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1. Letture e orazioni – 21 giugno 2020

21 giugno

12 domenica del tempo ordinario

Non abbiate paura

 

ANTIFONA D’INIZIO

Il Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore, benedici  la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre.                        Sal 27,8-9

COLLETTA

Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre
nella venerazione  e nell’amore
per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito  sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annunzio profetico della tua parola,
sostienici con la forza del tuo Spirito,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con tutta franchezza
il tuo nome davanti agli uomini,
per essere riconosciuti da te
nel giorno della tua venuta.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Ha liberato  la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Dal libro del profeta Geremia                     Ger 20,10-13

Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco
come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno  prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore, lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE                          Dal Salmo 68 (69)

Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo  ai miei fratelli,
uno straniero  per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta  ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.

SECONDA LETTURA

Il dono  di grazia non è come la caduta.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani       Rm 5,12-15

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini  si è propagata la morte, poiché  tutti hanno peccato.

Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione  di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

Ma il dono  di grazia non  è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo  tutti morirono, molto di più la grazia di Dio,  e il dono  concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                                 Cf Gv 15,26b.27a

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito della verità darà testimonianza di me, dice il Signore,
e anche voi date testimonianza.

Alleluia.

VANGELO

Non abbiate  paura di quelli che uccidono il corpo.

Dal vangelo secondo  Matteo                        Mt 10,26-33

In quel tempo,  Gesù disse  ai suoi  apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché  nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello  che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello  che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui  che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.

Due passeri non  si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono  tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, la nostra offerta:
questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi,
perché tutta la nostra vita
sia bene accetta alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Gli occhi di tutti, Signore, si volgono  a te fiduciosi,
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.     Sal 144,15

Oppure:

Dice il Signore: «Io sono il buon  pastore,
e do la mia vita per le mie pecore».        Gv 10,1  .15

Oppure:

«Perfino i capelli del vostro capo sono contati;
non abbiate  timore:
voi valete di più di molti passeri!», dice il Signore.    Mt 10,30-31

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che ci hai rinnovati
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
fa’ che la partecipazione ai santi misteri
ci ottenga la pienezza  della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

 

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2. Introduzioni – 28 giugno 2020

28 giugno

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi accoglie voi, accoglie me

Gesù ha scelto i dodici apostoli e ora li manda a condividere la sua stessa missione. Per prepararli chiede a loro una disponibilità senza misura: lasciare ogni cosa per essere liberi, essere disposti ad affrontare le inevitabili difficoltà e la croce. Ma li invita nello stesso tempo a non avere paura, li rassicura che potranno sempre contare sull’amore del Padre. E invita i cristiani ad accogliere coloro che lasciano tutto per annunciare il Vangelo, di dare a loro aiuto e ospitalità.

PRIMA LETTURA

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.    

Il profeta Eliseo viene ospitato da una famiglia perché «è un uomo di Dio e un santo». Il profeta ricambia suscitando da parte di Dio il miracolo che quella famiglia attendeva, la nascita di un figlio.

 Dal secondo libro dei Re.                                                                   2Re 4,8-11.14-16a

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 88 (89)

Un inno di lode al Signore e alla sua misericordia, perché Dio è fedele per sempre. Chi cammina alla sua luce trova gioia e sicurezza.

Rit. Canterò per sempre l’amore del signore.

 SECONDA LETTURA

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

Continua la lettera di Paolo ai primi cristiani di Roma. Ricorda a loro che hanno ricevuto il battesimo e la vita nuova per mezzo della passione, morte e risurrezione di Gesù. E li invita a morire e a vivere come lui e per lui.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                  Rm 6,3-4.8-11

 

VANGELO

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

Il capitolo decimo di Matteo presenta le parole impegnative di Gesù per chi vuole seguirlo nella sua missione. Chi accetta di seguirlo deve farlo in modo radicale e condividere la sua stessa vita. È solo così che si può annunciare davvero il Vangelo. Ma Gesù invita anche ad accogliere con generosità chi lascia tutto per lui.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                 Mt 10,37-42


 

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3. Annunciare la Parola – 28 giugno 2020


28 giugno

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi accoglie voi, accoglie me


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Gesù parla agli apostoli, ma in realtà detta le condizioni per chiunque voglia mettersi sul serio al suo seguito. Sono parole esigenti e impegnative: chiede a chi lo vuole seguire di impegnarsi fino in fondo, senza misura. Del resto, ogni volta che lo fa, Gesù non parla mai della chiamata missionaria come di una scelta di comodo. Eppure gli apostoli si mettono a disposizione e non si stupiscono che Gesù chieda tanto.

 

Radicalità di una scelta

Ciò che impressiona maggiormente nelle affermazioni di Gesù è sicuramente la radicalità della scelta che il discepolo è chiamato a fare, la libertà che gli viene richiesta di fronte alle cose e alle persone. Quando si tratta di Dio, tutto deve passare in secondo ordine. Le frasi che Gesù dice assumono un tono così paradossale da apparire quasi sgradevoli e poco reali. Invece proprio il riferirsi alla famiglia, agli affetti più cari e quotidiani, rende estremamente concrete le sue parole. In fondo Gesù chiede a ogni cristiano di non assolutizzare le persone, le cose, le situazioni che riempiono la sua vita. E si tratta di una rinuncia vera, anche se non sempre il distacco diventa fisico. Non a tutti infatti Gesù chiede di abbandonare fisicamente parenti e beni, ma certamente a tutti chiede di cambiare il proprio atteggiamento nei loro confronti. Si tratta di legami veri e profondi, che non possono essere rinnegati, ma che un vero discepolo vive in un modo nuovo, mettendoli a servizio del Vangelo.

 

Scelti per una missione

Il capitolo 10 di Matteo è tutto dedicato all’impegno missionario degli apostoli. Dopo aver scelto i dodici (vv. 1-4), Gesù li manda al popolo d’Israele (vv. 5-6). Intanto traccia per loro uno stile di comportamento (vv. 7-15), li invita a non scomporsi nelle persecuzioni (vv. 16-25) e infine a essere liberi anche di fronte ai legami familiari per potersi impegnare in questo nuovo tipo di vita (vv. 34-39).

Che significano oggi le impressionanti e impegnative parole di Gesù? Dicono evidentemente di mettere a disposizione di Dio ciò che abbiamo: il nostro tempo, i nostri legami, il denaro, i nostri progetti. A qualcuno Dio chiederà anche un distacco concreto e radicale, visibile, a molti altri chiederà di diventare più disponibili, di dedicare più spazio alle cose di Dio: alla preghiera, alla comunità cristiana, al servizio.

Ma nello stesso tempo Gesù invita tutti a essere ospitali con gli inviati. «Chi accoglie voi, accoglie me», dice esplicitamente. Come Gesù è mandato dal Padre, così gli apostoli sono mandati da Gesù. Nel modo con cui gli uomini accoglieranno gli apostoli, così accolgono lui e il Padre. E aggiunge che chi non accoglie e non ascolta gli apostoli, nel giorno del giudizio sarà punito più severamente della gente di Sodoma e Gomorra (v. 15). Chi invece li ospita e quindi permette al profeta o al giusto di poter annunciare il Vangelo riceverà la stessa ricompensa riservata a loro.

 

Dalla parte di Dio

Se riflettiamo a certe scelte importanti della nostra vita (matrimonio, scelta professionale…) ci accorgiamo che tutti siamo chiamati qualche volta a fare scelte radicali, e le facciamo sovente in modo non necessariamente traumatico, anzi con gioia ed entusiasmo, semplicemente perché riteniamo che la strada che vogliamo iniziare per noi è molto importante.

Così per sposarsi, due giovani lasciano realmente padre, madre, fratelli e sorelle, la propria casa… Per il proprio lavoro, a volte soltanto per elevarsi socialmente, c’è chi lascia tutto, la propria famiglia, gli amici, la nazione. Dunque la scelta di Gesù non è assurda: dipende soltanto dal valore che noi attribuiamo alla sua chiamata.

Abbiamo probabilmente fatto l’abitudine a Dio, fino al punto da dimenticare che dal momento che è Dio, nei nostri confronti non può che diventare un assoluto.

Scegliere Dio può comportare questa fatica: ma la nostra scelta ha la possibilità di fare il miracolo di legarci maggiormente alle persone care, di farci gustare in modo più intenso e genuino le cose di questo mondo. Ogni volta che offriamo qualcosa a Dio, ci viene restituita rinnovata: come quando durante la messa offriamo pane e vino e riceviamo in cambio il corpo e il sangue del suo Figlio.

 

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Erano una “buona e bella famiglia”: brava gente, onesta e stimata. Anche con Dio c’era un buon rapporto: messa la domenica e le altre feste comandate, rispetto verso il prossimo e, all’occorrenza, opere di carità. II futuro già programmato con giuste ambizioni: una laurea in ingegneria per il figlio, in previsione di un lavoro redditizio, anni di riposo per i genitori in attesa dei nipotini. Fu il ragazzo, un giorno, a dire: “Appena laureato andrò a lavorare lontano, in un paese senza soccorsi. Il Dio che mi avete insegnato ad amare e a pregare in chiesa, la domenica, mi sta stretto. Voglio scoprire da vicino il Dio che mi avete insegnato ad amare e a pregare fra chi ha bisogno di un aiuto per sopravvivere, fra quegli ‘ultimi’ dove ha un domicilio privilegiato. È un’esigenza che mi brucia dentro”. Un fulmine a ciel sereno, la guerra in famiglia, pianti, accuse, ricatti. I genitori al figlio: “Non puoi farci questo!”» (Mariapia Bonanate).

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 28 giugno 2020

28 giugno

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi accoglie voi, accoglie me


RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, tu ci inviti a essere tuoi coraggiosi testimoni, abbi pietà di noi.
    • Cristo, le difficoltà ci frenano e perdiamo lo slancio e la voglia di seguirti, abbi pietà di noi.
    • Signore Gesù, perdona la nostra scarsa generosità e la nostra indifferenza verso i fratelli, abbi pietà di noi.

PREGHIERE DEI FEDELI

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, al Signore che oggi ci invita a metterci disponibili nelle sue mani e a collaborare alla diffusione del Vangelo ci rivolgiamo pieni di fiducia, dicendo insieme:

O Dio, tu sei il nostro Dio!

  • Per la Chiesa e i pastori che hanno il compito di prendersi cura del popolo di Dio, perché nella loro vita sia al primo posto l’annuncio del Vangelo, preghiamo.
  • Per il nostro parroco, e per i sacerdoti e consacrati della nostra parrocchia, che hanno scelto di servire e di animare la nostra comunità, perché siano circondati dal nostro affetto riconoscente, preghiamo.
  • Per i genitori, perché sappiano rispettare la personalità e la vocazione dei loro figli, nella certezza che conserveranno nella loro vita l’amore e la dedizione ricevuta in famiglia, preghiamo.
  • Per tutti noi affinché ci apriamo all’ospitalità non solo verso chi fa parte della nostra famiglia, ma anche verso chi è nel bisogno, nella sofferenza, nella difficoltà, preghiamo.

Celebrante. O Padre, tu ci chiami a scegliere la vita cristiana e a farlo senza riserve e pentimenti: sostienici affinché possiamo realmente diventare come tu ci vuoi. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 28 giugno 2020

28 giugno

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi accoglie voi, accoglie me

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 28 giugno 2020

28 giugno

13 domenica del tempo ordinario

Chi accoglie voi, accoglie me

 

ANTIFONA D’INIZIO

Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.                 Sal 46,2

COLLETTA

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore  della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Infondi in noi, o Padre,
la sapienza e la forza del tuo Spirito,
perché camminiamo con Cristo
sulla via della croce,
pronti a far dono  della nostra vita
per manifestare al mondo
la speranza del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

Dal secondo  libro dei Re                   2 Re 4,8-1  .14-16a

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna,  che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.

Ella disse al marito: «Io so che è un uomo  di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci  un letto,  un tavolo,  una sedia e un candeliere; così,  venendo  da noi, vi si potrà ritirare».

Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò.  Eliseo [disse  a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione,  tu stringerai un figlio fra le tue braccia».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE                                      Dal Salmo 88 (89)

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò  in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi  la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro  scudo,
il nostro  re, del Santo d’Israele.

SECONDA LETTURA

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: cam- miniamo in una vita nuova.

Il Battesimo attraverso l’acqua realizza il dono della vita nuova, purificata e piena, che Dio fa a chi crede in Gesù Cri- sto. San Paolo sottolinea che il battezzato davvero «muore» alla vita vecchia, attraverso l’immersione nella morte di Cri- sto. Questo dono richiede a noi la coerenza della vita.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani      Rm 6,3-4.8-1

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme  a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

Ma se siamo  morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo  che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. In- fatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO                                                                  Cf 1 Pt 2,9

Alleluia, alleluia.

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio  regale, nazione santa;
proclamate le opere ammirevoli di colui
che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua luce meravigliosa.

Alleluia.

VANGELO

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

Dal vangelo secondo  Matteo                        Mt 10,37-42

In quel tempo,  Gesù disse  ai suoi  apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio  o figlia più di me non  è degno  di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie  un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa  del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo  bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l’opera della redenzione,
fa’ che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Anima mia, benedici  il Signore:
tutto il mio essere benedica  il suo santo nome.             Sal 102,1

Oppure:

«Padre, prego per loro, perché siano una cosa sola,
e il mondo creda che tu mi hai mandato»,
dice il Signore.                                             Gv 17,20-21

Oppure:

«Chi avrà perduto la sua vita per causa mia,
la troverà», dice il Signore.                             Mt 10,39

DOPO LA COMUNIONE

La divina Eucaristia,
che abbiamo offerto e ricevuto, Signore,
sia per noi principio  di vita nuova,
perché, uniti a te nell’amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 21 giugno 2020

21 giugno

12ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Non abbiate paura!

Gesù coinvolge i suoi apostoli nella sua missione, ma li mette in guardia sin dall’inizio: non crediate che le vostre parole giungano a gente ben disposta a riceverle. Sono parole che parlano di libertà, ma sono nuove e alternative, e non saranno subito accolte, anzi è più facile che vengano rifiutate e contrastate. Ma li incoraggia a non essere deboli e timorosi nella loro testimonianza, riponendo la propria sicurezza in Dio.

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.   

Geremia è stato profeta in un periodo difficile della storia di Israele. Ha conosciuto persecuzione, carcere duro e morte in esilio. È un modello per chi non deve arrendersi nell’annunciare la parola di Dio.

 Dal libro del profeta Geremia.                                                                                 Ger 20,10-13

 SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 68 (69)

Intensa preghiera di una persona perseguitata. È la preghiera di chi è chiamato a predicare e a testimoniare pur tra contrasti e nella sofferenza.

Rit. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

 SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.    

Paolo afferma che come il peccato e la morte sono entrati nel mondo a causa del primo uomo, la salvezza è venuta da Gesù, l’uomo nuovo: una salvezza ben più significativa, avendo dato inizio a una nuova umanità.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                      Rm 5,12-15

 VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.        

Il capitolo decimo di Matteo è quello della missione del Dodici, quello delle raccomandazioni di Gesù che detta le norme e i consigli a chi è chiamato a condividere la sua missione. Chi annuncia il Vangelo, dice Gesù, lo deve fare con grande slancio e senza temere le difficoltà, i contrasti e la stessa persecuzione.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                   Mt 10,26-33


 

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3. Annunciare la Parola – 21 giugno 2020


21 giugno

12ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Non abbiate paura!


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Il profeta Geremia, accusato di scoraggiare la gente e i soldati, viene gettato in una cisterna, subisce anche lui la deportazione insieme al popolo e muore in esilio. L’esperienza difficile e contrastata del coraggioso Geremia si collega bene al capitolo 10 di Matteo, dove Gesù, scelti i dodici apostoli, li manda in missione, ma nel mandarli li avverte su come devono comportarsi e li incoraggia a non perdersi d’animo di fronte alle difficoltà e ai contrasti a cui andranno incontro.

Sin dall’inizio della Chiesa

Gli Atti degli apostoli raccontano che la persecuzione ha accompagnato la Chiesa sin dall’inizio. L’apostolo Giacomo, il diacono Stefano, Pietro e Giovanni hanno pagato con la vita e il carcere il coraggio della loro testimonianza. Infatti ci sarà sempre chi si difenderà con ogni mezzo dalla novità del Vangelo, chi non vorrà abbandonare le proprie concezioni di vita e le proprie tradizioni.

La storia della Chiesa rivela, sin dagli inizi, due movimenti in parallelo. Da una parte la straordinaria audacia e infaticabilità dei primi cristiani e dall’altra l’espansione meravigliosa dovuta proprio ai contrasti e alla persecuzione che li costringevano a passare da una città all’altra, a incontrare altra gente e ad annunciare ad altri il Vangelo. È così che la parola di Dio si è diffusa infine anche tra i pagani.

Ci sorprende questa intolleranza verso i cristiani che parlavano solo di amore, di fraternità e di giustizia, fino a diventare autentico martirio. Ma è stato così in ogni epoca, soprattutto quando il vento dello Spirito ha soffiato più forte e gli uomini di potere si sono sentiti minacciati. Anche oggi in molte nazioni i cristiani subiscono persecuzione, carcere, emarginazione. Sono almeno un centinaio all’anno i missionari che vengono assassinati.

Anche nei paesi della democrazia avanzata e del benessere, il cristianesimo conosce l’emarginazione e chi si dichiara cristiano è talvolta deriso o trattato con indifferenza. Per questo molti si vergognano di dirsi cristiani, non si fanno riconoscere, temono di apparire poco moderni, poco aperti, troppo ossequienti ai preti e alla Chiesa. A volte si mimetizzano per evitare disagi, opposizioni, contrapposizioni.

Un messaggio liberante, ma scomodo

Gesù in poche battute ripete per tre volte l’invito a «non avere paura». «Non abbiate paura degli uomini», dice. Parole che sanno di incoraggiamento, di consolazione, di sicurezza. Parole amiche, di chi prevede per i suoi seguaci tempi duri e vuole infondere coraggio. Parole che sanno di realismo, perché è inevitabile che chi segue lui vada incontro alla croce. Gesù sembra dire a loro che la persecuzione è per così dire parte integrante dell’annuncio del Vangelo, quasi conseguenza naturale e inevitabile, come è stato per lui.

Parole accompagnate da alcuni passaggi forti, per far capire chi è che dà la forza di superare la paura e spinge gli apostoli a buttarsi senza riserve nella missione: «Abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo…» (Mt 10,28). Nel parallelo passo di Luca si legge: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il regno» (Lc 12,32).

Gesù assicura quel piccolo manipolo di persone che potranno sempre contare su un Padre che si curerà di loro, soprattutto nel momento della difficoltà: «Nessun passero cade a terra senza il volere del Padre vostro».

Annunciare oggi la parola di Gesù

«Quello che io vi dico nelle tenebre, voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze» (Mt 10, 27): parole che chiedono agli apostoli di avere forti convinzioni, di avere il coraggio di gridare a tutti la gioia e le convinzioni che si portano dentro.

Oggi le parole di Gesù non solo andrebbero proclamate in modo aperto e pubblico, senza complessi di inferiorità o «rispetto umano», ma facendo uso di tutti quegli strumenti nuovi (tecnologici) che possono rendere più trasparente il messaggio.

Purtroppo i cristiani nella nostra società non appaiono protagonisti e non sono per lo più persone di rottura. Molte battaglie condotte dai vertici della Chiesa lasciano i cristiani indifferenti, mentre il profumo delle verità evangeliche non riesce a farsi strada, non raggiunge chi è vittima di un pensare comune piatto e scontato.

Ricordiamo ciò che Giovanni Paolo II ha detto ai giovani a Tor Vergata: «Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo». A volte siamo troppo paurosi quando qualcuno ci canzona o magari ci bestemmia in faccia per provocarci. Dovremmo invece accettare il confronto e raccogliere la sfida, diventare capaci di rendere ragione delle nostre convinzioni e della nostra felicità.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Voglio esprimere il mio disagio», dice Cesare, un ragazzo di 16 anni di Vicenza: «Nel mio ambiente, tra gli amici e i compagni di scuola, sono tra i pochi della mia età ad avere il coraggio di definirmi cristiano. E per questo sono spesso offeso e deriso…». Ha scritto a una rivista giovanile e altri giovani come lui gli hanno risposto che essere cristiani era difficile 2000 anni fa e lo è ancora oggi. Che dirsi cristiani non è cosa da poco, perché non si tratta solo di pronunciare una frase o partecipare a una messa: essere cristiani può significare avere il coraggio di restare in pochi. Ed è esattamente questo che dice Gesù quando chiede ai suoi discepoli di non avere paura, di rendergli aperta testimonianza, di non nascondersi, anzi di sbandierare la propria identità senza complessi.

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 21 giugno 2020

21 giugno

12ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Non abbiate paura!


RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, tu ci chiedi di farci coraggiosi testimoni del tuo Vangelo, abbi pietà di noi.
    • Cristo Signore, tu ci chiedi di accoglierci e di amarci, guarisci la nostra indifferenza e abbi pietà di noi.
    • Signore Gesù, aumenta la nostra fiducia, nella certezza del tuo aiuto, abbi pietà di noi.

PREGHIERE DEI FEDELI

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, chiediamo a Dio di essere cristiani che sanno essere coraggiosi testimoni della sua parola. Preghiamo insieme e diciamo:

Rendici tuoi testimoni, Signore!

  • Per la Chiesa, affinché non abbia mai paura di annunciare apertamente il Vangelo di Gesù, preghiamo.
  • Per gli uomini di governo e per quelli che sono a servizio della società, perché le loro decisioni non siano in contrasto con i valori evangelici, preghiamo.
  • Per i cristiani, immersi in una società che non rende sempre evidenti i valori che contano, perché non cessino di rendere presenti con la loro vita le parole evangeliche di Gesù, preghiamo.
  • Per tutti noi, affinché la certezza di essere nella mani provvidenti del Padre renda più gioiosa la nostra testimonianza, preghiamo.

Celebrante. O Padre, ascoltati ed accompagnaci nel nostro desiderio di vivere e di testimoniare quanto il tuo Figlio Gesù chiede a chi sceglie di seguirlo, lui che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 21 giugno 2020

21 giugno

12ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Non abbiate paura!

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco