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1. ORAZIONI – 12 LUGLIO 2026 – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

Antifona

Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che continui a seminare
la tua parola nei solchi dell’umanità,
accresci in noi, con la potenza del tuo Spirito,
la disponibilità ad accogliere il Vangelo,
per portare frutti di giustizia e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Guarda, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Oppure: 

Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)

*A
Il seme seminato nel terreno buono
è colui che ascolta la Parola e la comprende. (Mt 13,23)

Dopo la comunione

O Signore, che ci hai nutriti con i tuoi doni,
fa’ che per la celebrazione di questi santi misteri
cresca in noi il frutto della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 12 LUGLIO 2026 XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

COMMENTO 

Per comprendere il messaggio del brano evangelico di questa domenica non dobbiamo dimenticare il vero senso della parola dabar in ebraico. Essa ha un valore semantico più profondo del termine “parola” in italiano.
Il dabar è strettamente legato all’operare. Dio non parla in astratto, ma opera, interviene, crea e realizza concretamente. La parola non è strumento di semplice comunicazione ma di impegno, di cose da fare, di vita da vivere, di conversione da attuare.
Con una parola Dio realizzó la Creazione.
Il dabar è come il chicco di grano. Non è destinato a replicare solo se stesso, ma a moltiplicarsi.
Il luogo per eccellenza in cui il dabar attecchisce é il cuore umano, che diventa il terreno di coltura ideale per renderlo fecondo.
Il guaio sta nel fatto che il cuore umano non reagisce nello stesso modo perché le persone sono come i terreni in cui il seminatore sparge i chicchi.
Il grano é sempre quello ma il terreno non  sempre dà il medesimo raccolto.
Lo stesso succede per la Parola nel cuore umano.
Secondo Gesù, nell’accogliere il suo messaggio, esso può rivelarsi terreno asfaltato completamente refrattario , oppure sassoso, o infestato dai rovi o, per fortuna, fertile e produttivo.
Il cuore che maggiormente rifiuta il dabar divino é quello autoreferenziale completamente ibernato nel suo egotismo e chiuso a qualsiasi tipo di relazione. Esiste solo il suo “io”. Tutto il resto non lo scalfisce.
Il cuore sassoso si limita ad origliare la Parola ma non l’ascolta e non la approfondisce. Suona bene ai suoi orecchi, dice anche cose interessanti,  ma non le fa sue. Viene spazzata via dalle preoccupazioni quotidiane. Prima bisogna sbarcare il lunario con ogni mezzo.
Il cuore spinoso accoglie con attenzione la Parola, la reputa valida ma non tanto da resistere alle suggestioni del potere e della ricchezza. Il benessere vale il pedaggio di qualche preghiera o di qualche messa, ma la Parola non toglie e non spegne la bramosia del denaro, del lusso e dello sfrenato divertimento.
Il cuore fertile è quello che non solo ascolta ed accoglie il messaggio di Gesù a livello di buone intenzioni, ma lo trasforma in testimonianza concreta, radicandolo nella sua vita, trasformandolo in carità produttiva e trasparente.
La parabola odierna ci inchioda con le spalle al muro.
Il nostro cuore supera l’elettrocardiogramma dello nostra testimonianza quotidiana?
La nostra reale accettazione del Vangelo sa di asfalto, di sassi , di rovi o di Amore contagioso ed accogliente verso tutti?

COMMENTO 2

Gesù Divino Seminatore

O Gesù, Divino Seminatore, oggi Ti contempliamo mentre predichi sulla riva del lago di Galilea.
Poiché una grande folla Ti circonda, Tu sali su una barca, Ti allontani un poco da riva e predichi da lì.
Tu senza risparmio getti il buon seme della Tua Parola nel cuore di ciascuno di noi,
perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace.

Il seme che cade sulla strada indica quanti ascoltano il Tuo annuncio del Regno di Dio
ma non lo accolgono; così sopraggiunge il Maligno e lo porta via.
Il Maligno non vuole che il seme del Tuo Vangelo germogli nel nostri cuori.

Il seme caduto sulle pietre rappresenta le persone che ascoltano la Tua Parola
e l’accolgono subito, ma superficialmente,
perché non hanno radici e sono incostanti;
e quando arrivano le difficoltà e le tribolazioni
queste persone si abbattono subito.

Il seme caduto tra i rovi si riferisce alle persone che ascoltano la Tua Parola ma,
a causa delle preoccupazioni mondane e della seduzione della ricchezza, rimane soffocata.

Il seme caduto sul terreno fertile rappresenta quanti ascoltano la Tua Parola,
la accolgono, la custodiscono e la comprendono, ed essa porta frutto.

Noi siamo il terreno dove Tu getti instancabilmente il seme della Tua Parola e del Tuo amore.
Fa’ che diventiamo terreno buono senza spine né sassi,
ma dissodato e coltivato con cura,
affinché possa portare buoni frutti per noi e per i nostri fratelli.

Per Tua grazia anche noi siamo seminatori. Fa’ che dal nostro cuore e dalla nostra bocca
esca il seme buono della Tua Parola, che guarisce e incoraggia.

O Beata Vergine Maria, insegnaci con il Tuo esempio ad accogliere la Parola,
custodirla e farla fruttificare in noi e negli altri.

Amen. Alleluja!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

La parabola del seminatore con la spiegazione di Gesù, o più verosimilmente di Matteo, è abbastanza semplice e ricca per la meditazione personale e per la predicazione. Ma i versetti 10-17 sono un tormento.
Iniziano i discepoli chiedendo a Gesù perché parli in parabole e non chiaramente. E, in effetti, la parabola è un genere letterario molto usato nella Bibbia ed ha alcune caratteristiche: è semplice, parte dalle cose di cui gli ascoltatori hanno esperienza, ma lascia un certo margine all’interpretazione e anche a qualche dubbio.
La risposta di Gesù ci crea qualche difficoltà, perché sembra dire che parla in parabole perché non capiscano, realizzando così un passo del profeta Isaia. E aggiunge che «a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha», che a prima vista ha un sapore di ingiustizia. Chiariamo subito questo: il contesto è quello dei cuori induriti, perciò il Signore dice semplicemente che chi non apre il cuore alla sua parola e non crede in lui perderà tutto quello che ha e si tiene stretto, mentre chi crede in lui riceverà altri doni fino alla vita eterna.
Ma per capire la risposta di Gesù dobbiamo fare un salto al tempo della composizione del vangelo, 70-80 circa, e interpretare il motivo per cui Matteo scrive in questi termini.
I cristiani avevano fatto, dolorosamente, l’esperienza che tanti Ebrei avevano rifiutato il Vangelo e li perseguitavano. Non solo, anche tanti, che erano stati battezzati, a un certo punto si erano allontanati dalla fede. Allora essi si sono chiesti: come mai?
Le risposte in tutto il Nuovo Testamento sono diverse. Matteo in questo brano praticamente ne dà due.
La prima: la parola di Dio è seminata per tutti, la risposta dipende da come la persona l’accoglie: può lasciarla fuori di sé, può accoglierla solo per un po’, può farla soffocare da altri interessi o preoccupazioni, può portare molto frutto. Per quanto riguarda noi, è importante dare una lettura spirituale di questi quattro terreni. Non indicano categorie di persone, ma atteggiamenti di fondo verso la parola. Ciascuno di noi si ritrova in tutti e quattro i terreni, lungo il corso della propria vita.
La seconda risposta va presa con le pinze, perché è un po’ settaria e consolatoria. Matteo si serve di una citazione del profeta Isaia, secondo la quale è Dio che per un certo tempo non vuole che gli Ebrei si convertano (nel Primo Testamento questa interpretazione è abbastanza normale). Ma questa risposta serve a tranquillizzare i credenti della comunità di Matteo (il fatto che gli «altri» non credano rimane misteriosamente nelle mani di Dio), ma corre il rischio di farli credere privilegiati rispetto ai non credenti. In realtà non è così. Tutto il Nuovo Testamento dice chiaramente che Dio vuole salvare tutti e che Gesù ha dato la vita per tutti. La risposta dipende solo dalla volontà libera delle persone che ascoltano il vangelo e la parabola del seminatore dice proprio questo.
Questo brano ci serve molto per capire un principio importante per interpretare correttamente il vangelo: le singole frasi e i singoli brani devono essere collegati a tutti gli altri per capire l’autentico messaggio di Gesù. In più, così vediamo anche che il vangelo stesso testimonia che la Chiesa primitiva ha avuto anche lei le sue difficoltà nell’interpretare l’insegnamento di Gesù.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Strada impermeabile alla parola. Quante volte abbiamo fatto l’esperienza di partecipare all’Eucaristia e, usciti dalla chiesa, di non ricordare né il vangelo né l’omelia? Che cosa aveva reso impermeabile la nostra mente e il nostro cuore?
  2. Terreno sassoso. Alcuni passi della Bibbia ci sono sempre piaciuti e, quando li ascoltiamo, generano emozioni piacevoli o anche forti. Ma, se la nostra vita rimane la stessa, vuol dire che abbiamo fermato la parola di Dio alla superficie, impedendole di scendere nelle profondità di noi stessi.
  3. Terreno con i rovi. Abbiamo dato spazio alla parola di Dio, abbiamo deciso di metterla in pratica e di cambiare vita, ma non abbiamo voluto rinunciare a ciò che ostacola la crescita della parola. Abbiamo pensato che potessero convivere Vangelo, piaceri e successo mondano. E non ce ne siamo neanche accorti, quando la parola non ha più portato frutti di vita nuova.
  4. Terreno buono. Una verifica autentica su di noi possiamo farla su alcuni aspetti: appartenenza alla comunità, vita fraterna, preghiera personale, aiuto ai poveri, capacità di perdonare, costanza nel vivere la fede…

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Il Signore mi ha chiesto una cosa che non sto realizzando. Questa settimana la faccio.

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2. introduzioni – 12 LUGLIO 2026 XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

Il Signore vuole salvare tutti, per questo semina con abbondanza la sua parola. La forza e la fecondità della parola vengono da Dio. Ma il Signore non si impone e affida la parola alla libertà di ogni uomo. Dipende da noi se resterà sterile o se porterà frutti di vita buona ed eterna.

PRIMA LETTURA

La pioggia fa germogliare la terra.

Israele in esilio a Babilonia si chiede come mai il Signore ancora non mantenga la promessa del ritorno a Gerusalemme. Il Deuteroisaia risponde con un’immagine: la parola di Dio è come la pioggia e la neve, che fecondano la terra. Il contadino però deve avere pazienza e attendere il tempo dei frutti. Così Israele non deve perdere fiducia e speranza: Dio mantiene sempre le sue promesse.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

Anche la natura subisce le conseguenze del peccato degli uomini, cosa drammaticamente evidente nei nostri tempi. San Paolo mette insieme uomini e creato nella tensione verso la libertà dalla corruzione e verso la salvezza.

VANGELO

Il seminatore uscì a seminare.

Questa parabola presenta la generosità del seminatore, che sparge il seme della parola a piene mani, le difficoltà che essa incontra nel portare frutto, la responsabilità degli ascoltatori e la fecondità della parola, che porta frutti sovrabbondanti in chi la accoglie in un cuore buono.

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4. Letture – 12 LUGLIO 2026 XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

PRIMA LETTURA

La pioggia fa germogliare la terra.

Israele in esilio a Babilonia si chiede come mai il Signore ancora non mantenga la promessa del ritorno a Gerusalemme. Il Deuteroisaia risponde con un’immagine: la parola di Dio è come la pioggia e la neve, che fecondano la terra. Il contadino però deve avere pazienza e attendere il tempo dei frutti. Così Israele non deve perdere fiducia e speranza: Dio mantiene sempre le sue promesse.

Dal libro del profeta Isaìa   Is 55,10-11

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 64 (65)

R. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. R.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. R.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. R.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! R.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.  R.

SECONDA LETTURA

L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

Anche la natura subisce le conseguenze del peccato degli uomini, cosa drammaticamente evidente nei nostri tempi. San Paolo mette insieme uomini e creato nella tensione verso la libertà dalla corruzione e verso la salvezza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani    Rm 8,18-23

Fatelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.     (Cf Mt 13,19.23)

Alleluia.

VANGELO

Il seminatore uscì a seminare.

Questa parabola presenta la generosità del seminatore, che sparge il seme della parola a piene mani, le difficoltà che essa incontra nel portare frutto, la responsabilità degli ascoltatori e la fecondità della parola, che porta frutti sovrabbondanti in chi la accoglie in un cuore buono.

Dal Vangelo secondo Matteo         Mt 13,1-23

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.

Forma breve:
Il seminatore uscì a seminare.

Dal Vangelo secondo Matteo    Mt 13,1-9

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

 

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 12 LUGLIO 2026 – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 12 LUGLIO 2026 – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non abbiamo accolto con cuore aperto il seme della tua parola. Kyrie eleison.
  • Cristo, ci siamo lasciati prendere troppo dalle preoccupazioni della vita e non siamo stati attenti alla tua parola. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo pensato che la tua parola fosse troppo impegnativa e l’abbiamo trascurata. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

La parola di Dio mira a cambiare cuore e vita. Il Padre ascolta sempre la preghiera di chi si affida a lui. Preghiamo insieme dicendo: Signore, semina in noi la tua parola.

  • Perché possiamo riconoscere negli altri dei figli tuoi e nostri fratelli. Preghiamo.
  • • Perché ci sentiamo parte viva della comunità cristiana in cui tu ci hai chiamati. Preghiamo.
  • Perché nel tempo della sofferenza sappiamo riconoscere il tuo amore paterno. Preghiamo.
  • Perché riusciamo sempre a perdonare i fratelli che sbagliano. Preghiamo.

O Padre, tu hai mandato sulla terra il tuo unico Figlio, per seminare la tua parola. Fa’ che essa metta radici nel nostro cuore e porti frutti di vita buona. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

Antifona

O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra. (Cf. Sal 47,10-11)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che ti riveli ai piccoli
e doni ai poveri l’eredità del tuo regno,
rendici miti e umili di cuore,
a imitazione di Cristo tuo Figlio,
perché, portando con lui il giogo soave della croce,
annunciamo al mondo la gioia che viene da te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Ci purifichi, o Signore,
quest’offerta che consacriamo al tuo nome,
e ci conduca di giorno in giorno più vicini alle realtà del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. (Sal 33,9)

*A
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro», dice il Signore. (Mt 11,28)

Dopo la comunione

O Signore, che ci hai nutriti
con i doni della tua carità senza limiti,
fa’ che godiamo i benefici della salvezza
e viviamo sempre in rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

COMMENTO 

Il brano evangelico di questa domenica é breve ma denso di significato.
Gesù ha percorso, con i suoi discepoli, in lungo ed in largo, tutta la Galilea. I risultati ottenuti sono scarsi e deludenti. La notizia del suo fallimento raggiunge anche Giovanni nella lontana ed isolata prigione del Macheronte.
Preoccupato di essere stato tradito nella speranza,  il Battista fa pervenire la sua inquietudine attraverso i suoi devoti seguaci: “ Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro? (Mt 11,3).
La stessa sensazione di fallimento gli giunge da Cafarnao, suo abituale luogo di residenza, e da due villaggi dei dintorni: Corazin e Betsaida.
Le sue parole, i suoi miracoli, il suo esempio non hanno inciso e si sono persi nel nulla della quotidianità indifferente ed abitudinaria.
Il culto asfissiante; una Legge pesante da osservare a motivo di un ginepraio di divieti intrisi di sensi di colpa; gli Scribi ed addetti al culto onnipresenti e tracotanti nell’assoggettare  la Parola alle loro elucubrazioni cervellotiche, hanno trasformato Dio da Padre in un tiranno, e la fede in una fucina che sforna solo sudditanza, alienazione e terrore di punizioni eterne. Il peso di tutto questo è insopportabile.
Il Signore reagisce con forza e chiarezza. Chiama Dio con il termine che bercia il primo suono espresso dal neonato nel riconoscere colui che, con la mamma, gli ha donato la vita. In ebraico il termine suona “Abba” storpiato e biascicato dal bimbo in “papà”. È una parola intrisa di significati e sfumature che sfuggono a qualsiasi tentativo di spiegazioni e precisazioni semantiche. È un sussurro melodioso, quasi impercettibile che, la prima volta che viene ascoltato dal genitore,  scatena in lui uno tsunami di emozioni e sentimenti.
Esso indica che il piccino riconosce, fra quanti lo circondano,  l’unico che gli ha trasmesso la vita associandolo all’altra figura fondamentale per lui la “mamà”.
“Papà” è Dio per tutti. Per pronunciarlo si richiede la stessa condizione del bambino che, riconoscendosi inerme e bisognoso di cura ed amore, si abbandona completamente e totalmente, sicuro di non venire respinto.
Non è un peso da portare, non è un pedaggio da pagare a motivo del suo essere bisognoso di tutto per sopravvivere.
Non è un salto nel buio, ma la certezza di essere così importante da venire gratuitamente amato per sempre.
Questo abbandono non è ragionamento utilitaristico, ma certezza di una presenza costante che si chiama amore, che nulla chiede e tutto dà.
Il frutto che porta ha il sapore di libertà ed intelligenza.
Sant’Agostino l’ha sintetizzata in una frase fulminante: “Ama e fa quello che vuoi”. L’unico limite della fede è quello di non amare abbastanza. E noi saremo soppesati e valutati solo sull’amore che abbiamo condiviso vicendevolmente (Cfr Mt 21, 35-46).
È questa la pietra angolare che dà concretezza al nostro credere?

COMMENTO 2

Imitiamo Gesù mite ed umile

O Dio Padre, Ti benediciamo per il ministero profetico di Zaccaria,
che preannuncia la venuta del Messia, re umile e mite che stabilisce la pace e la giustizia,
il Tuo Figlio Gesù.

O Gesù, Tu lodi e ringrazi il Padre per aver nascosto i misteri del Regno
agli autosufficienti di questo mondo e per averli manifestati ai piccoli, agli umili aperti alla Tua Parola.
Tu riveli il Padre e ci attiri a Te. Negli affanni, nei disagi, nelle prove della vita ci affidiamo a Te,
che ci doni ristoro, pace, serenità. Tu ci inviti a prendere su di noi il giogo soave del Tuo Vangelo,
che non ci opprime e non ci schiavizza, ma ci rende liberi e ci mantiene sulla retta via, se lo viviamo radicalmente.

O Spirito Santo, in virtù del Battesimo Tu ci inabiti e ci fai appartenere a Cristo,
custodendo in noi la speranza della vita eterna e della risurrezione.
Con il Tuo santo aiuto, rinunciamo al peccato, esprimendo in noi la vita nuova di Cristo,
vivendo in continuo rendimento di grazie.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

Questo brano, bellissimo e amatissimo sia dai santi che dalla gente semplice, è composto da tre parti: la prima è una preghiera di lode rivolta al Padre, la seconda, una rivelazione di stile giovanneo, la terza, una esortazione.
Gesù è rimasto sorpreso dal fatto che i conoscitori della Bibbia non lo capiscono e lo contrastano, mentre i poveri lo comprendono e lo seguono. Egli legge in questa situazione lo stile di azione del Padre e la diversa disposizione degli uomini: il Padre volentieri si comunica a coloro che riconoscono di aver bisogno di lui, invece rimane nascosto a coloro che pretendono di arrivare a lui grazie alla propria scienza e ai propri sforzi intellettuali o morali. Gesù, con questa preghiera di lode, testimonia al Padre la totale condivisione e la piena disponibilità a entrare nel suo modo di agire. Anche lui si farà conoscere dai semplici e resterà nascosto ai presuntuosi.
La rivelazione riguarda il tema della vera sapienza. Per gli ebrei la sapienza più alta è la conoscenza di Dio e i veri sapienti erano ritenuti i conoscitori della Sacra Scrittura. Gesù si presenta come l’unico che può dare la vera e autentica conoscenza di Dio. Essendo egli il Figlio, conosce totalmente il Padre, perché abita in lui e ha comunicato tutto se stesso al Figlio. Questa conoscenza non è chiusa agli uomini, anzi Gesù è venuto proprio per condurre gli uomini al Padre. Ma lui seguirà lo stesso stile del Padre: si farà conoscere e farà conoscere il Padre solo da coloro che hanno il cuore aperto alla fede in lui; chi invece giudicherà lui, a partire dalla propria «scienza» biblica, resterà escluso perché non crede e ha il cuore chiuso.
Infine, l’invito ad andare da lui, rivolto a tutti coloro che si ritengono bisognosi di fronte alla vita e a Dio, è di una dolcezza infinita che conquista e non ha bisogno di commento, si tratta solo di accoglierlo e di farlo risuonare dentro di sé. L’esortazione a prendere il suo giogo richiede un chiarimento. Gli ebrei avevano un giogo di 613 precetti da osservare. San Paolo nota che nessuno era in grado di osservarli tutti. Gesù li sostituisce con un solo precetto: somigliare a lui nella mitezza e nell’umiltà. Anche questo è un giogo, sì, tuttavia dolce e leggero, lui dice. Dolce perché è un giogo di amore, leggero perché è costituito dal dono della verità, che rende liberi.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La scienza, con le possibilità che ha aperto, ha spinto molti a pensare che l’insegnamento di Gesù sia superato. Ci sono molti nuovi «maestri». Ma la conoscenza di Dio, che apre le porte alla vita pienamente umana e alla salvezza eterna, non passa dalle scienze «umane», ma dalla parola di Gesù.
  2. «… imparate da me, che sono mite e umile di cuore». Mitezza e umiltà non sono virtù molto presenti nella cultura odierna. Quanti problemi e difficoltà relazionali e personali potremmo risolvere se diventassimo più miti e umili?
  3. Il giogo della verità è leggero per l’intelligenza. Nella nostra società questo rapporto è negato. Viene esaltata l’intelligenza umana (o la furbizia?) ma viene negata la verità. Questo produce conoscenze false e rapporti falsi tra le persone e tra le nazioni.
  4. Molti cercano il «ristoro» dove non c’è, e non bastano vacanze, evasioni, divertimenti, psicanalisti… Il ristoro vero lo offre il Signore, che ci accoglie nella preghiera, illumina la nostra vita col suo insegnamento, ci sostiene con il suo amore nell’Eucaristia, ci mette accanto fratelli da amare e da cui ricevere amore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Andiamo a scuola da Gesù, leggendo qualche pagina del vangelo, e lasciamoci istruire da lui.

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2. introduzioni – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

La logica di Dio è diversa da quella del mondo. I dotti, i sapienti e i forti di questo mondo credono di avere tra le mani i segreti della vita. In realtà, siccome non conoscono Dio e il suo pensiero, sono privi della sapienza vera. Il Padre e Gesù si rivelano ai poveri e ai piccoli, perché sono gli unici a poterli comprendere e accogliere.

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Israele è un piccolo popolo, sottomesso a nazioni più potenti. Il profeta annuncia il riscatto di Gerusalemme, che sarà opera di un re, mandato da Dio, il quale eliminerà le guerre e porterà la pace a tutti i popoli. Gesù realizzerà in pieno questa profezia.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 144 (145)

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Risuona la bella notizia: Cristo, morto per i nostri peccati, è risorto, grazie allo Spirito Santo. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito e per questo passeremo, come Gesù, attraverso la morte per risorgere con lui alla vita eterna. Questa certezza ci impegna a vivere da risorti con Cristo.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

Gesù scopre che il Padre si nasconde ai «grandi» e si rivela ai piccoli. Per questo volentieri anche lui si rivolge ai piccoli e agli oppressi per rivelare loro l’amore del Padre e per confortarli nelle difficoltà che incontrano nella vita.

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4. Letture – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Israele è un piccolo popolo, sottomesso a nazioni più potenti. Il profeta annuncia il riscatto di Gerusalemme, che sarà opera di un re, mandato da Dio, il quale eliminerà le guerre e porterà la pace a tutti i popoli. Gesù realizzerà in pieno questa profezia.

Dal libro del profeta Zaccarìa   Zc 9,9-10

Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 144 (145)

R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.  R.

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Risuona la bella notizia: Cristo, morto per i nostri peccati, è risorto, grazie allo Spirito Santo. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito e per questo passeremo, come Gesù, attraverso la morte per risorgere con lui alla vita eterna. Questa certezza ci impegna a vivere da risorti con Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani   Rm 8,9.11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

Alleluia.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

Gesù scopre che il Padre si nasconde ai «grandi» e si rivela ai piccoli. Per questo volentieri anche lui si rivolge ai piccoli e agli oppressi per rivelare loro l’amore del Padre e per confortarli nelle difficoltà che incontrano nella vita.

Dal Vangelo secondo Matteo          Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.