11 SETTEMBRE
24ª DOMENICA T.O.
UNA GIUSTIZIA CHE SALVA
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XXVI domenica del Tempo ordinario
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XXVI domenica del Tempo ordinario
Condannare, sia gli altri che sé stessi, è sempre molto facile. L’uomo è infatti per sua stessa natura una creatura fragile, che si trova a disagio con l’idea di perfezione.
Molto più difficile è avere misericordia. Questa seconda scelta diventa addirittura impossibile se ci si ritiene giusti e, in quanto tali, autorizzati a porsi un gradino sopra gli altri. Ma se Dio stesso – che pure di giustizia ne sa qualcosa – resiste per intercessione di Mosè a questa tentazione e sa scorgere il buono che è nell’uomo, certo anche noi possiamo fare uno sforzo.
PRIMA LETTURA
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
In questo episodio si esprime uno dei temi più importanti di tutto l’Antico Testamento: quello dell’alleanza tra il Signore e il suo popolo. All’infedeltà umana si contrappone la misericordia di Dio, che supera ogni tradimento e rinnova continuamente il patto stabilito con Israele.
SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 50 (51)
Il salmista chiede a Dio di perdonare i suoi peccati e, contemporaneamente, gli propone di ripartire, per proclamare di nuovo la sua lode.
SECONDA LETTURA
Cristo è venuto per salvare i peccatori.
Per l’apostolo Paolo parlare della misericordia di Dio non significa solo fare un bel discorso. Egli stesso è infatti immagine vivente di quella misericordia, che lo ha trasformato da persecutore di coloro che riteneva ingiusti in perseguitato a causa della giustizia.
VANGELO
Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte.
Gesù, sollecitato dalle mormorazioni di scribi e farisei, spiega il rapporto tra uomo e Dio in tre parabole. Nelle prime due Gesù parte da esempi d’amore tutto sommato comprensibili per i suoi interlocutori; nella terza, invece, alza la posta e presenta un Padre il cui amore per i figli supera e sconvolge ogni tipo di calcolo.
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XXIII domenica del Tempo ordinario
Essere annotati in un registro parrocchiale o essere nati in uno stato a maggioranza cattolica non è abbastanza per essere cristiani. Il cristiano è tale soltanto se rimodella la sua vita a immagine di Cristo e, dunque, se si converte.
Questa conversione, che è il vero punto, ha poi inevitabilmente degli effetti destabilizzanti per le proprie abitudini e per gli usi e costumi della società in cui ci si trova a vivere. Ciò accade perché il mondo, così come non si è dimostrato in grado di accogliere il loro maestro, non è un posto fatto per sopportare volentieri veri discepoli di Cristo (cf Gv 15,18-21).
PRIMA LETTURA
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Non tutti i misteri si aggrediscono con la punta dell’intelligenza. Percepire la sproporzione tra i propri mezzi conoscitivi e l’infinita profondità dei pensieri di Dio è condizione necessaria per consacrare la propria vita a obiettivi più alti di quelli che possono esserci suggeriti dalla mente o dalla pancia.
SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 89 (90)
Contare i propri giorni è il principio della saggezza. Non per la disperazione della caducità, ma per la consapevolezza di una fragilità amata da Dio.
SECONDA LETTURA
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.
Paolo è in catene, prigioniero a causa di Cristo, per questo può più fortemente sostenere la causa della libertà. Per il cristiano quest’ultima non può essere limitata da rapporti di forza umani, in quanto radicata nella liberazione operata da Cristo.
VANGELO
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Per seguire Gesù bisogna rendersi disponibili a ricevere il messaggio evangelico. Non si tratta di farsi portatori di un programma di rinnovamento sociale o economico (troppo poco!) ma di ricambiare Dio, che ama illimitatamente l’uomo, con un amore simile.
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XXII domenica del Tempo ordinario
Pur rimanendo all’interno di un orizzonte laico, l’umiltà è la caratteristica del saggio. Già Socrate proclamava che la sua unica sapienza risiedeva nella consapevolezza di non sapere.
Ma il cristiano ha un motivo in più per essere e per voler essere umile: farsi simile a Gesù di Nazaret. Non solo, infatti, egli «pur essendo di natura divina… umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,6-8), ma predilesse la compagnia e l’amicizia degli ultimi.
PRIMA LETTURA
Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Il libro del Siracide indica la via del saggio e dell’uomo giusto, quindi del cristiano, che non può essere né stupido né disonesto. Per contrapposizione, viene anche delineata la condizione del superbo, il quale, che ne sia consapevole o meno, è disperato, poiché rinuncia al rapporto con Dio.
SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 67 (68)
Dio ribalta le logiche umane, facendo sorgere speranza proprio là dove non sembrava più possibile continuare a sperare.
SECONDA LETTURA
Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.
L’umiltà del cristiano non nasce dalla paura dell’ignoto, ma dal fascino per l’infinita misericordia di Dio. Fare della terribile potenza dei fenomeni naturali un motivo per perseverare nella propria ignoranza significa piuttosto coltivare la superstizione.
VANGELO
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
La scena di cui ci narra questo brano del vangelo di Luca si svolge in un contesto di convivialità. Anche per questo gli insegnamenti di Gesù vanno letti come indicazioni valide per la vita di ogni giorno. Chi si fa umile solo in occasione di grandi eventi, infatti, non fa che esercitare un’ennesima forma di vanità: quella dell’ostentata modestia.
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XXI domenica del Tempo ordinario
Per salvarsi, ci vuole impegno. La croce e risurrezione di Cristo, pur spezzando una volta per tutte il dominio della morte, non ha esentato ciascun uomo dalla sua ricerca personale di giustizia e santità.
L’importante non è quando s’intraprende la ricerca (non vincono il premio soltanto le prime cento telefonate), ma come e con quale serietà. Il punto è infatti conoscere davvero il Signore, non limitarsi a frequentarlo di tanto in tanto; lasciare che la sua Parola ci ferisca e cambi la nostra vita, non fare di lui un dio su misura, che sia sempre d’accordo con ciò che facciamo soltanto perché siamo noi a farlo.
PRIMA LETTURA
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.
L’allargamento del privilegio dell’elezione da parte di Dio a tutte le genti è più un monito per i «vicini» che un privilegio per i «lontani». Nessuno può considerarsi arrivato di fronte a Dio, nessuno può presentare credenziali o diritti di sangue di fronte alla necessità di convertirsi per giungere alla salvezza.
SALMO RESPONSORIALE Salmo 116 (117)
Nessuno è impossibilitato a innalzare un canto di lode di fronte a Dio.
SECONDA LETTURA
Il Signore corregge colui che egli ama.
L’autore della lettera agli Ebrei ci invita a rivalutare radicalmente l’esperienza del peccato. Se esso è e deve certamente essere un’occasione di sofferenza, attraverso un cammino di conversione esso può anche portare frutti di pace e di giustizia.
VANGELO
Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
Gesù ci ha rivelato che Dio è un Padre misericordioso, la cui misericordia si esercita verso le genti di ogni provenienza e condizione. Ma sapere se il Signore sia buono o non sia buono non è tutto. Per incamminarsi davvero verso il Regno, bisogna cercare, da poveri peccatori, di essere degni della sua bontà.
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XX domenica del Tempo ordinario
Il battesimo di cui parla Gesù nel brano del vangelo di Luca che andremo a leggere oggi è la sua morte di croce. Le sue parole sono dunque quelle di un uomo consapevole, che sa quel che lo attende e che non sarà piacevole.
Se la predicazione di Gesù non avesse dato noia, del resto, nessuno si sarebbe preoccupato di crocifiggerlo. Allo stesso modo, se la nostra testimonianza di cristiani oggi non dà fastidio a nessuno, dove sta la nostra differenza rispetto alla mentalità del mondo?
PRIMA LETTURA
Mi hai partorito uomo di contesa per tutto il paese (Ger 15,10).
In una Gerusalemme assediata dai nemici, Geremia invita a non confidare nella forza delle armi, ma nell’alleanza col Signore, Dio d’Israele. Si tratta di un atteggiamento inaccettabile per i capi del popolo, che vedono nel profeta un sovversivo e una potenziale minaccia per la loro autorità.
SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 39 (40)
Come avvenne per Geremia, rinchiuso nella cisterna dai suoi oppositori, il Signore non si dimentica del suo servo fedele e lo trae in salvo.
SECONDA LETTURA
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.
Il cristiano che si trovi a fronteggiare l’ostilità della maggioranza, non è solo. Anche Cristo, prima di lui, è stato diffamato e condannato, pur non avendo commesso alcuna colpa.
VANGELO
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.
Il discepolo di Gesù di Nazaret non è qualcuno a cui va tutto bene. Per quanto possa risultare impopolare, la predicazione del Vangelo implica una distinzione tra bene e male, tra ciò che sarà preservato in vista del Regno e ciò che, facendo parte dell’uomo vecchio, è destinato a perire.
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