12 LUGLIO 2026
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL SIGNORE HA PAZIENZA CON TUTTI I PECCATORI
COMMENTO
Con la frase “Regno dei Cieli” Matteo intende “Regno di Dio” da realizzare ed attuare sulla terra da coloro che si dichiarano cristiani.
È un Regno che si differenzia e si propone come alternativa a qualsiasi regno elaborato durante tutta la storia umana.
Le tre colonne portanti vengono ben descritte e sintetizzate in tre verbi: condividere ,servire, scendere. Essi sostituiscono i verbi che identificano e definiscono le monarchie terrene: accumulare, comandare, salire.
Nell’ascoltare questi insegnamenti le orecchie degli apostoli si sintonizzano in automatico sui valori terreni e creano perplessità e riluttanza ad accettare il nuovo messaggio.
Gesù, memore di quanto afferma nella prima lettura, tratta dal libro della Sapienza, che Dio è forte ma mite, governa con indulgenza ed ama nella misericordia, con pazienza, per l’ennesima volta, si siede in mezzo a loro e tenta di evangelizzarli con le cosiddette tre parabole del Regno dei Cieli.
Nella prima ricorda che il Regno di Dio non è fatto di automi per programmati per la santità ma di persone libere e responsabili di scegliere se essere buon grano nutriente o zizzania letale. È interessante sottolineare che Gesù non si preoccupa di annullare subito gli effetti nefasti della zizzania, piuttosto blocca lo spirito bellicoso di coloro che vogliono estirparla e bruciarla . Dio non ha bisogno dei bulldog che azzannano quelli che sgarrano. Ci penseranno gli angeli a fare la cernita al momento giusto.
La seconda parabola prende come segno del Regno un granellino di senape. Questa parabola suona strana anche per noi perché la senape è una pianta infestante che non si semina, ci pensa il vento a trasportarla dappertutto. È presente soprattutto nei dintorni del lago di Genezaret ed è un autentico pericolo per gli orti perché assume delle dimensioni che arrivano fino ai due metri di altezza con una fitta ramificazione. È bella a vedersi ma di nessuna utilità. Diventa un segno del Regno di Dio nella storia umana quando la Parola si trasforma solo in apparenza formale e non in carità amorevole.
La terza identifica l’azione del Regno di Dio con quella del lievito che nel silenzio fa fermentare la massa in modo straordinario come farebbero tre misure di lievito (che corrispondono a 40kg) impastate dalle mani esperte di un’abile massaia. I santi hanno dimostrato nei fatti la straordinaria fecondità con cui la carità trasforma la storia umana.
Quello che manca nella Chiesa oggi non sono le strutture, neppure i teologi, neanche i preti e le suore.
Mancano santi del calibro di Benedetto, Francesco, Ignazio di Loyola, Teresa di Calcutta o don Bosco che impastino, nella storia umana, il lievito della tenerezza del Padre.
Allora forse il mondo degli uomini sarebbe più conforme al messaggio divino.
COMMENTO 2
La pazienza misericordiosa di Dio ci chiama a conversione
O Gesù, con la parabola del grano e della zizzania ci insegni che in questo mondo il bene e il male sono talmente intrecciati,
che è impossibile separarli ed estirpare tutto il male.
Solo Tu puoi fare questo, e lo farai nel giudizio finale.
Con le sue ambiguità e il suo carattere composito, la situazione presente è il campo della libertà, in cui si compie il difficile esercizio del discernimento fra il bene e il male.
E in questo campo Tu ci chiedi di congiungere, con grande fiducia nella Tua provvidenza, la decisione e la pazienza.
Concedici la grazia di decidere di voler essere buon grano, prendendo le distanze dal maligno e dalle sue seduzioni.
Fa’ che, imitando la Tua pazienza misericordiosa che ci spinge alla conversione, siamo Chiesa simile al “lievito nella pasta”,
che non teme di sporcarsi le mani lavando i panni dei suoi figli, e non una Chiesa di “puri”, che pretende di giudicare prima del tempo chi sta nel Regno di Dio e chi no.
Tu, Sapienza incarnata, oggi ci aiuti a comprendere che il bene e il male non si possono identificare con territori definiti o determinati gruppi umani.
Tu ci dici che la linea di confine tra il bene e il male passa nel cuore di ogni persona, passa nel cuore di ognuno di noi.
Tu con la Tua morte in croce e la Tua risurrezione, ci hai liberato dalla schiavitù del peccato e ci dai la grazia di camminare in una vita nuova;
ma con il Battesimo ci hai dato anche la Confessione, perché abbiamo sempre bisogno di essere perdonati dai nostri peccati.
Fa’ che impariamo i Tuoi tempi che non sono i nostri tempi e anche il Tuo “sguardo”: grazie all’attesa paziente, ciò che era zizzania o sembrava zizzania,
può diventare un prodotto buono. Elargisci a tutti noi la grazia della conversione permanente e alimenta in noi la speranza che non delude.
O Beata Vergine Maria, aiutaci a cogliere nella realtà che ci circonda non soltanto la sporcizia e il male, ma anche il bene e il bello; a smascherare l’opera di Satana,
ma soprattutto a confidare nell’azione di Dio che feconda la storia.
Amen. Alleluja!
Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A
COMMENTO 3
Gesù non dice cosa sia il Regno di Dio, ma lo descrive con molte parabole («è simile»), che costituiscono delle piste, seguendo le quali i credenti non solo scoprono di appartenere al Regno, ma anche di collaborare con il Signore alla sua costruzione, in attesa della sua completa realizzazione alla fine dei tempi. Le tre parabole odierne in sintesi dicono: il regno di Dio prevede che i buoni siano mescolati ai cattivi e si impegnino a conservarsi buoni davvero; solo alla fine ci sarà un giudizio che separerà buoni e cattivi; il Regno non è subito grande e appariscente, ma è piccolo (come i semi) e cresce lungo la storia, però diventa solido e forte e darà ospitalità a tutti quelli che lo vorranno; il Regno agisce nella storia come il lievito nella pasta e cioè a poco a poco diffonde la fede in tutta l’umanità.
Fermiamoci un po’ sulla parabola del grano e della zizzania, la quale, pur avvalendosi della spiegazione di Gesù stesso o dell’evangelista, fa nascere qualche domanda. Perché il Signore decide di far crescere la zizzania con il grano? Il buon grano è sempre buono e la zizzania rimane sempre cattiva, fino al giudizio?
Le parabole vanno lette diversamente dalle allegorie. Nelle allegorie i dettagli hanno un significato, nella parabola ciò che conta è «la punta» (dicono gli studiosi), cioè la verità che il narratore vuole comunicare. Qui la «punta» è questa: Dio accetta che buoni e cattivi nella storia siano mescolati, la separazione avverrà solo alla fine.
Situando la parabola nella comunità cristiana, ne risulta una risposta agli interrogativi che la agitavano. Il buon seme è la parola che fa nascere i figli del Regno, ma essi scoprono di convivere con altri che non ascoltano la Parola, eppure prosperano e perseguitano la Chiesa. La parabola individua il responsabile: un nemico, il Maligno. La comunità scopre nel vangelo che il Signore ha deciso di non intervenire drasticamente per togliere i malvagi da questo mondo. Ma perché? Da una parte la presenza dei «cattivi» chiede ai «buoni» la verifica dolorosa della propria fede, la testimonianza e la pazienza (se non ci fossero «gli altri», i credenti con chi e come potrebbero somigliare a Gesù, che ama anche i nemici, cerca i peccatori e offre loro il perdono?); dall’altra emerge la volontà precisa di Dio che tutti gli uomini siano salvi. Gesù è morto per tutti e la Chiesa ha il compito di portare la bella notizia della salvezza anche a coloro che sono sotto il potere dell’avversario, con la fiducia e la speranza che si convertano e ottengano la salvezza.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- Da Dio viene solo ciò che è buono, il male viene dall’avversario e dalla libertà malata dell’uomo. Chi considera il Signore all’origine del male che c’è nel mondo non lo conosce.
- Grano e zizzania devono crescere insieme. Quante volte abbiamo chiesto a Dio nella preghiera di eliminare i malvagi? O ci siamo lamentati con lui per la prosperità dei cattivi? Dio ama tutti e Gesù ci insegna di amare i nemici…
- E noi siamo buon grano o zizzania? Faremo bene a riconoscere che nel nostro cuore ci sono grano e zizzania. Per questo non possiamo giudicare e condannare nessuno, mentre a noi è richiesta una conversione continua.
- Noi cristiani siamo il lievito che il Signore ha immesso nel mondo, per farlo lievitare. Se il mondo non si converte, può dipendere anche dal fatto che il lievito non fa bene la sua parte?
PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
Se riconosciamo di dare spazio a qualche pensiero di superiorità nei confronti di altre persone, trasformiamolo subito in preghiera.
