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Il Signore ci liberi dal confronto – 23 maggio 2026

Il Signore ci liberi dal confronto

Sabato della VII Settimana di Pasqua
23 maggio 2026

Don Antonio Carriero

 

Gv 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

COMMENTO

Ci sono momenti in cui non riusciamo a stare dentro la nostra vita senza guardarci attorno. Pietro ha appena sentito Gesù dirgli: «Pasci le mie pecore». Ha ricevuto una missione, e invece di concentrarsi su questo si gira. Vede che lo seguiva il discepolo amato da Gesù e non resiste alla tentazione di domandare: «Signore, che cosa sarà di lui?». C’è una ferita profonda in noi che ci spinge a misurare il nostro destino sul metro altrui, quasi a cercare una rassicurazione o a rivendicare un’ingiustizia. Ma Gesù gli risponde in modo inaspettato: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Pietro dovrà camminare per Gesù e spendersi per lui fino a morire; l’altro discepolo dovrà rimanere nel mondo come memoria viva dell’amore fino al ritorno di Gesù. Alla fine di questo lungo tempo pasquale, c’è un’unica domanda che conta veramente: stiamo seguendo Cristo o la copia di qualcun altro? «Tu seguimi», ci dice ancora oggi. Il resto è solo rumore di fondo.

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1. ORAZIONI – 24 MAGGIO – PENTECOSTE

24 MAGGIO 2026

PENTECOSTE

GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

 

Antifona

Lo Spirito del Signore riempie l’universo;
egli, che tutto abbraccia,
conosce ogni linguaggio. Alleluia. (Cf. Sap 1,7)

Oppure:

L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori
per mezzo dello Spirito che abita in noi. Alleluia. (Cf. Rm 5,58,11)

Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo,
e rinnova anche oggi nel cuore dei credenti
i prodigi che nella tua bontà
hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Manda, o Padre,
lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio,
perché riveli pienamente ai nostri cuori
il mistero di questo sacrificio
e ci apra alla conoscenza della verità tutta intera.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Tutti furono colmati di Spirito Santo,
e cominciarono a parlare delle grandi opere di Dio.
Alleluia. (Cf. At 2,4.11)

*A
Come il Padre ha mandato me,
anche io mando voi.
Ricevete lo Spirito Santo. Alleluia. (Gv 20,21.22

Dopo la comunione

O Dio, che doni alla tua Chiesa
la comunione ai beni del cielo,
custodisci in noi la tua grazia,
perché resti sempre vivo il dono dello Spirito Santo 
che abbiamo ricevuto
e questo cibo spirituale giovi alla nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Nel congedare l’assemblea, il diacono o, se assente, lo stesso sacerdote canta o dice:

Andate in pace. Alleluia, alleluia.

Oppure:

La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia

Oppure:

Portate a tutti la gioia del Signore risorto. Andate con ritmo. Alleluia, alleluia.

R/. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.

Terminato il Tempo di Pasqua, è bene portare il cero pasquale nel battistero per conservarlo con il dovuto onore, affinché dal cero acceso, durante la celebrazione del Battesimo, si accendano le candele dei battezzati.

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3. Commento alle Letture – 24 MAGGIO- PENTECOSTE

24 MAGGIO 2026

PENTECOSTE

GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

 

COMMENTO 1

La festa di Shavuot (Pentecoste in ebraico) veniva celebrata nel cinquantesimo giorno dopo la Pesah (la Pasqua). Era l’occasione di una grande festa per tutti.
Gerusalemme veniva invasa da una fiumana di gente felice ed allegra per due motivi: la fine della mietitura ed il ricordo del dono della Legge a Mosè sul monte Sinai.
Il pane era un elemento essenziale per sfuggire ai morsi della fame; la Legge era il fulcro della religione ebraica.
Tutta Gerusalemme risuonava di canti e di musica.
Nel Tempio le preghiere abbondavano ed il sangue dei sacrifici offerti scorreva.
Solo in una sala di un anonimo edificio blindato ed impregnato dal terrore delle persone assembrate e traboccanti di dubbi ed in preda ad una angoscia paralizzante stonava con il clima generale di festa. Erano gli apostoli.
La morte del loro Maestro li atterriva. Perché ?.  Il motivo si radicava nell’assassinio per crocifissione di Gesù.
In quel tempo la condanna a questo supplizio grave ed infamante  si allargava anche a tutti coloro che si erano compromessi con la persona crocifissa. Per questo venivano ricercati come sovversivi dell’ordine costituito.
Il pericolo di morte era incombente e destabilizzante. Questo pensiero li atterriva ed angosciava.

All’improvviso succede l’impensabile.  Gesù si materializza davanti ai loro occhi. Non si pone al di sopra, non rimprovera la loro vigliaccheria, i dubbi e la loro mancanza di coraggio. Non fa rimostranze o rimproveri  semplicemente porta in dono la pace che calma le inquietudini, spazza via le perplessità  e ridona serenità’.
Nella festa del ricordo dell’alleanza basata sulla Legge, ha inizio la nuova Alleanza basata sull’Amore.
Essa è certificata dai segni della Passione. Da stimmate di una morte infame si trasformano in sigilli che certificano un amore infinito. Il Cristo storico lascia il posto al Paraclito inesauribile sorgente di un amore presente, attivo e rivoluzionario.
Gli Apostoli entrano in un nuovo modo di concepire la loro missione,

Lo Spirito Santo rivoluziona i loro ideali.
Da feroci nazionalisti si trasformano in testimoni aperti a tutti.
Da avidi ricercatori di ricchezze ed onori personali diventano soggetti che seminano pace perché’ liberati dal male.
Il termine peccato non rende bene il significato della missione conferita agli apostoli. In greco il termine usato non richiama un singolo atto sbagliato ma abbraccia un intero passato.
La libertà collegata alla conversione abbraccia tutto il vissuto personale. In quest’ottica il male viene soppiantato dal bene. Le tenebre dei compromessi e delle mediazioni lasciano il posto alla luce dell’onestà e della coerenza .
La ricerca egoistica ed opportunista dell’avere viene soppiantata dalla coerenza e dalla trasparenza del vivere quanto  comporta l’essere cristiano.

Come credenti in Cristo morto e risorto la speranza e  la coerenza nel costruire e testimoniare la pace devono essere il nostro modo di credere, soprattutto, oggi.

“La pace sia con voi” (Gv 20,19) non è un augurio, ma un dono che, come ci ricorda Leone XIV, siamo tenuti a condividere con ogni vivente, soprattutto oggi. In un mondo dove i prepotenti la fanno da padroni ed i tamburi delle guerre non cessano di rullare, l’invito pressante alla pace del Papa deve essere il nostro impegno ed il nostro obiettivo di credenti credibili.

COMMENTO 2 

PENTECOSTE

Vieni, Spirito Santo, a rinnovare l’universo

O Dio Padre di tutti, che per mezzo del Tuo Figlio Gesù Cristo ed in vista di Lui hai creato tutte le cose, quelle visibili e quelle invisibili, da Te proveniamo, in Te ci muoviamo ed esistiamo. Tu sei al di sopra di tutti, agisci per mezzo di tutti e sei presente in tutti. Tu operi tutto in tutti. Tu sei all’origine delle diverse attività ed operazioni nella Chiesa e nel mondo. Tu sei l’unico nostro Dio e noi siamo il Tuo popolo santo, sempre bisognoso di penitenza e di purificazione. Ti lodiamo perché oggi porti a compimento il mistero pasquale del Tuo Figlio, manifestando al mondo il mistero della Chiesa, che nel Tuo Cristo è segno e strumento dell’intima unione con Te e dell’unità di tutto il genere umano.

O Cristo Gesù, Verbo incarnato, crocifisso e risorto per la nostra salvezza, vivente glorioso con i segni della passione, in questo primo giorno della settimana, Pasqua pentecostale, Ti manifesti a noi nel Cenacolo, rendendoci un unico Corpo nella comunione all’unico Pane eucaristico, donandoci la Tua pace e la Tua gioia. Come il Padre ha mandato Te, così Tu mandi noi con la forza e la potenza dello Spirito Santo per annunciare e testimoniare il Vangelo del perdono e della riconciliazione. Ti ringraziamo per il ministero del Papa, dei Vescovi e dei Presbiteri, ministri della Tua Misericordia, Pentecoste attuale, perenne effusione del Tuo Santo Spirito Paraclito. Afferrati dal Tuo amore misericordioso, sorgente dei diversi ministeri nella Chiesa, siamo comunità col grembiule, fraternità battesimale tutta ministeriale.

O Spirito Santo, Dono che il Padre effonde nei nostri cuori per mezzo del suo Figlio sacrificato e glorificato, Tu sei l’anima della Chiesa. Dissetati di Te e battezzati in Te, siamo uno con Gesù. Da Te provengono i vari carismi, i diversi doni di grazia, che Tu distribuisci a ciascuno come vuoi per l’utilità comune, per l’edificazione della Chiesa, perché ciascuno per la sua parte contribuisca per il bene del tutto. Spirito d’amore, che fai nuove tutte le cose realizzando la nuova creazione, Tu sei il nostro santificatore, la remissione di tutti i nostri peccati, la nostra legge vivente e personale. Spirito del Risorto, riempiendo l’universo, Tu ci rendi capaci di abbracciarci come figli dello stesso Padre e fratelli in Gesù.

Soffio di Dio e Fuoco di carità, illumina e rettifica la nostra sensibilità, trasforma le nostre menti, riscalda i nostri cuori e spronaci a prendere il largo per essere Chiesa in uscita, oasi di misericordia per tutti. Spirito pentecostale, Tu oggi riveli la Pasqua di Gesù alle genti, riunendo molte lingue nell’unico nuovo linguaggio dell’amore che comprende le grandi opere del Padre, manifestate nella passione, morte e risurrezione del suo Figlio. Tu ci conduci alla verità tutta intera, rendendoci capaci di dialogare nella preghiera col Padre in quanto figli suoi adottivi, di professare con coraggio la nostra fede battesimale in Gesù Signore, di vivere eucaristicamente, donando la vita per i fratelli, come Gesù e in Gesù.

O Maria Santissima, accompagnaci con la Tua materna intercessione ed insegnaci ad essere docili all’azione dello Spirito Santo, perché il Tuo Figlio per la fede abiti nei nostri cuori e perché siamo ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

Lode, benedizione, gloria a Te, Dio Uno e Trino oggi e nei secoli eterni Amen. Alleluia!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

Due elementi di questo brano dicono che colui che si presenta è proprio lo stesso Gesù che gli apostoli hanno conosciuto: prima mostra le ferite della passione, stampate non solo nel corpo del Signore, ma anche nella memoria dei suoi amici; poi continua i discorsi che faceva con loro prima della passione e realizza le promesse che aveva fatto.
Altri due elementi dicono che Gesù è risorto, per non morire più, e quindi è diverso da prima: entra a porte chiuse, pur avendo un corpo tangibile; consegna agli apostoli la missione che egli ha ricevuto dal Padre e, perché possano realizzarla, trasferisce loro la sua forza di salvezza che si chiama Spirito Santo e si esprime nel potere di rimettere i peccati.
Cosa vuol dire che non saranno perdonati coloro a cui gli apostoli non perdonano? È un’espressione dura, che richiede una spiegazione.
Anzitutto Gesù in questo modo riafferma che si arriva al Padre e alla vita eterna solo attraverso lui; e poi, che dopo la risurrezione si arriva a Cristo solo attraverso la Chiesa, suo prolungamento visibile nella storia.
Ma perché non perdonare? In realtà il vangelo dice in molti modi che Dio perdona sempre, non può non perdonare, proprio perché è Padre. Il problema si pone quando il figlio, già perdonato, non accoglie il perdono, perché può rifiutarlo, per esempio, non riconoscendo il proprio peccato per presunzione di fronte a Dio. A tutta la Chiesa allora, dopo aver annunciato l’amore misericordioso del Padre, manifestato in Cristo, e la certezza del suo perdono, tocca il compito di denunciare il male, sotto qualunque forma si presenti. È con dolore che la Chiesa a volte è costretta a dire che non può ancora perdonare perché non ci sono le disposizioni necessarie da parte del peccatore. Per tutte queste persone la Chiesa è chiamata a non smettere di annunciare e denunciare, a innalzare al Padre la sua preghiera e a offrire i suoi sacrifici, perché l’azione dello Spirito Santo le conduca al pentimento.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Il corpo risorto di Gesù porta le ferite della passione. Per tutta l’eternità? Questo è un altro miracolo inimmaginabile dell’amore del Signore: le ferite causate dall’odio degli uomini sono trasformate in feritoie dalle quali sgorga il sangue che salva il mondo, fino alla fine dei tempi.
  2. «Pace a voi!», ripetuto due volte. Non è un augurio, ma un dono, fatto anche a ciascuno di noi. Chi accoglie questo dono non può goderselo egoisticamente, ma ha la capacità di offrirlo agli altri. Se questo non avviene il dono è perduto.
  3. «Ricevete lo Spirito Santo». L’abbiamo ricevuto nel Battesimo e confermato nella Cresima. È il dono dei doni: tutto ciò che viene dal Padre e da Gesù arriva a noi nello Spirito. Lui non vuole apparire, ma un po’ di riconoscenza da parte nostra ci renderebbe più capaci di accoglierlo.
  4. «A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Per qualcuno di noi il sacramento della Riconciliazione è difficile. Chi lo sperimenta con costanza, non può farne a meno: è un’immersione palpabile nella misericordia di Dio, che rinnova la vita spirituale.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Esprimere nella preghiera la riconoscenza a tutta la Santissima Trinità.

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4. Letture – 24 MAGGIO – PENTECOSTE

24 MAGGIO 2026

PENTECOSTE

GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

PRIMA LETTURA

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Quando Mosè ha ricevuto le tavole della Legge si sono verificati diversi fenomeni straordinari; Luca li recupera nel racconto della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli, per sottolineare che la vecchia Legge è sostituita dalla nuova, quella portata da Gesù e che lo Spirito scrive nei cuori di ogni cristiano. Mentre la Legge antica era solo per Israele, la nuova è per tutti i popoli, così lo Spirito raccoglie in unità l’umanità che si era dispersa e divisa a Babele.

Dagli Atti degli Apostoli      At 2,1-11

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 103 (104)

R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Oppure: 
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. R.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. R.

SECONDA LETTURA

Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.

A Corinto qualcuno si serviva dei carismi per creare divisione. Paolo con forza afferma che tutti i doni dello Spirito sono per il bene della comunità, che forma un solo corpo in Cristo. Chi crea divisione non è mosso dallo Spirito.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi   1Cor 12,3b-7.12-13

Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
Come infatti il ​​corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

 Parola di Dio

SEQUENZA

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO

Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.

Gesù mantiene le sue promesse: i discepoli rivedono risorto il loro maestro, passato attraverso la passione; accolgono i doni della pace e dello Spirito Santo; ricevono la missione di continuare l’opera di Gesù, con il potere di perdonare i peccati.

Dal Vangelo secondo Giovanni           Gv 20,19-23 

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 24 MAGGIO 2026 – PENTECOSTE

24 MAGGIO 2026

PENTECOSTE

GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 24 MAGGIO 2026 – PENTECOSTE

24 MAGGIO 2026

PENTECOSTE

GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, per tutte le volte che abbiamo dimenticato di essere tuoi figli. Kyrie eleison.
  • Cristo, per tutte le volte che non abbiamo portato agli altri la pace che tu doni a noi. Christe eleison.
  • • Spirito Santo, per tutte le volte che non abbiamo seguito gli inviti al bene che tu facevi sorgere nel nostro cuore. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha affidato una missione da compiere: portare nel mondo la testimonianza del suo amore che perdona e salva. Diciamo insieme: Signore Gesù, manda a noi il tuo Spirito.

  • Perché la Chiesa sia tutta raccolta nell’unità della fede e dell’amore. Preghiamo.
  • Perché sappiamo rispondere con forza e dolcezza a coloro che ci chiedono ragione della nostra fede e della nostra speranza in te. Preghiamo.
  • Perché tutti i cristiani scoprano e vivano il dono che tu fai nel sacramento della Riconciliazione. Preghiamo.
  • Perché possiamo sperimentare la gioia che scaturisce dalla realizzazione della missione che tu ci hai affidato. Preghiamo.

Signore Gesù, insieme al Padre manda a noi ogni giorno il tuo Santo Spirito, affinché possiamo essere veramente tuoi discepoli e vivere da fratelli. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

 

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1. ORAZIONI – 17 MAGGIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE

17 MAGGIO 2026

ASCENSIONE DEL SIGNORE

CRISTO TORNA AL PADRE E CAMMINA CON NOI

 

Antifona

Con voce di gioia date l’annuncio,
fatelo giungere ai confini della terra:
il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cf. Is 48,20)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Padre, che per la preghiera del tuo Figlio
ci hai donato lo Spirito della verità,
ravviva in noi con la sua potenza
il ricordo delle parole di Gesù,
perché siamo pronti a rispondere
a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che per la preghiera del tuo Figlio
ci hai donato lo Spirito della verità,
ravviva in noi con la sua potenza
il ricordo delle parole di Gesù,
perché siamo pronti a rispondere
a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Salgano a te, o Signore,
le nostre preghiere insieme all’offerta di questo sacrificio,
perché, purificati dal tuo amore,
possiamo accostarci al sacramento della tua grande misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti»,
dice il Signore.
«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito,
perché rimanga con voi per sempre». Alleluia. (Gv 14,15-16)

Dopo la comunione

Dio onnipotente,
che nella risurrezione di Cristo
ci fai nuove creature per la vita eterna,
accresci in noi i frutti del sacramento pasquale
e infondi nei nostri cuori la forza di questo nutrimento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 17 MAGGIO- ASCENSIONE DEL SIGNORE

17 MAGGIO 2026

ASCENSIONE DEL SIGNORE

CRISTO TORNA AL PADRE E CAMMINA CON NOI

 

COMMENTO 1

Il Vangelo di Marco, secondo la maggior parte dei biblisti, termina con il versetto 16,8: «Uscite fuggirono dal sepolcro; infatti le aveva preso tremore e terrore. E non dissero niente a nessuno; temevano infatti0187  (così suona la traduzione parola per parola del testo greco).
Ma perché  le donne erano terrorizzate nonostante l’annuncio grandioso dell’angelo dei versetti 26, 6-7: «Non spaventatevi. Cercate Gesù il Nazareno, il Crocifisso. È risorto, non è qui! Ma andate, dite ai suoi discepoli, e a Pietro: Vi precede nella Galilea; lì lo vedrete , come vi ha detto»?
I codici biblici più antichi, tra cui gli  importantissimi Codice Vaticano e Codice Sinaitico, terminano in questo modo brusco innervato di dubbi, paure e smarrimento, il  racconto di Marco.
Durante il secondo secolo le comunità cristiane,  che conoscevano la narrazione della Risurrezione  redatta dagli altri tre evangelisti e dagli Atti degli Apostoli, integrarono la brusca finale del primo Vangelo aggiungendo i versetti canonici 9-20 che costituiscono una mirabile sintesi della primitiva fede delle comunità cristiane del tempo, usando un linguaggio diverso con uno stile meno vivace di quello di Marco.
I versetti proposti oggi fanno parte di questa aggiunta postuma. Il finale tronco è intenzionale da  parte di Marco. In modo provocante,  chiudendo il suo racconto lasciando le donne impaurite ed incredule, affida il compito ai cristiani di testimoniare il Risorto.
Cristo morto e risorto è il fulcro della fede che deve abbracciare tutti gli uomini ed espandersi su tutta la terra. Essa non è fatta di chiacchiere, di prediche o di eteree e fumose pie esortazioni cullate da gemiti e sospiri, ma da segni (questo è il significato evangelico di miracolo).
Il vero credente si oppone al demonio che rappresenta tutte le forme di malvagità che si annidano nel cuore umano. Prendere in mano i serpenti vuol dire affrontare le tentazioni di idolatria, di egoismo, di sopraffazione e di ingiustizia che appesantiscono la condotta. Bere qualche veleno, senza morire, comporta resilienza di fronte alle suggestioni che le ideologie, le pubblicità , i media, le opinioni pubbliche, i ciarlatani ci propinano in modo subdolo ed ossessivo.
Anche noi come le donne e gli apostoli davanti al sepolcro vuoto corriamo il rischio di perderci nelle nebbie della paura e dello sconforto.
Nelle nostre orecchie deve risuonare il rimprovero di Gesù agli apostoli nei riguardi della loro incredulità e durezza di cuore.
Per gli apostoli la tirata d’orecchi funziona. La storia lo dimostra.
E per noi? Ci ritroviamo accovacciati tra le pieghe del benessere e dell’omologazione sociale che ci rendono fantasmi insignificanti e tremebondi, oppure credibili testimoni di quanto Cristo ci ha testimoniato con la sua coerenza fino alla morte e certificato per sempre con la sua Risurrezione? Il credere senza impegnarsi nella carità  vuol dire blindarsi in un sarcofago vuoto, freddo, sazio e disperato. Così il cristianesimo diventa emblema di morte alla speranza e di perdita dell’identità cristiana diluita in un qualunquismo sciapo e fatuo.

COMMENTO 2 

Festa della speranza cristiana

O Cristo Gesù crocifisso e risorto, salendo al cielo e sedendo alla destra del Padre, sei stato costituito Signore del cielo e della terra,
ottenendo la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
Con la tua natura umana e divina sei ritornato nel seno del Padre, portando alle altezze della sua gloria la nostra fragile umanità che tu avevi assunto,
unendola a te. Ponte fra il cielo e la terra, Giudice, Signore e Salvatore potente, non ti sei separato da noi,
ma ci hai preceduto nella casa del Padre per darci la serena fiducia che dove sei tu, capo della Chiesa e primogenito fra molti fratelli, un giorno saremo anche noi,
tutti uniti nella stessa gloria. Terminando la tua presenza visibile tra noi e sottraendoti alla nostra vista materiale,
ora operi nella tua Chiesa con la forza e la potenza dello Spirito Santo.
Adoriamo il Padre che attraverso la tua corporeità sacrificata e glorificata effonde perennemente il dono dello Spirito Santo sulla Chiesa e sul mondo
per renderci eredi della vita eterna. Come i discepoli sul monte di Galilea, ci prostriamo dinanzi alla tua maestà divina,
deponendo ai tuoi piedi piagati d’amore i nostri dubbi perché tu possa aiutarci nella nostra incredulità, rendendoci spediti nel percorrere la via della pace.
Come tendesti la mano a Pietro – uomo di poca fede e dubitante -,
che stava affondando nelle acque, così ti avvicini a ciascuno di noi nella celebrazione eucaristica,
nutrendoci con la tua Parola e il tuo Pane di vita.
Facendoci gustare il tuo cielo invisibile attraverso i segni visibili-sacramentali, tu susciti in noi il desiderio della patria beata.
Annunciando la tua morte, Signore, e proclamando la tua risurrezione, viviamo nell’attesa della tua venuta, riconoscendoti e servendoti nei poveri e nei sofferenti,
con i quali ti sei identificato. Il potere in cielo e in terra, che il Padre ha messo nelle tue mani, restituisce te al cielo e riconsegna a noi la terra.
Come il Padre ha mandato te, così tu mandi noi con l’energia pasquale del tuo Santo Spirito per renderti presente in tutti i popoli e fino alla fine del mondo.
Tu ci vuoi missionari nel mondo intero, inviandoci ad annunciare la tua Parola a tutti gli uomini della terra perché ti conoscano e possano aderire a te,
immergendosi nel mistero della tua passione, morte e risurrezione attraverso il Battesimo ricevuto nel nome del Padre, di Te-Figlio e dello Spirito Santo.
Nuove creature in Te, già risuscitati con Te e fatti sedere nei cieli in Te, siamo chiamati ad osservare i tuoi comandamenti per camminare nel tuo amore,
nell’attesa di stare per sempre con Te in paradiso. O Beata Vergine Maria, assunta in cielo in anima e corpo,
l’arcangelo san Gabriele nel momento dell’annunciazione ti disse:”Il Signore è con te”, chiamandoti a cooperare all’opera della salvezza quale Madre dell’Emmanuele.
Questa promessa delle origini per noi si fa rivelazione della presenza permanente del tuo Figlio che è dentro di noi, nel cuore del creato e delle creature,
alimentando la speranza della risurrezione della carne e della vita del mondo che verrà.
O Madre della speranza, con te vogliamo seguire il tuo Figlio, Divino Maestro, camminando decisamente verso la Gerusalemme celeste.
Di là verrà il tuo Figlio come Salvatore per trasfigurare il nostro corpo mortale e conformarlo al suo corpo glorioso,
in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose.
O Signore che ascendi tra canti di gioia, facci testimoni gioiosi del tuo Amore per le strade del mondo.
Amen.
Alleluia!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

Cinque versetti bellissimi. Matteo fa concludere la missione di Gesù su questa terra lì dov’era iniziata, in Galilea, e nel quadro finale lo mostra in compagnia degli undici apostoli.
Si prostrano e dubitano. Il testo greco non fa capire se tutti si prostrano e tutti dubitano ma, considerando il gruppo come una unità, entrambi gli atteggiamenti sono presenti: si prostrano e quindi lo riconoscono come Figlio di Dio, dubitano e quindi la loro fede non è ancora chiara e forte. Probabilmente l’evangelista vuole evidenziare che gli apostoli, in questo momento, non sanno ancora bene come considerare Gesù risorto e come relazionarsi a lui. Si chiariranno dopo, con il dono dello Spirito.
Ma proprio a loro, credenti e dubbiosi contemporaneamente, Gesù affida se stesso e la missione di evangelizzare il mondo intero.
Inizia con l’affermazione del suo potere divino: è lui il Signore dell’universo che ha salvato l’umanità e, come il Padre, vuole che tutti gli uomini siano salvi. E proprio perché ne ha il potere, affida la missione, che lui ha iniziato, agli apostoli che devono arrivare dove lui non è arrivato: raggiungere tutti i popoli. Una missione personale per i suoi amici, ma che non si ferma a loro, perché essi sono il fondamento della Chiesa, la quale continuerà la stessa missione fino alla fine dei tempi.
L’opera da realizzare è una sola: far diventare discepoli di Gesù tutti i popoli di tutti i tempi.
Gli strumenti sono due: insegnare a vivere i comandamenti di Gesù, il Vangelo, un insegnamento che passa attraverso la parola e la testimonianza; battezzare, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, coloro che credono. Battezzare vuol dire immergere e questo significa che chi è battezzato riceve in dono la partecipazione alla vita stessa di Dio, perché muore alla vita vecchia e rinascendo partecipa, in forma iniziale, della risurrezione di Cristo.
Per realizzare la missione «divina» che hanno ricevuto, gli apostoli, e la Chiesa, hanno a disposizione lo stesso potere di Gesù e questo viene detto con una espressione carica di verità e di affetto che esalta il contenuto teologico e spirituale: Gesù stesso sarà sempre con i suoi amici in tutto lo svolgimento della missione fino alla fine del mondo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Essi però dubitarono». Gesù lo sa e, forse, proprio per questo si fida tanto da affidare loro la missione di portare il Vangelo, cioè lui stesso, nel mondo. Non c’è bisogno di essere «perfetti» per testimoniare e portare Gesù agli altri. Ci inginocchieremo e dubiteremo anche noi, fino a quando il Signore ci chiamerà a sé.
  2. «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra». E Gesù lo trasmette agli apostoli. A volte interpretiamo questo potere con la logica terrena. È invece il potere di Dio, quello di salvare tutti. È questo il potere che ci interessa o cerchiamo ancora l’altro?
  3. «… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Battesimo e insegnamento sono strettamente collegati. Non tutti noi battezziamo, ma tutti possiamo «insegnare» il Vangelo agli altri, basta conoscerlo e viverlo. Lo Spirito Santo ha il compito di suggerirci le parole giuste, quando ci viene chiesto di parlare.
  4. «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Promessa che rivela un affetto divino infinito. Vale per la Chiesa, per gli apostoli, ma anche per ciascuno di noi. La preghiera ci fa gustare la bellezza del camminare per le strade del mondo, sapendo che lui cammina con noi.
  5. PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Coltivare la consapevolezza che non siamo soli, che il Signore è vicino e ci ama.

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2. introduzioni – 17 MAGGIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE

17 MAGGIO 2026

ASCENSIONE DEL SIGNORE

CRISTO TORNA AL PADRE E CAMMINA CON NOI

L’Ascensione di Gesù alla destra del Padre segna il compimento della sua missione nel nostro mondo e apre la strada al dono dello Spirito Santo. Non è più visibile, ma è più presente. L’Eucaristia è il segno più ricco della sua presenza nella vita della Chiesa e di ogni cristiano. Nessuno di noi è solo nel vivere il Vangelo e nel compito di testimoniarlo e annunciarlo agli altri.

PRIMA LETTURA

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.
In Cristo, capo del suo corpo, che è la Chiesa, il Padre ha mostrato il suo amore e la sua potenza che salva. Paolo prega perché i credenti ricevano il dono della vera sapienza per poter conoscere il Signore Gesù e vivere con la gioiosa speranza di condividere la sua gloria in cielo.

VANGELO

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Inizio e conclusione in Galilea. Agli undici che dubitano Gesù affida la missione di portare il Vangelo in tutto il mondo. Ma non li lascia soli, ogni giorno li segue e li sostiene, perché nella sua morte e risurrezione ha ricevuto dal Padre il potere di salvare tutti.

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4. Letture – 17 MAGGIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE

17 MAGGIO 2026

ASCENSIONE DEL SIGNORE

CRISTO TORNA AL PADRE E CAMMINA CON NOI

PRIMA LETTURA

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli   At 1,1-11

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 46 (47)

R. Ascende il Signore tra canti di gioia.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R.

SECONDA LETTURA

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.
In Cristo, capo del suo corpo, che è la Chiesa, il Padre ha mostrato il suo amore e la sua potenza che salva. Paolo prega perché i credenti ricevano il dono della vera sapienza per poter conoscere il Signore Gesù e vivere con la gioiosa speranza di condividere la sua gloria in cielo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni   Ef 1,17-23

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo. (Mt 28,19a.20b)

Alleluia.

VANGELO

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Inizio e conclusione in Galilea. Agli undici che dubitano Gesù affida la missione di portare il Vangelo in tutto il mondo. Ma non li lascia soli, ogni giorno li segue e li sostiene, perché nella sua morte e risurrezione ha ricevuto dal Padre il potere di salvare tutti.

Dal Vangelo secondo Matteo   Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.