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6. Vignetta di RobinHood – IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28
GENNAIO

IV
DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata
mondiale dei malati di lebbra)

GESÙ,
PAROLA CHE LIBERA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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6. Vignetta di RobinHood – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GENNAIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ CHIAMA, SUBITO LO SEGUONO

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GENNAIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ CHIAMA, SUBITO LO SEGUONO

RICHIESTE DI PERDONO

  • Padre, hai mandato tuo Figlio a rivelare il tuo amore, ma noi spesso non lo ascoltiamo. Kyrie eleison.
  • Cristo, ogni giorno ci inviti a vivere e diffondere il Vangelo, ma noi a volte lo dimentichiamo. Christe eleison.
  • Spirito Santo, tu ci fai comprendere la bellezza della nostra vocazione, ma noi corriamo dietro ad altre distrazioni. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Signore Gesù ci ha presentato il volto paterno di Dio. Per questo con la fiducia dei figli rivolgiamo a lui la nostra preghiera e diciamo insieme: Padre di Gesù e nostro, ascoltaci.

  • Perché coltiviamo nel cuore desideri di bene, di pace e di giustizia. Preghiamo.
  • Perché, nella Chiesa sorgano tanti uomini e donne capaci di indirizzare i giovani a Gesù. Preghiamo.
  • Perché riusciamo ogni giorno a trovare il tempo e il silenzio per incontrare e ascoltare il Signore Gesù. Preghiamo.
  • Perché sappiamo testimoniare alle persone che incontriamo i grandi doni che hai fatto a ciascuno di noi. Preghiamo.

O Padre, nel tuo Figlio Gesù Cristo ti sei lasciato conoscere dai discepoli. Fa’ che le nostre giornate siano piene di te e siano spese al servizio tuo e dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

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4. Letture – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GENNAIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ CHIAMA, SUBITO LO SEGUONO

PRIMA LETTURA

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Giona rappresenta la mentalità degli Ebrei integralisti, che pretendevano di essere gli unici ad avere diritto alla salvezza. Per questo il profeta non accetta di predicare a Ninive, non condividendo l’atteggiamento di misericordia di Dio verso i pagani. La conversione immediata dei Niniviti diventa un rimprovero agli israeliti, i quali, pur conoscendo bene Dio, non si convertono e non aprono il cuore alla misericordia verso tutti.

Dal libro del profeta Giona         Gio 3,1-5.10

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 24 (25)

La certezza della misericordia di Dio alimenta la fede del salmista e lo spinge a desiderare ardentemente di conoscere la strada giusta da percorrere nella sua vita di credente perdonato.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA

Passa la figura di questo mondo.
Sbaglia chi interpreta queste parole di Paolo come una svalutazione degli affetti e dei beni di questo mondo. A lui preme moltissimo che chi ha scelto di seguire Cristo imposti la sua vita e la sua scala di valori, mettendo al primo posto ciò che rimane in eterno.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 7,29-31

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO         

Mc 1,15

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.

Alleluia.

VANGELO

Convertitevi e credete al Vangelo.
Il regno di Davide non esiste più da tempo, i suoi discendenti non sono stati all’altezza nella fede. Il Primo Testamento è pieno della promessa che Dio stesso regnerà. Per questo l’annuncio di Gesù sulla vicinanza del Regno di Dio è esplosivo: la più bella notizia che gli Ebrei potessero attendersi. Per entrare in questo Regno, è necessario cambiare modo di pensare Dio, gli uomini e la storia. Gesù è il primo evangelizzatore e subito chiama altri a collaborare con lui.

Dal vangelo secondo Marco       Mc 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

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3. Commento alle Letture – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GENNAIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ CHIAMA, SUBITO LO SEGUONO

COMMENTO

La storia conosce tante guerre tra i popoli, originate o giustificate dalla religione. Anche il Primo Testamento le conosce e anche noi cristiani non ne siamo rimasti immuni. Il profeta Giona viene progressivamente educato dal Signore, perché arrivi a comprendere che il Dio d’Israele è misericordioso e vuole salvare tutti i popoli. Gesù ci ha fatto conoscere che Dio è Padre misericordioso per tutti. Lui è salito sulla croce per ottenere la salvezza per tutti. L’umanità sta soffrendo la strumentalizzazione del nome di Dio per uccidere. I cristiani, proprio in questo tempo, sono chiamati a mostrare al mondo che il Signore ama tutti, rispetta la libertà di tutti e vuole salvare tutti.
L’attaccamento ai beni di questo mondo è la radice di tutti i contrasti e le guerre. San Paolo indica una strada di pace interiore e di armonia tra le persone e i popoli: riconoscere che i beni terreni passano e che tutti siamo chiamati alla vita eterna può aiutare persone, gruppi e popoli a trovare le strade della pace e della solidarietà.
Il vangelo porta la bella notizia della salvezza. L’arresto di Giovanni, per Marco, non è cronaca ma teologia: è il segno che è finita la sua missione e inizia quella di Gesù. Il modo con cui il Battista esce di scena è pure una chiara indicazione di come terminerà anche la missione di Gesù.
La predicazione di Gesù, dopo il battesimo al Giordano e le tentazioni nel deserto, inizia in Galilea. Con questo Marco sottolinea che il Vangelo è per tutti, anche per i pagani, presenti in Galilea e nei territori vicini. Infatti, le folle che seguono Gesù attorno al lago sono composte di ebrei e pagani.
Se il tempo è compiuto, vuol dire che l’attesa è finita, che colui che si attendeva è arrivato e così Dio ha mantenuto la sua promessa. Se il tempo è compiuto, vuol dire anche che non c’è tempo da perdere e bisogna decidere se credere e seguire Gesù o no, subito.
Il Regno di Dio si è fatto vicino, cioè è già presente, anche se non ancora compiuto; ma non è un territorio; invece, è un modo nuovo di esercitare la regalità, il modo proprio di Dio, che è molto diverso dal modo degli uomini; Gesù rappresenta proprio la regalità divina in azione: viene non per sottomettere gli uomini, ma per dare la propria vita per loro e salvarli.
«Convertitevi» è l’imperativo che dice l’assoluta necessità di cambiare modo di pensare e, di conseguenza, modo di agire e di vivere. È chiara la continuità con la predicazione del Battista, ma qui non è annunciato nessun castigo: la motivazione della conversione è positiva, è nella “vicinanza” del Regno, cioè di Gesù.
Inoltre, l’ultima frase, «credete nel Vangelo», offre la motivazione più forte per una vera conversione: ci è annunciata la bella notizia della vita nuova, quella che Gesù porta per tutti, è la salvezza. Il garante di questa bella notizia è Gesù stesso, anzi è proprio lui la bella novità che è entrata nel mondo, perché gli uomini diventino nuovi anch’essi.
La chiamata dei primi quattro discepoli avviene lontano da Gerusalemme, dal centro della vita religiosa degli Ebrei; i Galilei sono Ebrei di serie B. I quattro sono gente comune, pescatori, senza nessun titolo, culturalmente e religiosamente significativo, non ricchi, ma neanche in miseria. Marco attribuisce loro un solo titolo di merito: immediatamente lasciano tutto e seguono Gesù che li chiama. La promessa che Gesù fa è certamente legata alla loro professione e già annuncia la missione: «vi farò diventare pescatori di uomini». Ma la metafora è paradossale: infatti chi pesca i pesci li fa morire, gli apostoli invece pescheranno gli uomini per salvarli. È chiaro pure che per seguire Gesù bisogna lasciare qualcosa: i primi quattro apostoli lasciano lavoro e famiglia; Pietro in seguito dirà: «abbiamo lasciato tutto…».

 

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Il tempo è compiuto». La sindrome dell’immortalità ci tocca. Viviamo questa vita come se avessimo a disposizione l’eternità e, quando si avvicina la vecchiaia o una malattia seria, restiamo stupiti che tocchi proprio a noi. Oggi ci chiediamo se al tempo compiuto del Vangelo corrisponda una scelta “compiuta” di seguire Cristo e lasciare ciò che ci ostacola.
  2. «Il regno di Dio è vicino». Ci basta fare un passo e tocchiamo il Signore Gesù. Non dobbiamo andare lontano, né aspettare. Lui è qui. Ci chiediamo se crediamo davvero e se, in tutto ciò che facciamo e diciamo, è presente lui.
  3. «Convertitevi». Ma se siamo già battezzati, cresimati… ordinati…! Man mano che andiamo avanti nella vita spirituale, somigliamo a quegli scienziati che più sanno e più si accorgono che si allarga la loro ignoranza. Se seguiamo il Signore, sappiamo che non abbiamo finito di convertire i nostri pensieri, le nostre parole, azioni, sentimenti.
  4. «Credete nel Vangelo». La bella notizia è sempre nella prima pagina del nostro giornale. Perciò qualunque tristezza, per la presenza del male in noi, nelle persone che amiamo e frequentiamo, e nel mondo, non può durare a lungo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Quando ci rendiamo conto che il Signore ci chiede di fare qualcosa di buono, facciamolo subito.

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2. introduzioni – III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GENNAIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ CHIAMA, SUBITO LO SEGUONO

PRIMA LETTURA

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Giona rappresenta la mentalità degli Ebrei integralisti, che pretendevano di essere gli unici ad avere diritto alla salvezza. Per questo il profeta non accetta di predicare a Ninive, non condividendo l’atteggiamento di misericordia di Dio verso i pagani. La conversione immediata dei Niniviti diventa un rimprovero agli israeliti, i quali, pur conoscendo bene Dio, non si convertono e non aprono il cuore alla misericordia verso tutti.

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 24 (25)

La certezza della misericordia di Dio alimenta la fede del salmista e lo spinge a desiderare ardentemente di conoscere la strada giusta da percorrere nella sua vita di credente perdonato.

SECONDA LETTURA

Passa la figura di questo mondo.
Sbaglia chi interpreta queste parole di Paolo come una svalutazione degli affetti e dei beni di questo mondo. A lui preme moltissimo che chi ha scelto di seguire Cristo imposti la sua vita e la sua scala di valori, mettendo al primo posto ciò che rimane in eterno.

VANGELO

Convertitevi e credete al Vangelo.
Il regno di Davide non esiste più da tempo, i suoi discendenti non sono stati all’altezza nella fede. Il Primo Testamento è pieno della promessa che Dio stesso regnerà. Per questo l’annuncio di Gesù sulla vicinanza del Regno di Dio è esplosivo: la più bella notizia che gli Ebrei potessero attendersi. Per entrare in questo Regno, è necessario cambiare modo di pensare Dio, gli uomini e la storia. Gesù è il primo evangelizzatore e subito chiama altri a collaborare con lui.

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2. introduzioni – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

PRIMA LETTURA

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
Israele attraversa un tempo difficile e il Signore sceglie un giovane per renderlo suo profeta. Egli lo chiama più volte per nome, ma Samuele non ha ancora fatto esperienza del modo di agire e di parlare di Dio. Il Sommo Sacerdote Eli gli dà il consiglio giusto e Samuele ascolta e mette in pratica. Sarà lui a guidare Israele secondo il volere di Dio.

Dal primo libro di Samuele         1 Sam 3,3b-10.19

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!».
Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”».
Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE               

Dal Salmo 39 (40)

Il Salmista ha scoperto una verità decisiva sul rapporto tra l’uomo e Dio: il Signore non gradisce sacrifici di animali ma la disponibilità del credente a diffondere il suo messaggio di salvezza.

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA

I vostri corpi sono membra di Cristo.
Avere ricevuto il dono dello Spirito per alcuni Corinzi era diventato pretesto per sentirsi liberi di gestire la dimensione sessuale per il piacere. Paolo ribadisce con forza che a nessuno è permesso di usare il corpo come strumento di piacere peccaminoso, perché è tempio dello Spirito. Corpo e anima, abitati dallo Spirito Santo, sono chiamati a camminare uniti nella santità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 6,13c-15a.17-20

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Parola di Dio.

VANGELO

Videro dove dimorava e rimasero con lui.
Il Battista è il testimone della presenza e della missione del Messia. In questo brano assistiamo al passaggio dei discepoli dal gruppo del Battista alla sequela di Gesù. L’invito del Signore a seguirlo trova terreno buono in persone che si mettono alla ricerca di Dio e della verità.

Dal vangelo secondo Giovanni           Gv 1,35-42

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore.

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3. Commento alle Letture – II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GENNAIO

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

CHIAMATI AD ABITARE CON GESÙ

COMMENTO

La chiamata di Samuele è una bellissima icona della vocazione di ciascuno di noi. Una buona predisposizione all’ascolto e una aperta disponibilità a mettersi a servizio del Signore e dei fratelli aprono la strada alla voce del Signore, che chiama per nome, per affidare una missione. Il Signore conosce il vero nome di ciascuno di noi e in esso è scritto tutto ciò che noi possiamo compiere come veri figli di Dio. E quando il Signore ci chiama e rispondiamo di sì, noi abbiamo la luce interiore sufficiente per comprendere chi siamo e quale bene siamo capaci di realizzare nella nostra vita. L’esperienza dei primi discepoli chiamati da Gesù ci aiuta ad allargare ulteriormente il tema della vocazione.
La meditazione può correre e approfondirsi, concentrandosi sui verbi. Il Battista sta, ha ormai concluso la sua missione, ma fissa lo sguardo su Gesù, che invece passa e ha molta strada da percorrere, e lo riconosce come «Agnello di Dio». L’evangelista, ponendo questo appellativo sulla bocca del Battista, anticipa l’opera salvifica di Gesù, che è chiamato a sostituire definitivamente gli agnelli pasquali degli ebrei, salvando l’umanità dalla schiavitù del peccato. I discepoli di Giovanni, accolto l’annuncio che il Messia atteso è ormai arrivato, senza indugio lasciano il Battista e seguono il vero e definitivo Maestro. Gesù, chiedendo «che cosa cercate?», li aiuta a riconoscere il loro desiderio più profondo ed essi lo esprimono con una nuova domanda: «dove dimori?». Questo verbo, che in greco suona “ménein”, è ripetuto qui tre volte (dimori, dimorava, rimasero), ma in Gv 15,4-10, è ripetuto dieci volte. Si traduce con abitare, dimorare, rimanere. È il verbo che Giovanni usa per dire che Gesù abita nel Padre e il Padre abita in lui…, che i discepoli devono abitare in lui…, che le sue parole devono abitare in loro…, che il Padre e lui abiteranno nei discepoli. Si capisce allora che i discepoli chiedono a Gesù di indicare non la sua casa di mattoni, ma la casa spirituale. E dal momento che escono da quell’incontro con la chiara convinzione che Gesù è il Messia, possiamo pensare che nelle ore passate con loro (Giovanni ricorda con precisione e forse con un po’ di nostalgia l’ora precisa dell’incontro) Gesù ha iniziato a farsi conoscere e a presentare loro il Padre.
Andrea appena vede suo fratello, che certamente condivideva con lui l’attesa, lo investe con una comunicazione esplosiva: abbiamo trovato. E Gesù, nel momento in cui vede Simone, fissa lo sguardo su di lui, come chi lo conosce profondamente, e gli dà un nome nuovo. Gesto che esprime il potere di Dio e del re, i quali nel Primo Testamento, dando un nome nuovo, conferivano una nuova identità e una nuova missione. È proprio quello che fa Gesù, che riassume in sé il potere del Figlio di Dio e del Messia-Re, nei confronti di Pietro. È chiaro che i cristiani che leggono il vangelo sanno benissimo che qui è prefigurata la missione di Pietro di guidare la Chiesa dopo la partenza di Gesù.

 

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Il vertice narrativo di Matteo 2,1-12 è costituito dalla frase: si prostrarono e lo adorarono. È il giorno della genuflessione anche per noi. E anche dell’offertorio dei doni. Ma soprattutto, della decisione di tornare a casa seguendo un’altra strada» (Tonino Bello).