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Capire il libro di Enoc

Angeli caduti, giganti e segreti millenari: ma cosa c’è scritto davvero nel Libro di Enoc?

Se bazzichi in libreria da un po’, sai che ci sono dei titoli che emanano un’aura strana. Quei libri che vedi lì sullo scaffale e pensi: “Questo scotta”. Ecco, il Libro di Enoc è il re indiscusso di questa categoria.

Per secoli è rimasto nell’ombra, escluso dai canoni ufficiali ma citato sottovoce da santi e studiosi. Si parla di angeli che scendono sulla Terra, di giganti (i famosi Nephilim), di visioni celesti e di una saggezza così antica da far girare la testa.

Il problema? Leggerlo “a freddo" è un’impresa. È un testo labirintico, pieno di simboli che sembrano scritti in un codice segreto. Senza una bussola, rischi di chiuderlo dopo dieci pagine con più mal di testa di prima.

Perché ti serve una guida (fatta bene)

È qui che entra in gioco “Capire il libro di Enoc", l'ultimo gioiellino edito da Elledici.

Non è il solito manuale accademico pesante come un mattone. È più simile a una torcia potente che ti accompagna dentro una grotta buia. Gli autori prendono per mano il lettore e spiegano:

  • Chi era davvero Enoc? (Spoiler: un personaggio pazzesco, il settimo dopo Adamo).

  • Cosa significano quelle visioni apocalittiche?

  • Perché questo libro ha influenzato così tanto la nostra cultura, anche se “ufficialmente" non è nella Bibbia?

Il fascino dell'antico, spiegato semplice

La cosa che preferisco dell'edizione Elledici è la chiarezza. Riesce a rendere accessibili concetti teologici complessi senza togliere quel brivido del mistero che rende Enoc così magnetico. Che tu sia un appassionato di storia, un curioso di spiritualità o semplicemente uno a cui piacciono le grandi storie epiche di angeli e ribellioni, questo libro è la chiave di volta.

Non è solo un acquisto, è un viaggio in un pezzo di storia dell'umanità che per troppo tempo è rimasto chiuso a chiave.

Rassegna stampa

ilpubblicista.it

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3. Commento alle Letture – 18 GENNAIO 2026 – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 GENNAIO 2026

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

COMMENTO

Il battesimo nell’ acqua del Giordano, per mano di Giovanni il Battista, comporta una svolta radicale, nella coscienza del figlio di Maria.
I cieli si aprono su di lui, il suo animo coglie, anche fisicamente, la presenza del Padre , sotto le spoglie della colomba segno della pienezza dello Spirito Santo.
Il suo cuore avverte con chiarezza la missione affidatagli.
Essa viene magnificamente illustrata da Isaia, ed attuata concretamente da Paolo. Il profeta sinteticamente afferma che il Messia, da sempre, e’ “servo per vocazione” non solo in funzione del popolo di Israele, ma per tutta l’umanità.
L’apostolo, dopo la folgorazione avuta lungo la strada che porta a Damasco, dichiara la sua fede nel Cristo , che gli stravolge l’esistenza e lo rende discepolo  a servizio di “tutti coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù… assieme a coloro che invocano in ogni luogo il nome del Signore loro e nostro” (1 Cor, 1, 2).
La fede nel Risorto, per tutti i credenti, non e’ una perla preziosa da vivere individualmente, ma un impegno universale che deve abbracciare tutti, nessuno escluso.
Il Vangelo non lo si può  imbalsamare in formule stereotipate o in precetti e leggi ineccepibili dal punto di vista giuridico. La Parola evangelica è un messaggio da incarnare in un concreto progetto di vita da realizzare sotto l’orizzonte infinito dell’amore che si fa carità e misericordia nei riguardi di tutti, cominciando da sé stessi.
Il Battista, agli spioni mandati  dai sospettosi custodi del Tempio di Gerusalemme ad indagare sul suo operato e sulla sua vera identità e missione, non usa tante parole e fa loro una confessione che li butta nel panico. Da una parte li tranquillizza affermando che lui è nessuno, aggiungendo però una frase che li sgomenta: “Io battezzo con acqua, in mezzo a voi sta colui che non conoscete, colui che viene dopo di me, e io non son degno di sciogliergli il laccio del sandalo” (Gv, 1, 26-27).
Nel brano  evangelico di oggi, dal Precursore, questo sconosciuto personaggio vieni presentato come “‘Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Gv 1, 29), Questa affermazione suona blasfema alle orecchie dei suoi interlocutori. L’agnello, per ogni pio israelita, fa riferimento alla vittima che viene sacrificata e consumata durante la Pasqua in ricordo della liberazione dell’esilio egiziano. Il suo sangue libera dall’angelo della morte.
Inoltre Giovanni aggiunge che “toglie il peccato del mondo”. Non i peccati , ma il peccato, visto non come semplice mancanza ma come il nemico mortale di Dio, cioè Satana. Agli esterrefatti inviati dai farisei Giovanni sintetizza in modo che non ammette repliche: “Io ho visto e testimoniato che questi è il Figlio Di Dio” (Gv 1, 34).
Noi chi vediamo nel Cristo? Che cosa testimoniamo di Lui nel nostro modo di vivere?

RIFLESSIONE

Anche l’evangelista Giovanni, come i sinottici, è impegnato a dimostrare che il Battista non è il Messia, come alcuni avevano pensato. Ma mentre i sinottici lo presentano come precursore del Messia, Giovanni invece lo definisce «il testimone», colui che ha il compito di indicare l’identità e la missione del Messia, e può farlo perché gli è stato rivelato dall’alto.
A lui avevano già chiesto se fosse il Messia; egli lo aveva negato decisamente. Ma ne annuncia la venuta, anche se ancora non sa chi sia. Ha però ricevuto la rivelazione del segno attraverso il quale saprà riconoscerlo: vedrà lo Spirito non solo scendere, ma rimanere su di lui.
Nel brano di oggi Giovanni Battista è presentato come un profeta in contatto diretto con Dio, il quale gli ha rivelato l’identità del Figlio. In quanto profeta testimonia che il battesimo nell’acqua, che egli amministra, è solo un rito in cui si manifestano la volontà di conversione del peccatore e la richiesta di perdono rivolta a Dio. Sa, e lo dice, che è un battesimo destinato a scomparire, perché sarà sostituito da un altro molto migliore: il battesimo che immerge non solo nell’acqua ma nello stesso Spirito di Dio.
Così il Battista, quando vede Gesù, lo riconosce e ne indica (con un solo titolo) identità e missione: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». È un titolo assolutamente nuovo, che però affonda le radici nel Primo Testamento. Richiama l’esperienza di Abramo nel sacrificio del figlio Isacco («Dio stesso provvederà l’agnello»), il Servo del Signore che viene paragonato a un «agnello condotto al macello», e soprattutto si collega all’agnello pasquale. La missione dell’agnello di Dio si realizzerà nella nuova Pasqua, quando Gesù sostituirà il sacrificio dell’agnello pasquale con il sacrificio della propria vita, che meriterà da Dio il perdono dei peccati di tutta l’umanità, da Adamo fino all’ultimo uomo. Tutto ciò è possibile solo perché il Figlio eterno di Dio (per questo è “prima” del Battista su tutti i piani, anche su quello temporale) si è fatto carne per rendere gli uomini che lo accolgono figli di Dio a immagine sua.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Il Battista per due volte dice che non conosceva Gesù. E noi possiamo dire di conoscerlo? Se non amiamo i fratelli e diciamo di conoscerlo siamo bugiardi. Se lo conosciamo anche solo un po’ abbiamo già scoperto che non finiremo mai di conoscerlo.
  2. Gesù ci ha salvati sacrificando se stesso sulla croce, vero agnello pasquale. Possiamo cadere nella tentazione di sminuire la portata e il senso della sofferenza di Gesù. Riflettere e pregare davanti alla croce può risvegliare riconoscenza e impegno di vita cristiana.
  1. Giovanni ha detto la verità di se stesso e del Signore. La sua umiltà poggia sulla verità, per questo è diventato «il testimone» credibile. Possiamo interrogarci sul compito che abbiamo di testimoniare l’amore del Signore per noi e il nostro per lui. Gli uomini di oggi ne hanno estremo bisogno.
  2. Dio parla con Giovanni Battista perché egli possa realizzare la propria missione. Dio ha affidato a ciascuno di noi una missione e non ci lascia soli e senza istruzioni: se vogliamo ascoltarlo abbiamo a disposizione la sua Parola, l’insegnamento della Chiesa, i fratelli della comunità in cui viviamo, la guida spirituale.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

