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1. Letture e orazioni – 19 aprile 2020

19 aprile

2ª DOMENICA DI PASQUA

Della divina misericordia

San Tommaso, nostro fratello

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ANTIFONA D’INGRESSO

Come bambini appena nati, bramate il puro latte spirituale,
che vi faccia crescere verso la salvezza. Alleluia. 1 Pt 2,2

Oppure:

Entrate nella gioia e nella gloria,
e rendete grazie a Dio, che vi ha chiamato
al regno dei cieli. Alleluia.                     4 Esd 2,36-37

Colletta

Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo,
accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure

Signore Dio nostro,
che nella tua grande misericordia
ci hai rigenerati a una speranza viva mediante la risurrezione del tuo Figlio,
accresci in noi, sulla testimonianza degli apostoli, la fede pasquale,
perché aderendo a lui pur senza averlo visto riceviamo il frutto della vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Dagli Atti degli Apostoli At 2,42-47

[Quelli  che erano stati battezzati]  erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione,  nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Un senso  di timore era in tutti, e prodigi  e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano  con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano  cibo con letizia e semplicità  di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore  ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                Dal Salmo 1 7 (1  8)

Rendete grazie al Signore perché è buono:

il suo amore è per sempre.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

Grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze. La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.

Questo  è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo  è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo              1 Pt 1,3-9

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.

Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà.  Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.

Parola di Dio.

Sequenza facoltativa

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

CANTO AL VANGELO                                                                     Gv 20,29

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal vangelo secondo Giovanni                   Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trova- vano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioi- rono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto  il mio  dito  nel segno  dei chiodi  e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie ma- ni; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso:

«Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti al- tri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono  stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo,  abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

 

Preghiera sulle offerte

Accogli con bontà, Signore.
l’offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]:
tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO PASQUALE I

Cristo agnello pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria:

Santo…

 

Antifona di comunione

«Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non essere incredulo, ma credente». Alleluia.
Cf Gv 20,27

 

Preghiera dopo la comunione

Dio onnipotente,
la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto
continui  a operare nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 19 aprile 2020

19 aprile

2ª DOMENICA DI PASQUA

Della divina misericordia

San Tommaso, nostro fratello

Ogni anno in questa «Domenica in albis» e «della divina misericordia» ci viene presentato san Tommaso, che tra gli apostoli è quello che ha fatto più fatica ad accettare la risurrezione di Gesù. Ognuno di noi può ritrovarsi nella sua fede difficile, alla quale Gesù risorto risponde pieno di misericordia. La prima lettura ci ricorda l’amore fraterno che ha caratterizzato la prima comunità cristiana nata dalla Pasqua.

PRIMA LETTURA

Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.

Ecco la nuova comunità cristiana nata dalla risurrezione di Cristo, che cresce di numero e si organizza. È animata dalla parola degli apostoli, vive la più schietta comunione fraterna, nella condivisione dell’Eucaristia («nello spezzare il pane») e nella preghiera comune. Tra loro avvengono anche prodigi e miracoli, sono stimati dal popolo, il clima è quello della gioia e della semplicità.

 

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                                               At 2,42-47

 

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 117 (118)

L’amore del Signore è per sempre. Il Padre esalta il Figlio Gesù, che è stato rifiutato, e con la sua risurrezione lo mette al centro della storia della salvezza.

Rit. Rendete grazie al Signore, perché è buono: il suo amore è per sempre.

 

SECONDA LETTURA

Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.      

Pietro sembra parlare già da primo papa e incoraggia la comunità cristiana a perseverare nella vera fede e ad affidarsi a Cristo risorto. Del resto egli è certo dell’amore che i nuovi cristiani nutrono per Gesù, anche se molti di loro lo hanno conosciuto solo attraverso la testimonianza degli apostoli.

 

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo.                                                                1Pt 1,3-9

 

VANGELO

Otto giorni dopo venne Gesù.  

È domenica e Gesù sorprende gli apostoli presentandosi a loro vivo, mostrando le mani e il costato trafitti. Non c’è Tommaso tra di loro ed egli non crede alla loro testimonianza. Otto giorni dopo Gesù è di nuovo tra loro e questa volta c’è anche Tommaso, che, di fronte alle mani e al costato trafitti, compie un profondo atto di fede.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                    Gv 20,19-31


 

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3. Annunciare la Parola – 19 aprile 2020


19 aprile

2ª DOMENICA DI PASQUA

Della divina misericordia

San Tommaso, nostro fratello

PER RIFLETTERE E MEDITARE

La Chiesa a otto giorni dalla Pasqua propone ogni anno l’esperienza di Tommaso e il suo rifiuto di credere «senza aver visto e toccato». Una fede difficile la sua che diventa funzionale al rafforzamento della fede dei credenti lungo i secoli. Ma testimonia anche quanto la risurrezione di Gesù ha sorpreso gli apostoli e quanto dovrebbe sorprendere anche noi, che non abbiamo visto, e tuttavia siamo chiamati a credere.

 

Domenica «in albis»

Oggi è l’«Ottava di Pasqua», la Domenica in albis (depositis). Nei primi secoli i nuovi battezzati, che avevano ricevuto il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia nella notte di Pasqua, deponevano proprio oggi la veste bianca ricevuta in quella notte e partecipavano nuovamente all’Eucaristia senza distinzioni, cristiani a pieno titolo insieme agli altri.

Il brano del Vangelo di Giovanni che riporta l’episodio di Tommaso, ritorna nei tre anni quasi a voler ricuperare, per chi ha vissuto distrattamente la Pasqua, la realtà del Cristo risorto.

Ci ritroviamo di domenica, Pasqua settimanale, in sostituzione del sabato ebraico, e lo faremo ogni domenica dell’anno, per celebrare insieme l’Eucaristia. I cristiani lo fanno sin dagli inizi della Chiesa, perché la tomba vuota è stata vista dalle donne e dagli apostoli di domenica, il primo giorno dopo il sabato; e perché Gesù si è presentato vivo agli apostoli e ai discepoli nel primo giorno della settimana, di domenica.

 

La provocazione di Tommaso

Al ripresentarsi di Gesù vivo, i discepoli passano dalla paura alla gioia. Gesù si presenta senza alcun rancore per la loro fede debole. Li saluta: «Pace a voi!». Mostra loro le mani e il costato, alita su di loro, e lo Spirito Santo creatore dà alla Chiesa nella loro persona il dono del perdono dei peccati. Saranno coraggiosi annunciatori del Vangelo e offriranno a ogni cristiano la possibilità di una nuova vita.

In quella domenica però manca Tommaso, uno dei dodici. Ed egli non presta fede al loro racconto, alla loro testimonianza.

Tommaso viene visto volentieri come un uomo moderno, razionale, critico, non facilmente influenzabile. Non ritiene credibile ciò che dicono gli apostoli, non gli basta. Qualcosa non funziona, qualcosa non lo convince. Ha troppo presente nella testa e nel cuore la tragica fine tra i tormenti di Gesù, quelle mani trafitte, quel petto squarciato dalla lancia del centurione, che toglie ogni dubbio sulla sua morte. Non vuole essere ingannato ancora una volta. Non vuole credere a poco prezzo. «Ma che cosa dite? Che Gesù è risorto? Che è vivo? Non facciamoci prendere da altre illusioni, non andiamo incontro ad altre delusioni!».

Tom­maso forse ha sentito più degli altri la sconfitta per questa morte in croce. Ma quando Gesù gli si presenta mostrando le piaghe aperte, le mani e il costato, egli si convince di non avere mai veramente dubitato. Ed esce nel più maturo atto di fede: «Mio Signore e mio Dio!». Alla fine sembra proprio Tommaso quello che esprime la fede più esplicita e matura. Gesù conclude, pensando ai futuri cristiani, e quindi a noi: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno».

 

Al centro Gesù risorto e vivo

Gesù accetta la sfida di Tommaso, ma accetta anche la sfida dell’uomo d’oggi. È il Gesù risorto che passa attraverso i muri, ma è anche il Gesù umanissimo e piagato, con i segni della passione. Il Gesù storico, che ha vissuto l’amicizia con Tommaso, che ha condiviso tutto con gli apostoli e porta nell’animo ciò che hanno vissuto insieme. «Toccatemi, datemi da mangiare», dice loro. Non li accusa, li accetta come sono e rinnova l’amicizia. È questo che può far crollare i Tommaso di ieri e di oggi.

Con la prima lettura siamo poi invitati a riflettere su quella Chiesa primitiva che comincia a esistere e che esprime nei rapporti reciproci uno spirito inedito. «È apparsa un’altra generazione…», scrive Gregorio di Nissa, riferendosi alla comunità nata dalla Pasqua, «un’altra maniera di vivere». È una comunità che vive la koinonìa, un’unione fraterna che condivide tutto, che si ritrova e si esprime nella frazione del pane. Ascoltano i racconti e la testimonianza di quegli apostoli che hanno vissuto con Gesù negli anni della vita pubblica e ai quali ha fatto il dono di ripresentarsi risorto. È una Chiesa che vive una fraternità che diventa normativa per la comunità cristiana di ogni tempo.

 

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Giovanni Paolo II ha voluto che l’ottava di Pasqua fosse la «Giornata della Misericordia», secondo la richiesta fatta da Gesù in una visione privata a Santa Faustina Kowalska, delle suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia, proclamata santa nel 2000. Il 22 febbraio 1931 Gesù ordinò a suor Faustina di dipingere un’immagine secondo un modello che le venne mostrato e le parlò della misericordia. Le disse: «Voglio che la prima domenica dopo Pasqua sia la festa della misericordia». Giovanni Paolo II ha consacrato nel 2002 a Cracovia il santuario dedicato proprio alla «Divina Misericordia». «La Provvidenza ha disposto che Giovanni Paolo II morisse proprio alla vigilia di questo giorno», ha detto Benedetto XVI, «nelle mani della Misericordia Divina. Quelle sacre piaghe, nelle mani, nei piedi e nel costato sono sorgente inesauribile di fede, di speranza e di amore a cui ognuno può attingere, specialmente le anime più assetate della divina misericordia».

 

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4. Parola da Vivere – 19 aprile 2020

19 aprile

2ª DOMENICA DI PASQUA

Della divina misericordia

San Tommaso, nostro fratello

Caro san Tommaso,

oggi sto dalla tua parte e voglio dirti anzitutto che mi dispiace molto che il tuo nome sia associato abitualmente alla mancanza di fede. Quante volte, in duemila anni, hai sentito: «Io sono come Tommaso, se non vedo, non credo!»?

Certo, non  hai creduto  alla testimonianza dei tuoi amici. Forse tra di voi usava fare degli scherzi? Nel van- gelo non si vede, piuttosto emergono episodi di rivalità. Oppure, siccome avevi visto tutti scappare, forse avevi saputo anche dei rinnegamenti di Pietro, allora avrai pensato che i tuoi amici non fossero affidabili (ma eri scappato anche tu, no?). Oppure hai reagito così perché ti sei sentito  ingiustamente emarginato, escluso da un’esperienza troppo grande e bella, che desideravi?

Non  troverò  la risposta,  per ora, però il tuo  amico Giovanni ti ha scelto e ha fatto di te un’icona del percorso della fede e della testimonianza.

Mentre Gesù andava a Betania per risuscitare Lazzaro, tu avevi invitato  i tuoi  amici a seguirlo per morire  con lui. Eri disposto a questo,  ma non eri ancora pronto. Lo saresti diventato.

Quando Gesù è morto, per te, come per gli altri, è sta- to un colpo troppo duro da sopportare.

Dov’eri il giorno di Pasqua? Come hai passato gli otto giorni di buio? Ti sei isolato?  Hai litigato  con i tuoi amici? Eri arrabbiato con te stesso, oppure con il Signore, che ti aveva fatto questo  sgarbo? Hai pianto e pregato perché potessi vederlo?

E Gesù si è presentato. Cosa hai pensato quando lo hai visto? E quando ti ha detto che eri stato incredulo?

Io sono  sicuro che non  hai messo  il tuo dito  nelle piaghe  della passione. Ma in quel momento non  ti sei soltanto gettato ai suoi piedi, e non hai solo fatto la tua professione di fede, bellissima, ma sei diventato una sola cosa con lui, gli hai consegnato per sempre  tutta  la tua vita, hai smesso  di pensare  con la tua testa e hai scelto di pensare  con la sua, hai smesso  di vivere per te e hai vissuto per lui.

Ti ringrazio,  mio gemello.  Eh sì, perché io vedo che la tua temporanea incredulità, in realtà è una scuola per tutta la Chiesa e, in qualche modo, dice una verità. Tutti abbiamo bisogno  di toccare per credere. Gesù ti ha aiutato a capire che il racconto  dei testimoni diretti  della sua risurrezione deve essere sufficiente per credere; ma, è anche vero che aveva detto che i testimoni non si posono  presentare solo con la parola,  devono  mostrare a tutti un amore visibile, palpabile, il frutto più autentico della sua risurrezione.

Grazie a te ho potuto ricevere la beatitudine di chi crede senza aver visto il corpo risorto di Gesù, ma anche grazie a te ho capito che la Chiesa e ogni cristiano, se vogliono essere testimoni credibili, a chi non crede devono offrire da toccare un corpo  vivo e ferito dall’amore fraterno.

 

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Pace a voi!». Il saluto di Gesù è vero, comunica realmente la pace, che è la somma di tutti i beni che il Padre offre agli uomini. I risorti in Cristo hanno la missione di portare al mondo la pace del Signore Gesù.
  2. «A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati…». Tanti battezzati hanno perso il senso del peccato e il suo peso comunitario. La Chiesa ha il potere e la gioia di estendere  visibilmente la misericordia di Dio a tutti i peccatori che chiedono perdono.
  3. Tommaso non si è fidato della testimonianza dei suoi amici. Abbiamo anche noi gli occhi chiusi sulla testimonianza di amore  e di servizio evangelico  di tanti fratelli e sorelle nella fede?
  4. «Mio Signore e mio Dio!». Anche se non possiamo condividere l’esperienza di Tommaso, che vede Gesù e le sue piaghe, abbiamo la possibilità di proclamare e di testimoniare la nostra fede nel Risorto, non solo con le sue parole,  ma anche  con la scelta di mettere  la nostra vita nelle mani del Signore.

 

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Trovare il modo di portare la pace di Cristo a una persona che ne abbia bisogno.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 19 aprile 2020

19 aprile

2ª DOMENICA DI PASQUA

Della divina misericordia

San Tommaso, nostro fratello

RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, ricco di misericordia, vieni incontro alla debolezza della nostra fede e abbi pietà di noi.

    • Cristo Gesù, che ci accogli e risani le ferite delle nostre infedeltà, abbi pietà di noi.

    • Signore Gesù, che nell’Eucaristia ci incontri e dai forza alla nostra fede, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante.

Fratelli e sorelle carissimi, in questi giorni di Pasqua eleviamo al Padre la nostra preghiera, chiedendo anzitutto per noi il dono della sua misericordia. Preghiamo.

Donaci, o Padre, la tua misericordia.

  • Per la Chiesa, nata dalla risurrezione, affinché sappia testimoniare con coraggio agli uomini del nostro tempo la gioia della Pasqua, preghiamo.

  • Per i politici e i responsabili delle nazioni, perché promuovano la fraternità, la giustizia e la pace, preghiamo.

  • Per coloro che soffrono ingiustizie ed emarginazione, perché siano raggiunti ovunque dalla carità e dalla vicinanza della comunità dei credenti, preghiamo.

  • Per quanti faticano a credere e come Tommaso aspettano un incontro che li sorprenda, perché con la nostra testimonianza possano raggiungere il dono della fede, preghiamo.

 Celebrante. Ascolta, o Padre, la voce dei tuoi figli, che ti hanno aperto i sentimenti dl loro cuore. Lo stesso Spirito Santo, che ha ridonato la vita al corpo piagato del tuo Figlio Gesù, doni alla nostra comunità una fraternità credibile. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 19 aprile 2020

2ª domenica di Pasqua «A». In albis e della Divina Misericordia – 19 aprile 2020 – colore bianco

I doni della fede

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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8. Anche Noi Vogliamo Capire – 19 aprile 2020

Per aiutare i nostri piccoli a vivere meglio la Liturgia della Parola 

 

 

 


19 aprile 2020

2ª domenica di Pasqua «A». In albis e della Divina Misericordia – 19 aprile 2020 – colore bianco

I doni della fede

 

Eh sì, ragazzi. In questo aspetto non possiamo capirvi. Noi angeli non abbiamo bisogno di credere, perché siamo sempre nella realtà di Dio, lo vediamo continuamente. Per voi è più difficile; per questo chi vive la fede o difende quella naturale di un bimbo, può dirsi beato. 

 

 

PER CAPIRE

      • Pace a voi. Quello che raggiunge gli Apostoli è un Gesù nuovo. È visibile e riconoscibile attraverso i segni del suo recente passato, ma anche superiore ai limiti fisici: si fa trovare in mezzo a loro nonostante le porte siano chiuse! La pace, il perdono e lo Spirito sono doni che ha sempre promesso, ma ora diventano reali, tangibili.
      • Se non vedo. Tommaso è un tipo deciso e concreto. È naturale per lui porsi mille dubbi: supposto che gli amici siano in buona fede, chi lo assicura che non sia un sosia e un impostore? E poi era Gesù a fare miracoli; ora chi potrebbe farne uno così grande per lui?
      • Beati quelli che hanno creduto. Gesù sa che la maggior parte degli esseri umani non avrà prove certe della sua risurrezione. Si dovrà fidare di quei pochi testimoni diretti, dei racconti tramandati, dei propri ragionamenti, delle proprie sensazioni ed intuizioni. Ma il dono sarà lo stesso: pace e gioia profonde, vere, incancellabili.

 

L’IMPEGNO

La fede, come l’amicizia, va nutrita dedicandoci del tempo. Questa settimana poniamoci l’obiettivo di dedicare qualche minuto a Dio. Ascoltiamo una canzone religiosa facendo attenzione al testo, leggiamo con calma una preghiera o semplicemente ascoltiamo il silenzio, lasciando che sia lui a parlare. E poi confrontiamo l’esperienza con i nostri amici del gruppo. Ci saranno sorprese!

 

 

 

Le parole da capire sono preparate da Pierfortunto Raimondo e sono presenti, insieme ad altro materiale, nella rivista Dossier Catechista – LDC”

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1. Letture e orazioni – 12 aprile 2020

12 aprile

DOMENICA DI PASQUA

RISURREZIONE DEL SIGNORE

Cristo, nostra speranza, è risorto

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ANTIFONA D’INGRESSO

Sono risorto, e sono sempre con te;
tu hai posto su di me la tua mano,
è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia. (cf. Sal 139,18.5-6)

Oppure:
Il Signore è davvero risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza nei secoli eterni. (Lc 24,34; cf. Ap 1,6)

Colletta

O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte
e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA

At 10,34a.37-43

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

 

SALMO RESPONSORIALE

Salmo 117

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

 

SECONDA LETTURA

Col 3,1-4

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

 

SEQUENZA

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

 

Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)

Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.

 

VANGELO

Gv 20,1-9

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte


Esultanti per la gioia pasquale
ti offriamo, Signore, questo sacrificio,
nel quale mirabilmente nasce
e si edifica sempre la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO PASQUALE I

Cristo agnello pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria:

Santo…

 

Antifona di comunione

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8)

 

Preghiera dopo la comunione

Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente,
con l’inesauribile forza del tuo amore,
perché, rinnovata dai sacramenti pasquali,
giunga alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 12 aprile 2020

12 aprile

DOMENICA DI PASQUA

RISURREZIONE DEL SIGNORE

Cristo, nostra speranza, è risorto

Primo giorno dopo il sabato, mattino di Pasqua. Le donne vanno al sepolcro per onorare un cadavere e si ritrovano un Gesù vivo. E i progetti di Dio riprendono vita insieme a lui, riprende la predicazione del regno, l’amore ricevuto e donato, la nascita della Chiesa. Tutto ciò che da allora i cristiani credono e vivono, tutto è nato dalla risurrezione di Cristo.

PRIMA LETTURA

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

«Noi siamo testimoni», dice Pietro a Cesarea, in casa del centurione Cornelio, che sta per ricevere il battesimo con tutta la sua famiglia. È questo uno degli otto discorsi che Pietro pronuncia negli Atti degli apostoli, nel quale offre la testimonianza matura della sua fede, che vede nell’ultima drammatica vicenda di Gesù il realizzarsi delle profezie, e la piena consapevolezza di dover continuare la sua missione, affidata da Dio a lui e agli apostoli, quali «testimoni prescelti».

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                                      At 10,34a.37-43

SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 117 (118)

Il salmo è un inno al Signore della vita e al Padre del Signore risorto, che nel suo amore ha reso piena gloria al proprio Figlio Gesù.

Rit. Questo è il giorno che ha fatto dal Signore:

rallegriamoci ed esultiamo.

Oppure:

Rit. Alleluia, alleluia, alleluia.

SECONDA LETTURA

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.                                                

In pochi versetti Paolo esprime in modo pieno ed efficace la sua fede nel Signore Risorto ed esorta a vivere una vita nuova; a cercare «le cose di lassù», dove siede glorioso il Cristo di Dio, con il quale condivideremo anche noi la gloria.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.                                                        Col 3,1-4

Oppure:

Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova.     

A partire da un caso di grave infedeltà nella comunità, Paolo esorta alla vita nuova. Come un po’ di lievito può far fermentare tutta la pasta, così i cristiani sono chiamati a testimoniare la novità della risurrezione. 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                           1Cor 5,6b-8 

VANGELO

Egli doveva risuscitare dai morti.     

Maria corre di buon mattino alla tomba dove è stato deposto Gesù. È ancora buio. La sepoltura di Gesù è avvenuta in tutta fretta ed è stata sommaria, Maria intende completare le cose, prendersi cura del suo cadavere. Ma la pietra è ribaltata e la tomba è vuota. Corre a dirlo a Pietro e a Giovanni, pensando che qualcuno lo abbia portato via di nascosto. I due apostoli accorrono, osservano ogni cosa, ricordano le parole della Scrittura, e dello stesso Gesù, e diventano i primi testimoni privilegiati della sua risurrezione.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                         Gv 20,1-9

Oppure, per l’anno A:

È risorto e vi precede in Galilea.                                                          

Gesù appare alle donne che corrono al sepolcro all’alba del primo giorno della settimana. Essi intendono prendersi cura di un cadavere, ma sono coinvolte in segni straordinari: una scossa della terra simile a un terremoto, la visione di un angelo dall’aspetto di folgore e dal vestito bianco come neve, guardie tramortite come morte. L’angelo le induce a farsi testimoni della risurrezione, poi Gesù stesso si presenta a loro e le manda agli apostoli.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                     Mt 28,1-10