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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 LUGLIO

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL VANGELO CAMMINA CON I POVERI

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, abbiamo invidiato i ricchi e i potenti di questo mondo. Kyrie eleison.
  • Cristo, tu ci vuoi fratelli che si amano, ma noi preferiamo pensare e agire da soli. Christe eleison.
  • • Spirito Santo, tu ci suggerisci le parole giuste, ma noi le sostituiamo con parole nostre.  Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre trova persone e modi sempre nuovi per riversare il suo amore su di noi.
Riconoscenti per i suoi doni, presentiamogli al nostra preghiera e diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

  • Affinché la Chiesa sappia educare i tuoi figli a vivere il Vangelo e a testimoniarlo a chi non crede. Preghiamo.
  • Affinché i missionari, nel portare il Vangelo, mettano la loro fiducia non nei mezzi potenti, ma nella potenza della tua parola. Preghiamo.
  • Affinché tu mandi sempre uomini e donne che, animati dal tuo Spirito, sappiano denunciare le ingiustizie. Preghiamo.
  • Affinché tutte le comunità cristiane diano al mondo la testimonianza dell’amore fraterno. Preghiamo.

O Padre, nel tuo Figlio Gesù Cristo, ci hai inviato nel mondo quali testimoni del tuo amore per l’uomo. Fa’ che la nostra fede e le nostre opere siano il segno più credibile della verità del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – 14 LUGLIO – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 LUGLIO

XV DOMENICA DEL
TEMPO ORDINARIO

IL VANGELO
CAMMINA CON I POVERI

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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3. Commento alle Letture – 7 LUGLIO XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

7 LUGLIO

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ, LA NOVITÀ RIFIUTATA

COMMENTO

È un brano che fa pensare, per le ricadute spirituali su noi, cristiani di oggi. L’evangelista, da parte sua, continua il discorso sulla fede, per rispondere alla domanda:
«Ma Gesù, chi è?».
Probabilmente Gesù pensava che i suoi paesani sarebbero stati contenti di vederlo come profeta e guaritore. Invece essi prima si stupiscono di ciò che Gesù sta operando nei paesi attorno (miracoli e insegnamento). Certo, lo stupore potrebbe aprire la strada alla fede: invece essi si scandalizzano di lui. Nel loro cammino verso Dio inciampano (è il significato di “scandalo”) nei loro pregiudizi, così l’orgoglio e la grettezza impediscono loro di accettare come dono inatteso di Dio il fatto che egli possa scegliere come profeta uno che essi hanno conosciuto e visto crescere come una persona del tutto “normale”, come loro.
Possiamo domandarci il perché di questa chiusura. I suoi compaesani sono legati alle tradizioni, la sua famiglia aveva già tentato di ricondurlo a casa, perché la sua predicazione era pericolosa e gli aveva procurato dei nemici. Ma Gesù non fa passi indietro e a Nazaret si presenta con i suoi discepoli, che rappresentano la novità del Regno che egli annuncia e l’inizio del nuovo popolo di Dio. Forse per loro tutto questo rappresenta una novità inaccettabile.
Amaramente allora Gesù deve riconoscere la verità di un proverbio e accettare che di fronte a lui tutti sono chiamati a scegliere liberamente se credere o no. Certo questo per lui è causa non solo di meraviglia, ma anche di sofferenza, perché i suoi parenti e conoscenti rifiutano il dono della salvezza che lui è venuto a realizzare e offrire gratuitamente a tutti.
Domenica scorsa abbiamo letto del miracolo che Gesù compie inconsapevolmente per la donna che con grande fede tocca il suo mantello. Oggi vediamo che a Nazaret Gesù fa l’esperienza di non poter operare miracoli a causa della incredulità dei suoi paesani (miracolo e fede sono inseparabili!). Ma non si lascia irretire dalla folla, guarda al cuore di ciascuno, per questo guarisce i pochi malati che manifestano la loro fede in lui. Tutto questo non ferma Gesù, egli continua la sua missione e insegna a tutti quelli che vogliono ascoltarlo, tutti quelli che, liberi dai pregiudizi, possono giungere alla fede, riconoscendo in Gesù almeno un uomo mandato e approvato da Dio.
Una familiarità superficiale impedisce di conoscere veramente una persona. Se questo vale nei rapporti tra di noi, a maggior ragione vale nei confronti di Gesù. Molti cristiani pensano di conoscerlo, prendono di lui qualcosa che hanno sentito al catechismo, tralasciano quello che non piace o dà fastidio, situano Gesù in un angolino della loro vita e non lasciano più scalfire la mente e il cuore dalla sua parola. Anche noi corriamo il rischio di essere increduli come i suoi paesani, perché pensiamo di conoscerlo già. Se è così, non possiamo sperimentare e riconoscere i doni che egli ci fa con la sua presenza.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù insegna, perché ha da comunicare una verità che gli uomini non possono conoscere solo con gli sforzi dell’intelligenza. Oggi tanti insegnano cose diverse da lui. Noi possiamo interrogarci su quanto i nostri pensieri e le nostre scelte corrispondano all’insegnamento di Gesù.
  2. Quando insegna e opera prodigi, Gesù genera stupore. È difficile che la lettura del vangelo o l’ascolto di una omelia generi in noi uno stupore simile. Forse dobbiamo fare maggiore attenzione alla nostra vita quotidiana e stupirci di come la parola di Gesù la illumini, la corregga, la renda nuova, bella e feconda.
  3. I compaesani di Gesù si sono scandalizzati e hanno perso il dono che Dio voleva fare loro attraverso Gesù. Riusciamo almeno qualche volta a renderci conto che su Gesù diamo troppe cose per scontate e, prigionieri di ciò che pensiamo di sapere già, anche noi non vediamo il dono che il Signore ci sta offrendo?
  4. Gesù, quando insegnava, era parola di Dio comunicata agli uomini. Oggi Dio continua a parlare anche attraverso uomini e donne “normali”, come noi. Chiediamo il dono dello Spirito, perché ci aiuti a riconoscere la parola che il Signore ci rivolge attraverso le persone che lui ci mette accanto o che ci fa incontrare.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Ricordiamo una parola giusta che abbiamo ascoltato in chiesa o da un amico e alla quale non abbiamo dato ascolto.

