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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 16 NOVEMBRE – 33ª DOMENICA T.O.

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E ALLA STORIA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non riconosciamo la bellezza di essere perseguitati, ma dalla tua parte.  Kyrie eleison.
  • Cristo, ricerchiamo occasioni sensazionali per dimostrare la nostra fede, ma non ci accorgiamo quanti nostri doveri tralasciamo ogni giorno. Christe eleison.
  • Signore, man mano che l’età e l’esperienza avanzano diffidiamo sempre più della veridicità della tua Parola. Abbi pietà di noi.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha ricordato che è nella quotidianità operosa che si misura la nostra fedeltà al Vangelo. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, fa’ che lavoriamo per la tua giustizia.

  • Perché conserviamo la voglia di sperare in un mondo migliore. Preghiamo.
  • Perché riconosciamo ciò che c’è di buono nel mondo come un segno della tua presenza. Preghiamo.
  • Perché a ogni uomo venga concesso di guadagnarsi il suo pane lavorando. Preghiamo.
  • Perché sperimentiamo la serenità dei figli di Dio e perché la derisione, la più sottile tra le persecuzioni, non ci turbi. Preghiamo.

O Padre, la temerarietà degli empi ci fa dubitare della tua Parola. Aiutaci a rimanere nel tuo amore che salva e a ricordarci che non c’è nulla di frustrante in una vita semplice.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 16 NOVEMBRE 2025 – 33ª DOMENICA T.O

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata
nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E
ALLA STORIA

 

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1. ORAZIONI – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

Antifona

Vidi la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio,
pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (Ap 21,2)
Oppure:

Ecco la tenda di Dio con gli uomini.
Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli;
egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. (Ap 21,3)

Si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, che con pietre vive e scelte
prepari una dimora eterna per la tua gloria,
continua a effondere sulla Chiesa
la grazia che le hai donato,
perché il popolo dei credenti
progredisca sempre nell’edificazione
della Gerusalemme del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, tu hai voluto chiamare tua sposa la Chiesa:
fa’ che il popolo consacrato al servizio del tuo nome
ti adori, ti ami, ti segua
e, sotto la tua guida, giunga ai beni promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Accogli, o Signore,
i doni che ti presentiamo,
e concedi al popolo che qui ti supplica
la grazia redentrice dei tuoi sacramenti
e la gioia di vedere esaudita la sua preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Voi, pietre vive,
siete costruiti come edificio spirituale
per un sacerdozio santo. (1Pt 2,5)

oppure
Zaccheo, scendi subito,
perché oggi devo fermarmi a casa tua. (Lc 19, 5)

Dopo la comunione

O Dio, che hai fatto della tua Chiesa
il segno visibile della Gerusalemme celeste,
per la partecipazione a questo sacramento
trasformaci in tempio vivo della tua grazia,
perché possiamo entrare nella dimora della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

COMMENTO

Oggi la liturgia ci invita a riflettere sul vero significato del nostro appartenere alla Chiesa.
La basilica del Laterano  è la  sede della cattedra del Papa. La figura del Papa è fondamentale per costruire attorno al fulcro Cristo Risorto l’unità e l’identità del nostro essere cristiani. Il luogo che ci accoglie  fisicamente è la nostra chiesa, che diventa la culla di preghiera della comunità e la  casa del Signore in mezzo a noi.
Ma cosa significa essere abitazione di Dio fra noi, e cosa comporta? Il brano evangelico ci spinge a riflettere al riguardo. Giovanni colloca l’episodio della cacciata dei mercati dal Tempio subito dopo Cana dove si “manifesto’ la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui” (Gv 2, 11).
Chi perde le staffe nel Tempio non è più solo il Maestro, ma il Figlio di Dio. Il Messia sale a Gerusalemme per il pellegrinaggio pasquale non come semplice Ebreo devoto ma come Figlio che entra nella casa di suo Padre.
Il Tempio era una costruzione splendida, non ancora ultimata, iniziata da Erode il Grande nel 20 a.C. Era una meraviglia all’esterno dove marmi pregiati si sprecavano.
All’interno era un’autentica miniera d’oro ed un supermercato dove si vendeva e scambiava di tutto. Soprattutto il grande cortile di ingresso, aperto a tutti, era stato trasformato in un autentico bazar che caratterizza anche oggi molte città medio orientali. Famoso è quello di Istanbul.
Il Tempio avrebbe dovuto essere un centro di  preghiera, il cuore della  nazione e dell’identità ebraica, il segno dell’Alleanza fra Dio e il suo popolo. Invece…
Al centro non c’era Jahweh ma Mammona. Intollerabile!
Come vergognosi sono i mercati del sacro che caratterizzano tanti santuari anche oggi.
Il Figlio non sopporta simile oltraggio. Allora furente con le sue mani fa una frusta di corde e comincia a spolverare la schiena dei venditori e manda a gambe all’aria i loro banchi, disperde pecore e tori.
Significativamente se la prende con i venditori di colombe. Perché?  La colomba era il sacrificio del povero . Corrisponde alla corona del Rosario di oggi. È l’offerta della povera vecchia che lascia cadere la monetina nel bacile delle offerte.

Coloro che si erano impossessati del Tempio si innervosiscono e chiedono spiegazioni. Al solito Il Signore  li stoppa con un contrasto ruvido e scandaloso per loro. Il vero Tempio non è fatto di ori, di pietre, di mercanteggiamenti ma è’ fatto di amore, di coerenza, di misericordia , di carità’, di morte e, soprattutto di Risurrezione.

Il tempio che portiamo nel nostro cuore da chi è abitato: da Dio a da Mammona. E’ Tempio o Spelonca?

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4. Letture – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

PRIMA LETTURA

Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.

Dal libro del profeta Ezechièle   Ez 47,1-2.8-9.12

In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 45 (46)

R. Un fiume rallegra la città di Dio.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare. R.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba. R.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra. R.

SECONDA LETTURA

Voi siete il tempio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi    1Cor 3,9c-11.16-17

Fratelli, voi siete edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(2Cr 7,16)

Alleluia, alleluia.

Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa
perché il mio nome vi resti sempre.

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Parlava del tempio del suo corpo.

Dal Vangelo secondo Giovanni     Gv 2,13-22

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore.

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, cediamo alla tentazione di riconoscere la signoria della morte sulla storia dell’uomo..  Kyrie eleison.
  • Cristo, non riusciamo a rendere testimonianza credibile di quanto sia bello credere in te. Christe eleison.
  • Signore, il nostro scetticismo sulla concretezza della risurrezione misura la nostra mancanza di fede. Abbi pietà di noi.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha invitato a non scandalizzarci quando sentiamo parlare di risurrezione dai morti, ma a coltivare la nostra speranza. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, conservaci nel tuo amore.

  • Perché rifiutare i simboli della corruzione non ci spaventi. Preghiamo.
  • Perché la confusione che regna nel mondo non ci impedisca di credere nella solidità della giustizia. Preghiamo.
  • Perché rimaniamo fedeli alle promesse fatte ai fratelli, così come tu sei rimasto fedele alle tue. Preghiamo.
  • Perché sappiamo riconoscere, nella travagliata storia dell’uomo, i segni del tuo progetto di salvezza. Preghiamo.

O Padre, la sensazione di sprecare la vita ci fa temere la morte. Aiutaci ad avere una speranza solida nel futuro per poter vivere nel migliore dei modi il nostro presente.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 9 NOVEMBRE 2025 – DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

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1. ORAZIONI – 2 NOVEMBRE COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

2 NOVEMBRE

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

CONTEMPLARE IL VOLTO DI DIO

Antifona

Come Gesù è morto e risorto,
così anche Dio, per mezzo di Gesù,
radunerà con lui coloro che sono morti.
E come in Adamo tutti muoiono,
così in Cristo tutti riceveranno la vita. (Cf. 1 Ts 4, 14; 1 Cor 15, 22)

Si dice il Gloria.

Colletta

Nella tua bontà, o Padre, ascolta le preghiere che ti rivolgiamo,
perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti
e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli risorgeranno a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

—(oppure)—
O Dio, amante della vita, che nel tuo Figlio sei venuto a cercare e a salvare chi era perduto, donaci di accoglierti con gioia nella nostra casa e aiutaci a condividere con i fratelli i beni della terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Guarda con benevolenza, o Padre, i nostri doni,
perché i tuoi fedeli defunti siano associati alla gloria del tuo Figlio,
che tutti ci unisce nel grande sacramento del suo amore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona alla comunione

«Io sono la risurrezione e la vita», dice il Signore.
«Chi crede in me, anche se muore, vivrà;
chiunque vive e crede in me,
non morirà in eterno». (Gv 11, 25-26)

oppure
Zaccheo, scendi subito,
perché oggi devo fermarmi a casa tua. (Lc 19, 5)

Dopo la comunione

Fa’, o Signore, che i tuoi fedeli defunti,
per i quali abbiamo celebrato il sacramento pasquale,
entrino nella tua dimora di luce e di pace.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 2 NOVEMBRE COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

2 NOVEMBRE

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

CONTEMPLARE IL VOLTO DI DIO

COMMENTO

IL Vangelo di questa domenica fa parte del lungo discorso di Gesù riportato nel capitolo 6 di Giovanni.
Viene tenuto a Cafarnao ai suoi discepoli ancora pieni di stupore per la moltiplicazione delle cinque pagnotte d’orzo e dei due pesci arrostiti che un generoso ragazzo aveva messo a disposizione degli apostoli per sfamare una moltitudine di persone (Gv 6, 9).
In un’epoca dove il cibo scarseggia e la fame  dilaga, questo crea stupore e meraviglia. La folla si esalta e vuole, a furor di popolo, proclamare re Gesu’ che, invece, di gran fretta fa perdere le sue tracce e si rifugia a pregare nella solitudine della notte. Gli apostoli visto che si trovano  a Tiberiade, mentre le loro abitazioni sono situate a Cafarnao, sul lato opposto del lago, salgono sulla loro barca, si mettono di buona lena a remare, nonostante che le acque siano mosse, senza preoccuparsi del fatto che il Maestro non sia con loro.
Sono quasi arrivati a destinazione quando il Signore li raggiunge camminando sulle acque,  facendo loro prendere un bel coccolone. Anche coloro che avevano mangiato la sera grazie al prodigio della moltiplicazione dei pani e dei pesci, non trovando al loro risveglio gli apostoli, saltano su cinque barche trovate in riva al lago e si fiondano verso Cafarnao riuscendo così a aggregarsi di nuovo alla comitiva apostolica.
E qui il Maestro tenta di chiarire a tutti il vero significato di quanto avvenuto nel tardo  pomeriggio del giorno precedente. Chiaramente dice che il suo compito non consiste nell’essere il banco alimentare di tutti. Il suo pane non ha il sapore e la fragranza di quello che accompagna i nostri alimenti, ma profuma di eternità’. Il suo pane consiste nel non perdere nessuno che il Padre gli ha  affidato per sempre e per l’eternità. Il giorno della sua morte, questo significa “ultimo giorno”, tutti risorgeremo con Lui  in eterno.
Paolo, in una sua lettera, sintetizza il tutto in una frase densa di significato per ogni credente:”se Cristo non e’ morto e risuscitato, vana è la nostra speranza” ( cfr 1 Cor 15, 14).
È per questo che la commemorazione che oggi facciamo dei nostri cari che ci hanno preceduto nel segno della fede ed ora dormono nella pace  non ha nulla da dividere con il macabro carnevale di halloween.
Noi ricordiamo dei vivi nella preghiera,  senza scandalizzarci dei fanatici dei sabba infarciti di scaramanzia agli antipodi del nostro credere nella Risurrezione.

MEDITAZIONE

In questi giorni ancora in molti si recano al cimitero per compiere il pietoso gesto della memoria di amici o parenti defunti. È un gesto d’affetto e come tale è da guardare con rispetto. Può dare origine a vergognose speculazioni sulla sofferenza del lutto, ma anche, e a questo è opportuno porre attenzione, al ripristino di relazioni familiari interrotte, alla condivisione e alla trasmissione di memorie collettive, alla meditazione, a genuini atti di devozione. In questi giorni su tutti, anche su chi si accosta ai sepolcri illuminato dalla fede grava un’ombra: non si affronta la morte altrui senza pensare alla propria.

Reciprocità della visione della morte e della visione della vita

Un tempo l’argomento tabù era il sesso, e di morte si parlava forse troppo e male. Oggi di sesso si parla anche troppo e male, e la morte è diventato il nuovo tabù. Questi, invece, sono giorni in cui la liturgia e la tradizione portano a considerare il tema. Anche se il nostro tempo ha cercato di rimuovere e obliare la morte, non è riuscito a risolverne il problema. Per certi versi siamo stati espropriati della nostra stessa morte. Ormai è raro che si muoia in casa accompagnati dalle cure dei parenti: normalmente si muore in luoghi attrezzati per questo momento (ospedali o case di cura), assistiti da personale specializzato. Lo stesso vale per la sepoltura. Vi sono aspetti positivi: la maggior competenza. Altri meno: la professionalizzazione della morte rischia di spersonalizzarla. In ogni caso, pur tentando di anestetizzarci di fronte al problema della morte, continuiamo a sentirla problematica. La percepiamo come un’ingiustizia, come una rottura con le sicurezze che ci creiamo vivendo, come un distacco dagli affetti più importanti e che riempiono il nostro quotidiano.
Per quanto riguarda questa dimensione anche il cristianesimo non risolve il problema della morte. Emotivamente è impossibile non sentire il dolore del distacco, e non è neppure giusto chiedere di non piangere per il lutto di un affetto venuto meno, anche se il fatto è vissuto alla luce della fede. Altrettanto vale per il timore del dopo. La fede è veramente una scommessa: abbiamo motivi ragionevoli per credere, ma possiamo solo gettare i dadi. Sarebbe errato ridurre il cristianesimo a una scelta sul dopo morte, come se il motivo fondamentale della scelta di fede fosse una specie di polizza assicurativa sulla vita eterna. Ciò non significa, però, che l’alternativa tra fede e non fede sia priva di conseguenze nel modo di affrontare e vivere la morte, la propria e l’altrui. Il che implica, però, un certo e conseguente modo di affrontare la vita.

La risurrezione di Cristo: la visione cristiana della morte…

È la risurrezione di Cristo la lente attraverso la quale ogni cristiano legge la vita e la morte. E non è una lettura cristiana se non parte dalla risurrezione. Nelle parole del vangelo, Gesù si rivela partecipe della volontà salvifica del Padre per gli uomini (cf Gv 6,38). In lui, Gesù, si compie la salvezza dell’umanità, per mezzo della sua morte e della sua risurrezione. I misteri pasquali sono la sentenza di condanna della morte.
«E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6,39).

…e della vita.

Tuttavia è necessaria la fede in Cristo per ricevere la vita eterna e la risurrezione: «Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,40). Da queste stesse parole di Gesù si comprende anche che la fede non è solo attesa della risurrezione, ma è già oggi partecipazione alla vita eterna.
Le feste di questi giorni portano dunque a guardare la vita in una prospettiva più ampia. L’importanza del presente è sostanziata dalla risurrezione. L’oggi che si vive non perde la sua consistenza. Anzi: sfugge all’appiattimento nel contemporaneo, nell’istante senza spessore, e si apre a un’interezza in cui il vivere di oggi tende, nel desiderio e nella speranza, a un «di più» che lo arricchisce di significato. La morte continua a rimanere problematica. Ma da tragedia si trasforma in momento che invera la vita e la pone nella prospettiva dell’eternità.

 

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2. introduzioni – 2 NOVEMBRE COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

2 NOVEMBRE

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

CONTEMPLARE IL VOLTO DI DIO

La morte è da sempre per l’uomo un mistero. Molti filosofi, scienziati e pensatori hanno tentato di penetrare questo mistero con la forza dell’intelletto, ma quella che costoro hanno percorso non è l’unica via che abbiamo a disposizione.
Un’altra scelta possibile di fronte alla morte è quella della contemplazione, che non mira a risolvere il mistero, ma a farlo vivere. Là dove il mistero vive, si apre poi lo spazio per la fede, che è relazione con Dio e con coloro che ci hanno preceduto nel contemplare lo stesso mistero, che in esso si sono immersi e che ci attendono già presso il Padre.

PRIMA LETTURA

Io lo so che il mio redentore è vivo.
Giobbe, sebbene si trovi in mezzo alle sofferenze e pur avendo sperimentato la perdita dei suoi cari, non rinuncia a rimanere in comunione con Dio e a sperare di vedere realizzata la sua giustizia.

SALMO RESPONSORIALE                

Rimanere presso il Signore è l’unico desiderio del salmista. Ottenuta questa grazia, nessun timore potrà farlo vacillare.

SECONDA LETTURA

Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
Dio ha redento il mondo anche quando non c’era nessuno che lodasse il suo nome. Per questo chi invoca la sua misericordia, rivolgendosi a lui come a un Padre, non può temere di rimanere deluso.

VANGELO

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Nell’amore di Gesù per l’umanità, manifestatosi nella sua pienezza sulla croce, possiamo intravedere la volontà salvifica di Dio nei confronti dell’uomo. Nessuno è destinato alla dannazione e fino all’ultimo il Padre celeste spera di poter salvare i suoi figli.