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2. introduzioni – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA LEGGE DI GESÙ È LIBERTÀ INTERIORE

Dio ha voluto dei figli e quindi persone libere. Per questo l’uomo è responsabile delle proprie azioni. Gesù ci offre non regole nuove, ma criteri per discernere meglio il bene e il male. Questi criteri sono tutti interiori e richiedono la conversione del cuore e l’adesione di tutta la persona, pensieri, parole, sentimenti e azioni, al progetto di vita espresso dal vangelo.

PRIMA LETTURA
A nessuno ha comandato di essere empio.
L’autore del Siracide è un maestro che insegna la sapienza che viene da Dio ed è concentrata nella Legge di Mosè. In questo brano egli sottolinea la libertà dell’uomo, responsabile delle proprie azioni, e la sua capacità di dominare gli istinti e di vincere le tentazioni. Il peccato non è più forte dell’uomo, uscito dalle mani di Dio e istruito dai comandamenti.

SALMO RESPONSORIALE                                 Dal Salmo 1 8 (1 9)
Il salmista dichiara beato chi cerca il Signore e osserva la sua legge. Nella preghiera egli chiede al Signore intelligenza per comprendere i suoi insegnamenti e aiuto per viverli.

SECONDA LETTURA
Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
I sapienti e i potenti di questo mondo non hanno capito nulla del Cristo. Invece in lui si è manifestata la sapienza divina, cioè il piano di salvezza dell’umanità che Gesù ha rivelato nella predicazione e ha realizzato sulla croce. I cristiani hanno ricevuto dallo Spirito Santo il dono di comprendere il piano salvifico di Dio, inaccessibile alla sapienza solo umana.

VANGELO
Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
Gesù non abolisce la Legge, ma la porta a compimento, cioè la interpreta in modo nuovo, originale e inaspettato. Tutto si realizzerà, ma alla maniera di Dio. La nuova Legge che Gesù promulga sul monte, iniziando dalle beatitudini, è più esigente, più misericordiosa, liberante e a servizio della felicità dell’uomo.

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3. Commento alle Letture – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA LEGGE DI GESÙ È LIBERTÀ INTERIORE

COMMENTO

Di fronte a questa pagina e a quella di domenica prossima tanti cristiani restano sconcertati e si chiedono se il Signore non abbia un po’ esagerato con questi precetti. Gli Ebrei avevano 613 regole da osservare e Gesù dice di essere venuto a dare compimento alla legge di Mosè. Ma aggiunge senza mezzi termini che non si tratta solo di meritare la benedizione di Dio in questo mondo, per sé e per il popolo, ma di entrare o essere esclusi dal regno di Dio e, quindi, dalla vita eterna.
In realtà il Signore non è interessato a dare nuovi precetti ma a offrire i punti di riferimento interiori dai quali partire per sapere in ogni circostanza come comportarsi. In questa sezione del discorso della montagna ne dà due: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli»; «siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». La legge di Gesù è interiore e non si accontenta di una osservanza materiale delle regole, come fanno i farisei. Per questo il cristiano deve essere più «giusto» e cioè deve cercare e realizzare la volontà di Dio, il quale desidera che ogni suo figlio gli somigli.
Alcuni esempi vanno un po’ commentati per superare l’impressione di eccessiva severità.
La radice della violenza è nell’ira. E allora, non bisogna fermarsi solo davanti all’omicidio, ma davanti a ogni scatto di ira che spinge anche solo all’insulto del fratello, perché l’ira, non bloccata, conduce a qualsiasi violenza, anche all’omicidio (come dimostrano tanti assassini quando, dopo, dicono «ma che ho fatto? non volevo arrivare a questo…»).
La radice degli adultèri è il desiderio della donna degli altri (o dell’uomo delle altre). Il cristiano (e la cristiana) deve combattere tutti i movimenti interiori che, per il fascino della bellezza, lo spingono a considerare una persona dell’altro sesso come un oggetto da possedere e di cui godere, al di fuori delle regole dell’amore vero di una coppia. Il Signore quindi non limita i giusti e buoni sentimenti e desideri che fanno sbocciare, crescere e vivere l’amore di coppia, bensì combatte tutte le spinte interiori disordinate, che, purtroppo, si servono della sessualità per trasformare l’amore in egoismo. Ci tiene tanto Gesù a questo che usa delle espressioni molto forti: le immagini di tagliare la mano o cavarsi l’occhio dicono che di fronte al pericolo di perdere la vita eterna dobbiamo essere disposti al sacrificio di qualunque cosa, perfino della vita, come dirà in un’altra occasione.
Il perdono. Possiamo immaginare che quando litighiamo con un fratello dobbiamo presentarci al giudice, che è il Signore. Gesù dice di metterci d’accordo lungo il cammino, cioè di perdonarci, perché, se arriviamo di fronte a lui per accusare, magari a ragione, un fratello, egli ci presenterà il conto di tutti i nostri peccati contro lui e i fratelli. Se invece ci presentiamo rappacificati, allora lui perdona entrambi. Può succedere a volte che il fratello non accetti la riconciliazione. In questi casi ci tocca, imitando Gesù, perdonarlo lo stesso, non alimentare dentro di noi il risentimento, pregare per lui e trattarlo con buona educazione, anche se i rapporti non possono più essere tranquilli e sereni come prima.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. È una pagina che mette tutti in difficoltà. Il Signore ci chiede di essere più giusti di scribi e farisei e ci fa degli esempi che ci scuotono nel profondo, perché toccano la nostra vita quotidiana, i nostri rapporti con i fratelli, i pensieri che ci passano per la testa, i nostri istinti. Ci toglie anche tutte le facili giustificazioni, quelle che ci servono così bene per tranquillizzare la coscienza: non è colpa mia… mi ha fatto proprio arrabbiare… se l’è meri.. se il primo passo lo fa lui, allora…
  2. Ci chiediamo: ma cosa desideriamo davvero? Ho il forte desiderio di entrare nel regno di Dio? Possiamo correre il rischio di rimanerne fuori? Assolutamente no, pensiamo. Ma è necessario dare corpo e sangue a questo desiderio, perché non resti un fatto teoricamente scontato che a poco a poco si riduce solo a parole che non cambiano la vita.
  3. La scelta è nelle nostre mani: vogliamo seguire il Signore e somigliargli almeno un po’? E allora tutto quello che egli ci chiede, in fondo, è una semplice conseguenza di quello che abbiamo scelto.
  4. Semplice? Per molti cristiani non è per niente semplice. Eppure tutto si riduce all’amore per il Signore e per i fratelli: chi ama non si chiede quanto costa l’amore, ama con tutto se stesso e Ecco allora la bella notizia: chi vive come ci chiede il Signore diventa persona veramente libera di amare, è figlio di Dio ed ha come ricompensa la vita eterna.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

La riconciliazione tra fratelli rende felice il Padre nostro. Facciamo un passo verso un fratello con cui non siamo in piena comunione.

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4. Letture – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA LEGGE DI GESÙ È LIBERTÀ INTERIORE

PRIMA LETTURA
A nessuno ha comandato di essere empio.
L’autore del Siracide è un maestro che insegna la sapienza che viene da Dio ed è concentrata nella Legge di Mosè. In questo brano egli sottolinea la libertà dell’uomo, responsabile delle proprie azioni, e la sua capacità di dominare gli istinti e di vincere le tentazioni. Il peccato non è più forte dell’uomo, uscito dalle mani di Dio e istruito dai comandamenti.

Dal libro del Siracide     Sir 15,16-21 (NV) [gr. 15,15-20]

Se vuoi osservare i suoi comandamenti,
essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore; forte e potente,  egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                 Dal Salmo 1 8 (1 9)
Il salmista dichiara beato chi cerca il Signore e osserva la sua legge. Nella preghiera egli chiede al Signore intelligenza per comprendere i suoi insegnamenti e aiuto per viverli.

Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vi
nel custodire i tuoi decreti.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca
la tua legge e la osservi con tutto il cuore.

SECONDA LETTURA
Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
I sapienti e i potenti di questo mondo non hanno capito nulla del Cristo. Invece in lui si è manifestata la sapienza divina, cioè il piano di salvezza dell’umanità che Gesù ha rivelato nella predicazione e ha realizzato sulla croce. I cristiani hanno ricevuto dallo Spirito Santo il dono di comprendere il piano salvifico di Dio, inaccessibile alla sapienza solo umana.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi      1 Cor 2,6-10

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza  che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                       Cf Mt 1 ,25

Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

VANGELO
Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
Gesù non abolisce la Legge, ma la porta a compimento, cioè la interpreta in modo nuovo, originale e inaspettato. Tutto si realizzerà, ma alla maniera di Dio. La nuova Legge che Gesù promulga sul monte, iniziando dalle beatitudini, è più esigente, più misericordiosa, liberante e a servizio della felicità dell’uomo.

Dal vangelo secondo Matteo                          Mt 5,17-37
TRA PARENTESI [] LA FORMA BREVE.
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:]

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
[Io vi dico] infatti [: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”.  Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.] Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione.  In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
[Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.]
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
[Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto], né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, per- ché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. [Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».]

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA LEGGE DI GESÙ È LIBERTÀ INTERIORE

PERDONO
• Signore, spesso ci siamo sentiti in diritto di insultare e condannare i fratelli. Kyrie eleison.
• Cristo, per tutte le volte che ci siamo presentati al banchetto eucaristico senza esserci riconciliati con i fratelli. Christe eleison.
• Signore, a volte abbiamo considerato le persone dell’altro sesso come oggetto di piacere. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Dio Padre ci ha chiesto un impegno nell’amore verso lui e i fratelli, ma non ci lascia soli. Chiediamo il suo aiuto con una preghiera fiduciosa.

Diciamo insieme: Padre, aiutaci a scegliere il bene.

  • Perché con la nostra fantasia spirituale troviamo delle soluzioni sempre nuove per mostrare al mondo la nostra fede in te. Preghiamo.
  • Perché ci apriamo all’ascolto della Parola di Gesù e la facciamo diventare vita vissuta con te e per te. Preghiamo.
  • Perché ci lasciamo istruire da Gesù e impariamo giorno per giorno a somigliare almeno un po’ a te. Preghiamo.
  • Perché gli sposi cristiani siano nel mondo testimoni di quell’amore coniugale che trova fondamento e solidità in te. Preghiamo.

O Padre, il tuo figlio Gesù ci ha mostrato la strada per giungere a te. Donaci il tuo Santo Spirito perché ci aiuti a camminare sui sentieri della giustizia, della pace e della gioia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

12 FEBBRAIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LA LEGGE DI GESÙ È LIBERTÀ INTERIORE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. introduzioni – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata nazionale per la vita

CRISTIANI: SALE E LUCE PER IL NOSTRO MONDO

Il mondo è insipido e si corrompe: ha bisogno del sale del vangelo. Il mondo è nel buio del peccato: ha bisogno della luce del vangelo. Dio Padre, per essere riconosciuto dagli uomini, ha bisogno di persone che rendano visibile il suo amore. È stata questa la missione di Cristo. È questa la missione dei cristiani, ieri, oggi e sempre.

PRIMA LETTURA
La tua luce sorgerà come l’aurora.
Siamo nella terza parte del libro di Isaia. Il popolo sta sperimentando ingiustizie e oppressione dei poveri da parte dei potenti. Per sollecitare l’intervento del Signore non servono penitenze esteriori e formali come il digiuno dai cibi. Dio desidera il digiuno dalle violenze e la carità verso i poveri. Solo allora il Signore interverrà per salvare.

SALMO RESPONSORIALE                                  Dal Salmo 1 1 (1 2)
Il salmista dichiara beato chi obbedisce a Dio e lo paragona a una luce splendente: egli sarà felice e non avrà paura di nulla, perché ha fiducia nel Signore, osserva i suoi comandamenti e fa del bene ai poveri e ai deboli.

SECONDA LETTURA
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.
L’apostolo Paolo, di fronte ai quei Corinzi che cercano la sapienza umana e l’eloquenza, presenta il vero motivo della diffusione della fede: è la potenza dello Spirito che suscita e consolida la fede in Gesù crocifisso.

VANGELO
Voi siete la luce del mondo.
I discepoli del Signore, accogliendo e vivendo le beatitudini, diventano sale della terra, città posta su di un monte e luce del mondo. Tre immagini per dire a tutti gli uomini, in maniera visibile, la presenza amorevole, misericordiosa e salvifica di Dio nel mondo.

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3. Commento alle Letture – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata nazionale per la vita

CRISTIANI: SALE E LUCE PER IL NOSTRO MONDO

COMMENTO

Le due similitudini del sale e della luce continuano l’ultima beatitudine che riguardava i discepoli perseguitati, quindi il voi è certamente riferito ai discepoli.
Per comprendere la prima similitudine osserviamo a cosa serve il sale e quale significato assume nella Bibbia. Il sale dà sapore ai cibi, è indispensabile per la buona salute (la mancanza di sale provoca disturbi), purifica e conserva alcuni cibi. Nella Bibbia è utilizzato come simbolo della sapienza, il gusto delle cose che riguardano Dio, la conoscenza profonda di lui e della sua Parola. I discepoli del Signore dunque hanno una responsabilità precisa e grande nei confronti dell’umanità (è questa la terra di cui essi sono il sale). Senza i discepoli l’umanità è scipita, malata, si corrompe, non ha conoscenza profonda e vitale di Dio e del suo mondo. Il sale non può diventare, ma i discepoli sì. Inoltre, se essi perdono la loro identità il danno non è solo per l’umanità, ma anche per loro stessi: diventano inutili e meritevoli di biasimo da parte di coloro che avrebbero dovuto «insaporire».
«Luce del mondo» è il titolo che Gesù dà a se stesso nel vangelo di Giovanni, ma qui è conferito ai discepoli. Nella Bibbia la luce è l’inizio della creazione e in termini universali è simbolo di vita, permette la visione e il contatto con persone e oggetti, apre alla conoscenza di Dio e del mondo. Se i discepoli sono luce, allora il mondo grazie a loro può vedere e conoscere Dio. La luce non ha bisogno di mettersi in mostra, basta che sia se stessa, così illumina. Perciò i discepoli non hanno bisogno di cercare visibilità, basta che vivano il vangelo. Infatti essi saranno riconosciuti come luce per le opere buone compiute, come una città sulla montagna è vista da tutti. In- vece, un discepolo che nasconde la luce ricevuta nel battesimo (non vive la propria fede e la carità) è inutile e rinnega la propria identità cristiana.
Il Signore, concludendo, esprime il fine dell’essere e dell’agire dei discepoli: manifestare, rendendola visibile, la gloria del Padre; cioè, far riconoscere a tutti che il Padre è presente nella storia e si dona con amore misericordioso, attraverso il Figlio nello Spirito, per salvare gli uomini e renderli suoi figli.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Sale e luce per l’umanità: una responsabilità pesante, troppo. Ma non è un compito morale, un’altra missione, un altro «lavoro» da aggiungere a tutti gli altri. È un dono. L’abbiamo già ricevuto nel battesimo e porta frutti a causa della nostra scelta di credere e di seguire Gesù. Basta essere e vivere da cristiano, niente di più.
  2. Portare sapore in questo mondo. Avere e comunicare il gusto e il piacere di vivere sulla terra come cittadini del cielo; come fratelli di sangue divino; come pellegrini in cammino verso il Paradiso, che si aiutano, si incoraggiano e insieme cantano la gioia della vicinanza della meta.
  3. Preservare il mondo dalla corruzione. Ci tocca anzitutto non lasciarci corrompere dai fermenti del peccato. Anche noi abbiamo bisogno di chi ci preservi e ci liberi dal male: lo fa Gesù, se noi abitiamo in lui e lui in noi. Così possiamo collaborare con lui per fermare il diffondersi del male tra gli uomini.
  4. Illuminare il mondo. Molti uomini e donne camminano nel buio, non distinguono il bene dal male, non si rendono conto di andare verso il precipizio. Se incontrano un cristiano caritatevole, misericordioso e felice, anche in mezzo alle difficoltà, agli insulti e alle persecuzioni, allora possono aprire gli occhi e il cuore al vangelo che li salva.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Vivere e mostrare la gioia di essere cristiani e realizzare tutto il bene che possiamo.

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4. Letture – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata nazionale per la vita

CRISTIANI: SALE E LUCE PER IL NOSTRO MONDO

PRIMA LETTURA
La tua luce sorgerà come l’aurora.
Siamo nella terza parte del libro di Isaia. Il popolo sta sperimentando ingiustizie e oppressione dei poveri da parte dei potenti. Per sollecitare l’intervento del Signore non servono penitenze esteriori e formali come il digiuno dai cibi. Dio desidera il digiuno dalle violenze e la carità verso i poveri. Solo allora il Signore interverrà per salvare.

Dal libro del profeta Isaia                               Is 58,7-10

Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                  Dal Salmo 1 1 (1 2)
Il salmista dichiara beato chi obbedisce a Dio e lo paragona a una luce splendente: egli sarà felice e non avrà paura di nulla, perché ha fiducia nel Signore, osserva i suoi comandamenti e fa del bene ai poveri e ai deboli.

Il giusto risplende come luce.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: eterno
sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.

SECONDA LETTURA
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.
L’apostolo Paolo, di fronte ai quei Corinzi che cercano la sapienza umana e l’eloquenza, presenta il vero motivo della diffusione della fede: è la potenza dello Spirito che suscita e consolida la fede in Gesù crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                      1 Cor 2,1-5

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predica- zione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                        Cf Gv 8,12

Alleluia, alleluia.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.

Alleluia.

VANGELO
Voi siete la luce del mondo.
I discepoli del Signore, accogliendo e vivendo le beatitudini, diventano sale della terra, città posta su di un monte e luce del mondo. Tre immagini per dire a tutti gli uomini, in maniera visibile, la presenza amorevole, misericordiosa e salvifica di Dio nel mondo.

Dal vangelo secondo Matteo                          Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.