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3. Commento alle Letture – 6 LUGLIO 14ª DOMENICA T.O.

6 LUGLIO

14ª DOMENICA T.O.

ANDATE E PORTATE LA PACE

COMMENTO

Solo Luca, fra gli evangelisti,  riporta il brano odierno. Il Signore è in viaggio verso Gerusalemme. Stranamente, invece di imboccare la strada sicura che costeggia il fiume Giordano fino a Gerico per poi salire a Gerusalemme, percorre il pericoloso ed aspro sentiero che attraversa l’infida Samaria. Il percorso è più breve ma molto insicuro a motivo dei Samaritani e dei predoni che si annidano  nelle numerose gole che caratterizzano la regione. I Samaritani odiano, per motivi religiosi, gli Ebrei.
Così quando chiede ospitalità presso un loro villaggio viene sgarbatamente respinto. Di fronte al netto rifiuto gli apostoli invocano il loro sterminio  da parte di Dio. Come al solito Gesù approfitta dell’accaduto per fare una catechesi profonda sul significato dell’essere suoi discepoli. Sono indicazioni quanto mai attuali e pertinenti.
Come al solito, i numeri sono carichi di meta- messaggi. I suoi discepoli devono operare in coppia. Il numero due indica la disponibilità della testimonianza condivisa.
Non sono dodici come gli apostoli. Perché dodici è un numero restrittivo legato al popolo ebreo e alle sue dodici tribù.
Settantadue invece, nell’Antico Testamento, sono le nazioni sulla faccia della terra. Di conseguenza coloro che sono discepoli di Gesù devono essere disponibili verso tutti senza escludere nessuno.
Non devono essere selettivi né riguardo alle case che li accolgono; né verso gli alimenti che vengono loro offerti; devono esseri essenziali nel vestire e nelle aspettative personali; devono avere fiducia nella Provvidenza e curare ( questo è il termine greco usato da Luca) gli ammalati. Guarirli è compito della medicina e di Dio. Non è appartenere ossessivamente ad una determinata religione che salva. Ma vivere la Parola.
Per questo  Betsaida, Corazin e Cafarnao nonostante la loro ebraicità così scrupolosa nell’osservare la Legge, davanti a Dio contano meno di Tiro e Sidone sensibili a fare propria la Parola e viverla nel comportamento. È la carità’ che annulla il potere di Satana e lo fa precipitare nell’inferno. Nella mentalità di allora, Lucifero era colui che vigilava sulla condotta degli uomini e denunciava i loro peccati di fronte al tribunale di Dio. Con l’Amore della carità’ questo compito, attraverso la misericordia di Dio, viene annullato e quindi Lucifero diventa un corpo estraneo nel Regno dei Cieli. Noi discepoli del Cristo Risorto che ruolo giochiamo nella nostra società? Facciamo nostre le indicazioni che Gesù ha dato e continua a dare anche oggi.
La nostra fede con quali segni concreti si cala nella nostra realtà quotidiana? È il giudicare o il perdonare la caratteristica del nostro credere?

MEDITAZIONE

L’invio in missione dei settantadue discepoli, nel vangelo di Luca, segue immediatamente i detti sulla sequela (cf Lc 9,57-62). Luca lega la scelta di essere discepoli al compito di essere missionari. Solo il terzo vangelo racconta questa missione. Gesù invia i settantadue discepoli (con il riferimento simbolico del numero 72) dicendo loro: «Andate» (Lc 10,3). I discepoli non possono concepire la missione come un’attesa: devono essere solleciti a muoversi per andare ai popoli. L’inviato non può porsi confini e restrizioni. Deve raggiungere ogni uomo.

Andate

Andate è un’indicazione della direzione. Il testo del vangelo parla delle «città» come destinazione (cf Lc 10,1.8.10). Probabilmente vi è il riflesso dell’esperienza storica della Chiesa del primo secolo, ma oggi può essere letto come riferimento a quei luoghi di condivisione della vita, come anche del potere, della cultura, delle informazioni e delle esperienze umane in cui il missionario può trovare, perché lo frequenta abitualmente, occasioni di testimonianza.
Andate è un comando scomodo. Impone di non rimanere negli ambiti sicuri e confortevoli dei nostri recinti ecclesiali, ma di accettare la sfida di abitare le frontiere che sono certamente quelle geografiche, ma anche quelle mentali, culturali e sociali. Ciò sollecita le comunità a inventare e apprendere nuovi linguaggi della fede e della testimonianza.
Abitare la frontiera può sicuramente spaventare. Intimoriscono gli ostacoli che si possono prevedere, e la consapevolezza della sproporzione fra le dimensioni del compito e le risorse disponibili (cf Lc 10,1).

Le indicazioni sulla missione

La missione della Chiesa deve svolgersi secondo modalità precise. Innanzi tutto il missionario è animato dall’urgenza della missione (cf Lc 10,4): l’andare missionario è mosso da un’impellenza e una priorità assoluta a fronte delle quali nulla può essere occasione di ritardo. È possibile entrare in una città e non essere ascoltati. Tuttavia, anche di fronte alla possibilità del rifiuto, se non dell’aperta ostilità, è richiesta la dedizione al proprio mandato. La statura del missionario si misura in base alla fedeltà e alla sua identità, non in ragione del suo successo. San Paolo insegna che c’è un paradosso della debolezza. In quella che umanamente appare debolezza si rivela la potenza di Dio (cf 2 Cor 12,9-10).
Nelle tribolazioni è ancor più preziosa la fedeltà alla testimonianza. Essa, però, può perseverare solo se poggia su una radicale fiducia in Dio. In fondo l’evangelizzazione è cosa sua. Da questa prospettiva si possono comprendere gli insegnamenti del discorso di Gesù: innanzitutto la priorità accordata alla preghiera (cf Lc 10,2). Riconoscere che l’evangelizzazione è responsabilità di Dio, affidandogliela nella preghiera, consente di vivere il proprio impegno con libertà. Libertà dall’orgoglio, come se i successi fossero merito dell’evangelizzatore. E libertà dall’angoscia di fronte ai fallimenti.
La fiducia radicale giustifica l’accentuazione del tema della povertà dei mezzi. Nella testimonianza importa la capacità di instaurare relazioni. I mezzi, se necessari, sono solo strumento. Infine, i missionari sono inviati a due a due. L’invio a coppie ci ricorda che la testimonianza avviene nella concordia ecclesiale, e che il maggior segno di credibilità nel Vangelo che possiamo dare è la comunione ecclesiale.

I contenuti della missione

La missione è anche contenuti annunciati. La seconda lettura offre una potente sintesi della predicazione di san Paolo (cf Gal 6,14). Per l’Apostolo la croce è l’unico motivo di fiducia – né le opere né la legge salvano –, ed è il perno della trasvalutazione dei valori. Infine, essa è la causa del rinnovamento della vita (cf Gal 6,15).
La croce (di Cristo) annunciata è anche la causa della pace, l’altro grande messaggio che percorre le letture di oggi (cf Is 66,12 e Lc 10,5) Il tutto si può sintetizzare nel tema del Regno che va annunciato, testimoniato e operato (cf Lc 10,9). Ogni volta che si agisce per l’umanizzazione dell’umanità si guariscono i malati delle città degli uomini.

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2. introduzioni – 6 LUGLIO 14ª DOMENICA T.O.

6 LUGLIO

14ª DOMENICA T.O.

ANDATE E PORTATE LA PACE

PRIMA LETTURA

Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.

Il contesto è quello del ritorno a Gerusalemme, una città ancora semidistrutta, dopo l’esilio in Babilonia. Il popolo viene preso dallo sconforto e dalla delusione. A esso si rivolge il profeta, che annuncia la fedeltà di Dio alla sua promessa. Egli stesso restaurerà Gerusalemme e la colmerà dei suoi doni.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 65(66)
Il salmo è una preghiera di lode, che invita alla memoria riconoscente delle meraviglie operate dal Signore.

SECONDA LETTURA

Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
Paolo, nonostante sia alla conclusione di una lettera spesso polemica ed aspra, rivolgendosi ai Galati li chiama «fratelli». A loro, ricorda l’essenziale della sua predicazione: la croce di Cristo e la conformazione della propria esistenza al Cristo crocifisso, simboleggiata attraverso le stigmate.

VANGELO

La vostra pace scenderà su di lui.
Dopo l’invio in missione dei dodici apostoli, Luca narra anche l’invio dei settantadue discepoli. Le indicazioni concrete date da Gesù nel suo insegnamento riguardano le modalità della missione, che rendono più credibile il messaggio. Quest’ultimo è poi concentrato intorno a due grandi nuclei: l’annuncio della pace e della prossimità del Regno.

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4. Letture – 6 LUGLIO 2025 – 14ª DOMENICA T.O.

6 LUGLIO

14ª DOMENICA T.O.

ANDATE E PORTATE LA PACE

PRIMA LETTURA

Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.

Il contesto è quello del ritorno a Gerusalemme, una città ancora semidistrutta, dopo l’esilio in Babilonia. Il popolo viene preso dallo sconforto e dalla delusione. A esso si rivolge il profeta, che annuncia la fedeltà di Dio alla sua promessa. Egli stesso restaurerà Gerusalemme e la colmerà dei suoi doni.

Dal libro del profeta Isaìa            Is 66,10-14c

Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 65(66)

R. Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». R.

«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. R.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.

SECONDA LETTURA

Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
Paolo, nonostante sia alla conclusione di una lettera spesso polemica ed aspra, rivolgendosi ai Galati li chiama «fratelli». A loro, ricorda l’essenziale della sua predicazione: la croce di Cristo e la conformazione della propria esistenza al Cristo crocifisso, simboleggiata attraverso le stigmate.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati            Gal 6,14-18

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Col 3, 15a-16a

Alleluia, alleluia.

La pace di Cristo regni nei vostri cuori;
la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.

.Alleluia.

VANGELO

La vostra pace scenderà su di lui.
Dopo l’invio in missione dei dodici apostoli, Luca narra anche l’invio dei settantadue discepoli. Le indicazioni concrete date da Gesù nel suo insegnamento riguardano le modalità della missione, che rendono più credibile il messaggio. Quest’ultimo è poi concentrato intorno a due grandi nuclei: l’annuncio della pace e della prossimità del Regno.

Dal Vangelo secondo Luca     Lc 10,1-12.17-20

 In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Parola del Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 6 LUGLIO 14ª DOMENICA T.O.

6 LUGLIO

14ª DOMENICA T.O.

ANDATE E PORTATE LA PACE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 6 LUGLIO 14ª DOMENICA T.O.

6 LUGLIO

14ª DOMENICA T.O.

ANDATE E PORTATE LA PACE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci inorgogliamo di fronte al riconoscimento pubblico del nostro operato, confidando più nell’approvazione del mondo che
    nella tua amicizia
    .
      Kyrie eleison.
  • Cristo, ci scoraggiamo di fronte ai fallimenti, dimenticandoci che, per la tua risurrezione, è stata necessaria la croce  Christe eleison.
  • Signore, ci hai inviato a renderti testimonianza nelle città e nei luoghi in cui si svolge la vita ordinaria degli uomini, ma noi
    preferiamo isolarci in rifugi sicuri
     
    Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha invitato a essere discepoli attivi e a portare ai fratelli il lieto annuncio
della sua venuta. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rendici testimoni della
prossimità del Regno.

 

• Perché la Chiesa, sollecita per la salvezza delle anime, annunci con coraggio la salvezza
donata da Dio nella croce di Cristo. Preghiamo.

• Perché il papa,
i vescovi, i presbiteri e i diaconi, nutriti della Parola, siano testimoni
trasparenti della misericordia del Padre. Preghiamo.

• Perché coloro che anelano a parole e gesti di consolazione incontrino, nel loro cammino,
persone capaci di annunciare e costruire la pace. Preghiamo.

• Perché le nostre comunità abbiano il coraggio e la creatività di rinnovare il linguaggio e
i mezzi per l’annuncio del Vangelo. Preghiamo.

O Padre, in Cristo tuo Figlio ci hai inviati ad annunciare presso i popoli la buona novella
del Regno. Donaci di essere sempre dediti alla missione che ci hai affidato e
di rimanervi fedeli nella vita di ogni giorno. Te lo chiediamo per Cristo
nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 29 GIUGNO – SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

29 GIUGNO 2025

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

COMMENTO

La scomparsa di Papa Francesco e l’elezione del successore Leone XIV hanno attirato l’attenzione mondiale sul ruolo centrale che il Vescovo di Roma gioca sulla scena mondiale. Il papato negli ultimi tempi ha saputo ritagliarsi un ruolo guida di una rinnovata funzione di testimonianza spirituale e morale che va oltre i confini del cattolicesimo.
Abbiamo assistito sorpresi e spiazzati alla realizzazione concreta della  missione che Gesù ha affidato a Simone, figlio di Giona,  duemila anni fa alle falde del monte Hermon nella località di Cesarea di Filippo nel nord della Palestina. La scelta del luogo non è casuale.
In quella località sgorga dalla montagna sovrastante una delle tre sorgenti che danno vita al fiume Giordano e si apre una grande caverna che allora veniva considerata il portone di ingresso del mondo degli inferi. Cesarea di Filippo allora giocava un duplice ruolo. Da una parte l’acqua abbondante, la vegetazione lussureggiante e il clima mite la rendevano  meta di scampagnate all’insegna del divertimento  e del relax. Dall’altra la voragine oscura che sprofondava nelle viscere della montagna incuteva timore e richiamava alla memoria tutto quanto si diceva sul mondo dei morti e dello sheol. Gioia e paura si mescolavano e ingeneravano tanti interrogativi sul significato dell’esistenza. Gesù, da esperto psicologo, coglie la palla al balzo e stana i discepoli dal silenzio con cui mascheravano i dubbi che li agitavano a riguardo della vera identità del Maestro alla cui sequela si erano messi cullati da tante illusioni umane inficiate da speranze di ricchezze e poteri futuri. Gesù li interpella in modo quasi brutale: «Per voi, chi sono Io?». È una domanda che preclude ogni via di fuga. Pietro, il più umorale e diretto fra tutti gli apostoli, sbotta : «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E’ una risposta troppo bella per essere farina del suo sacco.
Che Gesù fosse “il Cristo” tutti i discepoli se lo auguravano fermamente. Era questo infatti l’appellativo con cui allora chiamavano il tanto atteso messia che avrebbe cacciato i romani e fatto rivivere il regno di Davide. Aggiungendo, inconsapevolmente, «il Figlio di Dio» riconosceva in Gesù la sua divinità libera da ogni influenza e mira umana. Gesù, davanti ai discepoli esterrefatti, gli cambia il nome. Nel Regno dei cieli non sarà più chiamato Petros ( che in greco significa mattone) ma Petra (che significa roccia). Il mattone, nel tempo, diventa friabile. La roccia no. Diventa testata d’angolo per sempre. Questo è il ruolo del Papa  per sempre a prescindere da chi è scelto ad esserlo. In un mondo “liquido” dove tutto è aleatorio il vescovo di Roma deve essere sempre più la bussola che orienta, il testimone della carità che si fa giustizia e pace, il profeta che testimonia cieli nuovi e terra nuova. L’essere “profeta” non è una scelta personale, ma un dovere morale ineludibile per che è chiamato ad essere “pastore” universale.
Che Pietro e Paolo ispirino e sorreggano il nostro Leone XIV nella sua missione.

MEDITAZIONE

 

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1. ORAZIONI – 29 GIUGNO 2025 – SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

29 GIUGNO 2025

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

Antifona

Sono questi i santi apostoli che con il loro sangue hanno fecondato la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore e sono divenuti gli amici di Dio.

Colletta

O Dio, che ci doni la grande gioia
di celebrare in questo giorno
la solennità dei santi Pietro e Paolo,
fa’ che la tua Chiesa
segua sempre l’insegnamento degli apostoli,
dai quali ha ricevuto il primo annuncio della fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Sulle offerte

La preghiera dei santi apostoli accompagni, o Signore,
l’offerta che presentiamo a gloria del tuo nome,
e ci renda ferventi nella celebrazione di questo sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Simon Pietro disse a Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
Rispose Gesù: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». (Cf. Mt 16,16.18)

Dopo la comunione

Nutriti da questo sacramento, ti preghiamo, o Signore:
fa’ che viviamo nella tua Chiesa
perseveranti nello spezzare il pane
e nell’insegnamento degli apostoli,
per formare, saldi nel tuo amore,
un cuore solo e un’anima sola.
Per Cristo nostro Signore.

 

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4. Letture – 29 GIUGNO 2025 – SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

29 GIUGNO 2025

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

PRIMA LETTURA

Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode.

Dagli Atti degli Apostoli     At 12,1-11 

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 33(34)

R. Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

SECONDA LETTURA

Ora mi resta soltanto la corona di giustizia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo     2Tm 4,6-8.17-18

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Mt 16,18

Alleluia, alleluia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

.Alleluia.

VANGELO

Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo                Mt 16,13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 29 GIUGNO 2025 SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

29 GIUGNO 2025

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

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Un anno straordinario

Sorrisi divini

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