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4. Letture – 19 OTTOBRE 29ª DOMENICA T.O.

19 OTTOBRE

29ª DOMENICA T.O.

LA PREGHIERA PERSEVERANTE

PRIMA LETTURA

Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.
Mosè, simbolo vivente del rapporto tra Yahweh e Israele, prega il Signore durante la battaglia contro gli Amaleciti. È la sua perseveranza nell’invocare l’aiuto del Signore, più che la forza delle armi, a consegnare la vittoria nelle mani del popolo ebraico.

Dal libro dell’Èsodo     Es 17,8-13

In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Il salmo veniva cantato durante l’ascesa verso Gerusalemme e riconosce nel Signore un aiuto potente, un custode sicuro di cui ci si può fidare sempre.

Dal Salmo 120 (121)

R. Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R.

SECONDA LETTURA

L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Paolo esorta Timoteo a ricordare ciò che ha appreso dai suoi maestri, tra i quali figura egli stesso. L’apostolo invita poi il suo amico a divenire a sua volta maestro, insegnando e a diffondendo la parola di Dio.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo             2 Tm 3,14–4,2

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(Cf. Eb 4,12)

Alleluia, alleluia.

La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
Come aveva fatto nel caso dell’amministratore disonesto (cf Lc 16,1-13), Gesù prende spunto dal comportamento di uomini deprecabili per insegnare qualcosa ai suoi discepoli. Il credente non può infatti tralasciare alcun espediente per cercare davvero di convertirsi: se non poteva fare a meno della scaltrezza, tanto meno può rinunciare alla perseveranza.

Dal vangelo secondo Luca            Lc 18,1-8

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:

«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 19 OTTOBRE 29ª DOMENICA T.O.

19 OTTOBRE

29ª DOMENICA T.O.

LA PREGHIERA PERSEVERANTE

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, vogliamo tutto e subito, non capendo che per
    avere frutti buoni bisogna lasciare che maturino. 
     Kyrie eleison.
  • Cristo, la nostra fede si riduce a un’educata
    abitudine e non si apre al grido di dolore per le ingiustizie del mondo. 
    Christe eleison.
  • • Signore, ci lamentiamo per la tua distanza, ma non
    dedichiamo del tempo a coltivare un rapporto autentico con te. 
     
    Kyrie eleison.

PRGHIERA UNIVERSALE

Dio è vicino a coloro che si rivolgono a lui senza menzogna e con l’animo aperto. Egli desidera avere un rapporto con l’uomo. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, rendici giustizia.

• Perché ci accompagni la consapevolezza che tu ti curi delle nostre vicende e desideri la
nostra salvezza. Preghiamo.

• Perché sappiamo essere attenti ai bisogni dei fratelli, così come tu sei stato attento ai
nostri. Preghiamo.

• Perché la nostra fede non coinvolga solo il cuore o la nostra mente, ma tutto il nostro
essere. Preghiamo.

• Perché ci ricordiamo che nessun contesto è inadeguato alla tua presenza. Preghiamo.

O Padre, la tentazione di dividere in due il nostro tempo tra una parte che ti riguarda e una in cui non c’entri nulla è sempre presente. Aiutaci a pregare sempre e a condividere con te le fatiche e le gioie di ogni giorno. 

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 19 OTTOBRE 2025 – 29ª DOMENICA T.O.

19 OTTOBRE

29ª DOMENICA T.O.

LA PREGHIERA PERSEVERANTE

 

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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1. ORAZIONI – 19 OTTOBRE 28ª – DOMENICA T.O.

12 OTTOBRE

28ª DOMENICA T.O.

DISPONIBILI ALLA SALVEZZA

Antifona

Se consideri le colpe, o Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)

Si dice il Gloria.

Colletta

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che nel tuo Figlio
liberi l’uomo dal male che lo opprime
e gli mostri la via della salvezza,
donaci la salute del corpo e il vigore dello spirito,
affinché, rinnovati dall’incontro con la tua parola,
possiamo renderti gloria con la nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Sulle offerte

Accogli, o Signore, le preghiere dei tuoi fedeli
insieme all’offerta di questo sacrificio,
perché mediante il nostro servizio sacerdotale
possiamo giungere alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

I leoni sono miseri e affamati;
a chi cerca il Signore non manca alcun bene. (Sal 33,11)

Oppure:

Quando il Signore si sarà manifestato,
noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)

ANNO C
Non ne sono stati purificati dieci?
E gli altri nove dove sono?
Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato! (Lc 17,17.19)

Dopo la comunione

Ti supplichiamo, o Padre d’infinita grandezza:
come ci nutri del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
così rendici partecipi della natura divina.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 12 OTTOBRE 28ª DOMENICA T.O.

12 OTTOBRE

28ª DOMENICA T.O.

DISPONIBILI ALLA SALVEZZA

COMMENTO

Nel Vangelo di domenica scorsa era contenuta la richiesta degli apostoli a Gesù di accrescere la loro fede. Ne avevano terribilmente bisogno. La loro formazione religiosa era imbalsamata in un formalismo nazionalista controllato dai cultori della tradizione e dal potere onnipresente del “clero” di allora,  annidato nel Tempio di Gerusalemme. Questa loro chiusura mentale li rendeva dei semplici origlianti della Parola e non degli ascoltatori.
Essi seguono il Messia, ma non lo accompagnano, per questo l’evangelista non li menziona facendo così risaltare la solitudine spirituale del Maestro nel suo camminare verso Gerusalemme. Luca nel suo racconto ci presenta uno svarione geografico. Ci narra che Gesù attraversa prima la Samaria e poi la Galilea. Questo è un “no sense” geografico. Scendendo da nord verso sud, prima bisogna attraversare la Galilea. Perché la Samaria come punto di partenza? L’errore geografico è intenzionale.
Con questo Luca, essendo la Samaria allora considerata la terra dei Samaritani considerati degli scomunicati perché adoravano Dio sul Garizim e non a Gerusalemme, vuole far risaltare che anche la fede dei suoi accompagnatori non si discostava molto dalla fede samaritana. Inoltre nella Scrittura, il villaggio significa il luogo in cui si privilegia la credulità devozionistica e tradizionale a scapito della fede viva e vera. In esso tutto è regolato dal “si è fatto sempre così “. Non c’è movimento.
Gli unici che danno segno di vita sono dieci disgraziati malati di lebbra condannati a vivere nella solitudine e nel degrado. Nella loro disperazione violano il divieto di avvicinarsi alle persone sane. Tenute le debite distanze, urlano la loro disperazione supplicando un po’ di pietà nei loro riguardi.
Gesù non li guarisce subito ma fa una cosa scandalosa. Parla a loro. Raccoglie il loro grido. Li considera persone degne della sua attenzione e ordina loro di andare e presentarsi dai sacerdoti. Ma questo non ha senso. Era un qualcosa che solo chi era guarito dalla lebbra era obbligato a fare per essere riammesso nella società civile del tempo. Eseguire l’ordine era illogico e pericoloso per la loro stessa vita. Nonostante la loro immensa perplessità si fidano, obbediscono, si dirigono verso i sacerdoti e durante il loro andare si ritrovano guariti. Erano in dieci. Solo uno ritorna per ringraziare. Si getta ai piedi del Signore. Non avrebbe dovuto permetterselo perché era samaritano a cui era severamente proibito avvicinarsi ad un ebreo. La legge, osservata dagli altri nove, è spazzata via dalla fede sotto forma di gratitudine riconoscente. Gesù ne prende atto e lo addita come modello ai suoi apostoli che di fede non ne hanno molta,  trasformandoli così da discepoli in semplici accompagnatori distratti.
E noi in relazione alla Parola siamo attenti ascoltatori che la trasformano in regola di vita o dei semplici origlianti svagati? Facciamo parte dei nove guariti ingrati ma osservanti della legge o ci riconosciamo nell’unico che per amore riconoscente è disposto a violare la legge.
La fede si radica solo nell’amore che non conosce limiti.

MEDITAZIONE

Luca esordisce ricordando, ogni tanto lo fa a partire dal capitolo 9, che Gesù era «lungo il cammino verso Gerusalemme» (Lc 17,11). È in viaggio verso il luogo dove egli compirà la sua missione di salvezza a vantaggio di tutta l’umanità. Su questa strada incontra dei bisognosi di salvezza di natura particolare: dei lebbrosi.
Si sa che la lebbra comportava una situazione particolarmente marginalizzante per chi ne era affetto. Considerati impuri, affetti da una malattia religiosamente connotata, i lebbrosi erano in condizione di totale esclusione, sia sociale sia religiosa. Nessuna speranza dunque per loro; tranne la guarigione, ovviamente.

L’invocazione di salvezza

Luca dice che i lebbrosi «si fermarono a distanza» (Lc 17,12), come prescrive la Legge. Tuttavia non sono altrettanto rispettosi della Legge con le loro parole. Il libro del Levitico impone di gridare «Impuro! Impuro!» (cf Lv 13,45). I dieci lebbrosi, invece, innalzano una preghiera d’invocazione: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi» (Lc 17,13). La Legge, anche se a scopo protettivo del benessere della comunità, comporta l’annuncio della condanna; l’uomo bisognoso, nella necessità, invoca salvezza. Nelle parole dei dieci lebbrosi, più che le parole della Legge risuonano i salmi d’invocazione. Ma sono proprio queste parole che esprimono sofferenza e bisogno che colmano la distanza creata dalla Legge. Sono le invocazioni che, nella preghiera, salgono dalla miseria della terra alla misericordia che è nei cieli.

Credere alla promessa, sottomettersi alla Parola

Proprio questo è l’effetto. Gesù si volge verso di loro. Lo sguardo di misericordia raggiunge chi è lontano. «Appena li vide» (Lc 17,14), dice il testo.
Gesù non tocca i malati (cf Lc 5,12-15); semplicemente, ancora in ossequio della Legge (cf Lv 14), ordina loro di andare dai sacerdoti. Tuttavia, quando Gesù li invia dai sacerdoti, essi non sono ancora guariti. Luca afferma, infatti, che «mentre essi andavano, furono purificati» (Lc 17,14). L’ordine di Gesù non è accompagnato da una guarigione immediata. Essa accade in modo oscuro, forse progressivo. Le parole di Gesù sono una promessa, non un miracolo. Perché la guarigione possa avvenire, essi devono fidarsi della promessa ma senza alcuna conferma che la promessa stessa. I dieci lebbrosi sono guariti perché si sottomettono alla Parola che li raggiunge.
L’atteggiamento dei lebbrosi è il medesimo di Naamàn. Il prode comandante dell’esercito arameo, lebbroso, per trovare la guarigione deve affrontare un lungo cammino. Al viaggio fisico si accompagna quello interiore di progressiva spogliazione. Una faticosa conversione che impone l’abbandono dell’orgoglio del nobile, delle richieste di appagamento estetico della propria religiosità, e l’accettazione dell’ordine del profeta. La guarigione avviene in virtù di questa conversione, più che in ragione dei gesti o dei lavacri. Il vertice della conversione di Naamàn è raggiunto quando egli perviene alla fede nel Dio di Israele, professata con le parole e celebrata nel culto (cf 2 Re 5,15;17).

Dalla guarigione alla salvezza

Se dunque la misericordia di Dio si offre a tutti, indipendentemente dalla nazionalità o dalla condizione, ma solo in ragione della fede, l’episodio dei dieci lebbrosi mostra che dinnanzi a tanta benevolenza le reazioni degli uomini possono essere diverse. Dei dieci solo uno torna a ringraziare. Qui è la vera fede, che prima crede e poi riconosce il beneficio ricevuto e ringrazia per esso.
La differenza sta nel fatto che tutti e dieci sono guariti, ma solo uno e salvato. «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato» (Lc 17,19).
La vicenda di questo unico lebbroso, per di più Samaritano, indica anche da chi viene la salvezza: non dalla Legge, bensì da Cristo, al quale si rivolge la fede del credente secondo la breve professione di fede scritta da Paolo a Timoteo (2 Tm 2,8). Poche parole con le quali l’apostolo lega messianicità, incarnazione e risurrezione di Gesù.
Solo in Cristo c’è salvezza. E deve far pensare che fra tutti solo un Samaritano giunga alla fede in lui. Non esistono credenziali nel cammino di fede; conta solo la disponibilità personale.

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2. introduzioni – 12 OTTOBRE 28ª – DOMENICA T.O.

12 OTTOBRE

28ª DOMENICA T.O.

DISPONIBILI ALLA SALVEZZA

Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.
Naamàn il Siro è costretto a spogliarsi della sua nobiltà e a obbedire alle parole del profeta Eliseo. È grazie a quest’umiliazione di sé che scopre la misericordia del Signore ed è grazie alla grandezza di tale misericordia che, sebbene straniero, riconosce la verità del Dio d’Israele.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 97 (98)

Il salmo è un invito alla lode rivolto a tutti i popoli. Essi sono chiamati a gioire di fronte all’incredibile meraviglia del Signore.

SECONDA LETTURA

Se perseveriamo, con lui anche regneremo.
La fonte della forza di un credente non sta nella possibilità del suo corpo di essere libero e onnipotente, ma nella fede in Dio, nel suo amore e nella promessa di salvezza fatta all’umanità in Gesù Cristo.

VANGELO

Non potete servire Dio e la ricchezza.

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
Dieci malati vengono guariti da uno dei morbi più gravi e infamanti dell’epoca: la lebbra. Uno solo tra questi dieci è però liberato anche dalla morte. Si tratta di un Samaritano: l’unico tra i dieci lebbrosi che riconosce che la sua guarigione è opera della fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio.

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4. Letture – 12 OTTOBRE 28ª DOMENICA T.O.

12 OTTOBRE

28ª DOMENICA T.O.

DISPONIBILI ALLA SALVEZZA

Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.
Naamàn il Siro è costretto a spogliarsi della sua nobiltà e a obbedire alle parole del profeta Eliseo. È grazie a quest’umiliazione di sé che scopre la misericordia del Signore ed è grazie alla grandezza di tale misericordia che, sebbene straniero, riconosce la verità del Dio d’Israele.

Dal secondo libro dei Re                      2Re 5,14-17

In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra].
Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 97 (98)

Il salmo è un invito alla lode rivolto a tutti i popoli. Essi sono chiamati a gioire di fronte all’incredibile meraviglia del Signore.

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

SECONDA LETTURA

Se perseveriamo, con lui anche regneremo.
La fonte della forza di un credente non sta nella possibilità del suo corpo di essere libero e onnipotente, ma nella fede in Dio, nel suo amore e nella promessa di salvezza fatta all’umanità in Gesù Cristo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo                    2Tm 2,8-13

Figlio mio,
ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

2 Cor 8,9

Alleluia, alleluia.

In ogni cosa rendete grazie:
questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Alleluia, alleluia.

VANGELO

Non potete servire Dio e la ricchezza.

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
Dieci malati vengono guariti da uno dei morbi più gravi e infamanti dell’epoca: la lebbra. Uno solo tra questi dieci è però liberato anche dalla morte. Si tratta di un Samaritano: l’unico tra i dieci lebbrosi che riconosce che la sua guarigione è opera della fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca      Lc 17,11-19

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – 12 OTTOBRE 28ª DOMENICA T.O.

12 OTTOBRE

28ª DOMENICA T.O.

DISPONIBILI ALLA SALVEZZA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ti chiediamo ragione delle nostre disgrazie
    ma non riconosciamo la tua benevolenza
    . Kyrie eleison.
  • Cristo, diamo più importanza alle differenze di
    condizione fisica che all’unità di condizione spirituale. 
    Christe eleison.
  • • Signore, ci hai parlato di una salvezza rivolta a
    tutti, eppure percepiamo ancora la nostra appartenenza alla Chiesa come un
    privilegio elitario. 
     
     
    Kyrie eleison.

PRGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha
chiamati alla salvezza e ci ha chiesto di riconoscere l’amore del Padre.
Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, guidaci
fino a te, fonte di ogni redenzione.

• Perché la
comune consapevolezza della tua misericordia ci unisca al di là delle nostre
differenze. Preghiamo.

• Perché
impariamo a esercitare la difficile arte della riconoscenza. Preghiamo.

• Perché la fede
in te superi sempre la delusione e i sensi di colpa per i nostri fallimenti.
Preghiamo.

• Perché non ci
accontentiamo del benessere e del successo, ma miriamo alla piena realizzazione
della nostra umanità. Preghiamo.

O
Padre, la tentazione di fare a meno di te si fa più forte proprio in quei
momenti in cui maggiormente elargisci su di noi la tua grazia. Fa’ che, col tuo
aiuto, rimaniamo uniti ai nostri fratelli nella fragilità bisognosa della tua
misericordia
.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 12 OTTOBRE 2025 – 28ª DOMENICA T.O.

12 OTTOBRE

28ª DOMENICA T.O.

DISPONIBILI ALLA SALVEZZA

 

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Un anno straordinario

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1. ORAZIONI – 5 OTTOBRE 27ª – DOMENICA T.O.

5 OTTOBRE

27ª DOMENICA T.O.

LA FEDE DEL SERVO INUTILE

Antifona

Tutte le cose sono in tuo potere
e nessuno può opporsi alla tua volontà.
Tu hai fatto il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)

Si dice il Gloria.

Colletta

Dio onnipotente ed eterno,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che soccorri prontamente i tuoi figli
e non tolleri l’oppressione e la violenza,
rinvigorisci la nostra fede,
affnché non ci stanchiamo di operare in questo mondo,
nella certezza che la nostra ricompensa
è la gioia di essere tuoi servi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Sulle offerte

Accogli, o Signore, il sacrificio
che tu stesso ci hai comandato di offrirti
e per questi misteri che celebriamo con il nostro servizio sacerdotale
porta a compimento la tua opera di santificazione.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Buono è il Signore con chi spera in lui,
con colui che lo cerca. (Lam 3,25)

Oppure:

Uno solo è il pane,
e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
tutti partecipiamo all’unico pane e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)

*C
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». (Lc 17,5-6)

Dopo la comunione

Concedi a noi, Padre onnipotente,
che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
veniamo trasformati in Cristo
che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.