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4. Parola da Vivere – 31 gennaio 2021

31 gennaio

4ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù, Parola di Dio che sorprende e libera

COMMENTO

Israele si chiedeva come distinguere i veri profeti dai falsi. Anche noi ce lo chiediamo. Pur sapendo che con il Battesimo tutti noi siamo stati resi profeti, prima con la vita e poi con la parola, andiamo alla ricerca di chi ci parli a nome di Dio e ci indichi la strada della vita piena e della salvezza. Il nostro criterio è Gesù con il suo Vangelo. Se chi ci parla somiglia a Gesù, traduce correttamente nel nostro tempo il Vangelo e ha il dono di adattarlo alla nostra vita, allora possiamo fidarci.
Leggendo Paolo, riscopriamo che resistono dei pregiudizi duri a morire. Uno è quello che fa pensare, che i preti e i religiosi siano più vicini a Dio, per una sorta di superiorità spirituale, frutto della loro scelta di vita. In realtà, la santità non dipende dalla condizione e dal ruolo assunti nella Chiesa, ma dalla corrispondenza delle scelte e della vita quotidiana al Vangelo di Gesù. E su questo i cristiani, davanti a Dio, partono tutti alla pari. In qualunque stato di vita, single, consacrati, sposati…, ciascuno è chiamato a vivere il Vangelo e a crescere nella fede, nella speranza e nella carità, per conformarsi a Cristo e arrivare in Paradiso. Per questo Gesù è venuto e ha proclamato il Vangelo.
L’evangelista Marco finora, a parte le due affermazioni e i due imperativi di domenica scorsa, non ci ha detto cosa Gesù insegnasse, però ci tiene a dire subito che il suo insegnamento era autorevole ed essenzialmente nuovo e diverso da quello degli scribi. In cosa consiste questa autorità che emana da Gesù?
Anzitutto, tenendo conto di ciò che leggiamo in seguito nel vangelo, possiamo pensare che fin dall’inizio nell’insegnamento di Gesù non ci fossero ipotesi soggette a interpretazioni soggettive, né idee prese da altri, ma semplice comunicazione di qualcosa che nasceva dal suo interno e portava impresso il sigillo della verità conosciuta e sperimentata solo da lui. Inoltre si presenta come una novità rispetto a ciò che gli scribi ripetevano ormai da troppo tempo (Gesù rispetta la Legge, ma la completa e la supera, libero dalle pastoie dei precetti e delle interpretazioni dei rabbini).
Perché la gente è disponibile ad accogliere ciò che Gesù insegna? E qui possiamo collocare una caratteristica dell’insegnamento di Gesù, collegata alla sua potenza: quello che lui dice si verifica. È il criterio che il Primo Testamento dava per distinguere il vero profeta dal falso.
E l’evangelista ci tiene a dimostrare subito l’autorità e la potenza del Figlio di Dio incarnato. Il demonio che va allo scontro con Gesù è chiamato spirito “impuro”, non in riferimento alla dimensione sessuale, ma in opposizione alla santità: ciò che viene da Dio è santo, quindi puro, luminoso; ciò che si allontana o si oppone a lui è impuro, quindi sporco e tenebroso. Gli indemoniati non erano ammessi nella sinagoga, perciò possiamo pensare che il demonio si sia tenuto nascosto, ma di fronte alla parola di Gesù si sia sentito costretto a uscire allo scoperto e a sfidarlo con le sue grida. Quello che dice è significativo per l’identità e la missione di Gesù. Marco ha fatto dire qualcosa dal Battista ma la proclamazione di Gesù come Figlio di Dio l’ha già fatta direttamente il Padre nel battesimo. Ora è l’avversario, Satana, che per bocca di un suo complice, prima dice di conoscere la missione di Gesù, distruggere il potere del maligno, e poi di trovarsi di fronte all’inviato di Dio, e quindi invincibile. Gesù però non vuole assolutamente una propaganda demoniaca, per questo gli ordina di tacere e di lasciare libera quella persona.
Questa liberazione, mentre dà inizio alla sconfitta del maligno, è per la gente il segno che Gesù davvero viene da Dio e insegna la verità: sono queste le fonti della sua autorità e della novità che porta nel mondo.
E oggi? I predicatori insegnano con autorità? È Gesù la fonte dell’autorità di chi annuncia il Vangelo. Gli spiriti maligni che abitano gli uomini del nostro tempo non sopportano il Vangelo, ma una predicazione che mostra la forza della Parola di Dio è capace di liberare i cuori dagli influssi dell’avversario, che rendono anche i cristiani prigionieri del male in tutte le sue forme.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Per Marco l’insegnamento di Gesù ha una parte rilevante nel vangelo. Gesù evangelizza per liberare dall’ignoranza su Dio, sull’uomo e sul senso della nostra vita. Questo dono raggiunge anche noi ogni giorno. Chi gusta la sua Parola è libero, gioioso e riconoscente.
  2. Gesù insegna alle folle, ma chi vuol diventare discepolo ascolta, accoglie nella mente e nel cuore la sua parola e la mette in pratica. Noi, cristiani dal Battesimo, ci chiediamo se ci lasciamo istruire da Gesù o se nella pratica seguiamo altri maestri.
  3. La missione di rovinare i piani di Satana è passata ai discepoli di Gesù, quindi anche a noi. Ma l’avversario si nasconde molto bene, non ha bisogno di mostrarsi troppo, ha molti alleati in carne e ossa. Chiediamo il dono dello Spirito per riconoscere le trame diaboliche e avere la forza per combatterle anzitutto in noi, poi negli altri e nel mondo.
  4. La folla è stupita perché l’insegnamento di Gesù è «nuovo». Il Vangelo ha 2000 anni. Ma chi vuole diventare una persona «nuova», ogni giorno scopre nella Parola la novità capace di rinnovare la sua vita; chi ha una vita spirituale anche minima, ma vera, lo sa, lo sperimenta e ne gioisce.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Ricordiamo un insegnamento di Gesù, particolarmente significativo per noi in questo momento della nostra vita, e impegniamoci a viverlo nella settimana.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 31 gennaio 2021

31 gennaio

4ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù, Parola di Dio che sorprende e libera

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che ci parli della misericordia del Padre, abbi pietà di noi.
  • Cristo, Parola di Dio fatta carne, che annunci il tuo regno, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci doni la tua parola che salva e libera, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, eleviamo con piena fiducia la nostra preghiera a Dio, Padre onnipotente, nel nome di Gesù, certi di essere esauditi. Preghiamo dicendo insieme:

Ascolta, Padre, la nostra preghiera.

  • Ti preghiamo per la Chiesa diffusa su tutta la terra, perché annunci con fortezza e renda viva testimonianza alla tua Parola che salva, preghiamo.
  • Per i lontani dalla fede, perché siano raggiunti dalla bellezza della vita cristiana, preghiamo.
  • Per ciascuno di noi, affinché guardando a Gesù, che si è fatto vicino a ogni uomo nella sua sofferenza, possiamo imitarlo nell’amore manifestato in ogni incontro, preghiamo.
  • Per la nostra comunità, perché sappia leggere con assiduità la Parola di Dio per sentirsi guidata nel proprio cammino dal Signore Gesù, preghiamo.

Celebrante. Ascolta, Padre, le nostre invocazioni e fa’ scendere su tutti noi la tua benedizione, nella certezza che tu non abbandoni mai chi si mette con fiducia nelle tue mani. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 31 gennaio 2021

31 gennaio

4ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù, Parola di Dio che sorprende e libera

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Orazioni – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

È LA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

Dice papa Francesco nel Motu proprio Aperuit illis: «Stabilisco che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida.
Afferma inoltre papa Francesco che «le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. È fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perché si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, così come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea in modo da far emergere l’importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l’approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura, con un particolare riferimento alla lectio divina».

Scarica le orazioni del Nuovo Messale romano

24 gennaio 2021

III domenica tempo ordinario

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2. Letture e introduzioni – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»: è il messaggio che esce dalla bocca di Gesù all’inizio della sua vita pubblica. Un messaggio urgente, una proposta di rinnovamento personale aperto alla costruzione del regno di Dio. Sin dall’inizio Gesù condivide la sua proposta di vita con i suoi primi apostoli, che chiama a mettersi al suo seguito.

PRIMA LETTURA

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.          

Alla predicazione di Giona l’intera città di Ninive si converte e cambia vita, dal più importante al più piccolo. Lo stesso re abbandona il trono, si toglie il mantello, si veste di sacco e anche lui fa penitenza. Dio cambia atteggiamento nei loro confronti e ottengono il perdono. 

Dal libro di Giona.                                                                                                        Gio 3,1-5.10

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 24 (25)

Il salmista supplica Dio, il solo che può indicargli la via della vita, di ricordarsi di lui, di fargli conoscere la strada della salvezza. Dio è la speranza degli umili.            

Rit. Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA        

Passa la figura di questo mondo.     

Il tempo è breve, dice Paolo agli abitanti di Corinto: passa la scena di questo mondo e dobbiamo vedere le cose in modo profondamente nuovo, dare importanza a ciò che è davvero importante.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                          1Cor 7,29-31

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!
Parola di Dio.

ALLELUIA

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.

Alleluia.

VANGELO

Convertitevi e credete al Vangelo.                          

Inizia la lettura continua del Vangelo di Marco, il Vangelo più breve, quello che raccoglie i ricordi di Pietro, prigioniero a Roma. Gesù invita alla conversione, perché i tempi sono maturi e annuncia la venuta del regno di Dio. Poi chiama i primi apostoli a lasciare tutto, a seguirlo e a condividere la sua missione.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                      Mc 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 24 gennaio 2021


24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Prosegue, dopo la pausa natalizia, la lettura continua del Vangelo di Marco. È l’anno liturgico secondo, chiamato per semplicità anno b. Quindici giorni fa abbiamo celebrato il battesimo di Gesù, che Marco racconta in modo sintetico. È in quel momento che Gesù cambia vita e comincia la sua predicazione itinerante. Predicazione che comincia nel momento più drammatico. Infatti il Battista è stato arrestato, e verrà incarcerato e ucciso. Gesù ne è certamente turbato, ma non cede alla paura e dà inizio alla sua predicazione.

I primi invitati a seguirlo

La predicazione di Gesù sin dall’inizio presenta il cuore del Vangelo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
A questo annuncio è legato strettamente il gesto della chiamata dei primi quattro apostoli. Gesù non è un predicatore astratto, ma porta con sé un progetto che prevede delle esperienze di vita nuove e gli apostoli saranno i primi a ricevere la proposta di realizzarle. Gesù sceglie il modo più difficile per presentare il Vangelo: non lo fa proclamando una dottrina, ma attraverso la sua vita e quella della piccola comunità degli apostoli.
All’invito di Gesù, gli apostoli rispondono subito positivamente e si mettono immediatamente al suo seguito. L’avverbio «subito» è caratteristico in Marco, che lo usa una quarantina di volte.
Nel racconto di Marco la risposta positiva degli apostoli non nasce dalla pesca miracolosa, come leggiamo nel Vangelo di Luca, ma perché è Gesù che chiama, e proprio perché si tratta di Gesù, la risposta non può che essere positiva e pronta.
Gesù sceglie i suoi apostoli tra la gente comune, non tra gli scribi e i farisei o i dottori della legge. Sono lavoratori, semplici pescatori. Alcuni di loro si erano fatti discepoli del Battista.
Non sono loro a scegliere Gesù, ma è lui che chiama e sceglie. Sarà sempre così nella vita della Chiesa: chiunque chiamerà qualcuno per metterlo al servizio del Vangelo, potrà farlo soltanto in forza della parola e autorità di Gesù.

Il regno di Dio è vicino

Gesù dà inizio alla predicazione e, come dicevamo, sin dalle prime battute traccia il suo programma, inaugurare il regno di Dio. «Regno di Dio è un’espressione giudaica per dire che Dio è il signore della storia e si è fatto storia; e cammina con l’uomo sino alla caduta definitiva dei veli del tempo» (Enrico Masseroni). La storia prende un inizio nuovo con la comparsa sulla scena di Gesù, nuovo Adamo. Si tratta di costruire insieme un mondo così come lo sogna Dio, il nostro Creatore.
Una costruzione che ci coinvolge tutti, arruola tutti, è rivolta a ogni categoria di persone, chiamate a dare un senso nuovo alla propria esistenza e a cambiare il volto della nostra umanità.

Il tempo è compito, convertitevi

Sia il testo di Giona, sia le parole di Gesù, fanno riferimento all’urgenza del messaggio che viene annunciato. «Ancora 40 giorni e Ninive sarà distrutta», dice Giona. «Il tempo è compiuto», dice Gesù, dando al presente, a ogni giorno, un’importanza senza misura. La salvezza passa dall’oggi, da un impegno di conversione che non può essere rimandato.
Gli abitanti di Ninive si convertono. Sono pagani, sono Assiri e nemici storici degli Ebrei, ma il libro didascalico di Giona li propone come esempio di ascolto immediato e radicale della Parola di Dio. Lo stesso Giona si dirà deluso per la loro rapida conversione e si lamenterà con Dio, quasi per essere stato smentito come profeta avendo annunciato castighi che poi non si sono realizzati.
Quella della conversione è una proposta che la Chiesa oggi fa a noi, e che passa attraverso una parola più autorevole di quella di Giona, che invita a prendere sul serio la vita, dal momento che con la venuta del Figlio di Dio che si fa parola, i tempi sono giunti alla loro pienezza e tutto deve assume un colore nuovo, una finalità nuova, un’urgenza nuova.
Convertirsi non vuol dire recitare un atto di dolore o fare una confessione. A meno che non esprimano la volontà di collocarsi davvero dalla parte di Dio. Convertirsi vuol dire cambiare mente e cuore, sentire l’urgenza del momento presente (la seconda lettura), fare spazio a Gesù, accoglierlo, perché è lui il Vangelo e la vita nuova.
Ci si può convertire in un solo istante, come è capitato a Paolo, ma in generale questo avviene più lentamente. Per sant’Agostino è stato un cammino faticoso, anche se poi conserverà per tutta la vita la nostalgia del tempo perso.
Convertirsi vuol dire abbandonare qualcosa, com’è capitato in modo radicale per gli apostoli, che abbandonano tutto − le reti e la famiglia − affascinati dalla parola di Gesù. Ma vuol dire soprattutto trovare qualcosa che ti conquista e ti rende più consapevole: ti fa aprire gli occhi, e ti porta alla resa gioiosa, e a giocarti tutta la vita. 

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Uno dei protagonisti del romanzo La croce e il pugnale di David Wilkerson, racconta. «Qualche tempo fa incontrai un serpente gigantesco. Era grasso otto centimetri e lungo più di un metro e venti, e se ne stava lì al sole, incutendo terrore. Ebbi paura e non osai muovermi per molto tempo, e poi d’un tratto, mentre lo osservavo, assistetti a un miracolo. Vidi una nuova nascita. Vidi quel vecchio serpente mutare la sua pelle e lasciarla lì al sole, trasformandosi in un nuovo essere, veramente bello».

È LA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

Dice papa Francesco nel Motu proprio Aperuit illis: «Stabilisco che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida.
Afferma inoltre papa Francesco che «le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. È fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perché si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, così come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea in modo da far emergere l’importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l’approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura, con un particolare riferimento alla lectio divina».

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4. Parola da Vivere – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

COMMENTO

La storia conosce tante guerre tra i popoli, originate o giustificate dalla religione. Anche il Primo Testamento le conosce e anche noi cristiani non ne siamo rimasti immuni. Il profeta Giona viene  progressivamente educato dal Signore, perché arrivi a comprendere che il Dio d’Israele è misericordioso e vuole salvare tutti i popoli. Gesù ci ha fatto conoscere che Dio è Padre misericordioso per tutti. Lui è salito sulla croce per ottenere la salvezza per tutti. L’umanità sta soffrendo la strumentalizzazione del nome di Dio per uccidere. I cristiani, proprio in questo tempo, sono chiamati a mostrare al mondo che il Signore ama tutti, rispetta la libertà di tutti e vuole salvare tutti.
L’attaccamento ai beni di questo mondo è la radice di tutti i contrasti e le guerre. San Paolo indica una strada di pace interiore e di armonia tra le persone e i popoli: riconoscere che i beni terreni passano e che tutti siamo chiamati alla vita eterna può aiutare persone, gruppi e popoli a trovare le strade della pace e della solidarietà.
Il vangelo porta la bella notizia della salvezza. L’arresto di Giovanni, per Marco, non è cronaca ma teologia: è il segno che è finita la sua missione e inizia quella di Gesù. Il modo con cui il Battista esce di scena è pure una chiara indicazione di come terminerà anche la missione di Gesù.
La predicazione di Gesù, dopo il battesimo al Giordano e le tentazioni nel deserto, inizia in Galilea. Con questo Marco sottolinea che il Vangelo è per tutti, anche per i pagani, presenti in Galilea e nei territori vicini. Infatti, le folle che seguono Gesù attorno al lago sono composte di ebrei e pagani.
Se il tempo è compiuto, vuol dire che l’attesa è finita, che colui che si attendeva è arrivato e così Dio ha mantenuto la sua promessa. Se il tempo è compiuto, vuol dire anche che non c’è tempo da perdere e bisogna decidere se credere e seguire Gesù o no, subito.
Il Regno di Dio si è fatto vicino, cioè è già presente, anche se non ancora compiuto; ma non è un territorio; invece, è un modo nuovo di esercitare la regalità, il modo proprio di Dio, che è molto diverso dal modo degli uomini; Gesù rappresenta proprio la regalità divina in azione: viene non per sottomettere gli uomini, ma per dare la propria vita per loro e salvarli.
«Convertitevi» è l’imperativo che dice l’assoluta necessità di cambiare modo di pensare e, di conseguenza, modo di agire e di vivere. È chiara la continuità con la predicazione del Battista, ma qui non è annunciato nessun castigo: la motivazione della conversione è positiva, è nella “vicinanza” del Regno, cioè di Gesù.
Inoltre, l’ultima frase, «credete nel Vangelo», offre la motivazione più forte per una vera conversione: ci è annunciata la bella notizia della vita nuova, quella che Gesù porta per tutti, è la salvezza. Il garante di questa bella notizia è Gesù stesso, anzi è proprio lui la bella novità che è entrata nel mondo, perché gli uomini diventino nuovi anch’essi.
La chiamata dei primi quattro discepoli avviene lontano da Gerusalemme, dal centro della vita religiosa degli Ebrei; i Galilei sono Ebrei di serie B. I quattro sono gente comune, pescatori, senza nessun titolo, culturalmente e religiosamente significativo, non ricchi, ma neanche in miseria. Marco attribuisce loro un solo titolo di merito: immediatamente lasciano tutto e seguono Gesù che li chiama. La promessa che Gesù fa è certamente legata alla loro professione e già annuncia la missione: «vi farò diventare pescatori di uomini». Ma la metafora è paradossale: infatti chi pesca i pesci li fa morire, gli apostoli invece pescheranno gli uomini per salvarli. È chiaro pure che per seguire Gesù bisogna lasciare qualcosa: i primi quattro apostoli lasciano lavoro e famiglia; Pietro in seguito dirà: «abbiamo lasciato tutto…».

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Il tempo è compiuto». La sindrome dell’immortalità ci tocca. Viviamo questa vita come se avessimo a disposizione l’eternità e, quando si avvicina la vecchiaia o una malattia seria, restiamo stupiti che tocchi proprio a noi. Oggi ci chiediamo se al tempo compiuto del Vangelo corrisponda una scelta “compiuta” di seguire Cristo e lasciare ciò che ci ostacola.
  2. «Il regno di Dio è vicino». Ci basta fare un passo e tocchiamo il Signore Gesù. Non dobbiamo andare lontano, né aspettare. Lui è qui. Ci chiediamo se crediamo davvero e se, in tutto ciò che facciamo e diciamo, è presente lui.
  3. «Convertitevi». Ma se siamo già battezzati, cresimati… ordinati…! Man mano che andiamo avanti nella vita spirituale, somigliamo a quegli scienziati che più sanno e più si accorgono che si allarga la loro ignoranza. Se seguiamo il Signore, sappiamo che non abbiamo finito di convertire i nostri pensieri, le nostre parole, azioni, sentimenti.
  4. «Credete nel Vangelo». La bella notizia è sempre nella prima pagina del nostro giornale. Perciò qualunque tristezza, per la presenza del male in noi, nelle persone che amiamo e frequentiamo, e nel mondo, non può durare a lungo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Quando ci rendiamo conto che il Signore ci chiede di fare qualcosa di buono, facciamolo subito.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, aiutaci a prendere sul serio la tua parola che ci invita a convertirci e a credere nel Vangelo. Abbi pietà di noi.
  • Cristo, tu vuoi che rispondiamo alla tua chiamata e ti seguiamo, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci chiami a costruire il regno di Dio, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù ci chiama alla conversione, a diventare costruttori del regno di Dio. Preghiamo perché la nostra risposta sia generosa come quella degli apostoli.

Convertici a te, Signore!

  • Per la Chiesa, perché risponda alla chiamata di Gesù e annunci con l’entusiasmo degli apostoli la buona notizia, preghiamo.
  • Per la nostra umanità ancora oppressa da guerre e divisioni, perché non manchino mai costruttori di giustizia e di pace, preghiamo.
  • Per le nostre famiglie, perché nei rapporti reciproci realizzino il messaggio d’amore e di fraternità che ci è giunto dalla parola di Gesù, preghiamo.
  • Per tutti noi, per chi vive nella povertà, nella malattia, nel disagio, perché costruiamo insieme una società più a misura d’uomo e solidale, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ci hai resi figli nel tuo Figlio Gesù, vieni in nostro aiuto affinché, come lui, possiamo diventare annunciatori e costruttori del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco