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3. Commento alle Letture – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

COMMENTO

Giovanni viene arrestato e così si conclude la sua missione che sarà completata con il martirio. Per Gesù è un’indicazione precisa: finito il compito del precursore, inizia la sua missione con la predicazione. È il passaggio di testimone, secondo la volontà di Dio. Per alcuni è strano che Gesù lasci la terra di Giuda e parta da una regione che nella Sacra Scrittura non è stimata per niente, anzi è terra impura per la mescolanza con i pagani. È comunque un fatto di cui la chiesa primitiva deve prendere atto: Gesù ha iniziato proprio in Galilea.
Questo impegna Matteo a darne una spiegazione teologica. In Isaia si trova una famosa profezia che parla di un popolo immerso nelle tenebre che vede una grande luce a causa della nascita di un bambino. La lettura messianica e cristologica di questo brano è immediata per i cristiani. Il profeta aveva visto questa luce partire dalla Galilea delle genti, terra in cui erano mescolati ebrei e pagani, che nel vangelo diventano il simbolo di tutta l’umanità, avvolta nelle tenebre del peccato e dell’incredulità, bisognosa di conoscere la verità e di essere salvata.
Questa salvezza inizia proprio con l’invito di Gesù a convertirsi, unito alla «bella e buona notizia» della presenza del Regno di Dio. In questo modo Gesù si ricollega alla predicazione del Battista e la arricchisce con l’annuncio della presenza del Messia in persona.
L’inizio della missione coincide con la necessità di formare un gruppo di discepoli che lo seguano, si lascino istruire e lo aiutino nella predicazione. Può sembrare strano che chiami non dei giovani studenti, ma dei pescatori adulti, ma lui non vuole fondare una scuola rabbinica di persone colte, vuole un gruppo di «apostoli», umili e credenti, da inviare nel mondo. Il fascino di Gesù è esaltato dalla semplicità della chiamata e dalla immediatezza della risposta dei primi quattro. Certamente essi hanno sentito parlare di Gesù e l’hanno ascoltato (Giovanni evangelista lo dice), ma Matteo vuole proprio sottolineare la novità della missione e la disponibilità di questi pescatori che vedono in lui qualcosa di molto più grande di quanto si aspettavano riguardo al messia. Predicazione e guarigioni sono le prime caratteristiche che essi vedono in Gesù; presto impareranno che è anche lo schema della loro missione.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù inizia a evangelizzare in Galilea, terra di culture e religioni mescolate. Sembra che il vangelo attecchisca meglio che in una terra con un’unica religione (nella “pura” Giudea Gesù sarà crocifisso). Chi si spaventa oggi della necessità di portare il vangelo in una Italia multiculturale e multireligiosa?
  2. La prima bella notizia è questa: «…il regno dei cieli è vicino». Vicino vuol dire che è già arrivato e noi, cristiani del XXI secolo, ci siamo dentro. C’è solo una verifica da fare: se abbiamo accettato l’invito a convertirci. Il cambio di mentalità richiesto dalla conversione non è un atto compiuto una volta per tutte, ma un atteggiamento permanente che ogni giorno ci chiede di confrontarci con il vangelo e di aderire a Gesù.
  3. Gesù si muove, non ha una parrocchia. Camminando, incontra tante persone e chiama i suoi collaboratori. Può essere un invito alla conversione missionaria delle parrocchie, dei preti e dei cristiani?
  4. Gesù chiama, i quattro lo seguono. C’è un avverbio: «subito». Possiamo pensare a quante volte abbiamo capito bene ciò che il Signore ci chiedeva e gli abbiamo risposto: «aspetta un po’; ci devo pensare…».
  5. San Paolo ci esorta a combattere le divisioni. Ci sono parrocchiani che distruggono l’unità per affermare se stessi contro gli altri. Pastori e laici dovremmo avere due caratteristiche fondamentali: innamorati di Gesù e costruttori di comunione.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Appena mi rendo conto di avere la possibilità di fare una cosa buona, la faccio «subito».

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4. Letture – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

PRIMA LETTURA
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
È l’inizio della profezia messianica, che annuncia la nascita di un bambino, discendente di Davide. Il Signore realizza la salvezza del suo popolo, che passa dall’oppressione delle tenebre alla festa della luce. Gioia e letizia inonderanno i fedeli. La raccolta dei frutti della terra e la vittoria sui nemici, come quella di Gedeone, sono piccole anticipazioni della gioia che porterà la nascita del Messia.

Dal libro del profeta Isaia                           Is 8,23b–9,3

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali,
ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Mádian.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 26 (27)
Il Salmo ci conduce a esprimere una fiducia piena nel Signore. Chi desidera e spera con fede di abitare nella casa del Signore non ha paura di niente e di nessuno.

Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

SECONDA LETTURA
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
Paolo scrive questa lettera per rispondere ai quesiti posti dalla comunità e per dare indicazioni circa i problemi che sono emersi dopo la sua partenza. La prima esortazione è per l’unità nella comunità. Le divisioni si creano quando, invece di mettere al centro Gesù Cristo, ci si lega agli uomini, fossero pure apostoli.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi             1 Cor 1,10-13.17

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie.  Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                   Cf Mt 4,23

Alleluia, alleluia.

Gesù predicava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.

Alleluia.

VANGELO
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia.
Nel vangelo di Matteo la missione di Gesù inizia e finisce in Galilea. L’evangelista vede in questo la realizzazione delle parole profetiche del profeta Isaia: la luce portata dal Messia inizia a splendere in una terra considerata impura, per la presenza dei pagani, ma proprio per questo essa diventa il segno che indica l’universalità della salvezza.
TRA PARENTESI Ì  l LA FORMA BREVE.

Dal vangelo secondo Matteo                       Mt 4,12-23

[Quando Gesù seppe che Giovanni  era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
]
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

22 GENNAIO
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
IL VANGELO È PER TUTTI

PERDONO
• Signore, spesso consideriamo i nostri fratelli immigrati un disturbo alla nostra tranquillità. Kyrie eleison.
• Cristo, a volte dimentichiamo che tu sei luce non solo per noi, ma per tutti. Christe eleison.
• Signore, tu ogni giorno ci inviti alla conversione, ma noi pensiamo di esserci già convertiti. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Eleviamo la nostra preghiera al Padre, che ha mandato Gesù luce del mondo per illuminare ogni uomo e invitarlo alla conversione.

Preghiamo insieme e diciamo: O Padre, donaci la tua luce.

  • Perché il nostro mondo, avvolto nelle tenebre, si lasci illuminare dalla luce di Cristo. Preghiamo.
  • Perché i giovani della nostra comunità, illuminati dallo Spirito Santo, si interroghino sulla propria vocazione e rispondano con generosità alla chiamata di Cristo. Preghiamo.
  • Perché la Chiesa e il mondo, guardando a Cristo e istruiti dal vangelo, sappiano ricostruire l’unità e la pace. Preghiamo.
  • Perché sappiamo trasmettere agli altri la gioia che nasce dalla esperienza di seguire Gesù sulle strade del mondo. Preghiamo.

O Padre, tu hai a cuore la salvezza di tutti. Donaci il tuo Spirito perché sappiamo ascoltare gli inviti di Gesù e convertiamo i nostri cuori a te. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

22 GENNAIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL VANGELO È PER TUTTI

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. introduzioni – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

Giovanni Battista nel vangelo di Giovanni è «il testimone» di Gesù. Per questo egli diventa il modello dei testimoni. Se la testimonianza del Battista è stata limitata agli Ebrei, quella della Chiesa e dei cristiani deve raggiungere tutti i popoli e tutte le culture.

PRIMA LETTURA
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
È il secondo cantico del «Servo del Signore». Il Profeta rivela la missione del Servo: il Signore attraverso lui si renderà presente come salvatore, non solo del suo popolo, ma di tutte le nazioni.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 39 (40)
Il Salmo è un canto di lode a Dio misericordioso. Egli non dimentica mai chi fa la sua volontà e custodisce dentro di sé la sua parola.

SECONDA LETTURA
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
È il saluto di Paolo alla comunità di Corinto. Apostolo per vocazione, sente fortemente la responsabilità pastorale verso la comunità da lui fondata. La Chiesa di Corinto è di Dio e di nessun altro ed è legata a tutte le altre Chiese: solo così può ricevere i doni della grazia e della pace.

VANGELO
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
L’evangelista Giovanni fa riconoscere allo stesso Battista la “superiorità” di Gesù. Egli annuncia un battesimo superiore a quello che egli amministra e si riconosce testimone fedele, incaricato da Dio stesso di presentare l’agnello di Dio al mondo.

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3. Commento alle Letture – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

COMMENTO

Anche l’evangelista Giovanni, come i sinottici, è impegnato a dimostrare che il Battista non è il Messia, come alcuni avevano pensato. Ma mentre i sinottici lo presentano come precursore del Messia, Giovanni invece lo definisce «il testimone», colui che ha il compito di indicare l’identità e la missione del Messia, e può farlo perché gli è stato rivelato dall’alto.
A lui avevano già chiesto se fosse il Messia; egli lo aveva negato decisamente. Ma ne annuncia la venuta, anche se ancora non sa chi sia. Ha però ricevuto la rivelazione del segno attraverso il quale saprà riconoscerlo: vedrà lo Spirito non solo scendere, ma rimanere su di lui.
Nel brano di oggi Giovanni Battista è presentato co- me un profeta in contatto diretto con Dio, il quale gli ha rivelato l’identità del Figlio. In quanto profeta testimonia che il battesimo nell’acqua, che egli amministra, è solo un rito in cui si manifestano la volontà di conversione del peccatore e la richiesta di perdono rivolta a Dio. Sa, e lo dice, che è un battesimo destinato a scomparire, perché sarà sostituito da un altro molto migliore: il battesimo che immerge non solo nell’acqua ma nello stesso Spirito di Dio.
Così il Battista, quando vede Gesù, lo riconosce e ne indica (con un solo titolo) identità e missione: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». È un titolo assolutamente nuovo, che però affonda le radici nel Primo Testamento. Richiama l’esperienza di Abramo nel sacrificio del figlio Isacco («Dio stesso provvederà l’agnello»), il Servo del Signore che viene paragonato a un «agnello condotto al macello», e soprattutto si collega all’agnello pasquale. La missione dell’agnello di Dio si realizzerà nella nuova Pasqua, quando Gesù sostituirà il sacrificio dell’agnello pasquale con il sacrificio della propria vita, che meriterà da Dio il perdono dei peccati di tutta l’umanità, da Adamo fino all’ultimo uomo. Tutto ciò è possibile solo perché il Figlio eterno di Dio (per questo è “prima” del Battista su tutti i piani, anche su quello temporale) si è fatto carne per rendere gli uomini che lo accolgono figli di Dio a immagine sua.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Il Battista per due volte dice che non conosceva Gesù. E noi possiamo dire di conoscerlo? Se non amiamo i fratelli e diciamo di conoscerlo siamo bugiardi. Se lo conosciamo anche solo un po’ abbiamo già scoperto che non finiremo mai di conoscerlo.
  2. Gesù ci ha salvati sacrificando se stesso sulla croce, vero agnello pasquale. Possiamo cadere nella tentazione di sminuire la portata e il senso della sofferenza di Gesù. Riflettere e pregare davanti alla croce può risvegliare riconoscenza e impegno di vita cristiana.
  3. Giovanni ha detto la verità di se stesso e del Signore. La sua umiltà poggia sulla verità, per questo è diventato «il testimone» credibile. Possiamo interrogarci sul compito che abbiamo di testimoniare l’amore del Signore per noi e il nostro per lui. Gli uomini di oggi ne hanno estremo bisogno.
  4. Dio parla con Giovanni Battista perché egli possa realizzare la propria missione. Dio ha affidato a ciascuno di noi una missione e non ci lascia soli e senza istruzioni: se vogliamo ascoltarlo abbiamo a disposizione la sua Parola, l’insegnamento della Chiesa, i fratelli della comunità in cui viviamo, la guida spirituale.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

In casa o passando dalla chiesa, mi fermo un po’ di tempo a pregare davanti al crocifisso.

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4. Letture – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

PRIMA LETTURA
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
È il secondo cantico del «Servo del Signore». Il Profeta rivela la missione del Servo: il Signore attraverso lui si renderà presente come salvatore, non solo del suo popolo, ma di tutte le nazioni.

Dal libro del profeta Isaia                              Is 49,3.5-6

Il Signore mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato  dal Signore e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 39 (40)
Il Salmo è un canto di lode a Dio misericordioso. Egli non dimentica mai chi fa la sua volontà e custodisce dentro di sé la sua parola.

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

È il saluto di Paolo alla comunità di Corinto. Apostolo per vocazione, sente fortemente la responsabilità pastorale verso la comunità da lui fondata. La Chiesa di Corinto è di Dio e di nessun altro ed è legata a tutte le altre Chiese: solo così può ricevere i doni della grazia e della pace.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                 1 Cor 1,1-3

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio,  e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono  stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano  il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO              Gv 1,14a.12a

Alleluia, alleluia.
Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e a quanti lo hanno accolto
ha dato il potere di diventare figli di Dio.
Alleluia.

VANGELO
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
L’evangelista Giovanni fa riconoscere allo stesso Battista la “superiorità” di Gesù. Egli annuncia un battesimo superiore a quello che egli amministra e si riconosce testimone fedele, incaricato da Dio stesso di presentare l’agnello di Dio al mondo.

Dal vangelo secondo Giovanni                     Gv 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire ver- so di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifesta- to a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba  dal cielo  e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio co- lui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho vi- sto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

TESTIMONI DI CRISTO, COME IL BATTISTA

PERDONO
• Signore, non sempre abbiamo avuto il coraggio di mostrare a tutti la nostra fede. Kyrie eleison.
• Cristo, non abbiamo custodito nel nostro cuore e non abbiamo vissuto la tua parola. Christe eleison.
• Signore, ci siamo accontentati delle liturgie e abbiamo dimenticato di testimoniare il tuo amore in fa- miglia e sul lavoro. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Molti uomini hanno testimoniato la verità del messaggio evangelico. Essi sono diventati grandi facendosi piccoli di fronte a Dio. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rendici tuoi testimoni.

  • Affinché seguiamo l’esempio dei nostri fratelli che, per testimoniare il vangelo, rischiano la vita. Preghiamo.
  • Perché ci liberiamo di tutto ciò che ci impedisce di portare il vangelo della salvezza a chi ne ha bisogno. Preghiamo.
  • Perché sappiamo sempre riconoscere gli autentici tuoi testimoni e denunciare i falsi profeti. Preghiamo.
  • Perché il battesimo nello Spirito Santo che abbiamo ricevuto ci faccia crescere ogni giorno nella fede. Preghiamo.

O Padre, tu hai amato così tanto noi uomini da man- dare il tuo Unico Figlio a salvarci. Rendici capaci di metterci al servizio del tuo stesso amore.  Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

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Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco