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2. introduzioni – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata mondiale dei malati di lebbra)

POVERI, UMILI E DEBOLI: I PREDILETTI DEL SIGNORE

Il Regno di Dio non è solo diverso dai regni di questo mondo, ma ne rovescia la logica: Dio predilige i poveri, il suo regno appartiene a loro. Gesù è venuto non tanto per affermare una contrapposizione, ma per rivelare la verità nascosta in Dio e così offrire ai potenti di questo mondo la possibilità di convertirsi, e convertire il loro potere di dominio in potere di servizio, e di provare a guardare i poveri e i deboli con gli occhi di Dio.

PRIMA LETTURA
Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.
Sofonia esercita il suo servizio profetico durante il regno di Giosia, che ha governato dal 640 al 609 a.C. Con lui inizia il cambio di significato della parola «povero». Se prima indicava la condizione di un uomo non benedetto da Dio, da ora in poi il povero è colui che si affida a Dio e realizza la sua volontà.

SALMO RESPONSORIALE                               Dal Salmo 145 (146)
Il salmista invita tutti coloro che soffrono a contare solo sul Signore che è fedele e si prende cura degli oppressi, degli affamati, dei perseguitati.

SECONDA LETTURA
Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.
Dio ragiona diversamente dagli uomini. Alcuni nella comunità di Corinto non l’hanno capito bene e hanno creato divisione. Dio sceglie i poveri e i deboli per realizzare il suo progetto di salvezza e perché i sapienti e i potenti di questo mondo possano riconoscere la potenza e la sapienza di Dio, che si manifestano in Gesù, crocifisso e risorto.

VANGELO
Beati i poveri in spirito.
Per Matteo Gesù è il nuovo Mosè. Nel suo vangelo fa pronunciare a Gesù cinque grandi discorsi, che possono corrispondere ai libri del Pentateuco, attribuiti a Mosè. Le beatitudini costituiscono l’inizio del primo discorso. Possono essere considerate il prologo della nuova Legge portata da Gesù. Non sono promesse di felicità secondo la mentalità di questo mondo, ma dicono come la pensa Dio e come egli intende agire a difesa dei deboli. Non sono neanche un progetto morale, ma sono vangelo, bella notizia per tutti coloro che affrontano le prove della vita e le sofferenze causate da altri uomini.

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3. Commento alle Letture – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata mondiale dei malati di lebbra)

POVERI, UMILI E DEBOLI: I PREDILETTI DEL SIGNORE

COMMENTO

Questa pagina del vangelo è da contemplare più che da commentare. Tuttavia, siccome fa sorgere molte do- mande, richiede anche delle risposte non facili da comprendere e soprattutto da accettare, specie se si ha una fede debole o vacillante. Chi non è credente potrebbe considerare le beatitudini il manifesto dell’«oppio dei popoli».
Per Matteo esse costituiscono il proclama che apre il discorso della montagna, il primo dei grandi discorsi, e che, in qualche maniera, annuncia una nuova creazione e una alleanza nuova, quella del nuovo popolo di Dio attorno a una Legge nuova, scritta non più su tavole di pietra ma nel cuore di chi crede.
Sono elencate nove categorie di persone che Gesù dichiara «beate», in contrasto con la mentalità corrente tra gli uomini, non solo del suo tempo. Sono beatitudini dichiarate, ma non sempre sperimentate dalle persone che vivono le situazioni descritte. È qui il primo problema. I poveri di spirito e i perseguitati per la giustizia so- no beati nel presente perché il regno di Dio appartiene a loro. Tutte le altre situazioni troveranno una risposta nel futuro di Dio. È una promessa alienante? I credenti sono spinti a proiettare solo nel futuro il loro anelito alla felicità? Non è quello che dice Gesù. Chi crede ha la capacità di leggere ora la sua vita nella prospettiva evangelica e di sperimentare la beatitudine anche nelle situazioni di sofferenza citate da Gesù. Tutte le persone che appartengono a queste nove categorie possiedono il regno, ma Dio non interviene immediatamente e miracolosamente a cambiare le situazioni. I martiri hanno sperimentato la presenza di Dio, perché hanno avuto da lui la forza per affrontare vittoriosamente il martirio, conservando e testimoniando splendidamente la fede, e i santi non hanno avuto vita facile ma felice, man mano che si rendevano conto di somigliare sempre di più al Figlio di Dio e di collaborare con lui alla salvezza dei fratelli. Anche se le persecuzioni e le sofferenze continuano, la promessa di Dio rimane e i credenti sperimentano subito la consolazione della presenza di Dio e della somi- glianza a Cristo e anticipano nella fede la felicità che gusteranno in questa vita, se è nella volontà di Dio, e certamente, in pienezza, nell’eternità. Capiscono e gustano tutto questo soltanto i poveri in spirito, cioè coloro che non mettono la loro felicità solo nelle cose di questo mondo, acquistando così una vera libertà interiore, e che gioiosamente riconoscono di dipendere da Dio, scelgono di fidarsi di lui e si aspettano solo da lui la vita piena e la vera felicità.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. È facile ammirare le beatitudini, più difficile è credere che siano vere. Sono troppo in contrasto con la mentalità comune, anche dei cristiani. Ci provocano a una presa di posizione sulla fiducia da accordare a Gesù.
  2. Beatitudini e «oppio dei popoli». Coloro che Gesù proclama beati, non sono passivi nei confronti di Dio e, tanto meno, degli uomini o degli avvenimenti. Essi lottano con tutte le loro forze e con la forza della preghiera. Come ha fatto Gesù.
  3. Le beatitudini sono vangelo per la Chiesa, quando somiglia a Gesù e realizza la propria missione tra le persecuzioni. La mettono in crisi, quando deve annunciarle e mostrarle ai poveri e ai perseguitati del nostro mondo.
  4. Le beatitudini sono tutte al plurale. Chi soffre da solo, facilmente si avvicina alla disperazione. Nella sofferenza solo la comunione con i fratelli in una comunità viva porta sollievo, forza e speranza.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Riconosciamo una beatitudine che il Signore proclama per noi e in questa settimana la viviamo, rinnovando ogni giorno la fiducia nell’amore di Dio.

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4. Letture – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata mondiale dei malati di lebbra)

POVERI, UMILI E DEBOLI: I PREDILETTI DEL SIGNORE

PRIMA LETTURA
Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.
Sofonia esercita il suo servizio profetico durante il regno di Giosia, che ha governato dal 640 al 609 a.C. Con lui inizia il cambio di significato della parola «povero». Se prima indicava la condizione di un uomo non benedetto da Dio, da ora in poi il povero è colui che si affida a Dio e realizza la sua volontà.

Dal libro del profeta Sofonia                  Sof 2,3; 3,12-13

Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia,  cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero». Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti. Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                               Dal Salmo 145 (146)
Il salmista invita tutti coloro che soffrono a contare solo sul Signore che è fedele e si prende cura degli oppressi, degli affamati, dei perseguitati.

Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA
Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.
Dio ragiona diversamente dagli uomini. Alcuni nella comunità di Corinto non l’hanno capito bene e hanno creato divisione. Dio sceglie i poveri e i deboli per realizzare il suo progetto di salvezza e perché i sapienti e i potenti di questo mondo possano riconoscere la potenza e la sapienza di Dio, che si manifestano in Gesù, crocifisso e risorto.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                 1 Cor 1,26-31

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono,  perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi  è diventato  sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO              Mt 5,12a

Alleluia, alleluia.

Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Alleluia.

VANGELO
Beati i poveri in spirito.
Per Matteo Gesù è il nuovo Mosè. Nel suo vangelo fa pronunciare a Gesù cinque grandi discorsi, che possono corrispondere ai libri del Pentateuco, attribuiti a Mosè. Le beatitudini costituiscono l’inizio del primo discorso. Possono essere considerate il prologo della nuova Legge portata da Gesù. Non sono promesse di felicità secondo la mentalità di questo mondo, ma dicono come la pensa Dio e come egli intende agire a difesa dei deboli. Non sono neanche un progetto morale, ma sono vangelo, bella notizia per tutti coloro che affrontano le prove della vita e le sofferenze causate da altri uomini.

Dal vangelo secondo Matteo                         Mt 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono  nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa  nei cieli».

Parola del Signore.

 

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata mondiale dei malati di lebbra)

POVERI, UMILI E DEBOLI: I PREDILETTI DEL SIGNORE

PERDONO
• Padre, tu prediligi i poveri e noi abbiamo esaltato e invidiato i ricchi. Kyrie eleison.
• Cristo, tu ci vuoi costruttori di pace e noi abbiamo seminato discordie. Christe eleison.
• Signore, tu consoli i sofferenti e noi abbiamo cercato di evitarli. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, il Padre delle beatitudini ascolta la preghiera dei suoi figli.

Rivolgiamoci a lui con la fiducia dei figli. Ascoltaci, o Padre.

  • Tu che scegli i deboli per confondere i forti, sostieni con la forza del tuo Spirito la debolezza della tua Chiesa perseguitata dai potenti. Ti preghiamo.
  • Tu che chiami tuoi figli gli operatori di pace, manda il tuo Spirito perché ispiri pensieri e opere di pace in tutti gli uomini di buona volontà. Ti preghiamo.
  • Tu che doni la tua misericordia ai misericordiosi, converti anche i cuori di chi ha difficoltà a perdonare i fratelli. Ti preghiamo.
  • Tu che consoli coloro che piangono, suscita tra di noi persone caritatevoli che asciughino le lacrime di chi è malato e di chi è solo. Ti preghiamo.

O Padre, che sei tenero e forte con i tuoi figli, ti ringraziamo per il tuo amore misericordioso e fa’ che ci renda attenti alle necessità dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 29 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata mondiale dei malati di lebbra)

POVERI, UMILI E DEBOLI: I PREDILETTI DEL SIGNORE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. introduzioni – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

Le nostre città sono sempre più multietniche, multiculturali e multireligiose. La nostra cultura sembra allontanarsi sempre più dal vangelo. La bella notizia di questa domenica è che Gesù inizia la sua predicazione in un ambiente, per gli aspetti citati, simile al nostro.

PRIMA LETTURA
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
È l’inizio della profezia messianica, che annuncia la nascita di un bambino, discendente di Davide. Il Signore realizza la salvezza del suo popolo, che passa dall’oppressione delle tenebre alla festa della luce. Gioia e letizia inonderanno i fedeli. La raccolta dei frutti della terra e la vittoria sui nemici, come quella di Gedeone, sono piccole anticipazioni della gioia che porterà la nascita del Messia.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 26 (27)
Il Salmo ci conduce a esprimere una fiducia piena nel Signore. Chi desidera e spera con fede di abitare nella casa del Signore non ha paura di niente e di nessuno.

SECONDA LETTURA
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
Paolo scrive questa lettera per rispondere ai quesiti posti dalla comunità e per dare indicazioni circa i problemi che sono emersi dopo la sua partenza. La prima esortazione è per l’unità nella comunità. Le divisioni si creano quando, invece di mettere al centro Gesù Cristo, ci si lega agli uomini, fossero pure apostoli.

VANGELO
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia.
Nel vangelo di Matteo la missione di Gesù inizia e finisce in Galilea. L’evangelista vede in questo la realizzazione delle parole profetiche del profeta Isaia: la luce portata dal Messia inizia a splendere in una terra considerata impura, per la presenza dei pagani, ma proprio per questo essa diventa il segno che indica l’universalità della salvezza.

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3. Commento alle Letture – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

COMMENTO

Giovanni viene arrestato e così si conclude la sua missione che sarà completata con il martirio. Per Gesù è un’indicazione precisa: finito il compito del precursore, inizia la sua missione con la predicazione. È il passaggio di testimone, secondo la volontà di Dio. Per alcuni è strano che Gesù lasci la terra di Giuda e parta da una regione che nella Sacra Scrittura non è stimata per niente, anzi è terra impura per la mescolanza con i pagani. È comunque un fatto di cui la chiesa primitiva deve prendere atto: Gesù ha iniziato proprio in Galilea.
Questo impegna Matteo a darne una spiegazione teologica. In Isaia si trova una famosa profezia che parla di un popolo immerso nelle tenebre che vede una grande luce a causa della nascita di un bambino. La lettura messianica e cristologica di questo brano è immediata per i cristiani. Il profeta aveva visto questa luce partire dalla Galilea delle genti, terra in cui erano mescolati ebrei e pagani, che nel vangelo diventano il simbolo di tutta l’umanità, avvolta nelle tenebre del peccato e dell’incredulità, bisognosa di conoscere la verità e di essere salvata.
Questa salvezza inizia proprio con l’invito di Gesù a convertirsi, unito alla «bella e buona notizia» della presenza del Regno di Dio. In questo modo Gesù si ricollega alla predicazione del Battista e la arricchisce con l’annuncio della presenza del Messia in persona.
L’inizio della missione coincide con la necessità di formare un gruppo di discepoli che lo seguano, si lascino istruire e lo aiutino nella predicazione. Può sembrare strano che chiami non dei giovani studenti, ma dei pescatori adulti, ma lui non vuole fondare una scuola rabbinica di persone colte, vuole un gruppo di «apostoli», umili e credenti, da inviare nel mondo. Il fascino di Gesù è esaltato dalla semplicità della chiamata e dalla immediatezza della risposta dei primi quattro. Certamente essi hanno sentito parlare di Gesù e l’hanno ascoltato (Giovanni evangelista lo dice), ma Matteo vuole proprio sottolineare la novità della missione e la disponibilità di questi pescatori che vedono in lui qualcosa di molto più grande di quanto si aspettavano riguardo al messia. Predicazione e guarigioni sono le prime caratteristiche che essi vedono in Gesù; presto impareranno che è anche lo schema della loro missione.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù inizia a evangelizzare in Galilea, terra di culture e religioni mescolate. Sembra che il vangelo attecchisca meglio che in una terra con un’unica religione (nella “pura” Giudea Gesù sarà crocifisso). Chi si spaventa oggi della necessità di portare il vangelo in una Italia multiculturale e multireligiosa?
  2. La prima bella notizia è questa: «…il regno dei cieli è vicino». Vicino vuol dire che è già arrivato e noi, cristiani del XXI secolo, ci siamo dentro. C’è solo una verifica da fare: se abbiamo accettato l’invito a convertirci. Il cambio di mentalità richiesto dalla conversione non è un atto compiuto una volta per tutte, ma un atteggiamento permanente che ogni giorno ci chiede di confrontarci con il vangelo e di aderire a Gesù.
  3. Gesù si muove, non ha una parrocchia. Camminando, incontra tante persone e chiama i suoi collaboratori. Può essere un invito alla conversione missionaria delle parrocchie, dei preti e dei cristiani?
  4. Gesù chiama, i quattro lo seguono. C’è un avverbio: «subito». Possiamo pensare a quante volte abbiamo capito bene ciò che il Signore ci chiedeva e gli abbiamo risposto: «aspetta un po’; ci devo pensare…».
  5. San Paolo ci esorta a combattere le divisioni. Ci sono parrocchiani che distruggono l’unità per affermare se stessi contro gli altri. Pastori e laici dovremmo avere due caratteristiche fondamentali: innamorati di Gesù e costruttori di comunione.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Appena mi rendo conto di avere la possibilità di fare una cosa buona, la faccio «subito».

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4. Letture – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

PRIMA LETTURA
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
È l’inizio della profezia messianica, che annuncia la nascita di un bambino, discendente di Davide. Il Signore realizza la salvezza del suo popolo, che passa dall’oppressione delle tenebre alla festa della luce. Gioia e letizia inonderanno i fedeli. La raccolta dei frutti della terra e la vittoria sui nemici, come quella di Gedeone, sono piccole anticipazioni della gioia che porterà la nascita del Messia.

Dal libro del profeta Isaia                           Is 8,23b–9,3

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali,
ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Mádian.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 26 (27)
Il Salmo ci conduce a esprimere una fiducia piena nel Signore. Chi desidera e spera con fede di abitare nella casa del Signore non ha paura di niente e di nessuno.

Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

SECONDA LETTURA
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
Paolo scrive questa lettera per rispondere ai quesiti posti dalla comunità e per dare indicazioni circa i problemi che sono emersi dopo la sua partenza. La prima esortazione è per l’unità nella comunità. Le divisioni si creano quando, invece di mettere al centro Gesù Cristo, ci si lega agli uomini, fossero pure apostoli.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi             1 Cor 1,10-13.17

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie.  Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                   Cf Mt 4,23

Alleluia, alleluia.

Gesù predicava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.

Alleluia.

VANGELO
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia.
Nel vangelo di Matteo la missione di Gesù inizia e finisce in Galilea. L’evangelista vede in questo la realizzazione delle parole profetiche del profeta Isaia: la luce portata dal Messia inizia a splendere in una terra considerata impura, per la presenza dei pagani, ma proprio per questo essa diventa il segno che indica l’universalità della salvezza.
TRA PARENTESI Ì  l LA FORMA BREVE.

Dal vangelo secondo Matteo                       Mt 4,12-23

[Quando Gesù seppe che Giovanni  era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
]
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore.