3 MAGGIO
V DOMENICA DI PASQUA
«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA»
COMMENTO 1
L’intera liturgia della Parola di questa domenica è focalizzata sul significato del nostro credere e sul corretto modo di vivere la nostra vita radicata nell’insegnamento evangelico di Gesù .
Il brano odierno fa parte della catechesi del Maestro volta a preparare gli apostoli ad affrontare gli episodi che lo porteranno verso una morte di crocifissione.
Nonostante tutti i tentativi di sradicare dal loro cuore l’attesa di un messia troppo umano e materiale, i discepoli persistono nella fede dei loro padri. Per loro l’Atteso è il realizzatore dei loro sogni di annientare il dominio romano, di ricompense materiali, di soddisfazione dei loro deliri di onnipotenza e di ricchezza.
Tutto questo viene spazzato via da Gesù quando durante la cena a ridosso della Pasqua li spiazza e scandalizza facendo la cosa più vergognosa per un ebreo: la lavanda dei piedi. Roba da schiavi non da Messia. Questo lascia sconvolti tutti.
Giuda, forse il più intelligente ed intuitivo, si sente tradito nelle sue attese messianiche nazionaliste maturando il desiderio del tradimento.
Pietro, banfone, professa eroica fedeltà che verrà spazzata via dal terrore che lo induce a rinnegare il Maestro prima che il gallo canti.
Gli altri rimangono gelati nella profonda delusione delle loro aspettative.
È in questo contesto emotivo che il Signore inizia il suo discorso di addio ai discepoli prima di uscire ad affrontare e vivere la sua Passione. Invita tutti ad avere fiducia nel Padre ed in sè stesso. Per Lui la morte non è la fine di tutto, ma il transito verso una nuova dimora in cui tutti saranno accolti e di cui Lui ha insegnato la via con la sua parola e con le sue azioni. Questa affermazione suscita la reazione rabbiosa del focoso Tommaso che dimostra il fallimento delle catechesi del figlio di Maria. Anche Filippo, sgarbatamente, sbotta nella richiesta di bandire le chiacchiere e di far vedere concretamente la figura del Padre.
Con desolazione Gesù prende atto del suo fallimento. Reagisce con vivacità: “Io sono la via, la verità’ e la vita” (Gv 14,6); “Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv14,11). La relazione Padre-Figlio è una relazione d’amore. Essa deve essere il fondamento della fede tra di noi.
L’unico modo per viverla e testimoniarla è la carità . L’incontro con Dio non avviene nei santuari o nei templi ma nell’amore vissuto concretamente nei cuori.
Venerare Dio non comporta inginocchiarci davanti alle statue o ai crocifissi ma, come Gesù nell’Ultima Cena, davanti al prossimo in una disposizione di accettazione e di servizio.
Sacro non è il Tempio, ma il fratello e la sorella da accogliere. Chi vive la Parola, onora ed accoglie il Padre. Chi vive l’insegnamento di Gesù adempie i voleri del Padre. Per il cristiano gli unici miracoli sono gli atti di solidarietà , di perdono, di giustizia e di pace vissuti nella carità.
Ed è proprio di questi miracoli che è assetato questo nostro mondo così ricco di averi , così indigente di carità.
COMMENTO 2
Gesù Via Verità Vita
O Gesù Maestro, pietra scartata dai costruttori ma scelta e preziosa davanti al Padre, Tu con la Tua beata passione e con l’ascensione al cielo sei andato a prepararci un posto nella casa del Padre Tuo e nostro. Noi siamo già con Te nel cuore del Padre che nel Battesimo ci ha resi suoi figli adottivi in Te. Avvicinandoci a Te, siamo divenuti pietre vive dell’edificio spirituale che è il Tuo Corpo mistico, popolo regale, profetico, sacerdotale. Eravamo tenebra, ma ora siamo luce in Te, che ci chiami ad offrirci al Padre in intima unione al Tuo Sacrificio eucaristico in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini. Ti ringraziamo perché ci fai partecipi di Te, colmandoci della Tua grazia divina in questa celebrazione eucaristica, facendoci passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova in Te. Concedici di testimoniare con la nostra vita sacrificata per amore la luce della Tua verità e di cantarTi un canto nuovo per i prodigi che compi nella nostra vita.
Ti adoriamo, Via che ci riconduce al Padre. Entrando per la porta stretta e percorrendo la via angusta della Tua croce, veniamo condotti alla vita. Camminando sulla Tua via, avanziamo nel pellegrinaggio della fede. Desideriamo avere nel cuore la Tua via per essere veri seguaci di Te, che sei l’unica Via, il mediatore fra il Padre e il genere umano, la strada di accesso al Padre.
Ti supplichiamo: accoglici umilmente!
Tu sei la Verità che ci rende liberi dalla schiavitù del peccato e della morte per amare come Te il Padre e i fratelli. Custodendo la Tua Parola di verità e di amore, esistiamo.
Confermaci nella Tua verità!
Tu sei la Vita che ci riempie di gioia. Rimanendo in Te, Vite vera, siamo vivi e vitali, tralci fecondi che portano il frutto del Tuo Santo Spirito e glorificano il Padre. La nostra vita porta in sé il Tuo respiro, essendo partecipi della Tua vita divina.
Signore della vita, ravvivaci! Pane vivo disceso dal cielo per la salvezza del mondo, Ti benediciamo per averci chiamato, quali membra del Tuo Corpo, ad annunciare a tutti, soprattutto ai piccoli e ai poveri, la tua salvezza e a comunicare la Tua bontà misericordiosa e tenerissima con le opere di amore, di giustizia e di pace che possiamo compiere perché con il Padre ci hai donato lo Spirito d’amore. Ti glorifichiamo per il dono del Vescovo e dei presbiteri che, dedicandosi alla preghiera e al ministero della Tua Parola e dei Tuoi Sacramenti, continuano la Tua missione di Capo, Pastore e Sposo della Chiesa.
Cantando e camminando, viviamo nell’attesa che Tu venga, Signore Gesù, a prenderci per portarci con Te nella casa del Padre, dove ci sono molte dimore, riservate ai Tuoi servi fedeli ed operosi. Amen!
Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A
MEDITAZIONE
L’inizio del brano riporta delle espressioni tra le più affettuose di Gesù: da una parte vuole tranquillizzarli riguardo alla sua partenza verso il Padre, dall’altra, soprattutto, esprime il desiderio che i suoi amici stiano sempre con lui e si presenta quasi come colui che nella casa del Padre prepara per loro delle stanze accoglienti. Il movimento di Gesù si sviluppa in quattro tempi: vado, torno (non dice quando), vi prendo con me, abitate con me nel Padre. Tutto si sviluppa nel presente, perché Gesù abita già nel Padre, ma c’è anche un momento futuro, il ritorno definitivo di Gesù, perché i suoi condividano la sua gloria.
Ma subito si manifesta l’incomprensione dei discepoli.
Tommaso dice che non sa dove Gesù stia andando e si meraviglia che Gesù pensi che loro conoscano già la via per arrivarci. Con pazienza Gesù ripete quello che Tommaso, gli altri (e noi con loro) avrebbero dovuto capire: sta andando dal Padre e la via per arrivarci è lui stesso. La metafora della via, si lega strettamente a quella della porta del capitolo 10. Percorrere Gesù-via e attraversare la porta non richiedono adesione intellettuale, ma cambio di vita attorno ai due comandamenti giovannei: credere in Gesù e amare i fratelli.
Per Filippo, invece, c’è un rimprovero: «Come mai ancora non mi conosci? Perché non ti rendi conto di chiedere una cosa che ti ho già dato?». In tutto il vangelo di Giovanni, Gesù si è sforzato di far capire che il Padre è diventato visibile nell’incarnazione del Figlio. Tutto quello che lui ha detto viene dal Padre e tutto quello che lui fa è opera del Padre, perché egli non fa altro che obbedire a lui. Filippo non ha ancora capito che Gesù è tutto ciò che si può vedere del Padre, perché sono una cosa sola. Non sono bastati tutti i segni che ha fatto.
Certo manca ancora il più grande segno, la sua morte e risurrezione. Per questo gli apostoli dovranno avere solo un po’ di pazienza. Ma non appena Gesù arriverà presso il Padre, dal momento che avrà realizzato la sua missione di salvezza, potrà mandare il suo Spirito e potrà mettere a loro disposizione tutta la ricchezza e la potenza della sua risurrezione.
Possiamo rimanere perplessi di fronte alla promessa che i credenti potranno fare opere anche più grandi di quelle che Gesù ha fatto prima della Pasqua. Non si tratta di miracoli strepitosi, ma del completamento dell’opera che Gesù ha iniziato con la sua morte e risurrezione: Gesù ha portato il Vangelo a un territorio e a un numero limitato di persone, chi crede, grazie a lui e al dono dello Spirito, porterà il Vangelo e la salvezza fino ai confini della terra e fino alla fine di questo mondo.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- Gesù esprime il desiderio che i suoi amici stiano per sempre con lui e il Padre certamente lo esaudisce. Anche noi facciamo l’esperienza di questo desiderio nei riguardi delle persone che amiamo. Se il desiderio è vero, come Gesù, siamo disposti a dare la vita per loro e preghiamo il Padre, che certamente ci ascolta, perché anche lui ha lo stesso desiderio.
- Gesù è la via. È la sua umanità la via che ci conduce al Padre; per questo lui si fa nostro modello di uomo-figlio di Dio e anche compagno di viaggio per guidarci, sostenerci, rialzarci, nutrirci con la sua parola e il suo corpo e sangue.
- Gesù è la verità. La verità delle cose e delle azioni non è molto popolare in questo mondo. Il Signore ci comunica se stesso perché noi possiamo essere veri figli di Dio, vivere nella verità, dire la verità, testimoniarla, realizzarla.
- Gesù è la vita. La morte ha conquistato molta parte del cuore di tanti uomini, donne, giovani. La vita, che il Signore è e dona, è umano-divina, rinnova ogni uomo, vince la morte e ci proietta nell’eternità.
PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
Leggere una pagina del vangelo, per conoscere e incontrare Gesù.