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1. ORAZIONI – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

Antifona

Il Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo, o Signore,
e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre. (Cf. Sal 27,8-9)
Si dice il Gloria.
Colletta

Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annuncio profetico della tua parola,
liberaci da ogni paura,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con franchezza
il tuo nome davanti agli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi, o Signore,
perché i nostri pensieri e le nostre azioni
siano conformi alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. (Sal 144,15)

Oppure:

«Io sono il buon pastore e do la mia vita per le pecore»,
dice il Signore. (Cf. Gv 10,11.15)

*A
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate paura: voi valete più di molti passeri! (Mt 10,30-31)

Dopo la comunione

O Padre, che ci hai rinnovati
con il santo Corpo e il prezioso Sangue del tuo Figlio,
fa’ che l’assidua celebrazione dei divini misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

COMMENTO 

La persona di Geremia occupa un ruolo centrale nella storia dei profeti ebraici.
Visse tra il VII e VI secolo avanti Cristo in un periodo molto difficile del Regno di Giuda che si concluderà con la deportazione in Babilonia.
Di carattere timido e introverso viene scelto da Dio per esercitare la profezia a Gerusalemme.
La corruzione, la decadenza morale delle istituzioni e del potere religioso e politico, la violenza dilagante e l’ingiustizia plateale, hanno creato un diffuso clima di smarrimento e paura.
In questo contesto esistenziale, vincendo la sua naturale timidezza, nonostante le botte, le minacce, le persecuzioni e la prigionia, in solitudine assoluta, a gran voce condanna gli evidenti misfatti e ricorda a tutti che Dio c’è e, dunque, la paura dilagante non ha motivo di esistere: “Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Ger 31,33).

Anche Gesù, nell’odierno brano evangelico, ricorda ai suoi discepoli disorientati e confusi questa verità.
Se Dio provvede ai passeri e conosce anche il numero dei nostri capelli, perché avere paura? Bella domanda valida anche oggi.

Dopo duemila anni di cristianesimo perché l’uomo e la donna di oggi vivono assediati dalla paura? Perché l’esistenza di giovani ed anziani è tarlata da molte paure esistenziali?
L’apparente benessere economico non riesce a liberare il cuore dal terrore dell’irrilevanza, della solitudine, della noia esistenziale, della tecnologia sempre più invadente ed inquietante?
Perché la bramosia dell’avere fa dimenticare l’importanza dell’essere?
Perché siamo sazi e disperati allo stesso tempo?
Perché abbiamo il mondo ai nostri piedi ma non abbiamo una casa in cui ci sentiamo accolti e protetti?
Perché i nostri conti bancari sono pingui ma i nostri cuori sono aridi?
Se crediamo che Dio c’è, che ruolo gioca nella nostra quotidianità?
L’essere credente oggi è semplice desiderio utopico o capacità di essere coraggio dove regna la paura, essere speranza dove impera la rassegnazione, essere relazione dove vige la spietata competizione, essere perdono dove la vendetta pietrifica i cuori?
Mai come oggi Dio ha bisogno di credenti in grado di costruire “cieli nuovi e terre nuove” in cui tutti possano sperimentare la presenza di un Padre che dà senso al vivere e pace ai cuori.
La comunità dei credenti in Dio dovrebbe essere la casa dove tutti si sentono accolti e nessuno rifiutato. Ma questo è utopia o missione da vivere? La fede in Dio ci obbliga a realizzarla concretamente nella storia a partire da noi stessi con coraggio ed intelligenza.
Gesù è veramente il nostro Dio e le sue parole sono incise nei nostri cuori?

COMMENTO 2

Dio non abbandona chi soffre per Lui

O Dio Padre, Ti ringraziamo per il ministero profetico di Geremia.
Osteggiato, perseguitato, oppresso a causa della fedeltà alla Tua Parola, non si perde d’animo,
avendo fiducia nel Tuo aiuto provvidente.

Anche noi preghiamo e speriamo nell’ora della persecuzione,
implorando su di noi la Tua bontà misericordiosa, credendo che Ti prendi cura dei poveri, degli umili che confidano in Te.

O Gesù Maestro,
Tu esorti noi Tuoi discepoli-missionari a non temere gli uomini,
annunciando con coraggio il Tuo Vangelo, rendendoti testimonianza con la forza del Tuo Santo Spirito,
consapevoli che il Padre Tuo e nostro veglia su di noi.

O Spirito Santo, da Te animati,
superiamo la paura della morte fisica, perché Tu ravvivi in noi la fede in Gesù Cristo, Nuovo Adamo,
che con la sua passione gloriosa ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e della morte,
ed è la nostra vita e la nostra risurrezione.

O beata Vergine Maria, Donna eucaristica,
prega per noi perché, lasciandoci rinnovare dal Padre con il Corpo e il Sangue del suo Figlio in questa Eucaristia,
sacramento della redenzione, accogliamo docilmente il dono dello Spirito che ci purifica e ci rinnova,
vivendo come Gesù e in Gesù, da figli ubbidienti al Padre.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

 

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2. introduzioni – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

«Non abbiate paura». Questo invito è presente nella Bibbia per ben 366 volte. Il cristiano sa che la sua fede lo condurrà di fronte a tante difficoltà e alla persecuzione. Il sentimento umanissimo della paura può condurlo alla tentazione di nascondere la propria fede. Oggi il Signore ci invita al coraggio di testimoniare il suo Vangelo in ogni circostanza. Lui è sempre con noi.

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Geremia ha annunciato ciò che il Signore gli ha ordinato. Il risultato è l’isolamento e la persecuzione. Anche i suoi amici si sono rivoltati contro di lui. In questa situazione drammatica il profeta rinnova la sua fiducia nel Signore e aspetta la rivincita. Gesù insegnerà qualcosa di diverso.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.

In questo brano Paolo mette a confronto l’opera di Adamo con quella di Gesù. Adamo ha fatto entrare il peccato nel mondo e lo ha trasmesso ai suoi discendenti, esponendoli alla morte spirituale. Gesù, obbedendo al Padre, ha riversato sull’umanità la vita stessa di Dio.

VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Siamo nel capitolo in cui Matteo raccoglie le istruzioni di Gesù agli apostoli prima di mandarli in missione. Ma il discorso vale per tutti i cristiani dei tempi futuri. Chi vive e annuncia il Vangelo incontra difficoltà e persecuzioni e può subire la tentazione di rinnegare Gesù. Per questo ben tre volte risuona l’incoraggiamento: «Non abbiate paura».

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4. Letture – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Geremia ha annunciato ciò che il Signore gli ha ordinato. Il risultato è l’isolamento e la persecuzione. Anche i suoi amici si sono rivoltati contro di lui. In questa situazione drammatica il profeta rinnova la sua fiducia nel Signore e aspetta la rivincita. Gesù insegnerà qualcosa di diverso.

Dal libro del profeta Geremìa                   Ger 20,10-13  

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 68 (69)

R. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. R.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza. R.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.   R.

SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.

In questo brano Paolo mette a confronto l’opera di Adamo con quella di Gesù. Adamo ha fatto entrare il peccato nel mondo e lo ha trasmesso ai suoi discendenti, esponendoli alla morte spirituale. Gesù, obbedendo al Padre, ha riversato sull’umanità la vita stessa di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani               Rm 5,12-15

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza. (Gv 15,26b.27a)

Alleluia.

VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Siamo nel capitolo in cui Matteo raccoglie le istruzioni di Gesù agli apostoli prima di mandarli in missione. Ma il discorso vale per tutti i cristiani dei tempi futuri. Chi vive e annuncia il Vangelo incontra difficoltà e persecuzioni e può subire la tentazione di rinnegare Gesù. Per questo ben tre volte risuona l’incoraggiamento: «Non abbiate paura».

