Categoria: Anno B
3. Commento alle Letture – ASCENSIONE DEL SIGNORE
12 MAGGIO
ASCENSIONE DEL SIGNORE
GESÙ PRESENTE NELLA CHIESA
COMMENTO
Secondo gli studiosi, questa conclusione del vangelo non appartiene a Marco, è un’aggiunta voluta dalla comunità, perché il testo non finisse con la paura e la fuga delle donne dal sepolcro. In ogni caso per noi è autentica parola del Signore.
In pratica questo brano presenta attraverso la parola di Gesù ciò che le comunità cristiane avevano già sperimentato nella predicazione degli apostoli.
Condizione necessaria per la salvezza è la fede che nasce dall’accoglienza e dall’adesione alla predicazione e raggiunge la sua maturazione nel Battesimo. Invece il rifiuto del Vangelo è già un’autoesclusione non solo dalla comunità dei salvati ma dal regno di Dio.
Anche i segni distintivi della presenza di Gesù, che Giovanni e Luca attribuiscono all’azione dello Spirito Santo, fanno parte dell’esperienza delle prime comunità.
È interessante notare come i cristiani hanno inteso l’Ascensione di Gesù, infatti dichiarano indifferentemente che Gesù è salito al cielo o «fu elevato» (anche per la risurrezione i verbi attivi e passivi sono usati indifferentemente). Per noi significa che il Padre e il Figlio agiscono insieme in perfetta unità.
Ma la cosa più notevole è che mentre si dice che Gesù sale al cielo e siede alla destra del Padre, nello stesso tempo candidamente si dichiara che Gesù agisce con i discepoli e conferma la predicazione con i miracoli. È chiaro allora che il vangelo dice che l’Ascensione non è un allontanamento dal mondo, ma sancisce semplicemente la fine della visibilità fisica di Gesù e l’inizio della sua azione invisibile, ma ugualmente efficace, per la salvezza di ogni uomo, attraverso il dono dello Spirito Santo e l’azione della Chiesa.
E i miracoli promessi oggi dove sono?
È difficile spiegare i segni della presenza salvifica di Gesù nel mondo e in particolare nella Chiesa ed è ricorrente la tentazione di desiderare nostalgicamente i segni miracolosi dei primi tempi o di restare delusi per la loro “scarsissima” presenza.
Una comunità cristiana che vive nella fede e cresce in essa, da una parte con una fede autentica può sperimentare gli interventi straordinari del Signore, dall’altra, e ancora di più, è chiamata a dare i segni dei miracoli dello Spirito, che si rivelano anzitutto nell’amore fraterno, visibile e sperimentabile da tutti, dentro una fede incrollabile, capace di affrontare le persecuzioni, nella speranza sicura, generatrice di forza e di gioia anche nelle difficoltà della vita quotidiana.
Viviamo in un tempo in cui la potenza del male si fa sempre più violenta per opera dell’avversario e di coloro che se ne lasciano catturare. Chi ha fede possiede la potenza di Cristo e dello Spirito ed è capace, anche se non se ne accorge e non pratica esorcismi, di difendere e proteggere i fratelli dall’influenza del male. La fede e l’amore sono la forza che mette in fuga l’avversario e sono anche l’antidoto contro il veleno dello spirito che paralizza e uccide molti. Tanti fratelli ne hanno bisogno.
Infine, la Chiesa oggi ha bisogno del miracolo delle lingue: è alto il rischio che parli in un modo incomprensibile per gli uomini e le donne di oggi. Soprattutto i pastori hanno bisogno di invocare il dono dello Spirito che, animando lo loro fede, li renda capaci di parlare una lingua che tocchi non solo le orecchie ma i cuori delle persone, specialmente dei giovani.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato». La salvezza viene dalla fede; il Battesimo è il sacramento della fede donata da Dio, accolta e professata dal cristiano. Non c’è nulla di magico nei sacramenti… se non c’è la fede il Battesimo non salva. Interroghiamoci su come la nostra fede si esprime nella vita.
- Il Signore Gesù sale al cielo e non è più visibile, ma agisce attraverso i suoi discepoli. Questa verità della fede ci sostiene nella preghiera, nella carità e nell’affrontare difficoltà e persecuzioni.
- «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». Il Signore non manda solo gli apostoli, ma ogni cristiano. Sarebbe sufficiente che noi proclamassimo il Vangelo nel mondo in cui viviamo e che frequentiamo: famiglia, lavoro, relazioni amicali e sociali.
- La nostalgia dei miracoli denuncia una fede immatura. Chi ha gli occhi della fede riesce a vedere i segni dell’amore di Dio e dei fratelli ogni giorno. E il cuore si apre alla gioia e alla perseveranza.
PROPOSTA DI IMPEGNO
Facciamo il “miracolo” di continuare ad amare concretamente una persona «difficile».
2. introduzioni – ASCENSIONE DEL SIGNORE
12 MAGGIO
ASCENSIONE DEL SIGNORE
GESÙ PRESENTE NELLA CHIESA
L’Ascensione di Gesù alla destra del Padre segna la conclusione della sua missione visibile e palpabile nel mondo, ma segna anche l’inizio della missione della Chiesa nel mondo lungo tutta la storia futura. Tutto ciò che la Chiesa fa per l’evangelizzazione e la salvezza degli uomini e delle donne è Cristo stesso che lo opera. Come la missione di Gesù non ha avuto pretese di potere terreno, così anche la Chiesa ha di mira solo la diffusione del Vangelo con la parola e la testimonianza fedele e perseverante.
PRIMA LETTURA
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Le domande degli apostoli sono le stesse delle prime comunità, le quali attendevano come imminente il ritorno del Signore Gesù. Ma egli tardava. Così Luca, con la scena dell’Ascensione, libera le comunità dalla delusione di un’attesa sterile e le invita ad assumere consapevolmente e attivamente la prosecuzione della missione di Gesù: portare il Vangelo fino ai confini del mondo e alla fine della storia.
SALMO RESPONSORIALE
Dal Salmo 46 (47)
Il Signore ha operato la salvezza, per questo il salmista invita tutto il popolo a una liturgia di festa con canti, inni e acclamazioni gioiose.
SECONDA LETTURA
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Inizia qui la parte esortativa della lettera agli Efesini. Paolo ci tiene a sottolineare subito tre verità: l’essere cristiani nasce da una chiamata personale di Dio; con il Battesimo tutti apparteniamo alla Chiesa, comunità di fratelli e corpo di Cristo, raccolto nell’unità e nella comunione; ciascuno ha un dono dello Spirito per costruire e far crescere la comunità.
VANGELO
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
La conclusione del vangelo secondo Marco è un incoraggiamento alla Chiesa di tutti i secoli. Il Signore è già glorificato e si presenta agli Apostoli per affidare loro la missione che egli ha iniziato e che essi devono continuare in maniera visibile. Ma egli non si allontana, sarà presente e attivo attraverso loro e i loro successori, per sempre.
4. Letture – ASCENSIONE DEL SIGNORE
ASCENSIONE DEL SIGNORE
GESÙ PRESENTE NELLA CHIESA
PRIMA LETTURA
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Le domande degli apostoli sono le stesse delle prime comunità, le quali attendevano come imminente il ritorno del Signore Gesù. Ma egli tardava. Così Luca, con la scena dell’Ascensione, libera le comunità dalla delusione di un’attesa sterile e le invita ad assumere consapevolmente e attivamente la prosecuzione della missione di Gesù: portare il Vangelo fino ai confini del mondo e alla fine della storia.
Dagli Atti degli Apostoli At 1,1-1
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Dal Salmo 46 (47)
Il Signore ha operato la salvezza, per questo il salmista invita tutto il popolo a una liturgia di festa con canti, inni e acclamazioni gioiose.
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.
Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
SECONDA LETTURA
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Inizia qui la parte esortativa della lettera agli Efesini. Paolo ci tiene a sottolineare subito tre verità: l’essere cristiani nasce da una chiamata personale di Dio; con il Battesimo tutti apparteniamo alla Chiesa, comunità di fratelli e corpo di Cristo, raccolto nell’unità e nella comunione; ciascuno ha un dono dello Spirito per costruire e far crescere la comunità.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini Ef 4,1-13
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto:
«Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO
Mt 28,19a.20b
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
Alleluia.
VANGELO
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
La conclusione del vangelo secondo Marco è un incoraggiamento alla Chiesa di tutti i secoli. Il Signore è già glorificato e si presenta agli Apostoli per affidare loro la missione che egli ha iniziato e che essi devono continuare in maniera visibile. Ma egli non si allontana, sarà presente e attivo attraverso loro e i loro successori, per sempre.
Dal vangelo secondo Marco Mc 16,15-20
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Parola del Signore.
5. Preghiere di perdono e dei fedeli – ASCENSIONE DEL SIGNORE
ASCENSIONE DEL SIGNORE
GESÙ PRESENTE NELLA CHIESA
PREGHIERE DI PERDONO
- Padre, tu ci aspetti nella tua casa, ma noi ci pensiamo poco e preferiamo attaccarci alle cose di questo mondo. Kyrie eleison.
- Cristo, sei andato a prepararci un posto e sei sempre con noi, ma noi ti consideriamo lontano. Christe eleison.
- Spirito Santo, ci sostieni nella missione che Gesù ci ha affidata, ma noi spesso la trascuriamo. Kyrie eleison.
PREGHIERA UNIVERSALE
Dio Padre ha glorificato suo Figlio Gesù, ma attende tutti gli altri figli in Paradiso. Preghiamolo, perché questo suo desiderio si realizzi per noi e per tutti. Diciamo insieme: Ascoltaci, o Padre.
- Affinché nel mondo di oggi, tormentato da mille tentazioni e cattiverie, la Chiesa continui con coraggio e perseveranza la missione di evangelizzazione. Preghiamo.
- Affinché tutti gli uomini aprano il cuore alla fede in te, per riuscire a vedere le opere grandiose che tu compi per la salvezza di tutti e per la pace tra i popoli. Preghiamo.
- Affinché tutte le comunità cristiane vivano nella concordia, nell’unità e nella comunione fraterna. Preghiamo.
- Affinché i giovani non si scoraggino di fronte alle difficoltà, ma trovino nella fede la forza e il coraggio per sognare e realizzare un mondo più fraterno. Preghiamo.
O Padre, insieme a Gesù hai inviato nel mondo il tuo Santo Spirito. Fa’ che con la sua forza riusciamo a camminare con gioia e impegno sulle strade tracciate dal Vangelo. Per Cristo nostro Signore.
6. Vignetta di RobinHood – ASCENSIONE DEL SIGNORE
ASCENSIONE DEL SIGNORE
GESÙ PRESENTE NELLA CHIESA
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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:
Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA)
1. orazioni –5 MAGGIO – VI DOMENICA DI PASQUA
5 MAGGIO
VI DOMENICA DI PASQUA
(Giornata mondiale di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica)
«VI HO CHIAMATI AMICI»
Scarica le orazioni del Nuovo Messale romano
3. Commento alle Letture – VI DOMENICA DI PASQUA
5 MAGGIO
VI DOMENICA DI PASQUA
(Giornata mondiale di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica)
«VI HO CHIAMATI AMICI»
COMMENTO
Mettiamoci di fronte a queste parole del vangelo con il cuore aperto, per accogliere la rivelazione del desiderio più profondo di Gesù nella relazione con i suoi discepoli e con noi.
Il Figlio eterno è venuto per fare di noi i figli di Dio come lui, la sua famiglia, ma non è un’opera che rimane fuori di lui, è una missione che introduce nella sua vita una novità: l’amicizia con noi.
Il centro di tutto il brano sono l’amore e l’amicizia nominati dodici volte.
Guardiamoli un po’ più da vicino.
Anzitutto Gesù dice che il suo amore per noi è modellato sull’amore del Padre per lui; quel “come” è di una ricchezza infinita e inesauribile; significa che se il Padre ama il Figlio, comunicando tutto se stesso a lui, così Gesù comunica tutto se stesso a noi. C’è un comandamento da osservare ed è interno all’amore: bisogna amare davvero, senza riserve e senza limiti. Questo rende le persone davvero simili: il Padre si specchia nel Figlio e nel Figlio riconosce se stesso come Padre; il Figlio si specchia nel Padre e guardando lui si riconosce come Figlio. Tutto questo avviene nello Spirito Santo. La stessa cosa succede tra Gesù e noi, se viviamo fino in fondo l’amore filiale, fraterno e di amicizia. La casa dell’amore è la Trinità e noi siamo invitati ad abitarla.
Quindi Gesù passa a mostrare l’amore reciproco più alto, quello che dura per tutta l’eternità, insieme all’amore paterno/materno e filiale/fraterno: l’amicizia. La misura di questo amore è dare la vita, ogni giorno, fino all’ultimo respiro, magari sulla croce.
L’amicizia con Gesù nasce per iniziativa sua e non può essere diversamente; difatti è lui che per primo ci comunica la sua vita e cioè tutto se stesso e tutto ciò che ha di più suo: l’amore e la conoscenza di suo Padre. Di fronte a questo “dono da Dio” la nostra risposta è libera: dipende da noi accettare e vivere questa amicizia divina.
Anche qui c’è un comando che non diminuisce la libertà e la reciprocità: per essere amici di Gesù bisogna somigliargli e quindi amare i fratelli, come lui li ama. Il suo, quindi, è un comandamento che non viene da fuori di noi, non ci schiaccia come un’imposizione dall’esterno, ma tende e vuole liberare tutta la ricchezza del nostro essere e le potenzialità di amore che il Padre ha depositato in noi, dandoci la vita di figli suoi.
Siamo stati creati a immagine del Figlio, quindi tutti siamo stati “costituiti”, cioè strutturati nel corpo e nello spirito, per portare il frutto dei figli: l’amore filiale e fraterno. Questo frutto non è passeggero, ma attraversa la morte e rimane in eterno. Chi vive questo amore, chiede al Padre tutto ciò che è amore e lo riceve nella misura in cui è capace di accoglierlo.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- La gioia vera, quella che niente e nessuno ci possono togliere, è frutto della conoscenza intima di Gesù e di ciò che ci ha rivelato su Dio e sull’uomo. Chi ha sete di Gesù, già nella ricerca appassionata, è pieno di gioia.
- L’amore vero, quello che abbiamo visto in Gesù, riempie la vita, ma rimane misterioso nell’origine, nelle motivazioni, nelle sue espressioni concrete e nei frutti che porta. Ma l’abbiamo ricevuto in dono ed è nelle nostre mani. Quando ci lasciamo guidare dall’amore, ci meravigliamo di noi stessi e tocchiamo il cielo con un dito, anche se siamo sulla croce.
- Arriva l’estate e sogniamo il mare. C’è un altro mare in cui possiamo immergerci ogni momento per vivere in pienezza: l’amore della Trinità che Gesù ci ha comunicato.
- C’è chi non crede all’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, perché non lo vede. Ci sono battezzati che non ne fanno esperienza. Solo l’amore fraterno lo rende visibile e palpabile. Se l’altro non vede e non tocca il nostro amore fraterno, ha diritto di dubitare del nostro amore per Dio.
PROPOSTA DI IMPEGNO
Rivediamo il nostro modo di trattare i fratelli alla luce del comandamento di Gesù.
2. introduzioni – VI DOMENICA DI PASQUA
5 MAGGIO
VI DOMENICA DI PASQUA
(Giornata mondiale di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica)
«VI HO CHIAMATI AMICI»
Siamo stati amati da prima di nascere e Dio, nostro Padre, ha mandato Gesù perché tutti gli uomini diventassero suoi figli e formassero una sola famiglia, la sua. Gesù non si accontenta di renderci suoi fratelli, vuole che diventiamo suoi amici, con una intimità inaudita, quella che fa condividere le ricchezze interiori più profonde e inaccessibili: ci ha fatto conoscere non solo se stesso, ma il suo rapporto di amore con il Padre.
PRIMA LETTURA
Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.
L’incontro fra Pietro e il centurione Cornelio per Luca è un evento cardine, frutto della risurrezione di Gesù e della Pentecoste. Infatti segna il superamento della distinzione tra pagani ed ebrei: davanti a Dio, grazie alla salvezza realizzata da Gesù, pagani ed ebrei sono ugualmente figli. Pietro ci stava arrivando con fatica, ma lo Spirito Santo ha rotto gli indugi.
SALMO RESPONSORIALE
Dal Salmo 97 (98)
Il salmista invita tutti i fedeli alla lode di Dio: egli ha mantenuto le sue promesse e la salvezza ha raggiunto tutti i popoli.
SECONDA LETTURA
Dio è amore.
L’apostolo Giovanni in breve rivela realtà divine a cui mai saremmo arrivati da soli: chi è Dio, è amore, fonte della nostra capacità di amare; chi siamo noi, figli di Dio, nella misura in cui amiamo come lui i nostri fratelli; cosa significa amare, fare della propria vita un dono, come ha fatto Gesù.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
VANGELO
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Per Giovanni i comandamenti sono solo due: credere in Gesù e amare i fratelli. In questo brano il Signore dichiara che gli apostoli non sono più servi, ma amici. Così indica a tutti i cristiani che possono essere suoi amici se, osservando i suoi comandamenti, abitano in lui e amano i fratelli come ha fatto lui, fino a dare la propria vita.
4. Letture – VI DOMENICA DI PASQUA
5 MAGGIO
VI DOMENICA DI PASQUA
(Giornata mondiale di sensibilizzazione per il sostegno
economico alla Chiesa Cattolica)
«VI HO CHIAMATI AMICI»
PRIMA LETTURA
Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.
L’incontro fra Pietro e il centurione Cornelio per Luca è un evento cardine, frutto della risurrezione di Gesù e della Pentecoste. Infatti segna il superamento della distinzione tra pagani ed ebrei: davanti a Dio, grazie alla salvezza realizzata da Gesù, pagani ed ebrei sono ugualmente figli. Pietro ci stava arrivando con fatica, ma lo Spirito Santo ha rotto gli indugi.
Dagli Atti degli Apostoli At 10,25-26.34-35.44-48
Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Dal Salmo 97 (98)
Il salmista invita tutti i fedeli alla lode di Dio: egli ha mantenuto le sue promesse e la salvezza ha raggiunto tutti i popoli.
Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
SECONDA LETTURA
Dio è amore.
L’apostolo Giovanni in breve rivela realtà divine a cui mai saremmo arrivati da soli: chi è Dio, è amore, fonte della nostra capacità di amare; chi siamo noi, figli di Dio, nella misura in cui amiamo come lui i nostri fratelli; cosa significa amare, fare della propria vita un dono, come ha fatto Gesù.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1 Gv 4,7-10
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO
Gv 14,23
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
VANGELO
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Per Giovanni i comandamenti sono solo due: credere in Gesù e amare i fratelli. In questo brano il Signore dichiara che gli apostoli non sono più servi, ma amici. Così indica a tutti i cristiani che possono essere suoi amici se, osservando i suoi comandamenti, abitano in lui e amano i fratelli come ha fatto lui, fino a dare la propria vita.
Dal vangelo secondo Giovanni Gv 15,9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Parola del Signore.
