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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

12 NOVEMBRE

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

(Giornata nazionale del ringraziamento)

LO SPOSO VERRÀ

PERDONO

  • Signore, ci siamo stancati di aspettarti e non ci siamo accorti che ogni giorno bussi alla nostra porta. Kyrie eleison
  • Cristo, i nostri occhi guardavano lontano e non hanno visto i fratelli che ci hai messi accanto. Christe eleison.
  • Signore, il nostro amore si è affievolito e ci sentiamo stanchi di dare sempre, senza avere un contraccambio. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Siamo figli di Dio Padre e lui ci ama con amore misericordioso. Per questo possiamo rivolgerci a lui con la grande fiducia di essere accolti e ascoltati.
Diciamo insieme: Padre, donaci la sapienza del cuore.

  • Assisti la Chiesa che veglia nel buio del mondo e guarda con amore quanti cercano la tua sapienza, ti preghiamo.
  • Aiuta quanti per lavoro vegliano nella notte: medici e infermieri negli ospedali e quanti svolgono un servizio agli altri, ti preghiamo.
  • Sostieni quanti vegliano nella preghiera: i contemplativi che fanno salire verso di te il canto e il grido del mondo, ti preghiamo.
  • Consola quanti vegliano nell’inquietudine: gli scoraggiati e i disprezzati, gli sposi abbandonati e i bambini affamati di pane e di tenerezza, ti preghiamo.
  • Accogli i defunti di questa settimana e rinvigorisci la fede, la speranza e la preghiera dei loro cari, ti preghiamo.

O Padre, che ti lasci contemplare da quanti ti amano e trovare da quanti ti cercano, esaudisci la nostra preghiera. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – XXXII domenica tempo ordinario

12 NOVEMBRE

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

(Giornata nazionale del ringraziamento)

LO SPOSO VERRÀ

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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3. Commento alle Letture – XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 NOVEMBRE

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

«VOI SIETE TUTTI FRATELLI»

COMMENTO

In questo brano Gesù parla ai discepoli e alla folla, contemporaneamente Matteo parla alla sua comunità, composta prevalentemente di cristiani provenienti dall’ebraismo, noi leggiamo queste parole del vangelo come rivolte direttamente alle comunità e ai cristiani del nostro tempo.
Gesù mette in guardia dai cattivi maestri che insegnano correttamente la Legge di Mosè, ma non la mettono in pratica. Per di più nei confronti della gente, alle prese con i problemi quotidiani e con la difficoltà di mettere insieme l’osservanza di 613 precetti, non hanno nessuna capacità di comprensione, di misericordia e di aiuto spirituale: non vivono secondo la Legge che insegnano e non aiutano la gente a viverla, anzi la fanno sentire oppressa da un peso insopportabile. La radice di questi atteggiamenti è nel fatto che non cercano la volontà di Dio e la sua approvazione, ma il potere, il prestigio, la ricchezza di questo mondo. Invece di osservare la Legge con tutto il cuore, la scrivono su pezzi di papiro e la mettono nei contenitori di pelle (i filattèri) che si attaccano alla fronte o alle braccia durante le preghiere pubbliche. Invece di aiutare i fratelli, si preoccupano di allungare le frange del mantello (fiocchi di cotone appesi agli angoli) per apparire più rispettabili e più degni di onore… I discepoli del Signore, invece, riconoscendo un unico Padre, un unico Maestro e un’unica Guida, sanno di essere tutti sullo stesso piano e possono costruire una comunità autenticamente fraterna, in cui nessuno pensa o si sente superiore agli altri, ma tutti, con umiltà sincera, si mettono a servizio gli uni degli altri.
Matteo, da parte sua, ha bisogno di questo insegnamento di Gesù per rassicurare i fratelli che la legge di Mosè è buona, che Gesù l’ha rinnovata e completata, che possono continuare a osservarla, ma in maniera diversa dagli scribi e dai farisei, animata dalla nuova Legge promulgata da Gesù. Difatti, essi ora hanno come Guida e modello non più Mosè, ma Gesù. Per questo non devono considerarsi superiori ai cristiani provenienti dal paganesimo, perché, se si esaltano, saranno umiliati, mentre, se riconoscono la verità che ha rivelato Gesù e considerano gli altri veramente come fratelli, riceveranno la lode da Dio.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Dicono e non fanno». In genere questo detto passa dai farisei ai preti di oggi. In alcuni casi è vero, purtroppo. Ma ci sono anche laici che dicono di essere cristiani e mettono da parte il Vangelo. Ci sono battezzati che non dicono e non fanno. Ci sono non battezzati che non dicono, ma si comportano con retta coscienza. A che serve tutto questo? A niente. Ciascuno deve rispondere a se stesso e a Dio di come ha scelto di vivere.
  2. Se non vai in televisione, se non sei sulle riviste, se non abiti il web, non esisti. Oggi sembra che l’apparire sia più importante dell’essere. Per grazia di Dio, non tutti la pensano così.
  3. Il Magistero della Chiesa non dipende dal comportamento di qualche prete o anche di qualche vescovo o cardinale. Il Vangelo va tradotto nella lingua del XXI secolo e tutti, laici e pastori, abbiamo bisogno del dono dello Spirito, che ci fa riconoscere la via che conduce alla salvezza.
  4. L’antidoto a ogni orgogliosa superiorità è il farsi servo delle persone che il Signore in mille modi ci mette accanto, non solo dei fratelli nella fede, con i quali dovrebbe essere più facile, ma anche di tutti gli altri, specialmente quelli che non hanno voce.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Ascoltando con cuore attento la Parola, trovo un’indicazione da mettere subito in pratica.

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2. introduzioni – XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 NOVEMBRE

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

«VOI SIETE TUTTI FRATELLI»

Gesù denuncia l’ipocrisia e mette in guardia tutti i discepoli da questa tentazione permanente. Chi si lascia guidare da Gesù e dalla sua parola e ama sinceramente i fratelli certamente non cade e cammina con umiltà sulla via della salvezza.

PRIMA LETTURA

Avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento.
Il popolo, tornato da Babilonia, si è scoraggiato e ha iniziato a tradire la Legge. Il profeta Malachia individua i più colpevoli di questa situazione nei sacerdoti del Tempio. Li accusa di essersi allontanati dalla retta via, di non aver insegnato correttamente la Legge, di aver tradito la missione sacerdotale. Per questo Dio stesso li punirà.

SALMO RESPONSORIALE        

Dal Salmo 130 (131)

Ogni uomo che mette la sua fiducia in Dio fa l’esperienza di sentirsi al sicuro, come un bambino in braccio a sua madre. Il salmista esorta Israele − e ogni uomo − a riporre la propria speranza solo nel Signore.

SECONDA LETTURA

Avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita.
Paolo invita i Tessalonicesi a ricordare come si è comportato: si è preso cura di loro come una madre, per nutrirli con la parola di Dio e con la sua stessa vita; con verità può dire di non essere stato di peso ad alcuno. E ora è contento di poter raccogliere il frutto del suo amore e della sua fatica, che consiste nella fede che risplende nella comunità di Tessalonica.

VANGELO

Dicono e non fanno.
Matteo, nel raccogliere i rimproveri di Gesù agli scribi e ai farisei, mette in guardia i cristiani del suo e del nostro tempo dal pericolo di cadere nell’ipocrisia. L’antidoto a disposizione dei credenti è riconosciuto in tre rimedi: la sequela di Cristo, l’umiltà e la vita fraterna.

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4. Letture – XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 NOVEMBRE

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

«VOI SIETE TUTTI FRATELLI»

PRIMA LETTURA

Avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento.
Il popolo, tornato da Babilonia, si è scoraggiato e ha iniziato a tradire la Legge. Il profeta Malachia individua i più colpevoli di questa situazione nei sacerdoti del Tempio. Li accusa di essersi allontanati dalla retta via, di non aver insegnato correttamente la Legge, di aver tradito la missione sacerdotale. Per questo Dio stesso li punirà.

Dal libro del profeta Malachia    Ml 1,14b−2,2b.8-10

Io sono un re grande – dice il Signore degli eserciti – e il mio nome è terribile fra le nazioni.
Ora a voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi darete premura di dare gloria al mio nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su voi la maledizione.
Voi invece avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento; avete distrutto l’alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti. Perciò anche io vi ho reso spregevoli e abietti davanti a tutto il popolo, perché non avete seguito le mie vie e avete usato parzialità nel vostro insegnamento.
Non abbiamo forse tutti noi un solo padre? Forse non ci ha creati un unico Dio? Perché dunque agire con perfidia l’uno contro l’altro, profanando l’alleanza dei nostri padri?

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE        

Dal Salmo 130 (131)

Ogni uomo che mette la sua fiducia in Dio fa l’esperienza di sentirsi al sicuro, come un bambino in braccio a sua madre. Il salmista esorta Israele − e ogni uomo − a riporre la propria speranza solo nel Signore.

Custodiscimi, Signore, nella pace.

Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.

Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.
Israele attenda il Signore,
da ora e per sempre.

SECONDA LETTURA

Avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita.
Paolo invita i Tessalonicesi a ricordare come si è comportato: si è preso cura di loro come una madre, per nutrirli con la parola di Dio e con la sua stessa vita; con verità può dire di non essere stato di peso ad alcuno. E ora è contento di poter raccogliere il frutto del suo amore e della sua fatica, che consiste nella fede che risplende nella comunità di Tessalonica.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi                             1 Ts 2,7b-9.13

Fratelli, siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari.
Voi ricordate infatti, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio.
Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO     

Mt 23,9b.10b

Alleluia, alleluia.

Uno solo è il Padre vostro, quello celeste e uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Alleluia.

 VANGELO

Dicono e non fanno.
Matteo, nel raccogliere i rimproveri di Gesù agli scribi e ai farisei, mette in guardia i cristiani del suo e del nostro tempo dal pericolo di cadere nell’ipocrisia. L’antidoto a disposizione dei credenti è riconosciuto in tre rimedi: la sequela di Cristo, l’umiltà e la vita fraterna.

Dal vangelo secondo Matteo                         Mt 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati «rabbì» dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – XXXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

5 NOVEMBRE

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

«VOI SIETE TUTTI FRATELLI»

PERDONO

  • Signore, siamo stati arroganti e abbiamo preteso di essere serviti. Kyrie eleison
  • Cristo, ci siamo sentiti superiori agli altri e abbiamo cercato il prestigio sociale. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo preteso che gli altri rispettassero le regole, ma noi le abbiamo ignorate. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Preghiamo il Padre affinché ci doni un profondo spirito di servizio per poter vivere gli insegnamenti di Gesù.
Diciamo insieme: Padre, ascolta le nostre preghiere.

  • Affinché i pastori della Chiesa svolgano la loro missione con vero spirito di servizio e con profonda carità. Preghiamo.
  • Affinché i capi delle nazioni e chiunque ricopre un posto di responsabilità non cerchino il proprio prestigio, ma siano un esempio di impegno per il bene comune. Preghiamo.
  • Affinché i genitori e gli educatori aiutino i giovani a crescere nella mente e nello spirito, e li aprano ai veri valori della vita. Preghiamo.
  • Affinché i non credenti siano attirati dall’amore e dallo spirito di servizio che le comunità cristiane hanno imparato da Gesù. Preghiamo.

Padre santo, donaci la tua misericordia perché possiamo servirti con cuore generoso e sincero e aiutaci ad amare con vera umiltà tutti i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – XXXI domenica tempo ordinario

5 NOVEMBRE

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

«VOI SIETE TUTTI FRATELLI»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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3. Commento alle Letture – XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 OTTOBRE
XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

L’AMORE PER DIO E I FRATELLI È UNO SOLO

COMMENTO

Sappiamo già che i precetti della legge ebraica sono 613. Ma gli stessi maestri non erano così ingenui da considerarli tutti della stessa importanza nel rapporto con Dio. Le scuole rabbiniche da tempo si impegnavano non solo a distinguere i precetti in gravi e leggeri, in piccoli e grandi, ma cercavano anche un principio generale a cui tutti i precetti potessero riferirsi come a una fonte, a un vertice o a una chiave interpretativa.
Ci spieghiamo così la domanda del dottore della Legge a Gesù, che nella risposta raccoglie i due precetti principali.
Dal Deuteronomio egli prende quello del primato dell’amore di Dio con la specificazione delle dimensioni principali della persona: il cuore, che indica la convergenza di tutti gli affetti verso Dio senza spazio per piccoli o grandi idoli; l’anima, cioè la vita, che dice la disponibilità consapevole a rinunciare a tutto pur di non allontanarsi da Dio; la mente, che impegna ad aderire alle verità che Dio rivela e testimoniarle con l’esempio e la parola.
Dal Levitico prende il precetto dell’amore del prossimo. Naturalmente per Gesù il prossimo da amare come se stesso non è solo l’ebreo, ma ogni uomo. Però, la novità in questa risposta di Gesù si trova nel fatto che lui mette il secondo comandamento sullo stesso piano del primo. Dall’apostolo Giovanni poi sentiremo che dire di amare Dio senza amare i fratelli è una menzogna.
Perciò, questi comandamenti, insieme, sono la chiave di lettura e interpretazione di tutti gli altri precetti, i quali acquistano senso e valore nella misura in cui sono legati all’amore per Dio e per i fratelli e lo esprimono. Gesù va anche oltre: questi comandamenti sono pure la chiave per comprendere tutta la Sacra Scrittura, che egli compendia con il binomio «la Legge e i Profeti»: senza questa chiave di lettura la Parola di Dio non solo non può essere compresa, ma viene travisata e tradita, come succede ai farisei e a tutti coloro che separano l’amore di Dio da quello del prossimo.
Questo episodio è anche servito all’evangelista Matteo per richiamare la sua comunità, e la Chiesa di tutti i tempi, sul rischio di cadere nel fariseismo, appesantendo e stravolgendo la vita di fede dei discepoli di Gesù con minuziosi precetti ritualistici e moralistici. L’unità dell’amore di Dio e del prossimo, invece, abilita i credenti non solo a comprendere rettamente la Sacra Scrittura, ma ad offrire a chi non conosce Gesù l’autentico splendore del suo Vangelo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Un maestro della Legge si serve di una domanda che il popolo sinceramente si poneva per mettere alla prova Gesù. Non è sbagliata la domanda, ma il motivo. I dubbi e le domande fanno parte di una fede impegnata. Quali domande mi piacerebbe porre a Gesù? Se siamo sinceri, ci sentiamo spinti a ricercare le risposte, anche con l’aiuto di altri fratelli.
  2. Tutti abbiamo una nostra personale classifica dei comandamenti di Gesù. Con l’aiuto dello Spirito Santo, possiamo riconoscere il comandamento più grande, quello che determina il nostro modo di pensare e di vivere e le scelte piccole o grandi. Chiediamoci come e quanto corrisponda alla risposta di Gesù.
  3. Cuore, anima e mente. Era il modo degli Ebrei per intendere la persona intera e tutte le singole facoltà. L’amore di Dio o prende tutti gli aspetti della persona e della vita oppure è parziale o malato. In ogni caso Gesù è pronto a illuminarci, a curarci e a farci crescere: per questo ci dona ogni giorno il suo Spirito.
  4. L’amore del prossimo è possibile nella misura in cui ci amiamo, cioè, vogliamo il vero bene di noi stessi. Se ci amiamo in modo disordinato o sbagliato, non stiamo facendo il bene per noi, non possiamo capire il vero bene degli altri e non siamo capaci di realizzarlo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Nell’esame di coscienza chiediamoci: oggi, ho agito per amore dei fratelli o per me stesso?

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2. introduzioni – XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

29 OTTOBRE
XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

L’AMORE PER DIO E I FRATELLI È UNO SOLO

Amare Dio e amare i fratelli non sono due comandamenti, ma uno solo. Ci sono religioni, gruppi e persone che li separano e, a volte, li contrappongono. Così si crede di amare Dio, senza amare il prossimo; e alcuni pensano di onorare Dio, facendo del male agli altri. I cristiani, che in passato hanno sbagliato su questo, oggi hanno la missione di mostrare al mondo come si amano Dio e i fratelli.

PRIMA LETTURA

Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.
Israele è stato forestiero, esule, povero e ha fatto esperienza dell’aiuto del Signore. Ricordando questo, il buon israelita ha il dovere di rispettare e aiutare i forestieri e i poveri. Se non lo fa, il Signore interverrà per aiutare il bisognoso e punire l’ebreo che non ha osservato la sua legge.

Dal libro dell’Esodo         Es 22,20-26

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 17 (18)

In tutte le difficoltà il salmista ha visto l’intervento del Signore che lo ha salvato. La risposta è l’amore che si fa lode e riconoscenza.

SECONDA LETTURA

Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.
Paolo ripercorre con gioia la sua esperienza a Tessalonica: lui e i suoi collaboratori hanno annunciato il Vangelo con l’esempio e la parola, i Tessalonicesi si sono convertiti, la loro fede è diventata bella notizia per tanti altri, la comunità è diventata modello di fede e di servizio a Dio e ai fratelli.

VANGELO

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.
Continuano i tentativi degli avversari per trovare di che accusare Gesù. La sua risposta, oltre che semplice e diretta, corregge una interpretazione della Legge: mette sullo stesso piano l’amore di Dio e del prossimo.