Dal Vangelo secondo Matteo    Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, abbiamo temuto di non essere ascoltati e non abbiamo annunciato il Vangelo. Kyrie eleison.
  • Cristo, abbiamo avuto paura di perdere gli amici e non li abbiamo aiutati a riconoscere i loro errori. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo temuto di soffrire a causa del Vangelo e ti abbiamo messo da parte in alcune scelte. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Sac.: La tenerezza del Padre ci è rivelata in Gesù. Con lui, riconoscenti, diciamo:

Donaci, Signore, la fiducia in te.

  • La tua chiesa non sostituisca niente e nessuno a te, unico suo Signore. Preghiamo
  • Ci inviti, Signore, a “non aver paura”. Lo Spirito di fortezza pervada e rafforzi la nostra storia. Preghiamo
  • Gesù ha attraversato l’esperienza umana, compresa la morte, con la stabilità della sua fiducia filiale. In lui ci fu vita anche nel modo di morire. Signore Gesù, fa che ti seguiamo. Preghiamo
  • Gesù seppe vincere le sue paure con la certezza di essere figlio amato, uomo di verità, testimone di amore. Donaci, Signore, stabilità di vita. Preghiamo
  • Ci inviti a “riconoscerti davanti agli uomini”. La grazia della testimonianza e della coerenza di vita sia dono costante che ci accompagni nel nostro cammino. Preghiamo

Sac.: Padre, fiducioso nel figlio Gesù, accogli la nostra preghiera che in lui ti innalziamo, fiduciosi nella sua mediazione. A lui la gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

 

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1. ORAZIONI – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

Antifona

Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. (Sal 26,7.9)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che hai fatto di noi
un regno di sacerdoti e una nazione santa,
donaci di ascoltare la tua voce
e di custodire la tua alleanza,
per annunciare con le parole e con la vita
che il tuo regno è vicino.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che nel pane e nel vino
doni all’uomo il cibo che lo alimenta
e il sacramento che lo rinnova,
fa’ che non ci venga mai a mancare
questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Una cosa che ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: 
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (Sal 26,4)

oppure:

Padre santo, custodiscili nel tuo nome, 
perché siano, come noi, una cosa sola. (Gv 17,11)

*A
Annunciate che il regno di Dio è vicino;
guarite gli infermi, scacciate i demoni. 
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente data. (Cfr. Mt 10,7-8)

 

Dopo la comunione

La partecipazione ai tuoi santi misteri, o Signore,
come prefigura la nostra unione in te,
così realizzi l’unità nella tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

 

COMMENTO 

Gesù, durante la sua vita pubblica, insegna sempre nelle sinagoghe ebraiche.
La sua quotidianità la vive costantemente tra la folla. Ne percepisce gli umori, le difficoltà, la povertà, le malattie, le paure e lo spietato sfruttamento e la sottomissione, religiosa e politica, ai potenti e prepotenti signori di allora. Vive sempre a stretto contatto con i poveri, gli ammalati, i lebbrosi ed emarginati.
Si rende conto dell’enorme lavoro da fare per rendere il Regno dei cieli presente ed operante nella vita di tutti i giorni.
Con un certo affanno supplica il Padre di mandare non predicatori, né rivoluzionari da due copechi o profeti dispensatori di sterili utopie, ma semplici operai disposti a mettersi in gioco, non per vile denaro, ma gratuitamente.
Tra i tanti che lo assediano ne sceglie dodici. Nessuno di loro eccelle in qualcosa. Tutti appartengono al ceto popolare.
Sono uomini con tutti i difetti possibili: traditori (Pietro e Giuda Iscariota occupano il primo posto e l’ultimo della lista dei dodici).
Ci sono rudi pescatori, uno zelota, degli arrivisti, esattori delle tasse, dei forti di carattere e dei pusillanimi.
Sovrabbondano di difetti, ma sono generosi ed aperti alla gratuità.
Il loro compito è chiaro e ben definito: testimoniare la presenza del Regno dei cieli nel contesto ebraico in cui si svolge la loro vita; occuparsi degli ammalati sia nel corpo che nello spirito; accogliere coloro che sono emarginati dai pregiudizi religiosi come i lebbrosi; fidarsi della provvidenza di Dio; bussare a tutte le porte; essere sobri nell’avere e nel desiderare. Tutto questo nella libertà che solo la più radicale gratuità può generare.

Il Cristiano autentico riceve tutto gratuitamente da Dio e tutto condivide gratuitamente con il prossimo.
Nella mentalità capitalista e consumista del moderno contesto sociale il Cristiano non può appartenere al main stream dominante ed omologante.
Nel silenzio della sua quotidiana e coerente testimonianza getta le fondamenta di una società più giusta, più solidale e più in pace.

COMMENTO 2

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Operai nella vigna del Signore in virtù del Battesimo

O Gesù, in questa Pasqua settimanale,
Ti ringraziamo con tutto il cuore per il dono dell’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita della Chiesa,
il dono più grande scaturito dal Tuo Cuore divino e umano, il Pane della vita spezzato e condiviso,
per farci diventare una cosa sola con Te e tra di noi.
Ti ringraziamo per il dono del Santo Padre Papa Leone e del collegio dei vescovi, successori degli Apostoli.

Quando chiamasti i Dodici volevi riferirti simbolicamente alle tribù d’Israele, risalenti ai dodici figli di Giacobbe.
Ponendo al centro della Tua nuova comunità i Dodici, ci fai capire di essere venuto a portare a compimento il disegno del Padre celeste.
Ai Dodici hai dato il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.
Essi dovranno cooperare con Te nell’instaurare il Regno di Dio, la Tua signoria benefica, portatrice di vita,
e di vita in abbondanza per l’intera umanità.

I Tuoi dodici Apostoli non erano uomini perfetti, scelti per la loro irreprensibilità morale e religiosa.
Erano credenti, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati nello stesso tempo dai loro limiti umani, talora anche gravi.
Tu non li chiamasti perché erano già santi, completi, perfetti, ma affinché lo diventassero, affinché fossero trasformati per trasformare così anche la storia.

Tu rendi partecipi gli Apostoli della Tua compassione per le folle stanche e sfinite,
per le pecore perdute della casa d’Israele, per i piccoli e i poveri.

Ancora oggi chiami tutti noi ad essere discepoli missionari, ad esercitare la solidarietà e la condivisione,
ad annunciare Te, unico Salvatore del mondo, unica speranza dell’umanità, ad essere segni e strumenti della Tua compassione, della Tua misericordia.
Tu ci chiedi di prenderci cura degli infermi, di portare la Tua Parola di vita a coloro che sono morti spiritualmente,
dando gratuitamente ciò che da Te gratuitamente abbiamo ricevuto.
Lo Spirito che agiva in Te e nei Dodici, è lo stesso che opera in noi
e che ci permette di compiere tra la nostra gente i segni del Regno di amore, di giustizia e di pace che è già nel mondo.

La Tua missione si partecipa in diversi modi a tutti i membri del Popolo di Dio,
per la grazia del Battesimo e della Confermazione.
Tutti siamo destinatari del Tuo desiderio di moltiplicare gli operai nella messe del Signore.
Tutti, nella varietà dei carismi e dei ministeri, siamo chiamati a lavorare nella Tua vigna.

O Beata Vergine Maria, Madre della speranza e Stella dell’evangelizzazione,
aiutaci a rimanere nell’amore di Cristo, perché possiamo portare frutti abbondanti
a gloria di Dio Padre e per la salvezza del mondo.

Amen.

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

 

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6. Vignetta di RobiHood – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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4. Letture – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

PRIMA LETTURA

Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.

Dal libro dell’Èsodo             Es 19,2-6a

In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se datete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 99 (100)

R. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.   R.

SECONDA LETTURA

Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio, molto più saremo salvati mediante la sua vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani           Rm 5,6-11 

Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, uno stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)

Alleluia.

VANGELO

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

Dal Vangelo secondo Matteo            Mt 9,36 – 10,8 

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.