Sempre meno studenti scelgono l'ora di religione: ma l'aula diventa uno spazio di dialogo
Negli ultimi anni sta cambiando il rapporto tra la scuola pubblica italiana e l’insegnamento della religione cattolica. Secondo la quinta indagine nazionale condotta dalla CEI e dall’Università Salesiana, sempre meno alunni decidono di frequentare questa lezione.
I numeri mostrano un calo costante: in trent’anni la percentuale degli iscritti a livello nazionale è scesa dal 94% all’82%. Nelle scuole superiori la presenza si ferma al 75%, toccando il punto più basso (circa il 60%) in province come Firenze e Bologna.
Tuttavia, il senso di quest’ora si sta trasformando. Oggi ben il 73% dei docenti la considera una preziosa occasione per favorire il dialogo e l’apertura verso le altre culture. Un segnale concreto di questo cambiamento è la recente introduzione di schede didattiche dedicate all’Islam, pensate per formare gli insegnanti e promuovere il confronto in classe.
Senza modificare la legge in vigore dal 1984, l’ora di religione sta rispondendo ai cambiamenti della società: da lezione confessionale si sta evolvendo in un vero laboratorio di dialogo interreligioso.
