collaboratori nel mondo. Preghiamo.
  • Perché, accogliendo con gratitudine i tuoi doni, li mettiamo al servizio dei nostri fratelli. Preghiamo.

O Padre, la vita di tuo Figlio sulla terra ci invita a seguire il suo esempio e a fidarci di te. Aiutaci a saper rendere ragione a tutti della nostra speranza nel tuo amore misericordioso. Per Cristo nostro Signore.