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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 12 GENNAIO 2025 BATTESIMO DEL SIGNORE

12 GENNAIO 2025

BATTESIMO DEL SIGNORE

GESÙ, FIGLIO DI DIO, SI BATTEZZA COME UN PECCATORE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, sei sceso fino a noi per farti riconoscere, eppure continuiamo a essere indifferenti. Kyrie eleison.
  • Cristo, i nostri fratelli sono amati da te così come lo siamo noi, eppure non ricerchiamo la condivisione ma la sopraffazione.  Christe eleison.
  • Signore, nel nostro battesimo, siamo stati chiamati a essere veri cristiani, eppure troppo spesso non lo siamo stati.- Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ha avuto il coraggio di condividere la vita dei peccatori senza essere a sua volta peccatore.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rinnovaci nello Spirito.

  • Perché ogni uomo si ricordi di essere figlio di Dio, modellato a sua immagine e somiglianza. Preghiamo.
  • Perché, come Giovanni, sappiamo riconoscere i limiti della nostra testimonianza e lasciare spazio a te. Preghiamo.
  • Perché trattiamo noi stessi e i nostri fratelli in maniera degna della tua incarnazione. Preghiamo.
  • Perché, di fronte al male, non ci lasciamo vincere dal disgusto, ma ci ricordiamo della tua Parola e confidiamo nella sua forza. Preghiamo.

O Padre, nessuna bruttura e nessuna infedeltà è stata sufficiente a impedirti di mandare nel mondo il tuo unico Figlio. Ricordaci che, col tuo aiuto, tutto può essere trasformato.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 12 GENNAIO BATTESIMO DEL SIGNORE

12 GENNAIO 2025

BATTESIMO
DEL SIGNORE

GESÙ,
FIGLIO DI DIO, SI BATTEZZA COME UN PECCATORE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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Gennaio: un mese tutto salesiano! Scopri il cuore di Don Bosco

Gennaio è il mese dedicato a Don Bosco! Un'occasione unica per riscoprire la vita e l'insegnamento di questo straordinario santo, che ha dedicato la sua esistenza all'educazione dei giovani.

Perché leggere don Bosco oggi?

Perché le sue storie, i suoi sogni e il suo amore per i ragazzi sono più attuali che mai. In un mondo sempre più complesso, le parole di Don Bosco ci invitano a:

  • Credere nei giovani: come Don Bosco, anche noi possiamo vedere in ogni ragazzo un tesoro da scoprire e valorizzare.
  • Educare con il cuore: l'educazione non è solo trasmettere conoscenze, ma anche accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.
  • Vivere la fede con gioia: la fede è un dono prezioso che riempie la vita di speranza e di significato.

Don Bosco una vita in gioco

Questo libro presenta la vita di Don Bosco in oltre venti episodi, brevi e di facile lettura. Ogni episodio si conclude con una parola chiave da scoprire attraverso un originale gioco linguistico.

Don Bosco pellegrino

Santo dei giovani, don Bosco andò pellegrino a Roma, alla Madonna di Oropa e ad altri santuari. Le gite e le passeggiate, nelle quali conduceva i suoi ragazzi, erano anche veri e propri pellegrinaggi.

Le più belle lettere di Don Bosco

Raccolta di duecentocinquanta lettere selezionate  per apprezzare pienamente l’ampiezza di una missione universale accolta dalle mani di Dio e sviluppata con ardore e intraprendenza da colui che l’ha ricevuta con fede.

Né lupi né agnelli

Attraverso l’analisi del celebre sogno dei nove anni di San Giovanni Bosco, questo libro invita a riflettere su temi che toccano sia l’esistenza umana sia la vita spirituale. Caratteristico è l’approfondimento di ogni passo del sogno di Don Bosco.

