18 GENNAIO 2026
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA
COMMENTO
Il battesimo nell’ acqua del Giordano, per mano di Giovanni il Battista, comporta una svolta radicale, nella coscienza del figlio di Maria.
I cieli si aprono su di lui, il suo animo coglie, anche fisicamente, la presenza del Padre , sotto le spoglie della colomba segno della pienezza dello Spirito Santo.
Il suo cuore avverte con chiarezza la missione affidatagli.
Essa viene magnificamente illustrata da Isaia, ed attuata concretamente da Paolo. Il profeta sinteticamente afferma che il Messia, da sempre, e’ “servo per vocazione” non solo in funzione del popolo di Israele, ma per tutta l’umanità.
L’apostolo, dopo la folgorazione avuta lungo la strada che porta a Damasco, dichiara la sua fede nel Cristo , che gli stravolge l’esistenza e lo rende discepolo a servizio di “tutti coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù… assieme a coloro che invocano in ogni luogo il nome del Signore loro e nostro” (1 Cor, 1, 2).
La fede nel Risorto, per tutti i credenti, non e’ una perla preziosa da vivere individualmente, ma un impegno universale che deve abbracciare tutti, nessuno escluso.
Il Vangelo non lo si può imbalsamare in formule stereotipate o in precetti e leggi ineccepibili dal punto di vista giuridico. La Parola evangelica è un messaggio da incarnare in un concreto progetto di vita da realizzare sotto l’orizzonte infinito dell’amore che si fa carità e misericordia nei riguardi di tutti, cominciando da sé stessi.
Il Battista, agli spioni mandati dai sospettosi custodi del Tempio di Gerusalemme ad indagare sul suo operato e sulla sua vera identità e missione, non usa tante parole e fa loro una confessione che li butta nel panico. Da una parte li tranquillizza affermando che lui è nessuno, aggiungendo però una frase che li sgomenta: “Io battezzo con acqua, in mezzo a voi sta colui che non conoscete, colui che viene dopo di me, e io non son degno di sciogliergli il laccio del sandalo” (Gv, 1, 26-27).
Nel brano evangelico di oggi, dal Precursore, questo sconosciuto personaggio vieni presentato come “‘Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Gv 1, 29), Questa affermazione suona blasfema alle orecchie dei suoi interlocutori. L’agnello, per ogni pio israelita, fa riferimento alla vittima che viene sacrificata e consumata durante la Pasqua in ricordo della liberazione dell’esilio egiziano. Il suo sangue libera dall’angelo della morte.
Inoltre Giovanni aggiunge che “toglie il peccato del mondo”. Non i peccati , ma il peccato, visto non come semplice mancanza ma come il nemico mortale di Dio, cioè Satana. Agli esterrefatti inviati dai farisei Giovanni sintetizza in modo che non ammette repliche: “Io ho visto e testimoniato che questi è il Figlio Di Dio” (Gv 1, 34).
Noi chi vediamo nel Cristo? Che cosa testimoniamo di Lui nel nostro modo di vivere?
RIFLESSIONE
Anche l’evangelista Giovanni, come i sinottici, è impegnato a dimostrare che il Battista non è il Messia, come alcuni avevano pensato. Ma mentre i sinottici lo presentano come precursore del Messia, Giovanni invece lo definisce «il testimone», colui che ha il compito di indicare l’identità e la missione del Messia, e può farlo perché gli è stato rivelato dall’alto.
A lui avevano già chiesto se fosse il Messia; egli lo aveva negato decisamente. Ma ne annuncia la venuta, anche se ancora non sa chi sia. Ha però ricevuto la rivelazione del segno attraverso il quale saprà riconoscerlo: vedrà lo Spirito non solo scendere, ma rimanere su di lui.
Nel brano di oggi Giovanni Battista è presentato come un profeta in contatto diretto con Dio, il quale gli ha rivelato l’identità del Figlio. In quanto profeta testimonia che il battesimo nell’acqua, che egli amministra, è solo un rito in cui si manifestano la volontà di conversione del peccatore e la richiesta di perdono rivolta a Dio. Sa, e lo dice, che è un battesimo destinato a scomparire, perché sarà sostituito da un altro molto migliore: il battesimo che immerge non solo nell’acqua ma nello stesso Spirito di Dio.
Così il Battista, quando vede Gesù, lo riconosce e ne indica (con un solo titolo) identità e missione: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». È un titolo assolutamente nuovo, che però affonda le radici nel Primo Testamento. Richiama l’esperienza di Abramo nel sacrificio del figlio Isacco («Dio stesso provvederà l’agnello»), il Servo del Signore che viene paragonato a un «agnello condotto al macello», e soprattutto si collega all’agnello pasquale. La missione dell’agnello di Dio si realizzerà nella nuova Pasqua, quando Gesù sostituirà il sacrificio dell’agnello pasquale con il sacrificio della propria vita, che meriterà da Dio il perdono dei peccati di tutta l’umanità, da Adamo fino all’ultimo uomo. Tutto ciò è possibile solo perché il Figlio eterno di Dio (per questo è “prima” del Battista su tutti i piani, anche su quello temporale) si è fatto carne per rendere gli uomini che lo accolgono figli di Dio a immagine sua.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- Il Battista per due volte dice che non conosceva Gesù. E noi possiamo dire di conoscerlo? Se non amiamo i fratelli e diciamo di conoscerlo siamo bugiardi. Se lo conosciamo anche solo un po’ abbiamo già scoperto che non finiremo mai di conoscerlo.
- Gesù ci ha salvati sacrificando se stesso sulla croce, vero agnello pasquale. Possiamo cadere nella tentazione di sminuire la portata e il senso della sofferenza di Gesù. Riflettere e pregare davanti alla croce può risvegliare riconoscenza e impegno di vita cristiana.
- Giovanni ha detto la verità di se stesso e del Signore. La sua umiltà poggia sulla verità, per questo è diventato «il testimone» credibile. Possiamo interrogarci sul compito che abbiamo di testimoniare l’amore del Signore per noi e il nostro per lui. Gli uomini di oggi ne hanno estremo bisogno.
- Dio parla con Giovanni Battista perché egli possa realizzare la propria missione. Dio ha affidato a ciascuno di noi una missione e non ci lascia soli e senza istruzioni: se vogliamo ascoltarlo abbiamo a disposizione la sua Parola, l’insegnamento della Chiesa, i fratelli della comunità in cui viviamo, la guida spirituale.
PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
In casa o passando dalla chiesa, mi fermo un po’ di tempo a pregare davanti al crocifisso.