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2. introduzioni – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata mondiale dei malati di lebbra)

POVERI, UMILI E DEBOLI: I PREDILETTI DEL SIGNORE

Il Regno di Dio non è solo diverso dai regni di questo mondo, ma ne rovescia la logica: Dio predilige i poveri, il suo regno appartiene a loro. Gesù è venuto non tanto per affermare una contrapposizione, ma per rivelare la verità nascosta in Dio e così offrire ai potenti di questo mondo la possibilità di convertirsi, e convertire il loro potere di dominio in potere di servizio, e di provare a guardare i poveri e i deboli con gli occhi di Dio.

PRIMA LETTURA
Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.
Sofonia esercita il suo servizio profetico durante il regno di Giosia, che ha governato dal 640 al 609 a.C. Con lui inizia il cambio di significato della parola «povero». Se prima indicava la condizione di un uomo non benedetto da Dio, da ora in poi il povero è colui che si affida a Dio e realizza la sua volontà.

SALMO RESPONSORIALE                               Dal Salmo 145 (146)
Il salmista invita tutti coloro che soffrono a contare solo sul Signore che è fedele e si prende cura degli oppressi, degli affamati, dei perseguitati.

SECONDA LETTURA
Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.
Dio ragiona diversamente dagli uomini. Alcuni nella comunità di Corinto non l’hanno capito bene e hanno creato divisione. Dio sceglie i poveri e i deboli per realizzare il suo progetto di salvezza e perché i sapienti e i potenti di questo mondo possano riconoscere la potenza e la sapienza di Dio, che si manifestano in Gesù, crocifisso e risorto.

VANGELO
Beati i poveri in spirito.
Per Matteo Gesù è il nuovo Mosè. Nel suo vangelo fa pronunciare a Gesù cinque grandi discorsi, che possono corrispondere ai libri del Pentateuco, attribuiti a Mosè. Le beatitudini costituiscono l’inizio del primo discorso. Possono essere considerate il prologo della nuova Legge portata da Gesù. Non sono promesse di felicità secondo la mentalità di questo mondo, ma dicono come la pensa Dio e come egli intende agire a difesa dei deboli. Non sono neanche un progetto morale, ma sono vangelo, bella notizia per tutti coloro che affrontano le prove della vita e le sofferenze causate da altri uomini.

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2. introduzioni – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

Le nostre città sono sempre più multietniche, multiculturali e multireligiose. La nostra cultura sembra allontanarsi sempre più dal vangelo. La bella notizia di questa domenica è che Gesù inizia la sua predicazione in un ambiente, per gli aspetti citati, simile al nostro.

PRIMA LETTURA
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
È l’inizio della profezia messianica, che annuncia la nascita di un bambino, discendente di Davide. Il Signore realizza la salvezza del suo popolo, che passa dall’oppressione delle tenebre alla festa della luce. Gioia e letizia inonderanno i fedeli. La raccolta dei frutti della terra e la vittoria sui nemici, come quella di Gedeone, sono piccole anticipazioni della gioia che porterà la nascita del Messia.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 26 (27)
Il Salmo ci conduce a esprimere una fiducia piena nel Signore. Chi desidera e spera con fede di abitare nella casa del Signore non ha paura di niente e di nessuno.

SECONDA LETTURA
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
Paolo scrive questa lettera per rispondere ai quesiti posti dalla comunità e per dare indicazioni circa i problemi che sono emersi dopo la sua partenza. La prima esortazione è per l’unità nella comunità. Le divisioni si creano quando, invece di mettere al centro Gesù Cristo, ci si lega agli uomini, fossero pure apostoli.

VANGELO
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia.
Nel vangelo di Matteo la missione di Gesù inizia e finisce in Galilea. L’evangelista vede in questo la realizzazione delle parole profetiche del profeta Isaia: la luce portata dal Messia inizia a splendere in una terra considerata impura, per la presenza dei pagani, ma proprio per questo essa diventa il segno che indica l’universalità della salvezza.

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2. introduzioni – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

Giovanni Battista nel vangelo di Giovanni è «il testimone» di Gesù. Per questo egli diventa il modello dei testimoni. Se la testimonianza del Battista è stata limitata agli Ebrei, quella della Chiesa e dei cristiani deve raggiungere tutti i popoli e tutte le culture.

PRIMA LETTURA
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
È il secondo cantico del «Servo del Signore». Il Profeta rivela la missione del Servo: il Signore attraverso lui si renderà presente come salvatore, non solo del suo popolo, ma di tutte le nazioni.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 39 (40)
Il Salmo è un canto di lode a Dio misericordioso. Egli non dimentica mai chi fa la sua volontà e custodisce dentro di sé la sua parola.

SECONDA LETTURA
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
È il saluto di Paolo alla comunità di Corinto. Apostolo per vocazione, sente fortemente la responsabilità pastorale verso la comunità da lui fondata. La Chiesa di Corinto è di Dio e di nessun altro ed è legata a tutte le altre Chiese: solo così può ricevere i doni della grazia e della pace.

VANGELO
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
L’evangelista Giovanni fa riconoscere allo stesso Battista la “superiorità” di Gesù. Egli annuncia un battesimo superiore a quello che egli amministra e si riconosce testimone fedele, incaricato da Dio stesso di presentare l’agnello di Dio al mondo.

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2. introduzioni – Battesimo del Signore

DOMENICA 08 GENNAIO 2023

BATTESIMO DEL SIGNORE

DIO PADRE PRESENTA IL FIGLIO CHE CI SALVA NELLO SPIRITO

Gesù inizia la sua missione, chiedendo il battesimo a Giovanni Battista.
È la scena dell’investitura messianica che vede protagonisti il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Gesù non ha bisogno del battesimo, ma inizia a portare su di sé i peccati dell’umanità. Per questo il Padre è contento di lui.

PRIMA LETTURA
Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.
È questo il primo dei quattro carmi nei quali Isaia parla del «Servo del Signore». Non è chiaro se parlasse di una per- sona o dell’intero popolo di Israele. I primi cristiani però han- no riconosciuto che Gesù ha realizzato in pieno la missione che il Profeta attribuisce al Servo mandato da Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 28 (29)
Dio manifesta la sua potenza e viene in aiuto del suo popolo, donando la pace, cioè tutti i beni di cui ha bisogno. Noi siamo invitati ad accogliere i suoi doni, a lodarlo e a ringraziarlo.

SECONDA LETTURA
Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazaret.
È l’inizio della predicazione di Pietro nella casa di Cornelio, centurione pagano. Il Signore lo ha mandato perché annunci che la salvezza è per tutti i popoli, senza distinzione e senza preferenza per nessuno. Proprio questa è la missione che Gesù ha ricevuto dal Padre e ha realizzato.

VANGELO
Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.
Il Battista ha annunciato l’arrivo imminente del Messia. Quando Gesù si presenta dinanzi a Giovanni, egli riconosce in lui il Salvatore che non ha bisogno del battesimo di peni- tenza. Ma Gesù vuole mostrare l’obbedienza al Padre e la solidarietà con i peccatori. Su tutto questo il Padre mette il suo sigillo.

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2. introduzioni – Maria Santissima Madre di Dio

1   G E N N A I O MARIA SS. MADRE DI DIO
(Giornata mondiale della pace)
POVERI, UMILI E TESTIMONI DELLA GRAZIA

Gesù Cristo, Figlio di Dio, viene al mondo grazie all’amore in- finito di Dio per l’uomo ma anche grazie al «sì» detto da una donna, vissuta in un luogo e in un tempo preciso: Maria di Nazaret.

Ella è il punto più alto del cammino di collaborazione dell’uomo con Dio per la realizzazione del suo progetto di salvezza. Nella sua figura la storia, con la sua contingenza, si eleva fino a toccare l’eternità. Ecco perché Maria rimane il modello sommo di santità per ogni cristiano: tutti noi siamo chiamati a dire di «sì» a Dio e a rendere così possibile la nostra salvezza e forse quella di molti altri.

PRIMA LETTURA
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
Il Signore parla a Mosè e lo istruisce sui compiti da assegnare a suo fratello Aronne. Quest’ultimo, assieme ai sui figli, è il capostipite della casta sacerdotale di Israele. Egli è dunque responsabile di benedire il popolo eletto e di ricordargli che è dal rapporto privilegiato con Dio che trae la sua sicurezza e la sua pace.

SALMO RESPONSORIALE         Dal Salmo 66 (67)
Il salmista  chiede a Dio di rendere visibile il suo volto, segno univoco di verità e giustizia per tutte le genti.

SECONDA LETTURA
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
Paolo collega la venuta del Figlio di Dio nel mondo con la nostra condizione di figli. Grazie all’incarnazione di Dio in Gesù Cristo, il nostro rapporto con Dio non si riduce più all’osservanza  di alcuni precetti morali, ma si apre all’immediatezza di un amore paritario.

VANGELO
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
Il lungo cammino d’elezione del popolo d’Israele ha il suo compimento nella figura di Maria. Il suo bambino, frutto del suo grembo, è il Messia tanto atteso, il Figlio del Dio vivente. Lo stesso nome dato al neonato, «Gesù», che significa «Dio è salvezza», rimanda al compimento di un cammino storico.