3. Commento alle Letture – 23 AGOSTO 2026 – XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

23 AGOSTO 2026

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«MA VOI, CHI DITE CHE IO SIA?»

COMMENTO 

In teoria il potere politico dovrebbe essere sempre a servizio della società civile. In realtà, invece, spesso si trasforma in un formidabile strumento di corruzione finalizzato a perseguire interessi personali dove l’ingordigia la fa da padrona. Questo, purtroppo, si verifica, da sempre, anche nelle comunità cristiane.
Già ai tempi di Isaia  Sebna, viene brutalmente privato di ogni potere e condannato a morire ignomignosamente, per lasciare il posto ad Eliakim servo fedele.
Chi segue Dio non può trasformare la carica in un mezzo di arricchimento e di prevaricazione.
Al tempo di Gesù il “lievito dei farisei e dei sadducei” aveva ammaliato anche i suoi discepoli. Tutti erano assoggettati all’orgia  dell’avere e del potere .
Gesù cerca di porre argine portando gli apostoli nella ridente località della Galilea ai piedi dell’Hermon. Si accampa presso un luogo inquietante.
Si tratta di una grande caverna naturale che la credenza popolare ritiene essere la porta d’ingresso degli inferi.
Tra una chiacchiera e l’altra cerca di capire quale idea di sono fatti della sua persona.
Tutti lo identificano in qualche riformatore delle istituzioni legati alla mentalità dell’Antico Testamento: Giovanni il Battista, Elia, Geremia….
Solo Pietro se ne esce con una frase che supera le sue capacità di comprensione: «Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente».
Anche Gesù rimane spiazzato tanto da sovrastimare l’apostolo cambiandogli il nome da Pietro a Pietra.
Petros é il sasso usato per le normali costruzioni; Petra è la roccia a cui ancorare la solidità  e la sicurezza dell’edificio chiesa. Essa é una costruzione particolare dove la Legge viene rimpiazzata dall’Amore; il Potere si trasforma in Servizio; la Bramosia in Carità . In lei non c’é posto per i Sebna di turno ma solo per gli Eliakim.
La bocca dell’inferno non ingoierà mai i fedeli all’Amore. Belle parole.
Ma Gesù non è uno sprovveduto e conosce bene i suoi polli.
Li invita alla discrezione. Le parole di Pietro non sono state capite. Di conseguenza, sapendoli radicati più sulla sponda di Sebna che su quella di Eliakim, li esorta alla massima discrezione.
Noi, dopo due mila anni di cristianesimo su quale sponda ci accontentiamo di bivaccare?
Nelle nostre comunità, segno concreto del Regno dei Cieli nella storia umana, che aria tira?

COMMENTO 2

Gesù Messia è il Signore della Chiesa

O Gesù, Simone, a nome dei Dodici, professa la sua fede in Te come «il Cristo, il Figlio del Dio vivente»;
e Tu lo chiami «beato» per questa sua fede, riconoscendo in essa un dono speciale del Padre, e gli dici: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».
Tu attribuisci a Simone questo nuovo nome: “Pietro”, “roccia”. Lo attribuisci a lui per la sua fede genuina e salda, che gli viene dall’alto.
Tu senti nel Tuo cuore una grande gioia, perché riconosci in Simone la mano del Padre, l’azione dello Spirito Santo.
Riconosci che Dio Padre Tuo ha dato a Simone una fede “affidabile”, sulla quale potrai costruire la Tua Chiesa, la Tua comunità, tutti noi.
Tu hai in animo di dare vita alla “Tua” Chiesa, un popolo fondato sulla fede, sul rapporto con Te stesso, un rapporto di amore e di fiducia.
Il nostro rapporto con Te costruisce la Chiesa.
Per iniziare la Tua Chiesa hai bisogno di trovare nei discepoli una fede solida, una fede “affidabile”.
Quando senti la professione di fede schietta di Simone, lo chiami “roccia”, e manifesti l’intenzione di costruire la Tua Chiesa sopra questa fede.
Donaci una fede sincera in Te, come quella di Pietro.
Che Tu possa trovare nel nostro cuore una fede sincera, genuina, vedendo anche in noi delle pietre vive con cui costruire la Tua comunità.
Di questa comunità, la pietra fondamentale sei Tu, pietra angolare e unica.
E il Tuo apostolo Pietro, da parte sua, è pietra, fondamento visibile dell’unità della Tua Chiesa.
Ogni battezzato è chiamato ad offrire a Te la propria fede, povera e sincera, perché Tu possa continuare a costruire la Tua Chiesa, oggi, in ogni parte del mondo.
O Dio Padre, per intercessione della Vergine Maria, Ti supplichiamo: donaci la grazia di professare con cuore sincero la nostra fede in Gesù che è il Cristo, il Tuo Figlio.
Amen. Alleluja!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 

Questo brano ha determinato molti avvenimenti nella storia della Chiesa: è alla base del primato di Pietro e la sua interpretazione ha creato divisioni nel passato, mentre oggi richiede di essere adattato alla vita e alle esigenze di tutte le Chiese e Confessioni cristiane.
Per noi è vangelo, che illumina la vita di ogni cristiano e di tutte le comunità, che si impegnano nella evangelizzazione e nella testimonianza della fede.
Al centro di questo brano c’è l’identità di Gesù. Finora la gente e gli apostoli si sono fatte domande su di lui; ora è lui a prendere l’iniziativa e a fare domande ai suoi discepoli.
Inizia dai «si dice». I tre profeti nominati sono passati attraverso la persecuzione e appartengono al passato. Gesù, invece, è presente e queste identificazioni, oltre a preannunciare in qualche modo la sua passione, non dicono chi è Gesù. Così il Signore passa alla seconda domanda: inizia con un «ma voi», perché dai suoi si aspetta una risposta personale, diversa dalle precedenti e fondata sulla conoscenza diretta, che essi hanno acquisito dalle opere di Gesù, dal suo insegnamento e dalla vita in comune con lui. E siamo qui al centro della fede, perché essa non è adesione a una ideologia o a una morale, ma relazione diretta di amore fedele con la persona di Gesù.
La risposta di Pietro è una perfetta professione di fede cristiana, perché davvero Gesù è il Messia salvatore e il Figlio di Dio. Poco più avanti vedremo che il contenuto teologico e storico della messianicità affermata da Pietro avrà bisogno di qualche correzione, ma qui ciò che conta è la totale adesione personale del primo degli apostoli al Signore Gesù. È per questo che egli ufficialmente, chiamandolo anche con il nome del padre, lo dichiara prima beato e poi ispirato direttamente da Dio Padre. Ed è anche per questo che lo nomina suo vicario nella Chiesa, dotato del potere delle chiavi del regno dei cieli, il potere di legare e sciogliere, che è proprio del Messia.
Una riflessione ci richiede l’appellativo di «pietra». Nel Primo e nel Nuovo testamento la roccia è prima Dio e poi Gesù, la pietra angolare è Cristo, solo su di lui è fondata la Chiesa. E allora, in che senso Pietro è la pietra su cui Gesù «edifica la sua Chiesa»? Una risposta potrebbe essere la seguente: Pietro ha fatto per primo la sua professione di fede e ha aderito perfettamente a Gesù, per questo il Signore lo riconosce, in un certo qual modo, assimilato a sé e lo rende la prima pietra da costruzione della Chiesa. Dopo di lui ogni cristiano, grazie alla professione di fede battesimale, diventerà pietra per costruire la Chiesa. Nella sua prima lettera (2,4-6) Pietro si esprime con queste parole: «Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso (Is 28,16)». E dunque: Cristo è la roccia e la pietra angolare, Simon Pietro è la prima pietra di costruzione, perché scelto da Cristo e perfettamente assimilato a lui, tutti noi cristiani siamo pietre vive dell’edificio spirituale, che è la Chiesa.
Conseguenza naturale di questa investitura è che nessuna forza di male («le potenze degli inferi») potrà prevalere sulla Chiesa né potrà vanificare la sua missione.
Gesù ordina ai discepoli di non divulgare la sua identità, perché sul significato della sua messianicità saranno necessarie molte correzioni e il primo ad accorgersi di questo sarà proprio Simon Pietro, come vedremo domenica prossima.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Oggi la cosa peggiore non è che la gente dica cose inesatte su Gesù, ma che non ne parli affatto. L’indifferenza è un nemico più difficile da affrontare. Non si tratta di spiegare chi sia Gesù, ma di risvegliare l’interesse per lui. Come?
  2. «Ma voi, chi dite che io sia?» Gesù richiede una risposta personale e comunitaria. La fede nasce e cresce nella comunità cristiana, ma richiede una adesione personale, consapevole e forte. I luoghi, in cui questa adesione di fede si consolida, possono essere l’Eucaristia, la parola di Dio, il crocifisso.
  3. «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Non si possono dire queste parole solo con la lingua, è necessaria la vita, con le scelte fondamentali e quelle quotidiane. Altrimenti restano parole vuote, che offrono una comoda giustificazione a coloro i quali di fronte a Gesù e al Vangelo restano indifferenti.
  4. «Beato sei tu…, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli… Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». Il Padre ci rivela tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la fede e la salvezza, bisogna farsi «piccoli» davanti a lui.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Una sera preghiamo, rispondendo a Gesù, che ci chiede: «Chi sono io per te?»

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