In casa o passando dalla chiesa, mi fermo un po’ di tempo a pregare davanti al crocifisso.

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2. introduzioni – 18 GENNAIO 2026 – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 GENNAIO 2026

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

Giovanni Battista nel vangelo di Giovanni è «il testimone» di Gesù. Per questo egli diventa il modello dei testimoni. Se la testimonianza del Battista è stata limitata agli Ebrei, quella della Chiesa e dei cristiani deve raggiungere tutti i popoli e tutte le culture.

PRIMA LETTURA

Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

È il secondo cantico del «Servo del Signore». Il Profeta rivela la missione del Servo: il Signore attraverso lui si renderà presente come salvatore, non solo del suo popolo, ma di tutte le nazioni.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 39 (40)

SECONDA LETTURA

Grazie a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

È il saluto di Paolo alla comunità di Corinto. Apostolo per vocazione, sente fortemente la responsabilità pastorale verso la comunità da lui fondata. La Chiesa di Corinto è di Dio e di nessun altro ed è legata a tutte le altre Chiese: solo così può ricevere i doni della grazia e della pace.

VANGELO

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo.

L’evangelista Giovanni fa riconoscere allo stesso Battista la “superiorità” di Gesù. Egli annuncia un battesimo superiore a quello che egli amministra e si riconosce testimone fedele, incaricato da Dio stesso di presentare l’agnello di Dio al mondo.

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4. Letture – 18 GENNAIO 2026 – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 GENNAIO 2026

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

PRIMA LETTURA

Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

È il secondo cantico del «Servo del Signore». Il Profeta rivela la missione del Servo: il Signore attraverso lui si renderà presente come salvatore, non solo del suo popolo, ma di tutte le nazioni.

Dal libro del profeta Isaìa     Is 49,3.5-6

Il Signore mi ha detto:
«Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 39 (40)

R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. R.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.   R.

SECONDA LETTURA

Grazie a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

È il saluto di Paolo alla comunità di Corinto. Apostolo per vocazione, sente fortemente la responsabilità pastorale verso la comunità da lui fondata. La Chiesa di Corinto è di Dio e di nessun altro ed è legata a tutte le altre Chiese: solo così può ricevere i doni della grazia e della pace.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi    1Cor 1,1-3

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
a quanti lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio. (Gv 1,14a.12a)

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo.

L’evangelista Giovanni fa riconoscere allo stesso Battista la “superiorità” di Gesù. Egli annuncia un battesimo superiore a quello che egli amministra e si riconosce testimone fedele, incaricato da Dio stesso di presentare l’agnello di Dio al mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni     Gv 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

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1. ORAZIONI – 18 GENNAIO 2026 – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 GENNAIO 2026

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

Antifona

A te si prostri tutta la terra, o Dio.
A te canti inni, canti al tuo nome, o Altissimo. (Cf. Sal 65,4)
Si dice il Gloria.
Colletta

Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre,
che per mezzo di Cristo,
Agnello pasquale e luce delle genti,
chiami tutti gli uomini
a formare il popolo della nuova alleanza,
conferma in noi la grazia del Battesimo,
perché con la forza del tuo Spirito
proclamiamo il lieto annuncio del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Concedi a noi tuoi fedeli, o Padre,
di partecipare con viva fede ai santi misteri,
poiché ogni volta che celebriamo questo memoriale
del sacrificio del tuo Figlio,
si compie l’opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Davanti a me tu prepari una mensa;
il mio calice trabocca. (Sal 22,5)

Oppure:

Abbiamo conosciuto e creduto
l’amore che Dio ha in noi. (1Gv 4,16)

*A
Ecco l’Agnello di Dio,
colui che toglie il peccato del mondo! (Gv 1,29)

Dopo la comunione

Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore,
perché saziati dall’unico pane del cielo,
nell’unica fede siamo resi un solo corpo.
Per Cristo nostro Signore.

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 18 GENNAIO 2026 – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 GENNAIO 2026

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non sempre abbiamo avuto il coraggio di mostrare a tutti la nostra fede.  Kyrie eleison.
  • Cristo, non abbiamo custodito nel nostro cuore e non abbiamo vissuto la tua parola. Christe eleison.
  • Signore, ci siamo accontentati delle liturgie e abbiamo dimenticato di testimoniare il tuo amore in famiglia e sul lavoro.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Molti uomini hanno testimoniato la verità del messaggio evangelico. Essi sono diventati grandi facendosi piccoli di fronte a Dio. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rendici tuoi testimoni.

  • Affinché seguiamo l’esempio dei nostri fratelli che, per testimoniare il vangelo, rischiano la vita. Preghiamo.
  • Perché ci liberiamo di tutto ciò che ci impedisce di portare il vangelo della salvezza a chi ne ha bisogno. Preghiamo.
  • Perché sappiamo sempre riconoscere gli autentici tuoi testimoni e denunciare i falsi profeti. Preghiamo.
  • Perché il battesimo nello Spirito Santo che abbiamo ricevuto ci faccia crescere ogni giorno nella fede. Preghiamo.

O Padre, tu hai amato così tanto noi uomini da mandare il tuo Unico Figlio a salvarci. Rendici capaci di metterci al servizio del tuo stesso amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 18 GENNAIO 2026 – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 GENNAIO 2026

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

 

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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3. Commento alle Letture – 11 GENNAIO 2026 – BATTESIMO DEL SIGNORE

11 GENNAIO 2026

BATTESIMO DEL SIGNORE

DIO PADRE PRESENTA IL FIGLIO CHE CI SALVA NELLO SPIRITO 

COMMENTO

La cerimonia del battezzare, ai tempi del Battista, veniva praticata abbastanza diffusamente dal popolo ebraico.
In modo particolare era presente nella comunità essena di Qumran, che era situata a pochi chilometri di distanza dal luogo in cui Giovanni predicava e battezzava.  Per gli esseni esso aveva una funzione di purificazione rituale e di impegno morale. Questo distingueva gli esseni dagli altri ebrei, per i quali l’immersione nelle acque significava solo purificazione rituale senza comportare una conversione del cuore.
Giovanni subisce l’influenza essena. Ma mentre per essi il battesimo era strettamente riservato ai membri della loro comunità, il Battista battezzava tutti gli ebrei desiderosi di cambiare comportamento.
Un giorno, proveniente dalla lontana Galilea, tra gli aspiranti battezzandi si presenta il Nazareno. Lo Spirito, che già prima della creazione del mondo, “alito di Dio” (Gen 1, 2), aleggiava sulle acque, si posa su Giovanni, lo illumina e gli fa riconoscere il Messia in carne ed ossa. Questo lo turba e protesta: “Sono io che ho bisogno di essere immerso da te, e tu vieni da me?” (Mt 3,14). Ma Gesù respinge le rimostranze: “Lascia per adesso, perché conviene che così adempiamo ogni giustizia” (Mt 3, 15).
È importante non dimenticare che giustizia, nella mentalità ebraica, significa la perfetta osservanza della Legge.
Gesù si immerge nelle acque e riemerge come tutti. Dio assiste dall’alto. Ma non può intervenire direttamente perché nessuno può sopravvivere alla sua diretta presenza. Allora una colomba accompagnata dalla “bat kol” (figlia della voce) squarcia il cielo ed annuncia: “È questo il mio Figlio, l’amato, in lui ho riposto la mia benevolenza” (Mt, 3, 17).
Questa voce, che è un’ineffabile esperienza spirituale, illumina sia Giovanni che Gesù. E cambia profondamente il significato dell’immergersi nelle acque  del Giordano. L’acqua non significa più purificazione rituale e segno di conversione.
Con il Messia entrarvi significa vivere, ed uscirvi vuol dire morire al passato per risorgere al futuro. Il suo battesimo non è perdono dei peccati e neppure conversione, non investe il passato ma proietta verso il futuro.
Con il battesimo Gesù comincia la sua vita pubblica di predicazione e testimonianza. La sua vita non si dipanerà all’ombra della nevrotica osservanza della Legge, ma sarà’ sorretta ed illuminata dalla carità, unica certezza e testimonianza della presenza di Dio nella vita di ogni persona che si professa cristiana.
La “bat kol” è il faro che guida, illumina, sostiene chi vacilla, perdona chi cade e dà il coraggio di sperare sempre, perché alla fine della vita saremo misurati soltanto sull’amore che si fa regola di comportamento attraverso la carità vicendevole.

