14 GIUGNO 2026
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
GESÙ COSTRUISE LA CHIESA
COMMENTO
Gesù, durante la sua vita pubblica, insegna sempre nelle sinagoghe ebraiche.
La sua quotidianità la vive costantemente tra la folla. Ne percepisce gli umori, le difficoltà, la povertà, le malattie, le paure e lo spietato sfruttamento e la sottomissione, religiosa e politica, ai potenti e prepotenti signori di allora. Vive sempre a stretto contatto con i poveri, gli ammalati, i lebbrosi ed emarginati.
Si rende conto dell’enorme lavoro da fare per rendere il Regno dei cieli presente ed operante nella vita di tutti i giorni.
Con un certo affanno supplica il Padre di mandare non predicatori, né rivoluzionari da due copechi o profeti dispensatori di sterili utopie, ma semplici operai disposti a mettersi in gioco, non per vile denaro, ma gratuitamente.
Tra i tanti che lo assediano ne sceglie dodici. Nessuno di loro eccelle in qualcosa. Tutti appartengono al ceto popolare.
Sono uomini con tutti i difetti possibili: traditori (Pietro e Giuda Iscariota occupano il primo posto e l’ultimo della lista dei dodici).
Ci sono rudi pescatori, uno zelota, degli arrivisti, esattori delle tasse, dei forti di carattere e dei pusillanimi.
Sovrabbondano di difetti, ma sono generosi ed aperti alla gratuità.
Il loro compito è chiaro e ben definito: testimoniare la presenza del Regno dei cieli nel contesto ebraico in cui si svolge la loro vita; occuparsi degli ammalati sia nel corpo che nello spirito; accogliere coloro che sono emarginati dai pregiudizi religiosi come i lebbrosi; fidarsi della provvidenza di Dio; bussare a tutte le porte; essere sobri nell’avere e nel desiderare. Tutto questo nella libertà che solo la più radicale gratuità può generare.
Il Cristiano autentico riceve tutto gratuitamente da Dio e tutto condivide gratuitamente con il prossimo.
Nella mentalità capitalista e consumista del moderno contesto sociale il Cristiano non può appartenere al main stream dominante ed omologante.
Nel silenzio della sua quotidiana e coerente testimonianza getta le fondamenta di una società più giusta, più solidale e più in pace.
COMMENTO 2
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Operai nella vigna del Signore in virtù del Battesimo
O Gesù, in questa Pasqua settimanale,
Ti ringraziamo con tutto il cuore per il dono dell’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita della Chiesa,
il dono più grande scaturito dal Tuo Cuore divino e umano, il Pane della vita spezzato e condiviso,
per farci diventare una cosa sola con Te e tra di noi.
Ti ringraziamo per il dono del Santo Padre Papa Leone e del collegio dei vescovi, successori degli Apostoli.
Quando chiamasti i Dodici volevi riferirti simbolicamente alle tribù d’Israele, risalenti ai dodici figli di Giacobbe.
Ponendo al centro della Tua nuova comunità i Dodici, ci fai capire di essere venuto a portare a compimento il disegno del Padre celeste.
Ai Dodici hai dato il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.
Essi dovranno cooperare con Te nell’instaurare il Regno di Dio, la Tua signoria benefica, portatrice di vita,
e di vita in abbondanza per l’intera umanità.
I Tuoi dodici Apostoli non erano uomini perfetti, scelti per la loro irreprensibilità morale e religiosa.
Erano credenti, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati nello stesso tempo dai loro limiti umani, talora anche gravi.
Tu non li chiamasti perché erano già santi, completi, perfetti, ma affinché lo diventassero, affinché fossero trasformati per trasformare così anche la storia.
Tu rendi partecipi gli Apostoli della Tua compassione per le folle stanche e sfinite,
per le pecore perdute della casa d’Israele, per i piccoli e i poveri.
Ancora oggi chiami tutti noi ad essere discepoli missionari, ad esercitare la solidarietà e la condivisione,
ad annunciare Te, unico Salvatore del mondo, unica speranza dell’umanità, ad essere segni e strumenti della Tua compassione, della Tua misericordia.
Tu ci chiedi di prenderci cura degli infermi, di portare la Tua Parola di vita a coloro che sono morti spiritualmente,
dando gratuitamente ciò che da Te gratuitamente abbiamo ricevuto.
Lo Spirito che agiva in Te e nei Dodici, è lo stesso che opera in noi
e che ci permette di compiere tra la nostra gente i segni del Regno di amore, di giustizia e di pace che è già nel mondo.
La Tua missione si partecipa in diversi modi a tutti i membri del Popolo di Dio,
per la grazia del Battesimo e della Confermazione.
Tutti siamo destinatari del Tuo desiderio di moltiplicare gli operai nella messe del Signore.
Tutti, nella varietà dei carismi e dei ministeri, siamo chiamati a lavorare nella Tua vigna.
O Beata Vergine Maria, Madre della speranza e Stella dell’evangelizzazione,
aiutaci a rimanere nell’amore di Cristo, perché possiamo portare frutti abbondanti
a gloria di Dio Padre e per la salvezza del mondo.
Amen.
Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A
