Pubblicato il Lascia un commento

5. Preghiere di perdono e dei Fedeli – Santissimo corpo e sangue di Cristo

19  GIUGNO

SANTISSIMO CORPO
E SANGUE DI CRISTO

RICHIESTE DI PERDONO

  • Signore, troppo spesso offriamo il triste spettacolo di una fede filosofeggiante, priva di effetti sulla nostra vita. Kyrie eleison.
  • Cristo, disprezziamo la tua croce, ricercando cibi più succulenti per placare la nostra fame di salvezza. Christe Eleison.
  • Signore, parliamo d’amore, ma aspettiamo che sia tu a prenderti cura dei fratelli. Kyrie eleison.

PREGHIERE DEI FEDELI

Celebrante. Gesù si è fatto pane e vino per noi, perché potessimo essere liberi dalla schiavitù del peccato. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, fa’ che ci nutriamo della tua misericordia.

• Perché, quando ci sembra di essere troppo poco per testimoniare il tuo Vangelo, sappiamo aver fiducia nella potenza del tuo Spirito. Preghiamo.
• Perché la nostra fede in te coinvolga ogni aspetto della nostra esistenza, anche le scelte economiche e sociali. Preghiamo.
• Perché la tua capacità di amarci fino alla fine ci faccia affrontare le fatiche e le difficoltà di ogni giorno con una serenità di cui nessuno potrà più privarci. Preghiamo.
• Perché la tua Chiesa sappia accogliere la miseria umana e, attraverso la tua Parola, sappia trasformarla in abbondanza. Preghiamo.

Celebrante. O Padre, ci hai redenti col corpo e il sangue del tuo unico Figlio. Fa’ che, con il tuo aiuto, non ci limitiamo ad ammirare questo mistero, ma desideriamo viverlo ed esserne partecipi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


(tratto da: E. Bianco, Preghiera dei fedeli, proposte per le domeniche e feste degli anni A-B-C – Elledici 2002)

Pubblicato il Lascia un commento

6. Vignetta di RobiHood – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

19             GIUGNO

SANTISSIMO CORPO
E SANGUE DI CRISTO

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

2. introduzioni – Santissima Trinità

12             GIUGNO

SANTISSIMA TRINITÀ

TRE PERSONE, UNA SALVEZZA

Ogni volta che partecipiamo alla santa Messa e ogni volta che entriamo in relazione con Dio ricordiamo, col segno della croce, di essere avvolti e coinvolti nella relazione trinitaria.
La nostra fede non trova infatti la sua dimensione ultima nella solitudine, ma nella relazionalità. Nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo assistiamo a una stessa rivelazione che, in quanto creature, è origine della nostra esistenza; in quanto uomini, è manifestazione dell’amore di Dio; in quanto cristiani, è invito a operare nell’oggi per costruire il Regno dei Cieli.

PRIMA LETTURA
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.
La Sapienza, figura di Cristo nell’Antico Testamento, racconta per immagini del suo rapporto con Dio. In questa relazione d’amore, più antica dei mari, delle colline e degli abissi, siamo stati coinvolti anche noi dalla venuta nel mondo del Figlio.

SALMO RESPONSORIALE                               Dal Salmo 8
L’uomo è meraviglia e custode del creato. La sua grandezza riposa in quella del suo artefice: il Dio creatore.

SECONDA LETTURA
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.
Il cristiano, nella pienezza della sua fede, sperimenta, già su questa terra, cosa significhi essere beati. Questa condizione di pace e d’imperturbabilità di fronte alla sofferenza, non è né un esempio di eroismo, né una forma di follia, è invece frutto dell’azione dello Spirito.

VANGELO
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.
La parzialità dell’annuncio di Gesù non è segno di sfiducia verso i suoi discepoli e verso di noi, oggi. La piena comprensione dell’annuncio evangelico non può essere immediata e totale, perché la Parola non piomba sull’uomo dall’esterno, ma prevede un coinvolgimento di tutte le sue facoltà.

Pubblicato il

3. Commento alle Letture – Santissima Trinità

12             GIUGNO

SANTISSIMA TRINITÀ

TRE PERSONE, UNA SALVEZZA

Di fronte al mistero della Trinità, la parola si trova in condizione d’indigenza, perché non riesce a dire l’indicibile. Tuttavia non si può rinunciare ad addentrarci un poco, seppure con umiltà e rispetto, nell’ineffabile.
Difficilmente, quando parliamo di Dio con il linguaggio abituale, lo facciamo in termini trinitari. Normalmente ne scomponiamo le persone parlando, volta per volta, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Eppure la rivelazione che Gesù ha fatto di Dio, è la rivelazione delle relazioni fra le tre persone della Trinità. Pertanto una via che si può percorrere per approssimare l’ineffabile è quella della relazionalità.

L’opera dello Spirito
Come dice l’orazione di colletta (la prima) di questa liturgia, il Padre è la fonte della rivelazione. Essa avviene per opera del Figlio e dello Spirito. Il contenuto di tale rivelazione è il mistero della vita divina e la fede è in un Dio uno nella trinità delle persone, in relazione fra loro, che ovviamente vuol dire nell’amore reciproco. Questa è la vita divina.
Il vangelo pare aprire la porta a un dubbio: Gesù ha rivelato tutto? La sua rivelazione è incompleta? Sembra quasi che, a causa della debolezza dei discepoli, ci sia qualcosa di non detto (cf Gv 16,12). È lo stesso Giovanni che ci mette sulla via della corretta interpretazione di questo passo. Non manca qualcosa al tutto della rivelazione, manca la capacità di comprenderla del tutto (cf Gv 16,12.13).
Ciò sarà possibile solo dopo la risurrezione e dopo l’effusione dello Spirito Santo, perché per mezzo suo (cf Gv 16,13) il credente accederà a un ampliamento qualitativo (non quantitativo) della rivelazione di Gesù. Grazie allo Spirito i discepoli, dopo la risurrezione, potranno progressivamente penetrare l’insegnamento di Gesù.

Unità, consustanzialità, relazioni
Lo Spirito, per compiere la sua funzione, «dirà tutto ciò che avrà udito» (Gv 16,13). Da chi? Gesù rivela quello che ha udito dal Padre (cf Gv 15,15). Lo Spirito «prenderà da quel che è mio [di Gesù] e ve lo annuncerà» (Gv 16,14). Questo però non fa differenza perché «tutto quello che il Padre possiede è mio» (Gv 16,15), infatti, dice Gesù, «io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,30). Ciò dice l’unità e la «consustanzialità» delle tre Persone.
Il tratto del vangelo di questa solennità aggiunge la dimensione relazionale. Gesù afferma che «egli [lo Spirito] mi glorificherà» (Gv 16,14). Infatti, ne continua la rivelazione. Ma è qui che s’instaura la circolarità della glorificazione: lo Spirito glorifica il Figlio, il Figlio è glorificato dal Padre, e il Padre, a sua volta, è glorificato dal Figlio (cf Gv 17,1.4).

Effetti in noi

Le letture di oggi ci indicano anche la direzione del nostro coinvolgimento con il Dio Trinità.
San Paolo, nei primi capitoli della lettera ai Romani, afferma la condizione di peccatori di tutti gli uomini, fino ad esultare per la salvezza realizzata da Cristo, «il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione» (Rm 4,25). All’inizio del capitolo 5 della lettera, l’apostolo afferma che la giustificazione, cioè il dono di essere resi giusti di fronte a Dio, è donata gratuitamente e per la fede. Inoltre, essa produce degli effetti negli uomini. Innanzi tutto la «pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo». Inizia una nuova condizione negli uomini. È la fede che fa accedere al dono della grazia che raggiunge gli uomini nel presente («ci troviamo e ci vantiamo»). Tutto ciò è la base della speranza, anche nella tribolazione. «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).
Seguendo il corso del discorso paolino, che è un discorso sull’uomo e sugli effetti in esso dell’opera della redenzione, vengono nominate tutte e tre le Persone della Trinità. Il Padre è all’origine, il Figlio opera la redenzione, lo Spirito abita i nostri cuori. La Trinità, relazione fra tre Persone, abita il cuore umano e per la sua opera di salvezza ci immette in questa stessa relazione. Da qui ne viene una nuova vita. A essa corrispondiamo?

Pubblicato il

4. Letture – Santissima Trinità

12             GIUGNO

SANTISSIMA TRINITÀ

TRE PERSONE, UNA SALVEZZA

PRIMA LETTURA
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.
La Sapienza, figura di Cristo nell’Antico Testamento, racconta per immagini del suo rapporto con Dio. In questa relazione d’amore, più antica dei mari, delle colline e degli abissi, siamo stati coinvolti anche noi dalla venuta nel mondo del Figlio.

Dal libro dei Proverbi  Pr 8,22-31

Così parla la Sapienza di Dio:
«Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, all’origine.
Dall’eternità sono stata formata,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata,
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;
prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io fui generata,
quando ancora non aveva fatto la terra e i campi
né le prime zolle del mondo.
Quando egli fissava i cieli, io ero là;
quando tracciava un cerchio sull’abisso,
quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell’abisso,
quando stabiliva al mare i suoi limiti,
così che le acque non ne oltrepassassero i confini,
quando disponeva le fondamenta della terra,
io ero con lui come artefice
ed ero la sua delizia ogni giorno:
giocavo davanti a lui in ogni istante,
giocavo sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                               Dal Salmo 8
L’uomo è meraviglia e custode del creato. La sua grandezza riposa in quella del suo artefice: il Dio creatore.

Rit. O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.

Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

SECONDA LETTURA
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.
Il cristiano, nella pienezza della sua fede, sperimenta, già su questa terra, cosa significhi essere beati. Questa condizione di pace e d’imperturbabilità di fronte alla sofferenza, non è né un esempio di eroismo, né una forma di follia, è invece frutto dell’azione dello Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani                 Rm 5,1-5
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                         Cf Ap 1,8

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

VANGELO
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.
La parzialità dell’annuncio di Gesù non è segno di sfiducia verso i suoi discepoli e verso di noi, oggi. La piena comprensione dell’annuncio evangelico non può essere immediata e totale, perché la Parola non piomba sull’uomo dall’esterno, ma prevede un coinvolgimento di tutte le sue facoltà.

Dal vangelo secondo Giovanni                                   Gv 16,12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore.

Pubblicato il

5. Preghiere di perdono e dei Fedeli – Santissima Trinità

12             GIUGNO

SANTISSIMA TRINITÀ

TRE PERSONE, UNA SALVEZZA

RICHIESTE DI PERDONO

  • Signore, il nostro cuore non è aperto e non siamo pronti a comprendere la tua rivelazione. Kyrie eleison.
  • Cristo, non ci interroghiamo abbastanza sul contenuto della nostra fede e sulla ragione della nostra speranza. Christe Eleison.
  • Signore, siamo credenti fragili, pronti ad abbandonare la fede al sorgere delle prime difficoltà. Kyrie eleison.

PREGHIERE DEI FEDELI

Celebrante. Nella relazione d’amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, siamo stati accolti e salvati. Preghiamo insieme e diciamo:

Dacci di essere partecipi alla tua rivelazione.

  • Perché riconosciamo nella conoscenza della tua Parola la vera Sapienza. Preghiamo.
  • Perché, modellando la nostra vita a immagine del Figlio, sappiamo rendere testimonianza al Padre. Preghiamo.
  • Perché, sostenuti dallo Spirito, operiamo attivamente per coinvolgere sempre di più i fratelli nel tuo progetto di salvezza. Preghiamo.
  • Perché, forti della tua misericordia che non abbandona, non temiamo le tribolazioni. Preghiamo.

Celebrante. O Padre, nel tuo Figlio Gesù Cristo ci hai resi eredi del Regno e nella voce dello Spirito ci fai partecipi della tua promessa di salvezza. Aiutaci a progredire nella fede e a perseverare nella contemplazione del tuo mistero. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


(tratto da: E. Bianco, Preghiera dei fedeli, proposte per le domeniche e feste degli anni A-B-C – Elledici 2002)

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – Santissima Trinità

12             GIUGNO

SANTISSIMA TRINITÀ

TRE PERSONE, UNA SALVEZZA

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

2. introduzioni – Pentecoste

5   GIUGNO
PENTECOSTE

PROGETTI UMANI E DISEGNO DI DIO

MESSA DELL VIGILIA

Ogni impresa degna di lode nasce dalla collaborazione tra l’uomo e Dio. Quando si parla di ispirazione da parte dello Spirito, infatti, non s’intende fare riferimento a una forza estrinseca, che per raggiungere i suoi obbiettivi possa prescindere dal nostro impegno e dalla nostra creatività.
Cooperando col Padre, a imitazione del Figlio, ciascuno di noi non fa altro che ricercare la sua piena realizzazione.

PRIMA LETTURA
La si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra.
La scienza e la tecnica, da sole, non possono far conquistare all’uomo il cielo. Senza l’azione efficace dello Spirito, senza la collaborazione di Dio, la pretesa umana di compiere grandi opere si trasforma in orgoglio.

SALMO RESPONSORIALE           Dal Salmo 32 (33)
Il Signore veglia sul suo popolo e trasforma i progetti di dominio dei potenti in fallimenti.

SECONDA LETTURA
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.
Anche trovare le parole giuste per rivolgersi a Dio è un dono dello Spirito. Se infatti, nella croce e risurrezione di Cristo, siamo stati destinati alla salvezza, il nostro presente è spesso confuso e può essere compreso solo grazie all’esercizio della perseveranza.

VANGELO
Sgorgheranno fiumi di acqua viva.
La morte e risurrezione di Cristo segna l’inizio del tempo dello Spirito. Egli è il grande protagonista di quel tempo di attesa vigile che sta tra l’ascensione al cielo di Gesù e l’avvento del Regno.

MESSA DEL GIORNO

LO SPIRITO CI FA UOMINI E CHIESA

La vicenda di Babele, narrata nella liturgia della vigilia, racconta di come le lingue umane si divisero a causa di un atto d’orgoglio. Riguardo poi a quest’ultimo, si tratta della stessa condizione alla quale si riferisce san Paolo parlando di «carne»: è la vita umana che pretende di fare a meno di Dio.
Tutto ciò è esattamente il contrario di un’esistenza vissuta accogliendo lo Spirito, il cui primo segno, non a caso, è il dono delle lingue (cf At 2,1-11). In essa, Dio e l’uomo collaborano a un progetto di salvezza, che riguarda il singolo, ma si estende a tutte le genti e sta a fondamento della Chiesa.

PRIMA LETTURA
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Lo Spirito si manifesta all’inizio della missione della Chiesa, esattamente come era successo al Figlio in occasione del suo battesimo al Giordano (cf Lc
3,21-22). Il parallelismo non è casuale, poiché gli unici fondamenti dell’opera di evangelizzazione della Chiesa sono la vita e gli insegnamenti di Gesù di Nazaret.

SALMO RESPONSORIALE          Dal Salmo 103 (104)
La vicinanza e l’attenzione del Signore sono fonte di continua e rinnovata creazione.

SECONDA LETTURA
Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.
Nella croce e risurrezione di Cristo, Dio ha liberato l’uomo da ogni schiavitù, anche da quella del suo stesso egoismo. I frutti di quest’opera di redenzione non sono riservati a una vita futura, ma si possono gustare, almeno in parte, già su questa terra.

VANGELO
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.
Desiderare con tutte le proprie forze di mettersi alla sequela del Figlio, significa proporsi di fare davvero la volontà del Padre e guadagnarsi l’aiuto dell’alleato più potente che si possa immaginare: lo Spirito.