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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 2 AGOSTO 2026 – XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

2 AGOSTO 2026

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

INVITATI AL BANCHETTO DI CRISTO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, quando ci rassegniamo nella nostra mediocrità, rendici capaci di una vita coraggiosamente nuova. Kyrie eleison.
  • Cristo, misericordia del Padre, fa’ che ci rinnoviamo nel tuo Spirito. Christe eleisoN.
  • Signore Gesù, vita e nostra risurrezione. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Assetati e affamati di te, Signore, ti cerchiamo innalzandoti la nostra lode e la nostra supplica. Diciamo: Saziaci, Signore.

  • La tua chiesa, nutrita da te, pane e parola, nutra l’umanità riconducendola alla fonte di vita: l’Eucaristia. Preghiamo
  • “Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete”. L’invito profetico diventi accoglienza e vita nella nostra disponibilità all’ascolto della tua Parola. Preghiamo
  • I salmi biblici ci invitano alla lode, al riconoscimento di chi sei e cosa fai, alla lode e gratitudine. Sono un invito ad entrare in relazione intima con te. Insegnaci, Signore, a fare nostra la parola dei salmi, per riconoscere che tu sei “misericordioso, pietoso, giusto, lento all’ira, grande nell’amore, buono verso tutti, poiché la tua tenerezza si espande su tutte le creature”. Preghiamo
  • “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”. La tua fedeltà, Signore, sia sostegno ai nostri passi vacillanti. Preghiamo
  • “Voi stessi date loro da mangiare”. Il tuo comando ci invita a prenderci cura degli altri e a diventare noi stessi cibo per gli altri. Signore, nel nostro cammino di fede, donaci la gioia della condivisione e del dono. Preghiamo

Sac.: Ascolta, o Padre, la nostra preghiera che ti innalziamo nel Figlio tuo Gesù, nostro maestro di vita e nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

 

 

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1. ORAZIONI – 26 LUGLIO 2026 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

26 LUGLIO 2026

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA GIOIA DI CHI SCEGLIE CRISTO

Antifona

Dio sta nella sua santa dimora:
a chi è solo fa abitare una casa;
dà forza e vigore al suo popolo. (Cf. Sal 67,6.7.36)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, fonte di sapienza,
che in Cristo ci hai svelato il tesoro nascosto
e ci hai donato la perla preziosa,
concedi a noi un cuore saggio e intelligente,
perché, fra le cose del mondo, sappiamo apprezzare
il valore inestimabile del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Accetta, o Signore, queste offerte
che la tua generosità ha messo nelle nostre mani,
perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri,
santifichi la nostra vita presente
e ci guidi alla felicità senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Benedici il Signore, anima mia:
non dimenticare tutti i suoi benefici. (Sal 102,2)

Oppure:

Beati i misericordiosi: troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore: vedranno Dio. (Mt 5,7-8)

*A
«Così sarà alla fine del mondo.
Verranno gli angeli
e separeranno i cattivi dai buoni», dice il Signore. (Mt 13,49)

Dopo la comunione

O Dio, nostro Padre,
che ci hai dato la grazia di partecipare a questo divino sacramento,
memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio,
fa’ che il dono del suo ineffabile amore
giovi alla nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 26 LUGLIO 2026 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

26 LUGLIO 2026

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA GIOIA DI CHI SCEGLIE CRISTO

COMMENTO 

Domenica scorsa il Vangelo ci aveva presentato tre parabole per chiarire il significato dell’espressione “ Regno dei Cieli”.
La parabola della zizzania ci ricordava che il regno non è solo riservato agli eletti (grano buono) ma anche ai  cattivi (zizzania).
Il giudicare non spettava ai presunti buoni , ma solo a Dio, alla fine della vita.
Inoltre esso non si  basava   sulla grandezza (pianta della senape) ma era lievito che tenacemente nel silenzio faceva fermentare la massa.

Oggi l’evangelista ci insegna che il regno dei cieli è un tesoro nascosto che ognuno deve scoprire nel campo segreto del suo cuore. È un’esperienza folgorante che cambia l’esistenza. Seguire Gesù, come dice Paolo nella lettera ai Filippesi: “Per me il vivere e’ Cristo e il morire e’ un guadagno” (1, 21).
Chi trova un tesoro gioca tutto se stesso per ottenerlo.
La fede autentica richiede una dedizione totale per testimoniarla nella vita con coerenza.
Questo impegno di lealtà non richiede sacrifici sovrumani. Piuttosto comporta una gioia non solo conclamata a parole, ma radicata nell’entusiasmo di una vita innestata nella coerenza e nella fedeltà al proprio credere.
Il Regno riguarda tutti, buoni e cattivi. È come una rete da pescatori che raccoglie qualsiasi genere di pesci. Il criterio di cernita non è basato sulla bellezza, sul gusto o sulla bontà. Vengono scartati non i pesci cattivi ma solo quelli marci e quindi irrecuperabili e dannosi.
La traduzione del greco “satra” con l’aggettivo “cattivo” è riduttiva perché il vero significato originale è “marcio”. Non ha un significato moralistico, ma fisico che sa di corruzione irreversibile e dannosa. Un cuore marcio non può amare.
Questa è la condizione irrinunciabile per vivere la Parola. Solo il marciume verrà eliminato con il fuoco dagli angeli addetti al compito di separare gli eletti da coloro che hanno rifiutato totalmente e pervicacemente la Parola.
Persino gli Scribi, maestri nel manipolare Dio con i loro contorti ragionamenti e con il loro asfissiante tradizionalismo, se si emendano e seguono il Maestro, diventano, di diritto, discepoli e testimoni che sanno attingere dal tesoro della fede “cose nuove e cose antiche” (Mt 13, 62).
Quali “cose nuove” e “cose antiche” caratterizzano il modo di vivere e realizzare  il nostro essere cittadini del “Regno dei cieli”?
La fede è veramente il fulcro del nostro essere ed operare? I verbi che definiscono la nostra condotta sanno di accumulo, di apparire e di dominio o di condivisione, riserbo silenzioso e di servizio gratuito e disinteressato?
Siamo verbosi farisei o testimoni alla San Paolo?

COMMENTO 2

Invochiamo il dono della sapienza del cuore

O Gesù, Regno di Dio in mezzo a noi, chi Ti conosce, chi Ti incontra personalmente, rimane affascinato, attratto da Tua bontà, verità, bellezza.

Cercare e incontrare Te è il grande tesoro. Fa’ che leggendo con cuore aperto il Vangelo, ci lasciamo colpire da Te, convertendoci a Te, come san Francesco di Assisi:
egli quando lesse il Vangelo, in un momento decisivo della sua giovinezza, incontrò Te, scoprendo il Tuo Regno, e allora tutti i suoi sogni di gloria terrena svanirono.

Il Vangelo ci fa conoscere Te, vivo e vero e ci cambia la vita, dà senso, dà sapore, dà luce a tutto, anche alle fatiche, anche alle sofferenze e anche alla morte.

Leggendo il Tuo Vangelo, troviamo Te, e allora tutto acquista senso.
Che Tu possa sempre regnare nella nostra vita, per poter sperimentare amore, pace e gioia in noi.

Per la nostra gioia e per la nostra salvezza hai donato Te stesso fino a morire su una croce, liberandoci dal potere delle tenebre
e trasferendoci nel regno della vita, della bellezza, della bontà, della gioia.

O Beata Vergine Maria, prega per noi perché venga in noi e nel mondo intero il Regno del Tuo Figlio, Regno di amore, di giustizia e di pace.

Amen. Alleluja!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

Gesù si è impegnato molto, per far comprendere ai discepoli cosa è il Regno di Dio e soprattutto come «funziona» lungo la storia. La liturgia offre in queste ultime tre parabole la strada della saggezza spirituale e la necessità di scegliere l’appartenenza al Regno.
Le prime due sono parabole «sorelle» con la somiglianza del senso fondamentale e alcune differenze. Chi trova il tesoro nel campo ha un colpo di «fortuna», che tiene nascosto per sé, e con gioia vende tutto per acquistare il campo. Non è qui per niente in discussione la «moralità» dell’uomo che ha trovato il tesoro in un campo non suo, ma la riconoscenza per un dono gratuito e inatteso di Dio e la saggezza di chi è disposto a privarsi di tutto per acquistare l’unica realtà che vale per la vita eterna.
Chi trova la perla, la sta cercando da tempo, la trova in possesso di un venditore e anche lui, che conosceva già il valore assoluto della perla, investe tutto ciò che possiede per acquistarla. Troviamo qui rappresentati tutti coloro che cercano onestamente la verità e la conoscenza di Dio e la trovano nell’annuncio della risurrezione di Cristo, fatto dagli evangelizzatori.
Il senso fondamentale comune dice che il Regno di Dio ha un valore così alto e assoluto che chi lo scopre, per appartenervi, non solo non fa nessuna fatica, ma addirittura prova gioia nel rinunciare a tutto il resto… e chi cerca il Regno da tempo, lo trova e lo acquista, costi quel che costi. In altro luogo il Signore dice che chi perde per lui la vita, acquista la vita eterna.
È davvero decisivo acquistare il Regno? La risposta è sì, per avere una vita veramente e pienamente umanodivina in questo mondo e per ereditare la vita eterna. Chi non lo fa, perde tutto e per sempre. Ma nella storia il Regno si esprime attraverso la Chiesa, anche se non è chiuso in essa. Tutti possono avere accesso al Regno di Dio ed essere accolti nella Chiesa, sia i buoni sia i cattivi. Per questo la conclusione è affidata alla terza parabola, «sorella» di quella del buon grano e della zizzania. Qui il tutto si conclude quando la rete è piena e si giunge così al tempo del giudizio di salvezza o di condanna. Non basta acquistare il campo o la perla, farsi battezzare e ricevere i sacramenti, bisogna vivere il Vangelo, per entrare nella gioia senza fine.
La conclusione del discorso offre un ritratto del credente, che qualche commentatore riconosce anzitutto nell’evangelista e poi negli evangelizzatori. Sono coloro che hanno «compreso» il Vangelo e possiedono il «tesoro» della fede; essi hanno fatto proprie tutte le novità che ha portato Gesù e valorizzano tutte le «cose» antiche del Primo Testamento, le quali restano valide, perché hanno trovato la loro verità completa in Cristo risorto.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Molte volte il Signore ci ha fatto trovare il tesoro del suo amore misericordioso, attraverso un fratello, una sorella o un avvenimento particolare. Siamo stati capaci di rinunciare a qualcosa per acquistare quel tesoro?
  2. Chi cerca, trova. Questa parola del Signore non vale per tutte le cose umane, ma per quelle che vengono da lui. Chi cerca sinceramente il Signore e la saggezza che viene da lui, non rimane deluso.
  3. La gioia risplende sul volto e nella vita di chi «acquista» il Regno di Dio. Può essere questo un buon criterio per verificare la nostra appartenenza alla Chiesa e la nostra fedeltà a Cristo e al suo Vangelo.
  4. Alla fine ci sarà il giudizio e la separazione. Il cristiano non ha paura di essere separato dal Signore e dai fratelli, perché ogni giorno rinnova il suo impegno e mette la sua fiducia, non nella propria bravura, ma nella misericordia del Signore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Per incontrare il Signore e per fare del bene ai fratelli, rinuncio volentieri a qualcosa che mi piace.

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2. introduzioni – 26 LUGLIO 2026 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

26 LUGLIO 2026

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA GIOIA DI CHI SCEGLIE CRISTO

Ogni persona cerca la felicità. Nel mondo ci sono, da sempre, venditori di illusioni ingannatrici che oggi hanno strumenti molto sofisticati e metodi allettanti. Salomone ha chiesto a Dio la saggezza e l’ha ricevuta in dono. Il Signore Gesù ci dona gratuitamente il suo Spirito che ci insegna a discernere ciò che ci conduce alla vera felicità.

PRIMA LETTURA

Hai domandato per te la sapienza.

Salomone ha ereditato il trono di Davide, è giovane e riconosce che il compito che lo aspetta è superiore alle sue forze. Per questo chiede a Dio la saggezza nel governare. Se il Signore resta ammirato, è perché non molti uomini, prima e dopo Salomone, avrebbero fatto una richiesta così umile e saggia. Il dono che Salomone ha chiesto e riceve, sarà la fonte di tanti altri doni.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.

Dio, con la sua provvidenza, vuole condurre gli uomini alla salvezza. Questo progetto parte da quando il Signore pensa di dare la vita a ciascuno dei suoi figli e, per tutti non solo per alcuni, ha un disegno di amore, che si sviluppa nel tempo, dalla chiamata alla vita e alla fede, alla somiglianza a Gesù e alla gloria del Paradiso.

VANGELO

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Si conclude il lungo discorso di Gesù sulle parabole che illustrano come il Regno di Dio si manifesta nella storia umana. È un bene inestimabile che si trova per dono di Dio (tesoro trovato «per caso») o dopo una lunga ricerca (la perla), e che richiede l’investimento di tutto ciò che si ha. È aperto a tutti, buoni e cattivi: la separazione avverrà solo alla fine.

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4. Letture – 26 LUGLIO 2026 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

26 LUGLIO 2026

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA GIOIA DI CHI SCEGLIE CRISTO

PRIMA LETTURA

Hai domandato per te la sapienza.

Salomone ha ereditato il trono di Davide, è giovane e riconosce che il compito che lo aspetta è superiore alle sue forze. Per questo chiede a Dio la saggezza nel governare. Se il Signore resta ammirato, è perché non molti uomini, prima e dopo Salomone, avrebbero fatto una richiesta così umile e saggia. Il dono che Salomone ha chiesto e riceve, sarà la fonte di tanti altri doni.

Dal primo libro dei Re    1Re 3,5.7-12

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 118 (119)

R. Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento. R.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. R.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.  R.

SECONDA LETTURA

Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.

Dio, con la sua provvidenza, vuole condurre gli uomini alla salvezza. Questo progetto parte da quando il Signore pensa di dare la vita a ciascuno dei suoi figli e, per tutti non solo per alcuni, ha un disegno di amore, che si sviluppa nel tempo, dalla chiamata alla vita e alla fede, alla somiglianza a Gesù e alla gloria del Paradiso.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani    Rm 8,28-30

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Mt 11,25)

Alleluia.

VANGELO

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Si conclude il lungo discorso di Gesù sulle parabole che illustrano come il Regno di Dio si manifesta nella storia umana. È un bene inestimabile che si trova per dono di Dio (tesoro trovato «per caso») o dopo una lunga ricerca (la perla), e che richiede l’investimento di tutto ciò che si ha. È aperto a tutti, buoni e cattivi: la separazione avverrà solo alla fine.

Dal Vangelo secondo Matteo    Mt 13,44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore.

Forma breve:
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,44-46

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 26 LUGLIO 2026 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

26 LUGLIO 2026

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA GIOIA DI CHI SCEGLIE CRISTO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 26 LUGLIO 2026 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

26 LUGLIO 2026

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA GIOIA DI CHI SCEGLIE CRISTO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci siamo lasciati sviare da ciò che ci allontana da te e dai fratelli. Kyrie eleison.
  • Cristo, non abbiamo saputo distinguere il bene dal male e abbiamo sbagliato. Christe eleisoN.
  • Signore, non siamo stati capaci di rinunciare a cose inutili per stare con te. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Signore vuole riempirci dei suoi doni. Rivolgiamo a lui la nostra preghiera di figli e diciamo insieme: Padre, donaci sempre la saggezza.

  • Perché ogni giorno sappiamo riconoscere e assumere le nostre responsabilità in famiglia e nel lavoro. Preghiamo.
  • Perché nei momenti di difficoltà sappiamo scegliere di salvare ciò che è davvero importante e giusto. Preghiamo.
  • Perché, anche quando siamo assaliti dai dubbi, conserviamo salda la fede nella tua provvidenza. Preghiamo.
  • Perché riconosciamo che il vero tesoro della nostra vita è tuo figlio Gesù. Preghiamo.

Padre grande e misericordioso, tu ci hai creati con immenso amore e con amore più grande ci hai salvati, per mezzo di Gesù. Donaci il tuo Spirito, affinché viviamo il Vangelo per giungere alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 19 LUGLIO 2026 – XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE SEMINA LA SUA PAROLA

Antifona

Ecco, Dio é il mio aiuto,
il Signore sostiene la mia vita.
A te con gioia offrirò sacrifici
e loderò il tuo nome, o Signore, perché tu sei buono. (Cf. Sal 53,6.8)
Si dice il Gloria.
Colletta

Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore,
e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

Ci sostengano sempre, o Padre,
la forza e la pazienza del tuo amore,
perché la tua parola, seme e lievito del regno,
fruttifichi in noi
e ravvivi la speranza
di veder crescere l’umanità nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che nell’unico e perfetto sacrificio di Cristo
hai dato compimento alla Legge antica,
accogli e santifica questa nostra offerta
come un giorno benedicesti i doni di Abele,
perché ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme. (Sal 110,4-5)

Oppure:

Ecco: sto alla porta e busso.
Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta,
io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. (Ap 3,20)

*A
Il buon seme sono i figli del Regno;
splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. (Mt 13,38.43)

Dopo la comunione

Assisti con bontà il tuo popolo, o Signore,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dall’antica condizione di peccato
alla pienezza della vita nuova.
Per Cristo nostro Signore

 

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3. Commento alle Letture – 19 LUGLIO 2026 – XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE HA PAZIENZA CON TUTTI I PECCATORI

COMMENTO 

Con la frase “Regno dei Cieli”  Matteo intende “Regno di Dio” da realizzare ed attuare sulla terra da coloro che si dichiarano cristiani.
È un Regno che si differenzia e si propone come alternativa a qualsiasi regno elaborato durante tutta la storia umana.
Le tre colonne portanti vengono ben descritte e sintetizzate in tre verbi: condividere ,servire, scendere. Essi sostituiscono i verbi che identificano e definiscono le monarchie terrene: accumulare, comandare, salire.
Nell’ascoltare questi insegnamenti le orecchie degli apostoli si sintonizzano in automatico sui valori terreni e creano perplessità e riluttanza ad accettare il nuovo messaggio.
Gesù, memore di quanto afferma nella prima lettura, tratta dal libro della Sapienza, che Dio è forte ma mite, governa con indulgenza ed ama nella misericordia, con pazienza, per l’ennesima volta,  si siede in mezzo a loro e tenta di evangelizzarli con le cosiddette tre parabole del Regno dei Cieli.
Nella prima ricorda che il Regno di Dio non è fatto di automi  per programmati  per la santità  ma  di persone libere e responsabili  di scegliere se essere buon grano nutriente  o zizzania letale. È interessante sottolineare che Gesù non si preoccupa di annullare subito gli effetti nefasti della zizzania, piuttosto blocca lo spirito bellicoso di coloro che vogliono estirparla e bruciarla . Dio non ha bisogno dei bulldog che azzannano quelli che sgarrano. Ci penseranno gli angeli a fare la cernita al momento giusto.
La seconda parabola prende come segno del Regno un granellino di senape. Questa parabola suona strana anche per noi perché la senape è una pianta infestante che non si semina,  ci pensa il vento a trasportarla dappertutto. È presente soprattutto nei dintorni del lago di Genezaret ed è un autentico pericolo per gli orti perché assume delle dimensioni che arrivano fino ai due metri di altezza con una fitta ramificazione. È bella a vedersi ma di nessuna utilità. Diventa un segno del Regno di Dio nella storia umana quando la Parola si trasforma solo in apparenza formale e non in carità amorevole.
La terza identifica l’azione del Regno di Dio con quella del lievito che nel silenzio fa fermentare la massa in modo straordinario come farebbero tre misure di lievito (che corrispondono a 40kg) impastate dalle mani esperte di un’abile massaia. I santi hanno dimostrato nei fatti la straordinaria fecondità con cui la carità trasforma la  storia umana.
Quello che manca nella Chiesa oggi non sono le strutture, neppure i teologi, neanche i preti e le suore.
Mancano santi del calibro di Benedetto, Francesco, Ignazio di Loyola, Teresa di Calcutta o don Bosco che impastino, nella storia umana, il lievito della tenerezza del Padre.
Allora forse il mondo degli uomini sarebbe più conforme al messaggio divino.

COMMENTO 2

La pazienza misericordiosa di Dio ci chiama a conversione

O Gesù, con la parabola del grano e della zizzania ci insegni che in questo mondo il bene e il male sono talmente intrecciati,
che è impossibile separarli ed estirpare tutto il male.
Solo Tu puoi fare questo, e lo farai nel giudizio finale.
Con le sue ambiguità e il suo carattere composito, la situazione presente è il campo della libertà, in cui si compie il difficile esercizio del discernimento fra il bene e il male.
E in questo campo Tu ci chiedi di congiungere, con grande fiducia nella Tua provvidenza, la decisione e la pazienza.
Concedici la grazia di decidere di voler essere buon grano, prendendo le distanze dal maligno e dalle sue seduzioni.
Fa’ che, imitando la Tua pazienza misericordiosa che ci spinge alla conversione, siamo Chiesa simile al “lievito nella pasta”,
che non teme di sporcarsi le mani lavando i panni dei suoi figli, e non una Chiesa di “puri”, che pretende di giudicare prima del tempo chi sta nel Regno di Dio e chi no.
Tu, Sapienza incarnata, oggi ci aiuti a comprendere che il bene e il male non si possono identificare con territori definiti o determinati gruppi umani.
Tu ci dici che la linea di confine tra il bene e il male passa nel cuore di ogni persona, passa nel cuore di ognuno di noi.
Tu con la Tua morte in croce e la Tua risurrezione, ci hai liberato dalla schiavitù del peccato e ci dai la grazia di camminare in una vita nuova;
ma con il Battesimo ci hai dato anche la Confessione, perché abbiamo sempre bisogno di essere perdonati dai nostri peccati.
Fa’ che impariamo i Tuoi tempi che non sono i nostri tempi e anche il Tuo “sguardo”: grazie all’attesa paziente, ciò che era zizzania o sembrava zizzania,
può diventare un prodotto buono. Elargisci a tutti noi la grazia della conversione permanente e alimenta in noi la speranza che non delude.
O Beata Vergine Maria, aiutaci a cogliere nella realtà che ci circonda non soltanto la sporcizia e il male, ma anche il bene e il bello; a smascherare l’opera di Satana,
ma soprattutto a confidare nell’azione di Dio che feconda la storia.
Amen. Alleluja!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

Gesù non dice cosa sia il Regno di Dio, ma lo descrive con molte parabole («è simile»), che costituiscono delle piste, seguendo le quali i credenti non solo scoprono di appartenere al Regno, ma anche di collaborare con il Signore alla sua costruzione, in attesa della sua completa realizzazione alla fine dei tempi. Le tre parabole odierne in sintesi dicono: il regno di Dio prevede che i buoni siano mescolati ai cattivi e si impegnino a conservarsi buoni davvero; solo alla fine ci sarà un giudizio che separerà buoni e cattivi; il Regno non è subito grande e appariscente, ma è piccolo (come i semi) e cresce lungo la storia, però diventa solido e forte e darà ospitalità a tutti quelli che lo vorranno; il Regno agisce nella storia come il lievito nella pasta e cioè a poco a poco diffonde la fede in tutta l’umanità.
Fermiamoci un po’ sulla parabola del grano e della zizzania, la quale, pur avvalendosi della spiegazione di Gesù stesso o dell’evangelista, fa nascere qualche domanda. Perché il Signore decide di far crescere la zizzania con il grano? Il buon grano è sempre buono e la zizzania rimane sempre cattiva, fino al giudizio?
Le parabole vanno lette diversamente dalle allegorie. Nelle allegorie i dettagli hanno un significato, nella parabola ciò che conta è «la punta» (dicono gli studiosi), cioè la verità che il narratore vuole comunicare. Qui la «punta» è questa: Dio accetta che buoni e cattivi nella storia siano mescolati, la separazione avverrà solo alla fine.
Situando la parabola nella comunità cristiana, ne risulta una risposta agli interrogativi che la agitavano. Il buon seme è la parola che fa nascere i figli del Regno, ma essi scoprono di convivere con altri che non ascoltano la Parola, eppure prosperano e perseguitano la Chiesa. La parabola individua il responsabile: un nemico, il Maligno. La comunità scopre nel vangelo che il Signore ha deciso di non intervenire drasticamente per togliere i malvagi da questo mondo. Ma perché? Da una parte la presenza dei «cattivi» chiede ai «buoni» la verifica dolorosa della propria fede, la testimonianza e la pazienza (se non ci fossero «gli altri», i credenti con chi e come potrebbero somigliare a Gesù, che ama anche i nemici, cerca i peccatori e offre loro il perdono?); dall’altra emerge la volontà precisa di Dio che tutti gli uomini siano salvi. Gesù è morto per tutti e la Chiesa ha il compito di portare la bella notizia della salvezza anche a coloro che sono sotto il potere dell’avversario, con la fiducia e la speranza che si convertano e ottengano la salvezza.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Da Dio viene solo ciò che è buono, il male viene dall’avversario e dalla libertà malata dell’uomo. Chi considera il Signore all’origine del male che c’è nel mondo non lo conosce.
  2. Grano e zizzania devono crescere insieme. Quante volte abbiamo chiesto a Dio nella preghiera di eliminare i malvagi? O ci siamo lamentati con lui per la prosperità dei cattivi? Dio ama tutti e Gesù ci insegna di amare i nemici…
  3. E noi siamo buon grano o zizzania? Faremo bene a riconoscere che nel nostro cuore ci sono grano e zizzania. Per questo non possiamo giudicare e condannare nessuno, mentre a noi è richiesta una conversione continua.
  4. Noi cristiani siamo il lievito che il Signore ha immesso nel mondo, per farlo lievitare. Se il mondo non si converte, può dipendere anche dal fatto che il lievito non fa bene la sua parte?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Se riconosciamo di dare spazio a qualche pensiero di superiorità nei confronti di altre persone, trasformiamolo subito in preghiera.

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2. introduzioni – 19 LUGLIO 2026 – XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 LUGLIO 2026

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL SIGNORE HA PAZIENZA CON TUTTI I PECCATORI

La convivenza con chi ci fa soffrire nella Chiesa e nella società civile fa sorgere molte domande da porre al Signore e a volte anche delle lamentele. La parola di Dio di questa domenica ci invita a non giudicare nessuno e a condividere la pazienza misericordiosa di Dio verso i peccatori; quella stessa pazienza che il Signore ha avuto verso di noi.

PRIMA LETTURA

Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Il popolo si chiede come mai Dio non interviene contro i persecutori e gli ingiusti. L’autore spiega il modo di agire di Dio: egli ama tutti, è indulgente con i peccatori e dà a tutti il tempo e l’opportunità di pentirsi e ottenere il perdono.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

San Paolo, dopo aver riconosciuto che noi non sappiamo come pregare, incoraggia i credenti con la certezza che la nostra debolezza è colmata dall’azione dello Spirito Santo, che prega in noi.

VANGELO

Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

Continua il capitolo delle parabole che illustrano la realtà del Regno di Dio. Il Regno è già presente nel mondo, cresce e si diffonde, anche in mezzo alle difficoltà e alle opposizioni. Il nemico di Dio e degli uomini è all’opera, ma il Regno crescerà. Alla fine dei tempi sarà rivelata la vittoria di Dio e i buoni saranno premiati.