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4. Parola da Vivere – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

COMMENTO

La storia conosce tante guerre tra i popoli, originate o giustificate dalla religione. Anche il Primo Testamento le conosce e anche noi cristiani non ne siamo rimasti immuni. Il profeta Giona viene  progressivamente educato dal Signore, perché arrivi a comprendere che il Dio d’Israele è misericordioso e vuole salvare tutti i popoli. Gesù ci ha fatto conoscere che Dio è Padre misericordioso per tutti. Lui è salito sulla croce per ottenere la salvezza per tutti. L’umanità sta soffrendo la strumentalizzazione del nome di Dio per uccidere. I cristiani, proprio in questo tempo, sono chiamati a mostrare al mondo che il Signore ama tutti, rispetta la libertà di tutti e vuole salvare tutti.
L’attaccamento ai beni di questo mondo è la radice di tutti i contrasti e le guerre. San Paolo indica una strada di pace interiore e di armonia tra le persone e i popoli: riconoscere che i beni terreni passano e che tutti siamo chiamati alla vita eterna può aiutare persone, gruppi e popoli a trovare le strade della pace e della solidarietà.
Il vangelo porta la bella notizia della salvezza. L’arresto di Giovanni, per Marco, non è cronaca ma teologia: è il segno che è finita la sua missione e inizia quella di Gesù. Il modo con cui il Battista esce di scena è pure una chiara indicazione di come terminerà anche la missione di Gesù.
La predicazione di Gesù, dopo il battesimo al Giordano e le tentazioni nel deserto, inizia in Galilea. Con questo Marco sottolinea che il Vangelo è per tutti, anche per i pagani, presenti in Galilea e nei territori vicini. Infatti, le folle che seguono Gesù attorno al lago sono composte di ebrei e pagani.
Se il tempo è compiuto, vuol dire che l’attesa è finita, che colui che si attendeva è arrivato e così Dio ha mantenuto la sua promessa. Se il tempo è compiuto, vuol dire anche che non c’è tempo da perdere e bisogna decidere se credere e seguire Gesù o no, subito.
Il Regno di Dio si è fatto vicino, cioè è già presente, anche se non ancora compiuto; ma non è un territorio; invece, è un modo nuovo di esercitare la regalità, il modo proprio di Dio, che è molto diverso dal modo degli uomini; Gesù rappresenta proprio la regalità divina in azione: viene non per sottomettere gli uomini, ma per dare la propria vita per loro e salvarli.
«Convertitevi» è l’imperativo che dice l’assoluta necessità di cambiare modo di pensare e, di conseguenza, modo di agire e di vivere. È chiara la continuità con la predicazione del Battista, ma qui non è annunciato nessun castigo: la motivazione della conversione è positiva, è nella “vicinanza” del Regno, cioè di Gesù.
Inoltre, l’ultima frase, «credete nel Vangelo», offre la motivazione più forte per una vera conversione: ci è annunciata la bella notizia della vita nuova, quella che Gesù porta per tutti, è la salvezza. Il garante di questa bella notizia è Gesù stesso, anzi è proprio lui la bella novità che è entrata nel mondo, perché gli uomini diventino nuovi anch’essi.
La chiamata dei primi quattro discepoli avviene lontano da Gerusalemme, dal centro della vita religiosa degli Ebrei; i Galilei sono Ebrei di serie B. I quattro sono gente comune, pescatori, senza nessun titolo, culturalmente e religiosamente significativo, non ricchi, ma neanche in miseria. Marco attribuisce loro un solo titolo di merito: immediatamente lasciano tutto e seguono Gesù che li chiama. La promessa che Gesù fa è certamente legata alla loro professione e già annuncia la missione: «vi farò diventare pescatori di uomini». Ma la metafora è paradossale: infatti chi pesca i pesci li fa morire, gli apostoli invece pescheranno gli uomini per salvarli. È chiaro pure che per seguire Gesù bisogna lasciare qualcosa: i primi quattro apostoli lasciano lavoro e famiglia; Pietro in seguito dirà: «abbiamo lasciato tutto…».

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Il tempo è compiuto». La sindrome dell’immortalità ci tocca. Viviamo questa vita come se avessimo a disposizione l’eternità e, quando si avvicina la vecchiaia o una malattia seria, restiamo stupiti che tocchi proprio a noi. Oggi ci chiediamo se al tempo compiuto del Vangelo corrisponda una scelta “compiuta” di seguire Cristo e lasciare ciò che ci ostacola.
  2. «Il regno di Dio è vicino». Ci basta fare un passo e tocchiamo il Signore Gesù. Non dobbiamo andare lontano, né aspettare. Lui è qui. Ci chiediamo se crediamo davvero e se, in tutto ciò che facciamo e diciamo, è presente lui.
  3. «Convertitevi». Ma se siamo già battezzati, cresimati… ordinati…! Man mano che andiamo avanti nella vita spirituale, somigliamo a quegli scienziati che più sanno e più si accorgono che si allarga la loro ignoranza. Se seguiamo il Signore, sappiamo che non abbiamo finito di convertire i nostri pensieri, le nostre parole, azioni, sentimenti.
  4. «Credete nel Vangelo». La bella notizia è sempre nella prima pagina del nostro giornale. Perciò qualunque tristezza, per la presenza del male in noi, nelle persone che amiamo e frequentiamo, e nel mondo, non può durare a lungo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Quando ci rendiamo conto che il Signore ci chiede di fare qualcosa di buono, facciamolo subito.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018