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2. introduzioni – 20 LUGLIO 16ª DOMENICA T.O.

20 LUGLIO

16ª DOMENICA T.O.

LA PARTE MIGLIORE

PRIMA LETTURA

Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.
Dio incontra Abramo là dove il patriarca vive: nella solitudine del deserto e presso la sua tenda di nomade. L’ospitalità che Abramo offre ai tre uomini è sollecita e disponibile. Nella quotidianità della scena e dei gesti si realizza l’incontro rinnovante e salvifico fra uomo e Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Chi è retto nel suo agire, veritiero nel cuore e nel parlare, generoso nelle sue relazioni non ha di che temere. Dio è con lui ed egli è con Dio.

SECONDA LETTURA

Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.
Paolo riflette sulla propria condizione di prigioniero a causa del ministero apostolico. Per lui sono due le caratteristiche che identificano il discepolo. La prima è la conformazione a Cristo. La seconda è l’impegno missionario.

VANGELO

Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.
Accogliere Gesù è lasciargli spazio nella propria vita, amarlo e servirlo. È stare con lui, come principio di tutto il proprio agire. Dopo la passione e l’ascensione, i credenti dovranno però imparare a vivere nuove modalità di relazione con Cristo, non più legate alla sua fisicità umana.

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4. Letture – 20 LUGLIO 16ª DOMENICA T.O.

20 LUGLIO

16ª DOMENICA T.O.

LA PARTE MIGLIORE

PRIMA LETTURA

Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.
Dio incontra Abramo là dove il patriarca vive: nella solitudine del deserto e presso la sua tenda di nomade. L’ospitalità che Abramo offre ai tre uomini è sollecita e disponibile. Nella quotidianità della scena e dei gesti si realizza l’incontro rinnovante e salvifico fra uomo e Dio.

Dal libro della Gènesi      Gn 18,1-10a

In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 14 (15) 

Chi è retto nel suo agire, veritiero nel cuore e nel parlare, generoso nelle sue relazioni non ha di che temere. Dio è con lui ed egli è con Dio.

R. Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R.

SECONDA LETTURA

Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.
Paolo riflette sulla propria condizione di prigioniero a causa del ministero apostolico. Per lui sono due le caratteristiche che identificano il discepolo. La prima è la conformazione a Cristo. La seconda è l’impegno missionario.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési          Col 1,24-28

Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(Cf Lc 8,15)

Alleluia, alleluia.

Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono,
e producono frutto con perseveranza.

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.
Accogliere Gesù è lasciargli spazio nella propria vita, amarlo e servirlo. È stare con lui, come principio di tutto il proprio agire. Dopo la passione e l’ascensione, i credenti dovranno però imparare a vivere nuove modalità di relazione con Cristo, non più legate alla sua fisicità umana.

Dal Vangelo secondo Luca      Lc 10,38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

 

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 20 LUGLIO 16ª DOMENICA T.O.

20 LUGLIO

16ª DOMENICA T.O.

LA PARTE MIGLIORE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non facciamo altro che proclamare quanto sia essenziale fare la tua volontà, ma non siamo disposti ad ascoltare per
    comprendere quale sia. Kyrie eleison.
  • Cristo, non testimoniamo te, ma noi stessi. Christe eleison.
  • Signore, non crediamo davvero che la tua Parola possa rendere feconde le nostre giornate. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù si fa presente nella vita di ciascuno di noi, nella nostra situazione ordinaria, e offre il suo dono di grazia. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, facci accogliere te e la tua Parola.

• Perché la Chiesa sappia testimoniare, nella solidarietà e nella carità, la misericordia del Signore per tutta l’umanità. Preghiamo.

• Perché chi vuol essere pastore ed evangelizzatore si faccia innanzitutto discepolo, accogliendo il maestro nella propria vita. Preghiamo.

• Perché tutti i credenti riconoscano il Signore che viene loro incontro e lo sappiano annunciare al mondo con fedeltà e gioia. Preghiamo.

• Perché i malati, che vivono nella loro carne e nel loro spirito la sofferenza e la debolezza, siano rafforzati dalla grazia del Signore. Preghiamo.

O Padre, in Cristo tuo Figlio, ti sei manifestato nella storia dell’uomo e gli hai fatto udire il tuo messaggio di speranza. Ascolta le nostre invocazioni, e fa’ che sappiamo tradurle in concreti itinerari di vita spirituale e servizio dei fratelli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Testi e i commenti proposti per domenica 3 dicembre 2023- I DOMENICA DI AVVENTO anno B (COLORE VIOLA) 

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6. Vignetta di RobiHood – 20 LUGLIO 16ª DOMENICA T.O.

20 LUGLIO

16ª DOMENICA T.O.

LA PARTE MIGLIORE

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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1. ORAZIONI – 13 LUGLIO 2025 – 15ª DOMENICA T.O.

13 LUGLIO 2025

15ª DOMENICA T.O.

FARSI PROSSIMI A IMMAGINE DI DIO

 

Antifona

Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 16,15)

Colletta

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità.
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Padre misericordioso,
che nel comandamento dell’amore
hai posto il compendio e l’anima di tutta la legge,
donaci un cuore attento e generoso
verso le sofferenze e le miserie dei fratelli,
per essere simili a Cristo,
buon samaritano del mondo.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Sulle offerte

Guarda, Signore,
i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Il passero trova la casa, la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Oppure:

Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue, rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)

*ANNO C
Il buon samaritano ebbe compassione:
«Va’ e anche tu fa’ lo stesso». (Cfr Lc 10,37)

Dopo la comunione

Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l’opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 13 LUGLIO 15ª DOMENICA T.O.

13 LUGLIO 2025

15ª DOMENICA T.O.

FARSI PROSSIMI A IMMAGINE DI DIO

COMMENTO

La parabola del Buon Samaritano  è narrata anche da Matteo e Marco. I due evangelisti la collocano negli ultimi giorni di vita di Gesù a Gerusalemme (Mt 22,34-40; Lc 12, 28-34). Luca la narra all’inizio del cammino di Gesù verso Gerusalemme, in testa agli insegnamenti che vuole trasmettere ai discepoli. La notizia del successo che ottiene, fra la gente semplice della Galilea, giunge alle orecchie attente di chi si è impossessato del Tempio di Gerusalemme.
Fra questi signori , un importante ruolo veniva rivestito  dai dottori della legge che si erano arrogati l’onore di essere gli unici interpreti della Sacra Scrittura. Quindi uno di loro si reca  di persona a controllare se la predicazione di Gesù è conforme ai loro dettati. È un uomo scafato e furbo. Rivolge un interrogativo capzioso: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». L’appellativo  “maestro” gronda sarcasmo ed ironia. Il Figlio di Maria, per la burocrazia di allora, non ha alcun titolo che lo autorizza a commentare in pubblico la Parola divina.
Gesù accetta la provocazione e contrattacca. Chiede allo scriba se, per caso, conosce che cosa dice la Legge a riguardo della sua domanda. Se è capace di leggere ed intendere basta andare ai versetti Dt 6,5 e Lv 19,18 per avere la risposta al suo interrogativo.
A questo punto lo scriba reagisce provocando il Maestro a rispondere su un problema scottante e divisivo in quel tempo. Il significato del termine prossimo è al centro di una grande e aspra contesa fra le due più’ importanti scuole rabbiniche che fanno capo a Shammai ed Hillel. Shammai è il rigorista per il quale prossimo si può considerare solo chi appartiene alla religione ebraica. Hillel è meno fondamentalista e considera prossimo anche gli stranieri che risiedono in Israele. La diatriba è furibonda e divisiva. Gesù sgattaiola dalla polemica ricorrendo ad una parabola tranciante e che non lascia il minimo dubbio a riguardo del suo pensiero. Tutti conoscono la pericolosità del sentiero che scende dagli 818 metri di Gerusalemme ai 258 metri sotto il livello del Mediterraneo di Gerico. I briganti ed i trenta chilometri da percorrere sotto il sole cocente del deserto di Giuda  rendono l’impresa un azzardo pericoloso per tutti. Se ti succede  qualcosa la morte è l’unica prospettiva, a meno che qualcuno, a suo rischio e pericolo , non si fermi in soccorso. Se questo si avvera chi compie quest’azione è “il prossimo”.
Non lo è il sacerdote, che, terminato il suo dovere di svolgere i compiti assegnati  nel Tempio , si affretta nel ritornare a casa sua ancora profumato di incenso ed avvolto in una purità rituale immacolata. Lui osserva la Legge che gli impone di tenersi alla larga dagli sconosciuti, dagli ammalati, da coloro che sanguinano perché impuri. Quindi è meglio girare al largo. Le stesse motivazioni spingono il Levita a fare esclusivamente i fatti suoi. Sì dispiace della brutta situazione ma è colpa sua se lo sconosciuto agonizzante è incappato nei ladroni. Succede. Pazienza.
Invece è “prossimo” l’impuro, l’eretico, il disprezzato samaritano che chiude la processione dei viandanti. Lui non si preoccupa di essere impuro. Non gli importa di osservare nevroticamente la legge. Non è un  credente avviluppato nella corazza del perbenismo autoreferenziale. Si accontenta di essere un uomo di cuore che per soccorrere non chiede la carta di identità, non gli interessa la fedina penale immacolata. Gli basta di vedere nell’altro un suo simile, figlio dello stesso Padre, un fratello da aiutare.
E per noi chi è il nostro prossimo? È un bel l’interrogativo. In chi ci riconosciamo? Nel sacerdote e nel levita nel loro perbenismo moralistico? O nel samaritano  peccatore ma “prossimo”?
Nel momento della prova  in chi dei tre vorremmo  imbatterci? Don Milani dice che il cristiano è colui che nel quotidiano coniuga il verbo inglese “I care” (me ne importa) e tralascia il più frequentato e praticato “me ne frego”.  Tra le due possibilità, quale facciamo nostra?

MEDITAZIONE

La conversione è un’esperienza di mutamento e di sviluppo. Di essa si può parlare in molteplici modi, corrispondenti alle molteplici esperienze di conversione possibili. Essa, infatti, può essere il passaggio dalla non fede alla fede. Oppure dal male al bene. O ancora la conversione dal bene al meglio. Infine, nell’esperienza del credente, la conversione si configura come il passaggio dalla fede considerata come un complesso di dottrine da conoscere alla fede vissuta. Ovvero: il passaggio dal fare teologia all’esistenza teologica. Fa teologia chi s’interroga sulla propria esperienza di fede e su Dio. Vive un’esistenza teologica chi incarna quelle riflessioni nella propria vita.

La domanda del dottore della Legge

Quando il dottore della Legge si rivolge a Gesù è animato da un vero desiderio di vita eterna (cf Lc 10,25). La domanda posta, indipendentemente da eventuali intenzioni impure, è di schietta natura religiosa.
Gesù comincia il suo insegnamento innanzi tutto riorientando il discorso, e lo fa ponendo a sua volta una domanda (cf Lc 10,26). La soluzione è nella Legge stessa. Il dottore della legge, infatti, cita due passi dell’Antico Testamento, connettendoli nel giusto ordine (cf Lc 10,27). È chiaro che conosce la Scrittura, che sa la risposta giusta. Il difetto non sta nella non conoscenza teorica (cf Lc 10,28). Ciò che manca è detto nella seconda parte della replica di Gesù: «fa’ questo e vivrai» (Lc 10,28).
Tutto il brano di vangelo di questa domenica si regge sul verbo «fare» (cf anche Lc 10,37). Tutto il brano è un invito a passare dalla teoria alla prassi che renda la teoria concretezza; dal fare teologia al vivere un’esistenza teologica.

Chi è il mio prossimo

Luca dice che, «volendo giustificarsi» (Lc 10,29), il dottore della Legge replica chiedendo chi sia il suo prossimo. La domanda è originata dal modo della casistica giudaica, per cui si cercavano progressive definizioni e delimitazioni della prossimità. Trovando la risposta a essa si chiariscono i termini che rendono possibile la fedeltà alla Legge. Il pio dottore, però, pone la questione su un piano teorico, di definizioni e deduzioni. E il prossimo non è mai un caso che si adegui o no a una definizione. Il prossimo è sempre e solo un volto.

Il buon Samaritano

La questione riguardo il prossimo offre l’occasione per la narrazione della parabola. In essa sono protagonisti un uomo, anonimo; un sacerdote e un levita; un Samaritano. È proprio lui, quello da cui meno te lo aspetti, che è disponibile a lasciarsi toccare dalla situazione di uno sconosciuto, di un estraneo.
Per il sacerdote e il levita, il culto, svuotato del suo senso di essere espressione della vita, diventa alibi per chiudersi all’amore che quello stesso culto dovrebbe significare. Invece il Samaritano si muove a compassione. È lui che pone azioni di misericordia concrete, generose, disinteressate e libere, perché non vincolate da pregiudizi e precetti. Come Gesù, che si fece prossimo a ogni uomo, giusto o ingiusto, santo o peccatore, amico o nemico.
Il Samaritano è attento non a sé o alle proprie preoccupazioni, bensì allo stato di necessità dell’uomo. È qui il primo ribaltamento della parabola. L’attenzione non va all’inquadramento di chiunque in una determinata categoria, bensì alla sua situazione e ai suoi bisogni. Il che consente di definire il prossimo non in quanto mi è prossimo, ma in quanto io mi ci faccio prossimo. Il prossimo non è definito da una teoria, ma da un appello alla mia misericordia. E questo è il secondo ribaltamento operato dalla parabola.

Dalla teoria alla prassi

La conclusione del discorso sta in due verbi: «vai» e «fai». È un appello a passare dalla teoria alla prassi, un invito alla misericordia che non si può mai far scaturire da una norma, bensì da un cuore disponibile e convertito.
Il fondamento di tutto il discorso altro non è che la misericordia di Dio stesso. Questo fondamento viene rivelato in Cristo. È lui, dice san Paolo, l’«immagine del Dio invisibile» (Col, 1,15). Gesù, Dio incarnato, vero buon Samaritano, rivela cosa significhi per Dio stesso porre attenzione ai bisogni del prossimo. Gesù mostra il significato di una prossimità universale. Gesù mostra l’estensione illimitata della libertà dell’accoglienza di Dio.

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2. introduzioni – 13 LUGLIO 15ª DOMENICA T.O.

13 LUGLIO 2025

15ª DOMENICA T.O.

FARSI PROSSIMI A IMMAGINE DI DIO

Desiderare il bene dell’altro non è prerogativa dei santi o degli ingenui, ma degli uomini. Per il credente poi, impegnarsi attivamente per migliorare la vita dei fratelli non significa soltanto assecondare la propria natura sociale, ma anche rimodellarsi a immagine di Cristo.
Le indicazioni che Gesù stesso fornisce nel vangelo di oggi e che vanno in questo senso, non sono un invito alla dissennatezza. Non si tratta infatti di rinunciare alla saggezza, all’arte di parametrare i propri fini in base ai propri mezzi. Si tratta piuttosto di fare davvero qualcosa, senza perdersi in scrupoli o in chiacchiere e senza scoraggiarsi, poiché «questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica» (cf Dt 30,14).

PRIMA LETTURA

Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Le parole di Mosè ci ricordano che Dio non ci chiede di fare nulla di più del nostro meglio. Se da un lato siamo dunque sollevati dal compiere sforzi sovrumani, dall’altro siamo anche chiamati a una grande responsabilità, verso le nostre azioni e verso le nostre omissioni

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 18 (19)

Come la legge del Signore è perfetta, così la sua testimonianza è stabile. Un cammino di fede perseverante è dunque possibile.

SECONDA LETTURA

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Paolo descrive il ruolo di Cristo nella storia partendo da due capisaldi. Egli è principio della creazione, è quel Verbo che era in principio, si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi (cf Gv 1,1-18). Ma egli è anche orizzonte e fine ultimo della Chiesa, vero significato della sua opera nel mondo.

VANGELO

Chi è il mio prossimo?
Il sacerdote e il levita, nonostante la loro conoscenza delle Scritture, non riescono a comprenderne il significato. Solo il Samaritano rende davvero testimonianza a ciò in cui crede, poiché compie quel passaggio da fede teorica a prassi di misericordia che permette all’uomo di risultare gradito a Dio e discepolo di Cristo Gesù.

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4. Letture – 13 LUGLIO 2025 – 15ª DOMENICA T.O.

13 LUGLIO

15ª DOMENICA T.O.

FARSI PROSSIMI A IMMAGINE DI DIO

PRIMA LETTURA

Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Le parole di Mosè ci ricordano che Dio non ci chiede di fare nulla di più del nostro meglio. Se da un lato siamo dunque sollevati dal compiere sforzi sovrumani, dall’altro siamo anche chiamati a una grande responsabilità, verso le nostre azioni e verso le nostre omissioni

Dal libro del Deuteronòmio             Dt 30,10-14

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 18 

Come la legge del Signore è perfetta, così la sua testimonianza è stabile. Un cammino di fede perseverante è dunque possibile.

R. I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.R.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. R.

SECONDA LETTURA

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Paolo descrive il ruolo di Cristo nella storia partendo da due capisaldi. Egli è principio della creazione, è quel Verbo che era in principio, si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi (cf Gv 1,1-18). Ma egli è anche orizzonte e fine ultimo della Chiesa, vero significato della sua opera nel mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési              Col 1,15-20

Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(Cf. Gv 6,63c.68c)

Alleluia, alleluia.

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Chi è il mio prossimo?
Il sacerdote e il levita, nonostante la loro conoscenza delle Scritture, non riescono a comprenderne il significato. Solo il Samaritano rende davvero testimonianza a ciò in cui crede, poiché compie quel passaggio da fede teorica a prassi di misericordia che permette all’uomo di risultare gradito a Dio e discepolo di Cristo Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca            Lc 10,25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore.

 

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 13 LUGLIO – 15ª DOMENICA T.O.

13 LUGLIO

15ª DOMENICA T.O.

FARSI PROSSIMI A IMMAGINE DI DIO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, partecipiamo alla liturgia eucaristica, ma
    segretamente pensiamo che una vita da cristiani non faccia per noi
    .
      Kyrie eleison.
  • Cristo, sappiamo ciò che ti sarebbe gradito, ma, per
    pigrizia o per paura, non lo facciamo
     
     
    Christe eleison.
  • Signore, ti percepiamo come qualcosa d’invisibile e di
    lontano dalle nostre vite.
     
     
    Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha
rivelato ciò che dobbiamo fare per essere salvi. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, fa’ che
amiamo te e ci prendiamo cura dei fratelli.

• Perché
intraprendiamo un cammino di conversione autentica, che cambi la nostra vita e
non solo il tono dei nostri discorsi. Preghiamo.

• Perché le
nostre opere siano per i fratelli il segno visibile della tua vicinanza
all’uomo e della tua amicizia. Preghiamo.

• Perché, quando
la tua volontà ci sembra imperscrutabile, ci ricordiamo del dono inestimabile
della tua Parola. Preghiamo.

 • Perché non
siamo mai parchi nello stabilire per chi e in quali situazioni possiamo fare
davvero la differenza. Preghiamo.

O
Padre, le tue forze e la tua intelligenza superano infinitamente le nostre.
Aiutaci a fare il bene anche quando ci sembra di essere troppo deboli o troppo
confusi per riuscirci. 
Te lo chiediamo per Cristo

nostro Signore.

 

Testi e i commenti proposti per domenica 3 dicembre 2023- I DOMENICA DI AVVENTO anno B (COLORE VIOLA) 

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6. Vignetta di RobiHood – 13 LUGLIO 15ª DOMENICA T.O.

13 LUGLIO

15ª DOMENICA T.O.

FARSI PROSSIMI A IMMAGINE DI DIO

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

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Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

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Testi e i commenti proposti per la domenica