Pubblicato il

3. Commento alle Letture – 16 NOVEMBRE – 33ª DOMENICA T.O.

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E ALLA STORIA

COMMENTO

Il Tempio simboleggiava  da sempre, per il popolo di Israele, il fulcro della religione, del potere e della vita sociale. Era il segno della presenza di Dio. Era la sua dimora. Jahweh non avrebbe mai fatto mancare la sua protezione su di esso per sempre.
L’episodio odierno, nel Vangelo di Luca, segue quello dell’obolo della vedova in cui la monetina dell’offerta della povera donna , nel cuore di Dio, ebbe maggior apprezzamento del frusciare delle banconote dei ricchi.
Al tempo del Signore, come attestato dal racconto evangelico della scorsa domenica, il Tempio non era il centro della preghiera ma si era trasformato, come ai tempi di Malachia, in una sentina di malaffare e di corruzione. La sporcizia morale, l’ipocrisia , l’ingiustizia e la desolazione etica contrastavano con lo splendore dei marmi e lo sfavillio dell’oro che ne addobbavano le pareti. Tutto odorava di sotterfugio.
La fede basata sul lavoro, sull’onestà, sul guadagnare onestamente il proprio pane, come ci raccomanda Paolo nella seconda lettura di oggi, non passava nemmeno per la mente degli “osservanti” che affollavano i cortili del Tempio. SI lucrava su tutto. Anche sui sacrifici. Invece di offrire le primizie si bruciavano gli scarti. I pezzi pregiati delle carni degli animali finivano sulle tavole imbandite delle cicale canterine che, a vario titolo, vivevano a sbafo dei pii fedeli che osservavano tutte le prescrizione e pagavano tutte le tasse imposte loro da sommi sacerdoti, leviti, scribi… ben descritti dalla Scrittura come ingiusti e riprovevoli agli occhi di Dio: «Ecco io spezzerò il vostro braccio e spanderò sulla vostra faccia escrementi, gli escrementi immolati delle vittime immolate nelle vostre solennità  perché’ siate spazzati via insieme con essi»  (Mal 3,3).
Il Signore con le sue parole profetiche anticipa di qualche anno quello che si abbatterà sulle possenti mura, sulle ricchezze e sui lussi esagerati che avevano sigillato e deturpato la casa di Dio.  Tutto fu rasato al suolo e bruciato. La Menorah, il candelabro con sette braccia simbolo religioso per eccellenza, venne rubato e portato a Roma come bottino di guerra e visibile, ben scolpito, nell’arco di Tito che aveva diretto e progettato la distruzione di Gerusalemme. Tutto spazzato via.
Anche la gente, attraverso la diaspora, venne dispersa, per secoli, in mezzo alla moltitudine delle nazioni. È un monito, valido ancor oggi, per ogni credente. Abbiamo chiese e basiliche bellissime, tabernacoli che sono capolavori  di oreficeria, dipinti che sono capolavori ammirati da tutti, colonne, baldacchini e pavimenti che suscitano meraviglia, volute di incenso che profumano l’aria. Ma sono anche luoghi di preghiera?

L’interrogativo sorge spontaneo. Il monito : “non lasciatevi ingannare” e “non seguiteli” (Lc 21, 3) forse deve continuare a colpire le nostre orecchie ed allertare le nostre coscienze.
La shekinah, il vuoto ed il silenzio in cui Dio anche oggi parla e si manifesta, occupa il cuore del nostro pregare ed adorare?

RIFLESSIONE

Gli interlocutori di Gesù si fermavano all’ammirazione della bellezza del tempio. Il suo splendore diventava un diaframma che ostacolava il riconoscimento della sua relatività. Gesù, invece, nei confronti delle belle decorazioni è piuttosto disincantato (cf Lc 21,6). Eppure qualche tempo prima aveva scacciato i venditori dal tempio (cf Lc 20,45-46), mostrando zelo profetico nel ripristinare la funzione propria del luogo. Gesù dunque non condanna il tempio come inutile, negativo, intrinsecamente cattivo, non lo svaluta nel suo ruolo presente: solo afferma che altro è il caduco, altro è il definitivo.

L’attesa del compimento

Ciò che conta è il fine verso cui tutta la storia tende, e visione sapienziale è saper considerare tutto in questa prospettiva. Sia il tempio, sia la storia, anche nei suoi aspetti sconfortanti. Le parole riportate del profeta Malachia come prima lettura sono precedute da frasi che esprimono la disillusione del giusto in Israele (cf Ml 3,15-16). La constatazione della sofferenza e dell’ingiustizia fa fremere il cuore di ogni uomo. Specialmente quello di chi crede in Dio. Come risposta Malachia annuncia la venuta del «giorno» (Ml 3,19) del giudizio, quando Dio ristabilirà la giustizia e smaschererà gli empi. In quel «giorno» Dio porterà a compimento la storia, e in quel compimento sta il suo senso e il senso della vicenda della vita umana, per ora segnata dall’imperfezione.

Fedeli alla storia, fedeli al Regno

Quel «giorno» ha sempre suscitato la curiosità dei credenti, i quali, spesso, si sono persi in vani ragionamenti su date e segni con la stessa curiosità degli interlocutori di Gesù che chiedevano: «Quando?» (Lc 21,7). Domanda, come ha dimostrato la storia, impropria e inutile, che genera disordini di vita e agitazioni. È il contesto della lettera di Paolo: la convinzione di un imminente ritorno del Signore produce conflitti, e comportamenti scorretti e oziosi. La risposta di Gesù non indulge affatto a soddisfare la domanda sul «quando». Piuttosto, affermando la caducità del presente elencando i suoi segni, sposta il discorso sul senso della storia e sull’atteggiamento con cui vivere in essa.
Ciò di cui parla Gesù riguarda il come vivere questo tempo, il nostro tempo, orientandolo al fine in modo da viverne sapientemente la transitorietà e riconoscerne il significato. Verrà il giorno del suo ritorno nella gloria; ma non è giustificata alcuna preoccupazione, alcuna agitazione, alcun timore. Piuttosto, in questo lungo oggi che s’incammina verso il compimento è raccomandato il fervore e l’impegno.
Nel vangelo la meditazione sul futuro rimanda al presente. Si può essere fedeli al Regno solo essendo fedeli alla storia. E reciprocamente: si può essere fedeli alla storia solo essendo fedeli al Regno. Sbilanciare questa tensione su uno dei due estremi può produrre un totale appiattimento sul presente senza percepirne più il senso, come accade oggi; oppure, come accadeva nella chiesa di Tessalonica, spingere a false attese e fughe alienanti in avanti. Dalle due derive ci salva solo la doppia fedeltà, alla storia e al Regno.
Perciò Gesù fa anche delle raccomandazioni (cf Lc 21,8). Alle parole dei falsi cristi si oppone il discernimento critico delle loro parole sulla base dell’oggettività e della saldezza della Scrittura. Agli entusiasmi poetici delle rivelazioni dei falsi mistici è opportuno contrapporre la prosa oggettiva della Scrittura.

Perseveranza e responsabilità

Anche di fronte ai conflitti e alle persecuzioni si deve reagire con la serenità d’animo di chi riconosce in esse l’occasione per la testimonianza (cf Lc 21,13). La persecuzione non è segno straordinario: è la logica conseguenza della sequela di Cristo, che per primo è stato perseguitato e osteggiato. Ma anche in questo caso la raccomandazione è di rimanere pacati e saldi, fiduciosi nella garanzia dell’assistenza di Cristo (cf Lc 21,15).
In generale si può dire che Gesù raccomandi due atteggiamenti. Il primo è quello dell’attesa che non indulge né a illusioni, né ad angosce, né a svalutazioni della storia. Piuttosto è un’attesa animata dalla serenità e dalla fiducia.Il secondo atteggiamento generale è quello della perseveranza, che si configura nella forma della resistenza e della responsabilità: resistenza nel dimorare il presente conflittuale, sorretti dalla disciplina interiore e dalla tenacia; responsabilità sulla storia, esercitando il proprio impegno.

 

Pubblicato il

2. introduzioni – 16 NOVEMBRE – 33ª DOMENICA T.O.

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E ALLA STORIA

Oggi la liturgia ci invita a riflettere sulla fedeltà dell’uomo, la nostra fedeltà, la quale a volte viene invece meno.
La misericordia del Padre si è manifestata nella storia in Gesù Cristo, ma la sua venuta non ha rappresentato la fine della storia. Il cammino dell’uomo continua nell’oggi, un oggi in cui anche noi siamo chiamati a scegliere tra inseguire ciò che è superfluo o lavorare con perseveranza e tranquillità per il giorno del Signore.

PRIMA LETTURA

Sorgerà per voi il sole di giustizia.
Il profeta Malachia assicura che Dio non rimarrà indifferente all’ingiustizia che si perpetra nel mondo e che la miseria dei malvagi verrà smascherata.

SALMO RESPONSORIALE                

Tutto il creato è invitato a lodare la grandezza di Dio. Egli è l’unico Signore capace di far incontrare giustizia e misericordia.

SECONDA LETTURA

Chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Paolo ammonisce alcuni membri della comunità di Tessalonica che, adducendo come scusa la vicinanza del giorno del giudizio, vivevano smodatamente e restavano in ozio. L’apostolo si propone come esempio di vita cristiana e esorta i fratelli a praticare già nell’oggi la giustizia del Regno.

VANGELO

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
Gesù detta condizioni chiare per chi voglia essere suo discepolo. La vita che propone non è facile: richiede costanza, coraggio e discernimento. La fedeltà alla sua Parola è però l’unica via che permetta di sperare anche dopo l’inevitabile distruzione di ogni tempio, compreso quello del nostro corpo.

Pubblicato il

4. Letture – 16 NOVEMBRE – 33ª DOMENICA T.O.

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E ALLA STORIA

PRIMA LETTURA

Sorgerà per voi il sole di giustizia.
Il profeta Malachia assicura che Dio non rimarrà indifferente all’ingiustizia che si perpetra nel mondo e che la miseria dei malvagi verrà smascherata.

Dal libro del profeta Malachìa    Ml 3,19-20a

Ecco: sta per venire il giorno rovente come un forno.
Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio.
Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Tutto il creato è invitato a lodare la grandezza di Dio. Egli è l’unico Signore capace di far incontrare giustizia e misericordia.

Dal Sal 97 (98)

R. Il Signore giudicherà il mondo con giustizia.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra. R.

Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R.

SECONDA LETTURA

Chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Paolo ammonisce alcuni membri della comunità di Tessalonica che, adducendo come scusa la vicinanza del giorno del giudizio, vivevano smodatamente e restavano in ozio. L’apostolo si propone come esempio di vita cristiana e esorta i fratelli a praticare già nell’oggi la giustizia del Regno.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési         2Ts 3,7-12

Fratelli, sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi.
Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(2Cr 7,16)

Alleluia, alleluia.

Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
Gesù detta condizioni chiare per chi voglia essere suo discepolo. La vita che propone non è facile: richiede costanza, coraggio e discernimento. La fedeltà alla sua Parola è però l’unica via che permetta di sperare anche dopo l’inevitabile distruzione di ogni tempio, compreso quello del nostro corpo.

Dal Vangelo secondo Luca               Lc 21,5-19

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.

Pubblicato il

5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 16 NOVEMBRE – 33ª DOMENICA T.O.

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E ALLA STORIA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, non riconosciamo la bellezza di essere perseguitati, ma dalla tua parte.  Kyrie eleison.
  • Cristo, ricerchiamo occasioni sensazionali per dimostrare la nostra fede, ma non ci accorgiamo quanti nostri doveri tralasciamo ogni giorno. Christe eleison.
  • Signore, man mano che l’età e l’esperienza avanzano diffidiamo sempre più della veridicità della tua Parola. Abbi pietà di noi.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha ricordato che è nella quotidianità operosa che si misura la nostra fedeltà al Vangelo. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, fa’ che lavoriamo per la tua giustizia.

  • Perché conserviamo la voglia di sperare in un mondo migliore. Preghiamo.
  • Perché riconosciamo ciò che c’è di buono nel mondo come un segno della tua presenza. Preghiamo.
  • Perché a ogni uomo venga concesso di guadagnarsi il suo pane lavorando. Preghiamo.
  • Perché sperimentiamo la serenità dei figli di Dio e perché la derisione, la più sottile tra le persecuzioni, non ci turbi. Preghiamo.

O Padre, la temerarietà degli empi ci fa dubitare della tua Parola. Aiutaci a rimanere nel tuo amore che salva e a ricordarci che non c’è nulla di frustrante in una vita semplice.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 16 NOVEMBRE 2025 – 33ª DOMENICA T.O

16 NOVEMBRE

33ª DOMENICA T.O.

(Giornata
nazionale del ringraziamento)

FEDELI AL REGNO E
ALLA STORIA

 

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

Pubblicato il

1. ORAZIONI – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

Antifona

Vidi la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio,
pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (Ap 21,2)
Oppure:

Ecco la tenda di Dio con gli uomini.
Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli;
egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. (Ap 21,3)

Si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, che con pietre vive e scelte
prepari una dimora eterna per la tua gloria,
continua a effondere sulla Chiesa
la grazia che le hai donato,
perché il popolo dei credenti
progredisca sempre nell’edificazione
della Gerusalemme del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, tu hai voluto chiamare tua sposa la Chiesa:
fa’ che il popolo consacrato al servizio del tuo nome
ti adori, ti ami, ti segua
e, sotto la tua guida, giunga ai beni promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Accogli, o Signore,
i doni che ti presentiamo,
e concedi al popolo che qui ti supplica
la grazia redentrice dei tuoi sacramenti
e la gioia di vedere esaudita la sua preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Voi, pietre vive,
siete costruiti come edificio spirituale
per un sacerdozio santo. (1Pt 2,5)

oppure
Zaccheo, scendi subito,
perché oggi devo fermarmi a casa tua. (Lc 19, 5)

Dopo la comunione

O Dio, che hai fatto della tua Chiesa
il segno visibile della Gerusalemme celeste,
per la partecipazione a questo sacramento
trasformaci in tempio vivo della tua grazia,
perché possiamo entrare nella dimora della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.

Pubblicato il

3. Commento alle Letture – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

COMMENTO

Oggi la liturgia ci invita a riflettere sul vero significato del nostro appartenere alla Chiesa.
La basilica del Laterano  è la  sede della cattedra del Papa. La figura del Papa è fondamentale per costruire attorno al fulcro Cristo Risorto l’unità e l’identità del nostro essere cristiani. Il luogo che ci accoglie  fisicamente è la nostra chiesa, che diventa la culla di preghiera della comunità e la  casa del Signore in mezzo a noi.
Ma cosa significa essere abitazione di Dio fra noi, e cosa comporta? Il brano evangelico ci spinge a riflettere al riguardo. Giovanni colloca l’episodio della cacciata dei mercati dal Tempio subito dopo Cana dove si “manifesto’ la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui” (Gv 2, 11).
Chi perde le staffe nel Tempio non è più solo il Maestro, ma il Figlio di Dio. Il Messia sale a Gerusalemme per il pellegrinaggio pasquale non come semplice Ebreo devoto ma come Figlio che entra nella casa di suo Padre.
Il Tempio era una costruzione splendida, non ancora ultimata, iniziata da Erode il Grande nel 20 a.C. Era una meraviglia all’esterno dove marmi pregiati si sprecavano.
All’interno era un’autentica miniera d’oro ed un supermercato dove si vendeva e scambiava di tutto. Soprattutto il grande cortile di ingresso, aperto a tutti, era stato trasformato in un autentico bazar che caratterizza anche oggi molte città medio orientali. Famoso è quello di Istanbul.
Il Tempio avrebbe dovuto essere un centro di  preghiera, il cuore della  nazione e dell’identità ebraica, il segno dell’Alleanza fra Dio e il suo popolo. Invece…
Al centro non c’era Jahweh ma Mammona. Intollerabile!
Come vergognosi sono i mercati del sacro che caratterizzano tanti santuari anche oggi.
Il Figlio non sopporta simile oltraggio. Allora furente con le sue mani fa una frusta di corde e comincia a spolverare la schiena dei venditori e manda a gambe all’aria i loro banchi, disperde pecore e tori.
Significativamente se la prende con i venditori di colombe. Perché?  La colomba era il sacrificio del povero . Corrisponde alla corona del Rosario di oggi. È l’offerta della povera vecchia che lascia cadere la monetina nel bacile delle offerte.

Coloro che si erano impossessati del Tempio si innervosiscono e chiedono spiegazioni. Al solito Il Signore  li stoppa con un contrasto ruvido e scandaloso per loro. Il vero Tempio non è fatto di ori, di pietre, di mercanteggiamenti ma è’ fatto di amore, di coerenza, di misericordia , di carità’, di morte e, soprattutto di Risurrezione.

Il tempio che portiamo nel nostro cuore da chi è abitato: da Dio a da Mammona. E’ Tempio o Spelonca?

Pubblicato il

4. Letture – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

PRIMA LETTURA

Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.

Dal libro del profeta Ezechièle   Ez 47,1-2.8-9.12

In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 45 (46)

R. Un fiume rallegra la città di Dio.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare. R.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba. R.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra. R.

SECONDA LETTURA

Voi siete il tempio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi    1Cor 3,9c-11.16-17

Fratelli, voi siete edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(2Cr 7,16)

Alleluia, alleluia.

Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa
perché il mio nome vi resti sempre.

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Parlava del tempio del suo corpo.

Dal Vangelo secondo Giovanni     Gv 2,13-22

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore.

Pubblicato il

5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 9 NOVEMBRE DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, cediamo alla tentazione di riconoscere la signoria della morte sulla storia dell’uomo..  Kyrie eleison.
  • Cristo, non riusciamo a rendere testimonianza credibile di quanto sia bello credere in te. Christe eleison.
  • Signore, il nostro scetticismo sulla concretezza della risurrezione misura la nostra mancanza di fede. Abbi pietà di noi.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha invitato a non scandalizzarci quando sentiamo parlare di risurrezione dai morti, ma a coltivare la nostra speranza. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, conservaci nel tuo amore.

  • Perché rifiutare i simboli della corruzione non ci spaventi. Preghiamo.
  • Perché la confusione che regna nel mondo non ci impedisca di credere nella solidità della giustizia. Preghiamo.
  • Perché rimaniamo fedeli alle promesse fatte ai fratelli, così come tu sei rimasto fedele alle tue. Preghiamo.
  • Perché sappiamo riconoscere, nella travagliata storia dell’uomo, i segni del tuo progetto di salvezza. Preghiamo.

O Padre, la sensazione di sprecare la vita ci fa temere la morte. Aiutaci ad avere una speranza solida nel futuro per poter vivere nel migliore dei modi il nostro presente.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 9 NOVEMBRE 2025 – DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE

9 NOVEMBRE

DOMENICA DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

Per scaricare sul tuo pc l'immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica