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4. Letture – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Geremia ha annunciato ciò che il Signore gli ha ordinato. Il risultato è l’isolamento e la persecuzione. Anche i suoi amici si sono rivoltati contro di lui. In questa situazione drammatica il profeta rinnova la sua fiducia nel Signore e aspetta la rivincita. Gesù insegnerà qualcosa di diverso.

Dal libro del profeta Geremìa                   Ger 20,10-13  

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 68 (69)

R. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. R.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza. R.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.   R.

SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.

In questo brano Paolo mette a confronto l’opera di Adamo con quella di Gesù. Adamo ha fatto entrare il peccato nel mondo e lo ha trasmesso ai suoi discendenti, esponendoli alla morte spirituale. Gesù, obbedendo al Padre, ha riversato sull’umanità la vita stessa di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani               Rm 5,12-15

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza. (Gv 15,26b.27a)

Alleluia.

VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Siamo nel capitolo in cui Matteo raccoglie le istruzioni di Gesù agli apostoli prima di mandarli in missione. Ma il discorso vale per tutti i cristiani dei tempi futuri. Chi vive e annuncia il Vangelo incontra difficoltà e persecuzioni e può subire la tentazione di rinnegare Gesù. Per questo ben tre volte risuona l’incoraggiamento: «Non abbiate paura».

Dal Vangelo secondo Matteo    Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, abbiamo temuto di non essere ascoltati e non abbiamo annunciato il Vangelo. Kyrie eleison.
  • Cristo, abbiamo avuto paura di perdere gli amici e non li abbiamo aiutati a riconoscere i loro errori. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo temuto di soffrire a causa del Vangelo e ti abbiamo messo da parte in alcune scelte. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Sac.: La tenerezza del Padre ci è rivelata in Gesù. Con lui, riconoscenti, diciamo:

Donaci, Signore, la fiducia in te.

  • La tua chiesa non sostituisca niente e nessuno a te, unico suo Signore. Preghiamo
  • Ci inviti, Signore, a “non aver paura”. Lo Spirito di fortezza pervada e rafforzi la nostra storia. Preghiamo
  • Gesù ha attraversato l’esperienza umana, compresa la morte, con la stabilità della sua fiducia filiale. In lui ci fu vita anche nel modo di morire. Signore Gesù, fa che ti seguiamo. Preghiamo
  • Gesù seppe vincere le sue paure con la certezza di essere figlio amato, uomo di verità, testimone di amore. Donaci, Signore, stabilità di vita. Preghiamo
  • Ci inviti a “riconoscerti davanti agli uomini”. La grazia della testimonianza e della coerenza di vita sia dono costante che ci accompagni nel nostro cammino. Preghiamo

Sac.: Padre, fiducioso nel figlio Gesù, accogli la nostra preghiera che in lui ti innalziamo, fiduciosi nella sua mediazione. A lui la gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

 

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1. ORAZIONI – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

Antifona

Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. (Sal 26,7.9)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che hai fatto di noi
un regno di sacerdoti e una nazione santa,
donaci di ascoltare la tua voce
e di custodire la tua alleanza,
per annunciare con le parole e con la vita
che il tuo regno è vicino.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che nel pane e nel vino
doni all’uomo il cibo che lo alimenta
e il sacramento che lo rinnova,
fa’ che non ci venga mai a mancare
questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Una cosa che ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: 
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (Sal 26,4)

oppure:

Padre santo, custodiscili nel tuo nome, 
perché siano, come noi, una cosa sola. (Gv 17,11)

*A
Annunciate che il regno di Dio è vicino;
guarite gli infermi, scacciate i demoni. 
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente data. (Cfr. Mt 10,7-8)

 

Dopo la comunione

La partecipazione ai tuoi santi misteri, o Signore,
come prefigura la nostra unione in te,
così realizzi l’unità nella tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

 

COMMENTO 

Gesù, durante la sua vita pubblica, insegna sempre nelle sinagoghe ebraiche.
La sua quotidianità la vive costantemente tra la folla. Ne percepisce gli umori, le difficoltà, la povertà, le malattie, le paure e lo spietato sfruttamento e la sottomissione, religiosa e politica, ai potenti e prepotenti signori di allora. Vive sempre a stretto contatto con i poveri, gli ammalati, i lebbrosi ed emarginati.
Si rende conto dell’enorme lavoro da fare per rendere il Regno dei cieli presente ed operante nella vita di tutti i giorni.
Con un certo affanno supplica il Padre di mandare non predicatori, né rivoluzionari da due copechi o profeti dispensatori di sterili utopie, ma semplici operai disposti a mettersi in gioco, non per vile denaro, ma gratuitamente.
Tra i tanti che lo assediano ne sceglie dodici. Nessuno di loro eccelle in qualcosa. Tutti appartengono al ceto popolare.
Sono uomini con tutti i difetti possibili: traditori (Pietro e Giuda Iscariota occupano il primo posto e l’ultimo della lista dei dodici).
Ci sono rudi pescatori, uno zelota, degli arrivisti, esattori delle tasse, dei forti di carattere e dei pusillanimi.
Sovrabbondano di difetti, ma sono generosi ed aperti alla gratuità.
Il loro compito è chiaro e ben definito: testimoniare la presenza del Regno dei cieli nel contesto ebraico in cui si svolge la loro vita; occuparsi degli ammalati sia nel corpo che nello spirito; accogliere coloro che sono emarginati dai pregiudizi religiosi come i lebbrosi; fidarsi della provvidenza di Dio; bussare a tutte le porte; essere sobri nell’avere e nel desiderare. Tutto questo nella libertà che solo la più radicale gratuità può generare.

Il Cristiano autentico riceve tutto gratuitamente da Dio e tutto condivide gratuitamente con il prossimo.
Nella mentalità capitalista e consumista del moderno contesto sociale il Cristiano non può appartenere al main stream dominante ed omologante.
Nel silenzio della sua quotidiana e coerente testimonianza getta le fondamenta di una società più giusta, più solidale e più in pace.

COMMENTO 2

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Operai nella vigna del Signore in virtù del Battesimo

O Gesù, in questa Pasqua settimanale,
Ti ringraziamo con tutto il cuore per il dono dell’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita della Chiesa,
il dono più grande scaturito dal Tuo Cuore divino e umano, il Pane della vita spezzato e condiviso,
per farci diventare una cosa sola con Te e tra di noi.
Ti ringraziamo per il dono del Santo Padre Papa Leone e del collegio dei vescovi, successori degli Apostoli.

Quando chiamasti i Dodici volevi riferirti simbolicamente alle tribù d’Israele, risalenti ai dodici figli di Giacobbe.
Ponendo al centro della Tua nuova comunità i Dodici, ci fai capire di essere venuto a portare a compimento il disegno del Padre celeste.
Ai Dodici hai dato il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.
Essi dovranno cooperare con Te nell’instaurare il Regno di Dio, la Tua signoria benefica, portatrice di vita,
e di vita in abbondanza per l’intera umanità.

I Tuoi dodici Apostoli non erano uomini perfetti, scelti per la loro irreprensibilità morale e religiosa.
Erano credenti, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati nello stesso tempo dai loro limiti umani, talora anche gravi.
Tu non li chiamasti perché erano già santi, completi, perfetti, ma affinché lo diventassero, affinché fossero trasformati per trasformare così anche la storia.

Tu rendi partecipi gli Apostoli della Tua compassione per le folle stanche e sfinite,
per le pecore perdute della casa d’Israele, per i piccoli e i poveri.

Ancora oggi chiami tutti noi ad essere discepoli missionari, ad esercitare la solidarietà e la condivisione,
ad annunciare Te, unico Salvatore del mondo, unica speranza dell’umanità, ad essere segni e strumenti della Tua compassione, della Tua misericordia.
Tu ci chiedi di prenderci cura degli infermi, di portare la Tua Parola di vita a coloro che sono morti spiritualmente,
dando gratuitamente ciò che da Te gratuitamente abbiamo ricevuto.
Lo Spirito che agiva in Te e nei Dodici, è lo stesso che opera in noi
e che ci permette di compiere tra la nostra gente i segni del Regno di amore, di giustizia e di pace che è già nel mondo.

La Tua missione si partecipa in diversi modi a tutti i membri del Popolo di Dio,
per la grazia del Battesimo e della Confermazione.
Tutti siamo destinatari del Tuo desiderio di moltiplicare gli operai nella messe del Signore.
Tutti, nella varietà dei carismi e dei ministeri, siamo chiamati a lavorare nella Tua vigna.

O Beata Vergine Maria, Madre della speranza e Stella dell’evangelizzazione,
aiutaci a rimanere nell’amore di Cristo, perché possiamo portare frutti abbondanti
a gloria di Dio Padre e per la salvezza del mondo.

Amen.

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

 

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6. Vignetta di RobiHood – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

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4. Letture – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

PRIMA LETTURA

Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.

Dal libro dell’Èsodo             Es 19,2-6a

In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se datete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 99 (100)

R. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.   R.

SECONDA LETTURA

Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio, molto più saremo salvati mediante la sua vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani           Rm 5,6-11 

Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, uno stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)

Alleluia.

VANGELO

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

Dal Vangelo secondo Matteo            Mt 9,36 – 10,8 

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 14 GIUGNO 2026 – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 GIUGNO 2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ COSTRUISE LA CHIESA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, molte volte non riconosciamo la tua azione nella Chiesa e nella nostra vita. Kyrie eleison.
  • Cristo, Non ascoltiamo la tua voce per custodire la tua alleanza. Christe eleison.
  • Signore Gesù, non ci sosteniamo con la forza del tuo Spirito. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Sac.: Al Padre, rivolgiamo la nostra preghiera, dicendo:
Venga il tuo regno, Signore.

  • La tua Chiesa sia sempre terra feconda di accoglienza e annuncio della tua parola. Preghiamo
  • Il regno di Dio sei tu, Signore Gesù. Tu sei il seminatore e il seme. Noi terra che accoglie. Donaci, Signore, di portare frutto. Preghiamo
  • Il seme cresce, “come, egli stesso non lo sa”. Donaci di capire che, la fedeltà della crescita, non dipende da noi ma da te. Preghiamo
  • Il seme ha in sé forza e vita. Sostieni i vacillanti. Preghiamo
  • “In privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa”. Donaci, Signore, la grazia di un’intima e vera amicizia con te. Preghiamo

Sac.: Il seme della tua parola, il figlio Gesù, è stato seminato in noi e cresce nella chiesa. Trovi terreno disponibile. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

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1. ORAZIONI – 7 GIUGNO 2026 – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE

7 GIUGNO 2026

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE

GESÙ CRISTO È IL PANE DELLA VITA

Antifona

Il Signore ha nutrito il suo popolo con fiore di frumento
e lo ha saziato con miele dalla roccia. (Cf. Sal 80,17)
Si dice il Gloria.
Colletta

Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa’ che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre.

Oppure: 

Dio fedele, che nutri il tuo popolo
con amore di Padre,
saziaci alla mensa della Parola
e del Corpo e Sangue di Cristo,
perché nella comunione con te e con i fratelli
camminiamo verso il convito del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Concedi benigno alla tua Chiesa, o Signore,
i doni dell’unità e della pace,
misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui». Alleluia. (Gv 6,56)

 

Dopo la comunione

Donaci, o Signore,
di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno,
che ci hai fatto pregustare
in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

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3. Commento alle Letture – 7 GIUGNO 2026 – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE GESÙ

7 GIUGNO 2026

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE

GESÙ CRISTO È IL PANE DELLA VITA

 

COMMENTO 1

Il capitolo sesto di Giovanni contiene una formidabile e sconvolgente catechesi sull’Eucaristia.
Le parole pronunciate a Cafarnao gettano sconforto e scompiglio fra i discepoli (cfr Gv 6,66). Essi sono turbati dalle ultime esperienze avute. Se il constatare, che Gesù cammina anche sulle acque tempestose ed infide del lago di Galilea e moltiplica  pane e pesci in abbondanza, li conferma sulla eccezionalità  della sua persona, il suo rifiuto ad essere proclamato re dalla folla entusiasta li delude nelle loro aspettative umane.
In questo clima di turbamento Gesù inizia la sua catechesi.
Si libera di tutte le paure e prudenze e usa un linguaggio che a troppi orecchi suona blasfemo e segna la sua condanna a morte.
Nell’AT Jahveh si rivela a Mosè definendosi “Ehyeh Asher Ehyeh” (Io sono colui che sono) (Es 3,14) per affermare la sua assoluta trascendenza rispetto all’uomo. Tra Dio e l’umanità  non c’è alcuna possibilità di amicizia ma solo di sudditanza.
L’osservanza della Legge non lascia spazio a sentimenti d’amore. Gesù, invece, categoricamente afferma: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”  (Gv 6,41; 6,51).
Questo pane, a differenza della manna di Jahveh che libera dalla fame ma non dalla morte, sazia l’esistenza e vince la morte ed ha sapore di amore e gratuità  per tutti.
Queste affermazione scandalizzano molti seguaci che si allontanano delusi. La folla che si è sfamata abbondantemente di pane e pesci evapora e svanisce.
Solo gli apostoli  non se la svignano perché la delusione li paralizza.
Gesù coglie il loro disagio e li fulmina con una domanda secca: “Volete andarvene anche voi?” (Gv 6, 67).

Questo quesito che anche oggi, come allora, continua ad echeggiare fra le rovine della sinagoga di Cafarnao dove per la prima volta venne posto, investe anche noi.
Siamo sicuri di credere veramente che l’ Eucarestia è il vero corpo di Gesù?
Siamo convinti che accostandoci ad essa non compiamo solo un pio atto di culto, ma pubblicamente facciamo la scelta di rendere vivo ed operante Cristo nella storia, con la nostra vita, con il nostro comportamento, con la nostra verificabile coerenza?
Riusciamo a trasformare i nostri cuori in tabernacoli viventi?
Cristo è vivo  oggi attraverso la nostra carità non solo conclamata, oppure è un etereo fantasma inconcludente imbalsamato tra le nostre volute d’incenso,  le nostre buone intenzioni che non lasciano traccia nella realtà quotidiana in cui viviamo ed operiamo a partire dalla nostra famiglia?
Siamo attori credibili o semplici comparse insignificanti?.

La nostra eventuale risposta  deve maturare solo nel silenzio della coscienza.

COMMENTO 2

SOLENNITÀ DEL SS.MO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE

Cristo vivo e vero nell’Eucaristia

O Padre tenerissimo,
Tu ci chiami ad aprirci
al dono della Tua misericordia, sorgente inesauribile
di ogni rinnovamento personale e comunitario.
Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della Tua misericordia,
fonte di gioia, di serenità e di pace, e condizione della nostra salvezza.
La Tua misericordia è l’atto ultimo e supremo con il quale ci vieni incontro,
amandoci per sempre nonostante il limite del nostro peccato.
L’attuazione più alta del mistero della Tua misericordia è l’Eucaristia,
sorgente della missione della Chiesa, Tuo popolo santo,
mistero di comunione, che vive un’intimità itinerante con il Tuo Figlio, Gesù Cristo.
Non possiamo accostarci alla Mensa eucaristica del Tuo Figlio
senza lasciarci trascinare nel movimento della missione che,
prendendo avvio dal Tuo Cuore clementissimo,
mira a raggiungere tutti gli uomini.
Tu ci chiedi di riconoscere nella fede
che la tensione missionaria
è parte costitutiva della forma eucaristica della nostra esistenza cristiana.
La Tua misericordia, che ci raduna nella santa assemblea
per celebrare gioiosamente il mistero pasquale del Tuo Figlio, Gesù Cristo,
ci spinge a prendere l’iniziativa per andare agli incroci delle strade
e invitare tutti al banchetto eucaristico.
A Te, Padre, che per Cristo nella potenza dello Spirito Santo
ci dai la vita e ci santifichi nell’Eucaristia,
lode, onore, gloria
oggi e nei secoli eterni!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

Ci troviamo di fronte alla conclusione del discorso sul pane di vita, nel capitolo sesto del vangelo di Giovanni. Gesù aveva moltiplicato i pani, aveva fatto raccogliere dodici canestri di pezzi «avanzati», si era sottratto alla folla che lo voleva fare re, ha parlato alla folla di un altro pane, quello che dà la vita eterna.
Per tutta la prima parte del discorso Gesù si è collegato all’esperienza dell’Esodo. Gli Ebrei erano stati nutriti da Dio con la manna, pane che veniva dal «cielo» per la potenza di Dio e nutriva per un giorno. I rabbini nei loro commenti avevano collegato la manna alla parola di Dio che consideravano il vero nutrimento che il Signore ha offerto al popolo attraverso Mosè, lungo tutto l’Esodo.
Gesù si collega a questi insegnamenti, ben conosciuti, per affermare che lui offre un pane che veramente proviene dal cielo e che dà la vita eterna e che lui pronuncia una parola che viene da Dio e comunica la vita eterna. La rivelazione centrale è questa: lui stesso è «fisicamente» la Parola di Dio e il Pane di vita eterna.
Il suo corpo poi sarà davvero spezzato e il suo sangue sarà davvero versato sulla croce, per comunicare la vita eterna a tutti e renderli figli di Dio.
Il discorso si fa inaccettabile per gli Ebrei quando Gesù parla di «masticare» il suo corpo e di «bere» il suo sangue. Noi per comprendere l’intenzione dell’evangelista nel concludere il discorso di Gesù a Cafarnao dobbiamo distinguere gli Ebrei e i discepoli, quelli che dopo questo discorso se ne andranno, dai cristiani che leggono questo vangelo.
Gesù chiede agli Ebrei e ai discepoli di fidarsi della sua parola, perché hanno visto i segni già compiuti da lui e perché conoscono già dall’Esodo la potenza di Dio, che visibilmente è con lui. Giovanni non registra la reazione degli Ebrei alla conclusione del discorso, ma quella dei discepoli sì, e molti se ne vanno, invece Pietro e gli altri si fidano e rimangono.
Quanto ai cristiani lettori, dopo la prima parte del discorso essi si chiedono: dove troviamo noi il pane da mangiare e il sangue da bere per avere la vita eterna? La risposta dell’evangelista non è diretta ma facilmente comprensibile: si trovano nella celebrazione dell’Eucaristia. Evidentemente anche al tempo di Giovanni qualcuno faceva fatica a credere che il pane e il vino fossero, in virtù della parola del Signore, realmente il suo corpo e il suo sangue.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo… il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Tutti noi abbiamo fame di vita e di felicità. Solo Gesù può saziare questa fame, ma noi cerchiamo altri cibi, ci accorgiamo che ci avvelenano, ma continuiamo a mangiarli. Chiediamo allo Spirito intelligenza spirituale.
  2. «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita». Non significa semplicemente andare a Messa e «fare la comunione», ma assimilare Cristo, decidere di rendere la propria vita simile alla sua e impegnarsi a farlo.
  3. «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». Ci insegnavano che l’ostia consacrata una volta mangiata rimane tale per poco tempo, ma Cristo continua ad abitare in noi; il segno sacramentale finisce, la realtà no. Noi portiamo Cristo in noi, e lui porta noi. Facciamo fatica a capire e a vivere questo Paradiso.
  4. «Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me». Questo «per» ha un valore spirituale altissimo e può avere due significati: avrà la vita grazie a me; vivrà per mettere in pratica il mio insegnamento e realizzare la mia stessa missione.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Verifichiamo il nostro modo di partecipare all’Eucaristia