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3. Commento alle Letture – 5 GENNAIO II DOMENICA DOPO NATALE

5 GENNAIO

II DOMENICA DOPO NATALE

CRISTO LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

COMMENTO

La liturgia della seconda domenica di Natale ci invita a riflettere su tre modalità’ di essere cristiani oggi. I credenti devono avere una tenda (vita quotidiana) ben piantata , in modo da non essere schiavi di un qualunquismo omologante. Devono avere delle radici (motivazioni esistenziali) innervate di intelligenza e libertà’  che ci rendono immagine e somiglianza di Dio. Le nostre parole (come fa il Verbo che si incarna nella natura umana) non realizzano un progetto di vita fatto di buone intenzioni, pii desideri e facili e soporifere devozioni , ma  costruiscono ed alimentano un nuovo modo di relazionarsi ( con la natura e gli altri esseri viventi) fatto di rispetto, solidarietà’, giustizia e pace. Le parole del Prologo di Giovanni “il Verbo si fece carne” quale valore e che significano? Che cosa comportano? Sono la conferma che Dio entra in prima persona nella natura e nella storia umana adottandoci come figli. Nella Bibbia il termine adozione è molto più denso del significato che noi generalmente diamo. Si tratta di una adozione che comporta non solo di avere una famiglia, ma anche di avere un compito preciso da adempiere. Come gli imperatori romani ( Traiano, Adriano, Marco Aurelio…) furono adottati dai predecessori perché ritenuti i più adatti nel compiere la missione imperiale, così noi veniamo adottati da Dio perché considerati capaci di imitare il Verbo nel costruire fra di noi nuove relazioni giuste e fraterne. Di questa adozione da parte divina che uso ne facciamo nella nostra quotidianità di vita? Nel silenzio della coscienza? Chiediamocelo per qualche istante.

SECONDA MEDITAZIONE

Celebriamo il Natale del Signore il 25 dicembre. Tuttavia, non è per nulla certo che sia proprio il giorno del «compleanno» di Gesù, anzi è quasi del tutto certo che Gesù non è nato il 25 dicembre. Le tradizioni cristiane antiche e quelle orientali, per esempio, celebrano ancora oggi in date diverse il Natale.
In occidente si è imposta questa data. Vi sono varie ipotesi sul perché, una delle quali afferma che il giorno della nascita del Signore sia celebrato il 25 dicembre per sostituire, o meglio cristianizzare, una festa pagana: il Natalis Solis Invicti.
Dietro quest’efficace strategia culturale vi è un’intuizione teologica. È Cristo il sole che sorge; è lui la luce del mondo. Dice così anche il cantico di Zaccaria: «ci visiterà un sole che sorge dall’alto» (Lc 1,78); oppure il cantico di Simeone: «luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Lc 2,32). Ribadisce la medesima idea l’orazione di Colletta: «Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti».

Cristo luce

Già dalle citazioni sopra riportate è evidente un’ambiguità. È luce Cristo; è luce Dio. La luce è un significativo simbolo del trascendente in quasi tutte le religioni umane. C’è, dunque, una diffusa base antropologica, che l’evangelista Giovanni riprende e sviluppa in modo proprio.
Negli scritti giovannei è luce Dio: «Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna» (1 Gv 1,5), per dire la sua santità. Anche Gesù, però, è luce: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Di questo sviluppo cristologico è data anticipazione nel Prologo.
Contemplando l’origine eterna di Gesù (cf Gv 1,1) Giovanni afferma che «in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini» (Gv 1,4). La vita di cui parla Giovanni non è quella biologica, ma quella pienezza di vita che possiamo intendere con l’espressione «vita eterna». È in Gesù che si trova la pienezza della vita che ci è donata per mezzo di lui.
Questa vita è luce, poiché Cristo, nella sua opera d’illuminazione, rivela il volto di Dio agli uomini (cf Gv 1,18). La conoscenza dell’identità di Dio è rivelata da Gesù e in ciò consiste uno dei motivi dell’incarnazione. Da questa conoscenza viene per gli uomini la salvezza, la vita eterna.

Luce e tenebre

Già nel prologo è annunciato il destino di Gesù (cf Gv 1,9-11). Nei primi versetti cioè, che contemplano non tanto l’evento quanto il significato salvifico dell’incarnazione, si prefigura il tema dell’incredulità per il quale gli uomini possono, liberamente, rifiutare il dono e non accogliere il rivelatore e la sua rivelazione. Il fatto, però, non è senza conseguenze perché l’accoglienza comporta la partecipazione alla vita eterna, la non accoglienza l’esclusione (cf Gv 1,12-13).

Accoglienza e sequela

Accogliere la luce significa credere in Gesù e mettersi alla sua sequela. Diventare suoi discepoli significa entrare in relazione con lui e farne il centro della propria vita. Per questa relazione, in virtù della grazia del battesimo, diventiamo figli di Dio (cf Gv 1,12).
Sotto diverso profilo la figliolanza divina è oggetto di meditazione e di lode anche della lettera di Paolo, sia nella sua origine nell’eternità (cf Ef 1,3-6), sia nelle conseguenze nella storia di ciascuno: dona speranza e dignità al credente (cf Ef 1,18).
Seguire Cristo luce, essere suoi discepoli, è essere nella luce (cf Gv 1,9); rifiutare Cristo luce è essere nelle tenebre (cf 1 Gv 1,5). In Giovanni non c’è distinzione, come avviene per noi moderni, fra linguaggio dogmatico e linguaggio morale. Perché le due dimensioni, quello della fede e quello della vita, sono saldamente legate.
La meditazione del tema della luce comporta questo spunto per noi oggi: recuperare e ricercare la necessaria ricomposizione fra fede e vita, al fine di non cadere in un moralismo senza fondamento nella fede o in un intellettualismo senza ricadute nella prassi.

 

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2. introduzioni – 5 GENNAIO II DOMENICA DOPO NATALE

5 GENNAIO

II DOMENICA DOPO NATALE

CRISTO LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

Le liturgie del tempo di Natale puntano a farci comprendere il significato della festività che abbiamo celebrato il 25 dicembre e a mantenerci vigili affinché essa non rimanga soltanto un evento isolato, dimenticato man mano che i giorni si susseguono sul calendario.

Questa domenica siamo invitati a riflettere sulle conseguenze storiche e teologiche della venuta di Dio sulla terra in Gesù Cristo: egli è la Sapienza di cui aveva parlato l’Antico Testamento, il Verbo di cui Giovanni dice che si è fatto carne e colui tramite il quale, utilizzando le parole di san Paolo, il Padre ci ha predestinato a essere suoi figli adottivi.

PRIMA LETTURA

La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.
L’autore del testo descrive la venuta della Sapienza in mezzo al popolo d’Israele, il popolo eletto, destinato un giorno ad accogliere il Messia  mandato da Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 147

Come nella prima lettura, troviamo un riferimento a Gerusalemme, la città in cui il Signore ha posto la sua tenda.

 

SECONDA LETTURA

Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.
Paolo parla agli Efesini di una benedizione da parte di Dio. Tale benedizione, che coincide con un’elezione avvenuta prima della creazione del mondo, è l’invio di Gesù Cristo tra gli uomini. In lui Dio si fa uomo e rende l’uomo santo.

VANGELO

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
La molteplicità di significati della parola greca «logos» è difficilmente traducibile nelle lingue moderne. È questa la parola che Giovanni usa per riferirsi a Gesù Cristo:  egli è «verbo», poiché in lui Dio parla  e compie la sua azione nel mondo; ma è anche «ragione»,  «motivo», cioè chiave per comprendere il vero senso della storia della salvezza.

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4. Letture – 5 GENNAIO – II DOMENICA DOPO NATALE

5 GENNAIO

II DOMENICA DOPO NATALE

CRISTO LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

PRIMA LETTURA

La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.
L’autore del testo descrive la venuta della Sapienza in mezzo al popolo d’Israele, il popolo eletto, destinato un giorno ad accogliere il Messia  mandato da Dio.

Dal libro del Siracide  Sir 24,1-4.12-16 (NV) [gr. 24,1-2.8-12]

La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata,
nella santa assemblea viene ammirata,
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode
e tra i benedetti è benedetta, mentre dice:
«Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda
e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe
e prendi eredità in Israele,
affonda le tue radici tra i miei eletti”.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato,
per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità, nell’assemblea dei santi ho preso dimora».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 147

Come nella prima lettura, troviamo un riferimento a Gerusalemme, la città in cui il Signore ha posto la sua tenda.

Il Verbo si è fatto carne
e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

SECONDA LETTURA

Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.
Paolo parla agli Efesini di una benedizione da parte di Dio. Tale benedizione, che coincide con un’elezione avvenuta prima della creazione del mondo, è l’invio di Gesù Cristo tra gli uomini. In lui Dio si fa uomo e rende l’uomo santo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini                     Ef 1,3-6.15-18

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
Perciò anch’io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, con- tinuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie pre- ghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

1 Tim 3,16

Alleluia, alleluia.

Gloria a te, o Cristo, annunziato a tutte le genti;
gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.

Alleluia.

VANGELO

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
La molteplicità di significati della parola greca «logos» è difficilmente traducibile nelle lingue moderne. È questa la parola che Giovanni usa per riferirsi a Gesù Cristo:  egli è «verbo», poiché in lui Dio parla  e compie la sua azione nel mondo; ma è anche «ragione»,  «motivo», cioè chiave per comprendere il vero senso della storia della salvezza.

Dal vangelo secondo Giovanni     Gv 1,1-18

Tra parentesi [ ] la forma breve.

[In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.]
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.

[Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.]

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 5 GENNAIO 2025 – II DOMENICA DOPO NATALE

5 GENNAIO

II DOMENICA DOPO NATALE

CRISTO LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non sappiamo interpretare i segni che ci invii e smarriamo il senso della nostra esistenza. Kyrie eleison.
  • Cristo, ci hai mandato il tuo unico Figlio, eppure riteniamo che alcune cose che possediamo siano troppo preziose per essere messe a tua disposizione.  Christe eleison.
  • Signore, celebriamo la tua nascita come una ricorrenza annuale e non ne cogliamo il senso rivoluzionario.- Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Siamo noi quel popolo eletto che è chiamato a dare concretezza all’azione di Dio sulla terra. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, agisci attraverso di noi nella storia.

  • Perché il cammino di fedeltà e di mancanze del popolo d’Israele ci incoraggi a coltivare un autentico rapporto di conoscenza con Dio. Preghiamo.
  • Perché la radicalità del tuo Vangelo sia misura dell’efficacia della nostra testimonianza nel mondo. Preghiamo.
  • Perché ci ricordiamo di essere fratelli in Cristo e quindi responsabili gli uni degli altri. Preghiamo.
  • Perché il desiderio di conoscere la verità ci spinga a esplorare il mi- stero del tuo amore per l’uomo. Preghiamo.

O Padre, hai dato risposta alla ricerca di vera Sapienza che da sempre tormenta l’uomo inviando sulla terra il tuo unico Figlio. Aiutaci a tradurre questa rivelazione in una condotta di vita degna della tua fiducia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 5 GENNAIO II DOMENICA DOPO NATALE

5 GENNAIO 2025

II DOMENICA DOPO NATALE

CRISTO
LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

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Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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La bellezza di essere unici e speciali

Un messaggio di speranza e incoraggiamento per grandi e piccini

Ti sei mai chiesto quanto vali veramente? Papa Francesco, con la sua semplicità e profondità, ci invita a riscoprire la bellezza e l’unicità di ogni persona. In questo libro, il Santo Padre ci accompagna in un percorso alla scoperta di noi stessi, aiutandoci a comprendere quanto siamo amati da Dio e quanto il nostro contributo al mondo sia prezioso.

Perché leggere questo libro?

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Cosa troverai in questo libro?

  • Riflessioni profonde: Il Papa ci invita a interrogarci sul senso della vita e sul nostro ruolo nel mondo.
  • Storie toccanti: Attraverso aneddoti e testimonianze, il libro ci mostra come l'amore di Dio possa trasformare la vita delle persone.

Un invito all'azione: Papa Francesco ci stimola a mettere in pratica i valori del Vangelo nella nostra quotidianità