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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 28 febbraio 2021

28 febbraio

2ª DOMENICA DI QUARESIMA B

«Questi è il Figlio mio, ascoltatelo!»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, ci hai invitati ad ascoltare Gesù, ma noi spesso chiudiamo orecchi e cuore. Abbi pietà di noi.
  • Cristo, ti sei rivelato nel tuo splendore, ma noi ci lasciamo abbagliare dalle false luci di questo mondo. Abbi pietà di noi.
  • Spirito Santo, ci doni sempre la tua luce e la tua forza, ma noi ci lasciamo indebolire dal nostro orgoglio. Abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, in questa seconda domenica di Quaresima Gesù in preghiera si trasfigura per mostrarci il suo volto glorioso. Riuniti anche noi in preghiera, diciamo insieme:
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce!

  • O Padre, la tua Chiesa risplenda nel mondo per la sua testimonianza, per mostrare al mondo la bellezza della vita cristiana, preghiamo.
  • Signore Gesù, Figlio prediletto del Padre, conduci anche noi con te sul santo monte, per vedere il tuo volto luminoso, preghiamo.
  • Signore Gesù, illumina chi ti cerca con cuore sincero e mostrati a chi è deluso dalla vita o schiacciato dalla sofferenza, preghiamo.
  • Per tutti noi qui presenti, affinché l’incontro con Gesù nell’Eucaristia dia forza alla nostra fede e alimenti la nostra speranza, preghiamo.

Celebrante. Signore Gesù, splendore del volto del Padre, ti chiediamo di renderci capaci di contemplare il tuo volto glorioso in questi giorni che ci conducono alla tua Pasqua, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 28 febbraio 2021

28 febbraio

2ª DOMENICA DI QUARESIMA B

«Questi è il Figlio mio, ascoltatelo!»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. Letture e introduzioni – 21 febbraio 2021

21 febbraio

1ª DOMENICA DI QUARESIMA B

La Quaresima di Gesù

Mercoledì scorso molti di noi hanno vissuto il suggestivo rito della imposizione delle Ceneri e hanno iniziato così solennemente la Quaresima. Di settimana in settimana ora lasciamoci plasmare dalla Parola di Dio che rinnoverà la nostra preghiera, il nostro rapporto con noi stessi e con Dio, il nostro orientamento di vita. E confermiamo sin da adesso la nostra volontà di prendere sul serio questo periodo forte dell’anno liturgico.

PRIMA LETTURA

L’alleanza tra Dio e Noè liberato dalle acque del diluvio.                                

Il racconto della fine del diluvio. Jahvè conferma l’alleanza con Noè e con l’umanità. Noè è presentato come un nuovo Adamo e riprende il cammino della storia: Dio gli promette che non distruggerà più la terra e l’uomo e pone nel cielo la suggestiva «icona» dell’arcobaleno.  

 Dal libro della Genesi.                                                                                                      Gn 9,8-15

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».
Dio disse:
«Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi,
per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne».
Parola di Dio.

 SALMO RESPONSORIALE                                                                                Dal Salmo 24 (25)

La nostra fiducia si appoggia interamente sulla fedeltà di Dio, al di là dei peccati dell’uomo. Solo Dio può indicarci la via che conduce alla verità.

Rit. Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA

Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.     

Pietro ricorda che il battesimo è come un diluvio di purificazione e ci trasmette la salvezza di Cristo risorto. Come cristiani siamo scampati anche noi al diluvio. Ci presenta poi la glorificazione di Gesù, che ora siede alla destra di Dio, nella pienezza della sua sovranità.   

 Dalla prima lettera di san Pietro apostolo.                                                             1Pt 3,18-22

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO         Mt 4,4

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO

Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.             

Il vangelo di Marco presenta in forma estremamente sintetica le tentazioni di Gesù, i quaranta giorni vissuti nel deserto prima di iniziare la vita pubblica. È la sua Quaresima. Poi − rinnovato e deciso − inizia la sua predicazione.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                      Mc 1,12-15

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 21 febbraio 2021


21 febbraio

1ª DOMENICA DI QUARESIMA B

La Quaresima di Gesù

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Prima di farsi travolgere dalla vita pubblica Gesù ha vissuto quaranta giorni di vita dura nel deserto, soggetto anche lui alle tentazioni. Per tutti gli ebrei i quaranta giorni erano ricchi di simboli: da quelli di Noè, ai giorni di Elia verso il monte di Dio, a quelli di Giona («Quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!»). Il numero quaranta fa riferimento anche ai quaranta giorni di Mosè sul Tabor per ricevere la Legge, e ai quarant’anni di marcia nel deserto degli ebrei verso la terra promessa.

