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3. Commento alle Letture – SANTISSIMA TRINITÀ

26 MAGGIO

SANTISSIMA TRINITÀ

NOI, CASA DELLA TRINITÀ

COMMENTO

Matteo non racconta l’Ascensione e la Pentecoste e affida la conclusione del suo Vangelo all’ultimo incontro di Gesù con gli undici apostoli.
È una piccola sintesi del Vangelo. Gesù ha realizzato la sua missione, si è rivolto al popolo di Israele e ha promulgato la nuova legge sul monte delle beatitudini, è stato rifiutato e ucciso, ma è risorto, ha vinto la morte e, per la sua obbedienza, ha ricevuto dal Padre il potere di salvare tutti gli uomini. Ora deve tornare al Padre e affida agli apostoli il compito di continuare la sua missione.
Anche per questo il saluto avviene in Galilea, che è la regione in cui sono mescolati ebrei e pagani. È il posto più indicato per allargare l’annuncio del Vangelo e la salvezza a coloro che non appartengono a Israele.
Il compito è quello di rendere discepoli tutti i popoli attraverso due azioni costitutive della Chiesa: insegnare il Vangelo, perché sia vissuto, e battezzare, cioè “immergere” le persone nella Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.
A chi viene affidata questa missione? Agli apostoli… che dubitano!
L’evangelista non dice di cosa dubitano. L’ipotesi che mi convince di più è quella che lega l’atto di prostrarsi all’adorazione che si può dare solo a Dio; probabilmente gli undici, mentre si inginocchiavano, non avevano ancora chiaro nella mente (nel cuore invece sì), se dovevano trattare Gesù in tutto e per tutto alla pari di Dio.
In ogni caso, ciò che conta è che Matteo non ha remore nell’attribuire agli apostoli dei dubbi nello stesso momento in cui vengono investiti della missione che li rende inizio della Chiesa e continuatori visibili della missione di Gesù stesso. Sono uomini che portano sempre con sé i loro limiti umani, ma che non esitano a offrire la loro vita per Cristo, rischiando la persecuzione e il martirio. Il dubbio quindi non contraddice la fede, ma la spinge a diventare sempre più forte, più profonda e consapevole.
Gesù parla anche di potere. È quello che gli serve per salvare l’umanità. È questo il senso ultimo e il valore intrinseco di ogni potere che gli uomini ricevono da Dio o dalla comunità umana, anche nella democrazia. Trasformare il potere in strumento di affermazione di sé e di oppressione degli altri è opera demoniaca. Il padre della menzogna si sforza di deformare tutto ciò che di bello e buono ha realizzato il Creatore nell’umanità, e purtroppo trova chi lo asseconda.
Il volto del potere che Gesù presenta cambierebbe la vita di tutti i popoli.
In conclusione, quel potere gli consente di fare e mantenere una promessa sublime: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Quando scrive, Matteo ha già sperimentato la realizzazione di questa promessa e l’ha sperimentata anche la sua comunità. Se conclude il suo vangelo con questa promessa, è per dare coraggio e fiducia a ogni comunità e a ogni credente in Cristo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Fosse anche solo per questa frase il vangelo di Matteo ci sarebbe molto caro. Possiamo sentirla rivolta proprio a ciascuno di noi, in ogni momento, specialmente quando le cose non ci vanno bene. Potremmo rispondere a Gesù: «Anch’io sono con te tutti i giorni, fino all’ultimo respiro e per l’eternità».
  2. «Andate…». Ma noi siamo qui e non possiamo andare… E poi ci accorgiamo che basta fare anche solo un passo per “andare” verso i familiari, i vicini, le persone che ci passano accanto. Non conta quanti passi dobbiamo fare per andare, ma quanto i passi che facciamo siano pieni di carità, di misericordia, di premura, di comunicazione di vita e di fede.
  3. Forse non abbiamo dubbi di fronte al Signore, ma, quando ci mettiamo di fronte alla morte e al “dopo”, ce ne vengono tanti…, e domande anche senza risposta. Possiamo solo tuffarci nell’oceano della passione, morte e risurrezione di Gesù. E ci basta.
  4. «…insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Per insegnare non dobbiamo vivere noi per primi il Vangelo? Andiamo avanti con umiltà e impegno, fidandoci della misericordia del Signore.

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Nella preghiera personale ripetiamoci spesso la promessa finale di Gesù.

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2. introduzioni – SANTISSIMA TRINITÀ

26 MAGGIO

SANTISSIMA TRINITÀ

NOI, CASA DELLA TRINITÀ

Padre, Figlio, Spirito: una comunità di amore eterno. Gesù ci ha rivelato quello che possiamo capire e vivere di questa realtà inimmaginabile, che è all’origine di noi e di tutto ciò che esiste, visibile e invisibile. Ma è incredibile che, dopo averci creati a sua immagine, ci abbia eletti come sua abitazione preferita. Solo Gesù, morendo per noi e risorgendo, poteva convincerci a credere. L’Eucaristia è il luogo in cui ogni volta questo autentico miracolo si realizza visibilmente.

PRIMA LETTURA

Il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n’è altro.
Questo brano è scritto per incoraggiare gli Israeliti che sono in esilio a Babilonia e per ricordare loro che il Dio d’Israele non è come gli altri dèi. Egli condivide la storia dei suoi fedeli e interviene per salvarli, come ha fatto in Egitto. Il desiderio di Dio di abitare in mezzo al suo popolo è una piccola e bella anticipazione di quello che Gesù rivelerà riguardo al Padre suo e Padre nostro.

SECONDA LETTURA

Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Paolo, dopo aver descritto la condizione dell’uomo senza Cristo, schiavo della Legge, del peccato e della morte, invita a contemplare la condizione del cristiano: grazie a Cristo, ricevuto lo Spirito Santo, egli è figlio di Dio, ammesso all’eredità divina, e può rivolgersi a Dio, chiamandolo «Padre».

VANGELO

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Per Matteo l’ultimo incontro di Gesù con gli apostoli avviene in Galilea. Essi riconoscono in lui il Figlio di Dio, ma non tutti i dubbi sono scomparsi. In questa situazione concreta avviene il passaggio del testimone: la missione di Gesù passa ai discepoli, i quali, grazie al potere del Signore risorto, sono resi capaci di annunciare la salvezza e di battezzare.

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4. Letture – 26 MAGGIO SANTISSIMA TRINITÀ

26 MAGGIO

SANTISSIMA TRINITÀ

NOI, CASA DELLA TRINITÀ

PRIMA LETTURA

Il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n’è altro.
Questo brano è scritto per incoraggiare gli Israeliti che sono in esilio a Babilonia e per ricordare loro che il Dio d’Israele non è come gli altri dèi. Egli condivide la storia dei suoi fedeli e interviene per salvarli, come ha fatto in Egitto. Il desiderio di Dio di abitare in mezzo al suo popolo è una piccola e bella anticipazione di quello che Gesù rivelerà riguardo al Padre suo e Padre nostro.

Dal libro del Deuteronomio       Dt 4,32-34.39-40

Mosè parlò al popolo dicendo: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE       

Dal Salmo 32 (33)
Il Dio d’Israele è fedele. Le esperienze dei secoli passati alimentano nel salmista una fede profonda e una riconoscenza filiale.

Beato il popolo scelto dal Signore.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Perché egli parlò e tutto fu creato,
comandò e tutto fu compiuto.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

SECONDA LETTURA

Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Paolo, dopo aver descritto la condizione dell’uomo senza Cristo, schiavo della Legge, del peccato e della morte, invita a contemplare la condizione del cristiano: grazie a Cristo, ricevuto lo Spirito Santo, egli è figlio di Dio, ammesso all’eredità divina, e può rivolgersi a Dio, chiamandolo «Padre».

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 8,14-17

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO       

Mt 28,19a.20b

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

VANGELO

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Per Matteo l’ultimo incontro di Gesù con gli apostoli avviene in Galilea. Essi riconoscono in lui il Figlio di Dio, ma non tutti i dubbi sono scomparsi. In questa situazione concreta avviene il passaggio del testimone: la missione di Gesù passa ai discepoli, i quali, grazie al potere del Signore risorto, sono resi capaci di annunciare la salvezza e di battezzare.

Dal vangelo secondo Matteo     Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 26 MAGGIO SANTISSIMA TRINITÀ

26 MAGGIO

SANTISSIMA TRINITÀ

NOI, CASA DELLA TRINITÀ

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, non sempre abbiamo creduto che tu ci vuoi bene da sempre e per sempre. Abbi . Kyrie eleison.
  • Cristo, ci hai rivelato l’amore che regge l’universo, ma noi non abbiamo ancora imparato da te ad amare. Christe eleison.
  • Spirito Santo, spesso abbiamo dimenticato che tu ci mostri la verità e ci dai la forza per seguirla. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

In Gesù si sono manifestare la potenza e la misericordia del Padre, del Figlio e dello Spirito. A loro rivolgiamo la nostra preghiera e diciamo: Santa Trinità, ascoltaci.

  • Affinché ogni uomo sia colmato dei doni della salvezza. Preghiamo.
  • Affinché tutti i cristiani sappiano diffondere nel mondo la luce del Vangelo e l’amore fraterno. Preghiamo.
  • Affinché i governanti delle nazioni trovino le strade che portano a una pace vera e duratura. Preghiamo.
  • Affinché i poveri, i malati e gli emarginati sperimentino l’aiuto delle istituzioni e dei fratelli. Preghiamo.

O Padre, nella tua infinita bontà ci hai inviato tuo Figlio Gesù Cristo e ci hai donato il tuo Santo Spirito. Fa’ che ciascuno di noi sperimenti ogni giorno il tuo amore paterno e misericordioso. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – 26 MAGGIO SANTISSIMA TRINITÀ

26 MAGGIO

SANTISSIMA
TRINITÀ

NOI, CASA DELLA TRINITÀ

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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3. Commento alle Letture – PENTECOSE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

COMMENTO

Queste espressioni di Gesù, prese da due capitoli diversi, raccolgono le promesse di Gesù sul dono dello Spirito Santo e sulla sua azione.
È facile pensare che gli apostoli non abbiano capito molto, ma il Signore dice chiaramente che non ne sono ancora capaci. Gesù ha annunciato la sua partenza e le persecuzioni, causate dall’odio del mondo, che essi dovranno affrontare. Inoltre la loro fede non è ancora matura e fra poco si scontrerà con lo scandalo della croce, entrerà in crisi e causerà fughe e rinnegamento.
Ma quando lo vedranno risorto e riceveranno il dono dello Spirito, allora la loro fede diventerà roccia ed essi saranno in grado non solo di capire tutto ciò che Gesù è, ha detto e realizzato, ma avranno anche il coraggio e la forza, per affrontare il mondo intero, per portare il Vangelo ad ogni creatura e per subire anche il martirio.
L’opera dello Spirito è iniziata nell’eternità, toccando tutti i popoli e le persone, si è espressa in modo particolare in Israele, quindi nell’accompagnare Gesù nella sua missione. Nessuno lo ha conosciuto, ma la sua opera diventerà visibile e riconoscibile dopo il ritorno di Gesù al Padre. Il compito dello Spirito è quello di far comprendere interamente ciò che il Padre ha progettato e voluto e che il Figlio ha realizzato, di mettere alla portata di tutti e di ciascuno la salvezza, che consiste nel renderli figli nel Figlio e, infine, di sostenere con la sua luce e la sua forza l’impegno di ogni credente per vivere da figlio di Dio. Questo dice Gesù quando afferma che lo Spirito non parla da se stesso; infatti egli comunica solo l’amore del Padre e del Figlio per l’umanità, oltre questo non c’è altro, è tutto, ed è la verità tutta intera, cioè la verità che è Cristo Gesù, Verbo eterno, inviato, incarnato, morto e risorto per noi.
Nella vita quotidiana sperimentiamo che non c’è solo lo Spirito Santo in azione nel mondo e nel cuore degli uomini. Ci sono anche spiriti nemici di Dio e dell’uomo. Ma chi crede non teme, perché lo Spirito di Cristo e del Padre è la potenza stessa di Dio. Chi liberamente sceglie di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo non si fa ingannare da altri spiriti. Ma non basta essere battezzati, frequentare la parrocchia, essere catechisti, religiosi o preti; l’unica garanzia che possiamo avere è nelle nostre mani: una fede vera e un amore concreto. Chi crede e ama è mosso dallo Spirito di Dio e non cade nella menzogna e nel peccato.
Nello Spirito è urgente riscoprire e vivere l’umiltà, parola poco familiare oggi nel mondo e anche nella Chiesa. La persona umile conosce i propri limiti e le proprie forze, i propri difetti e le proprie virtù. Sa bene di non bastare a se stessa, tanto meno di salvarsi da sola. Sa bene che tutto le è stato dato per imparare ad amare. Sa che le spinte egoistiche sono sempre in agguato dentro di lei. E allora si mette alla scuola dello Spirito per comprendere l’essenziale della vita, nella preghiera chiede la sua luce e la sua forza per resistere al male e fare il bene in ogni occasione, non presume di essere migliore degli altri ma sa di avere bisogno di una comunità di fratelli e sorelle, infine non crede mai di essere arrivata, ma accetta che il cammino è lungo e faticoso e finisce solo nell’abbraccio del Padre.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Lo Spirito non è visibile, la sua opera sì, per chi ha gli occhi della fede. Quale azione dello Spirito riconosciamo nella nostra vita di questi ultimi tempi? Lodiamo e ringraziamo.
  2. A volte, di fronte a situazioni o a scelte significative, vengono a galla dalla profondità del nostro cuore atteggiamenti, prospettive e proposte di azione, che non avevamo mai visto e provate in noi e non tutte evangeliche. Ci chiediamo da dove provengano. Riconosciamo in noi la lotta tra lo Spirito Santo e lo spirito del male? Quando non riusciamo a distinguere, cosa facciamo?
  3. Lo Spirito abita la profondità del nostro essere. Se vogliamo essere persone libere e responsabili, capire noi stessi e gli altri, individuare le scelte giuste…, dobbiamo imparare a dialogare con lo Spirito, dandoci il tempo e la tranquillità per raggiungerlo nell’intimo del cuore e della vita.
  4. A volte pensiamo di non farcela a vincere alcune tentazioni o abitudini. È un sottile imbroglio dell’avversario, per farci smettere di lottare. Lo Spirito è la forza di Dio, messa a nostra disposizione, proprio per vincere ogni tentazione e abitudine al male.

PROPOSTA DI IMPEGNO 

Chiedendo aiuto allo Spirito, individuare e combattere una tentazione ricorrente o un’abitudine da cambiare.

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2. introduzioni – PENTECOSTE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

Il Signore risorto, come aveva promesso, dona lo Spirito Santo ai discepoli e a tutta la Chiesa. Lo Spirito ci rende figli nel Figlio e ci abilita alla missione che continua quella di Cristo: salvare l’umanità. Questo dono, che abbiamo ricevuto già nel Battesimo, viene rinnovato ogni giorno. Così possiamo vincere ogni timore e debolezza e annunciare, con la testimonianza della vita e con la parola della fede, il Vangelo di Gesù.

PRIMA LETTURA

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Quando Mosè ha ricevuto le tavole della Legge, si sono verificati diversi fenomeni straordinari. Luca li recupera nel racconto della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli, per sottolineare che la vecchia Legge è sostituita dalla nuova, quella portata da Gesù e che lo Spirito Santo scrive nel cuore di ogni cristiano. Mentre la Legge antica era solo per Israele, la nuova è per tutti i popoli, così lo Spirito raccoglie in unità l’umanità che si era dispersa e divisa a Babele.

SALMO RESPONSORIALE       

Dal Salmo 103 (104)

Il salmista resta stupito dalla bellezza e grandezza delle opere di Dio. Noi cristiani abbiamo motivi molto più grandi, per lodare e ringraziare il Signore.

SECONDA LETTURA

Il frutto dello Spirito.
Paolo, dopo aver affermato che il cristiano ha in dono la libertà, si pone la domanda: come si può vincere contro le spinte della «carne» verso il male? La condizione umana comporta la tentazione, ma il male non è forte come lo Spirito: chi accoglie i suoi doni e si lascia guidare da lui, ha già vinto e non cade nel peccato.

VANGELO

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.
Due le promesse di Gesù, che la liturgia unifica in questo brano. Il Signore prepara i suoi al distacco e alla tentazione, che subiranno nella passione. Le promesse che riguardano lo Spirito Santo, hanno lo scopo di incoraggiare i discepoli. Lo Spirito avrà il compito di assicurare la presenza divina che sostiene, di illuminare nella comprensione di ciò che Gesù ha già insegnato e di suggerire al momento opportuno la parola che testimonia la verità del Vangelo.

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4. Letture – PENTECOSTE

19 MAGGIO

DOMENICA DI PENTECOSTE

«RICEVETE LO SPIRITO SANTO…»

PRIMA LETTURA

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Quando Mosè ha ricevuto le tavole della Legge, si sono verificati diversi fenomeni straordinari. Luca li recupera nel racconto della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli, per sottolineare che la vecchia Legge è sostituita dalla nuova, quella portata da Gesù e che lo Spirito Santo scrive nel cuore di ogni cristiano. Mentre la Legge antica era solo per Israele, la nuova è per tutti i popoli, così lo Spirito raccoglie in unità l’umanità che si era dispersa e divisa a Babele.

Dagli Atti degli Apostoli   At 2,1-1

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE       

Dal Salmo 103 (104)

Il salmista resta stupito dalla bellezza e grandezza delle opere di Dio. Noi cristiani abbiamo motivi molto più grandi, per lodare e ringraziare il Signore.

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

SECONDA LETTURA

Il frutto dello Spirito.
Paolo, dopo aver affermato che il cristiano ha in dono la libertà, si pone la domanda: come si può vincere contro le spinte della «carne» verso il male? La condizione umana comporta la tentazione, ma il male non è forte come lo Spirito: chi accoglie i suoi doni e si lascia guidare da lui, ha già vinto e non cade nel peccato.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati             Gal 5,16-25

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio.

SEQUENZA

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

CANTO AL VANGELO       

Mt 28,19a.20b

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.
Due le promesse di Gesù, che la liturgia unifica in questo brano. Il Signore prepara i suoi al distacco e alla tentazione, che subiranno nella passione. Le promesse che riguardano lo Spirito Santo, hanno lo scopo di incoraggiare i discepoli. Lo Spirito avrà il compito di assicurare la presenza divina che sostiene, di illuminare nella comprensione di ciò che Gesù ha già insegnato e di suggerire al momento opportuno la parola che testimonia la verità del Vangelo.

Dal vangelo secondo Giovanni  Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.