RIFLESSIONE

Per i tre vangeli sinottici il battesimo del Signore al Giordano è l’inaugurazione ufficiale della missione messianica e la manifestazione solenne di Gesù come Figlio di Dio, mosso dallo Spirito Santo. Semplice come fatto, ma complesso per il significato teologico, questo brano rivela anche un problema affrontato dalla prima Chiesa: il rapporto tra Gesù e il Battista.
Alcuni ritenevano che Giovanni fosse il messia, ma Gesù era morto e risorto e i cristiani non avevano dubbi. Il battesimo al Giordano però era un fatto. Cosa significava?
Il primo a riconoscere che Gesù non aveva bisogno del battesimo è lo stesso Battista, che anzi esprime il bisogno e il desiderio di essere battezzato da lui nello «Spirito Santo e nel fuoco». Ma Gesù non lo battezza e insiste. Giovanni si lascia convincere per realizzare “la giustizia” cioè per obbedire a Dio. Gesù allora, facendosi battezzare, sta realizzando la volontà del Padre.
In che senso? Gesù inaugura la sua missione che si completerà sulla croce, quando prenderà come suo il peccato del mondo e, sacrificando la sua vita, otterrà per l’umanità il perdono e la salvezza. Nella scena del battesimo questo viene annunciato e anticipato. Gesù dice al Padre: «Sono disposto a prendere su di me i peccati dei miei fratelli» per questo lui, innocente, si sottopone a un battesimo finalizzato alla conversione e al perdono dei peccati.
Così Matteo dimostra la superiorità di Gesù sul Battista, proclama l’avvio della missione messianica e annuncia la liberazione dal peccato.
Rimane da dire chi è Gesù. Ci pensa direttamente il Padre: «Sono divinamente felice che tu sia il mio amatissimo Figlio unigenito e che, innocente, ti sia prestato per salvare gli altri miei figli, peccatori, mostrando a tutti il mio amore per loro e per te». È una voce che scende dal cielo, realizza pienamente una parola di Isaia e sarà compresa solo dopo la risurrezione.
I cieli si aprono: erano chiusi per il peccato del mondo e, in particolare, di Israele. Così viene manifestata la volontà di Dio di unire cielo e terra, per sempre, nella persona del Figlio, perché lui è figlio dell’uomo e figlio di Dio, in lui cielo e terra sono uniti indissolubilmente.
Non poteva mancare in questa scena lo Spirito Santo, simboleggiato in maniera molto semplice da una colomba che può richiamare quella che dopo il diluvio annuncia l’inizio di una nuova creazione. La vera e definitiva nuova creazione è inaugurata ora da Gesù, inviato dal Padre e animato dallo Spirito, e sarà completata nel mattino di Pasqua.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù prende su di sé i nostri peccati e li immerge nel Giordano, in attesa di portarli sulla croce. Egli desidera che noi glieli consegniamo, che ce ne stacchiamo, perché, grazie a lui, noi diventiamo liberi nello spirito per compiere la volontà di Dio Padre, che ci vuole figli suoi.
  2. Gesù porta i nostri peccati e ci salva. Anche noi possiamo portare i peccati dei nostri fratelli. In ogni caso ne subiamo le conseguenze. Se accettiamo di portarli con pazienza e amore, diventiamo collaboratori di Gesù per la salvezza dei fratelli.
  3. I cieli sono aperti e non si chiudono più. Non c’è situazione personale o sociale che possa far pensare a un ritiro di Dio. Tocca alla Chiesa e a noi cristiani mostrare visibilmente all’umanità la presenza del Padre, di Gesù e dello Spirito in questo nostro mondo.
  4. Ci piacerebbe sapere se il Padre è contento di noi? Se lo desideriamo davvero, troveremo la risposta mettendoci per qualche tempo di fronte a Gesù crocifisso.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Porto con pazienza le conseguenze dei peccati dei miei fratelli e prego per loro.

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2. introduzioni – 11 GENNAIO 2026 – BATTESIMO DEL SIGNORE

11 GENNAIO 2026

BATTESIMO DEL SIGNORE

DIO PADRE PRESENTA IL FIGLIO CHE CI SALVA NELLO SPIRITO 

PRIMA LETTURA

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

È questo il primo dei quattro carmi nei quali Isaia parla del «Servo del Signore». Non è chiaro se parlasse di una persona o dell’intero popolo di Israele. I primi cristiani però hanno riconosciuto che Gesù ha realizzato in pieno la missione che il Profeta attribuisce al Servo mandato da Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 28 (29)

SECONDA LETTURA

Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazaret.

È l’inizio della predicazione di Pietro nella casa di Cornelio, centurione pagano. Il Signore lo ha mandato perché annunci che la salvezza è per tutti i popoli, senza distinzione e senza preferenza per nessuno. Proprio questa è la missione che Gesù ha ricevuto dal Padre e ha realizzato.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». (Mc 9,6)

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Il Battista ha annunciato l’arrivo imminente del Messia. Quando Gesù si presenta dinanzi a Giovanni, egli riconosce in lui il Salvatore che non ha bisogno del battesimo di penitenza. Ma Gesù vuole mostrare l’obbedienza al Padre e la solidarietà con i peccatori. Su tutto questo il Padre mette il suo sigillo.

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4. Letture – 11 GENNAIO 2026 – BATTESIMO DEL SIGNORE

11 GENNAIO 2026

BATTESIMO DEL SIGNORE

DIO PADRE PRESENTA IL FIGLIO CHE CI SALVA NELLO SPIRITO 

PRIMA LETTURA

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

È questo il primo dei quattro carmi nei quali Isaia parla del «Servo del Signore». Non è chiaro se parlasse di una persona o dell’intero popolo di Israele. I primi cristiani però hanno riconosciuto che Gesù ha realizzato in pieno la missione che il Profeta attribuisce al Servo mandato da Dio.

Dal libro del profeta Isaìa                  Is 42,1-4.6-7

 
Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 28 (29)

R. : Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. i.  R.

SECONDA LETTURA

Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazaret.

È l’inizio della predicazione di Pietro nella casa di Cornelio, centurione pagano. Il Signore lo ha mandato perché annunci che la salvezza è per tutti i popoli, senza distinzione e senza preferenza per nessuno. Proprio questa è la missione che Gesù ha ricevuto dal Padre e ha realizzato.

Dagli Atti degli Apostoli             At 10,34-38

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.
Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.
Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». (Mc 9,6)

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Il Battista ha annunciato l’arrivo imminente del Messia. Quando Gesù si presenta dinanzi a Giovanni, egli riconosce in lui il Salvatore che non ha bisogno del battesimo di penitenza. Ma Gesù vuole mostrare l’obbedienza al Padre e la solidarietà con i peccatori. Su tutto questo il Padre mette il suo sigillo.

Dal Vangelo secondo Matteo                 Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore