24 MAGGIO 2026
PENTECOSTE
GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO
COMMENTO 1
La festa di Shavuot (Pentecoste in ebraico) veniva celebrata nel cinquantesimo giorno dopo la Pesah (la Pasqua). Era l’occasione di una grande festa per tutti.
Gerusalemme veniva invasa da una fiumana di gente felice ed allegra per due motivi: la fine della mietitura ed il ricordo del dono della Legge a Mosè sul monte Sinai.
Il pane era un elemento essenziale per sfuggire ai morsi della fame; la Legge era il fulcro della religione ebraica.
Tutta Gerusalemme risuonava di canti e di musica.
Nel Tempio le preghiere abbondavano ed il sangue dei sacrifici offerti scorreva.
Solo in una sala di un anonimo edificio blindato ed impregnato dal terrore delle persone assembrate e traboccanti di dubbi ed in preda ad una angoscia paralizzante stonava con il clima generale di festa. Erano gli apostoli.
La morte del loro Maestro li atterriva. Perché ?. Il motivo si radicava nell’assassinio per crocifissione di Gesù.
In quel tempo la condanna a questo supplizio grave ed infamante si allargava anche a tutti coloro che si erano compromessi con la persona crocifissa. Per questo venivano ricercati come sovversivi dell’ordine costituito.
Il pericolo di morte era incombente e destabilizzante. Questo pensiero li atterriva ed angosciava.
All’improvviso succede l’impensabile. Gesù si materializza davanti ai loro occhi. Non si pone al di sopra, non rimprovera la loro vigliaccheria, i dubbi e la loro mancanza di coraggio. Non fa rimostranze o rimproveri semplicemente porta in dono la pace che calma le inquietudini, spazza via le perplessità e ridona serenità’.
Nella festa del ricordo dell’alleanza basata sulla Legge, ha inizio la nuova Alleanza basata sull’Amore.
Essa è certificata dai segni della Passione. Da stimmate di una morte infame si trasformano in sigilli che certificano un amore infinito. Il Cristo storico lascia il posto al Paraclito inesauribile sorgente di un amore presente, attivo e rivoluzionario.
Gli Apostoli entrano in un nuovo modo di concepire la loro missione,
Lo Spirito Santo rivoluziona i loro ideali.
Da feroci nazionalisti si trasformano in testimoni aperti a tutti.
Da avidi ricercatori di ricchezze ed onori personali diventano soggetti che seminano pace perché’ liberati dal male.
Il termine peccato non rende bene il significato della missione conferita agli apostoli. In greco il termine usato non richiama un singolo atto sbagliato ma abbraccia un intero passato.
La libertà collegata alla conversione abbraccia tutto il vissuto personale. In quest’ottica il male viene soppiantato dal bene. Le tenebre dei compromessi e delle mediazioni lasciano il posto alla luce dell’onestà e della coerenza .
La ricerca egoistica ed opportunista dell’avere viene soppiantata dalla coerenza e dalla trasparenza del vivere quanto comporta l’essere cristiano.
Come credenti in Cristo morto e risorto la speranza e la coerenza nel costruire e testimoniare la pace devono essere il nostro modo di credere, soprattutto, oggi.
“La pace sia con voi” (Gv 20,19) non è un augurio, ma un dono che, come ci ricorda Leone XIV, siamo tenuti a condividere con ogni vivente, soprattutto oggi. In un mondo dove i prepotenti la fanno da padroni ed i tamburi delle guerre non cessano di rullare, l’invito pressante alla pace del Papa deve essere il nostro impegno ed il nostro obiettivo di credenti credibili.
COMMENTO 2
PENTECOSTE
Vieni, Spirito Santo, a rinnovare l’universo
O Dio Padre di tutti, che per mezzo del Tuo Figlio Gesù Cristo ed in vista di Lui hai creato tutte le cose, quelle visibili e quelle invisibili, da Te proveniamo, in Te ci muoviamo ed esistiamo. Tu sei al di sopra di tutti, agisci per mezzo di tutti e sei presente in tutti. Tu operi tutto in tutti. Tu sei all’origine delle diverse attività ed operazioni nella Chiesa e nel mondo. Tu sei l’unico nostro Dio e noi siamo il Tuo popolo santo, sempre bisognoso di penitenza e di purificazione. Ti lodiamo perché oggi porti a compimento il mistero pasquale del Tuo Figlio, manifestando al mondo il mistero della Chiesa, che nel Tuo Cristo è segno e strumento dell’intima unione con Te e dell’unità di tutto il genere umano.
O Cristo Gesù, Verbo incarnato, crocifisso e risorto per la nostra salvezza, vivente glorioso con i segni della passione, in questo primo giorno della settimana, Pasqua pentecostale, Ti manifesti a noi nel Cenacolo, rendendoci un unico Corpo nella comunione all’unico Pane eucaristico, donandoci la Tua pace e la Tua gioia. Come il Padre ha mandato Te, così Tu mandi noi con la forza e la potenza dello Spirito Santo per annunciare e testimoniare il Vangelo del perdono e della riconciliazione. Ti ringraziamo per il ministero del Papa, dei Vescovi e dei Presbiteri, ministri della Tua Misericordia, Pentecoste attuale, perenne effusione del Tuo Santo Spirito Paraclito. Afferrati dal Tuo amore misericordioso, sorgente dei diversi ministeri nella Chiesa, siamo comunità col grembiule, fraternità battesimale tutta ministeriale.
O Spirito Santo, Dono che il Padre effonde nei nostri cuori per mezzo del suo Figlio sacrificato e glorificato, Tu sei l’anima della Chiesa. Dissetati di Te e battezzati in Te, siamo uno con Gesù. Da Te provengono i vari carismi, i diversi doni di grazia, che Tu distribuisci a ciascuno come vuoi per l’utilità comune, per l’edificazione della Chiesa, perché ciascuno per la sua parte contribuisca per il bene del tutto. Spirito d’amore, che fai nuove tutte le cose realizzando la nuova creazione, Tu sei il nostro santificatore, la remissione di tutti i nostri peccati, la nostra legge vivente e personale. Spirito del Risorto, riempiendo l’universo, Tu ci rendi capaci di abbracciarci come figli dello stesso Padre e fratelli in Gesù.
Soffio di Dio e Fuoco di carità, illumina e rettifica la nostra sensibilità, trasforma le nostre menti, riscalda i nostri cuori e spronaci a prendere il largo per essere Chiesa in uscita, oasi di misericordia per tutti. Spirito pentecostale, Tu oggi riveli la Pasqua di Gesù alle genti, riunendo molte lingue nell’unico nuovo linguaggio dell’amore che comprende le grandi opere del Padre, manifestate nella passione, morte e risurrezione del suo Figlio. Tu ci conduci alla verità tutta intera, rendendoci capaci di dialogare nella preghiera col Padre in quanto figli suoi adottivi, di professare con coraggio la nostra fede battesimale in Gesù Signore, di vivere eucaristicamente, donando la vita per i fratelli, come Gesù e in Gesù.
O Maria Santissima, accompagnaci con la Tua materna intercessione ed insegnaci ad essere docili all’azione dello Spirito Santo, perché il Tuo Figlio per la fede abiti nei nostri cuori e perché siamo ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
Lode, benedizione, gloria a Te, Dio Uno e Trino oggi e nei secoli eterni Amen. Alleluia!
Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A
MEDITAZIONE
Due elementi di questo brano dicono che colui che si presenta è proprio lo stesso Gesù che gli apostoli hanno conosciuto: prima mostra le ferite della passione, stampate non solo nel corpo del Signore, ma anche nella memoria dei suoi amici; poi continua i discorsi che faceva con loro prima della passione e realizza le promesse che aveva fatto.
Altri due elementi dicono che Gesù è risorto, per non morire più, e quindi è diverso da prima: entra a porte chiuse, pur avendo un corpo tangibile; consegna agli apostoli la missione che egli ha ricevuto dal Padre e, perché possano realizzarla, trasferisce loro la sua forza di salvezza che si chiama Spirito Santo e si esprime nel potere di rimettere i peccati.
Cosa vuol dire che non saranno perdonati coloro a cui gli apostoli non perdonano? È un’espressione dura, che richiede una spiegazione.
Anzitutto Gesù in questo modo riafferma che si arriva al Padre e alla vita eterna solo attraverso lui; e poi, che dopo la risurrezione si arriva a Cristo solo attraverso la Chiesa, suo prolungamento visibile nella storia.
Ma perché non perdonare? In realtà il vangelo dice in molti modi che Dio perdona sempre, non può non perdonare, proprio perché è Padre. Il problema si pone quando il figlio, già perdonato, non accoglie il perdono, perché può rifiutarlo, per esempio, non riconoscendo il proprio peccato per presunzione di fronte a Dio. A tutta la Chiesa allora, dopo aver annunciato l’amore misericordioso del Padre, manifestato in Cristo, e la certezza del suo perdono, tocca il compito di denunciare il male, sotto qualunque forma si presenti. È con dolore che la Chiesa a volte è costretta a dire che non può ancora perdonare perché non ci sono le disposizioni necessarie da parte del peccatore. Per tutte queste persone la Chiesa è chiamata a non smettere di annunciare e denunciare, a innalzare al Padre la sua preghiera e a offrire i suoi sacrifici, perché l’azione dello Spirito Santo le conduca al pentimento.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- Il corpo risorto di Gesù porta le ferite della passione. Per tutta l’eternità? Questo è un altro miracolo inimmaginabile dell’amore del Signore: le ferite causate dall’odio degli uomini sono trasformate in feritoie dalle quali sgorga il sangue che salva il mondo, fino alla fine dei tempi.
- «Pace a voi!», ripetuto due volte. Non è un augurio, ma un dono, fatto anche a ciascuno di noi. Chi accoglie questo dono non può goderselo egoisticamente, ma ha la capacità di offrirlo agli altri. Se questo non avviene il dono è perduto.
- «Ricevete lo Spirito Santo». L’abbiamo ricevuto nel Battesimo e confermato nella Cresima. È il dono dei doni: tutto ciò che viene dal Padre e da Gesù arriva a noi nello Spirito. Lui non vuole apparire, ma un po’ di riconoscenza da parte nostra ci renderebbe più capaci di accoglierlo.
- «A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Per qualcuno di noi il sacramento della Riconciliazione è difficile. Chi lo sperimenta con costanza, non può farne a meno: è un’immersione palpabile nella misericordia di Dio, che rinnova la vita spirituale.
PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
Esprimere nella preghiera la riconoscenza a tutta la Santissima Trinità.
