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1. ORAZIONI – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

 

Antifona

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie;
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Alleluia. (Sal 97,1-2)
Si dice il Gloria.
Colletta

Dio onnipotente ed eterno,
porta a compimento in noi il mistero pasquale,
perché quanti ti sei degnato di rinnovare nel Battesimo,
con il tuo paterno aiuto portino frutti abbondanti
e giungano alla gioia della vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che in Cristo, via, verità e vita,
riveli a noi il tuo volto,
fa’ che aderendo a lui, pietra viva,
veniamo edificati come tempio della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che nella comunione mirabile a questo sacrificio
ci hai resi partecipi della tua natura divina,
dona a noi, che abbiamo conosciuto la tua verità,
di testimoniarla con una degna condotta di vita.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

«Io sono la via, la verità e la vita»,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 14,6)

Dopo la comunione

Assisti con bontà il tuo popolo, o Signore,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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3. Commento alle Letture – 3 MAGGIO- V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

 

COMMENTO 1

L’intera liturgia della Parola di questa domenica è focalizzata sul significato del nostro credere e sul corretto modo di vivere la nostra  vita radicata nell’insegnamento evangelico di Gesù .
Il brano odierno fa parte della catechesi del Maestro volta a preparare gli apostoli ad affrontare gli episodi che lo porteranno verso una morte di crocifissione.
Nonostante tutti i tentativi di sradicare dal loro cuore l’attesa di un messia troppo umano e materiale, i discepoli persistono nella fede dei loro padri. Per loro l’Atteso è il realizzatore dei loro sogni di annientare il dominio romano, di ricompense materiali, di soddisfazione dei loro deliri di onnipotenza e di ricchezza.
Tutto questo viene spazzato via da Gesù  quando durante la  cena a ridosso della Pasqua li  spiazza e scandalizza facendo la cosa più vergognosa per un ebreo: la lavanda dei piedi. Roba da schiavi  non da Messia. Questo lascia sconvolti tutti.
Giuda, forse il più intelligente ed intuitivo, si sente tradito nelle sue attese messianiche nazionaliste maturando  il desiderio del tradimento.
Pietro, banfone, professa eroica fedeltà che verrà spazzata via dal terrore che lo induce a rinnegare il Maestro  prima che il gallo canti.
Gli altri rimangono gelati nella profonda delusione delle loro aspettative.
È in questo contesto emotivo che il Signore inizia il suo discorso di addio ai discepoli prima di uscire ad affrontare e vivere la sua Passione. Invita tutti ad avere fiducia nel Padre ed in sè stesso. Per Lui la morte non è la fine di tutto, ma il transito verso una nuova dimora in cui tutti saranno accolti e di cui Lui ha insegnato la via con la sua parola e con le sue azioni. Questa affermazione suscita la reazione rabbiosa del focoso Tommaso  che dimostra il fallimento delle catechesi del figlio di Maria. Anche Filippo, sgarbatamente, sbotta nella richiesta di bandire le chiacchiere e di far vedere concretamente la figura del Padre.
Con desolazione Gesù prende atto del suo fallimento. Reagisce con vivacità: “Io sono la via, la verità’ e la vita” (Gv 14,6); “Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me”  (Gv14,11).  La relazione Padre-Figlio è una relazione d’amore. Essa deve essere il fondamento della fede tra di noi.
L’unico modo per viverla e testimoniarla è la carità . L’incontro con Dio non avviene nei santuari o nei templi ma nell’amore vissuto concretamente nei cuori.
Venerare Dio non comporta inginocchiarci davanti alle statue o ai crocifissi ma, come Gesù nell’Ultima Cena, davanti al prossimo in una disposizione di accettazione e di servizio.
Sacro non è il Tempio, ma il fratello e la sorella da accogliere. Chi vive la Parola, onora ed accoglie il Padre. Chi vive l’insegnamento di Gesù adempie i voleri del Padre. Per il cristiano gli unici miracoli sono gli atti   di solidarietà , di perdono, di giustizia e di pace vissuti nella carità.
Ed è proprio di questi miracoli che è assetato questo nostro mondo così ricco di averi , così indigente di carità.

COMMENTO 2 

Gesù Via Verità Vita

O Gesù Maestro, pietra scartata dai costruttori ma scelta e preziosa davanti al Padre, Tu con la Tua beata passione e con l’ascensione al cielo sei andato a prepararci un posto nella casa del Padre Tuo e nostro. Noi siamo già con Te nel cuore del Padre che nel Battesimo ci ha resi suoi figli adottivi in Te. Avvicinandoci a Te, siamo divenuti pietre vive dell’edificio spirituale che è il Tuo Corpo mistico, popolo regale, profetico, sacerdotale. Eravamo tenebra, ma ora siamo luce in Te, che ci chiami ad offrirci al Padre in intima unione al Tuo Sacrificio eucaristico in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini. Ti ringraziamo perché ci fai partecipi di Te, colmandoci della Tua grazia divina in questa celebrazione eucaristica, facendoci passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova in Te. Concedici di testimoniare con la nostra vita sacrificata per amore la luce della Tua verità e di cantarTi un canto nuovo per i prodigi che compi nella nostra vita.

Ti adoriamo, Via che ci riconduce al Padre. Entrando per la porta stretta e percorrendo la via angusta della Tua croce, veniamo condotti alla vita. Camminando sulla Tua via, avanziamo nel pellegrinaggio della fede. Desideriamo avere nel cuore la Tua via per essere veri seguaci di Te, che sei l’unica Via, il mediatore fra il Padre e il genere umano, la strada di accesso al Padre.

Ti supplichiamo: accoglici umilmente!

Tu sei la Verità che ci rende liberi dalla schiavitù del peccato e della morte per amare come Te il Padre e i fratelli. Custodendo la Tua Parola di verità e di amore, esistiamo.

Confermaci nella Tua verità!

Tu sei la Vita che ci riempie di gioia. Rimanendo in Te, Vite vera, siamo vivi e vitali, tralci fecondi che portano il frutto del Tuo Santo Spirito e glorificano il Padre. La nostra vita porta in sé il Tuo respiro, essendo partecipi della Tua vita divina.

Signore della vita, ravvivaci! Pane vivo disceso dal cielo per la salvezza del mondo, Ti benediciamo per averci chiamato, quali membra del Tuo Corpo, ad annunciare a tutti, soprattutto ai piccoli e ai poveri, la tua salvezza e a comunicare la Tua bontà misericordiosa e tenerissima con le opere di amore, di giustizia e di pace che possiamo compiere perché con il Padre ci hai donato lo Spirito d’amore. Ti glorifichiamo per il dono del Vescovo e dei presbiteri che, dedicandosi alla preghiera e al ministero della Tua Parola e dei Tuoi Sacramenti, continuano la Tua missione di Capo, Pastore e Sposo della Chiesa.

Cantando e camminando, viviamo nell’attesa che Tu venga, Signore Gesù, a prenderci per portarci con Te nella casa del Padre, dove ci sono molte dimore, riservate ai Tuoi servi fedeli ed operosi. Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

L’inizio del brano riporta delle espressioni tra le più affettuose di Gesù: da una parte vuole tranquillizzarli riguardo alla sua partenza verso il Padre, dall’altra, soprattutto, esprime il desiderio che i suoi amici stiano sempre con lui e si presenta quasi come colui che nella casa del Padre prepara per loro delle stanze accoglienti. Il movimento di Gesù si sviluppa in quattro tempi: vado, torno (non dice quando), vi prendo con me, abitate con me nel Padre. Tutto si sviluppa nel presente, perché Gesù abita già nel Padre, ma c’è anche un momento futuro, il ritorno definitivo di Gesù, perché i suoi condividano la sua gloria.
Ma subito si manifesta l’incomprensione dei discepoli.
Tommaso dice che non sa dove Gesù stia andando e si meraviglia che Gesù pensi che loro conoscano già la via per arrivarci. Con pazienza Gesù ripete quello che Tommaso, gli altri (e noi con loro) avrebbero dovuto capire: sta andando dal Padre e la via per arrivarci è lui stesso. La metafora della via, si lega strettamente a quella della porta del capitolo 10. Percorrere Gesù-via e attraversare la porta non richiedono adesione intellettuale, ma cambio di vita attorno ai due comandamenti giovannei: credere in Gesù e amare i fratelli.
Per Filippo, invece, c’è un rimprovero: «Come mai ancora non mi conosci? Perché non ti rendi conto di chiedere una cosa che ti ho già dato?». In tutto il vangelo di Giovanni, Gesù si è sforzato di far capire che il Padre è diventato visibile nell’incarnazione del Figlio. Tutto quello che lui ha detto viene dal Padre e tutto quello che lui fa è opera del Padre, perché egli non fa altro che obbedire a lui. Filippo non ha ancora capito che Gesù è tutto ciò che si può vedere del Padre, perché sono una cosa sola. Non sono bastati tutti i segni che ha fatto.
Certo manca ancora il più grande segno, la sua morte e risurrezione. Per questo gli apostoli dovranno avere solo un po’ di pazienza. Ma non appena Gesù arriverà presso il Padre, dal momento che avrà realizzato la sua missione di salvezza, potrà mandare il suo Spirito e potrà mettere a loro disposizione tutta la ricchezza e la potenza della sua risurrezione.
Possiamo rimanere perplessi di fronte alla promessa che i credenti potranno fare opere anche più grandi di quelle che Gesù ha fatto prima della Pasqua. Non si tratta di miracoli strepitosi, ma del completamento dell’opera che Gesù ha iniziato con la sua morte e risurrezione: Gesù ha portato il Vangelo a un territorio e a un numero limitato di persone, chi crede, grazie a lui e al dono dello Spirito, porterà il Vangelo e la salvezza fino ai confini della terra e fino alla fine di questo mondo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù esprime il desiderio che i suoi amici stiano per sempre con lui e il Padre certamente lo esaudisce. Anche noi facciamo l’esperienza di questo desiderio nei riguardi delle persone che amiamo. Se il desiderio è vero, come Gesù, siamo disposti a dare la vita per loro e preghiamo il Padre, che certamente ci ascolta, perché anche lui ha lo stesso desiderio.
  2. Gesù è la via. È la sua umanità la via che ci conduce al Padre; per questo lui si fa nostro modello di uomo-figlio di Dio e anche compagno di viaggio per guidarci, sostenerci, rialzarci, nutrirci con la sua parola e il suo corpo e sangue.
  3. Gesù è la verità. La verità delle cose e delle azioni non è molto popolare in questo mondo. Il Signore ci comunica se stesso perché noi possiamo essere veri figli di Dio, vivere nella verità, dire la verità, testimoniarla, realizzarla.
  4. Gesù è la vita. La morte ha conquistato molta parte del cuore di tanti uomini, donne, giovani. La vita, che il Signore è e dona, è umano-divina, rinnova ogni uomo, vince la morte e ci proietta nell’eternità.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Leggere una pagina del vangelo, per conoscere e incontrare Gesù.

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2. introduzioni – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

Il desiderio di essere sempre con Gesù e di abitare con lui nella casa del Padre alimenta la vita spirituale di ogni cristiano. La parola del Signore Gesù e l’Eucaristia sono per chi crede consolazione, incoraggiamento, vita nuova e promessa di beatitudine senza fine.

PRIMA LETTURA

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Luca presenta la prima comunità cristiana come modello. Anche al suo interno nascono difficoltà e problemi. Pietro offre criteri per affrontarli: l’esame onesto della situazione, il coinvolgimento della comunità, la valorizzazione dei carismi e delle capacità di tutti, il primato della preghiera e dell’evangelizzazione per i pastori.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

La catechesi di Pietro ai battezzati utilizza l’immagine di un edificio costruito con pietre vive. La pietra angolare su cui tutta la costruzione si regge è Cristo risorto, rifiutato dai capi, ma scelto dal Padre. Chi crede in lui non resta deluso ed è degno di onore, perché appartiene al nuovo popolo di Dio; chi non crede, cade e non ha speranza di salvezza.

Io sono la via, la verità e la vita.

Gesù sta per affrontare la passione e vede i suoi amici turbati e impauriti. I suoi discorsi di «addio» sono nello stesso tempo rivelazione e consolazione. In questo brano Gesù ricorda ai suoi che il Padre è l’origine di tutto, la meta da raggiungere e la casa in cui vivere nell’amore. L’unica via per giungere al Padre e condividerne la vita è Gesù stesso, Verbo incarnato che nella fede rende visibile il Padre e il suo amore.

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4. Letture – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

PRIMA LETTURA

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Luca presenta la prima comunità cristiana come modello. Anche al suo interno nascono difficoltà e problemi. Pietro offre criteri per affrontarli: l’esame onesto della situazione, il coinvolgimento della comunità, la valorizzazione dei carismi e delle capacità di tutti, il primato della preghiera e dell’evangelizzazione per i pastori.

Dagli Atti degli Apostoli   At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 32 (33)

R.  Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.  R.

SECONDA LETTURA

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

La catechesi di Pietro ai battezzati utilizza l’immagine di un edificio costruito con pietre vive. La pietra angolare su cui tutta la costruzione si regge è Cristo risorto, rifiutato dai capi, ma scelto dal Padre. Chi crede in lui non resta deluso ed è degno di onore, perché appartiene al nuovo popolo di Dio; chi non crede, cade e non ha speranza di salvezza.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo   1Pt 2,4-9 

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6b.9c)

Alleluia.

VANGELO

Io sono la via, la verità e la vita.

Gesù sta per affrontare la passione e vede i suoi amici turbati e impauriti. I suoi discorsi di «addio» sono nello stesso tempo rivelazione e consolazione. In questo brano Gesù ricorda ai suoi che il Padre è l’origine di tutto, la meta da raggiungere e la casa in cui vivere nell’amore. L’unica via per giungere al Padre e condividerne la vita è Gesù stesso, Verbo incarnato che nella fede rende visibile il Padre e il suo amore.

Dal Vangelo secondo Giovanni      Gv 14,1-12 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 3 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

 Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 3 MAGGIO 2026 – V DOMENICA DI PASQUA

3 MAGGIO

V DOMENICA DI PASQUA

«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, tu sei la via che conduce al Padre. Kyrie eleison.
  • Cristo, tu sei la verità che smaschera la menzogna e illumina chi ti cerca. Christe eleison.
  • Signore, tu sei la vita che rinnova chiunque crede in te. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù è presenza del Padre nella storia. È lui che ha fatto di noi la famiglia di Dio.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore Gesù.

  • Perché la Chiesa sappia condurre attraverso te gli uomini al Padre. Preghiamo.
  • Perché i cristiani sappiano testimoniare con la vita e la parola la tua verità che illumina. Preghiamo.
  • Perché le comunità cristiane trasmettano ai piccoli e ai poveri la vita nuova che ricevono da te. Preghiamo.
  • Perché il desiderio di vedere Dio riempia il cuore di tutti gli uomini e le donne del nostro tempo. Preghiamo.

Cristo Gesù, manda ancora oggi il tuo Spirito sulla terra, affinché tutti desiderino conoscere te e camminare insieme verso la casa del Padre tuo e nostro.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

 

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Il buon pastore dà la vita per le pecore – 27/04/2026

Il buon pastore dà la vita per le pecore

Lunedì della IV Settimana di Pasqua
4 maggio 2026

Don Antonio Carriero

 

VANGELO

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

COMMENTO

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Il Vangelo del giorno

4 maggio2026

A cura di don Antonio Carriero – SdB

VANGELO

Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni    Gv 14,21-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Parola del Signore.

COMMENTO

… — … —

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Convegno IdR 2026 – Resoconto dei lavori di gruppo

CONVEGNO IdR 12 marzo 2026 (Torino)
Il resoconto dei lavori di gruppo
svolti a Torino e ad Alba

Il 12 marzo 2026, al Centro Congressi “Santo Volto” di Torino, si è svolto un Convegno per Insegnanti di Religione di ogni ordine e grado sul tema: “DALLA RETE ALLA FEDE. Come l'intelligenza artificiale può supportare l'IRC e promuovere la pace”.

Dopo le due relazione del mattino, dei professori Luciano Pace ed Elena Cristino, al pomeriggio sono seguiti i lavori di gruppo, sia a Torino sia ad Alba (diocesi collegata online con Torino).

Mettiamo a disposizione il resoconto rielaborato e strutturato per domande e per punti.

Buona lettura!

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1. ORAZIONI – 26 APRILE – IV DOMENICA DI PASQUA

26 APRILE

IV DOMENICA DI PASQUA

CRISTO CI CHIAMA PER NOME

Antifona

Dell’amore del Signore è piena la terra;
dalla sua parola furono fatti i cieli. Alleluia. (Sal 32,5-6)
Si dice il Gloria.
Colletta

Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Oppure:

O Dio, nostro Padre,
che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza,
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che in questi santi misteri
compi l’opera della nostra redenzione,
fa’ che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

È risorto il buon pastore
che ha dato la vita per le sue pecore,
e per il suo gregge è andato incontro alla morte. Alleluia.

*A
Io sono il buon pastore e do la mia vita per le pecore.
Alleluia. (Gv 10,14-15)

Dopo la comunione

O Dio, pastore buono,
custodisci nella tua misericordia
il gregge che hai redento con il sangue prezioso del tuo Figlio
e conducilo ai pascoli della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.