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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci lasciamo abbagliare dalla sapienza del mondo e trascuriamo quella che viene da te. Kyrie eleison.
  • Cristo, Cristo, siamo stanchi e oppressi e cerchiamo consolazione e ristoro lontano da te. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo stimato poco le persone umili e miti, come te. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre è vicino agli umili, si lascia conoscere e ascolta le loro preghiere. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Padre.

  • Perché non ci scoraggiamo per le nostre debolezze e ci fidiamo del tuo amore misericordioso. Preghiamo.
  • Perché accogliamo con gioia la parola di Gesù che ci permette di conoscerti nella verità. Preghiamo.
  • Perché accogliamo il ristoro spirituale che Gesù ci offre ogni giorno con la sua parola e la sua vicinanza. Preghiamo.
  • Perché l’ascolto della tua parola ci sia di aiuto, quando siamo posti di fronte a una scelta difficile. Preghiamo.

O Padre, tu hai scelto di esserci vicino nel tuo Figlio Gesù. Donaci il tuo Santo Spirito, perché ci aiuti a imparare da Gesù a vivere da figli tuoi. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NOCHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

Antifona

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia. (Sal 46,2)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che nel tuo Figlio povero e crocifisso
ci fai ricchi del dono della tua stessa vita,
rinvigorisci la nostra fede,
perché nell’incontro con lui
sperimentiamo ogni giorno la sua vivificante potenza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l’opera della redenzione,
fa’ che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome. (Sal 102,1)

oppure:

«Padre, prego perché tutti siano una cosa sola, 
perché il mondo creda che tu mi hai mandato», 
dice il Signore. (Gv 17,20-21)

*A
«Chi avrà perduto la propria vita per causa mia, 
la troverà in eterno», dice il Signore. (Mt 10,39)

Dopo la comunione

Il santo sacrificio che abbiamo offerto e ricevuto, o Signore,
sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell’amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

COMMENTO 

Il Vangelo di questa domenica è fondamentale per capire che cosa Gesù intende per fede in Dio.
Non parla di nuova religione, ma di un nuovo modo di relazionarci con il Padre che stravolge e sovverte i sacri valori su cui è fondata la società del suo tempo: il Tempio di Gerusalemme segno della presenza di Dio nella storia; la religione arroccata attorno alla sottomissione radicale alla  Legge ed alla opprimente e nevrotica osservanza dei 613 obblighi che trasformano il riposo del Sabato in una umiliante ossessione di divieti a cui sottostare; ed,  infine, la famiglia dove regna la figura del padre dittatore e padre assoluto ed indiscutibile.
Tutto questo va contro la volontà di Dio che vuole i suoi figli liberi da qualsiasi legame e sottomissione.
Lui richiede un  amore libero da qualsiasi legame.
L’affetto per i genitori non deve essere imposto, ma naturale sbocco di una relazione fondata sulla carità e riconoscimento reciproco.
La famiglia cristiana è la testimonianza di Dio che si fa accoglienza, sostegno e solidarietà.
È il tabernacolo e la prova di un modo di vivere nella libertà e nell’intelligenza con amore.
La fede in Dio deve far nascere in noi una spiritualità che ci spinge a privilegiare i piccoli della società civile . Chi sono costoro? Non sono di certo i fannulloni, gli scrocconi o i furbetti che vivono di espedienti o sulle spalle del prossimo.
Sono gli abbandonati, i poveri, gli anziani soli, i perseguitati , gli emarginati…
Infine, davanti a Dio il concetto di Patria non assume il colore di una bandiera, ma dà vita ad una policromia di appartenenza pluriforme di lingue, razze, culture, tradizioni e realizzazioni politiche finalizzate all’unità ed all’uguaglianza di diritti e di doveri senza discriminazioni di alcun tipo.
Realizzare questo significa accettare di  portare la croce. Assumersi in prima persona gli obblighi che sgorgano dall’autentica fede nel Dio amore, vuol dire rendere presente la reale presenza di Gesù nella storia umana.
Tutte le volte che, in nome di Cristo, asciughiamo una lacrima, o facciamo rinascere una speranza, o eliminiamo un’ingiustizia, o ci opponiamo all’opportunista egoista, o recidiamo le radici ingiuste e violente di qualsiasi guerra, Dio non si limiterà a  compensarci con quanto aspetta di diritto a profeti o discepoli,  ci darà molto di più; se stesso per l’eternità.
Allora anche le nostre sofferenze, persecuzioni e morti, come quelle di Cristo, avranno pieno significato e valore, per sempre, nella nostra Risurrezione nel cuore amoroso e paterno del Padre nostro.
Mai come oggi, portare la Croce, implica scoprire  e testimoniare tutto quello che il Vangelo richiede per poterci presentare al mondo come cristiani coerenti e sinceri.

COMMENTO 2

Dio non si lascia vincere in generosità

O Dio Padre,
Ti ringraziamo per aver ispirato il gesto dell’ospitalità alla donna sunammita,
che accolse in casa sua il Tuo profeta Eliseo.
Tu che non Ti lasci vincere in generosità, hai ricompensato la donna con il dono che desiderava, la fecondità.
Cantiamo la Tua bontà, o Dio buono, fedele alle Tue promesse.

O Gesù,
Tu ci chiedi di amarti più di tutti e di tutto,
di darti il cuore, di dedicarci totalmente a Te.
Seguirti comporta il prendere ogni giorno la propria croce,
morire al peccato, a se stessi e al mondo per amare come Te, fino al dono totale della propria vita.
Chi accoglie i discepoli – piccoli, semplici e poveri testimoni del Vangelo – accoglie Te e il Padre Tuo, e non perderà la sua ricompensa.
Chi perde la vita per Te, la salverà in eterno.

O Spirito Santo,
Tu ci ricordi che siamo discepoli missionari in virtù del Battesimo,
che ci ha reso partecipi della Pasqua del Signore Gesù.
Sepolti con Lui nella sua morte redentrice, siamo rinati a vita nuova.
Aprendoci alla Tua azione, viviamo in Gesù la vita nuova, nella lode del Padre e nel servizio dei fratelli.

Maria SS.ma,
donna eucaristica, con Te ringraziamo il Padre
che in questa Eucaristia opera la redenzione,
liberandoci dalle tenebre del peccato.
Aiutaci a rimanere uniti al Tuo Figlio Gesù per portare il frutto dell’amore.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

La prima volta che abbiamo ascoltato i primi versetti di questo brano, certamente siamo rimasti perplessi o sconvolti. Gesù sembra porsi in competizione con gli affetti più cari. La conseguenza non è meno dura: «… non è degno di me», ripetuto due volte.
È necessario mettersi in atteggiamento di ascolto e di preghiera, per entrare nel dono che Gesù ci fa con queste sue parole.
Poco prima Gesù dice di essere venuto a portare non la pace, ma una spada (10,34). Certamente non sta parlando della spada che un discepolo estrarrà al momento del suo arresto, ma della spada della sua Parola, quella che nella lettera agli Ebrei è detta «a doppio taglio» e capace di scrutare «i sentimenti e i pensieri del cuore» (cf Eb 4,12). Egli sa bene che la sua Parola creerà divisione anche nelle famiglie, per questo avverte i suoi discepoli: se dovesse essere necessario scegliere tra i famigliari e lui, essi sanno di non avere alternative, perché è in gioco il loro rapporto con Gesù e la salvezza. Chi rinnega il Signore, per salvare gli affetti terreni, lo costringe a rinnegare lui davanti al Padre, come abbiamo ascoltato domenica scorsa.
Non basta. La sequela di Gesù esige anche di seguirlo sulla strada della croce, portando la propria. Certamente Matteo qui fa riferimento alle persecuzioni che già hanno afflitto i discepoli e che si ripeteranno lungo la storia fino a oggi. Anche la vita in questo mondo passa in secondo piano rispetto alla fedeltà verso il Signore. La scelta è drammatica, ma necessaria: chi crede di salvare la propria vita, cedendo alle richieste dei persecutori (o alle lusinghe di questo mondo), in realtà la spreca e la perde, rinunciando alla vita eterna; chi invece investe la propria vita nella sequela del Signore e nel servizio dei fratelli e del Vangelo si realizza in questo mondo, come figlio di Dio, e attraverserà la morte, risorgendo alla vita eterna.
Le esigenze della sequela di Cristo in certe situazioni possono essere laceranti, per questo l’evangelista, al fine di incoraggiare gli evangelizzatori, conclude con un dono immediato: il discepolo che annuncia il Vangelo è assimilato a Gesù stesso, che lo collega direttamente al Padre. È questo il modo di Matteo di esprimere ciò che in Giovanni diventa l’inabitazione reciproca tra Gesù e il discepolo, che vive la sua Parola.
La conclusione riguarda chi accoglie e aiuta gli evangelizzatori. Agli inizi si trattava spesso di dare ospitalità ai predicatori itineranti. Il Signore, con chi li ospita, si impegna in una promessa straordinaria: la ricompensa sarà corrispondente alla persona accolta, quindi all’evangelizzatore, a Cristo e al Padre.
Da noi non capita spesso e a tutti di avere l’opportunità di ospitare in casa un evangelizzatore, ma i modi di aiutare e sostenere i predicatori del Vangelo, che dedicano la propria vita a Cristo e ai fratelli, sono molti, vari e alla portata di tutti. Il Signore ricompensa sempre, in questa vita e nell’altra.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «… più di me». Gesù non si mette in competizione, ma insegna la verità. Chi ama Cristo e lo mette al centro della vita e di ogni scelta, nelle situazioni difficili saprà fare la scelta giusta e buona per sé e per gli altri.
  2. Prendere la propria croce. Qui non c’è scelta. Tutti abbiamo una croce personale, anche quelli che non la vogliono. Si tratta di decidere se portarla dietro al Signore per la salvezza nostra e delle persone che amiamo, oppure di rifiutarla, lasciandoci schiacciare da essa, senza salvezza.
  3. Vivere per sé o per Cristo e i fratelli. È un tragico errore pensare di realizzarsi nell’egoismo, in realtà si cammina verso l’isolamento e la morte. Chi vive per gli altri, può avere a volte l’impressione di sprecare la vita, ma Gesù dice che la spende bene e porterà frutti di vita eterna per sé e gli altri.
  4. Un bicchiere di acqua fresca. Quando si tratta di aiuto ai fratelli, non conta la quantità, ma l’amore con cui agiamo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Aiutare, secondo le nostre possibilità, sacerdoti e religiosi/e e parlare bene di loro.

 

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2. introduzioni – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

Il Signore ha sempre avuto bisogno di collaboratori, a cominciare dagli apostoli. Anche oggi chiama a collaborare con lui e a servire i fratelli, uomini e donne che accettano di seguirlo, lasciando tutto. Anche la comunità ha bisogno di persone che annuncino il Vangelo a tempo pieno. Tutti siamo invitati a essere riconoscenti e a prestare loro un aiuto concreto, secondo le nostre possibilità.

PRIMA LETTURA

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

Questo racconto sul profeta Eliseo è rivolto al popolo di Dio, perché impari a riconoscere e accogliere gli uomini che il Signore manda come suoi messaggeri. La donna di cui si parla ha agito con fede e amore gratuito, facendo più del necessario. Anche la ricompensa, che riceve da Dio attraverso Eliseo, va al di là delle sue aspettative

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

Il Battesimo attraverso l’acqua realizza il dono della vita nuova, purificata e piena, che Dio fa a chi crede in Gesù Cristo. San Paolo sottolinea che il battezzato davvero «muore» alla vita vecchia, attraverso l’immersione nella morte di Cristo. Questo dono richiede a noi la coerenza della vita.

VANGELO

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

In questo brano sono contenute le ultime istruzioni di Gesù agli apostoli in vista della missione. Matteo, mentre scrive, pensa anche ai nuovi predicatori del Vangelo e non fa sconti: con chiarezza e forza ricorda ciò che è richiesto agli evangelizzatori in rapporto a Cristo. Conclude con un incoraggiamento, affermando che gli evangelizzatori sono assimilati a Cristo e che la ricompensa a chi li accoglie non andrà perduta.

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4. Letture – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

PRIMA LETTURA

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

Questo racconto sul profeta Eliseo è rivolto al popolo di Dio, perché impari a riconoscere e accogliere gli uomini che il Signore manda come suoi messaggeri. La donna di cui si parla ha agito con fede e amore gratuito, facendo più del necessario. Anche la ricompensa, che riceve da Dio attraverso Eliseo, va al di là delle sue aspettative

Dal secondo libro dei Re         2Re 4,8-11.14-16a

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: “Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare”.
Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi il suo servo: “Che cosa si può fare per questa donna?”. Il servo disse: “Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio”. Eliseo disse: “Chiamala!”. La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 88 (89)

R.  Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R.

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.  R.

SECONDA LETTURA

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

Il Battesimo attraverso l’acqua realizza il dono della vita nuova, purificata e piena, che Dio fa a chi crede in Gesù Cristo. San Paolo sottolinea che il battezzato davvero «muore» alla vita vecchia, attraverso l’immersione nella morte di Cristo. Questo dono richiede a noi la coerenza della vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani         Rm 6,3-4.8-11

Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.
Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.
Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le grandezze di Dio, che vi ha chiamato
dalle tenebre all’ammirabile sua luce. (Cf. 1Pt 2,9)

Alleluia.

VANGELO

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

In questo brano sono contenute le ultime istruzioni di Gesù agli apostoli in vista della missione. Matteo, mentre scrive, pensa anche ai nuovi predicatori del Vangelo e non fa sconti: con chiarezza e forza ricorda ciò che è richiesto agli evangelizzatori in rapporto a Cristo. Conclude con un incoraggiamento, affermando che gli evangelizzatori sono assimilati a Cristo e che la ricompensa a chi li accoglie non andrà perduta.

Dal Vangelo secondo Matteo           Mt 10,37-42

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, a volte per paura di perdere stima e amicizia, ti abbiamo messo da parte. Kyrie eleison.
  • Cristo, abbiamo rifiutato di prendere la nostra croce dietro di te e ti abbiamo lasciato solo. Christe eleison.
  • Signore, non abbiamo aiutato i ministri della tua parola e ci siamo rivolti a loro solo per i nostri bisogni. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, preghiamo Dio, che oggi ci accoglie e raduna. Chiediamogli la forza di portare la croce accanto a Gesù e di accoglierlo specialmente nei poveri.
Ripetiamo: Ascoltaci, o Signore!

  • Per tutti i pastori che hanno cura del popolo di Dio: perché nella loro vita l’annuncio del Vangelo abbia la precedenza su ogni altra cosa. Preghiamo.
  • Per i genitori e i figli: perché gli uni sappiano rispettare la personalità e la vocazione dei giovani; gli altri, perché non dimentichino l’amore e la dedizione dei loro genitori, specialmente quando sono anziani. Preghiamo.
  • Per tutti i battezzati: perché si ricordino di essere stati immersi nella morte di Cristo per vivere una vita nuova, e aver parte alla sua risurrezione. Preghiamo.
  • Per la nostra comunità: affinché sappia dare la testimonianza di accogliere fraternamente gli stranieri, i poveri, gli anziani, i malati. Preghiamo.

Padre, tu ci chiami ad accettare totalmente Gesù e la sua Parola, a portare la croce accanto a lui, e ad accogliere con amore i profeti, i giusti, i piccoli. Aiutaci a convertirci, perché diventiamo come tu ci vuoi. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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1. ORAZIONI – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

Antifona

Il Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo, o Signore,
e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre. (Cf. Sal 27,8-9)
Si dice il Gloria.
Colletta

Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annuncio profetico della tua parola,
liberaci da ogni paura,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con franchezza
il tuo nome davanti agli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi, o Signore,
perché i nostri pensieri e le nostre azioni
siano conformi alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. (Sal 144,15)

Oppure:

«Io sono il buon pastore e do la mia vita per le pecore»,
dice il Signore. (Cf. Gv 10,11.15)

*A
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate paura: voi valete più di molti passeri! (Mt 10,30-31)

Dopo la comunione

O Padre, che ci hai rinnovati
con il santo Corpo e il prezioso Sangue del tuo Figlio,
fa’ che l’assidua celebrazione dei divini misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

COMMENTO 

La persona di Geremia occupa un ruolo centrale nella storia dei profeti ebraici.
Visse tra il VII e VI secolo avanti Cristo in un periodo molto difficile del Regno di Giuda che si concluderà con la deportazione in Babilonia.
Di carattere timido e introverso viene scelto da Dio per esercitare la profezia a Gerusalemme.
La corruzione, la decadenza morale delle istituzioni e del potere religioso e politico, la violenza dilagante e l’ingiustizia plateale, hanno creato un diffuso clima di smarrimento e paura.
In questo contesto esistenziale, vincendo la sua naturale timidezza, nonostante le botte, le minacce, le persecuzioni e la prigionia, in solitudine assoluta, a gran voce condanna gli evidenti misfatti e ricorda a tutti che Dio c’è e, dunque, la paura dilagante non ha motivo di esistere: “Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Ger 31,33).

Anche Gesù, nell’odierno brano evangelico, ricorda ai suoi discepoli disorientati e confusi questa verità.
Se Dio provvede ai passeri e conosce anche il numero dei nostri capelli, perché avere paura? Bella domanda valida anche oggi.

Dopo duemila anni di cristianesimo perché l’uomo e la donna di oggi vivono assediati dalla paura? Perché l’esistenza di giovani ed anziani è tarlata da molte paure esistenziali?
L’apparente benessere economico non riesce a liberare il cuore dal terrore dell’irrilevanza, della solitudine, della noia esistenziale, della tecnologia sempre più invadente ed inquietante?
Perché la bramosia dell’avere fa dimenticare l’importanza dell’essere?
Perché siamo sazi e disperati allo stesso tempo?
Perché abbiamo il mondo ai nostri piedi ma non abbiamo una casa in cui ci sentiamo accolti e protetti?
Perché i nostri conti bancari sono pingui ma i nostri cuori sono aridi?
Se crediamo che Dio c’è, che ruolo gioca nella nostra quotidianità?
L’essere credente oggi è semplice desiderio utopico o capacità di essere coraggio dove regna la paura, essere speranza dove impera la rassegnazione, essere relazione dove vige la spietata competizione, essere perdono dove la vendetta pietrifica i cuori?
Mai come oggi Dio ha bisogno di credenti in grado di costruire “cieli nuovi e terre nuove” in cui tutti possano sperimentare la presenza di un Padre che dà senso al vivere e pace ai cuori.
La comunità dei credenti in Dio dovrebbe essere la casa dove tutti si sentono accolti e nessuno rifiutato. Ma questo è utopia o missione da vivere? La fede in Dio ci obbliga a realizzarla concretamente nella storia a partire da noi stessi con coraggio ed intelligenza.
Gesù è veramente il nostro Dio e le sue parole sono incise nei nostri cuori?

COMMENTO 2

Dio non abbandona chi soffre per Lui

O Dio Padre, Ti ringraziamo per il ministero profetico di Geremia.
Osteggiato, perseguitato, oppresso a causa della fedeltà alla Tua Parola, non si perde d’animo,
avendo fiducia nel Tuo aiuto provvidente.

Anche noi preghiamo e speriamo nell’ora della persecuzione,
implorando su di noi la Tua bontà misericordiosa, credendo che Ti prendi cura dei poveri, degli umili che confidano in Te.

O Gesù Maestro,
Tu esorti noi Tuoi discepoli-missionari a non temere gli uomini,
annunciando con coraggio il Tuo Vangelo, rendendoti testimonianza con la forza del Tuo Santo Spirito,
consapevoli che il Padre Tuo e nostro veglia su di noi.

O Spirito Santo, da Te animati,
superiamo la paura della morte fisica, perché Tu ravvivi in noi la fede in Gesù Cristo, Nuovo Adamo,
che con la sua passione gloriosa ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e della morte,
ed è la nostra vita e la nostra risurrezione.

O beata Vergine Maria, Donna eucaristica,
prega per noi perché, lasciandoci rinnovare dal Padre con il Corpo e il Sangue del suo Figlio in questa Eucaristia,
sacramento della redenzione, accogliamo docilmente il dono dello Spirito che ci purifica e ci rinnova,
vivendo come Gesù e in Gesù, da figli ubbidienti al Padre.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

 

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2. introduzioni – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

«Non abbiate paura». Questo invito è presente nella Bibbia per ben 366 volte. Il cristiano sa che la sua fede lo condurrà di fronte a tante difficoltà e alla persecuzione. Il sentimento umanissimo della paura può condurlo alla tentazione di nascondere la propria fede. Oggi il Signore ci invita al coraggio di testimoniare il suo Vangelo in ogni circostanza. Lui è sempre con noi.

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Geremia ha annunciato ciò che il Signore gli ha ordinato. Il risultato è l’isolamento e la persecuzione. Anche i suoi amici si sono rivoltati contro di lui. In questa situazione drammatica il profeta rinnova la sua fiducia nel Signore e aspetta la rivincita. Gesù insegnerà qualcosa di diverso.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.

In questo brano Paolo mette a confronto l’opera di Adamo con quella di Gesù. Adamo ha fatto entrare il peccato nel mondo e lo ha trasmesso ai suoi discendenti, esponendoli alla morte spirituale. Gesù, obbedendo al Padre, ha riversato sull’umanità la vita stessa di Dio.

VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Siamo nel capitolo in cui Matteo raccoglie le istruzioni di Gesù agli apostoli prima di mandarli in missione. Ma il discorso vale per tutti i cristiani dei tempi futuri. Chi vive e annuncia il Vangelo incontra difficoltà e persecuzioni e può subire la tentazione di rinnegare Gesù. Per questo ben tre volte risuona l’incoraggiamento: «Non abbiate paura».