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3. Commento alle Letture – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata nazionale per la vita)

UNA GIORNATA DI GESÙ: EVANGELIZZARE, GUARIRE, PREGARE

 

COMMENTO

L’autore del libro di Giobbe non trova una risposta di senso per il dolore dell’innocente, solo chiede di avere fiducia in Dio che tutto sa, anche ciò che l’uomo non può comprendere. Gesù, a questa domanda drammatica degli uomini di ogni tempo, non offre una risposta teorica, ma condivide la condizione dell’innocente perseguitato e ucciso e mostra che il Figlio di Dio soffre proprio come ogni uomo e con il suo sacrificio è causa di salvezza dell’umanità.
L’amore di Cristo è totalmente gratuito e non arretra di fronte alle difficoltà, alla persecuzione e alla morte. Da lui l’apostolo Paolo ha imparato la gratuità nel por- tare il Vangelo ai pagani, perché non c’è dono più grande di questo: offrire a tutti la strada della conoscenza di Dio e della salvezza eterna.
L’amore di Gesù si diffonde nella vita quotidiana. È questo che prova a mostrare Marco, presentandoci una giornata-tipo di Gesù.
La prima scena è familiare. Dopo l’ascolto della parola di Dio nella sinagoga, Gesù e i suoi primi discepoli si spostano in casa e lì trovano un problema: la suocera di Pietro ha la febbre. In quel tempo la febbre era considerata malattia in sé, non solo un sintomo. Probabilmente ella era la donna che “governava” la casa. Possiamo immaginare che, per la presenza di ospiti in casa, ci sia stato del disagio, per quanto piccolo e risolvibile diversamente. Ma Gesù la guarisce. Può sembrare un miracolo piccolo e semplice, invece è molto significativo: i discepoli, che non sanno come intervenire, pregano; Gesù si fa vicino all’inferma, la prende per mano e la “risuscita” (il verbo usato è quello della risurrezione); la donna riacquista la piena salute. Quindi Marco sottolinea la conclusione: ella si mette a servire. Il legame tra il dono della guarigione e il servizio ai fratelli è un elemento di non piccola importanza per la vita spirituale e la carità quotidiana di una comunità cristiana.
La seconda scena è collocata dopo il tramonto, quando, finiti gli obblighi del sabato, ci si poteva muovere liberamente. Gesù si reca nel luogo in cui la gente si raduna e così incontra “la città” e si prende cura di chi ha bi- sogno. Non aspetta, va dove ci sono le persone bisogno- se della sua parola e del suo aiuto. Ma non accetta pubblicità, tanto meno dai demòni che è venuto a scacciare, perché la conoscenza che hanno di lui non è legata alla fede e all’amore, ma alla paura. Egli vuole che la gente impari a riconoscerlo Messia da come lui parla e agisce, e non dalla paura rabbiosa dell’avversario.
La terza scena è più complessa. Gesù si alza di notte e si apparta per pregare. La preghiera per lui è il dialogo di amore con suo Padre, che gli serve come l’aria che respira e da cui trae chiarezza per la sua missione ed energia per portarla avanti. I discepoli invece non lo capiscono (è la prima di una lunga serie di incomprensioni), anzi sembra che lo rimproverino, dicendogli più o meno così:

«Come mai sei qui, dal momento che tutti ti cercano? Ieri hai avuto molto successo, perché non ti preoccupi di utilizzarlo?». Ma Gesù, fresco di dialogo con il Padre, sa bene cosa deve fare: andare altrove per annunciare il Van- gelo, libero da qualunque legame o interesse personale.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La suocera. Il Signore ogni giorno ci fa dei doni, non principalmente per il nostro benessere psico-fisico, ma anzitutto per metterci in condizione di amare e servire i fratelli.
  2. Gesù va dove si raduna la gente e dove chi ha bi- sogno può incontrarlo. Certamente questo atteggiamento di Gesù interpella tutta la Chiesa: i vescovi, i preti, i diaconi, i laici impegnati, e ciascuno di noi.
  3. Gesù fa tacere i demòni, non vuole pubblicità da loro. Quanti, senza fede autentica, elogiano la Chiesa, i suoi insegnamenti e i suoi “valori” per interesse politico o ideologico, somigliano a quei demòni. Gesù li farebbe tacere.
  4. Gesù ha bisogno di pregare. Dall’incontro con il Padre riceve consapevolezza di sé, chiarezza per la mis sione e libertà assoluta da tutti i condizionamenti. Gli apostoli non sono ancora liberi dalla mentalità di questo mondo. E noi?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Facciamoci vicini a parenti, amici e conoscenti che stanno soffrendo, per sostenerli e aiutarli.

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2. introduzioni – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata nazionale per la vita)

UNA GIORNATA DI GESÙ: EVANGELIZZARE, GUARIRE, PREGARE

PRIMA LETTURA

Notti di affanno mi sono state assegnate.
Giobbe, fedele a Dio, è colpito da sciagure nella famiglia e nella salute. Non si ribella a Dio, ma non accetta facili spiegazioni sulla presenza della sofferenza nella sua vita. Legge lucidamente la propria condizione, ha perso ogni speranza, ma non rinuncia a dialogare con Dio. Vuole capire il perché della sua sofferenza. La risposta la darà solo Gesù, sulla croce.

 

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 146 (147)
Il Salmo ci invita a riconoscere l’amore del Signore che salva i sofferenti e i poveri. La riconoscenza si esprime con il canto e la lode.

SECONDA LETTURA

Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Ci sono uomini che, incaricati da Dio, dedicano la loro vita all’annuncio del Vangelo. La comunità, che riceve questo dono deve contribuire al loro mantenimento. Paolo ha rinunciato a questo diritto, si mantiene con il proprio lavoro e at- tende la ricompensa dal Signore. Per lui evangelizzare è obbedienza al Signore e, insieme, impulso irrefrenabile, che nasce dall’essere e sentirsi apostolo.

VANGELO

Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
L’evangelista Marco si impegna a presentare il Messia in azione in una intera giornata, il sabato, che la Legge imponeva di dedicare solo a Dio. Gesù mette insieme Dio e i fratelli. Con il Padre si mette in ascolto e in dialogo, per ricevere luce e forza per la sua missione; con i fratelli annuncia il Van- gelo del Regno e guarisce, vincendo ogni sorta di male, che rende schiavo l’uomo.

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4. Letture – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata nazionale per la vita)

UNA GIORNATA DI GESÙ: EVANGELIZZARE, GUARIRE, PREGARE

PRIMA LETTURA

Notti di affanno mi sono state assegnate.
Giobbe, fedele a Dio, è colpito da sciagure nella famiglia e nella salute. Non si ribella a Dio, ma non accetta facili spiegazioni sulla presenza della sofferenza nella sua vita. Legge lucidamente la propria condizione, ha perso ogni speranza, ma non rinuncia a dialogare con Dio. Vuole capire il perché della sua sofferenza. La risposta la darà solo Gesù, sulla croce.

Dal libro di Giobbe                                Gb 7,1-4.6-7

Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono  toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono  state assegnate. Se mi corico dico: «Quando mi alzerò?».
La notte si fa lunga
e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola, svaniscono senza un filo di speranza. Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 146 (147)

Il Salmo ci invita a riconoscere l’amore del Signore che salva i sofferenti e i poveri. La riconoscenza si esprime con il canto e la lode.

Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.

Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

SECONDA LETTURA

Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Ci sono uomini che, incaricati da Dio, dedicano la loro vita all’annuncio del Vangelo. La comunità, che riceve questo dono deve contribuire al loro mantenimento. Paolo ha rinunciato a questo diritto, si mantiene con il proprio lavoro e at- tende la ricompensa dal Signore. Per lui evangelizzare è obbedienza al Signore e, insieme, impulso irrefrenabile, che nasce dall’essere e sentirsi apostolo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                     1 Cor 9,16-19.22-23

Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ri- compensa? Quella di annunciare gratuitamente il Van- gelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO         

Mt 8,17

Alleluia, alleluia.

Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.

Alleluia.

VANGELO

Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
L’evangelista Marco si impegna a presentare il Messia in azione in una intera giornata, il sabato, che la Legge imponeva di dedicare solo a Dio. Gesù mette insieme Dio e i fratelli. Con il Padre si mette in ascolto e in dialogo, per ricevere luce e forza per la sua missione; con i fratelli annuncia il Van- gelo del Regno e guarisce, vincendo ogni sorta di male, che rende schiavo l’uomo.

Dal vangelo secondo Marco       Mc 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli porta- vano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non per- metteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti so- no venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata nazionale per la vita)

UNA GIORNATA DI GESÙ: EVANGELIZZARE, GUARIRE, PREGARE

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre misericordioso, noi a volte sprechiamo in cose inutili il tempo che tu ci doni. Kyrie, eleison.
  • Cristo, non abbiamo aiutato i fratelli infermi che avevano bisogno del nostro aiuto e del nostro conforto. Christe, eleison.
  • Spirito Santo, abbiamo trascurato i tuoi inviti a de- dicare tempo alla preghiera. Kyrie, eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù prega e il Padre lo ascolta, come ascolta anche oggi le preghiere della Chiesa e di ciascuno di noi. Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

  • Perché, quando si tratta di assistere i nostri fratelli in difficoltà, ci doni la forza di non tirarci indietro. Preghiamo.
  • Perché la nostra fede non vacilli nei momenti della tentazione che proviene dalla sofferenza. Preghiamo.
  • Perché gustiamo la gioia di servire i nostri fratelli gratuitamente e con costanza. Preghiamo.
  • Perché, nell’ora della difficoltà, il tuo Spirito ci sostenga con la sua luce e la sua forza. Preghiamo.

Padre, donaci il tuo Santo spirito, perché ci aiuti a rinnovare ogni giorno la nostra fiducia nel tuo amore misericordioso, che ci salva in ogni situazione. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 FEBBRAIO

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata nazionale per la vita)

UNA GIORNATA DI GESÙ: EVANGELIZZARE, GUARIRE, PREGARE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. introduzioni – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale dei malati di lebbra)

GESÙ, PAROLA CHE LIBERA

PRIMA LETTURA

Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Dio parla al suo popolo per mezzo di uomini scelti da lui. Ci sono anche uomini che si presentano a nome suo e sono falsi profeti. Mosè annuncia che il Signore non farà mancare profeti al suo popolo, perché tutti sappiano qual è la sua volontà e possano obbedire e così ottenere la sua benedizione. Le parole del falso profeta non si realizzeranno e saranno causa della sua rovina. Gesù sarà il profeta non semplicemente «pari», ma superiore a Mosè.

Dal libro del Deuteronomio Dt 18,15-20

Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 94 (95)

Il salmista invita i credenti a riconoscere le opere meravigliose di Dio e a lodarlo con gioia. La risposta che il Signore aspetta dai credenti è l’ascolto della sua parola.

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

SECONDA LETTURA

La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
In Israele chi non era sposato e non aveva figli era disprezzato. Paolo sembra qui stabilire una specie di superiorità del celibato. Non è così. Egli non vuole sminuire il valore del matrimonio, ma constata che chi è celibe, e riconosce in questo stato la propria vocazione, è più libero per servire Dio e i fratelli.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 7,32-35

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio.

VANGELO

Insegnava loro come uno che ha autorità.
Marco, dopo aver raccontato il primo annuncio e la chiamata dei quattro discepoli, inserisce il primo miracolo di Gesù nel contesto del suo insegnamento: la sua parola è efficace e produce liberazione e salvezza. Gesù libera un uomo dal potere diabolico; così Marco suggerisce il senso globale della sua missione: liberare l’umanità intera dalla schiavitù del peccato.

Dal vangelo secondo Marco Mc 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

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4. Letture – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale dei malati di lebbra)

GESÙ, PAROLA CHE LIBERA

PRIMA LETTURA

Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Dio parla al suo popolo per mezzo di uomini scelti da lui. Ci sono anche uomini che si presentano a nome suo e sono falsi profeti. Mosè annuncia che il Signore non farà mancare profeti al suo popolo, perché tutti sappiano qual è la sua volontà e possano obbedire e così ottenere la sua benedizione. Le parole del falso profeta non si realizzeranno e saranno causa della sua rovina. Gesù sarà il profeta non semplicemente «pari», ma superiore a Mosè.

Dal libro del Deuteronomio Dt 18,15-20

Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 94 (95)

Il salmista invita i credenti a riconoscere le opere meravigliose di Dio e a lodarlo con gioia. La risposta che il Signore aspetta dai credenti è l’ascolto della sua parola.

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

SECONDA LETTURA

La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
In Israele chi non era sposato e non aveva figli era disprezzato. Paolo sembra qui stabilire una specie di superiorità del celibato. Non è così. Egli non vuole sminuire il valore del matrimonio, ma constata che chi è celibe, e riconosce in questo stato la propria vocazione, è più libero per servire Dio e i fratelli.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 7,32-35

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO         

Mt 4,16

Alleluia, alleluia.

Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta.

Alleluia.

VANGELO

Insegnava loro come uno che ha autorità.
Marco, dopo aver raccontato il primo annuncio e la chiamata dei quattro discepoli, inserisce il primo miracolo di Gesù nel contesto del suo insegnamento: la sua parola è efficace e produce liberazione e salvezza. Gesù libera un uomo dal potere diabolico; così Marco suggerisce il senso globale della sua missione: liberare l’umanità intera dalla schiavitù del peccato.

Dal vangelo secondo Marco Mc 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GENNAIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale dei malati di lebbra)

GESÙ, PAROLA CHE LIBERA

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre, abbiamo dato ascolto a tante parole che ingannano. Abbi pietà di noi.
  • Cristo, tu ci offri la parola che ci libera e noi abbiamo chiuso orecchi e cuore. Abbi pietà di noi.
  • Spirito Santo, tu ci illumini, ma noi abbiamo trascurato la parola di Gesù. Abbi pietà di noi.

 

PREGHIERA UNIVERSALE

Signore Gesù, non sei solo un profeta autorevole ma il Verbo di Dio fatto carne. La tua presenza nella storia è già salvezza, ieri, oggi e sempre. Ti chiediamo: Signore, donaci sempre la tua parola.

  • Perché ogni giorno possiamo desiderare ardentemente di trovare il tempo per ascoltarti e pregarti. Preghiamo.
  • Perché sappiamo riconoscere i veri maestri inviati da te e smascherare i falsi profeti. Preghiamo.
  • Perché, fiduciosi nella tua misericordia, ci presentiamo a te per essere liberati in tutte le nostre tentazioni. Preghiamo.
  • Perché, anche quando siamo presi dalle preoccupazioni di questo mondo, mettiamo sempre te al primo posto nel nostro cuore. Preghiamo.

Gesù, Signore nostro, accogli le nostre preghiere e con il dono del tuo Spirito liberaci da tutte le spinte al male che ci vengono da noi stessi e dal mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.