Pubblicato il

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 2 maggio 2021

2 maggio

5ª DOMENICA DI PASQUA

Io sono la vite, voi i tralci

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, tu sei la verità che illumina il mondo, abbi pietà di noi.
  • Cristo, tu sei la vita che rinnova il mondo, abbi pietà di noi.
  • Signore, tu sei la via che conduce al Padre, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi. Gesù ci ha detto: «Rimanete in me e io in voi». Chiediamogli di saperlo fare, per portare frutto. Preghiamo insieme e diciamo:

Resta con noi, Signore.

  • Per la Chiesa, perché attraverso la sua testimonianza e l’annuncio del Vangelo porti speranza al mondo, preghiamo.
  • Per i capi di stato e di governo, perché si impegnino a promuovere i valori della libertà, della giustizia sociale e della pace, preghiamo.
  • Per i giovani, affinché nel genuino rapporto con Cristo siano tralci nuovi e pieni di vita, per la loro felicità e il futuro della società e della Chiesa, preghiamo.
  • Per la nostra comunità parrocchiale, perché si senta unita vivamente nel Cristo attraverso la Parola di Dio, l’Eucaristia e la fraternità, preghiamo.

Celebrante. Resta con noi, Signore, perché rimaniamo uniti a te, come tralci alla vite, e pieni di Spirito Santo ci rendiamo testimoni di speranza tra i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

 

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 2 maggio 2021

2 maggio

5ª DOMENICA DI PASQUA

Io sono la vite, voi i tralci

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 25 aprile 2021


25 aprile

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

Io sono il Buon Pastore

Ogni anno in questa quarta domenica di Pasqua ci viene proposto il brano di Giovanni che presenta Gesù come buon pastore. È in questo modo che Gesù si propone a noi per parlarci del suo amore personale e della dedizione senza misura che ha caratterizzato tutta la sua vita. Ogni apostolo chiamato ad annunciare il Vangelo con la parola e la vita trova in Gesù il modello ideale. Per questo Paolo VI nel 1964 ha voluto che in questa domenica si preghi e si rifletta sulla vocazione, specialmente per la vocazione al sacerdozio.

PRIMA LETTURA

In nessun altro c’è salvezza.             

Pietro indica nella persona di Gesù, crocifisso e risorto, la nostra salvezza. Questo dice ai capi del popolo e agli anziani che gli chiedono come ha potuto risanare uno storpio che era tale fin dalla nascita. È Gesù che lo ha guarito, dice Pietro, quel Gesù che voi avete scartato e che è invece la pietra angolare della vera religiosità.

 Dagli Atti degli Apostoli.                                                                                                  At 4,8-12

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 117 (118)

Il salmo celebra le meraviglie del Signore, la sua sorprendente azione nelle vicende umane. Al centro c’è Cristo, pietra scartata, che con la sua risurrezione è posto al centro della storia della salvezza.

Rit. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

SECONDA LETTURA

Vedremo Dio così come egli è.                 

Siamo figli di Dio, lo siamo realmente, dice l’apostolo Giovanni. Chi non crede fa fatica a riconoscerlo, ma quello che siamo un giorno si manifesterà apertamente.

 Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo.                                                             1Gv 3,1-2

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                    Gv 10,14

Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Alleluia.

VANGELO

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.      

In una delle immagini più efficaci del Nuovo Testamento, Gesù dichiara di essere «il buon pastore». Un pastore che conosce, ama le sue pecore e le difende fino a dare la vita per esse.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                    Gv 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore.

Pubblicato il

3. Annunciare la Parola – 25 aprile 2021

25 aprile

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

Io sono il Buon Pastore

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Gesù si dichiara buon pastore e così facendo rivela se stesso nella sua identità messianica. È lui il messia lungamente atteso. Ezechiele, proprio mentre accusa i cattivi pastori, esorta il suo popolo a mettersi in attesa di questo buon pastore: «Susciterò per loro un pastore che le pascerà…», dice il Signore: «Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore». E prima ancora: «Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita» (Ez 34,11.15-16). Esattamente ciò che Gesù dice di se stesso.

Gesù, buon pastore
Quando Gesù evangelizza, e in modo speciale quando parla di se stesso, molto spesso ricorre a esempi tratti dalla vita. Dice: «Io sono la porta» (Gv 10,7); «Io sono la vite» (Gv 15,1); «Io sono il pane…» (Gv 6,35); «Io sono la strada…» (Gv 14,6). Al capitolo 10 di Giovanni si presenta come «pastore»: «Io sono il buon pastore…», dice Gesù.
L’aggettivo greco che accompagna il sostantivo pastore è kalòs (bello) e significa in questo caso: bravo, accorto, zelante, perfetto, in contrapposizione al pastore mercenario, che non si cura delle pecore e che di fronte al pericolo si dà alla fuga. Perché «è mercenario e non gl’importa nulla delle pecore» (Gv 10,13).
L’immagine del buon pastore è stata sempre molto presente nella Chiesa, in ogni tempo, sin dalle origini. La Chiesa dei primi secoli ha presentato Gesù così, come un giovane pastore che tiene sulle spalle una pecora.
Il buon pastore – così come il pastore mercenario – erano figure ben note in Israele. Il profeta Ezechiele ne parla in termini espliciti, dando la voce a Dio: «Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge» (34,2-6).
Queste espressioni sono confermate dallo stesso Gesù, che in modo esplicito, proprio nei versetti che precedono il brano di Vangelo che viene proposto oggi, denuncia e accusa i falsi pastori d’Israele: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati…» (Gv 10,7-9). Questi falsi pastori non conoscono le pecore e non le amano, le tengono sottomesse, non sono al loro servizio, ma impongono su di loro dei pesi che loro non toccano nemmeno con un dito.

Io amo le pecore e do la mia vita per loro
Gesù ripete un paio di volte in questo brano di Vangelo l’espressione le «mie» pecore. È evidente che la frequentazione quotidiana con questi animali miti generava sempre un rapporto intimo con ciascuno di loro. I pastori le chiamavano per nome ed essi venivano riconosciuti dalla voce o da un fischio.
Dice poi Gesù di avere un rapporto speciale con le sue pecore, di avere verso di loro un atteggiamento di conoscenza reciproca, intima, amichevole. Non si tratta quindi di animali, perché con loro si può avere solo un rapporto di tipo istintivo e vitale, non personale. «Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre», dice Gesù. E non parla di una conoscenza puramente intellettuale, ma di predilezione, di tenerezza reciproca, della stessa relazione intima di amore che c’è tra lui e il Padre.
Gesù inoltre, uscendo ancora dalla similitudine e riferendosi ai suoi progetti missionari di evangelizzazione universale, afferma di avere un amore che si estende anche ad «altre» pecore, che per ora non fanno ancora parte del suo ovile: «Ascolteranno la mia voce», dice Gesù, «e diventeranno un solo gregge, un solo pastore» (Gv 10,16).
Gesù afferma infine, riferendosi al mistero della sua passione, morte e risurrezione, di essere pronto a dare addirittura la vita per le sue pecore, ma anche di avere il potere di riprenderla di nuovo: «Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo» (Gv 10,18).

Preghiamo per le vocazioni
Gli apostoli, seppure a fatica, hanno imparato a identificarsi con Gesù buon pastore, soprattutto dopo la risurrezione e la Pentecoste. Essi si sono messi a servizio del gregge, cioè della nuova comunità che stava nascendo, la Chiesa. Pietro, Paolo e gli altri non c’è dubbio che sono stati dei veri pastori dediti alla loro missione tra il popolo, pastori umili e zelanti, entusiasti, seminatori di libertà, senza fermarsi di fronte alle difficoltà, nemmeno delle prove più terribili e della stessa morte.
Ed è questa la funzione di ogni pastore nella comunità. Per questo oggi la Chiesa dedica la domenica alla preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose.
Ogni anno le chiese locali ordinano alcuni nuovi sacerdoti, ma il numero è sempre più insufficiente. In molte zone, quando un parroco si ritira per motivi di età, difficilmente si trova chi lo possa sostituire. Preghiamo perché ci siano dei giovani che sentano il desiderio di mettersi totalmente nelle mani di Dio, a servizio della Chiesa 24 ore su 24.
Certo la crisi delle vocazioni sacerdotali spingerà i laici a scoprire sempre meglio il protagonismo della vocazione cristiana, a responsabilizzarsi e a impegnarsi in prima persona nella propria comunità, permettendo al prete di occuparsi meno di cose che non sono strettamente legate al suo ministero. Senza dimenticare tuttavia che sono i preti a garantire oggi e domani i sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, che accompagnano necessariamente la vita dei credenti. Una piena evangelizzazione dovrebbe poter contare sempre sui vescovi, i preti e i diaconi.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Don Nino, un sacerdote della diocesi di Torino, raccontava che quando era ragazzo aveva detto a suo padre, socialista convinto e radicale, che voleva entrare in seminario per farsi prete. Il padre, facendo a modo suo un ragionamento profondamente teologico aveva detto: «Ecco i frutti dei rosari di nonna Nina!».

Pubblicato il

4. Parola da Vivere – 25 aprile 2021

25 aprile

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

Io sono il Buon Pastore

COMMENTO

Il Primo Testamento aveva annunciato, soprattutto con il profeta Ezechiele, la venuta di un pastore che si sarebbe preso cura del popolo di Dio, anzi, questo pastore sarebbe stato Dio stesso.
Giovanni, partendo dalla figura del pastore «bello», perché «buono», rivela il cuore della missione di Gesù, il modo con cui essa si realizza e il frutto della sua opera, che consiste nella salvezza di tutti coloro che il Padre gli ha affidati e nella costituzione del nuovo popolo di Dio.
Anzitutto, Gesù, dicendo «io sono il pastore», quello “bello”, mentre realizza la profezia di Ezechiele, collega se stesso a Dio, prendendo il suo stesso nome.
Subito ne dà anche la prova: «sono il buon pastore, perché io do la mia vita».
Per sottolineare la verità di ciò che rivela, evidenzia la diversità con i pastori prezzolati, che si mettono alla guida degli altri solo per i propri interessi e che di fronte all’assalto dell’avversario, Satana, fuggono. Lui invece non solo non fuggirà, ma affronterà il nemico degli uomini e si consegnerà alla morte, per raccogliere i figli di Dio dispersi e riunirli in un solo popolo.
Perché il pastore si comporta in questo modo? Perché il Padre ama gli uomini, li vuole rendere suoi figli ad immagine del Figlio unigenito, per questo manda proprio il Figlio nel mondo, per salvarlo, e mette nelle sue mani tutti gli uomini da riscattare, i quali per questo gli appartengono, sono parte di lui, suoi fratelli. E lui li conosce, li ama, condivide con loro la sua vita, quella che il Padre gli ha dato.
Non basta. Gesù stabilisce un paragone tra il rapporto che lui ha con il Padre e quello che ha con i suoi fratelli: è un rapporto della stessa natura, un rapporto di amore che condivide tutto, anzi il rapporto di amore di Gesù con il Padre è anche la causa dell’amore per i fratelli.
I primi appartenenti alla famiglia di Dio provengono dal recinto di Israele, ma anche i pagani appartengono a Gesù: lui ha il compito di rivelarsi anche a loro, affinché essi credano in lui, lo seguano ed entrino così a far parte del nuovo popolo di Dio, che è uno perché ha un solo pastore.
Il Signore Gesù opera tutto questo in obbedienza al Padre e in piena libertà personale di fronte agli uomini: non sono essi a “consegnare” Gesù alla morte (come preferiscono dire i sinottici), ma è lui stesso che “consegna” la sua vita per poi “riprenderla”, passando attraverso la croce, e per farne dono ai suoi fratelli.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. L’immagine del pastore può essere piacevole, di meno quella del gregge e della pecora. Ma noi facciamo l’esperienza di lasciarci guidare da Gesù?
  2. Il Signore dice di conoscerci. E chi appartiene a lui lo conosce. Noi crediamo di conoscere il Signore, ma san Giovanni ci mette in guardia: «Chi dice: “Lo conosco”, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo…» (1 Gv 2,4). Solo chi ama i fratelli conosce Gesù e gli appartiene.
  3. Non tutti gli uomini sono nella Chiesa, ma tutti appartengono al Signore. Gesù desidera che noi gli prestiamo mente, cuore, mani e piedi, per condurre a lui quelli che non lo conoscono.
  4. «In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1Gv 3,16). Ce ne dobbiamo ricordare quando abbiamo la tentazione di pensare: «ho già fatto fin troppo… e quindi ora ho diritto di pensare a me»

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Ogni cristiano ha Cristo buon pastore come modello concreto. Il Signore ci sta chiedendo di guidare a lui un nostro fratello?


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

Pubblicato il

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 25 aprile 2021

25 aprile

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

Io sono il Buon Pastore

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù Cristo, che sei la nostra pace, abbi pietà di noi.
  • Cristo Signore, che sei la nostra Pasqua, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che sei la nostra vita, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, invochiamo il Cristo Signore, buon pastore, che conduce il suo gregge verso i pascoli della libertà e della pienezza di vita. Preghiamo, dicendo insieme:

Cristo, nostro pastore e guida, ascoltaci.

  • O Cristo, guarda la tua Chiesa, che attraverso i secoli è impegnata a testimoniarti e a costruire il tuo regno, preghiamo.
  • Signore Gesù, insegnaci a rendere visibile con la nostra vita il tuo amore e a renderci maggiormente responsabili dei nostri fratelli nella comunità, preghiamo.
  • Signore Gesù, fa’ che il modello del buon pastore ispiri i genitori, i politici e gli insegnanti, ma anche chiunque ha un ruolo di responsabilità nella comunità civile, preghiamo.
  • Per i catechisti e i collaboratori parrocchiali, per tutti quelli che svolgono un ruolo di servizio nella nostra comunità: fa’ o Signore, che siano sempre guidati da te, buon pastore, nelle loro scelte pastorali, preghiamo.

Celebrante. O Cristo, guarda a noi, tua comunità, qui raccolta nel tuo nome: ascolta le nostre invocazioni e fa’ che nelle nostre scelte ci ispiriamo a te, nostro pastore e guida, e ti seguiamo con tutto il cuore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 25 aprile 2021

25 aprile

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

Io sono il Buon Pastore

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

Tavola rotonda online “Sguardi sulla pastorale giovanile”

Tavola rotonda online “Sguardi sulla pastorale giovanile”

Lunedì 26 aprile 2021

Lunedì 26 aprile, dalle ore 15 alle ore 17, si terrà online la tavola rotonda “Sguardi sulla pastorale giovanile“, un confronto a partire da alcune recenti pubblicazioni. Intervengono i docenti della Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana:

Modera:

  • Marcello Scarpa, Istituto di Teologia Pastorale

Conclusioni:

  • Alberto Martelli, docente di Teologia dell’educazione – Istituto Universitario Salesiano di Torino
Pubblicato il

Proposte Elledici per l’estate 2021

Proposte Elledici per l’estate 2021

Sussidio per Estate Ragazzi  Sei dei nostri!

Sussidio per i campi scuola InTesSì la vita

L’estate è ormai alle porte; anche se sarà segnata da molte incertezze, e da alcune prudenziali restrizioni iniziano le programmazioni per Estate Ragazzi, Campi estivi, Grest e molte alte iniziative che coloreranno gli oratori e sosterranno ragazzi e famiglie in questi momenti di ripartenza dopo i mesi più duri della pandemia.

L’Editrice Elledici, sempre attenta a fornire sussidi innovativi e attuali ha preparato due proposte per l’estate. 

La prima proposta è il sussidio  Sei dei nostri!, un pratico libro di 144 pagine per l’animazione delle Estati Ragazzi legato alle tematiche ecologiche tanto care a papa Francesco della Laudato si’ e di Fratelli tutti.

La seconda proposta, InTesSì la Vita, è in formato pdf, scaricabile in modo completamente gratuito da varie piattaforme, per l’animazione di campi in montagna della durata di sei giorni che trae spunto dall’esperienza di don Bosco e dalla Christus Vivit, utilizzando la felice immagine di un arazzo per indicare come Dio intesse la trama della nostra vita.

La prima proposta: Sei dei nostri!

Il sussidio “ecologico” per l’Estate ragazzi e i Grest

Uscirà ai primi di maggio, ma ci sono già ampie anticipazione, il sussidio estivo dall’editrice Elledici dal titolo Sei dei nostri. Innovativo, moderno e colorato, nasce dalla collaborazione dell’editrice con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e con il vasto movimento dei gruppi della Laudato si’ e si collega ai temi che hanno ispirato le ultime encicliche di Papa Francesco: quelli dell’ecologia e della fratellanza. 

Hanno coordinato la preparazione del sussidio Elledici don Valter Rossi, già direttore delle riviste Mondo Erre e Dimensioni Nuove e attualmente direttore di Dossier Catechista, e Enrico Molineri, cooperatore salesiano, da anni impegnato nella diffusione delle tematiche ecologiche care a papa Francesco.

Le tematiche

In questo periodo, segnato dalla distanza e dalla paura dell’altro, il tema dell’ecologia integrale illuminata dalla Laudato si’, è la chiave per un mondo migliore in cui tutti possano sentirsi a casa propria, tutti fratelli e amici, protagonisti di un futuro migliore. 

Le tematiche proprie della Laudato si’ (risposta al grido della Terra e al grido dei poveri, ripensamento dell’economia in un’ottica ecologica, l’adozione di uno stile di vita semplice, istruzione per creare consapevolezza ecologica, coinvolgimento comunitario e partecipazione attiva alla cura della creazione senza dimenticare una spiritualità capace di riscoprire e valorizzare la natura e il Creato) sono presentate attraverso una storia avventurosa e vivace. 

La trama 

Nonno Eco e la nipotina Jia sono i nostri protagonisti di un’estate diversa dal solito e con quel pizzico di avventura che rende tutto interessante: su un modernissimo aereo quantico ad energia solare, girano il mondo incontrando amici impegnati nella costruzione di un mondo migliore e più giusto. Eco è come un vecchio e possente albero, è il nonno saggio, che abbraccia passato e futuro, con una visione globale del mondo. Jia è come una foglia, conosce solo quello che c’è in una città moderna, ma è curiosa, fa le domande giuste al nonno e a quelli che incontra, e invita tutti a farsi delle domande su come stanno vivendo e su come si potrebbe vivere meglio. Ma non sempre, anzi quasi mai, fare le domande giuste lascia tranquilli. 

Un fantomatico Gruppo X, infatti, si accorge della loro attività, e ne avverte la pericolosità. Loschi personaggi cercano di contrastarli in ogni modo, e di impossessarsi di un libro che contiene scottanti informazioni che potrebbero mandare in crisi i loro discutibili affari. E mentre si prepara la festa finale…

l contenuti del sussidio

La storia a puntate di Eco, Jia e dei loro amici è corredata da schede tematiche e contenutistiche, approfondimento della Laudato Si’, giochi per grandi e piccoli, attività formative di gruppo e proposte di laboratori, preghiere per iniziare o concludere le giornate. Sono previste anche alcune schede formative per gli animatori, chiamati a vivere in prima persona ciò che faranno sperimentare ai bambini e ai ragazzi. Sono state preparat grazie agli interventi qualificati di interventi qualificati di alcuni esperti.

  • Cambiamenti Climatici, (Luca Mercalli, metereologo e divulgatore scientifico);
  • Economia, (Suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, è un’economista,docente di economia politica e statistica presso la Pontificia Università Auxilium, consultore della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, sotto-segretario per il Settore Fede e Sviluppo del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale);
  • Spiritualità Ecologia integrale, (don Joshtrom Kureethadam, Coordinatore del Settore “Ecologia e Creato” del Dicastero Vaticano per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale);
  • Stili di vita (Maurizio Pallante, Saggista consulente per il ministero dell’Ambiente riguardo all’efficienza energetica. Nel 2007 è stato il fondatore del Movimento per la Decrescita Felice)

Molti disegni originali corredano l’impianto grafico.

Il sussidio è pensato anche nell’ottica delle restrizioni dovute alla pandemia, che verosimilmente continueranno a limitare le esperienze di massa dei Centri estivi, concentrandosi su gruppi più piccoli di animatori e bambini nei quali poter vivere un’esperienza gioiosa e di svago, ma anche di maturazione e di fede.

Le canzoni

Sono ormai pronte anche due canzoni.

La prima è un inno/tormentone dell’estate, dalle sonorità molto dance, con tanto di balletto e animazione, che verrà reso disponibile gratuitamente sul canale YouTube della Elledici, dal titolo, ovviamente, Sei dei nostri!

Il secondo brano, Kyamarou Kandjera, è un good African traditional rhythm, con immagini del balletto girate sia in Italia che in Nigeria in un innovativo gemellaggio tra animatori, e sarà disponibile anch’esso ai primi di maggio.

In attesa dell’uscita del sussidio è possibile avere maggiori informazioni e visionare già una parte del materiale sul sito della Elledici: https://www.elledici.org/sussidi/sussidio-2021/

La seconda proposta: InTesSì la Vita

Sussidio per una settimana di Campo scuola

Il sussidio per i campi scuola e le settimane residenziali è concepito nell’ottica delle restrizioni dovute alla pandemia e comunque diffuso nella speranza che si possano vivere settimane residenziali formative in montagna o in luoghi di colonia per ragazzi e ragazze.

È stato preparato dai giovani salesiani dello studentato filosofico di Nave che lo renderanno disponibile gratuitamente in formato pdf e su altri supporti.

Le tematiche

Il messaggio intorno a cui si dipana l’avventura è molto semplice e prezioso: anche se vedo la mia vita piena di cose apparentemente senza senso, per Dio invece non è così; la vita di ognuno è preziosa perché è voluta e accompagnata da un Dio che ci ama. Solo con gli occhi di Dio potrò riconoscere la mia bellezza e quella degli altri.

Il racconto rielabora alcune intuizioni contenute nel sogno fatto da don Giovanni Bosco all’età di nove anni e dall’invito contenuto nella Christus Vivit al n° 198 in cui compare la felice immagine di un arazzo per indicare come Dio intesse la trama della nostra vita. Da qui il titolo del sussidio: InTesSì la Vita (Tu, o Dio, intessi la mia vita e quella di tutti; in Te sì, o Signore, c’è vita, perché tu fai vivere tutto).

La trama

La storia è ambientata a Tapestry Island, un’isola in cui ogni persona “possiede” un arazzo, che gli abitanti chiamano “disegno”, il quale si tesse costantemente sul grande muro nella piazza principale della città. Tutti sanno di avere il proprio disegno, ma nessuno sembra sapere che significato abbia, però credono che sia il Grande Sarto ad intesserli tutti.

Lì vivono Davide e Jonathan, due giovani che, provocati da alcuni loro coetanei, iniziano a farsi domande importanti e vitali. Per rispondere a tali domande inizieranno un viaggio che li porterà sulle altre isole del loro arcipelago ad incontrare personaggi alquanto originali. I primi incontri li lasceranno insoddisfatti, ma alla fine, inaspettatamente, troveranno gli indizi giusti per le risposte che cercavano e torneranno alla loro isola in modo nuovo.

I contenuti del sussidio

Dopo un prologo introduttivo, sono previste sei giornate di attività, alle quali corrispondono sei puntate della storia. 

Ogni giorno di attività è diviso nel sussidio in cinque sezioni sempre uguali che corrispondono ad altrettanti momenti da far vivere ai ragazzi: la puntata del giorno, l’attività formativa, la preghiera, un episodio tratto dalla vita di Don Bosco e un grande gioco. 

C’è un copione teatrale pronto per essere interpretato dagli animatori, e un video già pronto con le scenette. Pratici QRcode indirizzano al copione stampabile, ai video, ai materiali extra per i giochi e le attività formative alle canzoni originali.

Le canzoni

Sono disponibili alcune canzoni in stile musical con le registrazioni audio e i video che presentano i passi della coreografia.

InTesSì la Vita, l’inno ballabile del campo, che invita a trovare le risposte che paiono impossibili tra i fili aggrovigliati della vita.

Ci sono poi alte canzoni inserite all’interno del copione: Le spalle al grande muro; Il grande salto; Oltre il groviglio