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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 10 maggio 2020

10 maggio

5ª DOMENICA DI PASQUA

Io sono la via, la verità e la vita


RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, non sempre ti seguiamo con fedeltà e coraggio, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che ci chiami ogni giorno a vita nuova, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, tu sei la strada che ci conduce al Padre, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Gesù è il Figlio e il rivelatore del Padre, ci invita ad avere fiducia in lui e nel Padre suo e a non avere paura. Ci mettiamo nelle sue mani e a lui ci rivolgiamo pieni di speranza:

Signore, sii tu la nostra via!

  • Per la Chiesa, perché sappia mettersi nella mani di Dio senza riserve, sapendo che Gesù è la nostra via, la verità e la vita, preghiamo.
  • A tutti quelli che sono a servizio dell’evangelizzazione, perché non siano turbati da nulla e si abbandonino senza riserve nella mani del Padre, preghiamo.
  • Preghiamo per i diaconi: siano coraggiosi e disponibili, attenti nel loro servizio ai più poveri e ai più lontani, preghiamo.
  • Per tutti noi, affinché il Padre ci renda pietre vive in forza del sacerdozio santo ricevuto nel battesimo, per proclamare le meraviglie operate da Dio nella nostra vita. Preghiamo.

Celebrante. O Padre, hai mandato sulla terra il tuo unico Figlio per rivelarci il tuo amore infinito e la bontà con cui ti prendi cura di ciascuno di noi, rendici testimoni del tuo Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood –10 maggio 2020

5ª domenica di Pasqua «A» – 10 maggio 2020 – colore bianco

La strada per la casa del Padre

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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8. Anche Noi Vogliamo Capire – 10 maggio 2020

Per aiutare i nostri piccoli a vivere meglio la Liturgia della Parola 

 

 

 


5ª domenica di Pasqua «A» – 10 maggio 2020 – colore bianco
La strada per la casa del Padre

 

 

Raga, io lo so per certo: Gesù è qui in paradiso e ha pronto uno spazio meraviglioso per ciascuno di voi! Sarete in pace e felici per sempre, circondati dall’amore più grande che si possa immaginare. Non so quanto tempo ci metterete per arrivarci, ma so che basterà seguire la strada tracciata da Gesù, compiendo opere buone e tenendo lo sguardo fisso alla meta.

 

 

PER CAPIRE

    • Molte dimore. Gesù sta per lasciare questo mondo ma consola i suoi amici: tornerà da Dio Padre e preparerà un posto per tutti loro. Nella realtà di Dio c’è uno spazio immenso e un tempo infinito dove potersi sentire a casa, senza più sofferenze, dubbi e paure.
    • Io sono la via. La strada maestra per raggiungere il paradiso è quella tracciata da Gesù, anzi è lui stesso. Lui è il Signore della vita, la verità fatta parola, la luce del mondo. Chi segue i suoi passi ha la certezza di fare ciò che è gradito a Dio. Lui non ci lascia soli, ma se glielo permettiamo ci accompagna e ci nutre nel cammino.
    • Ne compirà di più grandi. Siamo convinti che Gesù ha compiuto le opere degne di Dio, ma ci sembra strano che un qualsiasi uomo possa fare di meglio. Eppure è proprio così: c’è chi ha portato il suo Vangelo fino ai confini del mondo; chi ha salvato milioni di persone grazie a nuove cure; chi ha speso interamente per il bene una vita più lunga della sua
      .

L’IMPEGNO

Pensi mai a cosa la tua vita lascerà al mondo, nel suo passaggio terreno? Non è mai troppo presto per farlo, né per cominciare a dare qualcosa di sé a chi ci sta attorno: una mano, un regalo, o un semplice sorriso. E poi avere grandi sogni, ad occhi aperti, per poter dire a tutti che abbiamo provato grandi cose, ed è stato bellissimo.

 

 

 

Le parole da capire sono preparate da Pierfortunto Raimondo e sono presenti, insieme ad altro materiale, nella rivista Dossier Catechista – LDC”

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1. Letture e orazioni – 03 maggio2020

IV DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

CRISTO CI CHIAMA PER NOME

 

ANTIFONA D’INIZIO

Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli. Alleluia. Sal 32,5-6

 

COLLETTA

Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga con sicurezza accanto a te,
dove lo ha preceduto il Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Oppure:

O Dio, nostro Padre,
che nel tuo Figlio
ci hai riaperto la porta della salvezza,
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché fra le insidie del mondo
sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona l’abbondanza della vita.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA

 

Dagli Atti degli Apostoli At 2,14a.36-41

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».

Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 22 (23)

  1. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1 Pt 2,20b-25

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.

Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO Gv 10,14

Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Alleluia.

 

VANGELO

Dal vangelo secondo Giovanni Gv 10,1-10

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

 

ORAZIONE SULLE OFFERTE

O Dio, che in questi santi misteri
compi l’opera della nostra redenzione,
fa’ che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

 

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

È risorto il buon Pastore,
che ha dato la vita per le sue pecorelle,
e per il suo gregge è andato incontro alla morte.
Alleluia.

Oppure:

«Io sono il buon pastore
e offro la vita per le pecore»,
dice il Signore. Alleluia. Gv 10,14.15

DOPO LA COMUNIONE

Custodisci benigno, o Dio nostro Padre,
il gregge che hai redento
con il sangue prezioso del tuo Figlio,
e guidalo ai pascoli eterni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 03 maggio 2020

3 maggio

4ª DOMENICA DI PASQUA

Giornata di preghiera per le vocazioni

Io sono la porta delle pecore

Gesù è inesauribile nel farci conoscere il suo amore e il rapporto intimo che intende avere con ciascuno di noi. Il Vangelo di Giovanni lo presenta oggi come un buon pastore che si contrappone a chi si avvicina a un gregge come un brigante o un ladro. Gesù afferma di essere la porta delle pecore, perché è così che il pastore viene a conosce le sue pecore a una a una: esse riconoscono la sua voce e lo seguono, si fidano di lui. Nel 1964 Paolo VI ha proclamato questa domenica Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

PRIMA LETTURA

Dio lo ha costituito Signore e Cristo.  

Nel giorno di Pentecoste Pietro incomincia a fare «il pescatore di uomini». È come sempre un uomo pronto ed entusiasta, e adesso si mette con il suo temperamento a servizio della predicazione e della testimonianza del nome di Gesù.

 

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                                         At 2,14a.36-41

 

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 22 (23)

Gesù è il Buon Pastore di chiunque gli appartiene, ha cura di ciascuno di noi, ci protegge, ci guida per strade sicure.

Rit. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

SECONDA LETTURA

Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime.           

Pietro parla ormai ai cristiani della Chiesa costituita, li invita a imitare Cristo, ad accoglierlo come Pastore. È l’inizio del suo magistero, del suo ministero. «Eravate erranti come pecore senza pastore…», ora siete una comunità.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo.                                                          1Pt 2,20b-25

 

VANGELO

Il sono la porta delle pecore.  

Gesù parlando di sé come Buon Pastore, usa la metafora della porta per indicare il rapporto vivo, efficacissimo che c’è tra il pastore e le sue pecore. Parole che indicano il desiderio di avere con ciascuno una conoscenza personale intima. Nello stesso tempo mette in guardia dai falsi pastori, dagli estranei, dai ladri e dai briganti.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                Gv 10,1-10


 

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3. Annunciare la Parola – 03 maggio 2020


3 maggio

4ª DOMENICA DI PASQUA

Giornata di preghiera per le vocazioni

Io sono la porta delle pecore


PER RIFLETTERE E MEDITARE

È davanti al tempio e a quella che era chiamata la «Porta delle Pecore», presso l’attuale Piscina Probatica o “delle Pecore” che Gesù ha probabilmente detto con solennità: «Io sono il buon pastore…»; «Io sono la porta delle pecore».

La porta delle pecore

Gesù si presenta nella vita pubblica nella figura del vero pastore del popolo di Dio. Nel passo di Giovanni riportato oggi, Gesù si definisce però la «porta delle pecore», e in qualche modo anche «la porta del tempio», il cuore della religiosità degli ebrei: da quella porta infatti entravano le pecore destinate al sacrificio quotidiano. Gesù però non solo non uccide le sue pecore, ma dà la vita per loro. Dice Gesù con tono solenne («Io sono»): «Se uno entra attraverso me sarà salvo».

Significativi i verbi di cui si serve Giovanni in questo brano: «entrare», «ascoltare», «condurre», «seguire», «conoscere»: tutti verbi che richiamano un rapporto speciale del pastore con le pecore, ed evidentemente di Gesù con ciascuno di noi.

Gesù si contrappone in questo modo ai farisei. Essi non conoscono le pecore e non le amano, non intendono liberarle, non sono al loro servizio, ma impongono su di loro pesi smisurati. Per questo le pecore non ascoltano quei falsi pastori e non li seguono.

Il protagonismo di Pietro

La prima lettura ci presenta uno degli otto discorsi proclamati da Pietro negli Atti degli Apostoli. Com’è cambiato, com’è diverso ora Pietro da quell’apostolo pauroso e vile che durante la passione ha dichiarato di non conoscere Gesù. Il brano proposto è il secondo, il più importante, perché Luca intende spiegare attraverso le parole di Pietro ciò che è avvenuto nel giorno della Pentecoste. Pietro spiega a chi li prende per ubriachi il senso di quegli avvenimenti straordinari: la discesa dello Spirito nel vento impetuoso, nelle lingue di fuoco, nel parlare lingue diverse. Dimostrando di conoscere bene le scritture, cita alcuni passaggi dell’Antico Testamento che sarebbero inspiegabili, senza la risurrezione di Gesù. Investito dallo Spirito, accusa poi gli ebrei di aver crocifisso Gesù. Alle sue parole la gente si sente trafiggere il cuore, si apre al pentimento e riceve il battesimo. Sono migliaia, sarà il primo nucleo del nuovo Israele, la prima comunità cristiana. Nasce in quel giorno la Chiesa.

«Io sono la porta»

Oggi siamo chiamati a domandarci chi nella nostra vita scegliamo come pastore e guida, quali sono i nostri punti di riferimento, se è Gesù che influenza le nostre scelte. «Io sono la porta», dice di sé Gesù, legando questa immagine meno consueta a quella del buon pastore. «Porta» indica libertà, possibilità di fuga e di ritorno; indica anche passaggio, dialogo, comunicazione.

In questo ultimo senso, è un’immagine dai significati attualissimi. Perché la nostra è l’epoca dei cellulari e della comunicazione. Ma purtroppo è anche l’epoca delle divisioni nette, delle incomprensioni, delle porte che si chiudono, dell’innalzamento di nuovi muri, soprattutto simbolici. Bella invece l’immagine della porta, perché dice «lasciar passare», superare barriere, accogliere.

Giornata mondiale delle vocazioni

Paolo vi nel 1964 ha voluto che questa quarta domenica di Pasqua fosse la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Cristo risorto ha inviato i suoi apostoli, dando loro pieni poteri: «Come il Padre ha mandato me, così io mando voi». E ha fatto di ogni vescovo, prete e diacono un altro se stesso per continuare la sua opera di evangelizzazione.

Diceva Giovanni Paolo II: «Mancano oggi atteggiamenti di fondo in grado di dar vita a un’autentica cultura vocazionale». Prevalgono la secolarizzazione e l’edonismo. E in questo clima è normale che non ci si senta di assumere impegni duraturi e impegnativi, sia di tipo matrimoniale, sia a servizio diretto della Chiesa.

La mancanza di vocazioni sacerdotali è però un problema serissimo per le comunità cristiane e la Chiesa è costretta a un serio esame di coscienza su tutto l’impianto pastorale e su come rispondere alle esigenze sacramentali e formative di ogni comunità.

Certo provvidenzialmente questa crisi favorirà la scoperta e la valorizzazione di tante altre vocazioni laicali chiamate a responsabilizzarsi e a impegnarsi in prima persona, permettendo al prete di occuparsi meno di cose che non sono strettamente legate al suo ministero. Ma è un fatto che sono i preti a garantire oggi e domani l’Eucaristia e la Riconciliazione, che costruiscono la vita dei credenti e di ogni comunità cristiana.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Esiste un problema più grave che non la scarsezza di clero: consiste nell’eccesso di clero. Io preferisco assai avere cento sacerdoti per un lavoro di mille, che mille per un lavoro di cento. Nella misura in cui noi sacerdoti ci preoccupiamo di formare laici adulti, questi si incaricheranno di assumersi compiti che noi stiamo disimpegnando quasi indebitamente. Ed è da un laicato adulto nella fede, nella speranza e nella carità che devono sbocciare i sacerdoti atti ad affrontare il mondo di oggi e di domani» (mons. Helder Câmara, 1973).

 

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4. Parola da Vivere – 03 maggio 2020

3 maggio

4ª DOMENICA DI PASQUA

(Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

CRISTO CI CHIAMA PER NOME

COMMENTO

Questo è un brano complesso perché sovrappone due metafore legate a Gesù, la porta e il pastore, in rapporto alle pecore, a loro volta metafora del nuovo popolo di Dio, contrapposto ai ladri e ai briganti.

Il recinto delle pecore è l’assemblea del popolo di Dio, la Chiesa, la comunità dei salvati. Gesù è il pastore che non si relaziona solo al popolo, ma a ciascuna persona, perché conosce il nome di tutti, li chiama uno per uno, per una relazione e una vocazione personale. Tutti conoscono il suo insegnamento e lo seguono volentieri e spontaneamente, perché hanno sperimentato che il pastore si prende cura amorevole di ciascuno e li conduce in luoghi in cui trovano tutto ciò di cui hanno bisogno, per gustare la pienezza della vita e della gioia.

Il pastore si preoccupa per il gregge, per questo lo mette in guardia dai mercenari, i quali, travestendosi da pastori, cercano solo il proprio interesse e si arricchiscono a spese del gregge, derubando e togliendo la vita.

Usando questa metafora, Gesù annuncia la realizzazione della profezia di Ezechiele: Dio, stanco e deluso dei pastori (re e sacerdoti), che si sono rivelati ladri e briganti, si prenderà cura personalmente del suo popolo e manderà un pastore, discendente di Davide, secondo il suo cuore.

La metafora della porta è molto diversa: indica un confine, una separazione tra casa e mondo, l’accoglienza o l’esclusione, la possibilità di entrare e di uscire. Gesù si definisce porta, indicando così la sua identità di mediatore tra il mondo di Dio e quello degli uomini. Chi passa attraverso lui trova casa accogliente, il luogo di vita fraterna della comunità, e può uscire per trovare nel mondo il luogo in cui manifestare la pienezza di vita ricevuta e annunciare l’amore del Padre che è per tutti.

Passare attraverso questa porta vuol dire semplicemente decidere di avere Gesù come riferimento unico della propria vita, accogliere il suo insegnamento, vivere come lui ha mostrato, obbedendo al Padre e amando i fratelli. La porta chiusa indica anche protezione per chi è in casa ed esclusione per chi ha scelto di restare fuori e non riconosce in Gesù l’inviato del Padre, per dare la vita piena a tutti quelli che lo riconoscono Figlio di Dio.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù denuncia ladri e briganti. Ce ne sono nella Chiesa e ce ne saranno fino alla fine dei tempi. Colpiscono i più deboli. Chi è più forte ha dal Signore il dono e il compito di aprire bene gli occhi per anticipare il male, per vederlo quando si manifesta, per denunciarlo a chi può porre rimedio. È una lotta. Cristo l’ha vinta, offrendo la propria vita.
  2. Gesù ci conosce personalmente. Il nome con cui ci chiama indica la nostra identità di figli di Dio e la nostra vocazione personale. Noi abbiamo bisogno di allenarci a riconoscere la voce di Gesù che ci chiama?
  3. La voce degli estranei. Sono tanti quelli che ci invitano con voce suadente, dolce e falsa per condurci alle mille schiavitù che abitano la nostra cultura e la nostra società. Il vangelo e i richiami dei fratelli nella fede possono aiutarci a smascherare i falsi pastori.
  4. «… io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Quale vita in abbondanza? Amore, libertà nello spirito, comunità di fratelli, missione verso chi non conosce Cristo, perseveranza nelle difficoltà e nelle persecuzioni, paradiso.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Smascherare l’invito di un falso pastore e fuggire da lui, verso il Signore.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 03 maggio 2020

3 maggio

4ª DOMENICA DI PASQUA

Giornata di preghiera per le vocazioni

Io sono la porta delle pecore


RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, figlio primogenito del Padre, nostro pastore e amico, abbi pietà di noi.

  • Cristo, che ci chiami a seguiti e a fidarci del tuo amore, abbi pietà di noi.

  • Signore Gesù, perdonaci quando non ci rendiamo conto delle tue attenzioni e della tua protezione, abbi pietà di noi.


PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante.

Preghiamo Cristo, pastore della nostra comunità, che conosce e guida le sue pecore e le conduce verso pascoli di benessere e libertà.

Preghiamo insieme e diciamo:

Cristo, nostro pastore e guida, ascoltaci.

  • Accompagna, Signore, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi perché siano impegnati a seguire pastoralmente le loro comunità con lo slancio dei tuoi apostoli, preghiamo.

  • Aiutaci, Signore Gesù, ad avere te come riferimento e guida negli orientamenti della nostra vita, preghiamo.

  • Per i giovani, affinché nelle loro scelte si lascino guidare da Cristo, pastore che libera e conduce per i sentieri della libertà e della pienezza di vita, preghiamo.

  • Per tutti gli operatori della sanità che continuano lo sforzo di contrasto al virus, perché trovino nell’Eucarestia la forza e il premio delle loro fatiche, preghiamo.

O Signore Gesù, pastore della tua Chiesa, oggi, Giornata di preghiera per le vocazioni, ti chiediamo di far sorgere nelle nostre comunità il desiderio di seguirti nel servizio generoso e stabile tra i fratelli. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 03 maggio 2020

4ª domenica di Pasqua «A» – 3 maggio 2020 – colore bianco

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

 Il pastore e le sue pecore

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Un anno straordinario

Sorrisi divini

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