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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che ci ami e ci fai dono del tuo corpo e del tuo sangue, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che ci chiami ogni giorno alla vera vita, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, buono, paziente e misericordioso verso tutti, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù è il pane vivo per la vita del mondo. Preghiamo, perché ogni volta che ci nutriamo di questo pane cresca la nostra fede. Preghiamo insieme e diciamo:

Tu sei il pane vivo disceso dal cielo.

  • Per la Chiesa, perché l’Eucaristia che viene celebrata tutti i giorni in ogni angolo della terra sia in ogni tempo la sua forza, preghiamo.
  • Per chi è lontano dalle fede e dalla vita cristiana, affinché trovi sulla sua strada l’occasione di incontrarsi con Gesù, pane vero che dà un senso pieno alla nostra vita, preghiamo.
  • Per la nostra comunità, perché cresca nella fede attorno alla parola di Dio e all’Eucaristia, celebrata insieme nella fraternità, preghiamo.
  • Per ciascuno di noi, affinché il pane condiviso in ogni Eucaristia ci faccia crescere nella solidarietà verso i nostri fratelli, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ogni giorno ci fai dono del pane che ci alimenta, fa’ che riconosciamo nel tuo Figlio Gesù il pane vero, disceso dal cielo per la vita che non conosce tramonto. Per Cristo, nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 8 agosto 2021

8 agosto

19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono il pane vivo disceso dal cielo

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. Letture e introduzioni – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, raccontato per ben sei volte dagli evangelisti, nel Vangelo di Giovanni assume un’importanza speciale. Non solo perché si distende per oltre 70 versetti (quest’anno la liturgia, oltre a questa, ce lo proporrà nelle prossime due domeniche, prima e dopo la solennità dell’Assunta), ma perché Gesù si concede alle folle intrecciando un dialogo spiritualmente ricchissimo e con gente che non appare particolarmente preparata a comprenderlo

PRIMA LETTURA

Io farò piovere pane dal cielo per voi.                                     

La liberazione dall’Egitto è stata grandiosa, ma il viaggio nel deserto si fa difficile e gli ebrei si lamentano con Mosè e Aronne, che chiedono pane e carne. Dio risponde mandando al popolo la manna e le quaglie.

 Dal libro dell’Esodo.                                                                                              Es 16,2-4.12-15

In quei giorni, nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne.
Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».
Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge. Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio”».
La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino c’era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c’era una cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 77 (78)

Il salmista loda il Signore, che accompagna con la sua generosità la storia del suo popolo. E fa riferimento anche alla misteriosa manna piovuta dal cielo nei giorni del deserto.

Rit. Donaci, Signore, il pane del cielo.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato n
on lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Diede ordine alle nubi dall’alto
e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo
e diede loro pane del cielo.

L’uomo mangiò il pane dei forti;
diede loro cibo in abbondanza.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.

SECONDA LETTURA

Rivestite l’uomo nuovo, creato secondo Dio.                   

Agli Efesini Paolo ricorda che sono diventati nuove creature con il battesimo, e li invita alla coerenza, ad abbandonare la precedente vita pagana e la loro vecchia condotta. Li esorta a non smettere di rinnovarsi e di vivere la vita nuova.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.                                                  Ef 4,17.20-24

Fratelli, vi dico e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri.
Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                     Mt 4,4b

Alleluia, alleluia.

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Alleluia.

 VANGELO

Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!                                        

Dopo la moltiplicazione del pane, Gesù si ritira in un luogo solitario per pregare, ma la gente continua a cercarlo. Il miracolo li ha colpiti e sono vivamente interessati a non chiudere quell’esperienza. Gesù inizia con loro un dialogo che si farà man mano più intenso, nel quale rivelerà fino in fondo la sua identità.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                       Gv 6,24-35

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, si ritira in disparte a pregare, attraversa il lago insieme agli apostoli. Ma viene ancora una volta inseguito dalla folla, che, come dice Giovanni, sale sulle barche e lo raggiunge a Cafarnao. Al vederli, Gesù dice loro apertamente che lo cercano perché hanno mangiato e si sono saziati. Sono solo interessati al pane materiale, e per questo sono anche disposti a riconoscere che lui è l’atteso messia e a proclamarlo re, ma non sono disposti ad andare oltre.

Il dialogo con chi lo ha seguito
Gesù questa volta non moltiplica il pane, ma li invita a riflettere su chi ha compiuto il miracolo e ad attendere un altro pane, quello che li sfamerà per sempre. La folla sembra dimostrarsi disponibile e chiede: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». «L’opera da compiere è una sola», risponde Gesù: «credere in colui che Dio ha mandato». Ma la gente è perplessa, vuole vedere altri segni per poter credere, segni più convincenti. Come se la moltiplicazione dei pani e dei pesci non reggesse il confronto con la manna e le quaglie dati al popolo da Mosè nel deserto.
Gesù dice loro di sollevarsi dal pane materiale, che toglie la fame soltanto per un giorno, e di cercare un altro pane, di cui hanno bisogno, anche se non lo sanno.
Certo nutrirsi ha la sua importanza, Gesù lo ha dimostrato moltiplicando il pane. Ma il suo non è stato soltanto un gesto di solidarietà. Se loro pensano di essere esonerati dalla fatica per il cibo quotidiano e chiedono: «Signore, dacci sempre questo pane», Gesù chiarisce fino in fondo il cammino di fede a cui li vuole condurre e dice loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Il pane di ogni giorno non ci basta
Gesù dunque gioca scoperto con chi lo ha seguito e dichiara apertamente di essere lui il vero pane, quello che sfama per sempre. Ma la folla non riesce a fare il passo e ad accogliere fino in fondo le sue parole e la sua persona.
Gesù si rivela ed è curioso che sembra farlo di preferenza con la gente semplice e meno complicata, quella che forse non è nemmeno in grado di capire. Così ha fatto con la samaritana, parlando dell’acqua viva, che disseta in eterno, e che si è fatta poi annunciatrice entusiasta del messia tra i suoi compaesani (Gv 4,1-26).
A quella folla sembra proprio bastare il miracolo. Non immagina e non cerca altro che il prodigio e la possibilità di perpetuarlo. Gesù non li accontenta, eppure «Dio che non esaurisce i nostri desideri, è fedele alle sue promesse» (Dietrich Bonhoeffer) e risponde ai nostri desideri più profondi. Gesù si rivela loro come colui che realmente sazia la fame e spegne la sete di ogni uomo.
Noi oggi che abbiamo il pane, in realtà spesso non abbiamo fame perché siamo sazi, indifferenti, apatici. È la malattia del nostro tempo. E siamo denutriti nella fede, non abbiamo il desiderio di ricercare, di approfondire, di vivere in una dimensione più a misura della nostra grandezza di figli di Dio. Ma a tanti sembra bastare il benessere assicurato, il conto in banca, una bella casa… Un piatto pieno di carne, la bocca piena di manna. Troppo poco per dare un senso alla vita, per spegnere la nostra fame e la nostra sete. «Appena compresi che Dio esiste, capii che non potevo far altro che vivere per lui. Dio è così grande, c’è una tale differenza fra Dio e tutto ciò che non è Dio…» (Charles de Foucauld). C’è addirittura chi si dà a qualcosa di esoterico per soddisfare il proprio bisogno di spiritualità.

Il pane dei nostri altari ogni domenica
Gesù ci dice oggi che oltre al pane ci sono bisogni più grandi, che esistono valori che valgono per oggi, per domani e per l’eternità. Nel nostro affanno di ogni giorno è lui e la sua parola che dobbiamo trovare, e dare così un significato pieno alla nostra vita e trovare la pace. Ė un’esperienza che hanno fatto in tanti: accolto Gesù, tutto prende un colore diverso, tutto diventa accettabile e rende la nostra vita degna di essere vissuta. È questa la sorpresa di chi ha conosciuto la fede: attori, attrici, imprenditori, gente comune che non ha mai dato importanza alla fede e che la scopre in modo nuovo e trasforma la propria vita.
Gesù con la moltiplicazione dei pani pensava all’Eucaristia e noi oggi non dobbiamo cadere nel facile tranello in cui finì quella folla: rimanere bloccati davanti a quell’umile pezzo di pane azzimo che riceviamo a ogni messa. Perché è proprio Gesù che riceviamo accogliendolo con gli occhi della fede.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Come il corpo ha bisogno di mangiare e bere ogni giorno, così alcuni Padri della Chiesa raccomandano la comunione quotidiana: «Se è quotidiano questo pane, perché aspetti un anno per riceverlo? Ricevi ogni giorno ciò che ogni giorno ti giova. Vivi in modo tale da meritare di riceverlo ogni giorno. Colui che non merita di riceverlo ogni giorno, non merita di riceverlo dopo un anno» (Sant’Ambrogio).

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4. Parola da Vivere – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

COMMENTO

La folla, di fronte al segno compiuto da Gesù con la condivisione del pane e dei pesci, ha frainteso il significato e ha tentato di impadronirsi di Gesù, facendolo re, pensando così di assicurarsi il pane quotidiano. Gesù faticherà non poco per cancellare questa illusione e annunciare il dono del pane di vita eterna.
Questa prima parte del grande discorso eucaristico, ma non solo, mira a far giungere la folla a chiedere a Gesù: «Signore, dacci sempre questo pane».
Certo, è una cosa buona che la folla lo cerchi ancora, dopo che lui si è sottratto al tentativo di acclamarlo come re, ma Gesù inizia la sua “catechesi” con un piccolo rimprovero: avete mangiato il pane, vi siete saziati, ma non avete colto che è un segno e siete rimasti legati al gusto di una realtà materiale.
Quindi passa a indicare tre passi di crescita spirituale, per arrivare a chiedere il pane della vita eterna.
Primo passo. Comprendere che c’è un altro pane, quello della vita eterna, che soltanto Gesù può donare, perché ha ricevuto questo incarico direttamente dal Padre. Per accogliere questo pane, bisogna “darsi da fare”.
Secondo passo. La folla sa già che non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (cf Dt 8,3), e chiede a Gesù a quali punti della Legge deve fare riferimento per poter ricevere questo pane. Ma la risposta di Gesù è diversa: non basta più l’osservanza della Legge, bisogna credere in lui, che è stato mandato dal Padre per portare in dono la vita eterna. Quindi, tutti i precetti della Legge ora sono riassunti nel credere in Gesù.
Terzo passo. Di fronte alla richiesta della folla di agire come Mosè, Gesù rifiuta di paragonarsi a lui e sposta l’attenzione sull’opera del Padre: è lui che ha dato il pane nel deserto, non Mosè; quel pane era solo un’anticipazione del vero pane che viene dal cielo e comunica la vita eterna, non solo a Israele, ma al mondo intero.
La folla ora capisce che c’è un nuovo pane e lo chiede, aspettandosi probabilmente un nuovo precetto, una nuova interpretazione della Legge o un nuovo prodigio.
Invece a questo punto Gesù va molto oltre e rivela di sé una verità inimmaginabile: il pane che viene dal cielo e dà la vita è proprio lui, Gesù, che è venuto a sfamare e dissetare quelli che credono in lui. Domenica prossima vedremo come reagirà la folla a questa rivelazione.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La folla è legata al gusto delle cose terrene. Gesù non le sminuisce, ma invita ad andare oltre e a mirare alle cose che non finiscono, quelle dello spirito. Dentro di noi c’è ancora contrasto tra spirito e materia? Di cosa abbiamo bisogno per giungere all’armonia, che è anticipazione della vita eterna?
  2. L’armonia tra materia e spirito non è solo frutto del nostro impegno, ma è anzitutto dono di Gesù. Ci stiamo “dando da fare”, per accogliere questo dono?
  3. L’opera di Dio è credere in Gesù, mandato dal Padre. Interroghiamoci sulla nostra fede in Gesù: è viva e in movimento, oppure è ferma come una cosa acquisita una volta per sempre?
  4. I credenti sono immersi nell’amore del Padre e del Figlio, che li raggiunge attraverso l’opera dello Spirito Santo. Quanto e come la nostra vita spirituale è alimentata da questa verità fondamentale della fede?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Verifichiamo se la nostra fede in Gesù produce frutti di amore per i fratelli.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che anche oggi ci doni il pane di vita eterna, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che ci chiami ogni giorno a vivere la vita nuova, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci chiedi di fidarci di te e della tua parola, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

  • Celebrante. Gesù ci è rivelato a chi lo seguiva e ha chiesto di accoglierlo come pane che sfama per la vita eterna. Ci apriamo a lui e alla sua parola, dicendo insieme:

Signore, tu sei il pane disceso dal cielo.

  • Per la Chiesa, affinché con fede viva celebri senza stancarsi l’Eucaristia per nutrire il popolo di Dio, preghiamo.
  • Per i governanti, gli operatori della società, affinché pienamente solidali non facciano mancare a nessuno il necessario per vivere, preghiamo.
  • Per la nostra comunità, sostenga chi tra di noi si occupa dell’assistenza ai più disagiati, e trovi nella solidarietà di tanti, il necessario per operare con generosità, preghiamo.
  • Per ciascuno di noi: Cristo che moltiplica il pane e ci dà l’Eucaristia, ci spinga ad aprire gli occhi per riconoscerlo davvero con una fede viva, preghiamo.

Celebrante. Ascolta, o Padre, queste nostre invocazioni. Ci siamo rivolti a te con fiducia nel nome di Gesù, che ha sfamato generosamente e condiviso il pane con chi lo seguiva. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 1 agosto 2021

1 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cercate un altro pane, quello che sfama per sempre

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

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Un anno straordinario

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2. Letture e introduzioni – 25 luglio 2021

25 luglio

17ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Pane per tutti, benedetto e condiviso

Da oggi e per cinque domeniche interrompiamo la lettura del Vangelo di Marco per leggere il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci nel racconto di Giovanni.
Questo tra i miracoli è certamente il più spettacolare e segna il massimo trionfo di Gesù. La gente ne è impressionata, mangia a sazietà, pensa di aver trovato il messia e vuole proclamarlo re. Ma sarà anche per Gesù la sconfitta più clamorosa, perché rifiuteranno di riconoscerlo nella sua vera identità.

PRIMA LETTURA

Ne mangeranno e ne faranno avanzare.  

Un uomo dà a Eliseo venti pani d’orzo e un po’ di grano novello, e il profeta a nome di Dio gli dice di distribuirli alla gente. È poca cosa e sono in tanti, ma ne mangeranno cento persone e ne avanzeranno.

 Dal secondo libro dei Re.             2Re 4,42-44

In quei giorni, da Baal-Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.

Parola di Dio.

 SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 144 (145)

Il salmista loda e glorifica Dio. Un Dio fedele e provvidente, che assicura il necessario a ogni creatura.

Rit. Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

 SECONDA LETTURA

Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.                        

Continua la lettera agli Efesini. Paolo, che si dichiara prigioniero a motivo del Signore, li esorta all’unità, alla carità, a rispondere degnamente alla chiamata vocazionale ricevuta.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.                      Ef 4,1-6
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo
battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO        Lc 7,16

Alleluia, alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.

VANGELO

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.                             

Gesù moltiplica pane e pesci per cinquemila persone. È questo uno dei miracoli che più è rimasto impresso negli apostoli. E dopo aver compiuto questo gesto di generosità nei confronti di chi l’aveva seguito con tanta fiducia, Gesù si scopre e si rivela con chiarezza, ma la folla non lo capisce e lo rifiuta.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                          Gv 6,1-15

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore.