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6. Vignetta di RobiHood – 11 MAGGIO 2025 4ª DOMENICA DI PASQUA

11 MAGGIO 2025

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata
mondiale di preghiera per le vocazioni)

CUSTODITI NELLA FEDE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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CORSO ESTIVO IDR

CORSO ESTIVO IdR 
1 – 3 luglio 2025

Piazza dell’Ateneo Salesiano 1 – Roma

 

L’Istituto di Catechetica dell’Università Pontificia Salesiana intende riprendere la tradizione delle attività di formazione residenziale per Insegnanti di Religione Cattolica (IdR) con un Corso che avrà luogo dal 1 al 3 luglio 2025 Roma sul tema:

Il sapere religioso nel tempo del dialogo

Per saperne di più, clicca sul tasto sottostante.

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Convegno IdR 2025: riassunto del lavoro dei gruppi

Il riassunto del lavoro dei gruppi

 

Gentile Insegnante,

abbiamo il piacere di informarla che sul sito dell'Editrice Elledici è a disposizione la “restituzione“, ossia il riassunto del lavoro dei 20 gruppi che nel pomeriggio del 13 marzo, a conclusione del Convegno IDR al Centro Congressi “Santo Volto” di Torino, si sono riuniti per esprimere in condivisione le proprie impressioni su 5 domande proposte dai coordinatori.

Per scaricare la “restituzione”, clicchi sul tasto sottostante.

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3. Commento alle Letture – 6 APRILE 2025 5ª DOMENICA DI QUARESIMAPROSSIMA

6 APRILE

5ª DOMENICA DI QUARESIMA

IL DIO RI-CREATORE

COMMENTO

 Nei Vangeli ci sono 11 versetti che venivano censurati nelle prime comunità’ cristiane perché ritenuti pericolosi e scandalosi. Ci vollero secoli prima che venissero  a far parte delle celebrazioni cristiane.
La misericordia di Gesù verso l’adultera appariva eccessiva ai primi cristiani. Per cui li avevano “”purgati” eliminandoli dal Vangelo di Luca che ne è l’autore. Solo più tardi vennero riabilitati inserendoli nel Vangelo di Giovanni a cui per stile e linguaggio non appartengono.

La scena si svolge nel Tempio di Gerusalemme. È l’alba. Attorno a Gesù si raccolgono molte persone. Questo assembramento non passa inosservato alle guardie del Tempio che allarmano i sacerdoti e gli scribi. Costoro odiavano il Maestro, perché li aveva pubblicamente denunciati di aver corrotto la santità e profanato la sacralità del luogo trasformandolo in “una spelonca di ladri” e non in “una casa di preghiera”. Per questo avevano deciso che doveva morire.
Un fatto di cronaca offre loro l’opportunità di tendergli un tranello mortale. Proprio quella mattina una donna viene beccata in flagrante adulterio e loro la trascinano tra la folla gettandola per terra ai piedi di Gesù. La Legge non le lascia scampo: deve essere ammazzata. La legislazione precisava che se  il peccato veniva commesso durante l’anno dello sposalizio, durante il quale i promessi sposi si frequentavano ma non convivevano, la pena era la lapidazione. Se il “fattaccio”  avveniva dopo le nozze e gli sposi convivevano, la pena era il soffocamento della colpevole.
Siccome allora ci si sposava a tredici anni per la ragazza e a diciotto per il ragazzo, si può tranquillamente desumere che la peccatrice  era una povera ragazzina atterrita.

Gesù capisce subito che si tratta di un tranello. Se dà l’assenso a procedere con la lapidazione viene meno al suo insegnamento   che  Dio perdona sempre, deludendo così coloro che lo avevano scelto come Maestro. Se invece optava per la misericordia, a scapito della ferrea applicazione della legge mosaica,  violava pubblicamente la Legge mettendo a repentaglio la sua vita.
Gesù non prende  posizione. Compie un gesto  che disorienta  e manda in confusione sacerdoti, scribi ed anziani. Si china per terra e comincia a scrivere col dito nella sabbia.
A noi questo gesto dice nulla. Ma ai moralisti parrucconi fischiano le orecchie. Conoscono molto bene quello che c’è scritto nel libro del profeta Geremia: “Saranno scritti nella terra i nomi di quanti abbandonano il Signore”.
Conoscono la capacità di Gesù nel leggere nella coscienza. Troppo pericoloso per loro. Troppi scheletri, troppi desideri inconfessabili, troppe maschere, troppi tradimenti, troppi furti… Meglio non rischiare che il loro nome venga inciso nella sabbia perdendo faccia e buona reputazione.
Erano venuti in gruppo, si dileguano alla chetichella con la coda tra le gambe. Il gruppo che si era presentato compatto quando si trattava di condannare, evapora davanti al pericolo di essere pubblicamente smascherato.
I  cultori e custodi della legge che avevano trascinato una peccatrice da lapidare, lasciano campo libero al Figlio di Dio che vede davanti a sé solo una bambina da aiutare.
Non risulta che siano volate delle pietre.

Il messaggi è forte e chiaro per ognuno di noi. Spetta a noi trarre le dovute conseguenze.

MEDITAZIONE

La scorsa domenica, riflettendo sul sacramento della riconciliazione, si è osservato come la confessione dei peccati è in vista dell’accoglienza della misericordia, non della vergogna delle proprie miserie.
La memoria di sé è spiritualmente importante, ma a patto che non ci blocchi nel passato ma ci rilanci nel futuro. Anche nel sacramento della riconciliazione il riconoscimento del proprio peccato è in vista del futuro.
Le letture proposte portano a riflettere sul valore del secondo momento del sacramento della riconciliazione: il ricevimento del perdono nell’assoluzione sacramentale.

Il Dio creatore e ri-creatore

Isaia si rivolge al popolo deportato in Babilonia. È un oracolo diviso in tre parti. Nella prima (cf Is 43,16-17) egli fa memoria dell’azione di Dio in favore di Israele schiavo in Egitto. La seconda parte attira l’attenzione su quanto sta accadendo (cf Is 43,19). La terza parte è la promessa del ritorno dall’esilio babilonese (cf Is 43,19b-21). Il Dio liberatore è lo stesso Dio creatore. E con il ritorno in patria il Dio creatore è il Dio ri-creatore.

Svolta esistenziale

La dimensione personale ed esistenziale di quest’affermazione emerge nella seconda lettura. Paolo, dopo aver narrato la sua autobiografia, cioè dopo aver fatto memoria di sé, imprime una svolta al discorso: «Per lui [Gesù Cristo] ho lasciato perdere tutte queste cose e le ritengo spazzatura» (Fil 3,8). Paolo rilegge il proprio passato alla luce dell’evento fondante della sua nuova esistenza: l’essere stato «conquistato da Gesù Cristo» (Fil 3,12). La relazione con Cristo di cui Paolo parla è una relazione affettiva e mistica (cf Fil 3,10), totalizzante che, pur senza negare il passato (non ne ha appena fatto il racconto?), tuttavia lo proietta verso il futuro (cf Fil 3,13) Anche nella lettera di Paolo dunque il Dio creatore è ri-creatore.
Paolo, però, aggiunge un tassello. Ciò che opera la ri-creazione non è una presunta auto-giustificazione che può venire dall’osservanza della legge, bensì la grazia che viene dalla fede (cf Fil 3,9). E da questo punto di vista si può leggere il brano di vangelo.

La peccatrice perdonata

La scena narrata da Giovanni è un conflitto fra Gesù, scribi e farisei. In questo conflitto la donna è solo causa e strumento. Se non fosse per l’attenzione che Gesù le riserva, tutti sarebbero disinteressati alla sua persona. Lei è il suo peccato, è bloccata nel suo passato e nel suo peccato.
L’interesse vero degli accusatori è di trovare il modo di mettere Gesù in contraddizione con Mosè o con se stesso. La Legge dichiara questa donna colpevole, e condannabile alla lapidazione. Questo è il massimo che può fare una legge. Stabilire il confine fra bene e male; dare chiarezza di ciò che è bene e ciò che è male. Prevedere premi e punizioni. Ma è incapace di dare perdono. Grazie alla legge si può sapere cosa bisognerebbe fare, ma la legge non dà la forza di farlo. Per questo ci vuole la grazia.
Nel dialogo fra Gesù e i suoi interlocutori, Gesù non raggiunge solo il risultato di non far lapidare la donna, ma anche di porre tutti di fronte a se stessi. Chi può arrogarsi di giudicare gli altri se appena guarda se stesso in onesta coscienza?
Nel successivo dialogo con la donna, Gesù si relaziona con lei mettendo al centro dell’attenzione la sua persona, non il suo peccato. Non è un rapporto bugiardo sminuente la gravità della sua azione. La prende seriamente, anche nel suo peccato. Ma non la blocca nel suo peccato: le offre una nuova possibilità di vita (cf Gv 8,11).

La riconciliazione

La vicenda dell’adultera è l’immagine del percorso del peccatore riconciliato. È qui che giunge alla sua pienezza il cammino incominciato con il riconoscimento del proprio peccato. Nel perdono che ci raggiunge nel sacramento, Dio è realmente il creatore ri-creatore, e con il suo perdono ci dischiude orizzonti di vita nuova. Questo è l’effetto del perdono: siamo ri-creati a sua immagine e somiglianza; restituiti alla nostra dignità di figli ricevuta nel battesimo, purificata nell’ascesi, visualizzata nella trasfigurazione, desiderata dalla pazienza misericordiosa di Dio. Siamo liberati dalla nostra colpa, rivestiti degli abiti di figli, e rilanciati verso la vita. In ciò sta il senso della Quaresima. A questo punto è possibile avviarsi verso la settimana santa.

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2. introduzioni – 6 APRILE 2025 5ª DOMENICA DI QUARESIMA

6 APRILE

5ª DOMENICA DI QUARESIMA

IL DIO RI-CREATORE

Prepararsi alla settimana santa significa ri-costruire le proprie relazioni in due direzioni.
La prima è quella che va verso Dio, il quale, se ci rivolgiamo a lui coscienti dei nostri peccati e desiderosi di ricevere il suo perdono, non ci rifiuta mai e ri-conferma la sua scelta di considerarci figli. La seconda è quella che va verso il nostro prossimo, salvato, come noi, dalla misericordia del Padre e dunque nostro fratello nel difficile cammino verso il Regno.

PRIMA LETTURA

Ecco, io faccio una cosa nuova e darò acqua per dissetare il mio popolo.
Il profeta si rivolge a un popolo prostrato dall’esilio in Babilonia. La vera sciagura, tuttavia, non è la condizione di servitù, dalla quale Israele è già stato liberato in passato, ma l’assenza di fiducia nell’opera del Signore.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 125 (126)

È il Signore a decidere della nostra sorte, anche quando essa sembra già segnata dalle circostanze sfavorevoli, dal giudizio degli uomini o dall’ineluttabilità della morte.

SECONDA LETTURA

A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita, facendomi conforme alla sua morte.
Il credente in Cristo non è più intrappolato nel calcolo dei meriti e dei demeriti stabiliti dalla Legge. Una certezza lo anima: il Signore continua ad amarlo. Il tempo presente, perciò, è da vivere orientati al futuro, nella fede in Cristo risorto e nella speranza di giungere alla piena comunione con lui.

VANGELO

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.
Gli scribi e i farisei di cui si parla oggi hanno la tendenza a dare molto per scontato: la salvezza in conseguenza dell’ottemperanza ai precetti della Legge, la dannazione di fronte alla sua violazione e, soprattutto, la differenza tra loro e l’adultera. Gesù, al contrario, non dà nulla per scontato, tantomeno l’importanza di una persona e del suo rapporto intimo con la misericordia di Dio.

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4. Letture – 6 APRILE 2025 5ª DOMENICA DI QUARESIMA

6 APRILE

5ª DOMENICA DI QUARESIMA

IL DIO RI-CREATORE

PRIMA LETTURA

Ecco, io faccio una cosa nuova e darò acqua per dissetare il mio popolo.
Il profeta si rivolge a un popolo prostrato dall’esilio in Babilonia. La vera sciagura, tuttavia, non è la condizione di servitù, dalla quale Israele è già stato liberato in passato, ma l’assenza di fiducia nell’opera del Signore.

Dal libro del profeta Isaia           Is 43,16-21

Così dice il Signore,
che aprì una strada nel mare
e un sentiero in mezzo ad acque possenti,
che fece uscire carri e cavalli,
esercito ed eroi a un tempo;
essi giacciono morti, mai più si rialzeranno,
si spensero come un lucignolo, sono estinti:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 125 (126)

È il Signore a decidere della nostra sorte, anche quando essa sembra già segnata dalle circostanze sfavorevoli, dal giudizio degli uomini o dall’ineluttabilità della morte.

Rit. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA

A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita, facendomi conforme alla sua morte.
Il credente in Cristo non è più intrappolato nel calcolo dei meriti e dei demeriti stabiliti dalla Legge. Una certezza lo anima: il Signore continua ad amarlo. Il tempo presente, perciò, è da vivere orientati al futuro, nella fede in Cristo risorto e nella speranza di giungere alla piena comunione con lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi    Fil 3,8-14

Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.
Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cf Gl 2,12-13

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché io sono misericordioso e pietoso.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.
Gli scribi e i farisei di cui si parla oggi hanno la tendenza a dare molto per scontato: la salvezza in conseguenza dell’ottemperanza ai precetti della Legge, la dannazione di fronte alla sua violazione e, soprattutto, la differenza tra loro e l’adultera. Gesù, al contrario, non dà nulla per scontato, tantomeno l’importanza di una persona e del suo rapporto intimo con la misericordia di Dio.

Dal vangelo secondo Giovanni          Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro:
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 6 APRILE 2025 5ª DOMENICA DI QUARESIMA.

6 APRILE

5ª DOMENICA DI QUARESIMA

IL DIO RI-CREATORE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, pensiamo che sia tipico dei forti giudicare con durezza, ma non abbiamo il coraggio assumerci la responsabilità delle
    nostre condanne.
      Kyrie eleison.
  • Cristo, approfittiamo del tuo perdono per non convertirci e per ricadere negli stessi sbagli.  Christe eleison.
  • Signore, non crediamo che, anche di fronte alle nostre colpe, tu possa davvero volerci ancora bene.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

In Cristo, Dio non ha atteso che fossimo degni della sua presenza, ma ci ha raggiunto nella nostra miseria, per portarci la sua misericordia. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, siamo peccatori: non condannarci.

• Perché, quando sono in gioco l’incolumità, la libertà o la felicità di altri esseri umani, riflettiamo con saggezza e agiamo con prudenza. Preghiamo. 

• Perché il nostro desiderio di punire nel tuo nome sia deluso dall’inconfondibile chiarezza del Vangelo. Preghiamo.

• Perché sappiamo vederci come uomini nuovi, rigenerati nel sacramento della riconciliazione.
Preghiamo.

• Perché abbiamo il coraggio di considerarci e di considerare i nostri fratelli persone, senza affidarci alla comodità del «così si dice» e del «così si suole fare». Preghiamo.


O Padre, ci hai chiesto di rinunciare alla sicurezza del nostro giudizio di condanna, per aprirci all’onnipotenza del tuo amore. Fa’ che, con il tuo aiuto, progrediamo nel cammino di fede e nella comunione con i fratelli.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 6 APRILE 2025 5ª DOMENICA DI QUARESIMA.

6 APRILE

5ª DOMENICA DI
QUARESIMA

IL DIO
RI-CREATORE

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica