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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 2 gennaio 2022

2 gennaio 2022

Seconda Domenica dopo Natale

CRISTO LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non sappiamo interpretare i segni che ci invii e smarria- mo il senso della nostra esistenza. Abbi pietà di noi.
  • Cristo, ci hai mandato il tuo unico Figlio, eppure riteniamo che al- cune cose che possediamo siano troppo preziose per essere messe a tua disposizione. Abbi pietà di noi.
  • Signore, celebriamo la tua nascita come una ricorrenza annuale e non ne cogliamo il senso rivoluzionario. Abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante: Siamo noi quel popolo eletto che è chiamato a dare concretezza al- l’azione di Dio sulla terra. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, agisci attraverso di noi nella storia.

  • Perché il cammino di fedeltà e di mancanze del popolo d’Israele ci incoraggi a coltivare un autentico rapporto di conoscenza con Dio. Preghiamo.
  • Perché la radicalità del tuo Vangelo sia misura dell’efficacia della nostra testimonianza nel mondo. Preghiamo.
  • Perché ci ricordiamo di essere fratelli in Cristo e quindi respon- sabili gli uni degli altri. Preghiamo.
  • Perché il desiderio di conoscere la verità ci spinga a esplorare il mi- stero del tuo amore per l’uomo. Preghiamo.

Celebrante: O Padre, hai dato risposta alla ricerca di vera Sapienza che da sem- pre tormenta l’uomo inviando sulla terra il tuo unico Figlio. Aiuta- ci a tradurre questa rivelazione in una condotta di vita degna della tua fiducia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 2 gennaio 2022

2 gennaio 2022

Seconda Domenica dopo Natale

CRISTO LUCE DELLA STORIA E BENEDIZIONE DI DIO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. Letture e introduzioni – 26 dicembre 2021

26 dicembre 2021

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Domenica fra l’ottava di Natale

Gesù cresceva in sapienza, età e grazia

Maria e Giuseppe, come ogni famiglia ebraica osservante della legge, in occasione della Pasqua si recano ogni anno in pellegrinaggio a Gerusalemme. Quando Gesù ha 12 anni lo conducono con sé. Al tempio Gesù si sente pienamente a casa sua, nella casa del Padre, e a Maria e a Giuseppe rivela apertamente la sua figliolanza divina. Poi però torna a Nazaret con loro e riprende obbediente la sua normale esperienza di vita vissuta finora.

PRIMA LETTURA
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.
Anna è stata esaudita nella sua preghiera e ha la gioia di avere un figlio. Quando Samuele è ancora fanciullo, Anna lo conduce al santuario donandolo al Signore, e lo affida al sacerdote Eli.

Dal primo libro di Samuele.                       1Sam 1,20-22.24-28
Al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE            Dal Salmo 83 (84)
Canto dei pellegrini che giungevano a Gerusalemme, la gioia di poter incontrare Dio nel tempio, nella sua dimora.
Rit. Beato chi abita la tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!
L’anima mia anela e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

SECONDA LETTURA
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
È inesauribile Giovanni nell’affermare l’amore di Dio che ci fa suoi figli, e nello stesso tempo la nostra dignità e il nostro coinvolgimento nel suo mondo. Ma anche il dovere di amarci gli uni gli altri.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo.                           1Gv 3,1-2.21-24
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO              Cf At 16,14b
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.

VANGELO
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.
A 12 anni Maria e Giuseppe conducono Gesù nel tempio. Lì Gesù si trova pienamente a suo agio, tanto che si ferma anche quando i genitori sono partiti. L’episodio è curioso: rivela che Gesù sta crescendo, ma soprattutto che prende coscienza della propria identità.

Dal vangelo secondo Luca.                      Lc 2,41-52
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 26 dicembre 2021

26 dicembre 2021

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Domenica fra l’ottava di Natale

Gesù cresceva in sapienza, età e grazia

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Si conosce pochissimo della giovinezza e della vita in famiglia di Gesù prima della sua vita pubblica. Il racconto di Luca che ricorda l’episodio del pellegrinaggio al tempio del preadolescente Gesù apre qualche spiraglio sulla vita e sui rapporti reciproci nella famiglia di Nazaret.

Pellegrini al tempio di Gerusalemme
Maria e Giuseppe, quando Gesù ha 12 anni, decidono di condurlo con loro al tempio.
Vogliono coinvolgerlo in quella loro esperienza religiosa importante per ogni ebreo.
La strada la fanno in carovana. Il viaggiare insieme, a gruppi di parenti e conoscenti, dà sicurezza e lascia i ragazzi piuttosto liberi. Sulla strada del ritorno però, dopo un giorno di cammino, Maria e Giuseppe si accorgono che Gesù non è con loro.
Il piccolo dramma si conclude dopo tre giorni nel tempio, dove i genitori ritrovano Gesù con i maestri della legge, tutto interessato ad ascoltarli e a interrogarli.
La reazione di Maria e di Giuseppe e l’affanno con cui l’hanno cercato fanno pensare che il comportamento di Gesù finora sia stato assolutamente normale. Ad essi quella di Gesù appare come una scappatella fatta da un ragazzo vivace che incomincia a dare qualche problema alla famiglia. Maria in particolare parla a Gesù con l’affanno di una madre che si stupisce e che continua a trattare suo figlio come un bambino, nonostante che sia già tanto cresciuto da cominciare ad avere una sua personalità.
La risposta di Gesù però coglie Maria e Giuseppe assolutamente di sorpresa. «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ed è la prima rivelazione esplicita della coscienza che il ragazzo Gesù dimostra di avere di se stesso.
La nascita nella stalla, la sua infanzia e il suo comportamento normale hanno fatto dimenticare a Maria e a Giuseppe l’Annunciazione e la parola degli angeli e dei profeti? Gesù si dichiara a loro Figlio di Dio, al di là di qualsiasi legame umano.

Una famiglia come tante
I Vangeli dell’infanzia di Gesù ci presentano la famiglia di Nazaret quotidianamente alle prese con le difficoltà proprie di una famiglia concreta, che conosce la povertà e l’esilio, la fatica del lavoro e della casa. Nell’episodio di Gesù al tempio troviamo Maria e Giuseppe che, come tutti i genitori, incominciano ad avere le prime difficoltà educative nei confronti del loro figlio che sta crescendo.
I figli non sempre accettano docilmente di fare le stesse esperienze religiose dei genitori, e non è detto che sia sempre opportuno, ma quando qualcosa può o deve essere fatto anche dai figli, essi restano meglio coinvolti, quando osservano il modo di fare e di vivere la fede dei genitori. E Gesù appare estremamente felice di recarsi pellegrino al tempio. L’esperienza lo prende così tanto che “disobbedisce”, obbligando papà e mamma a cercarlo per tre giorni.
Il comportamento di Gesù è quello di un normale preadolescente che sente il bisogno di affermare la propria personalità e di fare nuove esperienze. Come ogni preadolescente, egli non intende semplicemente disobbedire o dare un dispiacere ai genitori, ma incomincia a sentire di avere una personalità propria, e decide che è giunto il momento di farlo sapere anche agli altri.
Il dialogo tra Gesù e Maria rivela però il senso profondo di quella scappatella. Maria e Giuseppe sembra che non capiscano le parole di Gesù. Maria però conserva dentro di sé ogni cosa, meditando su questi avvenimenti. E questo episodio segnerà una svolta anche nella sua vita. Gesù, che tanto ha ricevuto finora da lei, da questo momento aiuterà la madre a crescere nella fede e a comprendere fino in fondo le parole pronunciate dall’angelo Gabriele.

Chi diventerà questo ragazzo?
Tutto l’andamento dell’episodio fa pensare che in quella famiglia ci sia stato un clima di grande rispetto reciproco, di fiducia, di non soffocamento. Ogni ragazzo a un certo punto tende a costruirsi progetti di vita personali e gli adulti dovrebbero aprirsi nei loro confronti senza spegnere i loro progetti, rendendo possibili quelle piccole esperienze che li aiutano a crescere nella conquista della propria libertà e maturità.
Gesù a Nazaret ritorna per obbedire. Il preadolescente Gesù è cambiato: pensa con la propria testa, sente di avere diritto a una certa autonomia. Tuttavia obbedisce, come ogni ragazzo della sua età.
Ogni preadolescente infatti, nonostante la disobbedienza e l’insofferenza che lo spingono a battere i piedi, è sempre facile a piegarsi. Nessuno dovrebbe però approfittare di questa inferiorità, di questa fragilità dovuta alla sua personalità ancora in fase di crescita. In ogni preadolescente è già viva l’immagine dell’uomo di domani: chi sarà quel ragazzo apparentemente mite e infantile che ogni tanto dice delle cose che lasciano di stucco? Quali sono i progetti che Dio ha su di lui?

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

A differenza di ciò che scrive Luca nel suo Vangelo, nel film Io sono con te di Guido Chiesa, una pellicola originale su Maria e la famiglia di Nazaret, quando la carovana riparte e ci si accorge che lui non c’è, tutti sono in ansia, soprattutto i parenti più stretti di Giuseppe, che appaiono addirittura irritati per la disobbedienza del ragazzo che sta portando disagio a tutta la carovana, costringendoli ad andare a cercarlo. Solo Maria e lo stesso Giuseppe non sembrano scomporsi. Vanno a cercarlo, ma appaiono sereni, convinti che Gesù è un ragazzo responsabile delle proprie azioni. Come a dire: se è rimasto là, ha certamente avuto le sue buone ragioni.

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4. Parola da Vivere – 26 dicembre 2021

26 dicembre 2021

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Domenica fra l’ottava di Natale

Gesù cresceva in sapienza, età e grazia

COMMENTO

Ci troviamo di fronte a un brano molto complesso e poco comprensibile. Proviamo a dare una chiave di lettura che possa aprire almeno un po’ i tesori di questo testo.
Gesù ha 12 anni, è diventato adulto di fronte alla Legge e sale a Gerusalemme. Rimane volontariamente e lascia partire i suoi, che non se ne accorgono. Fa da maestro ai maestri e spiega a Maria e a Giuseppe di dover stare con suo Padre. Ma essi non comprendono. L’incapacità di Maria e di Giuseppe a comprendere l’insegnamento di Gesù attraverserà tutta la vita pubblica del Messia, quando a non capire saranno i discepoli, fino a dopo la risurrezione. Così Luca invita i cristiani a conoscere il Signore e offre una pista di crescita nella comprensione dell’identità di Gesù e della sua missione messianica.
L’evangelista, dunque, conclude il vangelo dell’infanzia con una misteriosa allusione al completamento della missione di Gesù da adulto: la sua risurrezione e ascensione al cielo. Gesù-ragazzo volontariamente si ferma a Gerusalemme, come volontariamente si offrirà alla croce. Per tre giorni rimane nel tempio come nel sepolcro.
«Perché mi cercavate?» è l’anticipazione della domanda che gli angeli faranno alle donne nel sepolcro vuoto. Il rimprovero a Maria e a Giuseppe, perché non hanno capito che lui deve “stare” sempre con il Padre, ha tre significati: indica che è il Padre il luogo in cui Gesù abita da sempre e per sempre (e temporaneamente nel Tempio di Gerusalemme); annuncia che il cuore della sua missione consiste nel realizzare la volontà del Padre; infine anticipa il senso della sua ascensione: tornare al Padre.
Il ritorno a Nazaret è il tempo del silenzio di Gesù, che si allena a obbedire al Padre, obbedendo a Maria e Giuseppe, e della meditazione amorosa di Maria.
Anche noi nella nostra vita ci troviamo come Maria e Giuseppe in situazioni di cui non riusciamo a comprendere il senso e il valore. È normale. Maria ci indica una strada che ci può aiutare: non pretendere di capire tutto subito; restare saldi nella fede riguardo all’amore di Dio; registrare nella mente e nel cuore gli avvenimenti; leggerli
alla luce della parola di Dio; pregare e chiedere lumi allo Spirito Santo. Quando meno ce lo aspettiamo, è possibile che il Signore si faccia comprendere più chiaramente.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù abita in suo Padre. Per far capire questo a Maria e Giuseppe, rimane a Gerusalemme. Non è la ribellione di un ragazzo, ma il distacco necessario per aiutare i genitori a comprendere che lui ha un riferimento più alto da seguire e una missione da svolgere, lontano da loro.
  2. Gesù ascolta, interroga e risponde. Non è una successione casuale, e non riguarda solo i ragazzi e i giovani nei confronti degli adulti. Nei rapporti con gli altri dice il primato dell’ascolto, la legittimità delle domande, la necessità di rispondere.
  3. Giuseppe e Maria non comprendono la vocazione di Gesù. Devono camminare e crescere nella fede. I genitori e gli educatori sono invitati a chiedersi se nei confronti dei ragazzi hanno fiducia nel loro futuro e nelle loro capacità e se accettano che il primo riferimento non sono loro, ma Dio stesso.
  4. Gesù, obbedendo a Maria e Giuseppe, si allena a obbedire al Padre. Forse, anche per noi, l’ascolto attento e attivo dei fratelli è un buon allenamento per ascoltare, capire e obbedire a Dio.

PROPOSTA DI IMPEGNO PER LA SETTIMANA

Trovare un momento per pregare insieme, tutta la famiglia.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 26 dicembre 2021

26 dicembre 2021

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Domenica fra l’ottava di Natale

Gesù cresceva in sapienza, età e grazia

RICHIESTA DI PERDONO

  • Gesù Signore, che al tempio di Gerusalemme ti sei rivelato Figlio del Padre, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che sei vissuto come uomo in una famiglia, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ti sei fatto obbediente a Maria e a Giuseppe, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Nella festa della Santa Famiglia di Gesù affidiamo al Padre della vita le speranze e le preoccupazioni delle nostre famiglie.
Dio della vita, ascoltaci.

  • Preghiamo per la Chiesa: nelle sue iniziative a favore della famiglia venga ascoltata dai fedeli e da chi governa il nostro paese, preghiamo.
  • Per i fidanzati che si preparano con fiducia al matrimonio, perché sia feconda la loro preparazione e la vita che intendono condividere nell’amore, preghiamo.
  • Preghiamo per le famiglia in difficoltà, per quelle che si sono divise, per quelle provate dalla povertà, preghiamo.
  • Per tutti noi, perché non ci stanchiamo di accompagnare i ragazzi alla fede in famiglia e a catechismo, preghiamo.

Celebrante. O Signore nostro Dio, Padre di tutti, dona alle nostre famiglie di vivere nell’amore e nella accoglienza reciproca. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 26 dicembre 2021

26 dicembre 2021

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Domenica fra l’ottava di Natale

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

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Un anno straordinario

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2. Letture e introduzioni – 19 dicembre 2021

19 dicembre 2021

4ª DOMENICA DI AVVENTO

Beata Colei che ha creduto 

Siamo ormai alla vigilia del Natale. Maria ci prepara a vivere l’attesa come l’ha vissuta lei, nel servizio e nella disponibilità ad accogliere la novità inaudita della nascita nella carne del Figlio di Dio. La vergine Maria impara presto a vivere il Vangelo e a seguire il Figlio Gesù che porta nel suo seno. Giovanissima, affronta coraggiosa un lungo viaggio per assistere Elisabetta, che la accoglie come «la madre del mio Signore».

PRIMA LETTURA
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.    
I tempi sono difficili, dice Michea, e la situazione è senza speranza. Ma il Signore interverrà e ci sarà un termine. «Colei che deve partorire» assicurerà una discendenza al regno di Davide. Il successore nascerà nel villaggio di Betlemme, la stessa località in cui è nato il re Davide.

 Dal libro del profeta Michea.                                 Mic 5,14a

Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui,
ùfino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele. Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace!».
Parola di Dio.

 SALMO RESPONSORIALE                        Dal Salmo 79 (80)
Il salmista prega per smuovere il Signore e ottenere il suo aiuto. Lo invita a volgere il suo sguardo sulla condizione umana. Allora gli sarà fedele e lo invocherà.

Rit. Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Tu, pastore d’Israele, ascolta, seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

 

SECONDA LETTURA
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.    
Milioni di animali sacrificati nei tanti riti compiuti dagli ebrei per secoli non sono serviti a eliminare il peccato e a riconciliare l’umanità con Dio. Ecco allora farsi avanti il Figlio di Dio, che assume un corpo e si mette interamente nelle mani del Padre per fare fino in fondo la sua volontà.

 Dalla lettera agli Ebrei.                                                                                     Eb 10,5-10

Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”».
Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO         Lc 1,38

Alleluia, alleluia.

Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.

Alleluia.

 VANGELO

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?                                                

Pochi giorni fa abbiamo contemplato Maria nei suoi privilegi, ora la vediamo nella sua operosità, impaziente di venire in soccorso all’anziana Elisabetta. Lascia Nazaret e si reca da lei in tutta fretta per assisterla nella sua maternità. Tra Maria ed Elisabetta il dialogo si fa profezia e Maria pronuncia il suo Magnificat.

 

Dal vangelo secondo Luca.                                                                                            Lc 1,39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore.