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3. Commento alle Letture – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

COMMENTO

Oggi la liturgia ci invita a riflettere sul vero significato del nostro appartenere alla Chiesa.
La basilica del Laterano  è la  sede della cattedra del Papa. La figura del Papa è fondamentale per costruire attorno al fulcro Cristo Risorto l’unità e l’identità del nostro essere cristiani. Il luogo che ci accoglie  fisicamente è la nostra chiesa, che diventa la culla di preghiera della comunità e la  casa del Signore in mezzo a noi.
Ma cosa significa essere abitazione di Dio fra noi, e cosa comporta? Il brano evangelico ci spinge a riflettere al riguardo. Giovanni colloca l’episodio della cacciata dei mercati dal Tempio subito dopo Cana dove si “manifesto’ la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui” (Gv 2, 11).
Chi perde le staffe nel Tempio non è più solo il Maestro, ma il Figlio di Dio. Il Messia sale a Gerusalemme per il pellegrinaggio pasquale non come semplice Ebreo devoto ma come Figlio che entra nella casa di suo Padre.
Il Tempio era una costruzione splendida, non ancora ultimata, iniziata da Erode il Grande nel 20 a.C. Era una meraviglia all’esterno dove marmi pregiati si sprecavano.
All’interno era un’autentica miniera d’oro ed un supermercato dove si vendeva e scambiava di tutto. Soprattutto il grande cortile di ingresso, aperto a tutti, era stato trasformato in un autentico bazar che caratterizza anche oggi molte città medio orientali. Famoso è quello di Istanbul.
Il Tempio avrebbe dovuto essere un centro di  preghiera, il cuore della  nazione e dell’identità ebraica, il segno dell’Alleanza fra Dio e il suo popolo. Invece…
Al centro non c’era Jahweh ma Mammona. Intollerabile!
Come vergognosi sono i mercati del sacro che caratterizzano tanti santuari anche oggi.
Il Figlio non sopporta simile oltraggio. Allora furente con le sue mani fa una frusta di corde e comincia a spolverare la schiena dei venditori e manda a gambe all’aria i loro banchi, disperde pecore e tori.
Significativamente se la prende con i venditori di colombe. Perché?  La colomba era il sacrificio del povero . Corrisponde alla corona del Rosario di oggi. È l’offerta della povera vecchia che lascia cadere la monetina nel bacile delle offerte.

Coloro che si erano impossessati del Tempio si innervosiscono e chiedono spiegazioni. Al solito Il Signore  li stoppa con un contrasto ruvido e scandaloso per loro. Il vero Tempio non è fatto di ori, di pietre, di mercanteggiamenti ma è’ fatto di amore, di coerenza, di misericordia , di carità’, di morte e, soprattutto di Risurrezione.

Il tempio che portiamo nel nostro cuore da chi è abitato: da Dio a da Mammona. E’ Tempio o Spelonca?