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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 AGOSTO

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI MANGIA ME VIVRÀ PER ME»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, Signore della vita, abbiamo provato a vivere senza di te.  Kyrie eleison.
  • Cristo, hai dato tutto per noi, ma noi abbiamo difficoltà a vivere per te. Christe eleison.
  • Spirito Santo, tu abiti in noi, ma noi a volte ti chiudiamo il nostro cuore. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre ci ha invitati a unire la nostra vita a quella del Cristo, partecipando al banchetto eucaristico. Nella preghiera offriamo a lui noi stessi e presentiamo le nostre richieste per la salvezza nostra e del mondo intero.
Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

  • Per il papa e i vescovi: continuino a offrire agli uomini la sapienza che viene da Dio e a nutrire i cristiani con la Parola e l’Eucaristia. Preghiamo.
  • Per i cristiani sparsi nel mondo: abbiano l’intelligenza spirituale e la forza di staccarsi dagli idoli terreni e di unirsi a Cristo con fiducia e fedeltà. Preghiamo.
  • Per i responsabili della vita politica e sociale delle nazioni: si liberino dalla preoccupazione di rafforzare i ricchi e i potenti e aiutino i poveri e i bisognosi. Preghiamo.
  • Per la nostra comunità cristiana: l’Eucaristia ci faccia sentire ed essere uniti a Gesù, ai fratelli e ai piccoli del mondo. Preghiamo.

Padre, concedici di avere sempre fame di ciò che è veramente necessario e, con il tuo Spirito, spingi i nostri cuori verso i fratelli più poveri e bisognosi, in cui abita Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobinHood – 18 AGOSTO- XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 AGOSTO

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI MANGIA ME VIVRÀ PER ME»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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4. Letture – 11 AGOSTO XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 AGOSTO

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TUTTI ISTRUITI DA DIO

PRIMA LETTURA

Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.
Il profeta Elia sta combattendo contro l’idolatria introdotta dalla regina Gezabele con la condiscendenza del re, Acab. Si è impegnato molto, ha combattuto, ma non ha vinto, la regina lo cerca per ucciderlo. Lo scoraggiamento lo porta a desiderare di morire. Ma il Signore gli dà la forza di continuare il suo cammino, per ricevere all’Oreb una rivelazione straordinaria e una nuova missione.

Dal primo libro dei Re      1 Re 19,4-8

In quei giorni, Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.
Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.
Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve.
Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 33 (34)

Per coloro che lo invocano, l’intervento del Signore è forza, gioia e liberazione.

Gustate e vedete com’è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

SECONDA LETTURA

Camminate nella carità come Cristo.
Continuano le esortazioni morali di Paolo. In questo brano egli mette in contrasto atteggiamenti e comportamenti contrastanti, che determinano i rapporti tra i fratelli nella comunità. La benevolenza e la misericordia costruiscono relazioni fraterne e fanno somigliare a Gesù.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini  Ef 4,30–5,2

Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(Gv 6,51)

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

VANGELO

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Entrano in scena i Giudei, oppositori di Gesù in tutto il vangelo di Giovanni. La discussione diventa più tesa. Gesù promette la risurrezione a coloro che credono in lui.

Dal vangelo secondo Giovanni           Gv 6,41-51

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia 05 questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Parola del Signore.

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3. Commento alle Letture – 11 AGOSTO XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 AGOSTO

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TUTTI ISTRUITI DA DIO

COMMENTO

Una settimana fa il discorso di Gesù si era chiuso con la rivelazione: «Io sono il pane della vita». La liturgia ha tralasciato cinque versetti nei quali Gesù rimprovera la folla di non credere. Da parte sua afferma che vuole realizzare la volontà del Padre, il quale vuole la salvezza di tutti. Per questo Gesù accoglie tutti coloro che credono in lui, dà loro la vita eterna e li farà risorgere «nell’ultimo giorno».
A questo punto Giovanni passa a definire gli interlocutori di Gesù come “Giudei”. Ma ci troviamo a Cafarnao, dovrebbero essere Galilei. È evidente che per lui il termine Giudei non indica un’appartenenza geografica, ma definisce coloro che si oppongono a Gesù. Finora la folla aveva discusso con il Signore, ora i Giudei “mormorano”, cioè non accettano e si oppongono. L’oggetto della mormorazione non riguarda la risurrezione, ma la frase: Io sono il pane disceso dal cielo. L’ironia giovannea fa dire ai Giudei una verità terrena che li porta fuori strada, «conosciamo il padre e la madre», mentre non accolgono la verità celeste che li salva: Gesù davvero viene dal Padre.
A questo punto possiamo domandarci: perché alcuni credono e altri no? La risposta del Signore ci chiede una riflessione più profonda: arriva a Gesù chi è attirato verso di lui dal Padre. Ma allora, forse che il Padre vuole salvare alcuni e altri no?
Già i profeti nel Primo Testamento avevano preannunciato che Dio avrebbe istruito tutti e Gesù lo ricorda.
Perciò la differenza non è stabilita dal dono di Dio, che raggiunge tutti, ma dalla risposta che ciascuno liberamente dà. In ogni caso a Giovanni, quando scrive, non interessa tanto ciò che ostacola i Giudei nell’accogliere la parola di Gesù, quanto il mettere in guardia i cristiani del suo tempo, e anche quelli di oggi, dal pericolo di considerare Gesù soltanto un profeta, che insegna cose giuste e belle, ma non il Figlio di Dio incarnato. Per questo l’evangelista insiste che la vita eterna si ottiene già ora, credendo in Gesù.
Il Signore, quindi, riprende la rivelazione sul pane di vita e nota una cosa facile da comprendere. La folla aveva citato la manna che il popolo aveva gustato nel deserto, «pane dal cielo». Gesù fa notare che quei padri hanno mangiato la manna, ma sono morti tutti nel deserto, perciò non era un pane celeste. Invece il pane che lui offre libera dalla morte.
Non è facile comprendere e accettare questa verità, perché Gesù, dicendo che il pane che lui offre è la sua “carne”, chiede di riconoscere che veramente è il Figlio di Dio, anche se si presenta nella “carne”, cioè nella condizione umana, che è debole, fragile (e passerà attraverso la passione e la morte in croce). Domenica prossima quest’ultimo versetto sarà ripreso e susciterà una veemente reazione dei Giudei.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. I Giudei mormorano. Non riescono a capire, vogliono ridurre la verità di Gesù negli schemi umani e si oppongono. Anche noi corriamo questo rischio, quando, di fronte a qualche pagina del vangelo, a qualche avvenimento della nostra vita o a qualche insegnamento della Chiesa, ci mettiamo all’opposizione.
  2. I Giudei, dicendo di conoscere i genitori di Gesù, ritengono di avere tutti gli elementi per giudicare quello che lui è e insegna. Può essere un esempio dei pregiudizi che ci fanno chiudere la mente e il cuore di fronte a persone che ci disturbano: immigrati, stranieri, testimoni scomodi della fede, peccatori convertiti…
  3. Dio Padre vuole la salvezza di tutti e non discrimina nessuno. Molti cristiani non si lasciano contagiare da questa volontà di salvezza e classificano gli uomini secondo i loro criteri, in buoni e cattivi, meritevoli del Paradiso e condannabili all’inferno.
  4. Il Padre a tutti dona il suo Santo Spirito. È questa la sua “istruzione”. Questa verità non ci serve per giudicare gli altri, ma per chiederci: quanto io mi lascio istruire dallo Spirito Santo? Le scelte che sto facendo mi avvicinano al Signore o mi allontanano da lui?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Controlliamo se nei rapporti con qualche persona ci lasciamo condizionare da pregiudizi.

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2. introduzioni – 11 AGOSTO XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 AGOSTO

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TUTTI ISTRUITI DA DIO

Continua il confronto di Gesù con i Giudei non solo sul pane di vita, ma sull’identità del Signore. La vecchia Legge, simboleggiata dalla manna, che ha tenuto in vita il popolo nel deserto, non dà la vita eterna. Ciò che ha fatto Mosè è anticipazione e simbolo di quello che sta realizzando Gesù. La salvezza è per tutti e il Padre, con il dono dello Spirito, istruisce tutti e li attira verso Cristo, che dona la vita eterna a chi crede in lui.

PRIMA LETTURA

Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.
Il profeta Elia sta combattendo contro l’idolatria introdotta dalla regina Gezabele con la condiscendenza del re, Acab. Si è impegnato molto, ha combattuto, ma non ha vinto, la regina lo cerca per ucciderlo. Lo scoraggiamento lo porta a desiderare di morire. Ma il Signore gli dà la forza di continuare il suo cammino, per ricevere all’Oreb una rivelazione straordinaria e una nuova missione.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 33 (34)

Per coloro che lo invocano, l’intervento del Signore è forza, gioia e liberazione.

SECONDA LETTURA

Camminate nella carità come Cristo.
Continuano le esortazioni morali di Paolo. In questo brano egli mette in contrasto atteggiamenti e comportamenti contrastanti, che determinano i rapporti tra i fratelli nella comunità. La benevolenza e la misericordia costruiscono relazioni fraterne e fanno somigliare a Gesù.

VANGELO

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Entrano in scena i Giudei, oppositori di Gesù in tutto il vangelo di Giovanni. La discussione diventa più tesa. Gesù promette la risurrezione a coloro che credono in lui.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 AGOSTO

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TUTTI ISTRUITI DA DIO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, metti la legge dell’amore nel cuore di tutti, ma noi ci lasciamo vincere dall’egoismo.  Kyrie eleison.
  • Cristo, il Padre ci attira a te, ma noi corriamo da altri maestri. Christe eleison.
  • Spirito Santo, ci ispiri pensieri buoni, ma noi non sempre li accettiamo. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre ci dona il pane della vita, che è Gesù. Preghiamo perché, nutriti di Cristo possiamo vivere nella speranza certa della vita eterna. Diciamo insieme: Padre della vita, ascoltaci.

  • Per la Chiesa, affinché trovi sempre il centro della sua vita nella celebrazione eucaristica, banchetto di vita eterna. Preghiamo
  • Per coloro che cercano Dio e non lo riconoscono in Gesù, affinché lo Spirito li guidi al Signore della vita. Preghiamo.
  • Per tutti i cristiani, affinché si lascino istruire da te, o Padre, e dallo Spirito Santo. Preghiamo.
  • Per la nostra comunità, affinché partecipi con gioia e fede alla santa Eucaristia e condivida il pane con i fratelli bisognosi. Preghiamo.

Padre santo, attiraci a Cristo, perché attraverso lui possiamo giungere a te ed essere ammessi al banchetto eterno nel tuo Regno. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – 11 AGOSTO- XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 AGOSTO

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

TUTTI ISTRUITI DA DIO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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3. Commento alle Letture – 4 AGOSTO XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

4 AGOSTO

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

CREDERE IN GESÙ

COMMENTO

La folla, di fronte al segno compiuto da Gesù con la condivisione del pane e dei pesci, ha frainteso il significato e ha tentato di impadronirsi di Gesù, facendolo re, pensando così di assicurarsi il pane quotidiano. Gesù faticherà non poco per cancellare questa illusione e annunciare il dono del pane di vita eterna.
Questa prima parte del grande discorso eucaristico, ma non solo, mira a far giungere la folla a chiedere a Gesù: «Signore, dacci sempre questo pane».
Certo, è una cosa buona che la folla lo cerchi ancora, dopo che lui si è sottratto al tentativo di acclamarlo come re, ma Gesù inizia la sua “catechesi” con un piccolo rimprovero: avete mangiato il pane, vi siete saziati, ma non avete colto che è un segno e siete rimasti legati al gusto di una realtà materiale.
Quindi passa a indicare tre passi di crescita spirituale, per arrivare a chiedere il pane della vita eterna.
Primo passo. Comprendere che c’è un altro pane, quello della vita eterna, che soltanto Gesù può donare, perché ha ricevuto questo incarico direttamente dal Padre. Per accogliere questo pane, bisogna “darsi da fare”.
Secondo passo. La folla sa già che non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (cf Dt 8,3), e chiede a Gesù a quali punti della Legge deve fare riferimento per poter ricevere questo pane. Ma la risposta di Gesù è diversa: non basta più l’osservanza della Legge, bisogna credere in lui, che è stato mandato dal Padre per portare in dono la vita eterna. Quindi, tutti i precetti della Legge ora sono riassunti nel credere in Gesù.
Terzo passo. Di fronte alla richiesta della folla di agire come Mosè, Gesù rifiuta di paragonarsi a lui e sposta l’attenzione sull’opera del Padre: è lui che ha dato il pane nel deserto, non Mosè; quel pane era solo un’anticipazione del vero pane che viene dal cielo e comunica la vita eterna, non solo a Israele, ma al mondo intero.
La folla ora capisce che c’è un nuovo pane e lo chiede, aspettandosi probabilmente un nuovo precetto, una nuova interpretazione della Legge o un nuovo prodigio.
Invece a questo punto Gesù va molto oltre e rivela di sé una verità inimmaginabile: il pane che viene dal cielo e dà la vita è proprio lui, Gesù, che è venuto a sfamare e dissetare quelli che credono in lui. Domenica prossima vedremo come reagirà la folla a questa rivelazione.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La folla è legata al gusto delle cose terrene. Gesù non le sminuisce, ma invita ad andare oltre e a mirare alle cose che non finiscono, quelle dello spirito. Dentro di noi c’è ancora contrasto tra spirito e materia? Di cosa abbiamo bisogno per giungere all’armonia, che è anticipazione della vita eterna?
  2. L’armonia tra materia e spirito non è solo frutto del nostro impegno, ma è anzitutto dono di Gesù. Ci stiamo “dando da fare”, per accogliere questo dono?
  3. L’opera di Dio è credere in Gesù, mandato dal Padre. Interroghiamoci sulla nostra fede in Gesù: è viva e in movimento, oppure è ferma come una cosa acquisita una volta per sempre?
  4. I credenti sono immersi nell’amore del Padre e del Figlio, che li raggiunge attraverso l’opera dello Spirito Santo. Quanto e come la nostra vita spirituale è alimentata da questa verità fondamentale della fede?

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Verifichiamo se la nostra fede in Gesù produce frutti di amore per i fratelli.