Gesù tentato nel deserto

Nel racconto di Marco Gesù si sottopone alla prova del deserto immediatamente dopo il battesimo che lo ha proclamato Figlio di Dio e lo ha intronizzato ufficialmente agli occhi dei presenti come messia. Poi lo stesso Spirito che si è posato su di lui, lo spinge nel deserto, dove inizia con quaranta giorni di penitenza e di duro deserto la sua preparazione alla vita pubblica.
Nel racconto stringatissimo di Marco Gesù nel deserto viene tentato da Satana e vive in armonia con gli animali selvatici. Tutto qui, ma è chiara l’intenzione dell’evangelista di fare riferimento ad Adamo, il primo uomo uscito dalle mani di Dio. Gesù è l’Adamo definitivo. Dopo che Dio ha riproposto inutilmente la sua alleanza con l’umanità attraverso Noè, Abramo e Mosè, Gesù ora riprende il progetto iniziale di Dio e dà alla storia la svolta che si attendeva il Creatore.
Marco non presenta in dettaglio le tentazioni di Gesù, come fanno Matteo (4,1-11) e Luca (4,1-13), ma racconta che lascia il deserto quando Giovanni Battista viene imprigionato. Gesù così si mette sulla stessa scia del Battista, entrando senza paura nella mischia, nonostante i rischi legati alla sua missione.

Convertitevi e credete nel Vangelo

Iniziando la predicazione Gesù evita la grande città e proclama la venuta del regno di Dio a partire dalla Galilea. Molta gente si affolla attorno a lui. È anche lui uno di questi galilei che si avvicinano ora per ascoltarlo e conosce molto bene le loro condizioni di vita. Per questo le sue parole partono dalla vita e giungono al cuore. «Nelle sue parole c’è l’odore del sudore della vita» (Endo Shusaku). Gesù li invita alla conversione, dice che i tempi sono maturi.
Anche noi in questa prima domenica di Quaresima siamo chiamati alla conversione, approfittando di questi quaranta giorni che ci vengono proposti. E la prima conversione a cui siamo chiamati è probabilmente quella di prendere sul serio questa Quaresima.
Tutti siamo chiamati alla conversione. Probabilmente gli ebrei al tempo di Gesù hanno colto con stupore e sorpresa questo invito di Gesù. Secondo le loro convinzioni secolari erano i pagani che avrebbero dovuto convertirsi, non la stirpe eletta, non il popolo dell’alleanza. Tanto più i capi religiosi. Eppure più di altri erano loro ad aver bisogno di cambiare il cuore. Loro più di altri faranno fatica a farsi piccoli per il regno, a entrare seriamente in un atteggiamento di disponibilità. Gesù ha trovato meno chiusure nei peccatori pubblici e incalliti, che a indirizzare i “giusti” del suo tempo verso una mentalità più evangelica. Che non succeda la stessa cosa a noi, cristiani praticanti, immaginando che siano altri e non noi a doversi convertire.

La nostra Quaresima

A molti le parola Quaresima richiama momenti di penitenza e di riti speciali. In realtà si tratta di verificare a fondo l’orientamento della nostra vita. È ciò che esprime la parola metànoia («conversione»), che in greco significa «cambiare la mente», cambiare il cuore. Oppure la parola ebraica shûb, un verbo molto usato nella Bibbia, che significa «volgersi, tornare indietro», tipico di chi ha sbagliato strada, e deve fare un’inversione a «u» per ritrovare il proprio sentiero.
Cambiare il cuore, ritrovare il sentiero, ma con quali scelte? Tradizionalmente sono tre gli orientamenti proposti nel tempo della Quaresima: il deserto (penitenza, digiuno, silenzio), la preghiera, la carità.
La preghiera, la carità, il silenzio sono virtù che funzionano e ci cambiano il cuore. Ci fanno arrivare lontano, anche dove noi non ci aspetteremmo.
Sul digiuno invece, non proprio popolare nel nostro tempo, a meno che non si tratti di diete per dimagrire o per salvarsi da una malattia, una parola di chiarezza ci viene dal documento dei vescovi italiani Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza (1994). Si afferma che anche il digiuno e l’astinenza rispondono al bisogno del cristiano di conversione. Ma rientrano in quelle forme di comportamento religioso che sono soggette alla mutazione dei tempi. Le attuali trasformazioni sociali e culturali rendono problematici, se non addirittura anacronistici e superati, usi e abitudini fino a ieri da tutti accettati. Ė allora necessario ripensarli.  La proposta tradizionale è di privarsi o di moderarsi non solo del cibo, ma anche di tutto ciò che può essere di qualche ostacolo alla vita spirituale, alla meditazione, alla preghiera e alla disponibilità al servizio del prossimo.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Ecco come tu dovrai praticare il digiuno: durante il giorno di digiuno tu mangerai solo pane e acqua; poi calcolerai quanto avresti speso per il tuo cibo durante quel giorno e offrirai questo denaro a una vedova, a un orfano o a un povero; così tu ti priverai di qualche cosa affinché il tuo sacrificio serva a qualcuno per saziarsi. Egli pregherà per te il Signore. Se tu digiunerai in questo modo, il tuo sacrificio sarà gradito a Dio» (il Pastore d’Erma, prima metà del secondo secolo).

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4. Parola da Vivere – 21 febbraio 2021

21 febbraio

1ª DOMENICA DI QUARESIMA B

La Quaresima di Gesù

COMMENTO

Sembra che Marco ci tenga a presentare Gesù in tutta la sua potenza, dato che Giovanni Battista aveva detto che stava aspettando «uno più forte». Ma, scrivendo per i cristiani, chiede loro di leggere con attenzione, anche tra le righe. Cerchiamo di farlo anche noi.
Le tentazioni sono raccontate in due versetti, ma richiedono una lettura su tre tempi: il Primo Testamento, la storia di Gesù, l’esperienza dei primi cristiani.
Vediamo il contesto. Marco ha dichiarato che Gesù è Figlio di Dio fin dal primo versetto, poi fa dire la stessa cosa con solennità da Dio Padre nel battesimo al Giordano. Dopo la vittoria sul nemico, inizia la sua predicazione, sintetizzata in quattro frasi lapidarie ma ricchissime, che noi abbiamo già sentito qualche domenica fa.
Così collocati, i due versetti svelano una significatività straordinaria.
Nel Primo Testamento Israele, che Dio tratta come un figlio, è stato tentato nel deserto e non era rimasto fedele, aveva tolto la fiducia a Dio e si era lasciato guidare da altri spiriti. Per questo tutta una generazione non poté entrare nella Terra Promessa. Mosè per due volte aveva digiunato 40 giorni sul Sinai, quando ricevette le tavole della Legge, prima e dopo il peccato del vitello d’oro. Il profeta Elia aveva camminato e digiunato per 40 giorni per arrivare al Sinai, dove ha incontrato e conosciuto Dio in maniera nuova, personale e intima. I Profeti, Isaia in particolare, avevano preannunziato con la venuta del Messia la pace fra cielo e terra e nella natura.
L’esperienza di Gesù nel deserto si richiama a tutto questo: è lui il Figlio obbediente, che vince ogni tentazione con la forza dello Spirito; con lui inizia la pace nella natura e fra cielo e terra, per questo sta con le bestie selvatiche ed è servito dagli angeli; digiuna per quaranta giorni e, come Mosè, chiede perdono al Padre per i peccati dei suoi fratelli e riceve la Legge dell’amore che deve annunciare come Vangelo; come Elia, incontra nell’intimità il Padre che deve presentare all’umanità, bisognosa di conoscere il vero volto di Dio e la sua misericordia paterna.
In alternativa, qualche commentatore interpreta le fiere come figure dei poteri violenti con i quali Gesù si scontrerà e che lo condanneranno a morte; sono i potenti, i quali perseguiteranno i cristiani in ogni epoca. Per tutta la vita Gesù lotterà e la sua vittoria si realizza nella morte e risurrezione. Ma il Signore non è stato solo, così gli angeli, di cui parla Marco, rappresentano tutti coloro che, credendo in lui, lo hanno accompagnato, sostenuto e aiutato nel suo cammino messianico.
I primi cristiani stavano subendo varie tentazioni e persecuzioni. Guardando a Gesù nel deserto, potevano essere sicuri che, se si lasciavano condurre dallo Spirito Santo, avrebbero avuto anch’essi la sua luce e la sua forza per essere vittoriosi contro l’avversario; in questa maniera non avrebbero più avuto paura di nulla e avrebbero sperimentato l’aiuto concreto dello Spirito Santo e dei fratelli nella fede.
Il digiuno, come lotta contro ogni forma di male interiore, e la preghiera, come colloquio filiale con Dio, avrebbero reso la Chiesa e ogni cristiano capaci di portare la bella notizia della salvezza a tutti gli uomini, di mostrare che il regno di Dio è davvero iniziato nel mondo e di invitare alla conversione del cuore tutti gli uomini di buona volontà.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. È lo Spirito a sospingere Gesù nel deserto, per affrontare l’avversario. È lo Spirito che ci sospinge nel mondo, per condividere la vita con gli altri. Non possiamo desiderare né sperare di sfuggire a tutte le tentazioni.
    Abbiamo il compito di affrontarle, come Gesù, e vincerle con la potenza dello Spirito, che ci è stato donato e abita in noi.
  2. Nel deserto si vive dell’essenziale. Il luogo in cui viviamo è il nostro deserto. Una vita sobria ci permette di sperimentare come gli angeli e i fratelli ci offrano il loro servizio, perché il nostro spirito sia nutrito dell’invisibile, che rimane per sempre.
  3. Attraverso il digiuno quaresimale possiamo sperimentare la libertà dello spirito, l’ascolto della Parola, la preghiera filiale e fervorosa, il desiderio e la scelta di amare e servire i fratelli. È questa la conversione a cui Gesù ci invita con parole pressanti e decise.
  4. Tutti i nostri fratelli affrontano le prove della vita e molti, ancora oggi, anche la persecuzione. Noi, che crediamo e siamo tempio dello Spirito, possiamo essere gli angeli che sostengono i nostri fratelli bisognosi di aiuto, sostegno, consolazione, speranza.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Combattiamo contro quella tentazione, anche “piccola”, nella quale cadiamo più spesso.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 21 febbraio 2021

21 febbraio

1ª DOMENICA DI QUARESIMA B

La Quaresima di Gesù

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, fa’ che ti sentiamo vicino nell’ora della prova, abbi pietà di noi.
  • Cristo Signore, che hai scelto il deserto per superare ogni tentazione, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, all’inizio di questa Quaresima perdona le nostre incoerenze e rendici capaci di una vita nuova, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Preghiamo Dio, nostro Padre, perché ci guidi con la luce dello Spirito in questo cammino di conversione verso la Pasqua. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, ascolta la nostra preghiera.

  • Per la Chiesa sparsa nel mondo: fa’ che purificata da questo cammino di quaranta giorni possa giungere rinnovata a celebrare la Pasqua di Gesù, preghiamo.
  • Per i nostri governanti: si impegnino a costruire una società più giusta, umana, segnata dalla fraternità, preghiamo.
  • Insegnaci, Signore, in questo tempo di Quaresima, ad amare i nostri fratelli, soprattutto quelli che sono nella difficoltà e nella tristezza, preghiamo.
  • Ti preghiamo, Signore, per la nostra comunità: nell’ascolto della parola confermi le proprie scelte e trovi nuovo slancio pastorale per testimoniare senza paura la propria fede, preghiamo.

Celebrante. O Padre, fa’ che con la celebrazione di questa Quaresima giungiamo a una più profonda conoscenza del mistero del Signore Gesù e della nostra vocazione. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 21 febbraio 2021

21 febbraio

1ª DOMENICA DI QUARESIMA B

La Quaresima di Gesù

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. Letture e introduzioni – 14 febbraio 2021

14 febbraio

6ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Se vuoi, puoi purificarmi!

(Giornata mondiale del malato)

Un terzo del vangelo di Marco sono racconti di miracoli. Due li abbiamo ricordati nelle ultime domeniche: la guarigione di un indemoniato nella sinagoga di Cafarnao e quello della suocera di Simone. Per non parlare dei tanti ammalati che erano giunti al tramonto alla casa di Simone per essere guariti. Oggi Gesù guarisce un lebbroso, superando la paura di avvicinarlo, anzi di toccarlo.

PRIMA LETTURA

Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.                

L’antico libro del Levitico traccia una linea di comportamento igienico-sanitario nei confronti degli ammalati di lebbra. Disposizioni severissime per la paura che incuteva questa terribile malattia.

 Dal libro del Levitico.                                                                                            Lv 13,1-2.45-46

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!».
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                    Dal Salmo 31 (32)

Il salmista celebra la gioia del perdono ricevuto. Anche il peccatore, come il lebbroso del Vangelo, presenta a Dio le piaghe della propria infedeltà e ottiene la liberazione.

Rit. Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

 SECONDA LETTURA

Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.                                                 

Paolo esorta tutti ad apprezzare la vita, le cose belle e le molte occasioni di gioia che ci offre. E a ringraziare Dio, rendendogli gloria nella vita di ogni giorno. A proposito della proibizione di mangiare le carni offerte agli idoli, afferma che ogni cristiano deve sentirsi libero di fronte a obblighi o a proibizioni come queste. Ma invita a farlo senza scandalizzare nessuno. 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                   1Cor 10,31−11,1

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

CANTO AL VANGELO         Lc 7,16

Alleluia, alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.

 VANGELO

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.                                                     

Marco prosegue nel racconto dei miracoli di Gesù. Questa volta si tratta di un lebbroso. Gesù non ne ha paura, non lo tiene lontano e lo tratta con misericordia, restituendogli la salute.  

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                      Mc 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore.