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8. Anche Noi Vogliamo Capire – 03 maggio 2020

Per aiutare i nostri piccoli a vivere meglio la Liturgia della Parola 

 

 

 


4ª domenica di Pasqua «A» – 3 maggio 2020 – colore bianco

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

 

Il pastore e le sue pecore

 

Gesù oggi si paragona a un buon pastore che tiene a ogni sua pecora, la chiama affettuosamente per nome e la guida ai pascoli migliori. Attraverso di lui, come se fosse una porta sempre aperta, gli esseri umani possono raggiungere la pienezza della vita: benessere, gioia e pace in questo mondo e in quello futuro, quando saremo con Dio.

 

 

PER CAPIRE

    • Le sue pecore. Gesù ha notato una notevole differenza tra i guardiani stipendiati e i proprietari delle pecore: questi ultimi tengono molto di più al gregge! Così lui considera suoi i discepoli, tanto da chiamarli per nome, conoscerli profondamente, indicargli la strada giusta e correre a recuperarli quando si perdono.
    • Cammina davanti. Come alcuni grandi condottieri della storia, Gesù non manda avanti gli altri, ma apre la strada. È il primo a mettere in pratica ciò che predica, e non smette mai di guidare e sostenere i suoi amici. Ancora oggi.
    • Perché abbiano la vita. In questa frase troviamo sintetizzato lo scopo della sua missione tra gli uomini e il senso della sua vita: portare a tutti la salvezza, metterli in condizione di vivere pienamente. Sì, perché una vita abbondante è il dono di Dio a tutti, ma pochi riescono a sfruttare le sue potenzialità a causa del male. Gesù ci ha dimostrato che il male può essere sconfitto e insieme si può fare sì che tutti godano del paradiso (=giardino) che Dio ha preparato per noi.

L’IMPEGNO

La Chiesa ci invita oggi a pregare per le vocazioni: sacerdoti, diaconi, religiosi, ma pure chi vive nella fede la propria condizione di coppia e di famiglia. Fin da ragazzi chiediamo a Dio di poter sentire la sua chiamata e seguire la sua voce. In essa troveremo la nostra gioia e realizzeremo ciò per cui siamo nati.

 

 

 

Le parole da capire sono preparate da Pierfortunto Raimondo e sono presenti, insieme ad altro materiale, nella rivista Dossier Catechista – LDC”

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1. Letture e orazioni – 26 aprile 2020

26 aprile

3ª DOMENICA DI PASQUA

I discepoli di Emmaus

ANTIFONA D’INGRESSO

Acclamate al Signore da tutta la terra, cantate un inno  al suo nome,
rendetegli  gloria, elevate la lode. Alleluia. Sal 65,1.2

Colletta

Esulti sempre il tuo popolo, o Padre,

per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come oggi si allieta

per il dono  della dignità filiale, così pregusti nella speranza

il giorno glorioso della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Dio, che in questo giorno memoriale  della Pasqua

raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spirito,

perché nella celebrazione del mistero eucaristico riconosciamo il Cristo crocifisso  e risorto,

che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture,

e si rivela a noi nell’atto di spezzare il pane. Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA

Non era possibile  che la morte lo tenesse in suo potere.

Dagli Atti degli Apostoli                             At 2,14a.22-33

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo  accreditato da Dio  presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito  disegno  e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete croci- fisso e l’avete ucciso.

Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo  sempre il Signore innanzi  a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.  Mi hai fatto conoscere  le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.

Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro  è ancora oggi fra noi.  Ma poiché  era profeta e sapeva che Dio  gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                     Dal Salmo 15 (16)

R. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Proteggimi,  o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo  sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero  della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo   1 Pt 1,17-21

Carissimi, se chiamate Padre colui  che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi  con timore di Dio  nel tempo  in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta,  ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso  di Cristo, agnello  senza difetti e senza macchia.

Egli fu predestinato  già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato  per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo  che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                                                Cf Lc 24,32

Alleluia, alleluia.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro  cuore mentre  ci parli.

Alleluia.

VANGELO

Lo riconobbero nello spezzare il pane.

Dal vangelo secondo  Luca                             Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino  per un villaggio  di nome  Èmmaus, distante circa undici chilometri  da Gerusalemme,  e conversavano  tra loro di tutto quello  che era accaduto. Mentre conversavano  e discutevano  insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono  questi discorsi che state facendo  tra voi lungo  il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo  tu sei forestiero  a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò  loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno,  che fu profeta potente  in opere e in parole,  davanti a Dio  e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare  a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato  Israele; con tutto ciò,  sono  passati tre giorni da quando  queste cose sono  accadute. Ma alcune donne,  delle nostre, ci hanno  sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono  venute a dirci di aver avuto anche una visione  di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono  andati alla tomba e hanno trovato come  avevano detto le donne,  ma lui non  l’hanno  visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze  per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi,  perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.

Quando  fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo  spezzò  e lo  diede  loro.  Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero  l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando  ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio  e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!».  Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo  la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.

Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane. Alleluia.                     Lc 24,35

DOPO LA COMUNIONE

Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile
della risurrezione.

Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 26 aprile 2020

26 aprile

3ª DOMENICA DI PASQUA

I discepoli di Emmaus

La prima lettura presenta già oggi il discorso che l’apostolo Pietro pronuncia il giorno di Pentecoste. È così diverso ora Pietro, profondamente coinvolto e così certo della risurrezione del Signore Gesù. Un discorso ricco di citazioni bibliche che si riferiscono al Messia. Ed ecco le prime conversioni, la nascita della Chiesa.

Il Vangelo riporta l’episodio dei due discepoli di Emmaus. La loro delusione, seguita dall’incontro con Gesù, aiuta anche noi ad accogliere con maggior convinzione il Cristo risorto e a vivere intensamente questi cinquanta giorni del tempo pasquale.

PRIMA LETTURA

Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.                           

Il giorno di Pentecoste è il giorno del riscatto dell’apostolo Pietro. A Gerusalemme c’è gran folla ed egli si alza insieme agli altri undici apostoli, prende la parola a voce alta e testimonia la risurrezione di Gesù.

 

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                                         At 2,14a.22-33

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 15 (16)

Il salmista è ben convinto che Dio non abbandona mai la vita dei suoi figli. Dio è un rifugio sicuro per chi confida in lui.

Rit. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

 

SECONDA LETTURA

Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.

Il primo papa ricorda ai cristiani l’impegno della vita nuova, per essere pronti al giudizio del Padre. Dice: «Ricordatevi che siete stati riscattati con il sangue prezioso di Cristo». Ma li rassicura, dicendo che il Padre ha messo a fondamento della loro speranza la risurrezione di Gesù dai morti.

 

Dalle prima lettera di san Pietro apostolo.                                                             1Pt 1,17-21

 

VANGELO

Lo riconobbero nello spezzare il pane.                                               

È il notissimo episodio dei discepoli di Emmaus. I due abbandonano Gerusalemme, nonostante le molte testimonianze sul ritorno alla vita di Gesù. Loro non credono alle parole delle donne e degli altri, ma Gesù si affianca a loro, li aiuta a leggere le Scritture e li rende suoi testimoni.

 

Dal vangelo secondo Luca.                                                                                    Lc 24,13-35


 

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3. Annunciare la Parola – 26 aprile 2020


26 aprile

3ª DOMENICA DI PASQUA

I discepoli di Emmaus

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Due discepoli delusi e frastornati lasciamo Gerusalemme e si dirigono verso il villaggio di Emmaus. Abbandonano gli altri, pur avendo sentito dire che Gesù si è ripresentato vivo. Ma come si fa a credere ancora a queste cose, dopo averlo visto morire in quel modo? Luca si serve di tutta la sua abilità di scrittore raffinato per presentare ogni particolare di questo straordinario dialogo tra i due discepoli in crisi e il viaggiatore sconosciuto. Si tratta di un magnifico racconto di Pasqua, la sintesi di ogni scelta di fede, che è sempre frutto di una faticosa ricerca, di un cammino che può essere difficile.

 

La delusione dei due discepoli

È la domenica di Pasqua, due discepoli nel pomeriggio decidono che l’esperienza vissuta con Gesù è finita in quel drammatico venerdì, con la crocifissione del loro Maestro. Abbandonano tutto, si mettono in viaggio verso Emmaus, tornano a casa. Un tempo questa pagina di Vangelo si leggeva il lunedì di Pasqua e la fuga dei due discepoli era vista come una scampagnata fuori porta, che si concludeva con l’incontro con il Risorto. In realtà niente di più serio della loro partenza.

Si aspettavano un Gesù diverso. «Noi speravamo che fosse lui a liberare il popolo di Israele!». Ma Gesù non è un liberatore politico e non rifiuta la passione. La sua è la vittoria della croce ed è difficile da capire e da accettare. Anche dopo duemila anni. Di fronte alle nostre prove personali, alla fatica e alle delusioni è difficile pensare che lì il Signore vince ed è presente risorto. Che la strada che ti fa soffrire è quella che ti salva.

La prova e la delusione spengono la generosità e l’amore. Ci si riprende ciò che si è donato, si bada ai fatti propri, alla propria felicità individuale, ai propri interessi. Hanno dato fiducia a Gesù, che è morto in croce. Hanno sentito che forse è avvenuto qualcosa di nuovo e di sorprendente, ma non vogliono essere nuovamente delusi. Paolo dice: «Se Cristo non fosse risorto noi saremmo i più miserabili degli uomini». Ed è esattamente quel che capita a questi due discepoli tentati dalla rassegnazione. Vogliono dimenticare e voltare pagina. Accontentarsi di una vita assolutamente feriale. È incredibile come si possa mettere tra parentesi tutto ciò che si visto e si è vissuto.

 

Gesù si affianca a loro

Ma ecco che un viandante, un uomo qualunque, si affianca a loro. Non è il Maestro autorevole della vita pubblica questa volta, ma un semplice “catechista” che aiuta i due discepoli a leggere le scritture e a capire il collegamento tra la Parola e gli avvenimenti capitati a Gerusalemme in quei giorni.

Lo riconoscono nello spezzare il pane… in un gesto probabilmente abituale di Gesù con i discepoli. Un gesto semplice e umano che li aiuta a credere. Gesù è presente anche quando scompare ai loro occhi. E anche oggi, come allora, in ogni chiesa, nello spezzare il pane della domenica. Fino alla fine del mondo.

Ed ecco che, stanchi com’erano – era ormai sera – si mettono a correre e ritornano sui loro passi. E la loro testimonianza si aggiunge a quella degli apostoli e di Pietro, a cui il Signore si è presentato vivo.

 

Sulle strade di Emmaus

La tristezza che ha preso i discepoli di Emmaus è così simile a ciò che proviamo noi quando qualcosa ci delude. E i loro dubbi e la loro diffidenza fanno così bene alla nostra fede! Non tanto perché ci ritroviamo in loro, quanto perché ci caricano di certezze sulla risurrezione di Gesù. Come avrebbero potuto inventarsi la risurrezione questi uomini che non vogliono credere e dubitato anche dopo che si è presentato risorto? Come loro, così Tommaso, ma anche Pietro e gli altri, che non si fidano delle donne e si spaventano, più che rallegrarsi.

Anche il nostro è a volte un cammino per una strada in terra battuta e assolata che da Gerusalemme conduce a Emmaus. Anche noi siamo in fuga, in ricerca, dubbiosi. Non crediamo più che le situazioni possano cambiare in meglio, che l’umanità possa una buona volta risorgere. Non ci fidiamo di ciò che dicono su Gesù gli altri, i cristiani, la Chiesa, i preti… Ma il Risorto si mette al nostro fianco: ci parla, ci dona il suo corpo e il suo sangue, è con noi, infonde la speranza nell’uomo, nella storia, nel presente e nel futuro.

 

UNA FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Oggi sono tre o quattro le località che si contendono il nome di Emmaus», dice Gianfranco Ravasi, ma aggiunge che è bene così: «La strada e il villaggio di Emmaus sono anche in ogni luogo dove i cristiani vivono la loro fede: l’incontro col Cristo risorto avviene infatti, per quei discepoli e per noi, quando la Scrittura è proclamata e ascoltata e quando il pane eucaristico è spezzato».

 

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4. Parola da Vivere – 26 aprile 2020

26 aprile

3ª DOMENICA DI PASQUA

I discepoli di Emmaus

COMMENTO

Piccolo capolavoro letterario  di Luca, questo  brano  è una sintesi del vangelo della risurrezione e del suo senso.

Abbiamo due discepoli tristi (Cleopa e un altro senza nome: sono io, sei tu) che hanno perso la fede in Gesù e la speranza;  rimane  loro nel cuore solo il ricordo  doloroso di un passato  bello  ma illusorio. Tornano  a casa sconfitti. Un viandante che si aggrega e si mostra  uomo «normale»,  forestiero  ignaro.  Lungo il cammino succedono  molte cose. Cleopa rimprovera il viandante di non sapere e poi racconta sui fatti una versione personale che non  corrisponde per niente  alla verità di ciò che è accaduto: un passato perdente e un presente senza fede, dato che non  hanno creduto  alle donne. I fatti vissuti dal viandante non sono questi!

Luca ci ha avvisati che il viandante è Gesù, ma essi non  possono riconoscerlo, perché la perdita  della fede ha oscurato  loro gli occhi e la mente.  Luca fa capire così che il Risorto può essere riconosciuto solo da chi ha fede, chi non  crede non  può  riconoscerlo; per questo  Gesù non va dai Giudei, non lo avrebbero  mai riconosciuto!

Dopo  il racconto  triste e rassegnato,  il viandante li rimprovera a sua volta di non avere intelligenza né amore sufficienti per capire né la parola di Dio, né quella dei profeti e neanche quella che Gesù stesso aveva comunicato.

La spiegazione, che Luca fa dare da Gesù ai due discepoli sintetizza l’esperienza della Chiesa primitiva, che progressivamente ha riletto tutto il Primo Testamento alla luce della morte  e risurrezione di Gesù e ne ha colto significati prima nascosti.

Intanto qualche  cosa è successa nel cuore dei due: mentre  Gesù parla, nel loro intimo si riaccende una fiamma,  che essi non  sanno  spiegare, e li spinge a voler trattenere Gesù, che fa finta di andare oltre. Quando Gesù in casa fa il gesto e usa le parole abituali  del pasto (gesti e parole che non  appartengono solo all’ultima cena, che pure è stata unica),  dopo  l’amore si risveglia anche la fede ed essi diventano capaci di riconoscere Gesù, che sparisce, perché non  c’è più bisogno  della sua presenza fisica. Cleopa e l’altro hanno recuperato la fede e porta- no il risorto con sé, mentre  tornano a Gerusalemme per dare la bella notizia dell’incontro che ha fatto rivivere in loro l’amore, la fede e la speranza del Regno di Dio e del- la liberazione non solo di Israele, ma di tutta l’umanità.

Il brano  indica  allora due luoghi  permanenti in cui il Risorto è presente, riconoscibile e raggiungibile:  la Parola di Dio e l’Eucaristia.

 

MEDITAZIONE

Signore Gesù,

mio compagno di cammino, proprio quando ho perso la speranza  e ho dimenticato le parole tue, quelle che hanno illuminato la mia strada e riscaldato il mio cuore in tanti momenti e periodi  del passato.

Oggi sono proprio io il compagno di Cleopa, non dico una parola,  ma sono in ascolto attento di quello  che tu mi stai dicendo attraverso i miei fratelli, risorti con te, che vedono  il mio volto abbattuto e il mio passo pesante. A volte faccio fatica a riconoscere  che in loro ci sei tu con il tuo Spirito, che suggerisci loro quello di cui io ho bisogno.

Oggi ti prego, illuminami, perché  anch’io veda che «è necessario soffrire per entrare nella gloria». Su questo ho avuto le mie difficoltà: perché soffrire? perché accettare la sconfitta, i fallimenti?  Ero confuso,  lo capivo per te, ma non per me. Ora so che tu hai amato non la sofferenza, ma il dono  della tua vita a ogni costo, per la mia salvezza, e che mi chiedi  semplicemente di fare anche della mia vita un dono, senza mai tirarmi indietro, specialmente quando il dono  di me non è semplice e gratificante, ma costoso e doloroso.

Ti chiedo anche di riscaldare il mio cuore fino a sentire il desiderio  incontenibile di correre per comunicare ai miei fratelli, specialmente ai giovani e ai lontani, che tu sei risorto  e che sei l’unica garanzia  che niente  della nostra vita è perduto, che neanche la più piccola briciola di amore  sofferto sarà sprecata. Sì, perché la tua risurrezione è la porta della vita eterna, spalancata per noi, e lì solo l’amore sarà il nostro  corpo e il nostro  sangue e anche l’aria che respireremo.

 

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. 1. I cristiani contemporanei di Luca erano tristi per le Noi oggi possiamo essere tristi per altri motivi non meno  dolorosi, che toccano  tutta la Chiesa. La tristezza e la sfiducia ci chiudono gli occhi e ci impediscono  di riconoscere  Cristo che cammina con noi.
  2. 2. «Stolti e lenti di cuore a credere…». Queste sembra- no parole, più che di Gesù, di Luca, rivolte ai cristiani del suo Forse facevano fatica ad accettare che essere cristiani comporta seguire Gesù anche nella passione, per giungere alla gloria della risurrezione.
  3. 3. «Non ardeva forse in noi il nostro cuore…?». La parola di Dio, ascoltata con cuore aperto, è capace di risvegliare amore e fede anche in chi ha perso i riferimenti ideali e spirituali  ed è in crisi di fiducia e di speranza.
  4. 4. L’Eucaristia è il luogo «naturale» dell’incontro con Cristo, dell’apertura degli occhi, dell’ardore del cuore, della comunione con i fratelli, del desiderio di diventare annunciatori del Vangelo.

 

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Cercare nel vangelo  la risposta  a un problema che stiamo  attraversando, anche facendoci aiutare.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 26 aprile 2020

26 aprile

3ª DOMENICA DI PASQUA

I discepoli di Emmaus

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, fa’ che ti sentiamo più vicino nei sentieri della nostra vita, abbi pietà di noi.

  • Cristo Signore, rendici più coraggiosi nel testimoniare la tua risurrezione, abbi pietà di noi.

  • Signore Gesù, ogni giorno della nostra vita sia illuminato dalla luce della tua presenza, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante.

Fratelli e sorelle carissimi, Il Signore risorto condivide il nostro cammino e, come i discepoli di Emmaus, ci accompagna e ci rivela il senso delle Scritture. Preghiamo:

Accompagnaci, Signore, con la tua Parola.

  • Per la Chiesa, chiamata a rinascere in ogni angolo del mondo dall’acqua e dallo Spirito, preghiamo.

  • Per i cristiani, chiamati a trasmettere agli uomini del nostro tempo, con le parole e con i fatti, la certezza della risurrezione, preghiamo.

  • Per i cristiani in crisi, per chi si rifiuta di crescere nella fede e ha smesso di ricercare, preghiamo.

  • Per noi qui riuniti e chiamati a formare una Chiesa nello spirito del Vangelo, perché ci impegniamo con gioia e semplicità di cuore, preghiamo.

Celebrante. O Padre, vieni a visitare la tua Chiesa. Continua a manifestarti a noi nella tua Parola e nell’Eucaristia, affinché la nostra gioia non conosca tramonto. Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 26 aprile 2020

3ª domenica di Pasqua «A» – 26 aprile 2020 – colore bianco

Sull’altare come a Emmaus

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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8. Anche Noi Vogliamo Capire – 26 aprile 2020

Per aiutare i nostri piccoli a vivere meglio la Liturgia della Parola 

 

 

 


3ª domenica di Pasqua «A» – 26 aprile 2020 – colore bianco

Sull’altare come a Emmaus

 

Quante cose ci parlano di Dio: la bellezza e la gratuità della natura, l’esperienza e la storia di popoli e persone, la fantasia e la perfezione della vita… eppure tante persone non riescono a riconoscerlo, neanche davanti a un essere umano che è risorto dalla morte e ha mostrato la strada della pace: Gesù, suo Figlio!

 

 

PER CAPIRE

      • I loro occhi. Gesù è vicino a loro, spiega le Scritture con la consueta passione, ribadisce che il Messia ha compiuto la sua missione ed è tornato alla vita; ma i due discepoli non lo riconoscono ancora. Il problema sta nei loro occhi.
      • Prese il pane. I gesti che Gesù compie sono raccontati usando gli stessi verbi dell’ultima cena: prendere, benedire, spezzare e donare. Quando Luca scrive il suo Vangelo è ben chiaro che Gesù si rende presente spiritualmente alle comunità durante l’Eucarestia, in parola e pane.
      • Fecero ritorno. L’immagine capovolge la realtà descritta all’inizio del brano: delusione, tristezza, senso di fine si trasformano in entusiasmo, gioia, voglia di ricominciare. Tornando in comunione con gli Apostoli confermano la stessa esperienza di fede: Gesù è risorto davvero! La loro speranza è stata ben riposta e tutti lo devono sapere.

L’IMPEGNO

Per i ragazzi l’Eucarestia non è sempre un’attraente passeggiata. Soprattutto ora che l’unico modo è vederla in televisione o sul computer.  A volte non è facile capire alcune parole usate o ci si annoia per la ripetitività di certi gesti. Il trucco è quello di essere presenti a se stessi e di farsi spiegare ciò che ci è oscuro. Toglietevi i dubbi parlandone con catechisti e adulti, vi aiuteranno a sentirvi protagonisti di un momento speciale e – per i credenti – infinitamente bello.

 

 

 

Le parole da capire sono preparate da Pierfortunto Raimondo e sono presenti, insieme ad altro materiale, nella rivista Dossier Catechista – LDC”