Pubblicato il

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che ci chiami all’amore e alla fedeltà, abbi pietà di noi.
  • Cristo, perdona la fragilità dei nostri sentimenti e abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, non sempre diamo profondità e sostanza ai nostri sentimenti, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante: fratelli e sorelle carissimi, ci mettiamo alla scuola di Gesù, disponibili a farci piccoli per accogliere la sua parola che sempre ci sorprende. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, insegnaci ad amare!

  • Per la Chiesa, perché sappia accogliere tutti imitando Gesù, il Figlio di Dio ricco di misericordia e di perdono, preghiamo.
  • Per i giovani, perché si aprano alla vita e all’amore con fiducia e speranza, confidando nel sostegno di chi li preceduti ed è felice per le scelte fatte, preghiamo.
  • Per gli sposi cristiani, affinché affrontino la vita e accompagnino i loro figli con pazienza e amore, confidando nella solidarietà della comunità cristiana e civile, preghiamo.
  • Per tutti noi, perché guardiamo ai bambini come Gesù, accogliendoli e amandoli e impegnandoci ad accompagnarli nella loro vita, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che sempre ci ascolti, fa’ che confidando in te, riusciamo rendere felici i nostri giorni, costruendo rapporti belli, animati dall’amore e dal perdono. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 3 ottobre 2021

3 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Uomo e donna nei progetti di Dio

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 26 settembre 2021

26 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cristiani radicali, ma persone di comunione

Tre messaggi originalissimi e importanti in questa domenica: la radicalità evangelica che sceglie il bene con tutte le proprie forze; non chiudersi nell’orgoglio di gruppo, perché l’impegno di seminare il bene nel mondo non è esclusivo dei cristiani. E poi parole durissime contro chi dà scandalo ai piccoli.

PRIMA LETTURA

Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo!
Mosè convoca settanta anziani, perché condividano con lui la responsabilità di governare sul popolo. Nella tenda del convegno, essi ricevono lo spirito di Mosè, per parlare al popolo. Lo stesso dono dello spirito scende anche su due persone rimaste fuori dall’accampamento. Il giovane Giosuè non tollera questa cosa, non gli sembra corretta. Ma Mosè non è d’accordo, e dice: «Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!».

 Dal libro dei Numeri.                                                                                                  Nm 11,25-29

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 18 (19)

Elogio della legge di Dio. Osservandola si diventa saggi, si viene perdonati dalle colpe, anche da quelle nascoste, e dall’orgoglio.

Rit. I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

 SECONDA LETTURA

Le vostre ricchezze sono marce.
Termina con questa domenica la lettera di Giacomo. Questa volta, con il tono degli antichi profeti, Giacomo alza duramente la voce contro i ricchi ingiusti, che accumulano beni su beni e costringono i loro lavoratori a una vita miserabile. «Vi siete ingrassati per il giorno della strage!», dice.

 Dalla lettera di san Giacomo apostolo.                                                                          Gc 5,1-6

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
ùSulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO        Cf Gv 17,17ba

Alleluia, alleluia.

La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.

Alleluia.

VANGELO

Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano è motivo di scandalo, tagliala.
Il Vangelo ci presenta l’intolleranza di Giovanni e degli apostoli, che non accettano che altri possano fare guarigioni in nome di Gesù, che invece dice loro: «Chi non è contro di noi, è per noi». Seguono poi parole severissime contro chi scandalizza i piccoli. Si deve essere disposti a qualunque sacrificio per evitare di recare danno a queste persone deboli nella fede.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                     Mc 9,38-43.45.47-48

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Parola del Signore.

Pubblicato il

3. Annunciare la Parola – 26 settembre 2021

26 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cristiani radicali, ma persone di comunione

PER RIFLETTERE E MEDITARE

A noi che ci sentiamo perfettini e non siamo tolleranti, il Signore chiede di non chiuderci nel nostro modo di essere, di pensare, di organizzarci. Un bicchiere d’acqua non va perduto, dice Gesù, anche se dato da chi non è cristiano come noi, perché c’è tanta bontà anche al di fuori della Chiesa. Siamo chiamati oggi a non creare barriere, a essere persone di comunione, ad apprezzare il bene fatto, chiunque lo faccia.

Le tre letture
Mosè è stanco e deluso, racconta il libro dei Numeri. Gli ebrei nel deserto si lamentano, si sono stufati della manna. Sono tanti, è impossibile governarli da solo. E il Signore decide di dargli 70 collaboratori, un gruppo di anziani che Mosè convoca e su cui scende parte del suo spirito. Ma due di questi settanta non prendono parte alla cerimonia, eppure ricevono lo stesso spirito e si mettono a profetare. Il giovane Giosuè si fa interprete della gelosia degli altri e chiede a Mosè di impedirglielo. Ma Mosè gli risponde «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!».
Nel Vangelo si presenta un caso analogo a Gesù e agli apostoli. Un tale  si comporta da esorcista e si serve del nome di Gesù. Giovanni a nome degli altri apostoli manifesta il loro risentimento: «Non possiamo permettere che costui lo faccia, sfruttando il tuo nome, perché non è dei nostri».
Ma Gesù li invita alla tolleranza e alla furbizia, ad apprezzare il bene chiunque lo fa: «Non glielo impedite: chi non è contro di noi è per noi. Se lui fa miracoli usando il mio nome, non parlerà certamente male di me!».
Quanto alla seconda lettura, oggi si conclude la lettera di Giacomo. Per cinque domeniche abbiamo letto le sue provocazioni, il suo modo concreto di concepire la vita cristiana. Il brano di oggi è sulla linea dei più severi profeti, ma nessuno condanna con tanta violenza la ricchezza come fa lui: «Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco». Giacomo si rifà all’origine di tanta ricchezza accumulata spesso con l’ingiustizia e il sopruso sui poveri: «Il salario dei lavoratori e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente».
Giacomo non tiene conto di quei ricchi che mettono a disposizione i loro beni a favore della società, dando lavoro, aiutando l’umanità a crescere. San Giovanni Bosco quando bussava alla porta dei nobili per ottenere aiuto a favore dei suoi ragazzi, sapeva di essere di aiuto anzitutto a loro, che metteva nell’occasione di usare in modo positivo le loro ricchezze.

 Radicalità cristiana
Anche Gesù non usa parole meno severe di quelle Giacomo, quando afferma: «Se la sua mano o il tuo piede sono motivo di scandalo, tagliali… e se il tuo occhio è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con una mano sola, con un piede solo, con un occhio solo, anziché essere gettato intero nella Geenna…».
Gesù invita a liberarsi senza misura da tutto ciò che diventa un ostacolo per vivere in comunione con Dio. Di fronte a questo impegno ciascuno deve avere il coraggio di tagliare sul vivo la sua condotta di vita.
Quanto allo scandalo, noi ne parliamo quando qualcosa di negativo viene alla luce pubblicamente in nome della privacy. Gesù invece si riferisce al comportamento di chi fa il male per condurre altri a fare il male. E le sue parole sono così dure, perché di fronte a questo comportamento perfido e per così dire diabolico di indurre un altro a comportarsi male, non c’è moderazione che tenga. Gesù dice con estrema gravità: «Sarebbe meglio per lui che gli venisse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato nel mare». Questo soprattutto quando si tratta di piccoli nella fede, di persone indifese. E tra questi ci sono sicuramente i bambini, i più fragili, spesso coinvolti nelle crisi delle loro famiglie, e oggetto di attenzioni da parte di persone che sono esse stesse disorientate e malate.

 Rallegrarsi del bene compiuto
Ritornando al Vangelo, è curioso che Giovanni dica: «Non ci seguiva», come a dire «Non è dei nostri». Come se gli apostoli fossero in esclusiva gli unici chiamati a seguire Gesù. Ma chissà quante volte nelle vicende di ogni tempo questa mentalità ristretta e campanilistica si è espressa, anche nelle nostre comunità cristiane.
Gesù invece fa una promessa consolante a chiunque fa il bene. Dice che chi dà anche solo un bicchiere d’acqua nel suo nome, non perderà la sua ricompensa. Il suo gesto generoso, dice, non rimarrà inosservato e senza frutto.
Dobbiamo dunque riconoscere il bene che c’è in ogni persona, riconoscere il mistero che c’è in ogni uomo. Gandhi diceva: «Chi vive fino in fondo la propria religione, arriva a Dio». C’è tanta gente in ogni parte del mondo che fa il bene e con animo disinteressato, come noi, e forse più di noi, e senza aspettarsi il più delle volte nemmeno il paradiso.
«Molti di quelli che sembrano essere fuori della Chiesa sono dentro, molti di quelli che sembrano essere dentro sono fuori», dice sant’Agostino.
Nelle nostre comunità siamo in tanti a metterci al servizio, ma a volte nascono gelosie, invidie ed esclusioni, campanilismi tra gruppi, associazioni, confraternite. Dobbiamo esaminarci, perché possono essere il segno evidente che quel servizio lo conduciamo in modo non del tutto disinteressato, forse inconsapevolmente per affermare noi stessi.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Il cardinal Angelo Comastri racconta: «Quando a Roma mi occupavo di carcerati, ne ho invitato uno, un giovane, perché raccontasse la sua esperienza negativa a un gruppo di cristiani. Ne parlò umilmente, era mortificato e pentito. Ma alla fine una signora mi avvicinò e mi disse: “Dobbiamo proprio prendere esempio da gente così, per la nostra vita?”».

Pubblicato il

4. Parola da Vivere – 26 settembre 2021

26 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cristiani radicali, ma persone di comunione

COMMENTO

Giovanni e alcuni suoi amici fanno un’esperienza sconcertante: un tale, sconosciuto, scaccia i demòni in nome di Gesù, e pare che la cosa gli riesca. Essi hanno creduto di avere il diritto-dovere di proibirglielo, ma l’altro non obbedisce. Probabilmente l’apostolo è preso da due dubbi: è possibile che faccia miracoli autentici, se non appartiene al nostro gruppo? Abbiamo fatto bene a intervenire?
Marco ci tiene a presentare questo turbamento dei discepoli, perché gli attribuisce una notevole rilevanza nella vita della comunità cristiana. Facendo dire a Giovanni «non ci seguiva», ci prepara alla risposta di Gesù. Infatti l’apostolo ha attribuito al proprio gruppo il verbo che finora riguardava solo il Signore («perché non seguiva» noi!). Marco, invece, fa capire che i cristiani, anche senza vederlo, devono seguire solo Gesù, gli apostoli e i loro successori sono soltanto degli “inviati”.
In fondo le domande che poteva porsi la comunità cristiana si possono esprimere in questi termini: Gesù agisce e salva anche al di fuori della Chiesa? O anche: Dio opera miracoli anche ascoltando la preghiera di chi non appartiene alla Chiesa?
La risposta di Gesù è netta e chiara: queste persone non vanno fermate né rimproverate; appartengono al Regno, perché hanno un rapporto personale corretto con lui; sono fuori dal Regno, e Dio non li ascolta, solo quelli che deliberatamente e coscientemente si oppongono alla Chiesa, perché appartiene a Cristo. Il principio «chi non è contro di noi è per noi» allarga la vicinanza e l’appartenenza al Regno e offre ai cristiani un motivo di affinità nei confronti di tutti coloro che non sono nella Chiesa, per i più diversi motivi. Nessuno ha il diritto di risentirsi, quando incontra chi appartiene a un’altra religione e fa del bene, anche di più e meglio di lui. È chiamato semplicemente a riconoscere che lo Spirito agisce dove, quando e con chi vuole, a lodare chi fa del bene e a impegnarsi ancora di più nel vivere il Vangelo. E qui ci sta bene il detto sulla ricompensa a chi offre un bicchiere d’acqua (Matteo aggiunge «fresca») a chi annuncia il Vangelo. Una ricompensa che anzitutto consiste nell’ascolto della bella notizia, ma che può essere allargata fino alla salvezza, dato che proviene da Dio e non può andare perduta.
Marco, per contrasto, inserisce qui l’istruzione sullo scandalo e quelle sulla scelta decisa e costosa di fuggire il male, per avere accesso alla vita eterna.
Chi scandalizza (cioè spinge al male) una persona (bambini, giovani, poveri, deboli nella fede, dubbiosi, malati, anziani…) fa a se stesso un danno infinitamente maggiore della perdita della vita in questo mondo; e questa non è una minaccia, ma un insegnamento da prendere seriamente in considerazione. Però questo brano non autorizza nessuno a gettare a mare uno scandalizzatore.
I tagli necessari. L’occhio indica i desideri di male, la mano l’afferrare per possedere, per rubare o anche per picchiare, il piede il muoversi verso un’azione malvagia. La stessa metafora si ripete tre volte. Vuol dire che è molto importante, perché, siccome è in gioco la vita eterna, nessuno che abbia un po’ di intelligenza spirituale può dubitare su cosa scegliere: perdere la vita eterna oppure rinunciare a qualcosa di questo mondo, per quanto importante o piacevole possa essere, nel momento in cui viene a porsi in alternativa e diventa «scandalo», cioè fa cadere nel peccato e allontana da Dio?
Questo discorso non vale solo per le singole persone. Anche le comunità hanno il compito di discernere ciò che le ostacola nella sequela Christi. Questo richiede intelligenza spirituale e coraggio, per tagliare con decisione tutti gli adattamenti alla cultura corrente e tutti gli scandali, derivanti dai litigi e dalle divisioni interne, che in modo subdolo o palese le fanno deviare dalla strada del Vangelo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La Chiesa non ha mai avuto l’esclusiva del rapporto con Dio e della salvezza. Il Signore chiede a Giovanni e a noi di aprire gli occhi e allargare il cuore per vedere il bene che si compie fuori della Chiesa, esprimere la stima e l’apprezzamento a tutti gli uomini di buona volontà e collaborare con loro.
  2. I preti, per colpa di pochi, sono sotto attacco. Ma ci sono tante persone che offrono loro non solo un bicchiere d’acqua, ma tempo, sostegno, preghiera, collaborazione… Il Signore non si lascia vincere in generosità, la ricompensa è sicura.
  3. Tagliare e gettare. Che cosa? Situazioni, relazioni, abitudini… Come riconoscerle? L’intelligenza spirituale è un dono del Signore. Lo fa a tutti, ma essa ha bisogno di essere coltivata e aiutata. Veri amici e guida spirituale ci aiutano e noi li ringraziamo.
  4. Tagliare e gettare. Chi ce la dà la forza? L’energia spirituale viene dal Signore, che non la nega a nessuno. Da soli non possiamo farcela. La preghiera, la carità e la comunità di fratelli sono fonti inesauribili di forza, perché lì c’è il Signore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Lodiamo in maniera semplice e discreta chi fa del bene, anche se non appartiene alla nostra cerchia.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

Pubblicato il

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 26 settembre 2021

26 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cristiani radicali, ma persone di comunione

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, purifica il nostro sguardo e rendici più buoni e tolleranti nei nostri giudizi, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che riconosci il bene al di là delle etichette, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci vuoi giusti e generosi verso i fratelli, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, ognuno di noi è diverso dagli altri e ciascuno cerca di mettere la propria persona a servizio di tutti. Preghiamo insieme perché siamo sempre animati da retta intenzione ogni volta che facciamo del bene. Preghiamo insieme e diciamo:

Donaci il tuo Spirito, Signore!

  • Per la Chiesa, affinché favorisca con animo aperto la comunione e la collaborazione di tutti, anche delle altre confessioni cristiane, preghiamo.
  • Per gli uomini di governo e per chi è impegnato socialmente nelle periferie del mondo, perché favoriscano la giustizia sociale e il benessere di tutti, preghiamo.
  • Per la nostra comunità cristiana, perché nella attiva collaborazione di singoli e associazioni, sia sempre animata dalla fraternità e dal rispetto, preghiamo.
  • Per tutti noi, che in questa celebrazione ci siamo confrontati con la parola di Gesù, affinché ci liberiamo da una mentalità ristretta e campanilistica, preghiamo.

Celebrante. Padre, che hai messo ogni bene a servizio di ciascuno e di tutti, fa’ che ci liberiamo dai nostri egoismi, per rendere genuina e visibile la nostra fede. Per Cristo nostro Signore.

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 26 settembre 2021

26 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cristiani radicali, ma persone di comunione

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 19 settembre 2021

19 settembre

25ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi è il più grande, il più importante?

Gesù si confida con gli apostoli e parla loro della sua passione, morte e risurrezione. Ma essi, dice il Vangelo, lungo la strada discutono su chi tra di loro è il più grande. Gesù non li condanna, ma ancora una volta li spiazza proponendo un modo diverso di diventare grande: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». Così ha fatto lui, che ha vissuto la sua grandezza mettendosi a servizio di tutti.

PRIMA LETTURA

Condanniamo il giusto a una morte infamante.
Contro il giusto si accaniscono i superficiali, gli empi, gli edonisti, disposti a tormentarlo e addirittura a condannarlo a una morte infame. Ma il giusto è nelle mani di Dio: sarà il Signore a dire l’ultima parola e il soccorso gli verrà.

 Dal libro della Sapienza.                                                                                        Sap 2,12.17-20

[Dissero gli empi:]
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi
ùè d’incomodo e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni
contro l’educazione ricevuta. Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio,
egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
ùMettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza e saggiare
il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante, perché,
secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».

Parola di Dio.

 SALMO RESPONSORIALE                                                                                 Dal Salmo 53 (54)

In questo salmo il giusto perseguitato si mette con fiducia nelle mani di Dio, nella certezza che gli verrà in aiuto e potrà ringraziarlo.

Rit. Il Signore sostiene la mia vita.

Dio, per il tuo nome salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia. Dio,
ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.

Poiché stranieri contro di me sono insorti
e prepotenti insidiano la mia vita;
non pongono Dio davanti ai loro occhi.

Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore sostiene la mia vita.
Ti offrirò un sacrificio spontaneo,
loderò il tuo nome, Signore, perché è buono.

 SECONDA LETTURA

Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
Continua la lettera di Giacomo, concreto come sempre. «Dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni», dice; perché è da qui che nascono le cattive azioni, le liti, le guerre.

 Dalla lettera di san Giacomo apostolo.                                                                  Gc 3,16–4,3

Fratelli miei, dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni.

Parola di Dio.

ALLELUIA

Alleluia, alleluia.

Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.

Alleluia.

VANGELO

Il Figlio dell’uomo viene consegnato… Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
 Ancora una volta Gesù fa riferimento alla sua passione, morte e risurrezione. Ma gli apostoli non capiscono. Anzi, lungo la strada discutono su chi tra di loro occuperà i posti di maggior prestigio nel futuro regno predicato da Gesù.

Dal vangelo secondo Marco.                                      Mc 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro:
«Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.