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2. introduzioni – 7 LUGLIO XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

7 LUGLIO

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ, LA NOVITÀ RIFIUTATA

L’incredulità dei paesani sconcerta e amareggia Gesù. Oggi i concittadini del Signore possiamo essere noi, quando restiamo scandalizzati da qualche richiesta del Vangelo e riteniamo che non sia accettabile o praticabile da noi. La novità che porta il Signore Gesù richiede menti e cuori aperti e disposti alla conversione.

PRIMA LETTURA

Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
Ezechiele è in esilio a Babilonia, insieme ad altri del popolo di Israele. Il Signore lo sceglie perché diventi profeta e parli a suo nome agli Israeliti. Non avrà vita facile e non troverà immediato ascolto, perché essi hanno la testa dura. Ma il Signore non abbandona il suo popolo e il profeta non deve scoraggiarsi.

SALMO RESPONSORIALE                

Il salmista si trova in grandi difficoltà, ma si rifugia nella preghiera umile, perché è consapevole che solo il Signore può risollevarlo.

SECONDA LETTURA

Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.
Paolo si sta difendendo da chi lo considera un apostolo di poco conto. Dopo aver ricordato ai Corinzi di aver avuto visioni straordinarie, piuttosto che riporre la sua fiducia nei doni e nelle sue capacità, preferisce vantarsi delle proprie debolezze. Infatti, il Signore lo ha educato a fidarsi solo della forza che viene da lui.

VANGELO

Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Marco racconta che a Nazaret è avvenuto uno scontro fortissimo fra le tradizioni del vecchio Israele e la novità che porta Gesù. I paesani, pur ammirandolo, non si fidano di quello che Gesù propone: l’apertura del regno di Dio a tutti i peccatori e la fondazione di un nuovo popolo di Dio.

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4. Letture – 7 LUGLIO XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

7 LUGLIO

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ, LA NOVITÀ RIFIUTATA

PRIMA LETTURA

Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
Ezechiele è in esilio a Babilonia, insieme ad altri del popolo di Israele. Il Signore lo sceglie perché diventi profeta e parli a suo nome agli Israeliti. Non avrà vita facile e non troverà immediato ascolto, perché essi hanno la testa dura. Ma il Signore non abbandona il suo popolo e il profeta non deve scoraggiarsi.

Dal libro del profeta Ezechiele   Ez 2,2-5

In quei giorni, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 122 (123)

Il salmista si trova in grandi difficoltà, ma si rifugia nella preghiera umile, perché è consapevole che solo il Signore può risollevarlo.

I nostri occhi sono rivolti al Signore.

A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni.

Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi.

SECONDA LETTURA

Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.
Paolo si sta difendendo da chi lo considera un apostolo di poco conto. Dopo aver ricordato ai Corinzi di aver avuto visioni straordinarie, piuttosto che riporre la sua fiducia nei doni e nelle sue capacità, preferisce vantarsi delle proprie debolezze. Infatti, il Signore lo ha educato a fidarsi solo della forza che viene da lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                       2 Cor 12,7-10

Fratelli, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

(Cf 2 Tm 1,10)

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.

Alleluia.

VANGELO

Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Marco racconta che a Nazaret è avvenuto uno scontro fortissimo fra le tradizioni del vecchio Israele e la novità che porta Gesù. I paesani, pur ammirandolo, non si fidano di quello che Gesù propone: l’apertura del regno di Dio a tutti i peccatori e la fondazione di un nuovo popolo di Dio.

Dal vangelo secondo Marco              Mc 6,1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore.

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5. Preghiere di perdono e dei fedeli – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

7 LUGLIO

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ, LA NOVITÀ RIFIUTATA

RICHIESTA DI PERDONO

  • Padre, tu mandi tra noi persone che parlano a nome tuo, ma noi diamo più ascolto alle persone di successo. Kyrie eleison.
  • Cristo, tu ci parli di vita nuova, ma noi restiamo attaccati alle nostre cattive abitudini. Christe eleison.
  • Spirito Santo, tu ci metti a disposizione la tua forza, ma noi non chiediamo il tuo aiuto. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Dio Padre ci ama e, per incoraggiarci o correggerci, continua a mandare profeti che ci parlino a nome suo. Certi della sua attenzione alla nostra vita, offriamogli la nostra preghiera e diciamo: Padre, alimenta la nostra fede.

  • Affinché sappiamo riconoscere la tua presenza negli avvenimenti lieti e tristi della vita. Preghiamo.
  • Affinché sappiamo vincere le abitudini che ci impediscono di riconoscere i tuoi inviti a migliorarci. Preghiamo.
  • Affinché riconosciamo nelle parole di Gesù le esortazioni rivolte proprio a noi per vivere da figli tuoi e fratelli tra di noi. Preghiamo.
  • Affinché non ci spaventiamo delle nostre debolezze e rinnoviamo ogni giorno la fiducia nella forza che viene da te. Preghiamo.

O Padre, di fronte alle nostre infedeltà, non sei venuto meno alle tue promesse. Donaci il tuo Spirito che ci dia la forza per combattere il male che è in noi e per testimoniare il Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobinHood – 7 LUGLIO – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

7 LUGLIO

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

GESÙ, LA NOVITÀ RIFIUTATA

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per domenica 18 FEBBRAIO2024 – I DOMENICA DI QUARESIMA anno B (COLORE VIOLA) 

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3. Commento alle Letture – 30 GIUGNO XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

