Pubblicato il

2. introduzioni – 22 MARZO 2026 – V DOMENICA DI QUARESIMA

22 MARZO 2026

V DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica di Lazzaro)

«IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

Gesù davanti a Marta e Maria, che piangono per la morte del fratello Lazzaro, si rivela come «risurrezione e vita». Affronta la debolezza della fede delle sue amiche e manifesta la potenza del suo amore, riportando in vita Lazzaro. Questo segno dice qualcosa di decisivo a ogni persona. Di fronte alla morte che porta via i nostri cari, il Signore afferma la sua vittoria e la volontà del Padre di dare la vita che non muore a tutti i suoi figli.

PRIMA LETTURA

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.

Il popolo è in esilio a Babilonia e ha la tentazione di perdere ogni speranza e di identificare l’esilio con la morte. Il profeta Ezechiele annuncia un’opera del Signore incredibile e insperata: la risurrezione del popolo e il ritorno a Gerusalemme.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.

Il peccato ha introdotto la morte nel mondo. Cristo è risorto dai morti e ha messo a disposizione di tutti il suo Spirito, capace di vincere la morte. Chiunque si allontana dal peccato e appartiene a Cristo ha la vita eterna e, grazie a lui, non sarà prigioniero della morte.

VANGELO

Io sono la risurrezione e la vita.

Il ritorno alla vita di Lazzaro è il sesto e ultimo «segno» realizzato da Gesù, prima del segno supremo del dono della sua vita in croce e della sua risurrezione.  «Io sono la risurrezione e la vita»: è la rivelazione di un aspetto centrale dell’identità del Verbo incarnato. La domanda di Gesù a Marta, «credi questo?», è rivolta a ogni cristiano e attende una risposta decisiva.

Pubblicato il

4. Letture – 22 MARZO 2026 – V DOMENICA DI QUARESIMA

22 MARZO 2026

V DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica di Lazzaro)

«IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

PRIMA LETTURA

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.

Il popolo è in esilio a Babilonia e ha la tentazione di perdere ogni speranza e di identificare l’esilio con la morte. Il profeta Ezechiele annuncia un’opera del Signore incredibile e insperata: la risurrezione del popolo e il ritorno a Gerusalemme.

Dal libro del profeta Ezechièle     Ez 37,12-14

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 129 (130)

R.  Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.  R.

SECONDA LETTURA

Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.

Il peccato ha introdotto la morte nel mondo. Cristo è risorto dai morti e ha messo a disposizione di tutti il suo Spirito, capace di vincere la morte. Chiunque si allontana dal peccato e appartiene a Cristo ha la vita eterna e, grazie a lui, non sarà prigioniero della morte.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani            Rm 8,8-11

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno.   (Cf Gv 1 ,25a.26)

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO

Io sono la risurrezione e la vita.

Il ritorno alla vita di Lazzaro è il sesto e ultimo «segno» realizzato da Gesù, prima del segno supremo del dono della sua vita in croce e della sua risurrezione.  «Io sono la risurrezione e la vita»: è la rivelazione di un aspetto centrale dell’identità del Verbo incarnato. La domanda di Gesù a Marta, «credi questo?», è rivolta a ogni cristiano e attende una risposta decisiva.

Dal Vangelo secondo Giovanni   Gv 11,1-45

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore.

Forma breve:
Io sono la resurrezione e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni    Gv 11,3-7.17.20-27.33b-45 

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 22 MARZO 2026 – V DOMENICA DI QUARESIMA

22 MARZO 2026

V DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica di Lazzaro)

«IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

 

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

Pubblicato il

5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 22 MARZO 2026 – V DOMENICA DI QUARESIMA

22 MARZO 2026

V DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica di Lazzaro)

«IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, di fronte alla morte spesso abbiamo dubi- tato della forza del tuo amore. Kyrie eleison.
  • Cristo, nelle difficoltà della vita abbiamo pensato che tu fossi assente. Christe eleison.
  • Signore, non abbiamo creduto che i nostri defunti vivono in te e pregano per noi. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Dio Padre ha esaudito sempre Gesù e ascolta tutti i suoi figli, quando chiedono il suo amore e la sua misericordia.
Con la fiducia dei figli diciamo insieme: Padre della vita, ascoltaci.

  • Perché ogni giorno possiamo gustare la bellezza della vita che ci hai donato. Preghiamo.
  • Perché non perdiamo mai la fiducia nella presenza amorevole di Gesù nella nostra vita. Preghiamo.
  • Perché in vita e in morte sappiamo affidare tutte le persone che amiamo al tuo amore di Padre. Preghiamo.
  • Perché nei momenti di crisi della nostra fede sappiamo aggrapparci alla parola e all’esempio di Gesù, nostro fratello. Preghiamo.

O Padre, tu non ci hai mai abbandonati. Donaci il tuo Santo Spirito, affinché nei momenti di difficoltà e di buio, sostenga la nostra fede nel tuo amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

 

Pubblicato il

1. ORAZIONI – 15 MARZO 2026 – IV DOMENICA DI QUARESIMA

15 MARZO 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della cieco guarito)

CRISTO LUCE DEL MONDO E DI OGNI UOMO

Antifona

Rallegrati, Gerusalemme,
e voi tutti che l’amate radunatevi.
Sfavillate di gioia con essa,
voi che eravate nel lutto.
Così gioirete e vi sazierete al seno delle sue consolazioni. (Cf. Is 66,10-11)
Non si dice il Gloria.
Colletta

O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
operi mirabilmente la redenzione del genere umano,
concedi al popolo cristiano di affrettarsi
con fede viva e generoso impegno
verso la Pasqua ormai vicina.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure: 

O Dio, Padre della luce,
che conosci le profondità dei cuori,
apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito,
perché vediamo colui che hai mandato
a illuminare il mondo e crediamo in lui solo:
Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Ti presentiamo con gioia, o Signore,
i doni della redenzione eterna:
concedi a noi di venerarli con fede
e di offrirli degnamente
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Il Signore ha spalmato un po’ di fango sui miei occhi.
Sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista. (Cf. Gv 9,11)

Oppure:

Gerusalemme è costruita come città salda e compatta.
È là che salgono le tribù, le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore. (Cf. Sal 121,3-4)                                                                                                                                                                                                   . (Sal 83,4-5)

Dopo la comunione

O Dio, che illumini ogni uomo
che viene in questo mondo,
fa’ risplendere su di noi la luce della tua grazia,
perché i nostri pensieri
siano conformi alla tua sapienza
e possiamo amarti con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore.

ORAZIONE SUL POPOLO

Custodisci, o Signore,
coloro che ti supplicano,
sorreggi chi è fragile,
vivifica sempre con la tua luce
quanti camminano nelle tenebre del mondo
e concedi loro, liberati da ogni male,
di giungere ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.

Pubblicato il

3. Commento alle Letture – 15 MARZO 2026 – IV DOMENICA DI QUARESIMA

15 MARZO 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della cieco guarito)

CRISTO LUCE DEL MONDO E DI OGNI UOMO

 

COMMENTO

Tutta la  liturgia della Parola di questa quarta domenica di Quaresima sottolinea l’importanza di vedere e di non lasciarsi suggestionare dalle apparenze esterne.
La prima lettura, tratta dal primo libro di Samuele, ci invita a non lasciarci influenzare dalle apparenze  nel giudicare il valore delle persone.
Paolo, nel brano tratto dalla lettera agli Efesini, ci ammonisce che vedere attraverso gli occhi della fede in Cristo, significa sintonizzare la vita sulle lunghezze d’onda della bontà , della giustizia e della verità .
Il brano evangelico di Giovanni ci ricorda che l’unico faro che dissolve le nostre cecità e tenebre non può essere che il Cristo. Il Salvatore, all’uscita della sua visita al Tempio, si imbatte in un povero disgraziato cieco dalla nascita. In quei tempi la cecità non era considerata frutto della malattia, ma del peccato. Essere non vedenti voleva dire esseri impuri, quindi non potevano entrare nel  Tempio. Venivano visti come testimonianza concreta dell’ira di Dio nei confronti di coloro che non osservavano i comandamenti. Erano un ammonimento per chi non rigava dritto.
Il Signore non lo evita come gli imponevano di fare le norme da osservare per non macchiarsi di impurità . Sente su di sé il peso di tanti sguardi inquisitori e curiosi. Affronta la situazione di petto. Con grande scandalo si relaziona con il cieco nato alla faccia di tutti i pregiudizi e di tutte le proibizioni rituali. È di sabato. Son ben 1521 le azioni che non si debbono fare in quel giorno. Fra queste curare gli infermi o lavorare la terra, come impastarla con i liquidi. Lui viola qualsiasi cavillo rituale, pur di soccorrere un povero disgraziato.
Gli ridona la vista.
Questo scatena la reazione di coloro che antepongono l’osservanza legale alla carità. Loro si scandalizzano, giudicano il  guarito e lo cacciano.
Gesù lo accoglie, si manifesta a lui: “Credi tu nel Figlio dell’uomo?” (Gv 9, 35).
La risposta è fulminante: “Credo, Signore” (Gv 9,38).
È la stessa professione di fede che ognuno dovrà fare, nella propria coscienza,  il giorno della Resurrezione ormai vicina.
Sarà essa sintetica e  trasparente come, quella dell’ex cieco nato, oppure confusa e bisognosa di qualche buon oculista spirituale?
La vista che il Signore ci assicura ci abiliterà ad anteporre, sempre ed in qualsiasi circostanza, la coscienza alla osservanza delle leggi, delle tradizioni e dei pregiudizi?

MEDITAZIONE

Gesù si definisce «luce del mondo». E inizia a illuminarci su una questione angosciante: malattie e sventure sono una punizione di Dio per i nostri peccati? La sua risposta è no! La condizione umana è all’origine dei malanni di ogni genere di cui l’umanità fa esperienza. Dio si adopera instancabilmente per salvarci non dai malanni (qualche volta lo fa e sa lui perché), ma nei malanni (questo lo fa sempre perché ci ama). Nelle nostre difficoltà normalmente il Signore ci mette vicino dei fratelli che possano prendersi cura di noi, così qualunque situa- zione, per chi la vive, diventa occasione di crescita nel- l’amore ricevuto e donato. Nel caso del cieco nato, Dio ha mandato Gesù perché quest’uomo guarito diventi l’annuncio della nuova creazione che il Signore sta rea- lizzando per tutta l’umanità.
Fango e saliva richiamano l’atto creatore di Dio, rac- contato nella Genesi. L’ex-cieco che torna dalla piscina di Siloe (significa «inviato», il cieco ha davvero incontrato l’inviato del Padre) è l’uomo che ha ricevuto in dono la capacità di «vedere» la verità, anche se deve ancora fare un percorso faticoso e doloroso per giungere alla fede.
Mentre è costretto a raccontare più volte la sua straordinaria esperienza, egli si scontra con la curiosità perplessa della gente, con i sillogismi teologici dei farisei (schiavi delle loro sicurezze ideologiche e volontariamente ciechi di fronte alla realtà dell’opera di Dio), con la paura dei suoi genitori di essere «scomunicati», con l’opposizione farisaica che perde la bussola tra il rispet- to del sabato e il dono della vista, con la scelta finale di fidarsi dei farisei ciechi o credere a Gesù che lo ha guarito.
Il suo cammino è lineare: ha fatto l’esperienza di ve dere per la prima volta grazie all’uomo chiamato Gesù, anche se di lui non sa nulla, poi, rifiutando di considerarlo peccatore, lo riconosce come profeta e si considera suo discepolo, diventa testimone della verità, affrontando la persecuzione e la scomunica, infine arriva alla fede vera, riconoscendo in Gesù il Figlio di Dio e inginocchiandosi davanti a lui.
In stridente contrasto è il percorso di chiusura dei Giudei che, sicuri di vederci bene, chiudono gli occhi del cuore e della mente di fronte all’opera di Dio. Credendo essi di essere fedeli a Mosè, in realtà lo rinnegano, perché egli aveva riconosciuto la presenza di Dio che liberava il suo popolo dal Faraone, loro invece non riconoscono in Gesù l’inviato del Padre per illuminare l’umanità nella vera conoscenza di Dio e per liberarla dalla schiavitù del peccato.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gli apostoli sono prigionieri dei pregiudizi umani riguardo all’opera di Dio. Gesù li illumina. Anche noi abbiamo delle domande su di lui, sul suo insegnamento, sul senso degli avvenimenti e dell’intera nostra vita. Basterebbe avere il coraggio di chiedere e dedicare un po’ di tempo ad ascoltare la risposta di chi ci può aiutare, per vedere bene e riconoscere la verità che ci libera.
  2. Gesù prende l’iniziativa, il cieco obbedisce e acqui- sta la vista. Anche con noi il Signore prende iniziative, attraverso persone o avvenimenti, per la nostra guarigione dalle malattie dello spirito e ci ordina di vivere il van- gelo. Ma quante volte, per pigrizia o presunzione, abbiamo preferito restare ciechi! Quando invece obbediamo, sperimentiamo sempre la luce e spesso la guarigione.
  3. I farisei si rifiutano di prendere atto di un’opera di Dio e tormentano il cieco guarito, i suoi genitori e tutti coloro che li contraddicono. Preghiamo perché nella Chiesa non si trovi chi, per difendere il proprio ruolo o potere, dimentichi il vangelo e tratti male coloro che cercano la verità e la misericordia di Dio.
  4. La situazione di bisogno e di dipendenza dagli altri in tutto ha reso il cieco umile, attento e riconoscente verso chi gli prestava cura e assistenza. Chi non ha bisogno degli altri, spesso è incapace di rapporti veri con gli altri e con Dio. Verifichiamo se abbiamo valorizzato le situazioni di difficoltà e di sofferenza per crescere nell’umiltà, nell’apertura e nella riconoscenza verso Dio e i fratelli.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Se abbiamo delle domande importanti sulla fede e sulla vita, cerchiamo una persona «spirituale» a cui chiedere una risposta.

Pubblicato il

2. introduzioni – 15 MARZO 2026 – IV DOMENICA DI QUARESIMA

15 MARZO 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della cieco guarito)

CRISTO LUCE DEL MONDO E DI OGNI UOMO

I catecumeni sono chiamati «illuminandi», perché si preparano a ricevere nel battesimo la luce di Cristo, che li renderà luce del mondo. I battezzati sanno che credere in Gesù comporta l’adesione del cuore, l’impegno quotidiano e concreto di offrire la propria testimonianza e la perseveranza anche nella persecuzione.

PRIMA LETTURA

Davide è consacrato con l’unzione re d’Israele.

Dio pensa e agisce in modo diverso dagli uomini. Il profeta Samuele è un uomo e ragiona da uomo, crede che il nuovo re sia il più grande e il più forte, ma Dio gli dice che ha sbagliato. Lui sceglie Davide, il più piccolo, quindi il più debole, perché riceva la sua forza, per realizzare la missione di salvare il popolo di Israele. L’uomo si lascia convincere dalle apparenze, ma Dio guarda il cuore.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.

Il contrasto luce-tenebre ha sempre rappresentato la lotta tra bene e male. Paolo, dopo aver ricordato ai cristiani che con il battesimo sono diventati luce, li esorta alla coerenza di vita e, in concreto, a stare lontani da tutte le opere del male e anche a denunciarle apertamente.

VANGELO

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

L’evangelista Giovanni presenta nell’esperienza del cieco fin dalla nascita, guarito da Gesù, la rivelazione di Cristo come luce del mondo, la risposta di fede e la testimonianza di un israelita «onesto» e capace di riconoscere l’opera di Dio e il suo Messia, l’opposizione cieca e testarda di chi pensa di possedere la verità e condanna e perseguita i credenti in Cristo

Pubblicato il

4. Letture – 15 MARZO 2026 – IV DOMENICA DI QUARESIMA

15 MARZO 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della cieco guarito)

CRISTO LUCE DEL MONDO E DI OGNI UOMO

PRIMA LETTURA

Davide è consacrato con l’unzione re d’Israele.

Dio pensa e agisce in modo diverso dagli uomini. Il profeta Samuele è un uomo e ragiona da uomo, crede che il nuovo re sia il più grande e il più forte, ma Dio gli dice che ha sbagliato. Lui sceglie Davide, il più piccolo, quindi il più debole, perché riceva la sua forza, per realizzare la missione di salvare il popolo di Israele. L’uomo si lascia convincere dalle apparenze, ma Dio guarda il cuore.

Dal primo libro di Samuèle       1Sam 16,1b.4.6-7.10-13

In quei giorni, il Signore disse a Samuèle: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuèle fece quello che il Signore gli aveva comandato.
Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuèle: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
Iesse fece passare davanti a Samuèle i suoi sette figli e Samuèle ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuèle chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuèle disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.
Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuèle prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 94 (95)

R.  Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. R.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincàstro
mi danno sicurezza. R.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.  R.

SECONDA LETTURA

Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.

Il contrasto luce-tenebre ha sempre rappresentato la lotta tra bene e male. Paolo, dopo aver ricordato ai cristiani che con il battesimo sono diventati luce, li esorta alla coerenza di vita e, in concreto, a stare lontani da tutte le opere del male e anche a denunciarle apertamente.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni    Ef 5,8-14

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti
e Cristo ti illuminerà».

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Cf. Gv 8,12)


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

L’evangelista Giovanni presenta nell’esperienza del cieco fin dalla nascita, guarito da Gesù, la rivelazione di Cristo come luce del mondo, la risposta di fede e la testimonianza di un israelita «onesto» e capace di riconoscere l’opera di Dio e il suo Messia, l’opposizione cieca e testarda di chi pensa di possedere la verità e condanna e perseguita i credenti in Cristo

Dal Vangelo secondo Giovanni     Gv 9,1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.

Forma breve:
Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Dal Vangelo secondo Giovanni     Gv 9,1.6-9.13-17.34-38 

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Parola del Signore

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 15 MARZO 2026 – IV DOMENICA DI QUARESIMA

15 MARZO 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della cieco guarito)

CRISTO LUCE DEL MONDO E DI OGNI UOMO

 

Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome

 

Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

Pubblicato il

5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 15 MARZO 2026 – IV DOMENICA DI QUARESIMA

15 MARZO 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della cieco guarito)

CRISTO LUCE DEL MONDO E DI OGNI UOMO

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, abbiamo pensato di poterci ritenere cristiani solo perché osserviamo il precetto della messa domenicale. Kyrie eleison.
  • Cristo, abbiamo ricevuto tanti doni da te, ma non siamo stati capaci di difenderti da quelli che parlano male di te. Christe eleison.
  • Signore, vediamo tanto male nel mondo e negli ambienti che frequentiamo, ma non abbiamo il coraggio di denunciarlo con fermezza. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù è venuto  nel mondo per aprire i nostri occhi sull’amore del Padre. Sicuri di questo amore gli presentiamo le nostre necessità. Preghiamo insieme e diciamo: Padre, esaudisci la nostra preghiera.

  • Perché il timore della persecuzione non ci impedi- sca di schierarci dalla parte della verità e della giusti- zia. Preghiamo.
  • Perché la luce di Gesù rischiari il cammino della Chiesa anche in mezzo alle difficoltà e alle persecuzioni. Preghiamo.
  • Perché la verità e l’amore che Cristo ha portato nel mondo liberi i popoli e le persone dalle menzogne e dalle violenze. Preghiamo.
  • Perché riconosciamo i limiti della nostra ragione e ci apriamo alla rivelazione del tuo amore che supera ogni intelligenza. Preghiamo.

O Padre, ti ringraziamo per aver mandato il tuo figlio a dissipare le tenebre del peccato. Manda oggi il tuo Spirito, che ci guidi alla verità che viene da te. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.