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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 7 SETTEMBRE 2025 23ª DOMENICA T.O.

7 SETTEMBRE

23ª DOMENICA T.O.

CRISTIANI
SOVVERSIVI

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci hai messo davanti a scelte radicali,
    eppure crediamo ancora di poter servire sia te che altri padroni
    . Kyrie eleison.
  • Cristo, ci hai liberati dalla schiavitù della morte,
    ma tolleriamo ancora che i nostri fratelli non possano godere di questa
    libertà, a causa delle condizioni disumane in cui sono costretti a vivere
    .
     
    Christe eleison.
  • Signore, a differenza di te non manteniamo le nostre
    promesse e abbandoniamo le tue vie per seguire strade più facili
     
    Kyrie eleison.

PRGHIERA UNIVERSALE

Dio conosce il
limite e la caducità della creatura umana. Invochiamo da lui il dono della
sapienza e la forza del suo Spirito. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, manda il
tuo Spirito a convertirci.

• Perché la
Chiesa riconosca la sua forza nel paradosso della croce e sappia portarla, con
Cristo, ogni giorno. Preghiamo.

• Perché chi ha
ruoli di governo e di autorità li eserciti per il bene comune, in spirito di
servizio. Preghiamo.

• Perché tutti i
cristiani vivano con coerenza e coraggio la fedeltà alla Parola. Preghiamo.

• Perché ognuno
di noi operi per l’edificazione di un mondo più giusto e fraterno, secondo il
Vangelo. Preghiamo.

O Padre, ci hai chiesto
di non anteporre nulla, né beni, né affetti, né noi stessi, alla relazione con
te. Apri il nostro cuore affinché siamo conformi al tuo Figlio Gesù e
testimoniamo al mondo la bellezza di essere suoi discepoli. 

Te lo chiediamo per
Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 7 SETTEMBRE 2025 – 23ª DOMENICA T.O.

7 SETTEMBRE 2025

23ª DOMENICA T.O.

CRISTIANI
SOVVERSIVI

 

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Testi e i commenti proposti per la domenica 

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1. ORAZIONI – 31 AGOSTO 2025 22ª DOMENICA T.O.

31     AGOSTO

22ª DOMENICA T.O.

LA PORTA STRETTA

 

Antifona

Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)

Si dice il Gloria.

Colletta

Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che chiami i poveri e i peccatori
alla festosa assemblea della nuova alleanza,
concedi a noi di onorare la presenza del Signore
negli umili e nei sofferenti,
per essere accolti alla mensa del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Sulle offerte

L’offerta che ti presentiamo
ci ottenga la tua benedizione, o Signore,
perché si compia in noi con la potenza del tuo Spirito
la salvezza che celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono. (Sal 30,20)

Oppure:

Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)

*C
Chi si esalta sarà umiliato,
e chi si umilia sarà esaltato. (Lc 14,11)

Dopo la comunione

O Signore, che ci hai saziati con il pane del cielo,
fa’ che questo nutrimento del tuo amore
rafforzi i nostri cuori
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 31 AGOSTO 2025 22ª DOMENICA T.O.

31     AGOSTO

22ª DOMENICA T.O.

L’UMILTÀ, PRINCIPIO DI CONVERSIONE E DI SPERANZA

COMMENTO

 

MEDITAZIONE

Per comprendere il significato dei detti di Gesù è necessario partire dal monito del vangelo di domenica scorsa, dove egli esortava a «entrare per la porta stretta» (Lc 13,24). Per il discepolo è necessario plasmare la propria vita secondo la vita di Gesù. Questa è la conversione che, concretamente, avviene quando il Regno diventa il centro del proprio sistema di valori; quando in base ad esso si stabiliscono le proprie priorità esistenziali, rendendo in tal mondo i valori del Regno determinanti nel proprio desiderare, deliberare ed agire.

Invitati per grazia al banchetto del Regno

Il vangelo di questa domenica è un discorso di Gesù tenuto durante un pranzo. L’immagine del banchetto è, sia nell’Antico Testamento sia nel Nuovo, una delle più consuete per parlare del Regno. L’occasione del banchetto, cioè, offre lo spunto per una catechesi sulla conversione dai modelli di comportamento umani a quelli che s’ispirano al Regno.
Gesù osserva gli invitati e «come sceglievano i primi posti» (Lc 14,7). Qui si inquadra l’insegnamento sulla ricerca dell’ultimo posto. Al banchetto del Regno si è invitati per la grazia e per la misericordia di Dio, non come risultato del proprio mettersi in mostra davanti a Dio o agli uomini. Il principio è «chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). Il Regno è dono gratuito che resiste sia agli orgogliosi che ai presuntuosi che agli istrioni. L’ingresso al Regno è riservato a coloro che plasmano la loro vita secondo la vita di Cristo. Ed è stato proprio Gesù, nascendo in umiltà e povertà, in una mangiatoia e fra i pastori, a scegliere questo posto fra gli ultimi come inizio di reiterate scelte di vita, fino a essere crocifisso fra due malfattori. La scelta dell’ultimo posto, per Gesù, è stata programmatica.

Scegliere i prediletti dal Signore

Il secondo gruppo d’insegnamenti riguarda i criteri con cui invitare gli ospiti alla propria mensa. Gesù anche in questo caso ribalta la prospettiva. Non s’invitano i propri amici, parenti, ricchi vicini «perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio» (Lc 14,12). Piuttosto bisogna invitare chi non può contraccambiare: «poveri, storpi, zoppi, ciechi» (Lc 14,13). L’elenco non è casuale, nella logica del Regno. Erano le categorie degli esclusi dalla vita cultuale di Israele. Ma ancor più erano i prediletti da Gesù, quegli ultimi ed esclusi, emarginati e bisognosi a cui rivolgeva il proprio ministero messianico di speranza (cf Lc 4,18-19). Anche in questo caso la forma Christi è il riferimento della vita del discepolo.
Chi si attiene a questi principi è raggiunto da una nuova beatitudine (cf Lc 14,14). È una beatitudine che si realizza già nell’oggi, perché è oggi profezia e anticipo del Regno di Dio; ed è una beatitudine che si compie alla fine dei tempi.

L’umiltà di Cristo e del cristiano

Il modello di questo ribaltamento di criteri esistenziali e operativi è Gesù. In ciò consiste l’umiltà di Cristo, paradigma dell’umiltà cristiana.
Come insegna il libro del Siracide, l’umiltà è principio della sapienza (cf Sir 3,19-20). È sapienza perché è conoscenza realistica di sé davanti a Dio. In questo senso è certamente una ferita mortale inferta al proprio narcisismo. Ma è anche, per converso, la sola occasione di speranza.
Chi è cosciente di sé dinnanzi agli occhi di Dio è cosciente del proprio limite e del proprio peccato. Ma lo vede con gli occhi di Dio, che non teme il peccato dell’uomo e offre la sua grazia. Chi conosce il proprio peccato e lo riconosce umilmente davanti a Dio viene perdonato.
L’umiltà, conoscenza di sé e del proprio limite, colloca nella giusta relazione con Dio e consente di sentirsi amati da lui. E chi si sente amato da Dio si pone nella giusta relazione con i propri fratelli. Si rende amabile agli altri ed è capace di amare. Tutti feriti dal peccato, dunque, tutti bisognosi della stessa misericordia. Ciascuno bisognoso del perdono e dell’amore fraterno.
L’umiltà, dunque, ponendoci di fronte a Gesù come riferimento, è principio della conversione. Per questo è anche principio di speranza. Perché nessuno si può auto-giustificare, ma nella conversione e nella grazia troviamo giustificazione e perdono.

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2. introduzioni – 31 AGOSTO 2025 22ª DOMENICA T.O.

31     AGOSTO

22ª DOMENICA T.O.

L’UMILTÀ, PRINCIPIO DI CONVERSIONE E DI SPERANZA

Pur rimanendo all’interno di un orizzonte laico, l’umiltà è la caratteristica del saggio. Già Socrate proclamava che la sua unica sapienza risiedeva nella consapevolezza di non sapere.
Ma il cristiano ha un motivo in più per essere e per voler essere umile: farsi simile a Gesù di Nazaret. Non solo, infatti, egli «pur essendo di natura divina… umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,6-8), ma predilesse la compagnia e l’amicizia degli ultimi.

PRIMA LETTURA

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.
L’allargamento del privilegio dell’elezione da parte di Dio a tutte le genti è più un monito per i «vicini» che un privilegio per i «lontani». Nessuno può considerarsi arrivato di fronte a Dio, nessuno può presentare credenziali o diritti di sangue di fronte alla necessità di convertirsi per giungere alla salvezza.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 116 (117) 

Nessuno è impossibilitato a innalzare un canto di lode di fronte a Dio.

SECONDA LETTURA

Il Signore corregge colui che egli ama.
L’autore della lettera agli Ebrei ci invita a rivalutare radicalmente l’esperienza del peccato. Se esso è e deve certamente essere un’occasione di sofferenza, attraverso un cammino di conversione esso può anche portare frutti di pace e di giustizia.

VANGELO

Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
Gesù ci ha rivelato che Dio è un Padre misericordioso, la cui misericordia si esercita verso le genti di ogni provenienza e condizione. Ma sapere se il Signore sia buono o non sia buono non è tutto. Per incamminarsi davvero verso il Regno, bisogna cercare, da poveri peccatori, di essere degni della sua bontà.

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4. Letture – 31 AGOSTO 2025 22ª DOMENICA T.O.

31   AGOSTO

22ª DOMENICA T.O.

L’UMILTÀ, PRINCIPIO DI CONVERSIONE E DI SPERANZA

PRIMA LETTURA

Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Il libro del Siracide indica la via del saggio e dell’uomo giusto, quindi del cristiano, che non può essere né stupido né disonesto. Per contrapposizione, viene anche delineata la condizione del superbo, il quale, che ne sia consapevole o meno, è disperato, poiché rinuncia al rapporto con Dio.

Dal libro del Siràcide
Sir 3,19-21.30.31 (NV) [gr. 3,17-20.28-29]

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 67 (68) 

Dio ribalta le logiche umane, facendo sorgere speranza proprio là dove non sembrava più possibile continuare a sperare.

R. Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome. R.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R.

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. R.

SECONDA LETTURA

Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.
L’umiltà del cristiano non nasce dalla paura dell’ignoto, ma dal fascino per l’infinita misericordia di Dio. Fare della terribile potenza dei fenomeni naturali un motivo per perseverare nella propria ignoranza significa piuttosto coltivare la superstizione.

Dalla lettera agli Ebrei         Eb 12,18-19.22-24a

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Gv 10,27

Alleluia, alleluia.

Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore. (Mt 11,29)

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
La scena di cui ci narra questo brano del vangelo di Luca si svolge in un contesto di convivialità. Anche per questo gli insegnamenti di Gesù vanno letti come indicazioni valide per la vita di ogni giorno. Chi si fa umile solo in occasione di grandi eventi, infatti, non fa che esercitare un’ennesima forma di vanità: quella dell’ostentata modestia.

Dal vangelo secondo Luca        Lc 14,1.7-14

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cèdigli il posto!». Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: «Amico, vieni più avanti!». Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 31 AGOSTO 2025 22ª DOMENICA T.O.

31   AGOSTO

22ª DOMENICA T.O.

L’UMILTÀ,
PRINCIPIO DI CONVERSIONE E DI SPERANZA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci lasciamo confondere dal successo dei
    superbi e abbandoniamo il nostro spirito mite
    . Kyrie eleison.
  • Cristo, non seguiamo i tuoi insegnamenti e pensiamo di poterci guadagnare il Regno sgomitando. Christe eleison.
  • Signore, pratichiamo la carità fraterna soltanto per
    averne un ritorno d’immagine
     
    Kyrie eleison.

PRGHIERA UNIVERSALE

Per seguire
l’insegnamento di Gesù occorre davvero convertirsi, mettendo al centro il
Regno. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, aiutaci
a scegliere gli ultimi posti.

• Perché saggezza
e mitezza siano uno scudo contro la ricerca del potere a ogni costo. Preghiamo.

• Perché, come te, sappiamo concedere fiducia a chi non ne viene ritenuto degno. Preghiamo.

• Perché, nella preghiera, ci affidiamo a te per riconciliarci con la nostra dignità ferita. Preghiamo.

• Perché ci ricordiamo che chi ha te come alleato, non ha bisogno di sedersi in prima fila.
Preghiamo.

O Padre, la tua opera di redenzione è degna di lode, poiché hai confuso i potenti e hai innalzato i piccoli. Fa’ che, col tuo aiuto, edifichiamo le nostre comunità sugli stessi principi.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 31 AGOSTO 2025 22ª DOMENICA T.O.

31     AGOSTO

22ª DOMENICA T.O.

L’UMILTÀ,
PRINCIPIO DI CONVERSIONE E DI SPERANZA

 

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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1. ORAZIONI – 24 AGOSTO 2025 21ª DOMENICA T.O.

24     AGOSTO

21ª DOMENICA T.O.

LA PORTA STRETTA

 

Antifona

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi.
Tu, mio Dio, salva il tuo servo, che in te confida.
Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno. (Sal 85,1-3)

Si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché tra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che inviti tutti gli uomini
al banchetto pasquale della vita nuova,
concedi a noi di crescere nel tuo amore
passando per la porta stretta della croce,
perché, uniti al sacrificio del tuo Figlio,
gustiamo il frutto della libertà vera.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Sulle offerte

O Signore, che ti sei acquistato
una moltitudine di figli
con l’unico e perfetto sacrificio di Cristo,
concedi a noi, nella tua Chiesa,
il dono dell’unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Con il frutto delle tue opere si sazia la terra, o Signore;
tu trai il cibo dalla terra:
vino che allieta il cuore dell’uomo,
pane che sostiene il suo cuore. (Cf. Sal 103,13-15)

Oppure:

«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno», dice il Signore. (Gv 6,54)

*C
Ecco, vi sono ultimi che saranno primi,
e vi sono primi che saranno ultimi. (Lc 13,30)

Dopo la comunione

Porta a compimento in noi, o Signore,
l’opera risanatrice della tua misericordia
e fa’ che, interiormente rinnovati,
possiamo piacere a te in tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 24 AGOSTO 2025 21ª DOMENICA T.O.

24     AGOSTO

21ª DOMENICA T.O.

LA PORTA STRETTA

COMMENTO

 

MEDITAZIONE

Non ci si deve lasciare ingannare dall’apparente semplicità della domanda posta a Gesù (Lc 13,23). Sembra che la risposta appropriata sia immediata: sì o no. Eppure non funziona così. Per questo Gesù non risponde, apparentemente, e impone due svolte al discorso. Viene così impressa la giusta direzione alla ricerca, obiettivo che un’errata domanda impedisce di sicuro di raggiungere.

 

Implicita proclamazione di fede

L’anonimo interlocutore si rivolge a Gesù chiamandolo «Signore» (Lc 13,23), non maestro (come il dottore della legge), o rabbì o altro. «Signore» è un titolo impegnativo. È un appellativo che a Gesù si può rivolgere solo riconoscendo, implicitamente, la sua divinità. È un titolo che può essere dato a Gesù dalla Chiesa dopo la professione di fede nella sua risurrezione. In altri termini è un annuncio di fede. Luca, e la Chiesa con lui, rivolgendosi a Gesù dicendo «Signore» riconosce che se c’è qualcuno che può parlare di quello che riguarda la salvezza e di ciò che avverrà alla fine della storia, quello è proprio Gesù il Cristo.

Ambiguità e attualità della domanda

Così si giunge alla domanda vera e propria: «Sono pochi quelli che si salvano?» (Lc 13,23). La questione è centrale per la vita umana, perché essa abbia un senso, perché tutto non finisca con la morte. È la domanda che assilla ogni uomo da quando percepisce la propria vita diversa da quella delle piante e si è chiesto che cosa la facesse umana e in che cosa potesse sperare.
Tuttavia, la domanda di questo tale aggiunge un elemento di ambiguità: quanti? Questa preoccupazione era sicuramente ben presente ai tempi di Gesù. Ma non si potrebbe ritrovare la medesima tentazione di riservare i posti in paradiso anche in alcuni atteggiamenti di oggi? Per esempio in quelle istanze che dividono il mondo in noi e gli altri, dove, ovviamente, il «noi» è sempre identificato con chi fa il bene, mentre «gli altri» sbagliano. È un modo per riservarsi un posto in prima fila in cielo.
Tutte le forme di computo dei salvati hanno alla base lo stesso atteggiamento errato: quello di ogni uomo pseudo-religioso che tenta di incapsulare Dio entro ambiti da lui definiti. È un modo di ammaestrare Dio per farlo a mia immagine e somiglianza.

La prima svolta del discorso

Ecco perché Gesù non risponde e va oltre: egli non s’interessa del numero. Il problema non è quantitativo ma qualitativo. Gesù, infatti, risponde dicendo: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta» (Lc 13,24). Per entrare nel Regno si richiede determinazione e agonismo, impegno e lotta.
L’intero passo del vangelo ha il sapore della minaccia: «Molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno» (Lc 13,24); anche la risposta del padrone di casa suona piuttosto dura (cf Lc 13,27). Il verbo con cui Gesù inizia la sua risposta, però, cambia tutte le carte in tavola, sia rispetto alla domanda dell’interlocutore, sia alla percezione di un tono di minaccia. È un’esortazione. Proprio questo invito porta il discorso sulla questione della qualità, e non della quantità.
Riguardo alla salvezza, Dio guarda l’impegno e la qualità della vita; non i risultati raggiunti, per fortuna, ma l’impegno profuso. Questo è il senso della parabola. I rimasti fuori dalla porta millantano una familiarità con il padrone di casa (cf Lc 13,26). Forse possono veramente vantare una comune presenza ai banchetti, ma ciò significa intimità e sintonia? Coloro che si sono trovati a tavola con Gesù, o l’hanno anche ascoltato parlare, hanno anche creduto in lui?

La seconda svolta del discorso

Gesù esorta, e richiede rigore. Tuttavia, alla fine del brano (cf Lc 13,29-30) si rovescia nuovamente la prospettiva. Prima sembra chiudere e poi, inaspettatamente, apre. Qui si rivela la volontà salvifica universale di Dio (cf anche Is 66,18;20). Non vi è contraddizione con quanto detto prima. Chi confida su privilegi infondati rischia di trovarsi escluso. Molti sono, però, coloro che, pur non vantando privilegi agli occhi umani, acquisiscono meriti agli occhi di Dio.
La liturgia di oggi è un invito alla conversione per passare attraverso la «porta stretta» (Lc 13,24). Cristo è la porta stretta (cf anche Gv 10,7). Lasciarci trasformare da Cristo è assumere la sua stessa forma per passare.