30 GIUGNO

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

CHI TOCCA GESÙ, VIVE

COMMENTO

Marco mette insieme due miracoli strepitosi con l’artificio letterario dell’inclusione, forse perché i fatti si sono svolti proprio così, o anche solo per sottolineare alcuni elementi comuni come, ad esempio, la necessità della fede.
Gesù, protagonista assoluto, è presentato come persona dotata di poteri divini, capace di salvare due persone votate alla morte; l’accesso a questi poteri è dato dalla fede; e non è secondario che si parli di due donne.
La malata. Era ricca, ma a causa di un flusso continuo di sangue è diventata povera e permanentemente impura, quindi esclusa dalla vita religiosa e sociale. Cammina verso la morte ed è disperata. La sua disperazione apre la porta alla fede in Gesù e le dà un coraggio da pazzi. Fende la folla (chissà quanti ne rende impuri), tocca il mantello di Gesù (contaminato pure lui?), ma immediatamente si sente guarita. La potenza divina, come attirata dalla fede della donna, si è sprigionata spontaneamente da Gesù, senza una sua esplicita decisione, ma non senza che lui se ne accorga. Gesù vuole incontrare la donna, ma prima si scontra con l’incomprensione abituale e, in questo caso superficiale, dei discepoli. E quando la donna si presenta, timorosa di essere rimproverata, il Maestro, come lei, infrange i tabù religiosi e sociali: non fa nessun accenno all’impurità, dialoga in pubblico con una donna di argomenti tabù («che razza di rabbino è?», pensano in molti), loda la sua fede, le dona la pace e la guarigione-salvezza.
La fanciulla. Qui la fede è quella del padre che scavalca i colleghi (mai avrebbero accettato questo comportamento) e si getta ai piedi di Gesù, credendo nei suoi poteri taumaturgici. La guarigione della donna lo incoraggia, ma la notizia della morte della figlia spinge anche lui verso la disperazione. Gesù, che finora lo aveva seguito verso casa, ora si mette davanti, lo invita a conservare la fede mostrata prima e a seguirlo con i suoi tre amici. Davanti alla casa si scontra con una nuova incomprensione, che diventa derisione (anticipo della passione?), da parte di chi è prigioniero dell’orizzonte terreno. Egli scaccia tutti fuori (sono troppo legati alla mentalità di questo mondo e non possono “vedere” l’opera di Dio), e infrange un altro tabù (toccare un cadavere comportava la più grave delle impurità). Con la semplice parola richiama alla vita la ragazza e la consegna ai genitori e alla vita sociale (aveva l’età del fidanzamento).
Questi i fatti. Ma forse Marco ha avuto un’intenzione più profonda. Non è un caso che la donna soffra da 12 anni e che la fanciulla abbia 12 anni. Il numero 12 richiama Israele. E allora Marco qui potrebbe aver voluto dare un messaggio messianico: il vecchio Israele è diventato povero, senza riuscire a guarire, ed è votato alla morte. Ma Gesù è davvero il Messia e ha il potere di guarire ogni malattia del corpo e dello spirito e di vincere la morte. A noi è richiesta solo la fede in lui.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Chi tocca Gesù con fede è investito dalla sua potenza che dà la vita. Questo avviene sempre. Ma quanti della folla che attorniava Gesù sono stati guariti? Solo la donna. Avviene anche a noi di toccare Gesù (Messe, comunioni, preghiere comunitarie…) senza aver fede e restando esattamente uguali a prima?
  2. Il bisogno di salvezza porta la donna a mettere da parte le “norme religiose” e a superare tutti gli ostacoli. Siamo ancora condizionati da regole rituali, culturali e sociali, che ci rendono difficile l’incontro personale con Gesù e con i fratelli che hanno bisogno di noi?
  3. La donna non ha rispettato le “regole”, ma Gesù non ne fa alcun accenno, perché legge nel suo cuore e vede la sua povertà e la sua fede. Tutto questo si chiama misericordia. Gesù si comporta così con tutti, anche con ciascuno di noi.
  4. Giairo è condotto alla fede dalla paura di perdere la figlia. Di fronte alla morte accetta di cambiare profondamente pensiero e vita e si rivolge a Gesù. Certamente i suoi “amici” non l’hanno approvato. Se noi, per credere in Gesù, abbiamo perso degli amici, non perdiamo la speranza di ritrovarli un giorno, più vicini al Signore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Continuiamo ad aver fede, anche se il Signore non ci esaudisce subito.